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Osservazione del Bambino nel Contesto Educativo: Metodi e Tecniche, Appunti di Tecniche Di Osservazione Del Comportamento Infantile

riassunto osservare per educare di Laura D'Odorico e Rosalinda Cassibba

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 14/06/2019

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1.Il metodo osservativo.
1.1-L’osservazione per l’acquisizione delle conoscenze.
Quanto maggiori sono le conoscenze che siano del bambino, del ragazzo, del giovane adulto che si ha davanti, con tanta
maggiore efficacia si riuscirà a trovare le strategie più adatte per trasmettergli delle conoscenze e per incidere sulla tua
formazione personale. La qualità della relazione educativa, è inversamente proporzionale alla numerosità del gruppo dei
discepoli. Perché la conoscenza che l’educatore riesce ad avere del singolo discepolo all’interno di un gruppo ridotto è
maggiore. È riconosciuto anche dei genitori, che valutano tanto più positivamente un insegnante quanto più questi
dimostra di conoscere e di sapere descrivere quello che caratterizza il loro figlio. (“Come si è comportato mio figlio
all’asilo?”). Questa domanda è generata da 2 ordini di motivi:
L’idea di come è fatto il loro figlio, agisce ed è visto degli altri in un contesto extra familiare.
Il genitore vuole sapere se l’insegnante ha capito il figlio, ritenendo giustamente, che solo in questo caso la tua
azione educativa potrà essere efficace.
A livello universitario la totale spersonalizzazione del rapporto insegnante-allievo raggiungere livelli massimi nei casi, in
cui l’unico contatto personale tra docenti e studente consiste nel momento dell’esame. L’influenza che l’ambiente
educativo extra familiare può esercitare nel facilitare il normale conseguimento delle varie tappe di sviluppo, nel
compensare eventuali svantaggi relativi all’ambiente di provenienza e nell’ identificare precocemente aree di sviluppo
deficitarie, nelle quali potrebbero essere opportuni interventi mirati, è sicuramente insostituibile. Com’è possibile? Il
metodo proposte in questo volume si basa sull’osservazione diretta del normale comportamento del bambino nel contesto
educativo. Vantaggi:
Molti test richiedono un notevole livello di specializzazione nella somministrazione e quindi non possono essere
utilizzati dagli insegnanti medesimi.
I risultati di un test costituiscono una sorta di fotografia, ciò può essere particolarmente fuorviante in una fase
della vita soggetta a così rapidi cambiamenti evolutivi.
L’osservazione diretta del comportamento può e deve essere ripetuta variando i contesti, i tempi e partecipanti,
che la rende più adatta a cogliere le sfumature del processo evolutivo.
Infine i test basati su prove da superare o su domande a cui rispondere sono difficilmente somministrabili a
bambini per i quali il processo di alfabetizzazione non si sia ancora pienamente compiuto. I bambini piccoli in età
prescolare e nei primi anni della scuola elementare, rilevano se stessi attraverso il comportamento.
1.2- Come e quando conservare
Il primo passo da effettuare è la definizione degli scopi per cui l’osservazione viene effettuata. (Lo scopo principale e più
generale è sicuramente la valutazione del livello di sviluppo raggiunto dal singolo bambino).
1.1.2- Diventare osservatori.
Svolgendo una propria attività di insegnato educatore ognuno registra automaticamente una serie di episodi e
comportamenti che si riferiscono ai diversi bambini. Queste osservazioni spontanee possono essere preziose, ma
potrebbero essere viziata da una serie di fattori. Chi secondo luogo, alcuni bambini, per le caratteristiche del loro
temperamento, possono attirare l’attenzione dell’insegnante verso di loro con maggiore facilità rispetto ad altri. Inoltre, ci
sono una serie di comportamenti che gli insegnanti e non coglie spontaneamente perché non è consapevole della loro
possibile rilevanza. ( ES pag. 12) E’ spesso inevitabile che ciò che viene registrato nella memoria non sia l’episodio il
comportamento esattamente così come si è verificato, ma piuttosto l’interpretazione che noi gli abbiamo dato nel
momento in cui l’abbiamo osservato. Per diventare un buon osservatore si deve avere la capacità di rendersi conto che ciò
che si osservato non è sufficiente per formulare un giudizio adeguato. È indispensabile anche poter osservare lo stesso
individuo in situazione e contesti diversi o in situazioni simili, ma in interazione con individui diversi. È molto importante
non esprimere una valutazione basandosi sull’osservazione di un singolo episodio che potrebbe non essere affatto
rappresentativo del comportamento usuale del bambino osservato.
1.2.2- Tempi e situazioni di osservazione.
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1.Il metodo osservativo.

1.1-L’osservazione per l’acquisizione delle conoscenze.

Quanto maggiori sono le conoscenze che siano del bambino, del ragazzo, del giovane adulto che si ha davanti, con tanta maggiore efficacia si riuscirà a trovare le strategie più adatte per trasmettergli delle conoscenze e per incidere sulla tua formazione personale. La qualità della relazione educativa, è inversamente proporzionale alla numerosità del gruppo dei discepoli. Perché la conoscenza che l’educatore riesce ad avere del singolo discepolo all’interno di un gruppo ridotto è maggiore. È riconosciuto anche dei genitori, che valutano tanto più positivamente un insegnante quanto più questi dimostra di conoscere e di sapere descrivere quello che caratterizza il loro figlio. (“Come si è comportato mio figlio all’asilo?”). Questa domanda è generata da 2 ordini di motivi:

  • L’idea di come è fatto il loro figlio, agisce ed è visto degli altri in un contesto extra familiare.
  • Il genitore vuole sapere se l’insegnante ha capito il figlio, ritenendo giustamente, che solo in questo caso la tua azione educativa potrà essere efficace.

A livello universitario la totale spersonalizzazione del rapporto insegnante-allievo raggiungere livelli massimi nei casi, in cui l’unico contatto personale tra docenti e studente consiste nel momento dell’esame. L’influenza che l’ambiente educativo extra familiare può esercitare nel facilitare il normale conseguimento delle varie tappe di sviluppo, nel compensare eventuali svantaggi relativi all’ambiente di provenienza e nell’ identificare precocemente aree di sviluppo deficitarie, nelle quali potrebbero essere opportuni interventi mirati, è sicuramente insostituibile. Com’è possibile? Il metodo proposte in questo volume si basa sull’osservazione diretta del normale comportamento del bambino nel contesto educativo. Vantaggi:

  • Molti test richiedono un notevole livello di specializzazione nella somministrazione e quindi non possono essere utilizzati dagli insegnanti medesimi.
  • I risultati di un test costituiscono una sorta di fotografia, ciò può essere particolarmente fuorviante in una fase della vita soggetta a così rapidi cambiamenti evolutivi.
  • L’osservazione diretta del comportamento può e deve essere ripetuta variando i contesti, i tempi e partecipanti, che la rende più adatta a cogliere le sfumature del processo evolutivo.
  • Infine i test basati su prove da superare o su domande a cui rispondere sono difficilmente somministrabili a bambini per i quali il processo di alfabetizzazione non si sia ancora pienamente compiuto. I bambini piccoli in età prescolare e nei primi anni della scuola elementare, rilevano se stessi attraverso il comportamento.

1.2- Come e quando conservare

Il primo passo da effettuare è la definizione degli scopi per cui l’osservazione viene effettuata. (Lo scopo principale e più generale è sicuramente la valutazione del livello di sviluppo raggiunto dal singolo bambino).

1.1.2- Diventare osservatori.

Svolgendo una propria attività di insegnato educatore ognuno registra automaticamente una serie di episodi e comportamenti che si riferiscono ai diversi bambini. Queste osservazioni spontanee possono essere preziose, ma potrebbero essere viziata da una serie di fattori. Chi secondo luogo, alcuni bambini, per le caratteristiche del loro temperamento, possono attirare l’attenzione dell’insegnante verso di loro con maggiore facilità rispetto ad altri. Inoltre, ci sono una serie di comportamenti che gli insegnanti e non coglie spontaneamente perché non è consapevole della loro possibile rilevanza. ( ES→ pag. 12) E’ spesso inevitabile che ciò che viene registrato nella memoria non sia l’episodio il comportamento esattamente così come si è verificato, ma piuttosto l’interpretazione che noi gli abbiamo dato nel momento in cui l’abbiamo osservato. Per diventare un buon osservatore si deve avere la capacità di rendersi conto che ciò che si osservato non è sufficiente per formulare un giudizio adeguato. È indispensabile anche poter osservare lo stesso individuo in situazione e contesti diversi o in situazioni simili, ma in interazione con individui diversi. È molto importante non esprimere una valutazione basandosi sull’osservazione di un singolo episodio che potrebbe non essere affatto rappresentativo del comportamento usuale del bambino osservato.

1.2.2- Tempi e situazioni di osservazione.

È un compito non solo complesso ma che richiede anche un certo dispendio di tempo. È abbastanza difficoltoso compiere questo tipo di osservazione mentre si svolge contemporaneamente il proprio ruolo di insegnante. La normale organizzazione scolastica dovrebbe essere strutturata in modo tale che, a turno, ogni membro del personale insegnante possa, per brevi periodi, abdicare il proprio ruolo e assumere la veste di osservatore. È indispensabile comunque, che nel corso dell‘osservazione l’osservatore risulti bambini quanto più invisibile possibile. Se l’osservazione è focalizzata in particolare su un bambino, si dovrebbe evitare assolutamente che questi ne sia consapevole. Qualora ci si renda conto che il bambino si sia accorto di essere oggetto di una particolare attenzione, la strategia migliore è sospendere l’osservazione e riprenderla in un momento più favorevole. L’uso delle videoregistrazioni può essere molto utile, ma la sua introduzione nel contesto educativo deve essere accuratamente preparata così da evitare la comparsa di comportamenti effettivamente esibizionisti o al contrario improntati a timidezza. (Il tuo utilizzo in ambienti molto vasti dove interagiscono contemporaneamente numero bambini dà, solitamente, esiti abbastanza deludenti e non conviene certo affidarsi alle videoregistrazioni per sopperire alla mancanza di fiducia nelle proprie capacità di osservatore).

1.3- La costruzione di una griglia di osservazione.

Di tipo sistematico ovvero, che deve richiedere un’attenta programmazione dei tempi e dei contesti d’osservazione. La griglia di osservazione è un insieme di descrizioni comportamentali che può essere utilizzata per rilevare comportamenti che interessano il ricercatore. La griglia di osservazione ci aiuta invece, a focalizzare quei comportamenti che precedentemente, abbiamo deciso essere rilevanti per il particolare scopo per cui l’osservazione è finalizzata. ①Il primo passo per la costruzione di un qualsiasi tipo di griglia di osservazione e l’esplicitazione di quali comportamenti osservare sulla base delle finalità dell’osservazione stessa ②È necessario stabilire il livello di ampiezza delle categorie di osservazione. ( È stato proprio per evitare problemi di sovrainterpretazione delle azioni dei bambini che l’approccio di stampo etologico ha insistito sull’uso di “microcategorie” nell’osservazione non solo del comportamento animale, ma anche nel comportamento infantile. Secondo tale approccio nell’osservazione del comportamento infantile doveva essere evitato l’utilizzazione di categorie interpretative come “socievolezza” o “aggressività”, Limitandosi a registrare solo comportamenti direttamente osservabili come “sta vicino ad un altro bambino” o “morte un altro bambino”.) L’approccio etologico è stato molto utile nello sviluppo della metodologia di tipo osservativo perché hai evidenziato i rischi che ti possono correre utilizzando descrizione del comportamento eccessivamente soggettive e quindi dotate di scarsa validità scientifica. Non è possibile, pertanto, stabilire a priori se sia meglio utilizzare una serie di categoria “semplici”, che fanno riferimento comportamenti direttamente osservabili, o se convenga categorizzare il comportamento infantile in unità più complesse dotate di significato: la scelta può dipendere da vari fattori, quali l’esperienza dell’osservatore, l’effettuazione dell’osservazione direttamente o tramite videoregistrazioni, il metodo di rilevazione utilizzato. Quando si utilizzano categoria complesse diventa cruciale la definizione che ne viene data. L’obiettivo finale da raggiungere e che nel corso dell‘osservazione le categorie cosi create erano precise e affidabili. Con “precisione” di una categoria intendiamo il fatto che uno stesso comportamento non dovrebbe mai poter essere classificato in categorie diverse. Con affidabilità ci si riferisce, invece, alla possibilità che due diversi osservatori posti di fronte agli stessi comportamenti, li codifichino allo stesso modo.

Le griglie di osservazione possono essere divise in 3 ampie categorie:

  • 1° categoria. →Schemi di codifica
  • 2° categoria. →Check list e scale di valutazione

1.3.1- Gli schemi di codifica.

Definisce prima di iniziare l’osservazione quali sono i comportamenti che intendo servare. La scelta di comportamenti dipende dall’ipotesi che proprio quei comportamenti, e non altri, rappresentino adeguatamente l’aspetto dello sviluppo infantile che si intende osservare. L’osservazione informale, ma prolungata, di bambini a vari livelli di età ci consente di capire quali sono le differenze di comportamento legate allo sviluppo e quale sia la possibile gamma delle differenze individuali. La consultazione degli schemi di codifica utilizzati con successo d’altro ricercatori può essere la base di partenza per la creazione del proprio schema. Solo un osservatore molto esperto è in grado di prestare attenzione contemporaneamente ai diversi aspetti osservabili di un comportamento che si svolge sotto i tuoi occhi. In tal senso la videoregistrazione costituisce un ausilio indispensabile, focalizzandosi ogni volta su un aspetto diverso e ottenendo una codifica di tipo multidimensionale. Debbono però contenere al loro interno possedere tre importanti caratteristiche:

  • Le categorie che compongono il singolo schema devono codificare manifestazioni diverse dello stesso tipo di variabile sottostante, si possono codificare all’interno di uno schema le varie possibilità di direzione dello sguardo nel corso di un’interazione con la madre (guarda la madre, guarda l’oggetto…)

della classe sono in parte influenzate anche delle scelte effettuate a livello più generale dalla scuola dalla collettività. Scala di valutazione dell’asilo nido (SVENI ) È un adattamento della Early childhood environment rating scale e della Family day care rating scale ideate da Harms e Clifford. È composta da 35 item per bambini fino ai 3 anni. Esiste anche la versione per la scuola dell’infanzia, SOVASI. La SVENI ha sette diverse aree di interesse:

  • Arredi e materiali a disposizione dei bambini.
  • Cure di routine.
  • Ascoltare e parlare.
  • Attività di apprendimento.
  • Interazione.
  • Organizzazione delle attività quotidiane.
  • Bisogni degli adulti.

2.1.2- Variabili relative al processo.

Fanno riferimento alle interazioni che intervengono nel contesto educativo fra i comportamenti osservabili dell’educatore quelli del bambino, fra quelli osservabili nell’interazione tra pari, e tra i comportamenti che caratterizzano le interazioni tra colleghi. In altri termini, al processo educativo stesso. Quando si osservano le interazioni tra educatore bambino, l’attenzione vieni solitamente rivolta alle modalità utilizzate dall’insegnante per gestire l’apprendimento e al modo in cui l’allievo partecipa all’attività. In ogni una di queste situazioni esaminate, l’attenzione è posta non semplicemente sui comportamenti manifestati dei singoli bambini, quanto piuttosto, sul significato che tali comportamenti assumono nel determinare l’andamento e il risultato finale dello scambio interattivo.

2.2- L’osservazione in programmazione e in valutazione.

L’osservazione del bambino gioca un ruolo fondamentale nella programmazione delle attività e degli interventi educativi. Essa costituisce uno strumento indispensabile per conoscere le competenze che il bambino dispone e le sue modalità tipiche di adattamento al contesto , informazioni tutte necessarie alla progettazione di attività e interventi mirati. Nell’ambito della programmazione l’osservazione è prevista come componente fondamentale in almeno 2 momenti specifici:

①Guida alla programmazione stessa delle attività.

②Finalizzato alla verifica dei risultati raggiunti.

L’osservazione utilizzata come momento che precede la programmazione ha lo scopo di rilevare ciò che il bambino è in grado di fare, in modo tale che si possa aiutarlo ad acquisire le nuove competenze che non ha ancora avuto modo di acquisire o che trova difficile padroneggiare. Si tratterà di raccogliere informazioni su 2 ordini di variabili:

  • Variabili descrittive delle caratteristiche del contesto in cui si svolge l’intervento educativo.
  • Variabili relative alle caratteristiche cognitive, affettive e motivazionali del bambino.

Tali informazioni, che possono essere raccolte nel corso del primo giorno di frequenza o della prima visita della coppia madre bambino al nido, aiuteranno l’educatrice a decidere come programmare i giorni dedicati all’inserimento, fornendo spunti su quali attività proporre, su come organizzare l’uscita della madre dalla sezione, su come preparare il bambino al distacco o coinvolgerlo nelle attività di gruppo. Conoscere le caratteristiche peculiari del bambino serve quindi organizzare su misura il suo inserimento. Tali conoscenze sono legate, in parte alle conoscenze teoriche dell’educatrice e, in parte, alla conoscenza che le deriva dalla sua esperienza di lavoro con i bambini e all’efficacia constatata di certe scelte educative operate in passato. L’educatore potrebbe essere interessato a predisporre una programmazione finalizzata a produrre un cambiamento non tanto nel bambino quanto alla qualità nel contesto educativo, sempre se possibile. Ad esempio, Nella scala SVANI, vieni considerato un buon indicatori di qualità il fatto che i bambini abbiamo l’opportunità di giocare all’aria aperta. Se la scuola non dispone di un giardino, tale obiettivo di qualità non potrà essere perseguito.

L’utilizzo delle osservazioni ai fini della valutazione dei risultati comporta che le informazioni raccolte vengono utilizzate per evidenziare 2 diversi tipi di scarto:

  • Quello esistente tra le caratteristiche di alcune specifiche variabili rilevate prima dell’intervento e le stesse caratteristiche registrate al termine dell’intervento. Tale scarto fornisce indicazioni sui cambiamenti che le

caratteristiche del comportamento analizzato hanno subito in seguito all’intervento. Maggiore sarà l’entità dello scarto ottenuto, maggiore sarà l’entità del cambiamento o della qualità prodotta.

  • Lo scatto esistente tra i risultati attesi e quelli previsti. Segna che qualcosa nell’ambito delle attività programmate, ha funzionato in modo diverso rispetto alle nostre aspettative. A questo punto, l’educatore è chiamato a individuare a quale livello si è verificato l’intoppo a porvi rimedio: - L’educatore può aver commesso un errore nella valutazione iniziale. - Nella programmazione delle attività e nella previsione dei risultati non siano stati tenuti sufficientemente in considerazione alcuni ostacoli. - Una stima errata del tempo necessario a produrre un cambiamento o delle entità dei cambiamenti ottenibili

2.3- L’osservazione negli incontri con i genitori.

Mi serve azioni può anche essere impegnata per facilitare la comunicazione o la collaborazione fra genitori e educatori, o per consentire ai genitori di apprendere, affinare, modificare o comprendere meglio alcuni semplici modi di interagire con il proprio figlio. L’uso di materiale video registrato, appositamente preparato per l’occasione, può essere di grande aiuto nella presentazione ai genitori del servizio della sua organizzazione. Alcuni asili nido e scuole dell’infanzia sono soliti organizzare un incontro con i genitori qualche settimana prima dell’effettivo inserimento dei bambini, nel corso del quale vieni visionata una video registrazione appositamente preparata, per illustrare ai genitori le caratteristiche strutturali del servizio, l’utilizzo che viene fatto degli spazi, d’organizzazione tipo della giornata di bambini, oltre ad alcuni frammenti di filmati che mostrano i bambini impegnati in attività ludiche. Questi incontri hanno lo scopo, da un lato, di far conoscere il genitore il contesto in cui bambino passerà parte delle sue giornate, dall’altra di spiegare ai genitori il motivo di particolari scelte educative. Occorre che l’educatore identifichino:

  • Gli aspetti che caratterizzano l’organizzazione del servizio (spazi- ritmi della giornata- funzionalità- turni del personale)
  • Gli obiettivi educativi del servizio e le strategie programmate per il loro raggiungimento. (regole)
  • (^) Sequenze di comportamenti o situazioni che dimostrino l’importanza delle scelte operative fatte. (es. chiedere puntualità poiché si è notato che l’arrivo dei compagni nel momento in cui un’attività ha avuto inizio porta la non concentrazione dei bambini)

Poiché la visione del filmato spinge spesso i genitori a fare domande e a discutere su alcuni temi importanti relativi all’educazione del bambino, è conveniente preparare un filmato che non duri più di 20 minuti. In questo modo sarà possibile dedicare uno spazio adeguato anche alla discussione e alla riflessione su quanto emerso dalla proiezione. Un altro possibile impiego dell’osservazione come mezzo per fornire informazioni a genitori e quello cosiddetto “diario di bordo”, Che fornisce informazioni non sui singoli bambini ma sul gruppo. Il diario cerca di rispondere alle esigenze di quei genitori che chiedono spesso agli educatori o gli insegnanti informazioni sull’andamento della giornata, sulle abitudini del figlio, sull’umore. La compilazione del diario da parte dell’educatrice costituisce un canale ottimale per mantenere attiva la comunicazione con i genitori:

  • Sia nel caso in cui i genitori arrivino mentre l’educatore è ancora impegnato con i bambini e non sia possibile fermarsi parlare con loro.
  • Sia soprattutto se l’educatrice di riferimento del bambino ha concluso il proprio turno lavorativo prima dell’arrivo del genitore.

È da tenere presente che la compilazione del diario di bordo e di grande utilità anche per le educatrici. Possono essere utili in momenti diversi dell’anno, per valutare i progressi fatti dai bambini nelle diverse aree di sviluppo. Se l’obiettivo principale del diario di bordo diventa quello di comunicare con i genitori sul bambino, può essere interessante decidere insieme ai genitori su quali aspetti il comportamento soffermare la descrizione. La possibilità di utilizzare il diario con tutte queste finalità è strettamente legata al modo in cui lo stesso viene annotato. Sarebbe opportuno, infatti, disporre di uno schema da tenere presente durante la compilazione. In questo modo l’educatrice potrà finale le proprie capacità di osservazione cercando di attenersi il più possibile allo schema predisposto e confrontando le proprie descrizioni con quelle delle colleghe che operano nella stessa sezione.

Esistono però degli usi dell’osservazione specificamente finalizzati a sviluppare ed affinare particolari competenze genitoriali. Una prima possibilità è quella di utilizzare il materiale osservativo nel contesto delle tue cose dette scuola per

assume per il bambino il poter condividere le proprie emozioni con il genitore. Come faccia crescere in quest’ultimo la fiducia nel genitore.

5° incontro→ La discussione del filmato accentrata sulle seguenti in cui bambino manifesta un’emozione, alla quale esegui la risposta della madre.

(L’utilizzo del intervento con video feedback viene utilizzato con insegnanti di sostegno che trovano difficile interpretare alcuni segnali del bambino)

2.4- L’osservazione come strumento di osservazione.

L’utilizzo di l’osservazione nell’ambito della formazione insegnanti, educatori e operatori vari si pone almeno 2 obbiettivi:

  • Favorire l’acquisizione di competenze professionali attraverso l’osservazione di situazioni reali e simulate.
  • Sviluppare la capacità di osservazione.

2.4.1- Apprendere osservando.

L’apprendimento tramite osservazione è la prima esperienza di formazione sul campo solitamente proposto ai tirocinanti che si preparano diventare educatori. In tutti questi casi la persona in formazione ha bisogno, prima ancora di sperimentare il ruolo di educatore, di conoscere il contesto educativo nel quale si troverà adoperare. L’apprendimento attraverso l’osservazione può essere attuato in diverse forme.

① Una prima possibilità è quella di passare in rassegna la documentazione più o meno strutturata delle proposte educative già realizzata da gli educatori che operano all’interno della struttura nella quale si sta svolgendo l’osservazione (cartelloni- raccolte di foto- diari di bordo, in alcuni casi si dispone di una videoteca strutturata)

②L’addestramento può avvenire anche attraverso l’osservazione di un modello, ad esempio il tutor al quale la persona in formazione viene affidata. Questa esperienza però rischia di fornire una conoscenza parziale delle competenze professionali da acquisire. Se si utilizzata come unica forma di addestramento, può ostacolare la ricerca che ogni soggetto in formazione dovrebbe condurre su se stesso al fine di analizzare le condizioni della situazione educativa che affronta e trovare gli strumenti adatti a rispondervi.

③Una modalità efficace di formazione attraverso l’osservazione che può ridurre questi rischi è suddivisa in 4 parti

  • Preparazione teorica.
  • Osservazione e identificazione delle abilità. (La possibilità di utilizzare videoregistrazioni in questa fase della formazione contribuisce ad assicurare l’efficacia dell’addestramento.)
  • Esperienza diretta. Il tirocinante viene invitato a prendere parte attivamente un intervento educativo che richiede l’impiego delle abilità specifiche per le quali è in formazione.
  • Valutazione dell’esperienza. È conveniente suddividere questa frase in 2 momenti: Prima della visione del filmato si può chiedere al soggetto in formazione di valutare l’esperienza fatta basandoti esclusivamente sulle proprie impressioni. Successivamente, dopo la visione del filmato, si può discutere, oltre che sull’efficacia dell’addestramento anche sullo scarto che il soggetto ha rilevato tra il proprio comportamento percepito e quello constatato.

I soggetti in formazione dovranno essere sollecitati ad avere una visione critica sia del proprio comportamento sia di quello degli altri. È necessario che commenti riguardino solo quelli abilita per le quali è in corso di addestramento.

3- Strumenti per l’osservazione del gioco.

Qui tratterremo del gioco in un’accezione più limitata e cioè del gioco organizzato intorno alla manipolazione e all’uso di oggetti. Non ne verranno presi in considerazione gli aspetti sociali. Gli interessi per questo tipo di comportamenti è stato ulteriormente stimolato dal fatto che, nel corso dello sviluppo, si osserva la presenza di una sequenza di atti di gioco sempre più sofisticati, che corrisponde al raggiungimento di particolari tappe rilevabili in altri aspetti dello sviluppo cognitivo, quali, ad esempio, il linguaggio e la capacità di soluzione di problemi. Emerge come, durante i primi anni di vita, si assista ad uno spostamento da (a)Un’attività orientata agli oggetti di tipo indifferenziato (portare alla bocca un singolo oggetto) (b) Comportamento esplorativo adeguati alle caratteristiche funzionali dei singoli oggetti (scuotere il sonaglio/pigiare i tasti del telefono) e a (c) Attività mediante le quali bambini mettono in relazione due oggetti in maniera

appropriata (mettere il coperchio ad un pentolino). Solo in un periodo successivo si riscontra l’utilizzo simbolico decontestualizzato degli oggetti, indirizzato, in un primo momento, ad un unico oggetto, per poi implicare l’uso di più oggetti contemporaneamente. In quest’ultimo periodo inoltre, sono evidenziabili almeno 3 fasi che corrispondono:

  • Decentramento: In cui bambini producono degli atti di finzione rivolti alla realtà esterna piuttosto che a se stessi
  • Decontestualizzazione: Durante la quale il gioco di finzione assume sempre maggiore indipendenza del supporto ambientale
  • Integrazione: Che permette l’emergere di attività di gioco organizzate sequenzialmente e gerarchicamente

3.2- L’osservazione del gioco nella scuola dell’infanzia.

È evidente che il tipo di materiali che il bambino ha a disposizione condiziona molto fortemente le tue possibili scelte ludiche: palle, scivoli.. Indirizzano maggiormente un gioco di tipo motorio, mentre piattini e tazzine, Favoriscono la comparsa del gioco simbolico. L’ampiezza del gruppo di bambini che ha accesso in un dato momento a un certo tipo di materiale, inoltre, non dovrebbe essere troppo grande, se si vuole per mettere la comparsa di giochi collaborativi. Con i bambini sotto i 3 anni l’osservazione del gioco dovrebbe essere condotte in modo individualizzato. I modi per valutare il comportamento precoce di gioco con oggetti si divide in 2 categorie. L’approccio di tipo naturalistico e quello di tipo strutturato che presentano ognuno dei vantaggi. L’osservazione di tipo naturalistico permette di verificare quale sia l’effettivo comportamento del bambino abitualmente manifesta nel suo ambiente quotidiano.

3.3- Il gioco “spontaneo”

L’osservazione comportamentale del gioco libero sviluppata da Rubenstein e Howes, è di tipo strettamente naturalistico: L’osservatore d’evitare sia di stimolare il bambino al gioco che di introdurre e proporre nuovi giocattoli in alternativa al materiale utilizzato spontaneamente dal bambino. Ogni atto di gioco viene classificato sulla base di una scala 5 livelli, Che può essere utile nell’osservazione di bambini tra gli 08 e i 30 mesi. Le categorie incluse sono.

  • Contatto orale → portare l’oggetto alla bocca
  • Contatto tattile passivo→ trattenere in mano l’oggetto
  • Manipolazione attiva→ scuotere l’oggetto
  • sfruttamento delle proprietà tipiche di un oggetto→ far suonare un campanello
  • Gioco creativo o immaginativo→ far finta che un bastoncino sia un cucchiaio

Procedura ideata da Morgan, Harmon e Bennet, per bambini tra gli 8 e i 24 mesi, prevede l’osservazione di 40 minuti di gioco libero in presenza di un set standardizzato di giocattoli. Quindi 20 secondi , l’osservatore ha il compito di registrare il più elevato livello di gioco registrato, sulla base di sei categorie raggruppate in 3 livelli:

A esplorazione passiva:

  • Guardo all’oggetto.
  • Contatto minimo con l’oggetto.
  • Esplorazione orale dell’oggetto.

B Gioco attivo:

  • Esplorazione manuale attiva dell’oggetto

C Gioco di livello elevato:

  • Utilizzo convenzionale o funzionale dell’oggetto.
  • Gioco di finzione.

La tecnica utilizzata da McCune Nicolich, Il gioco simbolico presente nei bambini più grandi. La procedura prevede l’osservazione di 30 minuti di gioco libero Con una serie di 36 oggetti che favoriscono attività simboliche e giochi di

passerà ad osservare un altro bambino e così via fino all’esaurimento dei componenti del gruppo. Per ottenere informazioni quanto più complete possibili, L’osservazione dovrebbe essere ripetuta in giorni diversi e situazioni diverse, con l’avvertenza di scegliere situazioni diverse in cui l’iniziativa possa essere veramente spontanea. In questo tipo di rilevazioni, anche se non è necessario dettagliare esplicitamente la natura del contratto sociale che sia osservato, Sarebbe utile distinguere tra comportamenti sociali positivi e negativi. La misurazione del tasso d’interazione, tuttavia, se può essere considerato il punto di partenza, Da sola non fornisce informazioni sufficienti per specificare adeguatamente problemi che può avere un bambino o per pianificare specifici interventi educativi.

4.3- Il gioco sociale.

Il primo schema di codifica per la rilevazione dei comportamenti di gioco sociale che verrà presa in considerazione deriva dalle osservazioni computer nel 1932 da Mildred Parten. Parten Masturbo che il gioco tra bambini poteva assumere 3 diverse forme:

  • Il gioco parallelo: Definito dal fatto che un bambino gioca vicino un altro bambino, spesso usando lo stesso tipo di giocattolo o materiale, ma la sua attività indipendente da quello del compagno.
  • Gioco associativo: Definito dal fatto che 2 bambini giocano insieme, ma i loro scopi possono differire e non c’è una reale cooperazione.
  • Gioco cooperativo: Definito dal fatto che esiste un’organizzazione sottostante il gioco, condivisa dei partecipanti virgola che può spesso comportare una differenziazione dei ruoli
  • Ma a queste categorie può essere aggiunta quella del gioco imitativo.

Non è detto che un bambino che passa una certa quantità di tempo in situazioni di non interazione con i compagni abbia sempre problemi di rapporto con i pari. Esiste un “gioco solitario maturo”, Come ad esempio fare delle costruzioni o completare un puzzle, che indica la capacità del bambino di sapere anche stare da solo. Diverso è il caso di un bambino che passa il suo tempo compiendo attività motorie ripetitive lontano dai compagni o che li osserva da lontano senza tentare mai di entrare nel gruppo.

4.4- La rilevazione dei comportamenti prosociali.

Per comportamento prosociale si intende una varietà di azioni che hanno come finalità quella di aiutare o di produrre un beneficio nell’altro, senza aspettarsi ricompenso esterne. Rappresenta la forma più matura e costruttiva del comportamento sociale. La principale componente cognitiva consiste nella capacità di riconoscere gli stati emotivi dell’altro. Uno schema di codifica focalizzato sulla rilevazione dei comportamenti prosociali deve prevedere un insieme di categorie relative agli eventi antecedenti alla manifestazione del comportamento prosociale È un altro insieme relativo alla codifica avere proprio di tale comportamento.

A. Antecedenti del comportamento sociale.

  • Richiesta diretta.
  • Richiesta in diretta da parte di un bambino.
  • Richiesta in diretta da parte dell’educatore.
  • Azione spontanea.

B. Tipi di comportamento pro sociale:

  • Richiesta d’aiuto.
  • Aiuto diretto.
  • Conforto.
  • Valutazioni positive.

4.5- La rilevazione degli episodi conflittuali.

Si potrebbe ritenere che conflitti tra pari rappresenti un momento caratterizzato da scarsa competenza sociale. In realtà non bisogna confondere gli episodi di aggressività con episodi conflittuali. Mentre i primi denotano sempre un comportamento che mira a nuocere un’altra persona, Il conflitto è relativo alla situazione in cui c’è un’incompatibilità tra

gli obiettivi dei 2 contendenti, Ma l’atto con cui inizia il conflitto potrebbe non avere affatto l’intento di danneggiare il ricevente. In questo senso il concerto di conflitto ha una valenza positiva, In quanto inserisci il bambino in una situazione in cui è costretto ad uscire dal suo egocentrismo, per tenere in considerazione anche il punto di vista altrui. Il bambino impara modulare il proprio comportamento e relazione a quello degli altri. È importante per l’educatore non tanto il fatto che nel suo gruppo si verificano più o meno conflitti, quanto il tipo di soluzione che i bambini sono in grado di mettere in atto di risolverli. Bisogna imparare a distinguere tra semplici liti, con la presenza o meno di comportamenti aggressivi, e conflitti veri e propri. ( esem. P. 84)

osservare le origini del conflitto è importante non solo perché entrare in conflitto per una difformità di opinioni è socialmente e cognitivamente più maturo che non entrarvi per il possesso di un oggetto, Ma anche perché lo svolgimento e la conclusione del conflitto dipendono molto dalla natura di ciò che l’ha scatenato. Nella codifica dello svolgimento del compito sono previste diverse categorie che devono essere applicate: opposizione, incremento, reiterazione, ricorso al altri, esplicitazione, negoziazione. (esem. P. 85)

In alcuni casi i bambini che erano l’intervento dell’insegnante non essendo più in grado di gestire da soli la situazione. Se tale intervento allora non può essere evitato, soprattutto quando il conflitto degenera a causa della messa in atto di comportamenti aggressivi, esso, tuttavia, Non dovrebbe consistere nella presentazione di una soluzione già pronta, Quanto piuttosto nell’aiutare i bambini a trovare la strada per possibili negoziazioni.

4.6- Valutazione delle capacità di interazioni tra pari.

AL questionario per la valutazione del comportamento sociale, di D’Odorico, Cassibba e Buono, che è stato appositamente costruito per la valutazione delle interazioni tra pari in soggetti in età prescolare. Può essere utilizzato a partire dai 16 mesi di età e consente la valutazione globale delle competenze sociali del bambino sulla base dell’osservazione.

La scala di valutazione del comportamento della competenza sociale, da Lafreniere e tradotta in italiano da D’Odorico e Foglia, Permette di valutare un bambino rispetto a 3 differenti componenti dello sviluppo sociale. È composta da 3 sottoscala, ognuno costituita da 10 item.

A. Sottoscala di competenza sociale (C-S):

  • Negozio soluzioni nei conflitti con gli altri bambini.
  • Mette gli altri bambini e loro punti di vista in accordo.
  • Coopera con gli altri bambini.
  • Conforti assiste un altro bambino in difficoltà.
  • Divide i suoi giochi con gli altri. …

B. Sottoscala relativa alla rabbia e all’aggressività (R-A)

  • Facilmente deluso.
  • Si arrabbia se interrotto.
  • Irritabile.
  • Grida o urla facilmente. …

C. Sottoscala relativa all’ansietà e all’isolamento (A-I)

  • Mantieni espressioni facciali neutre.
  • Stanco.
  • si preoccupa.
  • Timido o paventato.
  • Triste, infelice e depresso…

4.7- L’analisi delle relazioni diadiche.

Abbiamo visto come la capacità di alternanza diuturni possa essere individuata anche a livello prelinguistico, Aspettare il proprio turno non significa solo non parlare sopra all’interlocutore Ma anche non farlo aspettare troppo. La comprensibilità dei messaggi non si basa solo sulla possibilità di decodificare correttamente le parole pronunciate, ma soprattutto sulla possibilità che i bambini sviluppino una serie di significati condivisi, Che costituirà un quadro di riferimento comune all’interno del quale messaggi acquisteranno un preciso significato. Per poter fornire delle informazioni comprensibili al nostro interlocutore dobbiamo avere una rappresentazione mentale di quale sia il suo ambito di conoscenze: se io dico “oggi ho visto Maria”, ciò implica che il mio interlocutore abbia un amico in comune, che ti chiami Maria. Senza questa presupposizione implicita il messaggio sarebbe insensato. Infine, una conversazione non potrebbe aver luogo se ad ogni turno si cambia argomento. È necessario che qui che io dico sia collegabile. La fascia di età in cui si può osservare con maggiore facilità lo sviluppo di queste competenze conversazionali è quella che va dai 3 ai 5-6 anni. A 3 anni infatti il bambino ha ormai una discreta competenza sintattica ed è in grado di produrre frasi complete e morfologicamente corrette. Le sue interazioni con i pari non sono più esclusivamente centrate sull’uso condiviso degli oggetti, ma si basano ora anche sul linguaggio. Le conversazioni dei bambini di 3 4 anni riguardano ancora spesso l’attività in corso e sono carenti dal punto di vista della coerenza tematica e formale. All’inizio della scuola elementare invece, i bambini sono ormai in grado di impegnarsi in conversazioni che riguardano eventi non presenti e usano strategie sofisticate per mantenere i riferimenti tematici. L’analisi delle interazioni linguistiche può riguardare vari aspetti, ad esempio: quali sono i bambini che parlano di più, quali sono i più silenziosi, se i bambini sono in grado di indirizzare un enunciato a un interlocutore preciso o si rivolgono al gruppo in generale. L’analisi vera e propria delle conversazioni si concentra su due aspetti fondamentali: Il tema della conversazione e il suo svolgimento. ( esemp- p. 103-

5.3.1- Svolgimento della conversazione.

Nell’analisi dello svolgimento della conversazione si prendono in considerazione diversi modi in cui bambino è in grado di realizzare una connessione con il turno precedente. Può avvenire tramite:

  • Una ripetizione del turno precedente con minime variazioni.
  • Una domanda legata semanticamente al turno precedente o una risposta che è relativa alla domanda presente nel turno precedente.
  • Un riconoscimento del turno precedente.
  • L’uso dell’anafora.

La capacità di usare quest’ultima per creare delle connessioni formali tra turni conversazionali è una competenza complessa, che si sviluppa solo verso la fine dell’età prescolare.

Il numero di turno in cui bambini riescono ad elaborare lo stesso tema è un altro indice semplice, ma efficace, sia del livello di maturità linguistica del gruppo che del loro grado di coesione sociale. Un gruppo di bambini che sta bene insieme sarà anche fortemente motivato a conversare.

6- Strumenti per l’osservazione della relazione insegnante-bambino.

6.1- Caratteristiche della relazione insegnante-bambino.

Identifichiamo le caratteristiche di un buon insegnante. Le ricerche più recenti, lungi dal considerare l’insegnante come responsabile unico e diretto dei cambiamenti comportamentali osservabili negli alunni, si sono focalizzate sulla capacità degli insegnanti di creare nella classe un contesto di interazioni che renda possibile gli apprendimenti e lo sviluppo delle abilità desiderati. Se insegnanti delle scuole elementari o medie svolge, con i bambini, attività legate essenzialmente all’apprendimento, La figura dell’educatore nel periodo prescolari è posta in continuità con le relazioni parentali e ne costituisce in alcuni momenti, un naturale prolungamento. Pur essendo un insegnante, in quanto aiuta il bambino a realizzare alcune forme di apprendimento, svolge anche funzioni di accudimento, di supporto fisico ed emozionale nelle situazioni di gioco od interazioni con i pari o con altri adulti. Queste funzioni rendono la figura dell’educatore più simile a quella materna che non ha quello dell’insegnante. La qualità di legame affettivo che si stabilisce tra educatore bambino in età prescolare è fortemente predittiva del successivo di sviluppo di alcune competenze cognitive e sociali del bambino.

6.2- Valutazione del legame affettivo tra educatore e bambino.

Il questionario che segue è composto da una serie di item contenuti nell’Attachment Q-sort (AQS), versione italiana di Cassibba e D’Odorico. È costituito da 90 idem, ideati per valutare il legame di attaccamento che il bambino stabilisce nei confronti della propria educatrice. Trascritti su 90 cartoncini distinti, servono da guida per un accurata osservazione del

bambino; Ultimata l’osservazione, all’insegnante viene chiesto di raggruppare i cartoncini sulla base del loro grado di somiglianza del comportamento esibito dal bambino. È consigliabile osservare lo stesso bambino per almeno 2 ore in 2 giornate diverse. Per ognuno degli item del questionario, l’insegnate dovrà scegliere uno fra 5 risposte possibili:

  • A) Molto simile.
  • B) Abbastanza simile.
  • C) Né simile nè diverso.
  • D) Abbastanza diverso.
  • E) Molto diverso.

Ultima per la compilazione, se a più della metà degli stati item è stata attribuita una risposta di tipo A o B, la qualità della relazione osservativa può essere ritenuta soddisfacente. Gli item che avranno ricevuto una risposta di tipo C, D o E indicheranno, invece, gli aspetti della relazione da “curare” affinchè la sua qualità possa migliorare. (E’ conveniente, qualora l’osservazione sia svolta nelle scuole dell’infanzia, escludere il conteggio degli item 14 e 18. Essi, infatti, sono poco adatti a descrivere il comportamento di bambini di età superiore ai tre anni) (esemp. P.113-114).

Per avere una valutazione quantitativa della relazione per educatrice bambino si può utilizzare la versione originale dell’AQS. Tale versioni consente di confrontare il comportamento del bambino osservato con il comportamento ideale di un bambino con un attaccamento sicuro nei confronti dell’educatrice si suppone debba avere. Questo oltre che per fini di ricerca si presta ad essere utilizzato come strumento per la propria formazione e autovalutazione.

6.3- La valutazione della sensibilità dell’insegnante.

Altrettanto utile può essere soffermati sul modo in cui educatrice risponde alla richiesta di interazione del bambino. Strumento ideato da Pederson e Moran, Utile per la valutazione della sensibilità dell’adulto. Per valutazione della sensibilità si intende la capacità di l’adulto di catturare i segnali inviati dal bambino, di interpretarli correttamentee di rispondere prontamente e in maniera adeguata. Dal momento che l’osservazione ha come oggetto il comportamento dell’educatrice, Potrebbe risultare difficile valutare il proprio comportamento nel momento in cui questo viene emesso. Si consiglia di ricorrere alla Biglia registrazione di alcuni momenti della giornata a scuola. La lista dei comportamenti presentata può essere utilizzato in 2 modi diversi. (lista p. 117-118) Se l’insegnante sarà interessato a cogliere gli aspetti poco sensibili del proprio comportamento, al fine di poterli modificare, sarà sufficiente rispondere con un semplice “sì” o “no”. Una seconda possibilità di utilizzo degli item consiste nel verificare se la percezione che l’insegnante ha della propria sensibilità corrisponde al comportamento effettivamente esibito.

6.4- Scala per la valutazione delle cure di routine.

Riguarda l’organizzazione dei momenti di routine nella scuola dell’infanzia. Questi momenti costituiscono un’occasione privilegiata di interazione tra insegnante bambino. L’attenzione riservata loro nel contesto dell’asilo nido o della scuola dell’infanzia è dovuto al fatto che le routine solitamente precedono momenti delicati, quali quello del sonno, del pranzo, del distacco dal genitore; per vivere bene i quali il bambino ha bisogno di sentirsi tranquillo, rilassato, a proprio agio. Proponiamo di utilizzare una subscala della SOVASI (Scala per l’osservazione e la valutazione della scuola dell’infanzia) di Harms e Clifford. Offre la possibilità di valutare in che misura questi momenti sono curati e il modo in cui vengono sfruttate le opportunità di interazione tra insegnante bambino che essi offrono. È composta da 5 item. Il punteggio attribuibile a ciascun item viene espresso su una scala a 7 punti, dov’è il punteggio 1 indica livelli di qualità insufficienti mentre il punteggio 7 indica livelli di qualità eccellenti.

ITEM 1= Analizza il modo in cui sono organizzati i momenti di benvenuto e commiato. L’item tieni conto anche della capacità delle insegnanti di utilizzare questi momenti per ottenere, scambiare informazioni e stabilire buoni rapporti con i genitori dei bambini.

ITEM 2= E’ focalizzato sul momento dei pasti e merende. L’osservatore è invitato ad esprimersi sulle capacità delle insegnanti di usare questi momenti per socializzare o per sviluppare nei bambini certe competenze tra cui l’autonomia e il conversare tra loro.

ITEM 3=Prendi un esame il momento del riposino. Se i tempi e i luoghi dei riposini sono adatti ai bambini, se c’è una buona sorveglianza, se il luogo è appropriato. L’osservazione dovrà verificare se i bambini sono aiutati a rilassarsi e se si è in grado di provvedere ai bambini che si svegliano prima e a quelli che non hanno sonno.