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DOCUMENTO UTILIZZATO LPER SOSTENERE L'ESAME CHE E' STATO SUPERATO CON VOTAZIONE 30. IL DOCUMENTO E' IL RISULTATO DI UNO STUDIO APPROFONDITO DI MANUALE, SAGGI CRITICI E SBOBBINE DELLE LEZIONI. ALL'INTERNO DEL DOCUMENTO E' POSSIBILE TROVARE INFORMAZIONI DETTAGLIATE SULLA VITA E LO STILE DI PASOLINI E INFORMAZIONI DETTAGLIATE SU ''GLI SCRITTI CORSARI''. SONO TRATTATI IN MODO PARTICOLARMENTE ATTENTO TUTTI GLI ARTICOLI E I PUNTI SALIENTI SPIEGATI DAL PROFESSORE IN AULA.
Tipologia: Appunti
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Pasolini nasce a Bologna nel 1922 e a bologna si laurea in lettere. Poi però seguirà il padre, ufficiale di fanteria, prima in Friuli, poi a Roma dove rimarrà e morirà (assassinato). Pasolini è stato un artista poliedrico: Si è occupato di cinema, poesia, letteratura e giornalismo. ‘’Gli Scritti Corsari’’ è un libro che raccoglie gli articoli che vengono scritti da Pasolini dal 1 973 al 1975 per il corriere della sera, il quale in quel momento aveva un direttore ‘’rivoluzionario’’ Piero Ottone. Egli Decise di spostare gli interventi letterari dalla terza alla prima pagina nel giornale, chiedendo agli intellettuali di esprimersi su grandi temi dell’attualità politica e non solo: Pasolini è uno di questi intellettuali Il quale irrompe nella prima pagina del giornale della borghesia settentrionale con questi articoli taglienti e di tono inquisitorio. Questi articoli vengono pubblicati in volume unico nel 1975, con una nota introduttiva nella quale dice che quello che sta pubblicando è un testo poliedrico e scrive ‘’l’unità del libro è il lavoro che viene affidato al lettore’’ e questi articoli dovrebbero essere letti, secondo Pasolini, insieme alle poesie che lui aveva scritto nello stesso periodo cioè quelle della raccolta ‘’la nuova gioventù’’. Questi articoli estremamente critici cominciavano a stare scomodi, soprattutto alla sinistra.
Questi scritti sono una critica radicale perché sostanzialmente basati su questa mutazione genetica/antropologica che, secondo Pasolini, avrebbe investito l’Italia, e sono estremamente provocatori sia per la destra che per la sinistra. Qui, Pasolini, Analizza quelli che sono i temi che appartengono alla scuola di Francoforte e cioè di quel gruppo di filosofiche che si erano largamente diffusi in quel periodo, soprattutto Marcus che era anche stato l’ideatore del movimento rivoluzionario 68. Il tema che predomina è la critica dell’industria culturale come meccanismo di persuasione di massa che punta all’omologazione della società eliminando ogni differenza di classe. Anche in Italia si è arrivati ad una omologazione non a causa del comunismo ma a causa del consumismo. Negli scritti di Pasolini c’è pessimismo radicale perché secondo lui è avvenuta una mutazione antropologica a causa dell’avvento della macchina: Come l’agricoltura ha favorito il mutamento da una società primitiva a una società civilizzata, allo stesso tempo l’industria ha favorito il mutamento genetico e la fine della storia: sta cominciando un’altra storia Attraverso la televisione il mondo si è gettato nel consumismo, d è arrivato all’omologazione sotto un controllo di un ‘’nuovo potere’’che non è violento ma che impone l’idea e il prodotto grazie ai Media (c’era solo la tv).Ad esempio, durante il periodo del referendum, secondo Pasolini, si sarebbero dovuti chiudere i programmi religiosi che propagandavano il ‘’si’’ all’abrogazione e chiudere anche Carosello, un programma in cui si concentrava la pubblicità della serata che non faceva altro che influenzare le scelte ‘’economiche’’ degli italiani.. Ma cosa stava scomodo alla sinistra? Lui era mal visto dalla sinistra perché la sinistra era un partito sostanzialmente progressista, lui invece era un nostalgico e la nostalgia prevale all’interno di quasi tutti gli scritti corsari.
In questo articolo si trova a Praga durante il periodo in cui la ‘’Primavera Di Praga’’ sta nascendo. La primavera di Praga è un moto riformatore antiautoritario che si forma all’interno dello stesso partito comunista che porterà a riforme quasi democratiche nel 1968. Nell’Agosto di quello stesso anno i carri armati entrano nella Cecoslovacchia e a Praga e questo esperimento politico finisce. Tornando all’articolo, Pasolini si trova in un locale di Praga e all’improvviso entrano 2 ‘’Capelloni’’ che sono silenziosi: Loro non hanno bisogno di parlare, parlano i loro corpi e urlano la protesta contro la tradizione, la destra. Ciò accade nel 1967 quelli di sinistra erano considerati ‘’diversi’’ nell’aspetto rispetto ai figli di papà e con il loro aspetto comunicavano la loro ideologia. Poi però arriva il 68 e avviene un’esplosione di linguaggio verbale, come la chiama Pasolini: Tutti parlano e parlano moltissimo attraverso assemblee e Pasolini dirà ‘’Gouchismo malattia verbale del comunismo’’. Quindi la protesta diventa verbale e il corpo non parla più e si qualifica in maniera tale che anche quelli di destra, la super Cultura della classe dominante, potevano assumere caratteristiche simili a quelli di sinistra, sub cultura della classe dominante: Il risultato sarà che anche i fascisti avranno i capelloni e non sarà più possibile distinguerli. Vi è un moto nostalgico del tempo in cui era possibile distinguere quelli di destra e di sinistra dal loro aspetto. Poi però, succede che lui si trova in Iran dove verrà girato ‘’le mille e una notte’’. Va in una città medievale dove sono tutti bellissimi che assomigliano agli italiani ‘’del passato’’ agli italiani della civiltà rurale, ma ad un certo punto vede due ragazzi coi capelli lunghi tagliati all’occidentale, li ha la rivelazione: L’omologazione è arrivata fino a li, in Iran. L’omologazione che elimina ogni differenza di classe si è fatta strada anche nei paesi del terzo mondo attraverso i suoi processi imperialistici. In questo caso, il corpo ricomincia a parlare, ma i capelli lunghi, qui, non sono nota identificativa di quelli di sinistra ma di quelli di destra, dei figli di papà, i quali hanno la possibilità di rappresentare un modello occidentale di moda. Non stanno facendo altro che esportare l’industria culturale e dell’omologazione. In questo articolo troviamo una forte nostalgia di quello che era, del mondo rurale che lo porta a rifugiarsi in paesi del terzo mondo, ma l’imperialismo ha spinto fino a li l’omologazione.
Scrive quest’articolo per rispondere a quello che era stato affermato sia da Maurizio Ferarra, giornalista comunista, sia a Calvino, i quali pensavano che Pasolini stesse piangendo sul latte versato di ‘’Un’Italietta’’, un’età dell’oro che oramai non esiste più se non nei libri di storia. Quello che lui qui dice è che ciò che lui veramente rimpiange non è l’età dell’oro, ma il mondo illimitato della vita contadina che va ricercando nei pesi del terzo mondo, anche se l’orbita dell’omologazione sta arrivando fino a li. Ha nostalgia di quell’età perché quello era il tempo della sussistenza, il tempo in cui si produceva per i bisogni in cui si era poveri ma senza bisogni. Lui pensa che il capitalismo produce non solo prodotti ma anche insoddisfazione e ha bisogno dell’insoddisfazione di tutti noi per sopravvivere. L’arrivo del consumismo nel terzo mondo è una tragedia. Gli effetti dell’omologazione si vedono anche, secondo Pasolini, nella lingua dei ragazzi: L’omologazione ha distrutto i dialetti e i ragazzi di ora non hanno lo stesso linguaggio dei ragazzi di prima. Possiamo finire dicendo che quindi Pasolini avesse un rifiuto per il progresso e quindi non è un progressista come la sinistra radicale del suo tempo, ma probabilmente è uno di sinistra della sinistra di oggi.
In questo articolo/ intervista lui sostiene di essere ammirato dall’uniformità della folla che si osserva in unione sovietica, li sono tutti uguali e la folla è stata uniformata. E questa è una cosa meravigliosa, una vittoria del popolo. La stessa cosa si osserva in Italia solo che non è contento che accada anche in Italia, perché in Italia non è uniformità ma omologazione dal momento che non c’è l’uniformità della povertà ma c’è la prevalenza del consumismo.
In questo saggio si parla degli scritti corsari al capitolo settimo. E La porta cita un cugino di Pasolini, Domenico Naldini il quale nel libro che ha scritto sulla vita del cugino parla di un episodio: Mentre Pasolini si trovava in Iran e stava girando ‘’le mille e una notte’’ dice ‘’adesso preferisco iscrivermi nel passato’’: questo perché la saggistica di Pasolini nasce in questo modo, nasce da una critica del presente che parte dal passato. E’ in nome di un passato nostalgico che critica il presente, un presente omologato e vittima della società consumistica. La porta afferma che Pasolini in quest’opera parla un po’ di tutto a prescindere dalle ideologie e dogmi vari, è una sorta di vagabondaggio nelle idee. C’è però un nucleo ideologico (che lui non cita mai) da cui nascono le riflessioni di Pasolini, cioè la scuola di Francoforte, degli apocalittici, definiti così da Umberto Eco perché pensavano che nel mondo, si sarebbe arrivati ad un’apocalissi culturale. Quello che è particolare nel suo stile è che il suo non è il tono di una conversazione ma con un tono da predicatore, di colui che deve educare e istruire le masse. La Porta si concentra anche sul fatto che ne ‘’Le Lettere Luterane’’ Pasolini afferma che gli intellettuali di sinistra sostanzialmente tendono a sconsacrare ogni cosa e che lui, invece vuole mantenere il sacro di ogni cosa. Lui dice che è giusto che gli intellettuali di sinistra abbiano condotto questa critica contro le false sacralità, però adesso che questa ‘’battaglia’’ è stata vinta bisognerebbe restituire sentimento alla società. Poi si affronta la questione della Nostalgia della povertà, della vita primitiva in cui la cultura era elitaria ed era slegata dalla divulgazione. Per Pasolini la divulgazione non è informazione e la cultura deve rimanere un concetto difficile. Ma questa concezione, non è una concezione democratica, ovviamente, ma secondo lui la democrazia porta all’omologazione. Lui disprezza il progresso, il capitalismo, lo sviluppo.
In questo articolo lui spiega che sostanzialmente l’Italia ha vissuto due fasi dell’autoritarismo: la prima è quando l’Italia è fondamentalmente ancora una società agricola (quando si vedevano ancora le lucciole) e c’è una forma di autoritarismo corroborata con la chiesa (fascismo democristiano) , la seconda è quello dell’autoritarismo contemporaneo a Pasolini, cioè quella della società del consumismo, del capitalismo. Viene ribadito il tema della nostalgia del passato.
Il discorso che fa è abbastanza ambiguo. Lui dice che l’aborto è legalizzazione dell’omicidio. Lui sostiene che si potrebbe essere a favore al diritto dell’aborto non per cause sociali e personale, ma piuttosto per una questione ecologica visto che il problema del sovrapopolamente potrebbe essere un problema che porterà all’esaurimento del territorio. Ma lui dice che sostanzialmente tutti quelli che vogliono il si al diritto dell’aborto lo vogliono per ragioni sociali e per dare vita ad una sorta di libertà sessuale: In questo modo si arriverebbe al consumismo anche nella sfera sessuale. Secondo Pasolini come gli uomini dell’era del consumismo sono ossessionati dal consumo di nuove merci, allo stesso tempo sono ossessionati dal consumare sempre più coiti con persone diverse. Ora, per lui, il coito è un fatto diverso rispetto al passato perché la libertà sessuale non apparteneva alla società rurale. Quindi la critica al consumismo investe anche la sfera sessuale. Una volta nella società agricola in mancanza della libertà sessuale l’esuberanza sessuale maschile veniva veniva diretta nei rapporti omosessuali, ora invece, si rivolge ai rapporti etero sessuali e considerando che, Pasolini era Gay, ciò significa che per lui, in questa società libera sessualmente era più difficile trovare una certa disponibilità da parte degli uomini perché non avevano bisogno di sfogare le perversioni represse. Il discorso che Pasolini fa è un discorso che alla fine da come risultato un’opinione che non è slegata dal suo interesse, ma anzi. La sua soluzione sarebbe quella di tornare alla sessualità omosessuale che risolverebbe il problema del sovrapopolamento.