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Nota su rendite crescenti, Dispense di Matematica Finanziaria

Dispense sulle rendite crescenti studiate a Matematica Finanziaria. Anno 2024.

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 30/06/2024

MaJin-Bu1
MaJin-Bu1 🇮🇹

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G. S CANDOLO NOTA SU LL A SEZI ON E 3.4
Nella Sezione 3.4 vengono discusse le rendite (annuali, posticipate) con rate in progressione
geometrica, ovvero tali che Rn=q Rn1in termini di una ragione q > 0.
Se introduciamo il tasso di variazione percentuale g(g > 1), di modo che
q= 1 + g
abbiamo che: q > 1(rate crescenti) se e solo se g > 0;q < 1(rate decrescenti) se e solo se g < 0;
q= 1 (rate costanti) se e solo se g= 0. Inoltre, le formule presenti a pag. 82 possono essere
riscritte in termini di g. In particolare, ricordando che v= (1 + i)1, la (3.8) diventa:
V=R1
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X
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Vogliamo ora introdurre un nuovo tasso idi modo che
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Attraverso semplici passaggi algebrici otteniamo
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ma la sommatoria non `
e altro che il valore attuale di una rendita (annuale, posticipata) unitaria di
Nrate al tasso (modificato)i. Possiamo quindi scrivere (se i6= 0)
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1 + gaN|i(1)
Notiamo che questa formula coincide con l’ultima della pag. 82 (pur di sostituire qcon 1 + g),
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u facile da ricordare. Possiamo poi introdurre una rata iniziale ”fittizia” R0, di modo che
R1= (1 + g)R0; la formula (1) si semplifica e diventa
V=R0aN|ii=ig
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In altre parole: possiamo usare la classica formula per le rendite posticipate, pur di utilizzare R0
come rata (”fittizia” ma immediata da calcolare: R0=R1/(1 + g)) e i, dato nell’uguaglianza
di cui sopra, come tasso.
Se i= 0, ovvero se g=i, allora banalmente V=R0·N(che coincide con la prima formula
a pag. 83, essendo R/(1 + i) = R1/(1 + g) = R0)
L’uguaglianza che d`
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e identica, a meno di rinominare le variabili, a quella
che fornisce il tasso di interesse aggiustato per l’inflazione, nota in Economia come equazione di
Fisher (v. pag. 119).
Per quanto riguarda le rendite perpetue, abbiamo due casi distinti (trattati nel Paragrafo 3.4.2):
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G. SCANDOLO NOTA SULLA SEZIONE 3.

Nella Sezione 3.4 vengono discusse le rendite (annuali, posticipate) con rate in progressione geometrica, ovvero tali che Rn = q Rn− 1 in termini di una ragione q > 0. Se introduciamo il tasso di variazione percentuale g (g > − 1 ), di modo che q = 1 + g

abbiamo che: q > 1 (rate crescenti) se e solo se g > 0 ; q < 1 (rate decrescenti) se e solo se g < 0 ; q = 1 (rate costanti) se e solo se g = 0. Inoltre, le formule presenti a pag. 82 possono essere riscritte in termini di g. In particolare, ricordando che v = (1 + i)−^1 , la (3.8) diventa:

V = R q^1

∑^ N

n=

(qv)n^ = (^) 1 +R^1 g

∑^ N

n=

1 + g 1 + i

)n

Vogliamo ora introdurre un nuovo tasso i∗^ di modo che

1 1 + i∗^ =

1 + g 1 + i Attraverso semplici passaggi algebrici otteniamo

i∗^ = i 1 +^ −^ gg

Tornando a V abbiamo quindi

V =

R 1

1 + g

∑^ N

n=

1 + i∗

)n ,

ma la sommatoria non `e altro che il valore attuale di una rendita (annuale, posticipata) unitaria di N rate al tasso (modificato) i∗. Possiamo quindi scrivere (se i∗^6 = 0)

V =

R 1

1 + g aN^ |i∗^ (1)

Notiamo che questa formula coincide con l’ultima della pag. 82 (pur di sostituire q con 1 + g), ma e piu facile da ricordare. Possiamo poi introdurre una rata iniziale ”fittizia” R 0 , di modo che R 1 = (1 + g)R 0 ; la formula (1) si semplifica e diventa

V = R 0 aN |i∗ i∗^ = i^ −^ g 1 + g

In altre parole: possiamo usare la classica formula per le rendite posticipate, pur di utilizzare R 0 come rata (”fittizia” ma immediata da calcolare: R 0 = R 1 /(1 + g)) e i∗, dato nell’uguaglianza di cui sopra, come tasso. Se i∗^ = 0, ovvero se g = i, allora banalmente V = R 0 · N (che coincide con la prima formula a pag. 83, essendo R/(1 + i) = R 1 /(1 + g) = R 0 ) L’uguaglianza che da i∗^ in termini di i e g e identica, a meno di rinominare le variabili, a quella che fornisce il tasso di interesse aggiustato per l’inflazione, nota in Economia come equazione di Fisher (v. pag. 119). Per quanto riguarda le rendite perpetue, abbiamo due casi distinti (trattati nel Paragrafo 3.4.2):

1

G. SCANDOLO NOTA SULLA SEZIONE 3.

  • Se g < i, corrispondente al caso q < 1 + i e i∗^ > 0 , abbiamo

V = lim N →∞ R 0 aN |i∗ = R^0 i∗^ = R^0 (1 +^ g) i − g

= R^1

i − g Notare che questa espressione coincide con quella presente nella penultima equazione di pag. 83

  • Se g > i, corrispondente al caso q > 1+i e i∗^ < 0 , abbiamo 1+i∗^ < 1 , da cui (1+i∗)−^1 > 1 e quindi lim N →∞ (1 + i∗)−N^ = lim N →∞

(1 + i∗)−^1

)N

Concludiamo che (nota: i∗^ < 0 )

V = (^) Nlim →∞ R 0 aN |i∗ =

R 0

i∗

1 − (^) Nlim →∞(1 + i∗)−N

Al medesimo risultato si arriva se g = i: in questo caso

V = (^) Nlim →∞ R 0 · N = +∞

Riassumendo: se le rate non crescono troppo velocemente (g < i) allora il valore attuale della rendita perpetua `e finito e pari a

V = (^) i R−^1 g

Se invece le rate crescono troppo velocemente (g > i) allora il valore attuale della rendita perpetua `e infinito.