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Menandro: Vita e opere, Dispense di Greco

Analisi della vita e delle opere di Menandro, con focus su "Il Misantropo"

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 24/03/2026

Roberta_La_Face
Roberta_La_Face 🇮🇹

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Menandro
La vita
Menandro nacque ad Atene nel 342 a.C. da una famiglia agiata quindi intorno alla metà del VI secolo, e rimarrà
per sempre legato alla sua terra, nonostante gli si presenti una difficoltà storica: l’Atene di Menandro, infatti, è
quella dell’età ellenistica in cui Atene perse il suo primato sia politico sia intellettuale - dopo la guerra del
Peloponneso Atene viene sconfitta per la prima volta - per cui la nuova capitale diventa Alessandria d’Egitto.
Questo è il periodo in cui molti intellettuali lasciano Atene per recarsi ad Alessandria d’Egitto nuova capitale della
cultura. Ad Atene rimane quindi la filosofia, nello specifico, lo stoicismo e l’epicureismo, ma anche la commedia,
l’unico genere teatrale rimasto vivo nonostante il crollo della polis.
Il pubblico di Menandro è borghese - non più povero, perché Atene non può permettersi un finanziamento sulle
spalle dello stato - ed i commercianti si sono arricchiti durante la guerra.
Inoltre, il ruolo ed il messaggio della commedia erano molto importanti per questo periodo storico poiché, grazie
al loro lieto fine, emanavano un senso di speranza nei confronti anche della polis messaggio che gli ateniesi
avevano bisogno di sentirsi dire. Essi, infatti, si ritrovano completamente disorientati e diventando sudditi di una
tirannide devono cambiare le loro abitudini.
Per questo motivo, cambia anche il modo di fare commedia: se prima questo genere teatrale portava in scena la
satira nei confronti di personaggi politici adesso è costretta a portare in scena aspetti legati alla vita di un individuo,
del cittadino. Qui, entrano in scena anche le filosofie dello stoicismo e dell’epicureismo accentuate dal fatto che
ormai il cittadino ateniese ha perso fiducia non solo nelle istituzioni ma anche nelle divinità.
In Menandro, infatti, non vi sono divinità o se ci sono appaiono quelle legate alla vita dei campi - origine della
commedia - oppure sono personificate come la Τύχη.
L’individuo ateniese si interfaccia con i problemi che coinvolgono se stesso e gli altri, domandandosi dove sta la
felicità, il vero bene, e a questa domanda darà una risposta lo stoicismo: l’uomo è turbato ed è alla ricerca della
felicità così il teatro cerca di proporgli la retta via sulla quale inserirsi per la ricerca di se stesso e della felicità che,
secondo Menandro, si trova nei valori dell’humanitas ossia della filantropia.
Tornando alla sua vita, egli intrattenne rapporti con il filosofo Teofrasto e con il suo discepolo Demetrio Falereo
che, dopo aver instaurato ad Atene un regime di dispotismo illuminato - governo esercitato da una sola persona in
modo assolutistico senza alcun rispetto per la legge, in cui il despota si fa portavoce dei principi base
dell’illuminismo settecentesco ma che già Aristotele aveva individuato nella Poetica - , venne cacciato dalla polis
e si rifugiò in Egitto.
Menandro fece il suo esordio sulla scena teatrale con la commedia Ira.
Trascorse l’intera vita ad Atene, rifiutando gli inviti che gli erano stati rivolti per recarsi in Alessandria d’Egitto e
ciò denota la grande fama del commediografo. Compose circa cento commedie, ottenendo solo otto vittorie;
molto più benevola con lui fu la posterità: le sue commedie rimasero in auge sino alla tarda antichità.
Epicuro, di cui fu compagno di efebia - scuola militare ateniese nelle quali gli studenti, dopo i 18 anni, ricevevano
un’educazione militare, letteraria e musicale - fu di grande impatto nell’opera di Menandro.
Menandro è il modello principale della commedia latina e, per il tramite di questa, di quella europea
Il commediografo morì nel 291 a.C., secondo alcune fonti annegando in un fiume nei pressi di Atene.
Stile
Caratteristica del teatro menandreo è la totale assenza degli dei a sciogliere gli intrighi della trama, in favore della
presenza eterna della Τύχη. Tra l’altro, un verbo molto utilizzata nel teatro Menandreo è proprio τυγχάνω
(accadere).
Opere
La fama di Menandro è giunta all’epoca moderna solo attraverso i giudizi degli antichi. Di lui si conservò solo una
raccolta di sentenze, chiamata Sentenze di un verso, e numerose citazioni sparse nella tradizione indiretta. Non
oltre al VII secolo circolavano copie delle sue commedie.
Gli scavi archeologici in Egitto hanno restituito, a partire dalla fine del secolo XIX, una messe di papiri che
testimonia l’ampia produzione del commediografo.
Il ritrovamento più clamoroso risale però al 1957, quando venne scoperto Il Misantropo, l’unica commedia di
Menandro che a tutt’oggi è leggibile per intero.
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Menandro

La vita Menandro nacque ad Atene nel 342 a.C. da una famiglia agiata quindi intorno alla metà del VI secolo, e rimarrà per sempre legato alla sua terra , nonostante gli si presenti una difficoltà storica: l’ Atene di Menandro, infatti, è quella dell’ età ellenistica in cui Atene perse il suo primato sia politico sia intellettuale - dopo la guerra del Peloponneso Atene viene sconfitta per la prima volta - per cui la nuova capitale diventa Alessandria d’Egitto. Questo è il periodo in cui molti intellettuali lasciano Atene per recarsi ad Alessandria d’Egitto nuova capitale della cultura. Ad Atene rimane quindi la filosofia, nello specifico, lo stoicismo e l’epicureismo, ma anche la commedia, l’unico genere teatrale rimasto vivo nonostante il crollo della polis. Il pubblico di Menandro è borghese - non più povero, perché Atene non può permettersi un finanziamento sulle spalle dello stato - ed i commercianti si sono arricchiti durante la guerra. Inoltre, il ruolo ed il messaggio della commedia erano molto importanti per questo periodo storico poiché, grazie al loro lieto fine , emanavano un senso di speranza nei confronti anche della polis messaggio che gli ateniesi avevano bisogno di sentirsi dire. Essi, infatti, si ritrovano completamente disorientati e diventando sudditi di una tirannide devono cambiare le loro abitudini. Per questo motivo, cambia anche il modo di fare commedia: se prima questo genere teatrale portava in scena la satira nei confronti di personaggi politici adesso è costretta a portare in scena aspetti legati alla vita di un individuo, del cittadino. Qui, entrano in scena anche le filosofie dello stoicismo e dell’ epicureismo accentuate dal fatto che ormai il cittadino ateniese ha perso fiducia non solo nelle istituzioni ma anche nelle divinità. In Menandro, infatti, non vi sono divinità o se ci sono appaiono quelle legate alla vita dei campi - origine della commedia - oppure sono personificate come la Τύχη. L’individuo ateniese si interfaccia con i problemi che coinvolgono se stesso e gli altri, domandandosi dove sta la felicità, il vero bene, e a questa domanda darà una risposta lo stoicismo : l’uomo è turbato ed è alla ricerca della felicità così il teatro cerca di proporgli la retta via sulla quale inserirsi per la ricerca di se stesso e della felicità che, secondo Menandro, si trova nei valori dell’ humanitas ossia della filantropia. Tornando alla sua vita, egli intrattenne rapporti con il filosofo Teofrasto e con il suo discepolo Demetrio Falereo che, dopo aver instaurato ad Atene un regime di dispotismo illuminato - governo esercitato da una sola persona in modo assolutistico senza alcun rispetto per la legge, in cui il despota si fa portavoce dei principi base dell’illuminismo settecentesco ma che già Aristotele aveva individuato nella Poetica - , venne cacciato dalla polis e si rifugiò in Egitto. Menandro fece il suo esordio sulla scena teatrale con la commedia Ira. Trascorse l’intera vita ad Atene, rifiutando gli inviti che gli erano stati rivolti per recarsi in Alessandria d’Egitto e ciò denota la grande fama del commediografo. Compose circa cento commedie , ottenendo solo otto vittorie ; molto più benevola con lui fu la posterità : le sue commedie rimasero in auge sino alla tarda antichità. Epicuro , di cui fu compagno di efebia - scuola militare ateniese nelle quali gli studenti, dopo i 18 anni, ricevevano un’educazione militare, letteraria e musicale - fu di grande impatto nell’opera di Menandro. Menandro è il modello principale della commedia latina e, per il tramite di questa, di quella europea Il commediografo morì nel 291 a.C., secondo alcune fonti annegando in un fiume nei pressi di Atene. Stile Caratteristica del teatro menandreo è la totale assenza degli dei a sciogliere gli intrighi della trama, in favore della presenza eterna della Τύχη. Tra l’altro, un verbo molto utilizzata nel teatro Menandreo è proprio τυγχάνω (accadere). Opere La fama di Menandro è giunta all’epoca moderna solo attraverso i giudizi degli antichi. Di lui si conservò solo una raccolta di sentenze , chiamata Sentenze di un verso , e numerose citazioni sparse nella tradizione indiretta. Non oltre al VII secolo circolavano copie delle sue commedie. Gli scavi archeologici in Egitto hanno restituito, a partire dalla fine del secolo XIX, una messe di papiri che testimonia l’ ampia produzione del commediografo. Il ritrovamento più clamoroso risale però al 1957 , quando venne scoperto Il Misantropo , l’ unica commedia di Menandro che a tutt’oggi è leggibile per intero.

Il Misantropo o il Bisbetico Il Misantropo , o il Bisbetico , anche nota col titolo originale di Δύσκολος , è una commedia fra le più antiche di Menandro, messa in scena per la prima volta nel 317 a.C. Il Misantropo racconta le peripezie e i mutamenti interiori di un vecchio acido e scorbutico: per lui uno sfortunato imprevisto si trasforma in impulso per avviarsi sulla strada del cambiamento. Trama : La divinità che apre la commedia nel prologo è Pan , una divinità minore dei boschi , che fa innamorare Sostrato , un ricco ed elegante giovane di città , di una ragazza di campagna , figlia di Cnemone , un vecchio asociale e misantropo. Il giovane vuole chiedere la mano alla giovane, ma Cnemone scaccia a sassate e male parole il messaggero del giovane. La sorte vuole che Cnemone precipiti in fondo ad un pozzo mentre tenta di recuperare un’anfora e una zappa cadute alla sua serva. Sostrato , insieme a Gorgia , figlio della moglie di Cnemone, con cui Sostrato ha nel frattempo stretto amicizia, lo porta in salvo. Per gratitudine Cnemone adotta Gorgia e gli affida il compito di trovare un marito a sua figlia ; Gorgia concede così a Sostrato di sposare la propria sorellastra , ottenendo a sua volta in cambio la sorella di lui. Alle doppie nozze , pur riluttante, viene trascinato anche il misantropo Cnemone Temi : Tema centrale dell’opera è la critica alla filosofia del cinismo , che aveva come suo precetto principale il raggiungimento dell’ α ὐτάρκεια (autosufficienza). Da questa commedia emerge un fondamentale ottimismo sulla natura umana e sulla possibilità per l’uomo di comprendere i suoi limiti e di pentirsi. La ragione riscatta l’uomo dalla sua imperfezione e gli consente di nutrire un atteggiamento positivo verso l’umanità. La possibilità di sviluppo etico di cui dà prova il ravvedimento di Cnemone è confermata nel finale della commedia dai due matrimoni : tramite essi si cementa infatti l’ unione di individui appartenenti a classi sociali differenti La ricchezza è effimera , destinata a soccombere al cospetto di ideali quali l’ amore e l’ amicizia Vi è dunque un messaggio di ottimismo e speranza nel futuro della società : a impartire le più costruttive lezioni di vita per la conquista di valori edificanti è la nuova generazione , in contrapposizione con il formalismo degli anziani Personaggi Il protagonista della commedia, Cnemone , trascorre le sue giornate lontano dalla città , lavorando nel suo podere ai confini dell’Attica perché detesta la presenza della gente: Cnemone è un uomo roso dal male di vivere , da una sofferenza tutta chiusa dentro di sé , che lo porta a manifestare una indiscriminata stizza contro l’ umanità intera Nella prospettiva di Menandro , Cnemone è una figura negativa , anche se solitamente i personaggi del commediografo possiedono le virtù opposte , ossia la filantropia e la generosità. Cnemone non è un individuo malvagio in assoluto:

  • il suo male logora soltanto lui stesso
  • è sufficiente un solo episodio per far maturare la sua “redenzione” La sua maschera di cattiveria si sgretola quando il figliastro Gorgia gli salva la vita : in quell’occasione egli comprende che il mondo non è fatto solo di persone malvagie e ingiuste. Anch’egli, come tutti i personaggi di Menandro, non soffre di una radicale negatività ; sa riconoscere i suoi vizi , ma questi non sono assoluti e immutabili attraverso una sorta di metabolé sofoclea. Gli altri personaggi, pur nella loro mediocrità , sono portatori di valori positivi , cosicché la commedia abbia un lieto fine , prospettando un futuro di serenità per tutti
  • Gorgia dà prova di disinteressato altruismo e riesce ad aprire una breccia nell’ isolamento del burbero Cnemone