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Riassunto libro sul metodo di studio e i DSA
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il metodo di studio è l’ insieme strutturato di fattori di ordine strategico, cognitivo, metacognitivo e motivazionale che contribuiscono a promuovere un atteggiamento attivo dello studente , quindi un controllo del proprio processo scolastico. (Pressley et al. 1997; Moè, Cornoldi, De Beni, 2001; Friso, Amadio, Cornoldi et al., 2012; Pellerey 2013; Ottone, 2014).
Acquisire un metodo di studio significa estendere le proprie potenzialità di apprendimento e di formazione, di agire sulla propria vita e sugli oggetti di conoscenza attraverso un’azione trasformativa, accrescendo la propria autonomia. L’apprendimento, infatti, si trasforma lungo il corso della vita (lifelong), situandosi nello spazio virtuale dei vari e differenti contesti (lifewide) e avvalendosi delle personali risorse affettivo-motivazionali ed emotivo-cognitivo scaturite dall’ interazioni con gli altri. IL METODO DI STUDIO NELLA PROSPETTIVA DI DELORS Nella prospettiva di Delors; studioso che per conto dell’UNESCO nel 1996 ; ha sottoscritto un rapporto per l’apprendimento permanente e per inquadrare l’apprendimento in una cornice teorica/valoriale (valore etico, culturale all’apprendimento). In questo rapporto vengono delineati i quattro pilastri/prerequisiti dell’apprendimento:
Avere o non avere metodo in ambito apprenditivo-scolastico fa la differenza rispetto alla qualità degli esiti conseguibili. L’espressione “non hai metodo” riferendosi all’inadeguatezza nella modalità di studio dell’allievo, in ambito scolastico rimanda tecniche di comprensione, memorizzazione e ripetizione del contenuto. A casa, i genitori la usano quando il figlio non è in grado di eseguire i compiti nei tempi indicati dall'insegnante. La famiglia e la scuola, dunque, sono gli osservatori privilegiati per rilevare l'acquisizione del metodo di studio, se pure esse hanno un ruolo differente: la famiglia sostiene l'allievo sul piano pratico ed emotivo; la scuola ha il compito di agire, assumendosi la responsabilità di porre tutti gli allievi nelle migliori condizioni possibili per apprendere un proprio metodo, attraverso l'insegnamento di tecniche, modalità, opportunità, strumenti. Non si può prescindere “dall’insegnamento del metodo di studio” nel caso si tratti di allievi che presentano difficoltà specifiche di apprendimento, i quali vanno aiutati ad adattare e applicare tecniche e strategie di studio, e a servirsene a seconda delle proprie necessità. La didattica inclusiva deve predisporre e realizzare ambienti di apprendimento adeguati alle caratteristiche peculiari di tutti gli allievi, anche quelli con bisogni educativi speciali (BES), e coloro che presentano disturbi specifici di apprendimento (DSA) affinché possano anch'essi acquisire modalità di studio. Le sinergie delle azioni e delle competenze rappresentano l'elemento principale che può garantire all’allievo di raggiungere il successo scolastico al pari dei compagni, attraverso forme di compensazione che progressivamente impara di impiegare. Ovviamente è importante anche la sinergia tra psicologi, neuropsichiatri, logopedisti, insegnanti e genitori. L’integrazione delle inclinazioni delle potenzialità individuali con gli apprendimenti scolastici e pertanto permette di educare, di attuare l'interazione formazione-persona l'interazione bisogni di curricolo-maturazione dell’allievo. Questo approccio pedagogico al metodo di studio costituisce una forma di accompagnamento all' allievo nel corso della vita e di consapevolezza matura degli effetti positivi che la propria capacità di imparare può determinare sulle altre sull'ambiente circostante. I DSA NEL CONTESTO SCOLASTICO La legge 8 ottobre 2010, n. 170, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico è di grande rilevanza per la scuola, in quanto è la prima a dare una regolamentazione normativa a DSA. La normativa è stata poi precisata con le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento del MIUR (2011).
− proporre a tutti gli allievi della classe di utilizzare gli strumenti compensativi che usa il compagno con DSA; − simulare le difficoltà dell’allievo con DSA mentre legge, scrive ed espone un contenuto in modo da renderle comprensibili agli atri allievi; − svolgere ricerche su personaggi celebri con DSA. METODO DI STUDIO E “FUNZIONAMENTO UMANO” Le azioni utilizzate per sviluppare il metodo di studio, le scelte metodologico-didattiche, gli atteggiamenti degli insegnanti, dei familiari e dei compagni di classe, assumono un'importanza centrale, in quanto determinano un’interazione positiva o negativa tra l'allievo e il contesto in cui vive, e possono essere facilitanti o ostacolanti per la percezione di stima di sé e per il senso di autoefficacia. Il metodo di studio aiuta a sviluppare le potenzialità anche degli allievi con DSA per questo c’è una stretta relazione tra il metodo e il “funzionamento umano” dell’allievo, Il “funzionamento umano “è determinato dall’interazione tra le strutture e le funzioni corporee di un individuo, dal livello di attività e di partecipazione e dai fattori contestualizzati (ambientali e personali). La scuola è impegnata a riflettere in modo particolare sul ruolo dei fattori ambientali che operano al suo interno, predisponendo le condizioni ottimali (affettivo-relazionali, emotivo-motivazionali, organizzativo-didattiche e metodologiche) per l'apprendimento e la partecipazione di ciascun allievo.
A metà degli anni 80, i modelli cognitivi più complessi riconducono le abilità di apprendere e di studiare all’interconnessione tra le conoscenze, la motivazione e l'organizzazione personale. Nell'ambito della ricerca didattica sono stati individuati, con finalità operative a uso degli insegnanti, 9 punti essenziali per l'acquisizione del metodo di studio:
Secondo il modello Good Strategy User (GSU) esistono delle relazioni tra gli aspetti cognitivi, strategici e metacognitivi dell'individuo. Anche grazie ai rinforzi derivanti dall'esterno, ai successi e agli insuccessi, l'allievo apprende l'uso di strategie e sviluppa un certo stile attributivo che influenza la sfera emotivo-motivazionale implicata nell'attività di studio. Per acquisire un efficace metodo di studio, è necessario possedere flessibilità mentale, sviluppare il pensiero strategico e avere un buon rapporto con lo studio in generale. Ci sono 4 fonti dei processi di natura emotivo-motivazionale:
Numerose indagini di ricerca educativa hanno dimostrato come l’ambiente socioculturale, il clima familiare e la qualità dell’istruzione scolastica di provenienza incidano sugli esiti di apprendimento di tutti gli studenti. I DSA possono comportare “condizioni fortemente invalidanti e capaci di limitare in modo significativo il livello di partecipazione della persona e il suo adattamento sociale” e dunque anche il raggiungimento della competenza chiave “imparare ad imparare”. I DSA NELLA NUOVA PROSPETTIVA DEL DSM- 5 L’entrata in vigore della Legge 170/2010 è stata affiancata dal DSM-4 (manuale diagnostico dei disturbi mentali). Questo manuale è costantemente in aggiornamento, soprattutto per quanto riguarda i criteri con cui fare la diagnosi. Nel marzo del 2014 è stata pubblicata la quinta edizione del Manuale diagnostico dei disturbi mentali. DSM- 5 (APA, 2014).
È noto che nella maggior parte delle classi italiane sono presenti allievi che, pur non presentando un DSA, mostrano di essere impreparati ai compiti di studio e di non avere un buon metodo di studio, le ragioni dell’inadeguatezza sono da rintracciare nel tessuto socioculturale di appartenenza e nello stato di preparazione fornito dai segmenti scolastici dell’obbligo. Alla luce di ciò, preme ribadire che è la scuola a porre gli allievi nelle condizioni ottimali per poter apprendere ma si sa che, talvolta i docenti incontrano difficoltà anche riferite alla progettazione di un curricolo realmente inclusivo e integrato con il PDP e con il programma di classe. Infatti, non sempre gli allievi ai quali è stato diagnosticato in DSA ottengono un adeguamento della didattica che permetta loro di essere messi nelle condizioni di poter apprendere al pari dei coetanei. La didattica individualizzata e personalizzata diviene allora una sfida da parte degli insegnanti, impegnati ad attivare tutte quelle azioni di potenziamento utili alla promozione di un percorso di studi adeguato alle esigenze specifiche di ciascun allievo. La tematica dell’apprendimento autodiretto fornisce una cornice teorico-culturale per lacune riflessioni in merito al significato del termine “compensazione” che rappresenta per l’allievo un lavoro pedagogico su sé stesso, nel quadro di un progetto di riappropriazione identitaria il cui fine è peculiare rispetto ad altre pratiche. “L’apprendimento autodiretto si riferisce a un contesto di relazione dove l’allievo è posto nelle condizioni di imparare grazie al dialogo e al confronto con gli altri e questo tipo di apprendimento è riconosciuto come un lavoro pedagogico su sé stessi: non a caso il prefisso “auto” rimarca che l’agire è sempre guidato da un’idea pratica, la cui gestione compete direttamente al soggetto che apprende”. Una compensazione promossa dalla scuola secondo questa teoria risulta il prodotto di una relazione comunicativa, dialettica e ricorrente con il contesto e con i compagni di classe e gli insegnanti. Tramite questa modalità egli può governare l’acquisizione del metodo di studio attivando un processo trasformativo che si nutre della riflessione critica per approdare ad un’ulteriore conoscenza di sé. La relazione triadica apprendimento autodiretto-compensazione-metodo di studio esprime l’importanza del processo per il quale è l’allievo con DSA a prendere l’iniziativa nell’utilizzo delle misure compensative: è lui stesso a percepire e comprendere le sue esigenze e a rispondere concretamente a esse, scegliendo le strategie di apprendimento più opportune e valutando i risultati del suo impegno nello studio. OPPORTUNITÀ DELLE MISURE COMPENSATIVE E DISPENSATIVE NELLA DIDATTICA INCLUSIVA
4. L'acquisizione del metodo di studio da parte degli allievi con DSA Il metodo di studio, si adatta a ciascuno studente in base alle proprie caratteristiche individuali e agli stili di apprendimento. a scuola è importante presentare e utilizzare diverse tecniche, tra le quali l'allievo possa scegliere quelle che ritiene più funzionali e imparare progressivamente ad autoregolare le attività personali. È auspicabile, soprattutto per gli allievi con DSA, che l'acquisizione del metodo di studio sia promosso a scuola e costituisca oggetto di insegnamento specifico. COME PROMUOVERE IL METODO DI STUDIO È indispensabile l’organizzazione di una didattica inclusiva che insegni in modo esplicito e diretto le tecniche, programmando interventi finalizzati alla motivazione e al controllo delle modalità di apprendimento e degli obiettivi di studio perseguiti rispetto alle diverse discipline scolastiche. Inoltre, è importante il potenziamento dell'uso di strategie cognitive di apprendimento, di modalità di organizzazione e pianificazione del lavoro. Accorgimenti didattici per la promozione del metodo di studio: consegna dei compiti chiare linguisticamente e suddivise in step sequenziali e progressivi; ripetizione verbale della consegna del compito e precisazioni sulle modalità di svolgimento; selezione mirata di pagine da studiare e del materiale di studio; contenuto ridotto del testo, ma significativo; esempi di lavori già svolti; riduzione del carico di compiti a casa; invito a far uso del registratore durante la lezione; anticipazione sull'argomento oggetto di spiegazione; spiegazione dei soli concetti essenziali e delle sole informazioni a essi correlate; uso combinato del linguaggio verbale e non verbale durante la spiegazione; organizzazione del materiale dell’allievo; uso di strumenti compensativi. Affinché la didattica inclusiva coniughi regolazione ed autoregolazione, si possono alcune specifiche strategie didattiche: