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Il multiculturalismo: una questione molto seria al giorno d'oggi
Tipologia: Appunti
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In questo contesto di multiculturalità il valore dell’uguaglianza ha lasciato spazio al valore della diversità. Il valore dell’uguaglianza è stato rivendicato per la prima volta tra il XVII e il XVIII secolo dagli ILLUMINISTI; in seguito questo stesso valore venne rivendicato anche dalla BORGHESIA RIVOLUZIONARIA la quale si opponeva ai privilegi della classe del clero e dei nobili (ricordiamo come ci si è battuti per il principio di uguaglianza anche durante la rivoluzione francese). Da lì in poi il principio di uguaglianza è confluito nelle MODERNE COSTITUZIONI DEGLO STATI LIBERALI come forma di tutela della democrazia. Dunque, possiamo dividere l’uguaglianza in: -UGUAGLIANZA FORMALE ovvero come una prerogativa da tutelare; -UGUAGLIANZA SOSTANZIALE ovvero come una condizione da promuovere concretamente. Il primo ambito in cui emerse per la prima volta la diversità fu in quello religioso, infatti la fede fu uno dei principali motivi di conflitti sanguinosi. In questo contesto storico, l’accettazione di tali differenze religiose è sfociata nella tolleranza, concetto che venne teorizzato per la prima volta da John Locke e qualche decennio più tardi, anche da Voltaire che esorcizzò l’intolleranza come uno dei peggiori mali sociali; al giorno d’oggi sappiamo invece che la diversità può essere un valido strumento di confronto e di crescita. Quest’accezione positiva della diversità è dovuta principalmente : -al RELATIVISMO secondo cui la realtà può essere interpretata in più modi e attraverso diversi linguaggi; -LO SVILUPPO DELLE SCIENZE SOCIALI (antropologia e sociologia) secondo cui la realtà è il prodotto di costruzioni e pratiche che variano in ogni contesto socio-culturale. A rafforzare ulteriormente il concetto di diversità ci sono i movimenti sociali, ricordiamo ad esempio il MOVIMENTO DEGLI AFROAMERICANI il cui obbiettivo era abolire qualsiasi disparità di fronte la legge fra neri e bianchi. Parallelamente fra i cosiddetti “neri” si sviluppò la necessità di recuperare i propri usi costumi e tradizioni
La necessità di salvaguardare la diversità e di garantirne la libera espressione si traduce nel MULTICULTURALISMO, ovvero atteggiamenti e progetti volti a tutelare le culture presenti in un determinato territorio tramite interventi legislativi e politici. Il primo documento multiculturale si è avuto in Canada verso gli anni ’70 del 1900; questo documento prende il nome di MULTICULTURALISM ACT. Il multiculturalismo trova la sua naturale collocazione nel mondo globalizzato in cui si intensificano i flussi migratori. Per fronteggiare questi movimenti migratori, gli Stati occidentali hanno dato 3 possibili risposte: -IL MODELLO TEDESCO: viene definito ISTITUZIONALIZZAZIONE DELLA PRECARIETA’; secondo questo modello assume come presupposto che l’immigrato sia una “persona di passaggio” e che pertanto lo Stato ospitante debba favorire la sopravvivenza dei suoi legami con la cultura e il paese d’origine nella speranza che egli vi possa tornare quanto prima. Purtroppo questo modello è inadeguato ai giorni nostri in quanto le comunità degli immigrati sono diventate stabili nel corso degli anni. -IL MODELLO FRANCESE: viene definito ASSIMILAZIONISTA in quanto esso sostiene che il soggetto immigrato, una volta trasferitosi in un nuovo Stato, diventi a pieno titolo un membro della nuova comunità e che quindi debba farne propria la cultura.
-IL MODELLO INGLESE : viene definito PLURALISTA è quello più adatto ad un progetto multiculturalista. Questo modello si basa sulla concezione liberale dello Stato secondo cui, quest’ultimo ha il compito di assicurare a tutti il libero esercizio dei propri diritti; infatti questo modello consente alle comunità immigrate di manifestare pubblicamente la propria specificità culturale purchè essa avvenga nel rispetto della legge e della libertà delle altre persone