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Migrazioni, multiculturalismo,
Tipologia: Appunti
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L’Italia come Fr, GB, e Sp è ormai una società multiculturale, caratterizzata dalla convivenza di persone differenti per origine, cultura e religione. In Italia nel 2019, gli stranieri rappresentavano l’8,7% della popolazione. La multiculturalità è un dato impossibile da eliminare, poiché una tale uniformità non fu mai esistita, ogni nazione infatti si è formata attraverso incontri tra gruppi umani di diversa origine. LA DIFFIDENZA Nelle nostre società sono sempre presenti atteggiamenti di diffidenza e timore nei confronti dell’altro, visto come estraneo. Molte persone hanno paura del fenomeno migratorio perché si aspettano solo effetti negativi, come le minacce alla propria identità. Di fronte a tali manifestazioni di ostilità l’unico antidoto è la conoscenza e la comprensione profonda di quei processi che possono rivelarsi carichi di potenzialità positive. IL PROBLEMA DELLA GESTIONE DEI FLUSSI MIGRATORI La multiculturalità richiede scelte politiche avvedute, finalizzate a disciplinare i flussi migratori. Devono essere elaborati modelli di convivenza tra persone che salvaguardino da un lato il rispetto delle regole comuni e dall’altro levare identità culturali. A CHI CI RIFERIAMO? Il genere umano ha da sempre avvertito il bisogno di spostarsi e di cambiare territorio, spinto dalla necessità di reperire cibi e risorse o dall’esigenza di sfuggire a situazioni di vita non favorevoli. I flussi migratori a cui assistiamo, si pongono dunque in continuità con una tendenza che caratterizza la specie umana fin dalla sua origine. Nella società industriale avanzata, la sempre più stretta interdipendenza economica, politica e culturale favorisce una più intensa mobilità tra il territorio. Quando si parla di migrazioni, ci si riferisce a crescenti masse umane costrette a lasciare la propria terra a causa di guerre, carestie, cambiamenti climatici, persecuzioni, povertà o disoccupazione. ● profugo , chi si allontana dalla propria terra in seguito a guerre, invasioni o calamità naturali, valicando i confini nazionali ● Rifugiato , chi ha ottenuto il riconoscimento di tale condizione dall’art 1 Statuto rifugiati ● Richiedente asilo , chi dopo aver lasciato il proprio paese, chiede il riconoscimento dello status di rifugiato. In attesa di una decisione, la persona ha diritto di soggiornare regolarmente anche se arrivata in maniera irregolare. ● Migranti economici , coloro che si spostano per cercare lavoro e migliori condizioni materiali di vita ● Immigrato regolare , chi risiede in uno stato con un permesso di soggiorno. ● Immigrato irregolare , colui che è entrato senza permesso, eludendo i controlli alla frontiera, oppure chi entra con visto turistico. In Italia considerati clandestini e puniti con reato penale La nostra Costituzione, all’art 2. “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, si impegna a rispettare i diritti fondamentali di ogni essere umano a prescindere da come sia identificato (regolare, irregolare, ecc). In base all’art. 10, la carta cost. Ammette il diritto all’asilo (diritto di protezione accordato da uno stato alle persone perseguitate nel loro paese d’origine), soltanto per motivi politici. Negli ultimi anni i flussi migratori si sono intensificati, la legislazione italiana ha ribadito il diritto di asilo ai rifugiati, ma si è posta l'obiettivo di impedire/limitare l’ingresso ai migranti economici. I MIGRANTI CHE ARRIVANO IN ITALIA Secondo il rapporto diffuso dall’ISTAT nel settembre del 2019, 8,7% della popolazione italiana era straniera e la nazione di provenienza degli immigrati nel nostro paese è tra le 5 più numerose: 1. Rumeni, 2. Albanesi, 3. marocchini, 4. Cinesi, 5. Ucraini. In realtà sono molte più le uscite dall’Italia, circa 8,8% della popolazione, l’Italia rimane terra di emigrazioni ed espatri, anche se coloro che lasciano l’Italia sono individui che possiedono un alto titolo di studi, plurilingue e in possesso di elevate competenze professionali “fuga di cervelli”, che tende ad allontanare persone più qualificate, con evidenti effetti negativi nel nostro paese.
Negli ultimi anni si è sviluppato un acceso dibattito che ha visto il contrapporsi di: ASPETTI POSITIVI- Prendono posizione di apertura all’accoglienza. Gli emigrati, lasciando la propria terra d’origine, attenuano la pressione demografica, inviando regolarmente una parte del proprio guadagno contribuendo al miglioramento della situazione economica dei familiari ASPETTI NEGATIVI- Prendono posizioni di difesa. A partire sono persone giovani, che hanno un livello di formazione medio-alto, con loro vengono sottratte ai paesi d’origine risorse fondamentali. Gli immigrati, si mostrano disponibili a svolgere lavori scarsamente qualificati, che molti residenti tenderebbero a rifiutare e che invece risultano essenziali per l’economia del paese (in Italia agricoltura). Inoltre essi pagano imposte e contributi partecipando così al finanziamento del sistema di assistenza e previdenza sociale. OPINIONI DIVERGENTI SUI MIGRANTI Lo storico Yuval Noah Harari, le due posizioni pro e contro presuppongono diverse idee di fondo: ● per gli accoglienti la cultura e i valori sono solidi che non c’è nulla da temere nell’arrivo di nuovi cittadini che portano energie rinnovate ● Per i contro, l’immigrazione costituisce un potenziale pericolo, che stravolgerebbe l’identità del paese I timori nei confronti dei movimenti migratori Africa-Europa, sono stati esposti dall’analista Stephen Smith autore di “Fuga in Europa”. Nel testo si sottolinea come l’Africa sia un continente di giovani, a differenza dell’Italia, dove crescono i numeri degli anziani e i nuovi nati diminuiscono. Altri studiosi considerano l’immigrazione una preziosa risorsa per i paesi che stanno invecchiando, perché può migliorare l’equilibrio. La rivista “The Lancet”, ha pubblicato un rapporto sulle conseguenze delle migrazioni sui sistemi economico e sanitario dei paesi ospitanti. L’indagine ha messo in luce che ad ogni aumento dell’1% n° migranti il PIL aumenta del 2%. L’ESIGENZA DI UNA NORMATIVA EUROPEA La normativa europea non appare adeguata, il regolamento di Dublino prevede che i richiedenti asilo debbano presentare la relativa domanda nel primo mese d’arrivo, questa però sovraccarica di responsabilità i paesi mediterranei. Si chiede pertanto l’esigenza che l’Unione europea si assuma il compito di gestire a livello comunitario i problemi legati all’immigrazione, con l’impegno a ridistribuire i nuovi arrivati fra tutti i membri UE. Il sociologo Stefano Allievi, sostiene questa necessità osservando come i flussi di persone rappresentino un problema europeo e non degli stati d’approdo. Allievi propone l’attivazione di un'agenzia europea della mobilità e delle migrazioni, dotata di risorse e poteri necessari, la quale preveda una forma di programmazione degli ingressi, un permesso di soggiorno europeo e la possibilità di circolazione. Le strutture italiane di accoglienza, si sono rivelate spesso insufficienti in molti casi nel produrre integrazione e tuttavia Allievi propone in prospettiva futura alcuni provvedimenti come l’apertura di canali legali di ingresso “corridoi umanitari”, la semplificazione delle pratiche per l’ottenimento della cittadinanza. (Obiettivo 10 Agenda
I MODELLI DELL’ASSIMILAZIONE E DEL RICONOSCIMENTO Altrettanto importante risulta la gestione della multiculturalità, conseguenza del fenomeno migratorio. Nel corso del tempo sono stati elaborati tre fondamentali strategie politiche: