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Paniere aggiornato al 2023 e link per le RISPOSTE CHIUSE https://www.docsity.com/it/paniere-diritto-pubblico-roberto-d-alelio-risposte-chiuse/8437843/
Tipologia: Panieri
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distinguono dalle altre tipologie di regole (religiose, sociali, morali), sono: la generalità, l'astrattezza e l'imperatività. Dev'essere generale nel senso che non va dettata per singoli individui ma per la generalità dei consociati. Astrattezza significa non dettata per una situazione concreta bensì per ipotesi astratte. Generalità e astrattezza sono caratteri necessari e hanno la funzione di garantire l'eguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini che si trovano nella medesima situazione. Per imperatività si intende che gli interessati non possono sostituire le norme giuridiche con altre disposizioni.
norme che regolano la vita di una comunità o di una popolazione. Esso comprende anche l'organizzazione interna dello Stato e tutto ciò che riguarda i rapporti giuridici tra organi dello Stato e membri della collettività.
giuridica si compone di due elementi: precetto, cioè il comando contenuto nella norma; sanzione, cioè la minaccia di una punizione in caso di inosservanza del precetto.
La cittadinanza è la condizione che attraverso l'ordinamento giuridico attribuisce una serie di diritti e doveri ad un individuo della comunità. I modi di acquisto della cittadinanza italiana sono: per nascita quando un genitore è italiano, per riconoscimento ovvero adozione di minore straniero da parte di un italiano o dichiarazione giudiziale della filiazione per matrimonio o per motivi particolari e per concessione.
Stato liberale ha due caratteristiche fondamentali: è basato sulla divisione dei poteri tra organi diversi; riconosce le libertà fondamentali dei cittadini, in particolar modo: la libertà economica, ovvero la libertà di intraprendere attività economiche senza limitazioni o controlli da parte dello Stato; e il diritto alla proprietà privata. Il principio di libertà non si riferisce più ad una classe sociale, ad un ceto, bensì al singolo individuo.
sono il popolo, il territorio e il governo. Il popolo è costituito dalle persone che fanno parte dello Stato in quanto ne hanno la cittadinanza. Si parla di territorio quando si fa riferimento allo spazio sul quale si esercita la sovranità dello Stato. Tale spazio tuttavia è costituito da quattro elementi: la superficie della terra, le acque territoriali, lo spazio aereo fino all’atmosfera, il sottosuolo. Il governo consiste semplicemente nell’organizzazione dei centri di potere. Tale elemento sottolinea la necessità di una struttura organizzativa che deve essere data al potere politico, in modo che esso possa essere riconosciuto dagli altri Stati.
è l'espressione della somma dei poteri di governo (legislativo, esecutivo e giudiziario), riconosciuta a un soggetto di diritto pubblico internazionale (es. Stato) che può essere una persona o un organo collegiale. La modalità in cui questa somma di poteri è organizzata e ripartita è detta forma di governo.
Stato si intende il modo in cui lo Stato risulta strutturato nella sua totalità, ed in particolare il modo in cui si atteggiano i rapporti tra gli elementi costitutivi del medesimo. In questo concetto, il termine stato rileva come stato-ordinamento, ossia come combinazione dei tre elementi fondamentali: popolo, territorio e sovranità.
Stato assoluto era una forma di Stato caratterizzata dall'accentramento dei poteri (potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario) nelle mani
Stato fa propri gli effetti di un accordo, di una convenzione o di un trattato concluso dal proprio rappresentante.
giuridica, cioè il legislatore nazionale adotta norma il cui contenuto è dato dagli obblighi internazionali assunti; procedimento speciale, cioè attraverso l’ordine di esecuzione viene approvato una legge che dispone l'adattamento dell'ordinamento interno ai vincoli internazionali; adattamento in forma automatica, cioè l'adesione alle norme internazionale mediante forma automatica senza nessun atto formale.
norme internazionali in forma automatica senza nessun atto statale. L’adattamento è immediato diretto e continuo. L’ordinamento interno disciplina l’adattamento automatico per far sì un meccanismo del genere possa operare.
dell’autotutela è la protezione degli interessi dei soggetti dell'ordinamento attraverso il quale il singolo soggetto è autorizzato a ricorrere ad atti coercitivi, uso della forza militare, sanzioni economiche per attuare i propri diritti.
diritto dell'Unione europea costituiscono l'insieme di norme giuridiche che regolano l'organizzazione e lo sviluppo dell'Unione europea e i rapporti tra questa e gli Stati membri. Le fonti del diritto dell'Unione europea sono i regolamenti i quali sono applicati direttamente dagli Stati membri, e le direttive che non sono dirette ai cittadini ma possono produrre diritti ad ogni singolo cittadino qualora gli Stati non diano attuazione nei modi e tempi previsti.
sussidiarietà, in diritto, è il principio secondo il quale, se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione.
normative dell’UE sono: principio di attribuzione in cui l'Unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati per realizzare gli obiettivi da questi stabiliti; Il principio di sussidiarietà ovvero il principio secondo il quale, se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione; il principio di proporzionalità che regola l'esercizio delle competenze esercitate dall'Unione europea.
stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell'UE devono realizzare. Tuttavia, spetta ai singoli paesi definire attraverso disposizioni nazionali come tali obiettivi vadano raggiunti. Un esempio è quello della direttiva sui diritti dei consumatori dell'UE, che rafforza i diritti dei consumatori in tutta l'Unione, ad esempio eliminando spese e costi nascosti in Internet, ed estendendo il periodo entro il quale i consumatori possono recedere da un contratto d'acquisto.
trattati internazionali, stipulati tra gli Stati membri, che pongono le basi dell'ordinamento giuridico dell'Unione europea, fissano gli obiettivi dell'Unione e istituiscono i diversi organi istituzionali, disciplinandone le procedure. I Trattati istitutivi dell'UE sono il Trattato di Maastricht firmato nel 1992 ed entrato in vigore il 1° Novembre del 1993 che istituisce l’Unione Europea e il trattato di Lisbona del 2007 entrato in vigore il 1° Dicembre 2009 che ha conferito nuovi poteri legislativi al Parlamento europeo e lo ha posto alla pari con il Consiglio dei ministri nel decidere i compiti dell'UE e in che modo spendere i soldi.
usato per designare atti normativi emanati da organi dello stato, enti pubblici, enti locali, organizzazioni internazionali e anche enti privati per disciplinare determinate materie o il proprio funzionamento.
La Commissione europea è una delle principali istituzioni
costituzione e per vizi o di legittimità o di merito. L'abrogazione è l'istituto mediante il quale il legislatore determina la cessazione ex nunc (non retroattiva) degli effetti della norma. Ciò significa che le situazioni venute in essere precedentemente non saranno coinvolte dall'abrogazione.
carattere interpretativo, utilizzato nel diritto in relazione all'attività di giurisdizione. Esso ha luogo allorquando, a fronte di una lacuna dell'ordinamento giuridico, il giudice si veda nella necessità di dover offrire un obiettivo criterio di valutazione giuridica, in ordine a categorie di soggetti o di rapporti, il cui status o la cui regolamentazione non appaia espressamente contemplata dalla lettera della norma.
a produrre diritto. Le fonti del diritto si dividono in fonti di produzione, fonti sulla produzione e fonti di cognizione. Le fonti di produzione si dividono in fonti di fatto e fonti atto: le fonti fatto sono fonti non scritte e sono determinate da comportamenti umani non volontari o eventi naturali atti a produrre diritto, le fonti atto sono atti normativi prodotti da organi o enti nell'esercizio di poteri attribuiti dall'ordinamento. Poi abbiamo le fonti sulla produzione che sono quelle norme che individuano gli organi e le procedure di produzione del diritto. Infine, abbiamo le fonti di cognizione che sono quegli strumenti idonei a far conoscere le fonti di produzione. Tra le fonti di cognizione è possibile distinguere le forme di pubblicazione in: necessarie, che precedono o condizionano l'entrata in vigore della norma stessa e non necessarie, che non incidono sull’effettività della norma.
decreto legge è un provvedimento con valore di legge adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e urgenza, che viene emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore il giorno stesso o il giorno successivo alla pubblicazione. Il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti perde efficacia sin dall'inizio. Le Camere, tuttavia, possono regolare con una legge i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge.
l'esercizio della funzione legislativa. La legge di delega contiene l'oggetto della delega, i principi e le direttive al quale il Governo deve attenersi, il termine entro il quale esercitare la delega. Dopo aver
ricevuto la legge delega il governo emana il decreto legislativo. Sono presenti due limiti all'utilizzo del decreto legislativo: un limite razionale volto ad evitare che il governo possa emanare atti che rendono difficile distinzione di ruoli tra Parlamento e governo; un limite tecnico giuridico per cui non possono essere delegate materie riservate alla legge costituzionale. Il Parlamento nel decreto legislativo interviene in via preventiva mentre nel decreto legge interviene in via successiva.
costituzionale italiano, è una legge formale approvata dal Parlamento, che delega il Governo a esercitare la funzione legislativa su di un determinato oggetto. La legge di delega contiene l'oggetto della delega, i principi e le direttive al quale il Governo deve attenersi, il termine entro il quale esercitare la delega.
omogeneo si differenzia in vari modi: riserva di legge assoluta, quando la materia deve essere regolata integralmente dalla legge; riserva di legge relativa, quando i principi sono stabiliti dalla legge, riducendo la discrezionalità dell'esecutivo, che però potrà intervenire dettando la disciplina di dettaglio con propri regolamenti.; riserva di legge rinforzate, quando la Costituzione pone dei limiti alla discrezionalità del legislatore, predeterminando alcuni dei contenuti che la legge deve avere.
le fonti dell'Unione Europea, le fonti legislative ordinarie e le fonti legislative equiparate, il referendum abrogativo, le fonti espressione di autonomia degli organi costituzionali, le fonti regolamentari, le fonti del diritto regionale, le fonti degli enti locali, le fonti delle autonomie collettive, le fonti fatto.
ordinaria dello stato è riconosciuta, nell’ordinamento giuridico, come fonte a competenza generale. Essa infatti può regolamentare qualsiasi oggetto a patto che non vada a modificare o a cambiare quanto affermato nella Costituzione.
un compromesso tra: i principi liberali, nella parte in cui si riconosce che l'iniziativa economica privata è libera e quelli socialisti nella parte in cui è previsto che l'attività economica è anche pubblica, e l'attività economica privata e quella pubblica siano indirizzate dalla legge a fini sociali.
non può essere oggetto di revisione costituzionale. L’art. 139 Cost. è l’articolo di chiusura della Costituzione, che viene ricollegato all’art. 1 Cost., il quale stabilisce che l’Italia è una Repubblica democratica, e la forma repubblicana, quindi, è considerata inscindibile dal carattere democratico della Repubblica. Pertanto, il limite esplicito ex art. 139 Cost. si allarga anche a limite implicito, poiché comporta il fatto che anche i principi supremi della Costituzione e i diritti fondamentali della persona, che rappresentano fondamento e declinazione della forma repubblicana non possono essere sottoposti a revisione costituzionale, almeno nel loro nucleo essenziale. Pertanto, i diritti inviolabili ex art. 2 Cost., e quelli previsti esplicitamente dagli artt. 13 ss. Cost. costituiscono limite implicito alla revisione costituzionale.
il procedimento mediante il quale il contenuto del decreto legge viene adottato da una legge ordinaria e il Parlamento si riappropria della funzione legislativa esercitata dal governo.
leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Non è possibile abrogare disposizioni di rango costituzionale, gerarchicamente sovraordinate alla legge ordinaria.
Cost. stabilisce che 500.000 cittadini o 5 Consigli regionali, possono proporre all’intero corpo elettorale
“l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge". Per legge si intende una legge in senso formale, cioè approvata dal Parlamento secondo il procedimento ordinario; per "atto avente valore di legge" si intendono i decreti legge e i decreti legislativi (adottati dal Governo su legge delega del Parlamento). La Corte Costituzionale si pronuncia sull’ammissibilità del referendum. Sono escluse dal referendum abrogativo le leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Non è possibile abrogare disposizioni di rango costituzionale, gerarchicamente sovraordinate alla legge ordinaria.
autonoma del diritto: esso infatti dispone della capacità di innovare il diritto oggettivo in negativo, perché abroga disposizioni preesistenti di leggi o di atti aventi forza di legge. Inoltre è disciplinato dall'articolo 75 della costituzione.
i regolamenti governativi, seguono i regolamenti ministeriali, amministrativi e prefettizi e di altri enti pubblici territoriali (regionali, provinciali e comunali).
distinzioni.
persone alle quali viene riconosciuto il diritto di esercitare l'elettorato attivo, e cioè il diritto di eleggere i propri rappresentanti, e l'elettorato passivo, e cioè il diritto di essere eletto, e solitamente rappresenta un sottoinsieme dei cittadini.
cittadino dell’Unione europea (UE), nonché qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede statutaria in un paese dell’UE, di presentare al Parlamento europeo un’istanza o un reclamo su una materia che rientra nel campo di attività dell’UE e che lo concerne direttamente.
ineleggibili coloro che ricoprono le seguenti cariche: presidenti di giunte provinciali; sindaci di comuni con più di 20000 abitanti; capo e vice capo di Polizia; ispettori di pubblica sicurezza; capi di gabinetto dei ministeri; i prefetti, viceprefetti e funzionari di pubblica sicurezza; gli ufficiali, generali, ammiragli e ufficiali superiori delle forze armate; i magistrati, esclusi quelli in servizio presso le giurisdizioni superiori; i diplomatici, consoli, viceconsoli e ufficiali addetti alle ambasciate; coloro che hanno rapporti economici con lo Stato; i giudici della corte costituzionale.
dei poteri è l'atto in base al quale un organismo collegiale, prima di procedere all'esercizio delle sue funzioni, si pone il problema della regolarità della sua costituzione. Ciò comporta:
costituzionale, come tale è disciplinato direttamente dalla Costituzione; è anche un organo definito complesso, costituito da più organi interni; esso viene inoltre denominato collegiale, poiché
composto da più soggetti i quali operano collegialmente; è rappresentativo, in quanto rispecchia la volontà politica degli elettori.
comune esclusivamente nei casi tassativamente indicati dalla Costituzione, tra i quali rientrano l'elezione di cinque giudici della Corte Costituzionale e di un terzo dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, nonché la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica. Integrato dai delegati delle Regioni, elegge il Presidente della Repubblica, chiamato poi a giurare di fronte a tale organo. Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune il Presidente e l'Ufficio di Presidenza sono quelli della Camera.
Parlamento hanno i medesimi poteri, ma possiedono anche notevoli differenze. Innanzitutto cambia il numero di componenti, 630 alla Camera, 315 al Senato (più i senatori a vita), il modo in cui vengono eletti, l’età degli elettori, infatti per la Camera votano tutti i cittadini maggiorenni, mentre per il Senato bisogna aver compiuto i 25 anni d’età. Anche l’età in cui si può essere eletti è differente: per entrare a far parte della camera bisogna avere almeno 25 anni, invece per divenire senatori almeno 40 anni.
bicameralismo in cui il potere legislativo viene esercitato da (almeno) due camere rappresentative legislative paritarie (stessi compiti, gli stessi poteri derivanti dalla stessa rilevanza costituzionale).
divieto di mandato imperativo consente ai parlamenti di cambiare idea nel corso della legislatura, passando - se vogliono - da un partito all’altro. Il divieto di mandato imperativo è stato abolito a partire dalla Rivoluzione francese, quando si è affermato il principio secondo il quale ogni persona eletta rappresenta l’intera Nazione e non un singolo partito, movimento o gruppo parlamentare.
cosiddette immunità parlamentari e impedisce che il membro del Parlamento possa essere chiamato a
anticipato.
Presidente; b) l’Ufficio di Presidenza; c) la conferenza dei presidenti dei gruppi; d) le giunte; e) le commissioni permanenti; f) le commissioni speciali; g) le commissioni bicamerali; h) i gruppi parlamentari.
Alla Camera, all'inizio di ogni legislatura, si costituiscono 14 Commissioni permanenti. Ognuna delle 14 Commissioni permanenti è dunque competente su un settore dell'ordinamento, che identifica i confini entro i quali essa esercita i suoi poteri. Le loro funzioni sono:
semestre bianco è il periodo di tempo corrispondente agli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica Italiana, durante il quale il Presidente non può sciogliere le Camere.
acquista efficacia, normalmente, 15 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: il periodo che intercorre tra la data di pubblicazione e quella di entrata in vigore è denominato vacatio legis. I decreti-legge, invece, acquistano efficacia il giorno stesso della loro pubblicazione.
Stato acquista efficacia, normalmente, 15 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: il periodo che intercorre tra la data di pubblicazione e quella di entrata in vigore è denominato vacatio legis. I decreti-legge, invece, acquistano efficacia il giorno stesso della loro pubblicazione. La legge diviene obbligatoria subito dopo la pubblicazione.
camere, la legge è perfetta, ma non ancora
efficace, per diventare tale deve superare la fase dell’integrazione dell’efficacia, costituita dalla promulgazione ad opera del presidente della Repubblica.
sono di esaminare il progetto approfondendone i contenuti e di riportarne le proprie considerazioni e pareri al Parlamento il quale non è vincolato dal parere espresso.
legislativo può essere diviso nelle seguenti fasi: a) fase dell’iniziativa in cui viene avviato il procedimento; b) fase istruttoria volta alla ricognizione e valutazione degli elementi rilevanti; c) fase deliberativa discussione, della votazione e dell'approvazione del progetto di legge estromettendo completamente il Parlamento dai lavori.; d) fase della promulgazione deve avvenire entro 30 giorni dall'approvazione parlamentare e spetta al Presidente della Repubblica; e) fase della pubblicazione è la fase conclusiva del processo di produzione di una legge entrando in vigore.
a) il Governo attraverso la presentazione di un disegno di legge; b) i Parlamentari che possono presentare singolarmente o unitamente ad altri parlamentari un progetto di legge; c) il CNEL; d) il popolo, mediate la presentazione di una proposta di legge proveniente da 50.000 elettori; e) i Consigli Regionali; f) i Consigli Comunali, limitate dalle circoscrizioni provinciali e l’istituzione di nuove Province.
termine navette oppure navetta parlamentare, in un sistema bicamerale, indica il passaggio ripetuto di un progetto di legge (disegno di legge o proposta di legge) da una Camera all'altra prima dell'approvazione finale.
che intercorre tra la pubblicazione di una
istruttoria seguono la stessa procedura del procedimento ordinario.
commissioni d’inchiesta sono regolate dall’articolo 82 della costituzione italiana e possono essere create ad hoc per svolgere indagini e ricerche su materie e argomenti di interesse pubblico, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Lo fanno attraverso missioni e sopralluoghi, audizioni con ministri, l’approvazione di relazioni, l’organizzazione di convegni e più in generale un accurato lavoro di studio e documentazione. Possono essere di vario tipo: bicamerali, formate tramite legge e composte da deputati e senatori, o monocamerali, per la cui costituzione basta una deliberazione della camera o del senato.
uno o più parlamentari per avere chiarimenti sul suo operato e che prevede un dibattito.
Italia, indica una domanda che uno o più parlamentari rivolgono al governo della Repubblica Italiana nel suo complesso o a un singolo ministro per essere informati sulla veridicità di un fatto o di una notizia e sui provvedimenti che il governo intende adottare o ha già adottato in merito.
costituzionali -tra cui i due rami del Parlamento- di valutare i titoli di ammissione dei suoi componenti nonché le cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità, oltre che di risolvere controversie attinenti ai propri dipendenti attraverso propri organi giurisdizionali.
unicamerali di indirizzo politico, adottabile anche in Commissione, tendenti a manifestare orientamenti sugli argomenti in discussione e cioè, ad esempio, su relazioni governative, sull’esame di decreti registrati con riserva, su deliberazioni di assemblee internazionali, su relazioni della Corte dei conti ecc.. In Assemblea questo strumento può essere utilizzato per chiudere dibattiti provocati da mozioni o derivanti da comunicazioni del Governo al Parlamento. In Commissione la risoluzione è diretta a manifestare orientamenti o a definire indirizzi su specifici argomenti.
determina l’indirizzo politico dello Stato. Gli strumenti usati sono: la mozione, la risoluzione e l’ordine del giorno. La mozione parlamentare è uno strumento di indirizzo politico attraverso il quale la Camera
o il Senato danno direttive al Governo sul comportamento da tenere o le misure da prendere per affrontare una determinata questione. La risoluzione può essere votata in assemblea o commissione e serve a far chiudere una mozione o manifestare orientamenti sugli argomenti in discussione e cioè, ad esempio, su relazioni governative. L'ordine del giorno generale è invece l'elenco di tutti i disegni di legge ed i documenti presentati al Senato, con il relativo stato di avanzamento dei lavori.
volte al controllo e all’informazione e sono: le interrogazioni; le interpellanze; l’inchiesta parlamentare. Una interrogazione parlamentare, in Italia, indica una domanda che uno o più parlamentari rivolgono al governo della Repubblica Italiana nel suo complesso o a un singolo ministro per essere informati sulla veridicità di un fatto o di una notizia e sui provvedimenti che il governo intende adottare o ha già adottato in merito. L’interpellanza è una domanda scritta presentata al governo da uno o più parlamentari per avere chiarimenti sul suo operato e che prevede un dibattito. Le commissioni d’inchiesta sono regolate dall’articolo 82 della costituzione italiana e possono essere create ad hoc per svolgere indagini e ricerche su materie e argomenti di interesse pubblico, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.
promuovere una deliberazione della Camera. La Mozione consiste nella richiesta, fatta dai singoli parlamentari alla Camera cui appartengono, di procedere alla discussione e votazione, per esempio, su un determinato oggetto su cui una precedente interpellanza li avesse lasciati insoddisfatti. Può, comunque, essere posta, indipendentemente da precedenti interpellanze, purché almeno 10 deputati o 8 senatori o un presidente di un gruppo parlamentare la promuovano.
designa diversi documenti. L'ordine del giorno della seduta (dell'Assemblea e delle Commissioni) indica l'elenco degli argomenti che saranno discussi. L'ordine del giorno generale è invece l'elenco di tutti i disegni di legge presentati. In una terza accezione l'ordine del giorno corrisponde a un atto di indirizzo: un documento che ha carattere accessorio rispetto ad un altro testo - un disegno di legge - su cui l'assemblea o una commissione è chiamata a deliberare. In questo caso l'ordine del giorno tende a precisare il significato della deliberazione principale, impegnando politicamente il Governo sul modo in cui essa vada interpretata o si debba procedere alla sua applicazione.
Consiglio sono: a) mantenere l’unità dell’indirizzo politico ed amministrativo; b) promuovere e coordinare l’attività dei ministri;