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Osservare per educare glossario, Dispense di Psicologia Dello Sviluppo E Dell'educazione

Glossario completo del libro Osservare per educare dal primo al sesto capitolo, con tutti i termini più importanti per affrontare l'esonero o l'esame orale di Psicologia della prima infanzia e osservazione nei contesti educati

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 03/01/2020

alessandrogrisolia96
alessandrogrisolia96 🇮🇹

4.6

(20)

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OSSERVARE PER EDUCARE
Una relazione educativa: è tanto più efficace su tutti i piani quanto più l'educatore ha una
conoscenza approfondita e individualizzata del discepolo, La qualità della relazione
educativa è inversamente proporzionale alla numerosità del gruppo di discepoli.
L'osservazione diretta: nel normale contesto educativo permette di conoscere il bambino
nella sua completezza.
L'osservazione sistematica: essa è guidata da uno specifico obiettivo conoscitivo, implica
delle procedure particolari e necessita dell'utilizzo di alcune tecniche per registrare ciò che
è stato osservato. deve richiedere un'attenta programmazione dei tempi e dei contesti di
osservazione.
Griglia di osservazione: è un insieme di descrizioni comportamentali che può essere
utilizzata per rilevare i comportamenti che interessano il ricercatore.
GLI SCHEMI DI CODIFICA: prevede che l'osservatore definisca in modo chiaro e univoco
quali sono i comportamenti che intende osservare. Per la costruzione di esso è necessario
avere una conoscenza di quali siano le linee di sviluppo principali e le caratteristiche
generali del fenomeno da indagare. possono essere organizzati in maniera gerarchica
LE CHECKLIST: l'obiettivo dell'osservazione è rilevare lo sviluppo di una competenza
chiaramente definibile e limitata.
LE SCALE DI VALUTAZIONE: Al giudizio quantitativo di tipo analitico (quando
l'osservatore registra puntualmente tutte le volte con cui una data categoria si presenta),
può essere sostituito da un giudizio quantitativo di tipo globale (tramite il quale
l'osservatore, sulla base di un periodo di osservazione adeguato, codifica in maniera
sintetica la frequenza con cui un certo comportamento si manifesta).
Osservazione: tentativo di acquisire conoscenze su un fenomeno specifico, Nell'ambito
della programmazione di attività, l'osservazione è prevista come componente
fondamentale in 2 momenti specifici: come momento che precede la programmazione
stessa dell'attività e come momento conclusivo, finalizzato alla verifica dei risultati
raggiunti. L'osservazione può essere anche impiegata per facilitare la comunicazione e la
collaborazione fra genitori ed educatori. L'osservazione può essere utilizzata negli incontri
con i genitori anche con finalità educative.
1. Le variabili relative al CONTESTO EDUCATIVO: analizzano le caratteristiche principali
di quei fattori che influenzano il processo educativo e il suo risultato finale, si identificano
3 soggetti principali all’interno del contesto educativo:
1. L'insegnante
2. Il bambino
3. Il contesto della classe, della scuola o della comunità
SOVASI (Scala per l'osservazione e la valutazione della scuola dell'infanzia) di HARMS &
CLIFFORD: Per l'osservazione e la valutazione delle attività di routine .
SVANI (scala di valutazione dell'asilo nido): Per valutare la qualità del contesto e dei
servizi extradomestici per i bambini fino ai 3 anni.
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OSSERVARE PER EDUCARE

Una relazione educativa: è tanto più efficace su tutti i piani quanto più l'educatore ha una conoscenza approfondita e individualizzata del discepolo, La qualità della relazione educativa è inversamente proporzionale alla numerosità del gruppo di discepoli. L'osservazione diretta: nel normale contesto educativo permette di conoscere il bambino nella sua completezza. L'osservazione sistematica: essa è guidata da uno specifico obiettivo conoscitivo, implica delle procedure particolari e necessita dell'utilizzo di alcune tecniche per registrare ciò che è stato osservato. deve richiedere un'attenta programmazione dei tempi e dei contesti di osservazione. Griglia di osservazione: è un insieme di descrizioni comportamentali che può essere utilizzata per rilevare i comportamenti che interessano il ricercatore. GLI SCHEMI DI CODIFICA: prevede che l'osservatore definisca in modo chiaro e univoco quali sono i comportamenti che intende osservare. Per la costruzione di esso è necessario avere una conoscenza di quali siano le linee di sviluppo principali e le caratteristiche generali del fenomeno da indagare. possono essere organizzati in maniera gerarchica LE CHECKLIST: l'obiettivo dell'osservazione è rilevare lo sviluppo di una competenza chiaramente definibile e limitata. LE SCALE DI VALUTAZIONE: Al giudizio quantitativo di tipo analitico (quando l'osservatore registra puntualmente tutte le volte con cui una data categoria si presenta), può essere sostituito da un giudizio quantitativo di tipo globale (tramite il quale l'osservatore, sulla base di un periodo di osservazione adeguato, codifica in maniera sintetica la frequenza con cui un certo comportamento si manifesta). Osservazione: tentativo di acquisire conoscenze su un fenomeno specifico, Nell'ambito della programmazione di attività, l'osservazione è prevista come componente fondamentale in 2 momenti specifici: come momento che precede la programmazione stessa dell'attività e come momento conclusivo, finalizzato alla verifica dei risultati raggiunti. L'osservazione può essere anche impiegata per facilitare la comunicazione e la collaborazione fra genitori ed educatori. L'osservazione può essere utilizzata negli incontri con i genitori anche con finalità educative.

  1. Le variabili relative al CONTESTO EDUCATIVO: analizzano le caratteristiche principali di quei fattori che influenzano il processo educativo e il suo risultato finale, si identificano 3 soggetti principali all’interno del contesto educativo:
  2. L'insegnante
  3. Il bambino
  4. Il contesto della classe, della scuola o della comunità SOVASI (Scala per l'osservazione e la valutazione della scuola dell'infanzia) di HARMS & CLIFFORD: Per l'osservazione e la valutazione delle attività di routine. SVANI (scala di valutazione dell'asilo nido): Per valutare la qualità del contesto e dei servizi extradomestici per i bambini fino ai 3 anni.
  1. Le variabili relative al PROCESSO EDUCATIVO fanno riferimento alle interazioni che intervengono nel contesto educativo fra: i comportamenti osservabili dell'educatore e quelli del bambino, quelli osservabili nell'interazione fra pari e I comportamenti che caratterizzano le interazioni tra colleghi. Le variabili relative al processo educativo → NON rivolgono la loro attenzione alle caratteristiche dell'ambiente o a quelle dei soggetti del processo educativo, ma si rivolgono al processo educativo stesso. DIARIO DI BORDO: Il diario cerca di rispondere alle esigenze dei genitori, infatti viene compilato quotidianamente e messo a disposizione dei genitori, resoconti giornalieri delle attività sono molto utili per vedere i progressi fatti dal bambino nelle diverse aree di sviluppo. Il diario di bordo serve anche per far conoscere, ai genitori, il comportamento del bambino al di fuori dell'ambito familiare e in loro assenza. Sarebbe opportuno tener in mente uno schema mentre si compila il diario di bordo, specie per la descrizione delle attività di gioco. La sicurezza dell'attaccamento: ossia la fiducia che il bambino matura e circa la disponibilità di una figura di riferimento che sia capace di comprenderlo e di aiutarlo nei momenti di disagio, e che contribuisce e condivide i suoi momenti di benessere, è fortemente influenzata da quella che è definita “sensibilità materna”. L'utilizzo simbolico e decontestualizzato degli oggetti: 1 Fase di decentramento → in cui i bambini producono degli atti di finzioni rivolti più alla realtà esterna che a se stessi.
  2. Fase di testualizzazione → durante la quale il gioco di finzione assume maggiore indipendenza dal supporto ambientale.
  3. Fase di integrazione → permette l'emergere di attività di gioco organizzate sequenzialmente OSSERVAZIONE DI TIPO NON INTRUSIVO del comportamento di gioco libero dei bambini → all'interno di tale categoria, le varie strategie utilizzate possono variare in:
    • Ambienti naturali: l'approccio naturalistico prevede l'osservazione del bambino in un ambiente familiare. Il suo vantaggio è che permette di vedere il naturale e abituale comportamento del bambino.
  • Ambienti strutturati: l'approccio strutturato prevede che l'osservazione venga condotta in una situazione predisposta. È utile per favorire l'espressione di atti di gioco maggiormente elaborati. IL GIOCO SPONTANEO: L'osservazione sviluppata di HOWES & RUBENSTEIN è di tipo strettamente naturalistico: l'osservatore deve evitare sia di stimolare il bambino al gioco che di introdurre e proporre nuovi giocattoli in alternativa al materiale utilizzato spontaneamente dal bambino. La procedura ideata da MORGAN, HARMON e BENNET, indirizzata alla valutazione del comportamento di gioco dei bambini di età tra gli 8 e 24 mesi, prevede l'osservazione di 40 minuti di gioco libero in presenza di un set standardizzato di giocattoli. L'attività di gioco simbolico viene osservata da quando il bambino si concentra sul gioco a quando il bambino non si interessa più di esso → viene classificata in una griglia che include 5 macrocategorie comportamentali: 1. schemi presimbolici semplici: il bambino riconosce l'uso corretto degli oggetti (es. avvicina la tazzina alla bocca) 2. schemi simbolici rivolti a se stessi: il bambino mette in atto giochi simbolici legati alla propria persona (es. avvicinare la tazza alla bocca accompagnando l'azione con espressioni facciali che

1. SOTTOSCALA DI COMPETENZA SOCIALE (S-C)

2. SOTTOSCALA RELATIVA ALLA RABBIA E ALL'AGGRESSIVITA (R-A)

3. SOTTOSCALA RELATIVA ALL’ ANSIA E ALL'ISOLAMENTO (A-I)

Diadyc Relationship Q-sort” (RDQS), sviluppato da PARK&WATERS: L'individuazione delle relazioni amicali tra bambini La scala REEL (Receptive-Expressive Emergent Language): è organizzata in forma di intervista da rivolgere ai genitori, ma i comportamenti che si vanno a vedere sono facilmente osservabili anche in contesti educativi adatti. La checklist offre una serie di indicazioni sui comportamenti relativi alla comprensione e alla produzione del linguaggio nei primi 3 anni di vita, che potranno guidare l'educatore nell'osservazione 'Attachment Q-sort: composto da 90 item ideati per valutare il legame di attaccamento che il bambino stabilisce nei confronti della propria educatrice di asilo di nido o insegnante della scuola dell'infanzia. Perchè una conversazione possa aver luogo efficacemente è necessario che si verifichino 3 condizioni minimali:

  1. che i parlanti si alternino e non parlino contemporaneamente
  2. che i messaggi di entrambi siano comprensibili
  3. che siano presenti connessioni tematiche e formali Lo studio della relazione tra educatore e bambino, nel periodo prescolare, è centrata sugli aspetti affettivi-emotivi del legame Sensibilità: si intende la capacità dell'adulto di catturare i segnali inviati dal bambino , di interpretarli correttamente e rispondervi in maniera adeguata