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Si delinea il percorso artistico di Paul Cézanne dalla fase romantica fino alle ricerche proto-cubiste. Di seguito si propone un confronto con Giorgio Morandi.
Tipologia: Slide
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Paul Cézanne , nato ad Aix-en- Provence da un banchiere di origine ebreo-romagnola, sperimenta diversi linguaggi senza mai abbandonare quella ricerca “costruttiva” che è alla base del suo operare. Come gli impressionisti, rappresenta la realtà in modo soggettivo e utilizza la tecnica della macchia. Respinge, però, l’ideale impres- sionista dell’immagine fugace, istantanea come una fotografia. Cézanne “interroga” il soggetto, ne vuole cogliere il significato e ne vuole rendere il volume, il peso e la consistenza.
Paul Cézanne, Il bacio della musa , 1859. Le prime opere di Cézanne sono di gusto romantico, come questa, raffigurante la musa che ispira l’artista nella sua bottega. La rappresentazione dell’angelo, nella sua grazia e delicatezza, rimanda ai preraffaelliti inglesi (Morris, Rossetti etc.)
Caravaggio, Maddalena (1606). Roma, collezione privata.
Tra le sue opere giovanili si annovera Veduta di Auvers del 1874 (Chicago, Art Institute), tipico paesaggio impressionista in cui la saturazione innaturale dei colori è determinata dallo stato d’animo del pittore, che contempla la natura con animo sereno. Diffuse macchie di bianco e di giallo conferiscono luminosità al paesaggio. Il pittore delinea sommariamente ciò che vede con la coda dell’occhio, anche se in primo piano, come il cespuglio in basso a sinistra.
Cézanne tratta la scena come una natura morta, soffermandosi più sulla resa dei volumi, che sull’espressione delle figure. La bottiglia al centro è tipica, appunto, delle nature morte. La rappresentazione, rigidamente simmetrica, segue uno schema geometrico in cui le forme sono semplificate e riconducibili a parallelepipedi, cilindri e sfere.
Nel genere della natura morta, Cézanne indaga il rapporto tra forma e movimento. In Natura morta con mele e arance (Parigi, Musée d’Orsay), i frutti, benché immobili, sono sul punto di rotolare, il piatto e la tovaglia sono sul punto di scivolare. La direttrice diagonale del tavolo accentua questa percezione, che rimanda al tema della “vanitas”, ovvero della fugacità della vita. Gli oggetti sono scelti in base alla forza cromatica (il rosso è il colore più forte) e volumetrica (una mela piuttosto che una ciliegia).
Così i volumi appaiono dinamici, metafora dell’universo che è dinamico. Cezanne non teme di frammentare l’immagine, perché sa che l’occhio non percepisce direttamente le forme, ma macchie di colore che poi il cervello elabora.
Gli italiani scoprono Cézanne nel 1908, quando Vittorio Pica pubblica a Bergamo il volume «Gl’Impressionisti Francesi», in cui riproduce nature morte, paesaggi e ritratti del maestro francese.
Nella giovanile Natura morta del 1914 (Milano, collezione privata), l’influenza di Cézanne si manifesta nel piano inclinato del tavolino, da cui gli oggetti sembrano scivolare a terra, accentuando quel senso di precarietà che è una componente essenziale della natura morta.