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Nursing cardiologico, Appunti di Infermieristica

Nursing cardiologico e carta del rischio di malattie cardiovascolari

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 10/06/2023

LavizLaviz
LavizLaviz 🇮🇹

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NURSING CARDIOLOGICO
Per malattie cardiovascolari si intendono tutte quelle problematiche legate alla
vascolarizzazione. Le due grandi malattie che rientrano nella sfera delle malattie
cardiovascolari sono: angina e infarto, dalle quali possono derivare altre
complicanze come aritmie, valvolupatie e scompenso cardiaco.
Per descrivere le malattie cardio e cerebrovascolari si utilizzano questi indicatori:
-Prevalenza descrive la proporzione di pazienti portatori della malattia e
viene introdotta con due fattori essenziali: età e sesso
-Mortalità indica il numero di decessi in un determinato intervallo di tempo
-Letalità indica la proporzione di decessi fra persone che si ammalano
-Incidenza definisce il numero dei nuovi casi di malattia nella popolazione a
rischio (solitamente in un anno di calendario)
-Tasso di attacco (attack rate) indica il numero di eventi nella popolazione
(incluse le ricadute)
NB: I concetti importanti da ricordare sono che nella fascia di età 55-64 il rischio di
malattia cardiovascolare è maggiore, addirittura nelle donne questo rischio va a
triplicarsi; questa fascia di età è considerata un momento critico in termini di
prevalenza e incidenza. Nella fascia di età successiva (65-74) il rischio negli uomini
aumenta e nelle donne raddoppia.
Domande d’esame:
-Qual è la decade in cui aumenta in maniera significativa il rischio
cardiovascolare? 55-64
-Qual è la decade in cui si ha maggior tasso di attacco? 65-74
-Qual è la decade in cui si ha maggior cadenza alle malattie cardiovascolari?
55-64
Le malattie cardiovascolari rappresentano in Italia, la prima causa di morte; a seguire
abbiamo i tumori. Tra le malattie cardiovascolari la prima causa di morte è legata alle
malattie ischemiche del cuore, al secondo posto invece le malattie cerebrovascolari.
La prevenzione si divide in:
Primaria lo scopo è ridurre i fattori di rischio; comprende interventi
destinati ad ostacolare l’insorgenza delle malattie nella popolazione,
combattendo le cause e i fattori predisponenti (spesso l’intervento mira a
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NURSING CARDIOLOGICO

Per malattie cardiovascolari si intendono tutte quelle problematiche legate alla vascolarizzazione. Le due grandi malattie che rientrano nella sfera delle malattie cardiovascolari sono: angina e infarto , dalle quali possono derivare altre complicanze come aritmie, valvolupatie e scompenso cardiaco. Per descrivere le malattie cardio e cerebrovascolari si utilizzano questi indicatori:

  • Prevalenza  descrive la proporzione di pazienti portatori della malattia e viene introdotta con due fattori essenziali: età e sesso
  • Mortalità  indica il numero di decessi in un determinato intervallo di tempo
  • Letalità  indica la proporzione di decessi fra persone che si ammalano
  • Incidenza  definisce il numero dei nuovi casi di malattia nella popolazione a rischio (solitamente in un anno di calendario)
  • Tasso di attacco (attack rate)  indica il numero di eventi nella popolazione (incluse le ricadute) NB : I concetti importanti da ricordare sono che nella fascia di età 55-64 il rischio di malattia cardiovascolare è maggiore, addirittura nelle donne questo rischio va a triplicarsi; questa fascia di età è considerata un momento critico in termini di prevalenza e incidenza. Nella fascia di età successiva (65-74) il rischio negli uomini aumenta e nelle donne raddoppia. Domande d’esame :
  • Qual è la decade in cui aumenta in maniera significativa il rischio cardiovascolare? 55-
  • Qual è la decade in cui si ha maggior tasso di attacco? 65-
  • Qual è la decade in cui si ha maggior cadenza alle malattie cardiovascolari? 55- Le malattie cardiovascolari rappresentano in Italia, la prima causa di morte; a seguire abbiamo i tumori. Tra le malattie cardiovascolari la prima causa di morte è legata alle malattie ischemiche del cuore , al secondo posto invece le malattie cerebrovascolari. La prevenzione si divide in:  Primaria  lo scopo è ridurre i fattori di rischio; comprende interventi destinati ad ostacolare l’insorgenza delle malattie nella popolazione, combattendo le cause e i fattori predisponenti (spesso l’intervento mira a

cambiare abitudini e comportamenti scorretti ad es. smettere di fumare, attività fisica etc.)  Secondaria  la malattia è presente e si cerca d’intervenire per migliorare o evitare gli esiti della malattia, ha come obbiettivo l’individuazione precoce dei soggetti ammalati o ad alto rischio per poter ottenere la guarigione o impedire l’insorgenza e la progressione della malattia (utilizzando strumenti come ad es. gli screening)  Terziaria  la malattia c’è stata, è stata trattata e si attua la riabilitazione; è rivolta dunque a ridurre la gravità e le complicazioni di malattie ormai instaurate e sconfina spesso nella terapia Prevalenza delle malattie cardiovascolari nella fascia di età compresa tra i 33 e i 74 anni :  Infarto = 1,5% negli uomini e 0,4% nelle donne  Fibrillazione atriale = 0,8% negli uomini e 0,7% nelle donne  Angina pectoris = 3,3% negli uomini e 3,9% nelle donne  Claudicatio intermittens (o zoppia intermittente  si intende la deambulazione intermittente che assume un soggetto in seguito a un dolore crampiforme che in genere colpisce il polpaccio a seguito di esercizio fisico. Questo sintomo in genere è dovuto alla malattia occlusiva arteriosa periferica degli arti inferiori) = 1,9% negli uomini e 2,5% nelle donne  Ipertrofia ventricolare sinistra = 2,6% negli uomini e 1% nelle donne Che cos’è un fattore di rischio? I fattori di rischio sono fattori che, se presenti, possono aumentare in maniera più o meno esponenziale il rischio di portare una persona ad ammalarsi di quella determinata patologia. Ad oggi, il principale obiettivo è quello di ridurre questi fattori. SCREENING : Un test di screening è un esame che permette di identificare, in una popolazione considerata a rischio per una determinata malattia, quei soggetti che hanno maggiori probabilità di soffrirne, indirizzandoli a specifici esami diagnostici che in caso di positività permettono di adottare strategie terapeutiche precoci, e per questo generalmente efficaci o addirittura preventive.

Analisi del singolo fattore di rischio:FUMO Il fumo è un rischio modificabile. Si va incontro a rischio di aterosclerosi perché modifica l’endotelio vasale (il monossido di carbonio che si produce quando si fuma, aumenta la permeabilità dell’endotelio e dei vasi, la placca aterosclerotica di conseguenza si forma perché il materiale che va a costituirla si infila dentro le insenature dei vasi e va a rigonfiarsi e il sangue viene così ostacolato nella circolazione)  OBESITA’ È un fattore parzialmente modificabile. È definita dal BMI (indice di massa corporea con un valore >30) e dall’adiposità (una persona può essere anche normopeso ma può avere strati adiposi che favoriscono l’aterosclerosi). Per quanto riguarda l’adiposità, per un uomo il grasso si concentra a livello addominale, mentre nella donna principalmente a livello gluteo-femorale e per questo a livello infermieristico non dobbiamo solo attenerci al BMI ma anche a strati adiposi (con la PLICOMETRIA, ovvero studio delle pliche). Si può anche andare a misurare la circonferenza Proteina C-reattiva (PCR) = è un indice d’infiammazione, e le sue concentrazioni nel sangue aumentano in presenza di processi flogistici di varia natura. Dal punto di vista funzionale, la proteina C reattiva è molto simile alle immunoglobuline di classe G (IgG), sostanze che si attivano per svolgere un'azione di difesa dell'organismo. A differenza di queste, però, la proteina C reattiva non è diretta specificamente contro un determinato antigene. La PCR viene prodotta principalmente dal fegato (e dagli adipociti), in risposta a stimoli quali agenti nocivi, microrganismi patogeni e immunocomplessi, ma anche in seguito a traumi. La sua funzione consiste nel legarsi - complessandosi con la fosfatidilcolina - alla parete di molti batteri, favorendone la fagocitosi e la distruzione da parte dei monociti. L'aumento della proteina C reattiva si verifica in caso di malattie reumatologiche, infezioni batteriche e traumi. Di recente, un valore di proteina C reattiva cronicamente elevato è stato correlato a un aumento del rischio cardiovascolare.

addominale (non deve essere >94cm negli uomini e >80cm nelle donne). Il grasso può essere di due tipologie:

  • Sottocutaneo (SAT)
  • Viscerale (che è quello più dannoso in quanto, arrivato ad un certo spessore inizia ad avere attività endocrina sull’organo colpito e fa produrre sostanze che portano allo stato infiammatorio  grazie alle interleochina6 e fattori di necrosi tumorale alfa) Questi due elementi provocano l’infiammazione dell’endotelio dei vasi e favoriscono la formazione della placca aterosclerotica. L’obesità favorisce anche l’insorgenza dell’insulina-resistenza e diabete mellito di tipo II. Con gli anni il grasso tende ad accumularsi sempre di più ed è per questo che la prevenzione deve iniziare molto presto. Un problema riguardo, infatti, l’obesità infantile è che con molta probabilità, più avanti, si svilupperà ipertensione e diabete; inoltre molti soggetti giovani presentano già steatosi epatica (accumulo di grassi, in particolare trigliceridi, nelle cellule epatiche).  IPERCOLESTEROLEMIA È la quantità di grassi in circolo. Si interviene con dieta, farmacologicamente che con attività fisica. I grassi in eccesso tendono da una parte ad essere immagazzinati (diventando strato adiposo) e dall’altra ad ossidarsi, attaccandosi alla paretre dei vasi. L’ipercolesterolemia è pericolosa con un valore >200 mg/dl.
  • LDL  sono lipoproteine che trasportano i grassi dal fegato alla periferia. LDL deve avere un valore NON superiore a 120mg/dl
  • HDL  sono lipoproteine che invece trasportano i grassi dalla periferia al fegato. L’HDL deve avere un valore non inferiore ai 40 mh/dl. Inoltre la HDL- colesterolemia è una lipoproteina utile per rimuovere la colesterolemia in eccesso; minore è la sua quantità, maggiore è il rischio cardiovascolare.  IPERTENSIONE È un fattore di rischio parzialmente modificabile perché gestibile con terapia farmacologica. Il valore ottimale è 120/80 mmHg. Ha diversi gradi:
  • Pre-ipertensione  con valore 121/129 mmHg (sistolica) e 81/89 mmHg (diastolica)
  • Ipertensione di I grado  con valore 140/159 mmHg (sistolica) e 90/ mmHg (diastolica)
  • Ipertensione di II grado  con valore >160 mmHg (sistolica) e >100 mmHg (diastolica)

 SINDROME METABOLICA

Sindrome = insieme di più fattori che favoriscono un problema. Condizione in cui generalmente abbiamo un problema di accumulo di grasso adiposo addominale viscerale, problema di metabolismo glucidico e uno dei due problemi che sono o obesità o ipertensione. L’incontro di questi 3-4 elementi, vanno trattati insieme per ridurre il rischio di sviluppare una malattia dal punto di vista vascolare. Domande d’esame :

  • Quali sono i principali fattori di rischio modificabili? Il fumo, l’ipertensione e l’obesità.
  • Tra questi fattori di rischio, quali sono i fattori PARZIALMENTE modificabili? Diabete e ipertensione (perché sono condizioni che non possono essere curate del TUTTO, ma solo tenute sotto controllo farmacologicamente e con un adeguato stile di vita) Un altro fattore di rischio emergente è lo STRESS , condizione di iperattività che fa fare uno sforzo continuo al cuore. Ancora, tra i fattori di rischio troviamo la PROTEINA C-REATTIVA (PCR) che è una proteina che indica uno stato infiammatorio acuto, il cui valore aumenta in caso di infiammazione dei vasi.

CARTA DEL RISCHIO VASCOLARE

Cos’è il calcolo del rischio vascolare? La carta del rischio cardiovascolare a cosa serve? La carta del rischio cardiovascolare a chi viene somministrata? Innanzitutto, il rischio vascolare viene calcolato con un punteggio: l’obiettivo è individuare la % di rischio che ha quella persona di presentare un evento acuto grave vascolare, in particolar modo infarto ed ictus. Questa carta del rischio cardiovascolare dà un valore, in base ad un algoritmo, a determinati parametri che sono appunto i fattori di rischio (NB: non è detto che la previsione accadrà poi nel concreto)

Perché facciamo distinzione fra basso, medio alto rischio? Perché a seconda dei vari livelli, ci sono determinati interventi da attuare e cambiano i tempi in cui questa scala va somministrata nuovamente ovvero la rivalutazione. Ad esempio, la rivalutazione di un paziente ad alto rischio deve essere effettuata una volta l’anno salvo la presenza di complicazioni varie; chi è a medio rischio può essere rivalutato ogni 2 anni; chi è a basso rischio ogni 4 o 5 anni. Partendo da questa valutazione che è un primo screening si può impostare un percorso di educazione sanitaria (prevenzione primaria). Questo è un esempio (vedi immagine sotto) del rischio globale assoluto calcolato con il sistema a punteggio del progetto CUORE in due uomini 50enni con diversi fattori di rischio à notiamo come la presenza del fumo fa cambiare il quadro. In questo esempio, c’è un elemento che nella carta del rischio cardiovascolare globale non c’è ed è il trattamento antipertensivo. Il progetto CUORE ha costruito questo algoritmo in più, per vedere se una persona ha una PA normale grazie a farmaci o no. La carta del rischio non può essere svolta tenendo in considerazione UN solo elemento, DEVONO essere presi in considerazione almeno 3 macroelementi (obesità, fumo e colesterolemia) tra i fattori di rischio, altrimenti il punteggio non risulterebbe corretto.