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Prevenzione del Mobbing e Burnout nel Lavoro: Progetti di Formazione, Prove d'esame di Psicologia Clinica

Due progetti di formazione realizzati dall'ente di formazione 'saperi' per prevenire il mobbing e il burnout nel lavoro. Il primo progetto, intitolato 'insieme si lavora meglio', ha come obiettivo la prevenzione del mobbing e la tutela della salute psicofisica, mentre il secondo progetto, intitolato 'prevenzione e riduzione degli effetti della sindrome di burnout', ha come obiettivo la promozione di fattori protettivi dello stress lavorativo. Entrambi i progetti si basano sulla psicologia del lavoro e delle organizzazioni, e prevedono attività di gruppo, comunicazione efficace, team-building e team-working.

Tipologia: Prove d'esame

2016/2017

Caricato il 23/11/2021

sonia2elle
sonia2elle 🇮🇹

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Mobbing
Premessa e analisi del contesto
Il progetto “insieme si lavora meglio” è stato realizzato
dall'Ente di formazione “Saperi” della città su
commissione del Comune ed è finalizzato alla
prevenzione del mobbing e alla tutela della salute
psicofisica nell'ambito lavorativo.
Per mobbing s'intende l'insieme di quegli atti emessi dai
datori di lavoro, capi e colleghi che si traducono
in atteggiamenti persecutori, manifesti, determinati ad
arrecare danni rilevanti alle condizioni psicofisiche
del lavoratore, anche con il fine di farlo allontanare dal
gruppo di lavoro.
Si manifesta sotto molto forme: isolare il lavoratore
(privandolo dei mezzi di comunicazione) bloccandogli il
flusso delle informazioni necessarie al suo lavoro,
estrometterlo dalle decisioni, trasferirlo in luoghi isolati e
distanti screditare il lavoratore attraverso attacchi alla
sua reputazione (umiliarlo, attaccare le sue convinzioni
politiche, religiose o sessuali) svuotamento delle
mansioni, mancata attribuzione di incarichi, delega di
compiti squalificanti Per definizione il mobbing prevede
che le azioni sia sistematiche e ripetute nel tempo.
Le finalità progettuali in linea con la sentenza della Corte
Costituzionale in materia di vessazioni e abusi
sul luogo di lavoro. Le conseguenze possono essere
diverse: somatizzazioni, condotte auto ed eterolesive,
sintomatologia ansioso-depressiva e disturbo
dell'adattamento. Nei casi più gravi può assumere la
forma di PTSD e il caso estremo è rappresentato dal
suicidio. Vi sono conseguenze gravi anche per la società in
termini sociali
economici : costi per l'assenza sul luogo di lavoro,
malattia, ecc.
Destinatari diretti: gli impiegati ed i dirigenti del comune,
dato l'alto numero di partecipanti, la popolazione sarà
divisa in gruppi coincidenti con i vari servizi in modo da
potere lavorare sul ogni microgruppo di lavoro.
Destinatari indiretti: la famiglia degli impiegati e la
comunità.
Obiettivo generale: prevenire le condizioni di mobbing
migliorando la vita lavorativa e le relazioni al lavoro,
evitare l'emarginazioni, tutelando la salute fisica e
psicologica del lavoratori.
Obiettivi specifici: promuovere la conoscenza del
fenomeno (cause-conseguenze-consapevolezza della
gravità degli atti); aumentare autostima e qualità dei
rapporti tra personale e direzione; costruire una politica
di solidarietà e cooperazione nel gruppo di lavoro;
chiarire quali sono le conseguenze e l'infrazioni degli
standard organizzativi esplicitando le relative sanzioni.
Vincoli: disponibilità dei lavoratori, orario di lavoro.
Metodologia: Il progetto ha finalità conoscitive ed
intervento-cambiamento, vuole predisporre un assetto di
lavoro di gruppo per generare cambiamenti sociali e
aumentare nei membri le capacità di riflessione e la
consapevolezza. Si inscrive all’interno del modello teorico
della ps del lavoro o delle organizzazioni, che prende i
modelli e le teorie della2psicologia2e li applica all'ambiente
di lavoro, cercando di favorire sia il
massimo2benessere2per le persone che lavorano, sia il
massimo vantaggio per l'organizzazione per cui lavorano,
e di migliorare le condizioni psicologiche,
la2motivazione2ed i rapporti con gli interlocutori di2ruolo,
con l'azienda2e con l'ambiente di lavoro in genere. Il
progetto si inscrive, inoltre, nel più vasto modello teorico
bio – psico –sociale, che considera l’individuo come
sistema complesso, in interazione e scambio continui con
l’ambiente esterno, in cui il focus non va solo sul singolo
ma su tutte le componenti in relazione. Ciascun soggetto è
considerato il “principale curatore” della propria salute, e
fondamentale è promuovere il concetto di empowerment,
ossia potenziamento delle proprie risorse a tutela del
proprio benessere psico – fisico, in questo caso per
rendere migliore il contesto organizzativo attraverso
l'interazione e la comunicazione con il gruppo di lavoro,
l'analisi dei bisogni, la negoziazione e condivisione delle
decisioni.
Attività (tempi e fasi)
Il progetto prevederà 4 fasi:
FASE I: presentazione del progetto attraverso 1 lezione
frontali della durata di 2h, e somministrazione individuale
del sociogramma di Moreno che evidenzierà le relazioni
interpersonali tra i componenti del gruppo, per
evidenziarne la struttura psicosociale, le gerarchie interne
e i rapporti di potere.
FASE II: percorso psicoeducativo volto ad aumentare le
conoscenze sul fenomeno, 2 incontri della durata di 2h,
con tecnica di brainstorming, per facilitare l’elaborazione
di idee che i membri hanno sul fenomeno, sviluppare
nuove conoscenze e prospettive, migliorare la
comunicazione nel gruppo.
FASE III: percorso esperienziale, 2 incontri laboratoriali
di 2h, tramite tecnica di role playing applicata al gruppo
di lavoro, per sviluppare abilità di decentramento,
sperimentarsi in ruoli diversi (vittima), sviluppare
capacità di ascolto e capacità empatiche, e giochi
psicologici, per promuovere la cooperazione trai
partecipanti, per favorire un piano di uguaglianza,
sviluppare clima di rispetto.
FASE IV: restituzione dell'esperienza e ri -
somministrazione del sociogramma di Moreno.
Tempi: il progetto si dispiega in un arco di tempo che
copre 2 anni, ogni incontro avrà la durata di 2 h, in orario
pomeridiano e avrà una cadenza settimanale. Le attività
proposte per ciascun gruppo si presenteranno nell'arco di
due mesi. Risorse umane: 1 psicologo del lavoro,
1psicologo esperto nella gestione di gruppi, 1
coordinatore del progetto. Risorse materiali : locali del
comune (sala riunioni), materiale di consumo (dispense,
lavagne, pennarelli, fogli, cancelleria) Rischi: rifiuto e/o
resistenze da parte dei lavoratori.
Valutazione: INIZIALE: somministrazione questionario
appositamente redatto per rilavare il livello di conoscenza
sul fenomeno e sociogramma di Moreno
IN ITINERE: osservazioni, diari di bordo e colloqui
informali.
FINALE: valutazione conoscenze, ri – somministrazione
del sociogramma di Moreno per vedere se l'intervento ha
apportato cambiamenti a livello delle relazioni tra i
membri del gruppo, questionario di gradimento.
Burnout
Premessa e analisi contesto
La sindrome da burnout (o più semplicemente burnout) è
l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce
le persone che esercitano professioni di aiuto (helping
profession) nel momento in cui non riescono più a
rispondere in maniera adeguata ai carichi eccessivi di
stress che il loro lavoro comporta. Il burnout interessa
educatori, insegnanti, medici, infermieri, psicologi,
psichiatri, poliziotti, vigili del fuoco, ecc., figure
professionali caricate dal proprio stress personale e da
quello della persona aiutata. Burnout significa
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Mobbing Premessa e analisi del contesto Il progetto “insieme si lavora meglio” è stato realizzato dall'Ente di formazione “Saperi” della città su commissione del Comune ed è finalizzato alla prevenzione del mobbing e alla tutela della salute psicofisica nell'ambito lavorativo. Per mobbing s'intende l'insieme di quegli atti emessi dai datori di lavoro, capi e colleghi che si traducono in atteggiamenti persecutori, manifesti, determinati ad arrecare danni rilevanti alle condizioni psicofisiche del lavoratore, anche con il fine di farlo allontanare dal gruppo di lavoro. Si manifesta sotto molto forme: isolare il lavoratore (privandolo dei mezzi di comunicazione) bloccandogli il flusso delle informazioni necessarie al suo lavoro, estrometterlo dalle decisioni, trasferirlo in luoghi isolati e distanti screditare il lavoratore attraverso attacchi alla sua reputazione (umiliarlo, attaccare le sue convinzioni politiche, religiose o sessuali) svuotamento delle mansioni, mancata attribuzione di incarichi, delega di compiti squalificanti Per definizione il mobbing prevede che le azioni sia sistematiche e ripetute nel tempo. Le finalità progettuali in linea con la sentenza della Corte Costituzionale in materia di vessazioni e abusi sul luogo di lavoro. Le conseguenze possono essere diverse: somatizzazioni, condotte auto ed eterolesive, sintomatologia ansioso-depressiva e disturbo dell'adattamento. Nei casi più gravi può assumere la forma di PTSD e il caso estremo è rappresentato dal suicidio. Vi sono conseguenze gravi anche per la società in termini sociali economici : costi per l'assenza sul luogo di lavoro, malattia, ecc. Destinatari diretti: gli impiegati ed i dirigenti del comune, dato l'alto numero di partecipanti, la popolazione sarà divisa in gruppi coincidenti con i vari servizi in modo da potere lavorare sul ogni microgruppo di lavoro. Destinatari indiretti: la famiglia degli impiegati e la comunità. Obiettivo generale: prevenire le condizioni di mobbing migliorando la vita lavorativa e le relazioni al lavoro, evitare l'emarginazioni, tutelando la salute fisica e psicologica del lavoratori. Obiettivi specifici: promuovere la conoscenza del fenomeno (cause-conseguenze-consapevolezza della gravità degli atti); aumentare autostima e qualità dei rapporti tra personale e direzione; costruire una politica di solidarietà e cooperazione nel gruppo di lavoro; chiarire quali sono le conseguenze e l'infrazioni degli standard organizzativi esplicitando le relative sanzioni. Vincoli: disponibilità dei lavoratori, orario di lavoro. Metodologia: Il progetto ha finalità conoscitive ed intervento-cambiamento, vuole predisporre un assetto di lavoro di gruppo per generare cambiamenti sociali e aumentare nei membri le capacità di riflessione e la consapevolezza. Si inscrive all’interno del modello teorico della ps del lavoro o delle organizzazioni, che prende i modelli e le teorie della psicologia e li applica all'ambiente di lavoro, cercando di favorire sia il massimo benessere per le persone che lavorano, sia il massimo vantaggio per l'organizzazione per cui lavorano, e di migliorare le condizioni psicologiche, la motivazione ed i rapporti con gli interlocutori di ruolo, con l'azienda e con l'ambiente di lavoro in genere. Il progetto si inscrive, inoltre, nel più vasto modello teorico bio – psico –sociale, che considera l’individuo come sistema complesso, in interazione e scambio continui con l’ambiente esterno, in cui il focus non va solo sul singolo ma su tutte le componenti in relazione. Ciascun soggetto è considerato il “principale curatore” della propria salute, e fondamentale è promuovere il concetto di empowerment, ossia potenziamento delle proprie risorse a tutela del proprio benessere psico – fisico, in questo caso per rendere migliore il contesto organizzativo attraverso l'interazione e la comunicazione con il gruppo di lavoro, l'analisi dei bisogni, la negoziazione e condivisione delle decisioni. Attività (tempi e fasi) Il progetto prevederà 4 fasi: FASE I: presentazione del progetto attraverso 1 lezione frontali della durata di 2h, e somministrazione individuale del sociogramma di Moreno che evidenzierà le relazioni interpersonali tra i componenti del gruppo, per evidenziarne la struttura psicosociale, le gerarchie interne e i rapporti di potere. FASE II: percorso psicoeducativo volto ad aumentare le conoscenze sul fenomeno, 2 incontri della durata di 2h, con tecnica di brainstorming, per facilitare l’elaborazione di idee che i membri hanno sul fenomeno, sviluppare nuove conoscenze e prospettive, migliorare la comunicazione nel gruppo. FASE III: percorso esperienziale, 2 incontri laboratoriali di 2h, tramite tecnica di role playing applicata al gruppo di lavoro, per sviluppare abilità di decentramento, sperimentarsi in ruoli diversi (vittima), sviluppare capacità di ascolto e capacità empatiche, e giochi psicologici, per promuovere la cooperazione trai partecipanti, per favorire un piano di uguaglianza, sviluppare clima di rispetto. FASE IV: restituzione dell'esperienza e ri - somministrazione del sociogramma di Moreno. Tempi: il progetto si dispiega in un arco di tempo che copre 2 anni, ogni incontro avrà la durata di 2 h, in orario pomeridiano e avrà una cadenza settimanale. Le attività proposte per ciascun gruppo si presenteranno nell'arco di due mesi. Risorse umane: 1 psicologo del lavoro, 1psicologo esperto nella gestione di gruppi, 1 coordinatore del progetto. Risorse materiali : locali del comune (sala riunioni), materiale di consumo (dispense, lavagne, pennarelli, fogli, cancelleria) Rischi: rifiuto e/o resistenze da parte dei lavoratori. Valutazione: INIZIALE: somministrazione questionario appositamente redatto per rilavare il livello di conoscenza sul fenomeno e sociogramma di Moreno IN ITINERE: osservazioni, diari di bordo e colloqui informali. FINALE: valutazione conoscenze, ri – somministrazione del sociogramma di Moreno per vedere se l'intervento ha apportato cambiamenti a livello delle relazioni tra i membri del gruppo, questionario di gradimento. Burnout Premessa e analisi contesto La sindrome da burnout (o più semplicemente burnout) è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni di aiuto (helping profession) nel momento in cui non riescono più a rispondere in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro comporta. Il burnout interessa educatori, insegnanti, medici, infermieri, psicologi, psichiatri, poliziotti, vigili del fuoco, ecc., figure professionali caricate dal proprio stress personale e da quello della persona aiutata. Burnout significa

letteralmente “bruciarsi”, è un processo che inizia con un eccessivo e prolungato livello di stress lavorativo, che produce esaurimento emotivo nell’operatore e depersonalizzazione, per cui il soggetto non riesce più a discernere tra la propria vita e quella degli assistiti e, per far fronte a questa situazione di forte frustrazione e insoddisfazione, giunge a staccarsi dal proprio lavoro diventando apatico, cinico o rigido. Elevato è anche il rischio di abuso di alcool, sostanze psicoattive e suicidio. Gli effetti negativi del burnout non coinvolgono solo il singolo lavoratore, ma anche l’utenza, a cui viene offerto un servizio inadeguato. Questo progetto prevede di prevenire e/o ridurre gli effetti della sindrome del burnout promuovendo i fattori protettivi dello stress lavorativo. La letteratura dimostra come le persone che esercitano professioni d’aiuto siano più accorte e propositive nel soddisfare le richieste dell’utenza a seguito di interventi mirati al miglioramento della vita lavorativa. Destinatari 20 operatori di un reparto ospedaliero. Obiettivo generale: prevenire la sindrome di burnout promuovendo fattori protettivi dello stress lavorativo Obiettivi specifici: ridare benessere e motivazione agli operatori, voglia di ricominciare il lavoro con la giusta carica ed entusiasmo; favorire la cooperazione e lo scambio reciproco tra gli operatori; diminuire i segni e i sintomi già esistenti legati alla sindrome di burnout. (Risultati attesi Diminuzione dei sintomi e segni legati alla sindrome di burnout) Metodologia La metodologia è a carattere pratico/esperienziale, e si inscrive all’interno del modello teorico della ps del lavoro o delle organizzazioni, che prende i modelli e le teorie della psicologia e li applica all'ambiente di lavoro, cercando di favorire sia il massimo benessere per le persone che lavorano, sia il massimo vantaggio per l'organizzazione per cui lavorano, e di migliorare le condizioni psicologiche, la motivazione ed i rapporti con gli interlocutori di ruolo, con l'azienda e con l'ambiente di lavoro in genere. Il progetto si inscrive nel più vasto modello teorico bio – psico –sociale, che considera l’individuo come sistema complesso, in interazione e scambio continui con l’ambiente esterno, in cui il focus non va solo sul singolo ma su tutte le componenti in relazione. Ciascun soggetto è considerato il “principale curatore” della propria salute, e fondamentale è il concetto di empowerment, ossia potenziamento delle proprie risorse a tutela del proprio benessere psico – fisico. Dopo una breve introduzione teorica, i partecipanti al progetto avranno la possibilità di conoscere e sperimentare tecniche di comunicazione efficace, strategie efficaci di costruzione di un gruppo di lavoro (team – building), tecniche efficaci di lavoro di gruppo (team – working) , benessere e motivazione personale. Con riferimento a metodologie di evoluzione personale e relazionale, è incentrato sul gruppo, sulla condivisione e la pro positività. Attività (tempi e fasi) Il progetto prevede 5 fasi di lavoro

  1. Somministrazione della scala MBI (maslach burnout inventory) e Questionario Multidimensionale della Salute Organizzativa a due gruppi: uno sperimentale che partecipa al progetto, e uno di controllo, omogeneo al primo; più colloquio individuale.
  2. Focus group con gli operatori per illustrare le metodologie, conoscere i partecipanti, evidenziare bisogni, motivazioni e criticità.
  3. Progettazione di dettaglio: sulla base dell’analisi dei risultati della scala MBI e del focus group verranno messe a punto attività specifiche da utilizzare nel percorso di formazione.
    1. Realizzazione di 3 sessioni di lavoro a distanza di un mese l’uno dall’altra durante il week end (2 giorni) ed in una località fuori città, con attività di esercitazioni e debrifing, a seconda delle tematiche affrontate.
    2. Follow up a distanza di un mese dall’ultima sessione con ri - somministrazione MBI, proposta anche al gruppo di controllo Tempi 5 mesi Risorse Umane: 2 psicologi specializzati nelle tematiche e metodologie formative del progetto Materiali: struttura alberghiera e materiale per le esercitazioni Valutazione Verificare l’effettiva diminuzione dei livelli di burnout attraverso i risultati del questionario di inizio e fine intervento.