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Riassunti sulla metafora per l’esame di approcci cognitivi - linguistica
Tipologia: Sintesi del corso
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La metonimia è stata oggetto di un dibattito più contenuto rispetto alla metafora, ma rappresenta un fenomeno fondamentale nell’estensione semantica. Tradizionalmente, la metonimia è definita come il processo mediante il quale un termine riferito a un’entità viene usato per indicarne un’altra ad essa contigua. Questa operazione si basa su ciò che Nunberg definisce una funzione di riferimento, che permette al nome di un contenitore di riferirsi al contenuto (The kettle’s boiling, “Il bollitore sta bollendo”), oppure al nome di un produttore di riferirsi al prodotto (Does he own any Picassos?, “Ha qualche Picasso?”). Una sottocategoria importante è la sineddoche, in cui il riferimento all’insieme è fatto tramite una parte saliente (We need some new faces around here, “Ci servono nuove facce”). Altre forme includono l’uso del nome di un’istituzione per indicare persone influenti ad essa associate (The Government has stated…). Le funzioni referenziali sono in parte convenzionalizzate, ma non sempre completamente produttive. Per esempio, il nome di un artista può riferirsi ai suoi lavori, mentre il nome di una persona che ha cucinato un dolce difficilmente viene usato per indicare il dolce stesso. Tuttavia, in situazioni particolari, come tra camerieri che conoscono gli ordini dei clienti, è possibile usare metonimie non convenzionali (The pork chop left without paying, “La braciola se n’è andata senza pagare”). Questo suggerisce che la metonimia non richiede necessariamente contiguità spaziale e non si limita al riferimento: diventa così un processo basilare di estensione semantica. Spesso, parlando di un’entità, la metonimia permette di evidenziare diversi aspetti della sua composizione. Ad esempio, nei verbi legati alla cura di un’automobile: wash a car p one l’accento sull’esterno, vacuum-clean the car sulla tappezzeria interna, service a car sulle componenti meccaniche. Qui non si tratta di polisemia nel senso classico, ma di modulazione contestuale, che può però evolvere verso la polisemia vera e propria, come evidenziato dagli esempi di zeugma con door (“porta”) e window (“finestra”):
Esempi: