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La ghiandola tiroide, la sua origine embriologica, le metodiche di indagine per misurare la quantità di metaboliti radiomarcati, l'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, la diagnosi di sede e i valori standard dei laboratori analisi. Vengono inoltre descritti i meccanismi eziopatogenetici delle tiroiditi e le alterazioni causate dal tumore.
Tipologia: Appunti
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La Tiroide è una ghiandola che occupa la zona ventro-laterale del collo, a cavallo con la cartilagine tiroide ed i primi anelli tracheali. Ha una diversa forma a seconda della specie. Origine embriologica: nell’embrione si forma ed è costituita da 2 cordoni di cellule uniti a ponte, queste cellule piano piano si obliterano, vanno in contro ad apoptosi definendo la forma finale della ghiandola. Il processo embriologico non è sempre perfettamente concluso, questo può portare alla formazione di tiroidi deformate Varie metodiche principali di indagine che misurano la quantità di metaboliti radiomarcati per vedere dove si vanno a concentrare: scintigrafia che si basa sulla somministrazione di iodio radiomarcato; PET. Entrambe aiutano a dare un rilievo morfologico e localizzano l’intensità della captazione del metabolita di nostro interesse. (noduli captanti, freddi, caldi, ecc). Aspetto morfologico della tiroide, ghiandola follicolare , composta da tanti follicoli delimitati da un epitelio ghiandolare monostratificato cubico (con tight junction) che a seconda del metabolismo vanno da piatte a prismatiche. La SEPARAZIONE tra il comparto interstiziale (con vasi e nervi) e quello follicolare è NETTA. All’interno dei follicoli c’è la colloide , una matrice proteica. La colloide si forma e riempie i follicoli durante la vita fetale , fase in cui si completa la formazione della struttura ghiandolare. Ciò comporta un mancato contatto tra la colloide e il SI dell’organismo che decide ciò che è self da ciò che non lo è. Quindi la colloide non viene giudicata come notself. Ciò non crea problemi finchè la barriera permane; se dovesse avvenire il contrario, la colloide evoca i meccanismi di difesa e abbiamo la produzione di anticorpi, ci sarà una aggressione del SI che distrugge il tessuto tiroideo. Nella donna e nel cane, questa è uno dei primi meccanismi eziopatogenetici delle TIROIDITE. Si tratta, in questo caso di una tiroidite autoimmune che è dovuta a questa reazione immunitaria. Esistono anche altre forme e meccanismi, per esempio il tumore, che causano delle alterazioni.
L’ipotalamo produce un fattore di rilascio ipofisario (TRH) , che arriva tramite il circolo portale ipotalamo-ipofisario arriva all’adenoipofisi e la stimola a liberare TSH. È una proteina composta da due subunità, α e β. La subunità α è in comune con altri due ormoni di origine ipofisaria: FSH (ormone follicolo stimolante) e LH (ormone luteinizzante). La subunità β è specifica per il TSH. Il TSH stimola la tiroide a produrre T3 e T4. Sia il TSH sia gli ormoni tiroidei daranno luogo ad un feedback negativo a livello di TRH. L’ipotalamo elabora una risposta anche in funzione delle info che gli arrivano da SNC, ricorda il concetto di asse neuroendocrino! È importante riuscire a fare una DIAGNOSI DI SEDE , perché a fronte di una eccessiva/insufficienza della produzione di T3 e T4 , c’è una condizione sì, di ipertiroidismo/ipotiroidismo, ma questo può essere primario (interessare direttamente la tiroide), secondario (dovuto ad un ipo/iperproduzione di TSH dall’ipofisi) o anche terziario (problema a livello ipotalamico nel produrre TRH ). Ci si aiuta sia con la diagnostica per immagine (scintigrafia, ecografia, PET), ma anche basandosi sulle variazioni di concentrazione di T3 , T4 , TSH , TRH. Per esempio ipotiroidismo primario : distruzione tiroide da parte del SI. Diminuzione dei livelli circolanti di T3 e T4 , questi diminuiscono il loro feedback negativo sul rilascio di TSH e TRH. Questi aumenteranno in
concentrazione! Troverò una ipofisi e ipotalamo che cercano di stimolare la tiroide, ma questa non c’è, per cui non ci saranno neanche T3 e T. Quindi alle analisi troverò T3 e T4 bassi; TSH e TRH alti! Ciò mi fa sospettare un problema primario! Se avessi avuto T3 e T4 bassi perché c’è un adenoma ipofisario , troverò TSH basso, T3 e T4 bassi. Secondario! T3 e T4 TSH TRH Primario bassi Alto Alto Secondario bassi Basso I laboratori analisi settano le macchina sulla base di un campione di animali sani e ciò che ne esce fuori è una curva Gaussiana che presenta un limite di sensibilità della metodica, una gran quantità di animali con valore intermedio ed una piccola quantità con valore più alto. Una curva di questo tipo viene descritta da due parametri: la media (valore che divide a metà la curva e segna il limite tra il 50% con valore inferiore e 50% con valore superiore) e la mediana. Poi si misura la variabilità, cioè la deviazione standard. L’area della popolazione che ricade in un valore compreso tra 2 deviazioni standard precedenti la media e 2 deviazioni standard dopo la media, contiene il 95% della popolazione. Quindi il laboratorio ci dirà che i valori standard andranno da X a Y. (per questo per ogni laboratorio c’è un intervallo diverso). Gli intervalli sono molto ampi.
somatostatina. Una volta rilasciato evoca a livello adenoipofisario la risposta di TSH. Questo viene metabolizzato a livello renale ed epatico. Quando si lega agli specifici recettori stimola la produzione di cAMP da parte delle cellule che si traduce in aumentata secrezione di T3 e T4. Questi sono ormoni che derivano dalla tirosina (amminoacido), che ha un gruppo fenolico. Questo lo ritroviamo anche nei 2 ormoni. La tirosina viene acquisita dalle cellule della tiroide e viene utilizzata per formare la tireoglobulina (grande proteina 660 kDa) che va a costituire la colloide. Richiede anche la presenza di Iodio , la sintesi. Tirosina e Iodio captati dalla dieta, arrivano a livello di tiroide. Qui vengono acquisiti Iodio e sodio. Lo iodio viene riversato poi tramite la pendrina , proteina carrier, nel lume del follicolo e nel frattempo la tirosina viene usata come precursore della tireoglobulina. Una volta che questa viene secreta nel lume del follicolo, abbiamo il legame con lo iodio , iodinazione dei residui di tirosina. Si possono aggiungere:
La restante parte si lega alle albumine. La forma complessata corrisponde al 99.9%! Solo una quantità minima di ormone ( 0.03% T4 e 0.3% T3 ) è libera. fT4 e fT3. Questi due sono fondamentali perché loro hanno una azione biologica! fT4, fT3, TSH e TRH sono i valori che dobbiamo andare a dosare! T4 biologicamente leggermente meno potente del T3 , ma è ine genere il più rappresentato. Per quanto riguarda il TRASPORTO DI MEMBRANA , ci sono tantissimi trasporter che gestiscono la traslocazione dell’ormone dall’interstizio al citosol. Quando arrivano nel citosol possono legare delle altre proteine, proteine leganti citoplasmatiche (CPB) che definiscono poi un equilibro tra forma libera e legata. La libera interagisce con i recettori nel nucleo e nei mitocondri. Nello schema vediamo che i distretti cellulari che possono risentire dell’azione degli ormoni tiroidei sono:
oltre la soglia fisiologica, prevale una spinta verso il catabolismo. Uno degli effetti di questo aumento dell’intensità del metabolismo basale è l’ Effetto calorigeno →l’organismo combatte l’esposizione alle basse temperature attraverso vari sistemi come l’aumento di concentrazione di OT nel sangue →a questo corrisponde un aumento del numero delle reazioni chimiche e ci sono degli effetti che avvengono a livello mitocondriale, correlati alla produzione di calore.