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PANIERE E-CAMPUS
SOCIOLOGIA
DELL'EDUCAZIONE
DOMANDE
Prof.ssa VINCI FIORELLA
Lezione 003
06. Per quali ragioni appare importante iniziare la ricostruzione della storia dell’educazione dalla Grecia classica? E’ quel periodo storico nel quale alcuni storici datano anche l’ origine della democrazia. Una delle differenze principali tra le società della Grecia classica e le società moderne era data dal fatto che quelle società erano fondate sull’esercizio , quasi costante, della guerra. Date queste premesse è facile comprendere come la formazione alla guerra nella Grecia classica fosse fondamentale e come conseguentemente, quelli che definiamo con espressione moderna i processi educativi, fossero finalizzati a far emergere nei più giovani uno spirito guerriero. Ma la Grecia classica è molto interessante come momento iniziale dello studio della storia dell’educazione poiché proprio in quelle società ed in quel periodo storico il modello di società guerriera inizia a divenire più complesso. 07. Perché le prime scuole filosofiche appaiono luoghi privilegiati del processo di razionalizzazione occidentale? Le prime scuole filosofiche sono al tempo stesso luoghi privilegiati di esternalizzazione del rapporto primigenio di dominazione che è quello del pater familias (prima solo presente a livello famigliare la dominazione del padre sul figlio), in queste scuole nasce un nuovo rapporto , analizzato tra gli altri da Locke , quello tra maestro e discepolo. (legame non più famigliare ma intellettivo voluto per scelta) La nascita del rapporto tra maestro e discepolo indica la costituzione dell’educazione come processo politico di trasformazione del rapporto di dominazione e di ricerca di nuove **forme per la sua legittimazione. Lezione 004
- Quale apporto offre il Cristianesimo alla storia dell’educazione?** Sarà il cristianesimo , come ricostruito ad esempio da Vernant , ad offrire alla concezione greca dell’individualità alcune componenti essenziali. Prima fra tutte una concezione del logos non solo come ragionamento , riflessione, ma anche come parola , come incipit dell’alterità, come possibilità per l’individuo di dare all’altro qualcosa del sé, di essere attraverso l’apertura all’altro, di conoscersi attraverso il dono di sé. Il cristianesimo introduce tre forme di ridefinizione dell’individualità, l'amore, l'introduzione della morte e la possibilità dell'individuo di conoscersi come creatura 06. Come si trasforma l’educazione durante il Rinascimento? Come ricostruito da Le Goff, con il Rinascimento , allo spazio della chiesa, si sostituisce progressivamente il tempo e i luoghi dei mercanti. L’educazione inizia un processo di progressiva, pur se lenta, laicizzazione. Tale processo è favorito da una nuova attenzione per i luoghi pubblici, città e paesaggi vengono osservati e rappresentati come luoghi privilegiati di svolgimento della vita. L’individuo autore di se stesso è un individuo che ha iniziato, ancora principalmente attraverso le arti e la filosofia, un processo di demagificazione o con Gauchet di disincanto del mondo, ovvero un processo di spiegazione dei fenomeni naturali della vita non ricorrendo a credenze magiche o religiose ma ricercando cause verificabili, il cui funzionamento sia riscontrabile nella natura. L’educazione, contemporaneamente ad un processo di laicizzazione, diviene anche via privilegiata di elaborazione del metodo scientifico – sperimentale, ovvero di un metodo di
storia.
05. Qual è la concezione dell’educazione proposta da Humboldt? Parimenti l’educazione è un processo sociale nel quale da un lato emergono tutti i condizionamenti, da quelli ad esempio linguistici e lessicali a quelli, sempre ad esempio, relazionali, che le diverse società esercitano sugli individui, e nel quale, dall’altro lato, emerge la facoltà individuale di rielaborare in maniera personale le norme ed i valori socialmente accettati. 06. In quale periodo storico e in quale tradizione filosofica si situa il pensiero di W. Humboldt? Alla fine del XVIII sec. in Germania, nella cornice dell’idealismo ma in una posizione critica rispetto ad esso, si formano alcuni pensatori che si ricordano come i fondatori dello storicismo. Tra essi un posto di rilievo occupa W. von Humboldt (1767-1835). **Lezione 008
- Quali sono i tratti più originali del pensiero comtiano?** Nella ricostruzione del processo di istituzionalizzazione scientifica della sociologia appare utile sottolineare le seguenti dimensioni caratterizzanti il pensiero di Comte.
- I caratteri del suo evoluzionismo, è una scienza sintetica che si propone la conoscenza delle leggi più generali dell’evoluzione umana, utilizzando il suo linguaggio si tratta di una fatalità modificabile.
- L’importanza di elementi non materiali condizionanti l’agire umano (come ad es. le credenze, i valori, i sentimenti.), non vi è società che nella misura nella quale i suoi membri hanno le stesse credenze. Comte rifiuta una concezione unicamente razionalista dell’uomo e sottolinea che l’uomo è formato da sentimenti, attività e intelligenza. L’impulso all’attività non proviene dall’intelligenza che ha la funzione di guidare e controllare le azioni, né dal calcolo egoistico, ma dal cuore.
- La concezione dello sviluppo umano, distingue tra un ordine temporale ed un ordine spirituale o morale. Detto altrimenti, è necessario che gli uomini da egoisti diventino progressivamente sempre più interessati al benessere della collettività. Comte ritiene importante per lo sviluppo della società che ciascuno abbia un posto proporzionato alle proprie capacità e che possa in tal modo realizzarsi un principio di giustizia sociale.
- La concezione della religione, attribuisce alla religione una fondamentale funzione di coesione sociale. 05. Sulla base di quali elementi Comte può essere definito un positivista? Per Comte la scienza sociale è una scienza positiva le cui leggi sono enucleabili dall’osservazione della realtà. Comte riconosce l’evoluzione storica del pensiero scientifico e stabilisce una corrispondenza tra la storia dell’umanità e la storia della scienza. La nascita della scienza sociale, nel suo linguaggio della fisica sociale , corrisponde allo stadio più evoluto e contemporaneo della storia della scienza. Coerentemente con la visione organicista, un singolo elemento non è conoscibile se non come parte del tutto (olismo). Non si può comprendere ad esempio la situazione della religione o la forma dello Stato in una determinata società se non si considera la specifica società nella sua unità.
06. Quali tradizioni scientifiche concorrono alla nascita della Sociologia? Nella storia del pensiero sociologico si distingue sin dalle origini della sociologia una tradizione olista che fonda la conoscenza dello studio della società sul primato analitico della società considerato come una totalità distinta rispetto agli individui ed una tradizione individualista che fonda invece la conoscenza della società muovendo dal primato analitico delle azioni degli individui. **Lezione 009
- Qual è l’apporto di J. Stuart Mill alla sociologia dell’educazione?** Ritiene che gli uomini agiscano spinti da un'interesse personale utilitarista, si interroga su come gli individui possono contribuire al progresso morale della società. Gli individui sviluppano una simpatia verso gli altri, non si considera più il singolo individuo ma l'umanità. Simpatia generalizzata estesa anche per Mill, l'educazione ha un ruolo essenziale, nella prima infanzia è riservata alle famiglie, capacità di suscitare nei bambini pensieri positivi verso gli altri, coetanei o adulti. Dopo la famiglia inizia il compito dell'istruzione, a quei tempi principalmente elitaria (privata), determinati sentimenti e principi per gli altri attraverso dei culti e delle professioni. 05. Quali sono i punti di forza e quali i punti di debolezza del sistema educativo proposto da Comte? Compte aveva attribuito alle donne la capacità naturale di provare questi sentimenti di socializzazione, ma allo stesso tempo aveva ristretto la loro vita sociale delimitandola all'espressione di questa predisposizione educativa all'interno delle mura casalinghe Mill crede nella parità dei generi, riconosce che anche le donne possono avere una vita pubblica. **Lezione 010
- Qual è l’apporto di J. Stuart Mill alla sociologia dell’educazione?** Ritiene che gli uomini agiscano spinti da un 'interesse personale utilitarista , si interroga su come gli individui possono contribuire al progresso morale della società. Gli individui sviluppano una simpatia verso gli altri, non si considera più il singolo individuo ma l'umanità. Simpatia generalizzata estesa anche per Mill, l'educazione ha un ruolo essenziale, nella prima infanzia è riservata alle famiglie, capacità di suscitare nei bambini pensieri positivi verso gli altri, coetanei o adulti. Dopo la famiglia inizia il compito dell'istruzione, a quei tempi principalmente elitaria (privata), determinati sentimenti e principi per gli altri attraverso dei culti e delle professioni. 05. Qual è il contributo di Simmel alla sociologia dell’educazione? La scoperta dell’ importanza della relazione sociale nella costituzione della società e per la conoscenza della società appare fondamentale per la sociologia dell’educazione. Così come appare fondamentale il processo di individualizzazione descritto da Simmel, il bisogno costante degli individui sia di appartenere ai differenti gruppi sociali (famiglia, scuola, amici, gruppi professionali) sia di distinguersi in essi, di essere riconosciuti e di riconoscersi nelle loro individualità. Un altro tratto dell’analisi simmeliana che sembra utile sottolineare riguarda l’ambivalenza delle relazioni sociali analizzate. L’autore riesce a mettere in luce non solo gli aspetti che
all’alienazione. Secondo Marx l'Istruzione, può contribuire a rendere ciascuno cosciente non solo delle proprie inclinazioni lavorative e dei propri bisogni ma anche della propria umanità, ossia dell’appartenenza ad una comune condizione umana, e della necessità di scoprire, prendere coscienza e rivelare al mondo la propria dignità umana.
04. Illustri la concezione marxiana dell’ideologia. L’alienazione è uno stato che tende a riprodurre se stesso, anche perché permeabile alle Ideologie, ovvero alle deformazioni dei fatti storici operate dai proprietari dei mezzi di produzione. Marx, come sottolinea Aron, intende per ideologia “la coscienza falsa o la rappresentazione falsa che una classe sociale si fa della propria situazione e della società nel suo insieme. In larga misura, egli considera le teorie degli economisti borghesi come un’ideologia di classe. Egli tende a pensare che una determinata classe sociale non può vedere il mondo altrimenti che in relazione alla sua propria condizione”. (Aron, 1967) L’ideologia: - costituisce un ponte tra la struttura e la sovra-struttura, relazione tra l’ ambito dell’economia e l’ambito della cultura , :
- rappresenta il meccanismo che da un punto di vista analitico, non esplicativa la variabilità delle situazioni storiche , dei contesti, la multiformità e l’eterogeneità stessa delle classi sociali. L ’ideologia può essere definita l’opposto della storiografia. Essa rappresenta lo scollamento del pensiero dalle condizioni soggettive ed intersoggettive **Lezione 013
- Come può essere definita la concezione di Marx della storia?** Marx, considera la storia non come il prodotto intenzionale di individui precisi ma come la Storia, quindi come susseguirsi di eventi rispetto i quali l'uomo nella sua individualità non riesce ad incidere. 03. Quali sono i principali punti di debolezza dell’apporto di Marx alla sociologia? Boudon si chiede da sociologo come spiegare tutti i fenomeni nei quali lo schema marxiano si rivela parziale ed incompleto. Le condizioni economiche di vita degli individui siano da sole insufficienti per comprendere la complessità dei fenomeni sociali, le condizioni economiche vanno analizzate alla luce di tante altre condizioni che genericamente potremmo definire contestuali e sociali e che rivelano l’importanza analitica dei meccanismi sociali attraverso i quali i singoli individui accettano le norme di comportamento ed i valori dei gruppi sociali di appartenenza e di riferimento **Lezione 014
- Delinei i tratti che avvicinano il pensiero durkheimiano a quello weberiano. Weber** muove dall’analisi delle azioni interindividuali. Durkheim muove dall’analisi della società. Durkheim – come Weber – prende in considerazione la pluralità causale e come Weber considera la molteplicità delle pluralità causali che determinano i differenti fenomeni. Le cause economiche intervengono nei rapporti causali analizzati da Durkheim ma la loro funzione varia al variare dei rapporti causali.
Weber attribuisce un primato logico agli individui mentre Durkheim attribuisce un primato logico all’analisi del sociale. In entrambi, il processo di sviluppo del razionalismo è un processo storicosociale, non automatico ma condizionato nel suo divenire da specifiche condizioni istituzionali e cognitivo-normative. Per entrambi, il processo di individualizzazione costituisce un ambito di analisi privilegiato per indagare la complessità dei processi di modernizzazione e di integrazione sociale. Durkheim in De la Division du Travail Social esprime il concetto di coscienza collettiva che è uno dei concetti che differenziano maggiormente l’analisi di Durkheim da quella di Weber.
07. Spieghi l’olismo metodologico di Durkheim. Durkheim ritiene che l’analisi sociologica debba considerare prioritariamente la società ( olismo metodologico ). Per Durkheim, la Società è di più della somma delle sue parti, cioè degli individui. L’opera di Durkheim rientra, infatti, nelle teorie olistiche sulla Società vista come un intero organismo indipendente, nella sua globalità e nei suoi tratti distintivi e significativi, dai suoi stessi singoli elementi costitutivi. **Lezione 015
- Spieghi i concetti durkheimiani di solidarietà meccanica e di solidarietà organica.** Per rispondere alla domanda che cos'è una società o come si forma una società, Durkheim si focalizza su una modalità dell'essere società, una modalità dello stare insieme di più individui, la solidarietà. Durkheim distingue fondamentalmente due tipi di solidarietà: la solidarietà meccanica e la solidarietà organica.
- la solidarietà meccanica è fondata sulla somiglianza degli individui, gli individui si somigliano perché provano gli stessi sentimenti e aderiscono agli stessi valori. Caratterizza le società primitive o arcaiche
- la solidarietà organica è invece fondata sulla differenziazione degli individui. Gli individui non sono più simili ma differenti. La differenziazione si basa per analogia degli organi dell'essere vivente, che svolgono ciascuno una funzione propria e specifica, ma che sono tutti indispensabili per la vita. 05. Metta a confronto la concezione della divisione del lavoro di Marx e Durkheim
- Marx focalizza le conseguenze della divisione del lavoro sul lavoratore, sulla condizione di alienazione dell’uomo moderno e sul conflitto di classe. La divisione del lavoro diventa separazione ed estraneità dell'uomo dal prodotto del suo lavoro e, allo stesso tempo, causa della sua impossibilità di riconoscersi come uomo. La divisione del lavoro provoca un ripiegamento dell’uomo su stesso, l’amputazione delle sue potenzialità pubbliche.
- Durkheim ha una concezione più generale e polivalente della divisione del lavoro, comprende:
- Che la divisione del lavoro, per molti aspetti, se analizzata in una prospettiva storica, è un processo irreversibile.
- Che riguarda numerosissime dimensioni della vita sociale e non esclusivamente quella economica.
- Che la sua efficienza deriva da specifiche condizioni, che essa rimanda ad
07. Descriva le principali fasi della metodologia weberiana. - in un primo momento, lo scienziato osserva la realtà ( fase dell’osservazione) , - successivamente, trae dall’osservazione della realtà gli elementi utili per la costruzione di un modello ideale sul suo funzionamento ( fase della concettualizzazione o astrazione ), - in un terzo momento, ritorna alla realtà per verificare l’aderenza e la coerenza del modello elaborato rispetto alla realtà ( fase della verifica empirica ). **Lezione 020
- Illustri la teoria weberiana della razionalità.** Weber riprendendo le analisi degli economisti classici, elabora una teoria complessa della razionalità. Gli individui nel loro agire sono guidati da quattro distinti ma complementari orientamenti razionali:
- La razionalità rispetto allo scopo o strumentale (tipica degli economisti e di coloro che agiscono cercando di impiegare la minore quantità di risorse al fine di raggiungere determinati fini).
- La razionalità rispetto al valore o assiologica (mobilizzata quando nell’agire si tenta di realizzare determinati valori morali e/o religiosi).
- La razionalità rispetto alla tradizione ( mobilizzata quando si agisce osservando abitudini sociali, norme e costumi tradizionali; ad es. un individuo che sceglie il matrimonio religioso in osservanza alla tradizione della comunità nella quale abita.)
- La razionalità rispetto all’affettività (ad essa si ricorre tutte le volte nelle quali l’agire individuale è orientato dai sentimenti e dalle emozioni). **Lezione 021
- Illustri le caratteristiche della professione dello scienziato indicate da Weber.** L’analisi non si ferma però unicamente alla dimensione istituzionale e al conflitto endemico che essa mostra, l’analisi coinvolge gli individui e, in particolare, i l tipo di uomo che dovrebbe essere lo scienziato. Gli uomini in Weber non sono meri esecutori di programmi che li sovrastano ma sono sempre agenti , protagonisti delle condotte professionali. Lo scienziato secondo Weber deve avere soprattutto le seguenti tre caratteristiche
- La passione alla quale pensa Weber, come egli stesso precisa, è molto lontana dalla sterile eccitazione dei romantici, è impulso, desiderio di creazione e, soprattutto, marxianamente, opera , attività nella quale l’uomo può riconoscere la sua umanità.
- La lungimiranza , è visione del futuro, è immaginazione delle conseguenze della propria attività sulla propria storia, sugli altri, sull’ambiente.
- Il sentimento di responsabilità, come lo stesso autore sottolinea, è la stessa polare del comportamento dello scienziato. Egli deve sentire quello che la propria attività produrrà sugli altri e deve orientare la propria attività in modo da non ledere la possibilità dello sviluppo degli altri. 06. Illustri l’apporto di Max Weber alla sociologia dell’educazione. Con Weber inizia ad attuarsi un processo di immanentizzazione dell’educazione. La concezione di Weber è come sempre diacronica egli coglie il carattere processuale
dell’educazione, essa non è un insieme di contenuti ma un modo di essere, una condotta di vita, un agire. In quanto tale non solo è prodotta da sistemi e da azioni pre-esistenti (ad esempio l’azione di determinati insegnanti o l’azione dei genitori) ma è influenzata da molte motivazioni, si consideri solo a titolo esemplificativo. Weber coglie il carattere:
- processuale-generativo dell’educazione;
- l’influenza specifica che su essa esercitano le culture e le pratiche religiose;
- l’influenza dei contesti istituzionali sulle sue forme e sulla sua efficacia. **Lezione 022
- Illustri l’attualità del pensiero di J. Dewey.**
- Il primo contributo che come sociologi dobbiamo a Dewey è la valorizzazione dei fini pratici dell’educazione.
- Il secondo contributo è connesso alla centralità dell’individuo e al suo ruolo nell’educazione.
- Il terzo contributo è connesso alla sua interpretazione dell’esperienza è un frame logico , è una sorta di forma del pensiero che consente muovendo dagli atti pregressi di modificarli, di sperimentare nuove possibilità di azione. La riabilitazione di Dewey degli studi tecnico-professionali non riguarda unicamente gli studi tecnico-professionali ma un modo che tende a promuovere un miglioramento della vita sociale da una parte e una verifica critica, un miglioramento della conoscenza dall’altro. 06. Descriva le caratteristiche che Dewey attribuisce all’Educazione nel testo Democrazia ed Educazione****. Dewey esplora il rapporto tra educazione e democrazia (Dewey 1916). In particolare, il filosofo statunitense coglie:
- il rapporto generativo esistente tra educazione e democrazia, ossia il condizionamento che i processi educativi esercitano sulle morfologie democratiche;
- il carattere esperienziale dei processi educativi che, lontano dall’essere artifici culturali o sovrastrutture, si presentano come esperienze, iscritte nelle biografie degli individui e potenzialmente idonee ad innovarle. Per Dewey l’educazione non coincide con l’istruzione ma con un modo di vita individuale e in rapporto agli altri, un modo che si apprende a determinate condizioni. L’educazione avviene in un contesto sociale definito ed ha lo scopo principale di far scoprire e sperimentare all’individuo la sua appartenenza sociale. L’educazione è un fatto naturale , non deve essere imposto, esso necessita però consapevolezza e intelligenza, richiede l’acquisizione di un metodo di lavoro, l’ideazione di un piano di sviluppo dell’individuo. Dewey intende l’educazione come:
- **Una necessità della vita, Una funzione sociale, Una direzione, Una crescita, Una ricostruzione. Lezione 023
- Descriva le funzioni del gioco nel pensiero di Mead.** L’ analisi del gioco durante l’infanzia si basa sull'osservazione dei bambini molto piccoli, che non hanno ancora la capacità di usare simboli significativi; per questo, mentre giocano, il loro comportamento è in molti sensi simile a quello di cagnolini che giocano tra loro. Crescendo, tuttavia, essi imparano gradualmente ad assumere il ruolo degli altri attraverso il
base di un comportamento naturale imperfetto si innestano procedimenti culturali e abitudini che coprono, compensano il difetto e danno la possibilità di affrontare positivamente compiti altrimenti non accessibili. Ad un comportamento naturale deficitario si sovrappone un comportamento culturale compensativo e si crea una certa “cultura della disabilità”, il portatore di handicap pur conservando la sua disabilità ne acquista di positive ”. Gli autori con una simile concezione della disabilità, oltre a definire una teoria sociale dell’inclusione , in un momento storico e in un contesto politico nel quale l’inclusione non è usuale, gettano le basi per un approccio alla disabilità fondato sulla possibilità di sviluppare nelle persone con disabilità, abilità, che consentano loro di acquisire autonomia e di partecipare pienamente alla vita sociale. Un simile approccio troverà una definizione formale nella Convenzione europea per i diritti delle persone con disabilità nel 2006.
05. Descriva l'approccio di Piaget alla socializzazione Piaget ha dimostrato sia che la differenza tra il pensiero del bambino e quello dell'adulto è di tipo qualitativo (il bambino non è un adulto in miniatura ma un individuo dotato di struttura propria) sia che il concetto di intelligenza (capacità cognitiva) è strettamente legato al concetto di "adattamento all'ambiente". L'intelligenza non è che un prolungamento del nostro adattamento biologico all'ambiente. L'uomo non eredita solo delle caratteristiche specifiche del suo sistema nervoso e sensoriale, ma anche una disposizione che gli permette di superare questi limiti biologici imposti dalla natura (ad es. il nostro udito non percepisce gli ultrasuoni, però possiamo farlo con la tecnologia). 06. Illustri le differenze tra la concezione dell'educazione in Durkheim e la concezione dell'educazione in Piaget Per Piaget, il bambino è predisposto fin da piccolo al pensiero intuitivo; è u n bambino “competente”, capace di rappresentarsi il mondo attraverso mappe mentali coerenti e organiche. Per Durkheim l’educazione è essenzialmente un’attività di apprendistato sociale da parte dell’individuo e strumento di riproduzione sociale quanto alla sua funzione sociale , cioè mezzo per conformare gli individui a norme e valori collettivi da parte della società , e strumento per perpetuare nelle generazioni più giovani le tradizioni e le conquiste del livello di sviluppo sociale e culturale raggiunto da una collettività. 07. Descriva il contributo di Vygotskij all’istituzione di una società democratica. Vygotskij e Lurija rispondono proprio attraverso l’educazione, ossia attraverso una sorta di coltivazione delle proprie funzioni psichiche, di esercizio, di allenamento. Il messaggio costituisce un progresso nella storia dell’educazione e nella sua rilevanza sociologica, poiché non solo riconosce la funzione dell’educazione nello sviluppo della società, ma poiché inizia ad esplorare tale funzione e da una condizione politica osmotica e indistinta dell’educazione rispetto alla società, inizia a investigare i meccanismi sociali attraverso i quali l’educazione crea una società più libera e più giusta. Questi meccanismi sociali sono fondati sull’ importanza dell’istruzione non concepita come insieme preconfezionato di contenuti ma come acquisizione di un modo di lavorare sulle proprie funzioni psichiche, un modo di organizzare le conoscenze. **Lezione 026
- Descriva il contributo di Mannheim alla sociologia dell’educazione.** Analizza il sistema attraverso il quale una società trasmette la sua cultura alle nuove
generazioni, la generatività della conoscenza e della trasmissione della conoscenza delle generazioni. La sociologia della conoscenza di Mannheim è importante poiché dopo aver riconosciuto il carattere storico-sociale della conoscenza, getta le basi per la sua esplorazione analitica (ossia per lo studio dei processi che la generano) e per un approccio critico , per l’identificazione dei meccanismi idonei a svelarne la sua storicità. Ammettere che il pensiero sia influenzato inesorabilmente dal contesto sociale , non significa negare che l'individuo possa pensare autonomamente, con la sua testa. Ciò che vi è di personale, critico e originale nel pensiero individuale però si può stabilire solo cercando di capire prima quanto in esso pesa l'influenza sociale. 05.Descriva il concetto di Ideologia e di Utopia in K. Mannheim. In Ideologia e Utopia Mannheim definisce l’ideologia una deformazione – falsificazione della realtà, ne distingue un’accezione particolare ed una totale.
- Nel primo caso l’ideologia copre solo delle asserzioni specifiche senza che venga compromessa la struttura mentale totale del soggetto,
- il secondo caso invece riguarda le situazioni nelle quali ad un determinato gruppo ed alla sua posizione sociale corrisponde una visione uniforme della realtà che lo unisce al suo interno e lo rende riconoscibile all’esterno L’importanza di Ideologia e Utopia consiste nell’avere connesso la conoscenza alla struttura della società , non solo intesa in senso economico ma intesa anche in senso culturale , e nell’avere conseguentemente e videnziato il carattere storico della conoscenza ed il rischio di una conoscenza dogmatica non riconosciuta come tale. **Lezione 027
- Descriva l’approccio costruttivista di Piaget** Insistette su una conoscenza intesa come costruzione attiva dell’individuo, vista, quindi, non come uno stato, ma come un processo, cioè un’interazione costante fra il soggetto e il mondo esterno nella quale il soggetto costruisce le proprie strutture mentali in un rapporto attivo e non semplicemente ricettivo con gli stimoli esterni. Nel suo sviluppo, il bambino apprenderà i rapporti di costrizione esercitati dall’adulto e la cooperazione con gli altri, grazie alla padronanza congiunta della “riflessione come discussione interiorizzata con se stesso” e della discussione come riflessione socializzata con l’altro, entrambe queste funzioni gli consentiranno di acquisire il senso della giustificazione logica ed il **senso dell’autonomia morale.
- Descriva quale rapporto esiste, secondo Piaget, nello sviluppo del bambino, tra strutture mentali e strutture morali.** Per Piaget, il bambino è predisposto fin da piccolo al pensiero intuitivo; è un bambino “competente”, capace di rappresentarsi il mondo attraverso mappe mentali coerenti e organiche. Lo sviluppo del bambino è diviso in 6 stadi, si parte dai riflessi istintivi , alla percezione motoria , poi lo sviluppo di una intelligenza , prima motoria cioè come ci si deve muovere nello spazio per raggiungere degli oggetti, come afferrarli.. (sensoriale-motoria), sviluppo egocentrico (si basa su se stesso). Si sviluppa una intelligenza,
- prima pre-operatoria (pratica legata alla soluzione di problemi pratici),
- in secondo l' intelligenza concreta 7-10 anni associazioni di idee, comprende la
fondamentale, attivato il desiderio dell’allievo verso un determinato ambito del sapere Piaget, visione più profonda: la dimensione relazionale nell’esercizio della disciplina, è infatti molto più sviluppata, la disciplina è meno coercizione e più partecipazione. Il bambino è un agente completamente attivo , è egli che orienta ed organizza la sua conoscenza, pur se le strutture mentali affinché possa realizzare ciò, sono date dalle relazioni sociali nelle quali egli vive.
05. Illustri l’apporto di Parsons alla sociologia dell’educazione. Rivaluta il ruolo della famiglia, considerandola come il luogo in cui nella socializzazione primaria vengono trasmessi ed interiorizzati le norme ed i valori, e non solo come il luogo dell’affettività. Alcuni concetti principali che sono rilevanti: la socializzazione (comprende l'importanza della socializzazione, è un'evoluzione del soggetto influenzata dai valori delle comunità, soprattutto quelle normativa cioè che indirizzano gli individui a delle normative),
- distinzione dei ruoli della famiglia e della scuola nel processo di socializzazione (vede la famiglia come il luogo che riproduce la stratificazione sociale , e vede la scuola come soggetto che interviene sulle stesse dinamiche ma in modo universale, invece la famiglia interviene in modo particolaristica sulla base dell'affettività, la scuola dovrebbe svolgerlo sulla base del merito) 06. Descriva la struttura dell’azione sociale secondo Parsons. Nella Struttura dell’azione sociale (1937) Parsons definisce l’azione sociale come il modo in cui un attore si relazione a un oggetto e fissa uno scopo in una determinata situazione Nell’ azione sociale, l’individuo è sempre guidato da un orientamento normativo che l’individuo ha appreso durante la socializzazione. L’ agire individuale per Parsons non può che risolversi in uno sforzo per conformarsi alle norme secondo il paradigma dell’interazione sociale, l’azione sociale avviene all’interno di un sistema di aspettative reciproche, ogni individuo si conforma alle aspettative dell’altro. “L’azione sociale si configura in stretta connessione con il concetto di ruolo , punto di contatto tra l’individuo e il sistema sociale, nel ruolo è compreso infatti quell’insieme di atti ricorrenti che un individuo compie in base alla combinazione di orientamenti di valore e alle ricompense e punizioni che derivano dalla conformità alle aspettative altrui” **Lezione 030
- Spieghi le principali critiche proposte al funzionalismo parsonsiano.** Secondo Chazel la teoria di Parsons è una teoria analitica, le variabili strutturali non sono entità che qualificano differentemente i comportamenti sociali in maniera fissa, univocamente determinata e deterministica ma sono variabili dal valore analitico utili a comprendere i comportamenti sociali a chiarire nella loro strutturazione quali significati sociali e combinazioni di significati intervengono. Tali variabili hanno la caratteristica innovativa , rispetto alla sociologia precedente, di non essere variabili materiali, ma di essere, nonostante la qualificazione marxiana di strutturali, variabili dalle radici culturali. Parsons coglie in maniera chiara che la cultura intesa come insieme di orientamenti normativi che guidano i comportamenti sociali ha una potenza strutturante la società. 05. Spieghi l’interpretazione analitica delle variabili strutturali di Parsons proposta da
Chazel. Izzo mette in evidenza tre critiche principali formulate contro la teoria parsonsiana della società.
- la critica relativa all’esclusività del problema dell’integrazione, è stato rimproverato a Parsons di aver considerato esclusivamente o almeno prevalentemente i problemi dell’integrazione e dell’ordine sociale
- Dahrendorf critica, Parsons avrebbe trascurato il potere coercitivo e repressivo della società sull’individuo
- La terza critica riportata da Izzo riguarda il carattere generale e astorico della teoria parsonsiana, rimprovera a Parsons di muoversi a un livello di pensiero così generale che chi lo pratica non può logicamente scendere a quello dell’osservazione.
- Altre critiche a parziale difesa della teoria di Parsons, studio sul valore analitico delle variabili strutturali di Parsons, variabili di origine culturali che differenziano i comportamenti degli individui anche a livello sociale. Secondo Chaselle in Parsons non hanno un valore sostanziale, non sono delle qualità del sistema sociali, dicotoniche, caratterizzano in un modo piuttosto che nell'altro, ma sono degli addensamenti di significato, orientamenti di valore interpretativo, che sono delle chiavi per comprendere la configurazione dei sistemi sociali. È la variabilità strutturale che in maniera metodologica, ha un valore interpretativo, ci permette di comprendere la configurazione di quel determinato sistema sociale. **Lezione 031
- Spieghi il modello integrazionista-funzionalista di interpretazione della socializzazione.** Tre gli approcci principali che prenderemo in considerazione, contenitori teorici declinati diversamente dagli autori che ad essi sono collegati : • approccio integrazionista/funzionalista, • approcci conflittualisti • approcci comunicativo/relazionali. I modelli integrazionisti e conflittualisti hanno in comune sia l’orientamento macrostrutturale dell’analisi, sia una visione "forte" della società e del legame tra educazione e sistema sociale. 05. Spieghi il modello interazionista-comunicativo di interpretazione della socializzazione. In questo paradigma la socializzazione è considerata come un processo di adattamento nel quale il soggetto ha un ruolo attivo, quello di adattarsi alla società con le risorse conoscitive e le attitudini di cui dispone. Questo approccio si basa molto sull’affermazione che la costruzione della realtà è umana ed è legata sia alla capacità di produrre simboli (ossia la capacità di rappresentarsi la realtà attraverso segni che stanno al posto degli oggetti) sia la capacità di rappresentarsi gli oggetti in assenza degli oggetti stessi. L’approccio si struttura intorno all’interazionismo simbolico, esso considera centrale non il comportamento del singolo ma l’interazione. Il modello interazionista-comunicativo dà un’importanza fondamentale al linguaggio. Come afferma Habermas esso diviene centrale sia sul livello motivazionale, sia sul livello cognitivo poiché la comunicazione linguistica e la competenza linguistica hanno un significato nella preparazione all’intersoggettività. I limiti del modello interazionista-comunicativo sono stati identificati nel non considerare in maniera adeguata i contesti storici e sociali che strutturano lo sviluppo della personalità degli individui.
- La durata della socializzazione , il fatto, sostenuto da molti autori e particolarmente evidente con l’apparire di forme di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, che la socializzazione non abbia un termine ma duri, in forme differenti, per tutta la vita.
- La partecipazione alla socializzazione di un individuo di tanti soggetti con ruoli differenti: genitori, nonni e altri familiari, insegnanti, educatori, coetanei, compagni di giochi, colleghi di lavoro, amici.
- Il carattere discontinuo e non sempre chiaramente definibile, nelle sue diverse **fasi, della socializzazione.
- Spieghi le differenze tra il concetto di educazione e quello di socializzazione.** Educazione e socializzazione si differenziano perché:
- La socializzazione è un processo più formale rispetto all’educazione.
- La socializzazione comprende anche i rapporti asimmetrici quali ad esempio quelli tra pari.
- **L’educazione costituisce una tensione ideale che la società esercita sui suoi membri e che i suoi membri vivono mentre la socializzazione costituisce un processo reale. Lezione 034
- Spieghi l’approccio funzionalista alla socializzazione.** Il concetto fondamentale del funzionalismo sociologico è lo studio della società, intesa come una globalità di strutture sociali e culturali (costumi, credenze, riti, tecniche, azioni sociali, ecc.), relazionate fra loro, la cui funzione è quella di contribuire a preservare quelle condizioni essenziali per l'esistenza del sistema sociale indagato. 05. Spieghi la socializzazione primaria e la socializzazione secondaria.
- La socializzazione primaria ha come ciclo di vita quello dell’infanzia e come contesto di riferimento la famiglia è considerata la fase più importante, quella nella quale si forma la personalità di base e la personalità modale dell’individuo. E’ caratterizzata soprattutto da rapporti asimmetrici tra adulti e bambini. Gli adulti attivano nei bambini processi di identificazione tramite dinamiche emotivo-affettive. Al concetto di personalità di base Cesareo affianca quello di personalità modale , ovvero quella personalità che per alcuni suoi tratti fondamentali si riscontra con maggiore frequenza all’interno di una determinata società. La socializzazione primaria termina con l’ interiorizzazione da parte dell’individuo delle norme caratterizzanti la comunità di riferimento e con l’ irrompere nella sua coscienza della collettività.
- La socializzazione secondaria è definita come quell’insieme di pratiche messe in atto dalla società che consentono agli individui di assumere ed esercitare ruoli adulti. Poiché tali ruoli sono molto vari e differenziati il compito della socializzazione secondaria consiste nella formazione di capacità sociali necessarie all’esercizio dei vari ruoli. La distinzione classica tra socializzazione primaria e socializzazione secondaria, può essere intesa come un’acquisizione progressiva dello status di appartenenza dapprima riferita alla dimensione ristretta del contesto familiare e, successivamente, sempre più riferita a cerchie sociali più ampie. **Lezione 035
- Illustri lo studio sulla personalità autoritaria di Adorno.** Riguardo all’ importanza del conflitto all’interno delle famiglie e nel condizionare lo
sviluppo della personalità del bambino non può essere trascurato lo studio di Adorno sulla personalità autoritaria. Pone una stretta connessione tra personalità e struttura sociale. Secondo la sua ricostruzione gli individui più “antidemocratici” e con maggiori pregiudizi posseggono una personalità particolare e provengono da famiglie in cui i rapporti tra genitori e figli sono caratterizzati da forme di dominio , sottomissione e intolleranza a qualsiasi forma di anti-conformismo. Il sociologo coglie il rapporto tra la psiche individual e e le conseguenze sulle relazioni sociali. La pressione della società sugli individui può tradursi nello sviluppo di una personalità autoritaria che si manifesta all’interno della famiglia, ma si potrebbe aggiungere anche in altri contesti sociali, con forme di dominio fondate sulla sottomissione e sull’obbedienza acritica.
05. Descriva il contributo di Horkheimer alla sociologia dell’educazione. Horkheimer sposta il focus dell’analisi dal piano della personalità a quello della cultura di massa. Riconoscono il condizionamento che la società attraverso i meccanismi della sua riproduzione non solo economici ma economici e simbolici esercita sugli individui, questi autori riconoscono il potenziale critico dell’istruzione , quest’ultima deve avere soprattutto la funzione di rendere gli individui consapevoli dei meccanismi di dominazione che si trovano a vivere. Horkheimer riconosce i meccanismi non solo economici ma anche simbolici e culturali attraverso i quali la società si riproduce e riconosce la funzione critica dell’istruzione. Nelle società contemporanee la cultura di massa si diffonde ed acquista valore intersoggettivo non più esclusivamente attraverso l’industria culturale di massa ma soprattutto **attraverso i social media Lezione 036
- Illustri il concetto di habitus e di capitale culturale in Bourdieu.** Per spiegare i meccanismi di riproduzione delle diseguaglianze sociali, Bourdieu si serve dei concetti di capitale culturale , habitus e ethos di classe.
- Il capitale culturale è l’insieme dei beni simbolici trasmessi all’individuo dalle diverse autorità pedagogiche (la famiglia, la scuola, la cultura libera), esse determinano il suo livello culturale generale che si esprime più che attraverso contenuti specifici attraverso uno stile di vita.
- Per habitus Bourdieu intende l’insieme in parte inconscio di schemi di percezione e di pensiero che consentono agli individui la conoscenza. 05. Spieghi la tesi sviluppata da Boudon in l’Inégalité des chances. L’analisi che Boudon sviluppa in L’Inegalité des chances, serve per evidenziare il rapporto complesso che esiste tra processi storici e approcci teoric i e al fatto che il rapporto tra processi storici e approcci teorici è completato anche dalla formazione dei singoli autori. Boudon sviluppa un ’analisi metodologica interessante, procede per confutazione, confutando i risultati di alcune ricerche sul rendimento scolastico degli alunni. Tali ricerche connettevano il risultato dei rendimenti scolastici all’ambiente familiare e, in particolare, alla classe sociale di appartenenza degli studenti e al titolo di studio dei genitori. Boudon scopre che il rendimento scolastico dell’allievo non può essere predeterminato esclusivamente sulla base delle variabili prese in considerazione. L’analisi di Boudon appare interessante per i risultati ai quali giunge. Boudon sembra