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riassunto del libro osservare per educare per l'esame di psicologia della prima infanzia
Tipologia: Sintesi del corso
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Osservare per educare 1 Il metodo osservativo Fondamentale in una relazione educativa è avere più informazioni possibili sul bambino che si segue perché solo così si riusciranno a trovare le strategie più adatte per trasmettere delle conoscenze e per incidere sulla sua formazione personale. Il valore della conoscenza dell'allievo è fondamentale anche per i genitori che rivalutano tanto più positivamente un insegnante quanto più questi dimostra di conoscere e di saper descrivere quello che caratterizza il loro figlio rispetto agli altri. Il riconoscimento dell'importanza della conoscenza individualizzata dei propri allievi, con l'avanzare dei cicli scolastici si perde fino alla più totale spersonalizzazione del rapporto insegnante-alunno all'università. Nel periodo che va dai due ai 10 anni di vita il bambino è soggetto a straordinari cambiamenti perciò è fondamentale che almeno nella scuola dell'infanzia e della scuola elementare vi sia una relazione educativa tra insegnante e allievo. Questo metodo basato sull'osservazione del bambino per fornire conoscenze utili all'insegnante ha molti vantaggi rispetto a quelli dei test basati su prove da superare o su domande a cui rispondere. Innanzitutto il teste richiedono un notevole livello di specializzazione e quindi non possono esser utilizzati dagli insegnanti stessi inoltre le informazioni che si possono ricavare sono una forma indiretta di conoscenza dell'alunno che può affiancare le informazioni che l'insegnante deve essere in grado di ricavare autonomamente. In secondo luogo un test non può essere ripetuto più e più volte e i risultati di un test costituiscono una sorta di fotografia statica delle competenze e delle capacità mentre l'osservazione diretta del comportamento comporta sempre un cambio di contesto, tempo e partecipanti. Infine, i test basati su prove da superare o su domande a cui rispondere sono difficilmente somministrabili a bambini che ancora non hanno compiuto il processo di alfabetizzazione. L'osservazione diretta nel normale contesto educativo permette di conoscere il singolo bambino nella sua completezza in un modo difficilmente raggiungibile altrimenti. La propria attività di insegnante o educatore. Registra automaticamente una serie di episodi e comportamenti che si riferiscono ai diversi bambini con cui ha a c fare e che entrano a far parte del bagaglio di conoscenze relativo a un particolare individuo. Queste osservazioni spontanee possono essere preziose ma potrebbero anche essere iniziate da una serie di fattori. È facile che nella mente rimangano impressi episodi o comportamenti che hanno attirato maggior attenzione o per la loro eccezionalità o per la necessità di particolari interventi da parte dell'insegnante. Queste caratteristiche potrebbero costituire elementi di giudizio fuorvianti rispetto all'obiettivo di raggiungere una comprensione di quale sia il normale comportamento dei bambini nel contesto educativo. In secondo luogo, alcuni bambini possono attirare l'attenzione dell'insegnante verso di loro con maggiore facilità rispetto ad altri, per le caratteristiche del loro temperamento, per ciò che fondamentale distinguere se quel comportamento avviene all'interno di episodi particolari o rappresenta un campione significativo dei normali comportamenti del bambino. Inoltre, ci sono una serie di comportamenti che l'insegnante non coglie spontaneamente perché magari non lo ritiene necessario. Spesso ciò che viene registrato nella mente non è l'episodio così come è accaduto ma piuttosto un'interpretazione che noi abbiamo dato nel momento in cui l'abbiamo osservato. Nelle registrazioni delle osservazioni spontanee è assente quell'oggettività di descrizione che dovrebbe diventare la consuetudine nel buon osservatore. Una raccolta sistematica di osservazioni su tutti i bambini appartenenti a un determinato gruppo richiede un'attenta pianificazione, in modo tale che a tutti i bambini possa essere riservata la stessa quantità di attenzione in una varietà di situazioni diverse. La normale organizzazione scolastica dovrebbe essere strutturata in modo tale che ogni membro del personale insegnante possa, per brevi periodi, abdicare al proprio ruolo e assumere la veste di osservatore. Il bambino non si deve accorgere di essere oggetto di una particolare attenzione, nel caso se ne renda conto e meglio sospendere l'osservazione e riprenderla in un momento più favorevole. L’uso della videoregistrazione può essere molto utile ma deve essere preparata in modo tale che il bambino non si accorga della telecamera e non possa cambiare il proprio comportamento normale. Bisogna comunque tener conto che la videocamera registra solo ciò che punta perciò è preferibile utilizzare l’occhio umano che è molto più mobile. La costruzione di una griglia di osservazione : essa è un insieme di descrizioni comportamentali, legate da relazioni specifiche, che può essere autorizzata per rilevare i comportamenti che interessano il ricercatore. Il primo passo nella costruzione di qualsiasi tipo di griglia di osservazione è l'esplicitazione di quali comportamenti osservare sulla base delle finalità dell'osservazione stessa. È evidente che se vogliamo ottenere le formazioni sul grado di integrazione del bambino con i pari, il nostro interesse si focalizza su comportamenti di tipo sociale mentre se vogliamo ottenere una valutazione sulle sue capacità cognitive dovremo costruire una griglia centrata sulla complessità del tipo di gioco che è in grado di esibire. È importante descrivere il comportamento del bambino in modo oggettivo ma spesso questo può risultare poco informativo. Il tipo di relazione che intercorre tra comportamenti che dovranno essere osservati definisce anche la tipologia a cui la griglia di osservazione appartiene. Vi sono tre categorie:
informazioni sul bambino, alla visualizzazione di immagini riprese con la telecamera. Non è raro assistere alle riunioni con i genitori qualche settimana prima dell'effettivo inserimento dei bambini in cui si fanno vedere delle immagini delle caratteristiche strutturali del servizio, nell'utilizzo che viene fatto degli spazi, dei bambini impegnati in attività ludiche. Questi incontri hanno lo scopo di far conoscere ai genitori il contesto in cui il bambino passerà le sue giornate e spiegare ai genitori il motivo di particolari scelte educative. Per non limitare tutto alle soli immagini occorre che gli educatori discutano dei dati disponibili ovvero degli aspetti che caratterizzano l'organizzazione del servizio (gli spazi e le loro funzionalità, ritmi della giornata etc), gli obiettivi educativi del servizio e le strategie programmate per il loro raggiungimento (organizzazione e funzione dei momenti di routine come l'igiene, i pasti, il sonno etc), sequenze di comportamenti o situazioni-tipo che dimostrino l'importanza delle scelte operative fatte. Un altro possibile impiego dell'osservazione come mezzo per fornire informazioni ai genitori è quello del diario di bordo che alcune educatrici sono solite compilare. In questo caso si tratta di fornire informazioni generali sui singoli bambini (informazioni relative ai pasti assunti, alle ore dedicate al sonno e al gioco, qual è stato il suo umore prevalente etc). Questo diario è molto utile anche alle educatrici poiché costituisce uno stimolo a indirizzare continuamente l'attenzione alle richieste dei singoli bambini e alle loro modi di partecipare alle attività proposte inoltre serve per valutare i progressi fatti dai bambini. Quanto detto per l'asilo può essere riproposto anche per la scuola dell'infanzia. Esistono degli usi dell'osservazione specificatamente finalizzati a sviluppare e affinare particolari competenze genitoriali per esempio alcune madri molto giovani che non hanno avuto l'opportunità di stare a contatto con dei bambini trovano difficile interpretare i segnali del bambino ma attraverso incontri di gruppo guidati da esperti si possono affrontare tali difficoltà e partecipare a una sorta di “addestramento”. L'addestramento prevede quattro fasi: 1 affinare la capacità di leggere i segnali del bambino, 2 interpretare in modo corretto i segnali del bambino, 3 identificare la risposta prodotta dal genitore, 4 verificare l'efficacia della risposta. Per l'addestramento è stato utilizzato del materiale video registrato di bambini con diverso temperamento. L'addestramento era rivolto a mamme che avevano partorito per la prima volta da 3-4 mesi e che venivano raggruppate in gruppi di quattro o cinque genitori al massimo.
e il gioco libero. Al genitore viene consegnato un foglio informativo sul bisogno del bambino di sentirsi compreso dal genitore e sicuro in sua presenza.
diversi contesti educativi dovranno conoscere quali ritmi segue la scuola, gli spazi utilizzati, i vari educatori, le strategie etc. l'apprendimento attraverso l'osservazione può essere attuato in forme diverse: 1 passare in rassegna la documentazione più o meno strutturata delle proposte educative già realizzate dagli educatori che operano all'interno della struttura nella quale si sta svolgendo l'osservazione. La documentazione la si può trovare sotto forma di resoconti, diari di bordo, video registrazioni, cartelloni nei vari nidi o scuole dell'infanzia. 2 osservazione di un modello per esempio un tutor che però è molto limitata dato che dà la ricerca che ogni soggetto in formazione dovrebbe condurre su sé stesso, al fine di analizzare le condizioni della situazione educativa che affronta e trovare gli strumenti adatti a rispondervi. 3 il processo di formazione relativo all’acquisizione di alcune abilità specifiche è sul viso in quattro fasi: preparazione teorica, osservazione e identificazione delle abilità, esperienza diretta e valutazione dell’esperienza.
Per ognuno degli item previsti, l'osservatore deve dare un giudizio relativo alla frequenza con cui il comportamento descritto si verifica nel bambino salvato: un punto se il comportamento non accade mai, due o tre punti se il comportamento accade qualche volta, quattro o cinque punti se il comportamento accade spesso e sei punti se accade sempre.