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Guide e consigli
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Parte 1 del libro Perlingeri, Appunti di Diritto Privato

Riassunto e integrazione della prima parte

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 25/02/2025

elisa-serafini-10
elisa-serafini-10 🇮🇹

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Anteprima parziale del testo

Scarica Parte 1 del libro Perlingeri e più Appunti in PDF di Diritto Privato solo su Docsity!

C R

R C

Procedimenti logici di determinazione del capitale e del reddito

Le due teorie utilizzate rappresentano due elementi essenziali per comprendere la logica di costruzione delle strutture di

reddito e di capitale

Besta : teorica patrimonialista

  • capitale: grandezza originaria
  • reddito: grandezza derivata

Zappa: teorica reddituale

  • reddito: grandezza originaria
  • capitale: grandezza derivata

Sistema del capitale risultato economico (Amaduzzi)

TEORICA PATRIMONIALISTA

Parte da un presupposto, il capitale è qualificato come un fondo di valori dal quale il reddito fluisce e al quale

periodicamente va a ricongiungersi.

● il valore del capitale si deve interpretare in due momenti temporali diversi

● il reddito viene interpretato come flusso tra capitale a t1 - capitale t

(Può esserci un incremento o un decremento)

Il reddito non è una grandezza autonoma, deriva dal capitale.

Questa teorica patroniale costruisce le strutture di capitale e di reddito, partendo dal capitale (nei beni a disposizione o nelle

fonti di finanziamento) e ricavando il reddito, ovvero la differenza tra ricavi conseguiti e costi sostenuti (due capitali)

Beni a disposizione = attività economiche = valori monetari, valori numerari, valori finanziari e valori economici

Fonti di finanziamento = passività economiche = debiti di funzionamento, debiti di finanziamento valori economici

TEORICA REDDITUALE

La grandezza originaria è il reddito, dal quale dobbiamo partire per definire il valore del capitale

1. La determinazione del reddito si basa sulla gestione dell’azienda (è continua, è unica per natura)

dato che procede in maniera continuativa, è possibile dividere in intervalli temporali una gestione continua. Viene articolata in

tanti segmenti che sono pari agli esercizi (periodi amministrativi 01/01 - 31/12)

Ci saranno delle operazioni che nascono e muoiono in uno stesso intervallo temporale, altre operazioni che pur avendo radici

in un esercizio, avranno effetti nell’esercizio successivo, altre operazioni avranno manifestazione nel prossimo esercizio ma

che già producono effetti nell’esercizio corrente, quindi sono già da considerare.

cap di proprietà

cap di prestito

normale

in presenza di

ricavi anticipati

ci sono due schemi

La parte alta misura la parte bassa, la parte

bassa è misurata dalla parte alta

Ciò che entra da una parte, esce dall’altra

Ogni operazione di gestione ha almeno due

operazioni

Schemi di rappresentazione dell’attività aziendale

Rappresentano un modo per comprendere le dinamiche aziendali in maniera sintetica. Ovvero un modo migliore per arrivare

alla contabilità.

Supponiamo di costituire un’azienda

Schema tot dell’ azienda di produzione - impresa (Aldo Amaduzzi)

● schema dei finanziamenti attinti

● schema dei finanziamenti concessi

● schema della produzione

● schema delle attività extra caratteristiche

(Non si utilizza operativamente ma solo a

livello scolastico)

I schema Amaduzziano

È come se ciò che accade nella “vasca" equivale a ciò che accade all'interno dell'azienda

SCHEMA TOT FINANZIAMENTI ATTINTI

Schema delle operazioni extracaratteristiche

Un’azienda che produce e vende prodotti

alimentari compra quadri d’autore

Un’azienda che produce e vende prodotti

alimentari, vende degli arredi

Probabilmente é solo la parte finale di un circuito

iniziato tempo prima (si è dovuto sostenere il

costo per quell’arredo)

acquisto di quote azionarie (di partecipazione) in

un’altra azienda

= temporanei sostituti della moneta

  1. Si acquistano merci x €10.000: pagamento
  2. Si vendono merci x €20.000: riscossione
  3. si estingue il debito in contanti x €10.000 compensazione
  4. si riscuote il debito x €10.000 compensazione

metà in contanti (- denaro)

metà in maniera differita (= debito di funzionamento)

metà in contanti (+ denaro)

metà in maniera differita (= credito di funzionamento)

PRECISAZIONE

Mancano debiti e crediti di funzionamento (in aumento o in diminuzione)

sono posizionati nel settore monetario

  • debiti di finanziamento
  • crediti di finanziamento
  • debiti di finanziamento
  • crediti di finanziamento

Sistema contabile sistemare reddituale

settore numerario = settore monetario

È più corretto perché debiti e crediti funzionamento

appartengono alla gestione numeraria

La costruzione dello schema di Zappa è apparentemente

identico a quello di Amaduzzi per il contenuto, cambiano il

settore numerario e i ricavi e costi primi

La logica zappi A.N.A. parte da un presupposto: l’effetto che si produce all’interno dell’azienda dall’incremento di un debito di finanziamento

o dalla produzione di un credito di finanziamento, è paragonabile a quello che si ha nel momento in cui si consegue un ricavo (ovvero un

aumento del denaro)

Per la stessa ragione, l’effetto provocato da + debiti di finanziamento e - crediti finanziamento è assimilabile all’effetto di un costo

Si può sempre definire se un debito o un credito é di

finanziamento o funzionamento (non è semplice definirlo

nella realtà operativa)

Base del sistema del capitale e del risultato economico

1º SCHEMA ZAPPIANO

2º SCHEMA AMADUZZIANO

Serve:

● per fare semplificazioni

● perché è la base del sistema utilizzato per la partita doppia

sintetizza il modello proposto nel I schema (che spiega la logica usata), é più vicino alle realtà operative delle aziende

STRUTTURA DEL REDDITO TOTALE STRUTTURA DEL CAPITALE TOTALE

componenti negative (^) componenti positive

Costi di competenza Ricavi di competenza

attività

(beni a disposizione)

passività + CN

(fonti di finanziamento)

La struttura si deve chiudere in pareggio quindi il saldo

si posiziona in uno dei due settori in base al valore del

reddito del capitale

TOT

utile o reddito positivo

perdita o reddito negativo

TOT

Rimanenze di

disponibilità

Rimanenze di valori

monetari, numerari,

finanziari ed economici

Rimanenze di impegni e di

acquisizioni

Rimanenze di valori

numerari, finanziari,

economici, di capitale +

reddito di periodo

TOT TOT

in un intervallo in un momento preciso

se R > C

saldo

se R < C

saldo

Strutture di capitale e di reddito

Capitale = fondo di valori (in un dato momento)

Reddito = flusso di valori (in un intervallo temporale)

t0 tz identifica l’intera vita dell’azienda ma può essere definito solo per mera attrazione perché andrebbe a negare il

principio di continuità e durabilità per il quale l’abito di un’azienda non hascadenza. (Viene utilizzato solo per finalità

didattiche)

[costruiamo prima la struttura del reddito e poi quella del capitale perché lavoriamo sulla teorica reddituale]

Il reddito quindi è qualificato come un insieme di valori (costi o ricavi) di competenza, tutto ciò che non è di competenza

(rimanenza) viene rinviato all’esercizio successivo per mezzo della struttura del capitale

Competenza= si ha quando ad ogni costo è correlato un ricavo e per ogni ricavo esiste un correlativo costo

La gestione é sempre continua e continuativa

  1. Si realizzano nell’esercizio
  2. Producono effetti nell’esercizio successivo
  3. Si verificano nel successivo ma devono essere imposti anche in quello corrente

L’andamento aziendale si può definire seguendo:

  • strategia aziendale
  • strategia fiscale
  • definire R e C in intervalli più brevi
  • strategie giuridiche

Nell’intervallo t0 t1 si possono definire due regole, due principi

Competenza

Prudenza

i C devono avere un correlativo R

i R devono corrispondere ai C

01/01– 31/12 : si usa la logica finanziaria C e R misurati finanziariamente

denaro

crediti

debiti

variazione finanziaria

31/12: la logica diventa economica principio della competenza

teorica reddituale

vanno imputati alla

struttura del reddito

Bisogna verificare se i costi e i ricavi siano di competenza

Esempio

STRUTTURA DEL REDDITO

componenti negative (^) componenti positive

Costi sostenuti

(t0 t1)

Rettifica dei costi per

rimanenze di FFS

cambia la logica

Interviene la competenza

logica economica

Se non sono di competenza, la rimanenza va

inserita nella sezione delle componenti negative per

trasferirla all’esercizio successivo si fa una

rettifica di costo

I costi sostenuti e i ricavi conseguiti non sono

tutti di competenza, ci possono essere delle

rimanenze

Tutto ciò che ha avuto una manifestazione

finanziaria va rilevato in questa sezione (comp –)

Il mezzo di trasporto e la struttura di capitale

Ricavi conseguiti

(t0 t1)

Costi sostenuti per merci (FFS)

Costi sostenuti per impianti (FFR)

rimanenze FFS,

FFR, prodotti

STRUTTURA C (t1)

Rimanenze finali

2024

STRUTTURA R(t1 t2)

Rimanenze iniziali 2025

Componenti – (^) Componenti +

La costruzione della struttura del R(t0 t1) e C(t1)

componenti negat componenti pos

C sostenuti

(t0 t1)

R conseguiti

(t0 t1)

Struttura del reddito

Rettifica di costo

rimanenze FFS

rimanenze FFR

Bisogna definire quanta parte é un costo di competenza da imputare all’esercizio (ovvero ha avuto un correlativo ricavo) e quanta parte

va rinviata all’esercizio successivo (valore di rimanenza)

Dipende dall’utilizzo, quindi dal recupero relativo (= vendita di tutti quei prodotti che quel fattore ha permesso di determinare)

Bisogna imputare all’esercizio la quota di competenza di un ffr dipende dall’utilizzo che ne viene fatto, quindi dal recupero (attraverso la

vendita di quei prodotti che quell’impianto ha permesso di determinare)

Utilizzo (recupero)

senescenza (invecchiamento fisico)

obsolescenza (superamento tecnologico)

Quota di ammortamento del ffr = quota di un fattore a ffr che è di competenza di un periodo

qualificata anche come valore d’uso

Sarà funzione di una valutazione sulla base di queste considerazioni

Da un punto di vista

economico aziendale

Si una una modalità per allineare ciò che si fa nel bilancio da ciò che è scritto nella normativa

fiscale ammortizza i fattori sulla base di alcuni parametri prevede che i ffr siano

sistematicamente ammortizzati

Da un punto di

vista tecnico

La quota di ammortamento è un valore differenziale che si ricava da una valutazione differenziale

(C iniziale di un fattore - ciò che rimane)

Emerge chiaramente che la quota di ammortamento é collegato a:

congettura : tipicamente riferita all’ ammortamento, é un valore che ritengo corretto nell’impossibilità di dimostrare il contrario

(Non esistono bilanci veri ma veritieri, la verità assoluta non può esistere in questi riferimenti perché ci sono congetture che

entrano a far parte delle valutazione)

stime : valori che vengono definiti e che possono essere oggetto di verifica. Si realizzano attraverso l’accantonamento di fondi.

TOT TOT

NB l’effetto di una pubblicità va oltre il tempo in cui la pubblicità passa in televisione, bisogna imputare il costo in più esercizi

Sono costi che hanno la medesima natura del risconto, ma non hanno una diretta relazione con tempo sono qualificati come

costo anticipato

Parallelismo: costo anticipato - risconto attivo

  • Hanno medesima natura
  • Mentre il risconto attivo matura in diretta relazione con il tempo, il costo anticipato viene imputato in modo soggettivo (impossibilità

di fare un calcolo oggettivo)

componenti negat componenti pos

C sostenuti

(t0 t1)

R conseguiti

(t0 t1)

Struttura del reddito

Rettifica di costo

rimanenze FFS

rimanenze FFR

rimanenza prodotti

rimanenza PRT

(risconto attivo)

costi anticipati

TOT TOT

Risconto attivi e passivi

hanno natura economica (perché rettifiche di costi e ricavi)

Il risconto é una quota di costo o di ricavo, sostenuti o conseguiti in via anticipata rispetto al periodo di competenza

economica

Rimanenza pro-rata temporis

Risconto passivo

Perché è una rimanenza di impegno

futuro

componenti negat componenti pos

C sostenuti

(t0 t1)

R conseguiti

(t0 t1)

Struttura del reddito

31/12/

Rettifica di costo

rimanenze FFS

rimanenze FFR

rimanenze prod.

rimanenza PRT

(risconto attivo)

costi anticipati

TOT TOT

Rettifica di ricavo

rimanenze PRT

(risconto passivo)

ricavo anticipati

RIMANENZE ATTIVE FINALI

(di utilità future)

RIMANENZE

PASSIVE FINALI

(di impegni futuri)

Se esistono le rimanenze di costo, esistono anche le rimanenze di ricavo

Accanto al rateo passivo c’è il rateo attivo

€1000 é una quota di ricavo

(di competenza dell’esercizio)

misurata dal rateo attivo

Il rateo attivo misura una quota di ricavo che non ha avuto ancora la sua manifestazione finanziaria ma che per una parte é

già di competenza dell’esercizio

Risconti

operazioni di rettifica di costo/ricavo

natura economica

Ratei

operazioni di reintegrazione di costi / ricavo

natura finanziaria

Perché si possono inserire le quote di ricavo misurate dal rateo attivo?

Non si pone il problema della prudenza perché si sta imputando di un ricavo contrattualizzato, non è un possibile ricavo

Si rileverà un ricavo di €4.

ma €1.000 sono già stati

imputati lo scorso anno

(Si avrebbe un ricavo di

Quindi bisogna considerare il

rateo

VF: misura quote costi e quote ricavi di competenza del periodo

ma che avrà manifestazione finanziaria nel prossimo esercizio

VE: misura una quota costo o ricavo ha avuto manifestazione finanziaria

anticipata rispetto all’esercizio ma che in parte é di competenza

dell’esercizio stesso

attività

(beni a disposizione)

passività + CN

(fonti di finanziamento)

componenti

finanziarie

componenti

economiche

Struttura del capitale in t

Il capitale é un insieme di valori di rimanenza, tutto ciò

che non è nella struttura del reddito va inserito nella

struttura del capitale

valori che non hanno espressi totalmente l’utilità

valori che potrebbero tradursi in prospettiva in costi,

ricavi, perdite o utilità future

  • rimanenze attive = rimanenze di utilità future
  • rimanenze passive= rimanenze di obbligazioni

SCHEMA TOT RIASSUNTIVO

rimanenze di denaro,

crediti di funzionamento,

crediti di finanziamento

rateo attivo

debiti di funzionamento,

debiti di finanziamento

fondi del passivo

rateo passivo

Ct0 + reddito (t0 t1) = Ct

Rinanenze attive finali

rim ffr

rim ffs

rim prodotti

risconti attivi (pro-rata

temp)

costi anticipati

Rimanenze passive finali

risconti passivi (pro-rata temp)

ricavi anticipati

TOT ATTIVITÀ TOT PASSIVITÀ + CN

detto anche capitale investito

Quote di costi e

perdite presunte

future

Quote di costo

misurate dal

rateo passivo

Quote di ricavo

misurate dal rateo

attivo

Tot comp –

Tot comp +

componenti negat (^) componenti pos

C sostenuti

(t0 t1)

R conseguiti

(t0 t1)

Struttura del reddito

31/12/

Rettifica di costo

rimanenze FFS

rimanenze FFR

rimanenze prod.

rimanenza PRT

(risconto attivo)

costi anticipati

Rettifica di ricavo

rimanenze PRT

(risconto passivo)

ricavo anticipati

RIMANENZE

ATTIVE FINALI

(di utilità future)

RIMANENZE

PASSIVE FINALI

(di impegni futuri)

  • reddito negativo: se – > +
  • reddito positivo: se – < +

Le quote di costi e perdite (timori collegati al fatto che si

possano sostenere costi e perdite future che hanno già

avuto effetti nell’esercizio) danno vita agli accantonamenti

fondo del passivo

Il totale deve risultare in pareggio