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Paniere risposte multiple antropologia, Panieri di Antropologia

Risposte aggiornate (2024/2025) paniere antropologia

Tipologia: Panieri

2023/2024

Caricato il 12/01/2025

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Lezione 002
01. La disciplina che studia l'uomo come fenomeno biologico naturale è: Antropologia
biologica
02. L'antropologia fisica studia: L'uomo come entità biologica e ne approfondisce ll'origine,
l'evoluzione fisica e bioculturale
03. La branca dell'antropologia culturale che studia il passato degli uomini attraverso lo studio
dei resti materiali prende il nome di: Archeologia
Lezione 003
01. Quali sono i campi di interesse della bioantropologia: Sono tutte vere
02. Il metodo di studio che si avvale di misure metriche e formule matematiche per descrivere lo
scheletro e la morfologia del vivente si definisce: Antropometria
Lezione 005
01. Quale tra i seguenti filosofi è considerato il padre della storiografia: Erodoto
02. Lo studioso che da inizio allo studio delle variazioni fisiche dell'uomo e quindi alla
craniologia e all'antropometria naturalistica moderna è: Blumembach
Lezione 007
01. Evoluzionismo e fissisismo derivano dall'antica diatriba filosofica tra: Parmenide ed Eraclito
02. Il primo a cui va attribuito un lavoro di classificazione di tutti gli esseri viventi allora
conosciuti e osservabili, basata sulla loro complessità, in una scala naturae fu: Aristotele
03. Chi tra i filosofi dell'antica Grecia può essere considerato il primo fissista: Aristotele
04. Aristotele è il primo a cui si può attribuire un lavoro di classificazione degli esseri viventi.
Infatti a lui si deve: La scala naturae
Lezione 008
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Lezione 002

  1. La disciplina che studia l'uomo come fenomeno biologico naturale è: Antropologia biologica
  2. L'antropologia fisica studia: L'uomo come entità biologica e ne approfondisce ll'origine, l'evoluzione fisica e bioculturale
  3. La branca dell'antropologia culturale che studia il passato degli uomini attraverso lo studio dei resti materiali prende il nome di: Archeologia Lezione 003
  4. Quali sono i campi di interesse della bioantropologia: Sono tutte vere
  5. Il metodo di studio che si avvale di misure metriche e formule matematiche per descrivere lo scheletro e la morfologia del vivente si definisce: Antropometria Lezione 005
  6. Quale tra i seguenti filosofi è considerato il padre della storiografia: Erodoto
  7. Lo studioso che da inizio allo studio delle variazioni fisiche dell'uomo e quindi alla craniologia e all'antropometria naturalistica moderna è: Blumembach Lezione 007
  8. Evoluzionismo e fissisismo derivano dall'antica diatriba filosofica tra: Parmenide ed Eraclito
  9. Il primo a cui va attribuito un lavoro di classificazione di tutti gli esseri viventi allora conosciuti e osservabili, basata sulla loro complessità, in una scala naturae fu: Aristotele
  10. Chi tra i filosofi dell'antica Grecia può essere considerato il primo fissista: Aristotele
  11. Aristotele è il primo a cui si può attribuire un lavoro di classificazione degli esseri viventi. Infatti a lui si deve: La scala naturae Lezione 008
  1. La fine del periodo dell'immobilismo naturalistico e la nascita della moderna biologia avvengono in quale periodo storico: 1600
  2. Nel mondo latino l'autore più importante che si occupa della storia naturale è: Plinio il Vecchio Lezione 009
  3. Quale tra quelle elencate, secondo il pensiero evoluzionista di Darwin, non è una caratteristica delle variazioni tra individui presenti in ogni popolazione: Avevano uno scopo definito.
  4. Quale tra quelle elencate non è una caratteristica del pensiero catastrofista: Vengono negati i principi del fissismo.
  5. La forza della selezione naturale è rappresentata da: Variabilità interspecifica.
  6. Quale tra quelle elencate non è una caratteristica del degenerazionismo: Le specie vanno incontro a cambiamenti repentini e imprevisti. Lezione 011
  7. Secondo Linneo che cosa consentirebbe di guardare all’indietro verso i tempi remoti: Sono tutte vere.
  8. Secondo quale teoria gli organismi più semplici occupano lo scalino più basso, l’uomo quello più alto e tutti gli altri organismi si trovano in una posizione intermedia: Scala naturae.
  9. Secondo la concezione fissista si può dire che l’universo: Sono tutte vere.
  10. Chi tra gli studiosi elencati non può essere ritenuto un fissista: Wallace.
  11. Carlo Linneo creò uno schema tassonomico: Utilizza una descrizione delle principali caratteristiche morfologiche.
  12. Indicare la corretta successione della classificazione degli organismi viventi: Regno, Tipo, Classe, Ordine, Famiglia, Genere, Specie.
  13. Come viene chiamato il sistema di classificazione degli organismi viventi oggi in uso in tutte le discipline biologiche: Sistema di classificazione binomiale.
  14. Il concetto antropologico elaborato dalla scuola fissista: Ha sempre avuto l'appoggio incondizionato della comunità religiosa.
  1. Il pensiero evoluzionistico secondo cui le specie deriverebbero da un processo degenerativo è stato formulato da: Buffon.
  2. Secondo Buffon le cause del processo degenerativo sono: Clima, alimentazione, il comportamento.
  3. Chi tra gli studiosi elencati fu contemporaneo ma anche una figura contrapposta al pensiero di Linneo: Buffon
  4. Il primo evoluzionista che elaborò una sorta di proto-evoluzione parlando di un processo degenerativo, con una conseguente parentela tra uomo e scimmia fu: Buffon.
  5. La teoria su cui si concentrò principalmente Buffon fu quella della «degenerazione», termine inteso come: Modificazione e distanziamento dalle specie originari.
  6. Secondo quale evoluzionista, contemporaneo di Linneo, la specie rappresenta un raggruppamento naturale, delle comunità riproduttive imparentate e raggruppate in insiemi più grandi: Buffon. Lezione 015
  7. Quale teoria evoluzionistica si contrappone alla teoria dei cataclismi: L'attualismo.
  8. Quale tra quelle elencate è una caratteristica del pensiero catastrofista: Sono tutte vere.
  9. Osservando i livelli di una serie sedimentaria è possibile notare che gli strati più recenti non presentano alcuna traccia di parte o dell'intera popolazione fossile esistente in quelli sottostanti ipotizza. Per spiegare questa "diversità" Cuvier ipotizza: L'insorgenza di fenomeni naturali particolarmente violenti che avrebbero provocato delle immani «catastrofi».
  10. Secondo il pensiero di Cuvier la teoria evoluzionistica non aveva nessun fondamento scientifico dal momento che: Le trasformazioni presuppongono tempi lunghissimi e la terra si è invece formata di recente.
  11. In che modo il catastrofismo nega il pensiero evoluzinista: Gli organismi viventi di ciascun raggruppamento classificato da Linneo, sono molto diversi fra loro e non sono collegabili da fenomeni di trasformazione.
  12. La teoria catastrofista formulata da Cuvier aveva come obiettivo per spiegare: L'estinzione della specie.
  13. La teoria catastrofista venne elaborata da: Cuvier.
  14. Oltre ad essere un evoluzionista Cuvier è considerato il padre della: Paleontologia.
  1. La teoria catastrofista prevede (escludere la risposta errata): Prevede un cambiamento evolutivo nelle specie. Lezione 016
  2. Secondo Hutton il succedersi di piccole e lentissime variazioni, impercettibili per il singolo osservatore, che soo alla base del processo evolutivo, possono essere rilevate solo: In tempi molto lunghi.
  3. Quale fu los tudioso che più di tutti si contrappose alla teoria del catastrofismo formulata da Cuvier: Hutton.
  4. La teoria evoluzionistica secondo cui i processi naturali che hanno operato nel passato sono gli stessi che operano anche oggi prende il nome di: Uniformismo
  5. Per chiarire i dubbi sulla storia della Terra Hutton sostiene una teoria che si basa sul ripetersi di semplici fenomeni geologi ciclici in tutti i momenti della storia geologica e in tutte le parti del globo. Tale teoria prende il nome di: Uniformismo
  6. Secondo il Hutton i fenomeni che hanno portato all'evoluzione sono il risultato di: Variazioni impercettibili e lente
  7. Werner ipotizzò una teoria geologica secondo cui veniva assegnata un'origine marina a tutte le rocce. Tale teoria è ricordata come: Nettunismo.
  8. Secondo quale studioso la Terra sarebbe stata modellata non da eventi catastrofici e improvvisi, quanto all'azione di processi lenti e graduali, come ad esempio l'azione dei venti, l'erosione dell'acqua: Hutton.
  9. Quale fu un esponente del plutonismo: Hutton. Lezione 018
  10. Nella suo gradualismo Lyell riprende una teoria che era già stata elaborata da: Hutton.
  11. Il pensiero evoluzionista dell'uniformismo afferma che: I processi naturali che hanno operato nel passato sono gli stessi che operano anche oggi.
  12. Secondo la teoria evoluzionista di Lyell le modificazioni che si sono succedute sulla Terra durante le lunghissime ere geologiche: Sono dovute all'accumularsi di piccoli eventi in tempi lunghi.
  1. Secondo Lamark ogni individuo trasmette alla progenie le caratteristiche accumulate durante la sua vita. Si tratta di: Caratteristiche acquisite sotto stimolo dell'ambiente.
  2. Il pensiero evoluzionisitico di Lamark afferma che: Il processo di trasformazione era un processo graduale.
  3. Secondo il principio dell'uso e del non uso, le modificazioni che si manifestano negli organismi si sviluppano in base a: I bisogni stimolati da un ambiente in continua trasformazione. Lezione 020
  4. Lamark credeva ancora nella Scala della Natura, che però assume caratteristiche diverse rispetto ad Aristotele e Linneo: Sono tutte vere.
  5. Un errore riconosciuto nel pensiero di Lamark riguarda la teoria dei caratteri acquisiti e precisamente: Sono tutte vere.
  6. Quale tra i punti riportati di seguito è un concetto sviluppato nel pensiero evoluzionista di Lamark: Sono tutte vere. Lezione 022
  7. Secondo il pensiero evoluzionista di Darwin l'esempio della giraffa può essere spiegato ipotizzando che in una popolazione di giraffe poteva nascere un esemplare con il collo leggermente più lungo e di conseguenza: Aumentavano le possibilità di sopravvivenza, dal momento che l'esmplare era avvantaggiato per procurarsi il cibo. Lezione 023
  8. In merito alla teoria della teoria darwiniana dell'origine della specie per selezione naturale, si parla di una diatriba in merito alla primogenitura con un contemporaneo dello stesso Darwin: Wallace.
  9. In base a quanto osservato nei suoi viaggi Wallace potè constatare che la distribuzione delle caratteristiche degli esseri vventi era fortemente influenzata da: Da un processo di digenerazione indotto dall'ambiente. Lezione 024
  1. Secondo Darwin il processo evolutivo varia a seconda delle situazioni. In particolare le variazioni potevano essere vantaggiose, indifferenti o svantaggiose e portare alla nascita di una nuova specie, per divergenza. Per spiegare il processo evolutivo lo studioso utilizzò una rappresentazione: Ad albero.
  2. Secondo quale evoluzionista nella lotta per l'esistenza, ha la meglio chi possiede caratteristiche più consone all'ambiente, dando vita ad una discendenza in grado di sfruttare le varie opportunità ecologiche: Darwin.
  3. Secondo il pensiero di Darwin, nel tempo, sempre più individui in una popolazione presenteranno: Le caratteristiche individuali vantaggiose si presentano con sempre maggiore frequenza.
  4. Secondo il pensiero di Darwin, la spinta verso il cambiamento e l'evoluzione era rappresentato: La selezione naturale.
  5. Secondo quale evoluzionista le nuove specie danno origine a nuovi generi, nuovi generi a nuovi ordini e così via in un processo che ricorda la ramificazione di un albero: Darwin.
  6. Con il passare del tempo i nuovi individui e nuove popolazioni danno origine a nuove specie; si tratta di una ipotesi portata avanti da: Darwin.
  7. Secondo le osservazioni di Darwin le popolazioni tendono naturalmente ad aumentare, ma rimangono pressoché costanti al passare del tempo dal momento che: Sono tutte vere. Lezione 025
  8. Già Linneo nella sua opera Systema Naturae aveva inserito l'uomo nello stesso ordine delle scimmie, ma il merito di considerlo in termini evolutivi è riconducibile a: Darwin Lezione 026
  9. La teoria evoluzionistica che si afferma del XX sec. da una integrazione della sintesi della teoria darwiniana della selezione naturale con quella mendeliana dell'ereditarietà prende il nome di: Teoria sintetica dell'evoluzione.
  10. La sintesi moderna o neodarwinismo è una teoria che spiega l'evoluzione della specie e si fonda su punti essenziali; quale tra quelli elencati non è una argomentazione di tale teoria: L'evoluzione è un processo repentino.
  11. Una teoria che tenta di colmare le lacune lasciate dal pensiero neordarwiniano è rappresentata da: Saltazionismo.
  1. Secondo le teorie evoluzionistiche moderene, la variabilità all'interno della specie è strettamente correlata al concetto di: Microevoluzione.
  2. Secondo la teoria punteggiata, il fattore evolutivo che stimola la divergenza sarebbe rappresentato: Rottura della condizione di equilibrio.
  3. Quando si verifica una condizione in cui poche decine di individui colonizzano ad esempio un'isola disabitata perdendo il contatto con la popolazione originaria si parla di: Effetto del fondatore. Lezione 028
  4. Quando incidentalmente un esiguo numero di individui di una data popolazione viene a trovarsi isolato a causa di una qualche barriera, si parla di: Speciazione allopatrica.
  5. La nascita di una nuova specie può avvenire mediante un processo veloce di diversificazione che si realizza quandouna nuova specie sorge nello stesso luogo di residenza di quella genitrice; si può parlare di: Speciazione simpatrica.
  6. La diffusione in nicchie diverse da parte di specie che possedevano antenati comuni è un processo che prende il nome di: Radiazione adattativa.
  7. Secondo le teorie moderne, esistono diversi tipi di selezione naturale, che possono agire su una popolazione; in particolare il un processo che opera continuamente in una popolazione, eliminando gli individui che presentano caratteristiche estreme prende il nome di: Selezione stabilizzante.
  8. Quando una popolazione si isola dal resto della specie e segue un proprio percorso evolutivo, con la nascita di una nuova specie, si può parlare di: Evoluzione divergente.
  9. L'emigrazione o immigrazione di individui da una popolazione all'altra, con un mescolamento di geni tra popolazioni della stessa specie che vivono in luoghi contigui, prende il nome di: Flusso genico.
  10. In una popolazione ideale ad ogni generazione si può verificare una cambiamento del pool genetico; tale processo può avvenire: Se si verifica un flusso genico
  11. Quale tra quelle elencate , secondo la genetica di popolazione, non è una caratteristica di una popolazione: Gruppo di organismi che possono scambiare il loro pool genetico con altre specie appartententi allo stesso genere. Lezione 030
  1. La famiglia degli Ominidi, dell'ordine dei Primati, comprende: La specie umana attuale, le specie umane estinte e le grandi scimmie.
  2. I mammiferi si differenziano in tre linee principali; in particolare i Primati appartengono ai: Placentati.
  3. Il genere umano ha avuto le sue origini in: Africa.
  4. La specie più antica nella famiglia dell'uomo è: Sahelantropus tchadensis.
  5. La Rift Valley: E' una grande fossa tettonica formatasi alla fine del Miocene.
  6. La comparsa della Rift Valley in Africa ebbe delel conseguenze sul processo evolutivo; in particolare determinò la: Speciazione dell'Australopithecus.
  7. Le conseguenze dell'evento tettonico che portò alla formazione della Rift Valley ebbe come consuenza sugli ominidi: Un adattamento alle variazioni ambientali che porterà all'affermarsi della postura bipede.
  8. Il primo ominide i cui reperti fossili lasciano ipotizzare una postura bipede è: Australopithecus afarensis. Lezione 031
  9. Le Platirrine sono: Le scimmie del Nuovo Mondo (Nord America).
  10. Le scimmie antropomorfe (Hominoidea) si sono differenziate a partire da: Catarrine.
  11. Il termine Simiiformes indica un infraordine di Primati conosciuto nella classificazione tradizionale come: Anthropoidea. Lezione 032
  12. Gli Australopitechi: Rappresentano l'anello mancante di un'evoluzione umana graduale e lineare.
  13. La famiglia Hominidae comprende due sottofamiglie, di cui quella delle Australopithecinae che comprende: Le forme estinte non incluse nel genere Homo.
  14. Gli Australopiteci vengono distinti in funzione delle differenze di costituzione ossea nelle due forme gracile e robuste; quali tra le specie elencate non appartengono alla forma gracile: Paranthropus.

Lezione 035

  1. Un esponente del genere Homo che secondo studi recenti è stato declassato ad ominide è: H. habilis.
  2. L'h. habilis venne così definito perché: Sapeva usare le mani.
  3. Le più antiche evidenze di produzione di manufatti litici mediante scheggiatura intenzionale sono riconducibili a: H. habilis.
  4. Le prime evidenze di produzione litica nel genere Homo sono rappresentate da: Choppers
  5. A quale specie del genere Homo viene associata l'industria litica acheuliana: H. erectus. Lezione 036
  6. Secondo la teoria "out of Africa", il processo di colonizzaizone del genere Homo prevede l'espansione nell'ordine: Asia-Europa-Africa.
  7. I fossili trovati in Medio Oriente ed Asia in un periodo che va dal circa 1.7 milioni di anni fa a 50.000 anni fa appartengono alla specie: H. erectus.
  8. Una caratteristica dell'H. erectus fu: Sono tutte vere.
  9. La teoria paleoantropologica oggi più accreditata per descrivere l'origine dell'uomo moderno e per descrivere i processi migratori a cui andò incontro la specie Homo prende il nome di: Teoria out of Africa.
  10. Il reperto umano europeo più antico, risalente a 1,3 milioni di anni, sarebbe rappresentato da: H. ancecessor. Lezione 037
  11. Con l'h. neanderthalensis comincia: La prima produzione litica.
  12. L'espansione dell'occipitale, chiamata «chignon» termine francese che ricorda i capelli raccolti dietro la nuca, è una caratteristica dell'homo: H. neandertal.
  13. L'estinzione dei neanderthal coincide nella maggior parte delle regioni geografiche con: La comparsa dell' Homo sapiens.
  1. L'Uomo di Altamura è uno scheletro, scoperto nel 1993, appartente a: H. neanderthalensis.
  2. Le caratteristiche fisiche di h. neanderthalensis hanno contribuito al su successo evolutivo, dal omento che gli consentivano: Vivere in climi particolarmente freddi. Lezione 038
  3. La comparsa dell'Homo Sapiens risale a circa: 200000.
  4. L'Homo Sapiens europeo è chiamato anche: Cro Magnon.
  5. La caratteristica peculiare di H. sapiens, "uomo sapiente" è rappresentata dall'intelligenza. Intesa come: Sono tutte conseguenze dello sviluppo delle capacità intellettive.
  6. L'unico esponente del genere homo ad aver colonizzato l'intero globo è: H. sapiens.
  7. La vittoria evolutiva di H. sapiens è dovuta ad una serie di aspetti, che sono manifestazione delle sue capacità intellettive. Quali tra quelle elencate non sono caratteristiche che gli appartengono: Sono tutte vere. Lezione 039
  8. L'evento più rappresentativo del Quaternairo è rappresentato da: Modificazioni climatiche con avvicendamento di espansione e ritiro dei ghiacci.
  9. L'ipotesi iniziale formulata da Milankovi? negli anni 1920 - 30, secondo cui fattori astronomici come le variazioni dell'eccentricità dell'orbita terrestre e dell'inclinazione e orientazione del suo asse di rotazione ha come obiettivo spiegare: L'origine delle glaciazioni.
  10. Il Quaternario rappresenta: Il terzo e ultimo dei tre periodi che compongono l'era geologica del Cenozoico. Lezione 041
  11. Il grado di somiglianza tra due taxa, può dipendere dall'avere in comune delle strutture ereditate da un progenitore comune, che vengono definiti: Organi omologhi.
  12. La disciplina che studia il processo di ramificazione delle linee di discendenza nell'evoluzione della vita si chiama: Filogenesi.
  1. Esistono diverse maniere di conservazione di un organismo; si possono differenziare metodi diretti e indiretti. In particolare quale tra quelli elencati non rappresenta un metodo diretto di conservaziona: L'impronta.
  2. L'uomo di Similaun: E' un uomo mummificato trovato sulle Alpi Venoste.
  3. La Tafonomia: E' quel ramo della scienza che studia le modalità di formazione di un resto scheletrico.
  4. Per cladogenesi s'intende: Piccoli cambiamenti graduali accumulati dalla popolazione.
  5. E' possibile ipotizzare la datazione dello stesso strato litologico e di conseguenza una corrispondente storia evolutiva in funzione di: Contenuto fossilifero. Lezione 043
  6. Quale tra le seguenti opzioni non è una caratteristica del processo stratigrafico: Si contrappone agli studi evoluzionistici condotti sul pianeta e gli esseri che lo popolano.
  7. L'insieme delle procedure con cui si può dimostrare la corrispondenza di parti eventualmente separate geograficamente di una o più unità geologiche: Correlazione stratigrafica.
  8. Un intervallo specifico o un punto specifico di una sequenza specifica di strati, che viene a costituire lo standard per la definizione e il riconoscimento della suddetta unità stratigrafica prende il nome di: Stratotipo.
  9. Come si definisce una successione di strati rocciosi caratterizzata dall'essersi formata durante uno specifico intervallo di tempo geologico: Cronostratigrafia.
  10. Per unità magnetostratigrafica si intende: Uno strato di rocce con specifiche proprietà magnetiche, diverse per strati sopra e sottostanti.
  11. Si definiscono unità litologiche: Strati rocciosi. Lezione 045
  12. La dendrocronologia: Si basa sulla misura degli anelli annuali di accrescimento delle piante, fossilizzate o non fossilizzate.
  13. Il metodo di datazione radiometrico più utilizzato utilizza come isotopo il: C-14.
  14. Quale tra quelli elencati non può essere ritenuto un metodo di datazione relativo: Metodo del radiocarbonio.
  1. Oltre al metodo del radiocarbonio esiste un ulteriore metodo di datazione radiometrico rappresentato da: Metodo delle tracce di fissione.
  2. Il metodo di datazione radiometrico: E' un metodo di datazione assoluto. Lezione 046
  3. Quale disciplina applicata allo studio della paleoantropologia, permette di stimare, a partire dalla misurazione dei resti scheletrici e dei denti e dall'applicazione di opportune equazioni, quali fossero le dimensioni morfologiche degli Ominidi fossili: Antropolmetria.
  4. I caratteri antropometrici fondamentali sono: Entrambi.
  5. La sezione dell'antropologia che studia le variazioni dimensionali dell'individuo in rapporto alla sua origine etnica, al sesso, all'età, allo stato fisico, alla condizione socioeconomica, allo stato di nutrizione e alla sua attività fisica prende il nome di: Antropometria.