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documento e sintesi pedagogia sociale e interculturale
Tipologia: Sintesi del corso
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1 capitolo. 1.1 ambiti del campo di studi. si può dire che spesso l'educazione viene associata all'ambito dell'istruzione e della scuola ma gli studi in ambito pedagogico hanno evidenziato che i processi educativi che si svolgono nella società sono molti di più e che quindi non sono legati soltanto l'esperienza scolastica ma ad altri contesti come quelli del lavoro della famiglia, del territorio, delle relazioni sociali, dell'esperienza quotidiana, delle tecnologie sia dell'informazione e della comunicazione, e che riescono in modo intenzionale o meno ad offrire delle occasioni di apprendimento per un soggetto, cioè le conoscenze, le abilità e le competenze vengono acquisite da un soggetto nel corso della vita e in diverse circostanze, anche quando non è pienamente consapevole. in questa prospettiva la pedagogia sociale svolgere le indagini per quanto riguarda tutti i processi educativi che si svolgono nelle diverse realtà sociali economiche, culturali e politiche. 1.2 le origini della pedagogia sociale si sono sviluppate nel contesto pedagogico tedesco dell’800/900, in particolare con l’Opera sozialpadagogik di Natorp che mise in risalto il concetto che tutta l'attività educativa è fondata sulla comunità. perché secondo Natorp qualsiasi forma di educazione ha carattere sociale perché l'uomo diventa uomo solo attraverso la comunità in quanto non cresce isolato e diviso dagli altri ma ogni uomo cresce grazie alle relazioni che ha con gli altri. quindi Natorp Considera la comunità essenziale per la crescita individuale e collettiva dell'uomo. Un ulteriore contributo allo sviluppo della pedagogia sociale è stato dato da John Dewey che ha definito l'educazione un processo sociale, perchè c’è un collegamento tra la comunità sociale e l'esperienza educativa in quanto ogni cambiamento educativo si determina in relazione a specifici cambiamenti sociali, quindi l'educazione trasforma la realtà e attraverso di essa si può promuovere la collaborazione e la democrazia tra le persone. successivamente Candaux aggiunge che i fatti pedagogici sono fatti sociali per due motivi: il primo è che i fatti pedagogici sono distaccati dagli individui perché gli educatori devono seguire un programma e un metodo educativo che viene fornito dallo Stato; il secondo motivo è quello che ogni società impone agli individui il proprio sistema di educazione in modo da non rendere l'educazione indipendente da tutte le altre realtà. 1.3 sviluppi nel contesto italiano. in Italia gli studi della pedagogia sociale si basano su molte pratiche educative che vogliono migliorare le condizioni di vita dei soggetti svantaggiati in una società in modo tale da riuscire a costruire una Società Democratica. tra le pratiche educative adottate in Italia sicuramente sono importanti da ricordare i centri di orientamento sociale di Aldo Capitini che fu uno dei primi strumenti di educazione e Liberazione sociale del dopoguerra e che aveva lo scopo di far parlare e ascoltare la popolazione per discutere di argomenti culturali, politici e sociali in modo tale che le persone potessero apprendere ed esercitare i propri diritti di cittadinanza. oppure come la scuola città di Pestalozzi che offriva sostegno alle famiglie disagiate. o la scuola Popolare di Don Lorenzo Milani di barbiana che insieme ai bambini e ai ragazzi svantaggiati della comunità voleva dimostrare come era sbagliato il sistema della scuola tradizionale perché non dava la possibilità agli studenti socialmente e culturalmente svantaggiati di partecipare. Grazie a tutte queste esperienze educative e a molte altre realizzate in Italia nel corso degli anni che vedono non solo la scuola ma anche altre realtà sociali e in altri contesti educativi, si può notare come la democrazia e l'apprendimento possono essere promossi a favore di tutta la popolazione che si ritrova in una condizione sociale svantaggiata. Ed è proprio grazie alla pedagogia sociale che l'educazione consiste nel cercare di inserire l'individuo in un contesto ambientale e permettergli di sviluppare la propria socialità. dunque si può definire l'oggetto di studio della pedagogia sociale che è il valore educativo dell'agire sociale e che è caratterizzato dalle dimensioni sociali e dalle finalità sociali dell'educazione con le quali si può definire l' educazione come fatto sociale che fa parte di un contesto; il soggetto come attore sociale che vive e agisce in relazione con gli altri e che deve acquisire delle competenze sociali attraverso il processo di socializzazione; la società educante in quanto tutti gli ambiti della società possono essere educativi. Inoltre l'educazione ha come finalità l'emancipazione sociale, la lotta all'esclusione e di promozione dei diritti dei soggetti che vivono in una condizione sociale svantaggiata; garantire la democrazia e il cambiamento in modo che non ci siano più diseguaglianze e ingiustizie sociali 1.5 cittadinanza e edu. permanente quando un soggetto vive in una comunità i suoi processi educativi di apprendimento non riguardano lui soltanto ma anche la collettività e in questo caso l'educazione sociale deve garantire l'inserimento dell'individuo nel suo
ambiente in modo da prepararlo alla Vita in comunità. Dunque è indispensabile Conoscere la funzione educativa delle istituzioni sociali, i luoghi in cui soggetti possono realizzare il proprio sviluppo e i tempi in cui il soggetto deve svolgere i propri processi educativi. da quest'ultimo concetto possiamo dire che l'educazione assume una forma di educazione permanente che consiste nell' idea di educazione che possa svolgersi in tutto l'arco della vita di un individuo (lifelong learning) in modo tale che in ogni momento della vita i soggetti possono migliorare le proprie conoscenze, capacità e competenze in una prospettiva personale, sociale e occupazionale. quindi per la pedagogia sociale non bisogna solo considerare la fase della formazione iniziale, come per esempio l'apprendimento scolastico, ma anche le fasi successive che vengono offerte dalle agenzie formative nella società così da poter costruire un'educazione alla cittadinanza responsabile che presuppone un impegno educativo nei confronti della costruzione dell'identità personale del soggetto, del valore della conoscenza e del lavoro, riconoscere il valore della pace dei diritti umani e il benessere individuale e collettivo come bene comune.. Anche perché non sempre la cittadinanza è un diritto riconosciuto come per esempio nel caso dei giovani di seconda generazione dell'immigrazione come i figli di immigrati, che pur vivendo in Italia o essendo nati in Italia non Acquisiscono automaticamente la cittadinanza nel momento in cui compiono la maggiore età, perché nel contesto italiano questo status Si acquisisce in base alla discendenza e non Si acquisisce semplicemente per chi nasce sul territorio dello Stato indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori. 2 capitolo la formazione Come lotta all'esclusione sociale. il contributo di Ivan illich e Paulo freire. un grande contributo allo sviluppo della pedagogia sociale è stato offerto dalle analisi e dalle proposte pedagogiche degli intellettuali illich e frèire che hanno maturato nei contesti di oppressione del Sud del mondo, proprio per evidenziare la necessità della pedagogia di avere delle finalità sociali che bisogna raggiungere attraverso gli strumenti educativi che Mirano al cambiamento e alla Liberazione nei confronti dell’oppressione e della marginalità degli individui. per quanto riguarda il pensiero di Ivan illich si fonda sul decentramento culturale. egli fu il fondatore del centro interculturale di documentazione in Messico che attraverso l'insegnamento della lingua spagnola si cercava di costruire i rapporti interculturali. nelle sue analisi della relazione tra i bisogni del soggetto, le dinamiche sociali e processi educativi, sviluppa una critica nei confronti delle forme sociali della società contemporanea e nei confronti del capitalismo perché sicuramente non hanno criteri di umanizzazione che vanno verso la convivialità per poter costruire le relazioni umane che creano la vita sociale Ma che invece vanno verso la produttività industriale e che quindi si sostituisce un valore etico con un valore materiale. quindi la convivialità rappresenta l'unica possibilità per il soggetto di riuscire a riflettere criticamente sui propri bisogni e poter fare liberamente le proprie scelte. inoltre illich in un modo molto provocatorio propone di descolarizzare la società abolendo completamente l'istituzione scolastica perché secondo lui nella scuola gli insegnanti plasmano la mente degli alunni, i programmi di insegnamento non rispecchiano la vita reale, E anche i metodi di valutazione non sono idonei e soprattutto nella scuola si riproduce il mito del consumo e si creano le diseguaglianze sociali. ovviamente nel suo progetto utopico si evidenzia come la liberazione dell'uomo non deve essere attuata solo nell'ambito scolastico ma anche di altre istituzioni proprio perché l'apprendimento del soggetto è un'esperienza continua e multiforme. ovviamente la critica di illich non deve essere interpretata alla lettera ma serve per poter sviluppare un pensiero critico nei confronti delle istituzioni che spesso potrebbero avere altre alternative pedagogiche, che non siano autoreferenziale O che abbiamo un sistema chiuso, però va detto che sopprimere l'istituzione scolastica aumenterebbe la vulnerabilità sociale nei confronti dei soggetti più deboli in quanto la scuola rappresenta uno dei pochi strumenti che possa migliorare le condizioni di vita di ognuno. accanto alla riflessione di illich c'è quella di Paolo frèire e anche lui nella sua pedagogia degli oppressi parla della Liberazione come un parto doloroso perché deve essere conquistato, cioè la libertà deve essere voluta nel cuore di ogni persona anche se da un lato c'è il desiderio di liberarsi e dall'altro la parola paura, Ma grazie all'educatore che con la sua pratica
pubblico, bisogno e domanda di formazione. la formazione è lo strumento che viene utilizzato nei servizi alla persona che hanno iniziativa di promozione e sostegno dei singoli Individui e di gruppi in modo da concedere maggiore autonomia e capacità per affrontare le difficoltà. quindi per quanto riguarda la formazione è necessario definire cosa si intende per pubblico, per bisogno, e per domanda di formazione è Paolo federighi definisce il pubblico come soggetto individuale o collettivo e costituisce l’iniziativa di formazione che vuole offrire la possibilità di cambiamento delle condizioni di vita e di lavoro che ostacolano il pieno sviluppo del soggetto. in particolare il concetto di pubblico Definisce il soggetto in base A delle caratteristiche che sono le capacità del soggetto di essere un attore politico, quindi un individuo informato e consapevole dei suoi diritti e la capacità di agire individualmente e collettivamente. il concetto di pubblico comprende anche il concetto di non pubblico che si riferisce a chi si trova in una posizione socio-economica e culturale svantaggiata che non ha accesso alla formazione in particolare Sono con gli individui che hanno abbandonato prima del tempo il percorso di istruzione E che di conseguenza più bassi sono i livelli di istruzioni è più disagiate sono le condizioni sociali. Per quanto riguarda il bisogno malinowski dice che si verifica quando un soggetto Center la necessità di cambiare la propria condizione che vive. in questo caso il bisogno formativo può essere oggettivo perché è prodotto dal contesto socio-economico, oppure soggettivo quando è l'individuo che percepisce il bisogno. Per quanto riguarda il concetto di domanda di formazione è la richiesta che viene formulata dal soggetto Sulla base del bisogno di formazione percepito. sicuramente pubblico, bisogno e domanda sono strettamente legati perché il soggetto ha un bisogno di formazione che a sua volta genera la domanda di formazione e di conseguenza si crea l'offerta formativa che capace di soddisfare il bisogno e infine con l'azione di formazione si soddisfa il bisogno che aveva generato la domanda. 2.4 servizi alla persona e formazione la formazione rappresenta una strategia di sviluppo del soggetto che viene intenzionalmente progettata e che può svolgersi in molteplici servizi alla persona presenti nella società e che non rientrano esclusivamente nella sola istituzione scolastica Ma che fanno parte di quei servizi che garantiscono una formazione continua per esempio per quanto riguarda dei Lavoratori o i disoccupati che devono aggiornare le loro competenze all'interno di piani formativi aziendali territoriali e individuali. quindi la formazione Può essere utilizzata con la finalità di acquisire specifiche conoscenze informazioni e competenze che incrementino il benessere del soggetto è possono prevenire il disagio e la marginalità. alcuni servizi presenti nella società possono essere per esempio -i servizi educativi e formativi come le istituzioni scolastiche o le scuole popolari; i servizi di inserimento lavorativo come i centri per l'impiego pubblici o di orientamento al lavoro punto e, oppure i servizi socio sanitari Quindi come le aziende sanitarie o i servizi sociali e le agenzie socio culturali come per esempio le associazioni culturali e sportive o di volontariato. sicuramente un processo di formazione si inizia in base alle finalità del percorso che si intendono conseguire, oppure in base agli argomenti o ai temi che sono funzionali per raggiungere degli obiettivi; in base al tempo necessario per la realizzazione del percorso. Ognuno di questi elementi è in stretta relazione l'uno con l'altro in quanto vengono definiti e poi li formulati in base alle caratteristiche degli altri aspetti. 2.5 centri di aggregazione giovanile e servizi di formazione per l'integrazione dei rifugiati. alcune pratiche pedagogiche che vengono analizzate sulla formazione come strumento di lotta all'esclusione sociale nei servizi alla persona fanno riferimento ai centri di aggregazione giovanile che sono spazi in cui i giovani possono incontrarsi e svolgere attività di tipo culturale artistico o ludico grazie agli aiuti di operatori sociali ed educatori che consentono ai soggetti di entrare in relazione con i coetanei e poter sviluppare nuove competenze e per poter prevenire del disagio sociale e promuovere il benessere del soggetto. i centri vengono istituiti in territori in cui ci sia molto svantaggio sociale, economico e culturale e che garantisca l'accesso a tutti i giovani. un esempio di centro di aggregazione giovanile È quello istituito dal centro di informazione ed educazione allo sviluppo del centro matemù di Roma nel quale vengono promosse attività come La danza è la musica il teatro o di studio in modo da favorire l'integrazione e informazione dei giovani. la formazione può essere utile anche in servizi come quelli rivolti ai migranti In modo tale da poter garantire ai nuovi arrivati un'adeguata prima accoglienza che riesca a concedere vitto e alloggio e garantire interventi che possono far acquisire nuove competenze oppure ricontestualizzare quelle precedenti
come per esempio in campo linguistico o professionale e garantire l’autonomia del soggetto. un esempio è il servizio predisposto dal associazione nuovi cittadini Onlus che concede asilo ai rifugiati e che definisce un progetto individualizzato per il singolo utente con l'obiettivo di accompagnare Ciascun individuo tenendo conto dei suoi bisogni e delle proprie esperienze vissute che possano poi garantire un futuro inserimento nel territorio e seguendo delle fasi come per esempio il colloquio di ingresso che serve per la conoscenza reciproca perché poi consente di definire un primo piano di azione che può includere un corso di lingua italiana, oppure un'altra fase è l'accompagnamento dell'utente da parte degli operatori sociali attraverso la relazione educativa In modo tale da monitorare l'esperienza formativa o lavorativa. infine al termine del percorso viene fatta una valutazione insieme al soggetto per valutare gli aspetti positivi o le criticità per poter stabilire nuove azioni da intraprendere. Il lavoro educativo/l’azione educativa può assumere tre accezioni: 1) Promozione educativa: l’azione educativa promuove benessere COMPLESSIVO DELLA PERSONA nel momento in cui va a rafforzare le sue competenze DI AFFRONTARE I COMPITI NELLA vita quotidiana. 2) Prevenzione educativa: L’iniziativa educativa è progettata per contrastare prima che compaia il possibile disagio o l’eventuale marginalità. 3) riabilitazione educativa: Si intraprende in presenza di un disagio sociale e viene affrontato con iniziative educative nei luoghi di vita del soggetto e in comunità diurne e residenziali, per far PRENDERE COSCIENZA ALLA POSSIBILITA’ DI UN CAMBIAMENTO STIMOLANDO ALLA COSTRUZIONE DI UN NUOVO PROGETTO DI VITA. capitolo 3. educazione di comunità e azioni collettive di formazione nei territori 3.1 la nozione di territorio si fa riferimento ad una concezione antropologica secondo cui uno spazio è occupato da individui o da gruppi di individui e dalle comunità, Ma considerando il termine nella pedagogia sociale occorre tener conto delle componenti educative che sono presenti nel territorio e che sono in stretto rapporto con la cultura della comunità. ovviamente il territorio non va inteso soltanto con uno spazio fisico in cui si svolge l'intervento educativo ma bisogna tenere presente che l'intervento educativo si costituisce in base alle caratteristiche specifiche di ogni singolo territorio e perché i suoi abitanti presentano dei problemi, dei bisogni e delle domande educative e che quindi c'è bisogno di una molteplicità di spazi educativi in cui venga garantito un buon rapporto tra le agenzie formative. accanto alla nozione di territorio viene utilizzato anche il concetto di comunità che determina le relazioni tra le persone che vivono all'interno di un determinato territorio che è caratterizzata dai valori, costumi e interessi comuni. concetto di comunità è importante perché è il più alto livello di socializzazione caratterizzato dal rapporto diretto tra le persone e il territorio e perché è in grado di determinare l'organizzazione del sistema sociale. la comunità è lo spazio in cui la persona può realizzarsi e senza la comunità non è possibile perché la comunità è un orientamento educativo che si rivolge alle persone che appartengono a uno stesso contesto familiare, scolastico e lavorativo. in conclusione la comunità può essere considerata come un'esperienza che educa i soggetti ai propri valori e propri comportamenti e che ha una propria consapevolezza e intenzionalità, che si svolge in luoghi ben definiti e nell' esperienza informale quotidiana. 3.2 educazione di comunità, popolare e animazione territoriale alcuni approcci pedagogici che rientrano nella dimensione territoriale e comunitaria sono caratterizzati dall' educazione di comunità, Popolare e dall'animazione territoriale. l'educazione di comunità consiste in un orientamento rivolto ai soggetti con problemi comuni, in un determinato contesto locale e che serve ad identificare i bisogni formativi e culturali e che deve promuovere il miglioramento delle condizioni di vita di tutti i componenti della comunità. Si tratta quindi di una strategia di Community care Cioè la capacità da parte della Comunità di prendersi cura di sé. per educazione Popolare invece si intende una forma di educazione non formale che riguarda direttamente il singolo soggetto che Deve rendersi capace di analizzare criticamente la propria vita e allo stesso tempo deve partecipare al cambiamento delle condizioni sociali. quindi si parte dall'esperienza del soggetto, poi la comunità inizia a capire e analizzare quali sono i problemi per poi sviluppare una teoria che possa realizzare il cambiamento. quindi Con l'educazione Popolare si parte nell'identificare il problema
le conoscenze dei soggetti coinvolti, quella politica perché offre la possibilità di essere utilizzata per le scelte politiche e quella di rispecchiamento che avviene quando il ricercatore propone l'esito del suo lavoro ai gruppi coinvolti. 3.6 scuole della seconda opportunità e Popolari tra le pratiche di pedagogia sociale legate alla dimensione territoriale ci sono le scuole della seconda opportunità le scuole popolari che servono come strumento di lotta allo svantaggio sociale. L'idea è quella di offrire ai giovani esclusi dal sistema di istruzione le migliori formazioni Per dar loro la possibilità di acquisire maggiore fiducia in se stessi e che quindi posso diventare una prima opportunità di integrarsi nella società. quindi le scuole della seconda opportunità offrono percorsi formativi alternativi a quelli tradizionali in modo tale da offrire alle fasce più deboli della popolazione un'ulteriore opportunità di istruzione e di inserimento nel mercato del lavoro e di partecipazione alla vita sociale. la scuola più conosciuta in Italia è Progetto Chance nella quale i ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni di Napoli, città con il più alto tasso di dispersione scolastica in conseguenza alla criminalità e allo svantaggio economico, possono avere un'altra opportunità di istruzione e di formazione professionale frequentando corsi orientativi e formativi individualizzati. La seconda pratica è la scuola Popolare che rivolge la sua attenzione sempre alle fasce di popolazioni in difficoltà e che promuove l'inclusione sociale con attività che sono legate con il contesto di vita dei partecipanti. per esempio come la scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani da cui nasce la lettera a una professoressa che rappresenta un Palese atto di accusa contro la selezione e la marginalizzazione sociale che avviene nell' istituzione scolastica. è molto importante che tra la scuola Popolare e le istituzioni locali, scolastiche ci sia una buona collaborazione al fine di poter riflettere sulle attività realizzate e poter acquisire nuove conoscenze e competenze. capitolo 4 società dell'apprendimento e bisogni sociali di formazione. 4.1 la dimensione politica della pedagogia sociale Piero Bertolini mette in evidenza il rapporto che l'educazione ha con la politica in quanto Qualsiasi scelta educativa a valenza politica perché la politica incide sul modo con cui l'educazione viene Intesa E realizzata in base ai suoi contenuti e atteggiamenti, reciprocamente l'educazione influisce sul modo in cui la politica viene intesa e successivamente realizzata. in particolar modo perché le istituzioni sociali svolgono la funzione di dirigere la collettività verso scopi condivisi mentre l'educazione si svolge attraverso delle scelte che si fondano su precisi orientamenti teorici e modalità operative fondate sui valori e prospettive politiche. Dunque formulare proposte educative per incidere sulle condizioni di marginalità e per affrontare le emergenze sociali è parte integrante dell'agire politico. ogni società da forma ai suoi uomini e alle sue donne in modo da elaborare gli idealtipi che rappresentano l'orientamento della cultura della società e dei soggetti 4.2 la società dell'apprendimento è nata in coincidenza con il complessivo mutamento della società contemporanea e i soggetti che ne fanno parte sono tenuti ad apprendere saperi abilità e competenze in modo da restare al passo con i cambiamenti strutturali e professionali. negli ultimi anni viene utilizzata sempre di più l'espressione società della conoscenza "Learning Society” proprio per evidenziare che un soggetto nel suo contesto di vita deve continuamente acquisire ed elaborare conoscenze che siano funzionali per lo sviluppo dell'Economia e della società. quindi le conoscenze,le abilità e competenze sono risorse indispensabili nella vita del soggetto perché cosi può partecipare consapevolmente alla vita sociale e politica al lavoro. l'apprendimento, quindi, va considerato come un diritto degli individui di poter acquisire informazioni conoscenze e saperi e che sia tutelato e assicurato. in questo caso sono stati definiti gli obiettivi prioritari nel libro bianco della commissione europea con la prospettiva di sviluppo intelligente, sostenibile e solidale che favoriscono l'occupazione, l'istruzione l'innovazione è l'integrazione sociale. 4.3 contesti formali informali e non formali di apprendimento. l'apprendimento formale si svolge negli istituti di istruzione e di formazione e si può definire come un apprendimento strutturato e progettato; è intenzionale e rilascia diplomi e qualifiche riconosciute. l'apprendimento non formale si svolge al di fuori degli istituti di istruzione e di formazione e non rilascia certificati ufficiali e si può definire come apprendimento semi strutturato; è intenzionale e avviene non in istituti di istruzione e formazione ma in luoghi di lavoro o di attività extracurriculari_. l'apprendimento informale_ è l'apprendimento che avviene casualmente durante lo svolgimento della vita quotidiana ed è un tipo di apprendimento non intenzionale proprio perché un soggetto
può anche non essere consapevole che un'esperienza potrebbe rappresentare un apporto alle sue conoscenze e competenze. oggi questa suddivisione tra i vari livelli di apprendimento è superata, Infatti, tutti i luoghi possono essere ambienti educativi e tutto l'apprendimento dell'uomo avviene attraverso i processi che sono non formali e informali. i processi educativi sono attivati in qualsiasi età della vita dell'individuo e da diversi oggetti presenti sul territorio come le istituzioni, Le organizzazioni private, i media, le persone. si parla quindi di un vero e proprio tessuto di formazione diffusa e l'educazione formale non è in grado di rispondere da sola alle sfide di una società in evoluzione proprio perché l'educazione è un processo che nasce, cresce e muore con l'uomo. tutta la vita è tempo di educazione e i processi educativi si attivano proprio perché l'uomo e educabile e l’educabilità può essere presente in tutti i momenti della vita. quindi si sviluppa l'idea di educazione non tanto permanente Ma quanto continua proprio perché ogni uomo nasce incompiuto ma perfettibile, con un bagaglio da sviluppare e mettere in gioco. 4.5 i bisogni sociali di formazione. giovani NEET e adulti con debole livello di scolarità. la nuova società basata sulla conoscenza offre un immenso potenziale per ridurre l'esclusione sociale ma comporta il rischio di un divario sempre più ampio tra coloro che hanno accesso alle nuove conoscenze e quanti ne possono rimanere esclusi. per evitare questo rischio e valorizzare il nuovo potenziale occorre compiere sforzi per migliorare le competenze e promuovere un maggiore accesso alle conoscenze e alle opportunità e lottare contro l'esclusione sociale. quindi i bisogni sociali di formazione possono essere definiti proprio come quei bisogni formativi diffusi nella società perché fanno riferimento a 2 casi che rappresentano vere e proprie emergenze contemporanee e sono: i giovani neet (not in Education, employment or training) vale a dire non studia, non lavora non è in formazione, e la fascia di popolazione con un basso livello di scolarità. I NEET SONO I GIOVANI che rientrano tra i15 e i 24 anni e non svolgono alcuna attività formativa o lavorativa e in Italia si può dire che un giovane su cinque ne faccia parte. secondo un'indagine condotta da Eurofound che è la fondazione Europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, ha constatato che i giovani più esposti al rischio di entrare a far parte della popolazione NEET sono i soggetti con i più bassi livelli di istruzione, gli immigrati, i disabili, o gli individui con problemi di salute. essere NEET è una grave esclusione sociale perché priva i ragazzi del loro futuro e quindi bisogna investire da un punto di vista politico e promuovere degli spazi di aggregazione territoriale. come dice Schwartz la marginalità sociale non è un destino ineluttabile delle persone e le disuguaglianze si possono ridurre iniziando a considerare l’esclusione delle persone dalla società come una Fatalità. a coloro che sono stati esclusi dalle opportunità sociali possono reinserirsi Grazie ai circuiti formativi solo se loro sapere le loro esperienze e le loro difficoltà e le loro speranze possono essere ascoltate, sentite e considerate.
verso gli stranieri. le crisi delle globalizzazioni. la globalizzazione producono anche profonde crisi sul piano economico-finanziario in quanto Secondo molti economisti la globalizzazione e il libero mercato sono fondamentale per lo sviluppo e la crescita, ma per molti altri invece lo considerano come la base per l'aumento delle diseguaglianze e della povertà nel mondo. sul piano politico invece produce la crisi perché si pensa di riuscire a gestire fenomeni sempre più globali attraverso politiche di carattere locale o nazionale. sul piano culturale invece si può avvertire un senso di instabilità e di incertezza perché una società non riesce più a distinguere i propri valori e riconoscersi come gruppo E come dice Bauman siamo una società liquida in cui ci si può legare e sciogliere velocemente sia a livello personale, familiare e culturale e che allo stesso tempo può destabilizzare l’identità delle persone e tutte le identità si possono considerare multiculturali o multiple. infine la crisi educativa perché le istituzioni educative sono impreparate nel gestire l'individualismo, la precarietà e l'instabilità che può portare ad un indebolimento dei valori e delle idee dell'uomo. 2. risposte pedagogiche. educazione come risposta alle crisi economica politica e culturale. per poter uscire dalla crisi di valori di governabilità e di orientamento nella società postmoderna nel tempo della globalizzazione è indispensabile investire nella cultura, nell'educazione e nella pedagogia. investire nella cultura significa riscoprire e recuperare il suo valore come bene più prezioso messo a disposizione di tutti; occorre risvegliare e promuovere l'amore per il sapere e per la conoscenza attraverso la curiosità intellettuale e l’autonomia di giudizio che sono le basi per poter sviluppare la capacità di imparare ad imparare. E da qui bisogna ricominciare investire nell'educazione perché ogni essere umano, In ogni periodo storico, ha il bisogno di essere educato ai cambiamenti, perché l'educazione è quello strumento che ci permette di promuovere lo sviluppo dell'uomo e della società e quindi favorire il cambiamento. anche perché educare significa educere quindi aiutare l'educando a trarre fuori tutto il meglio di sé e tutto ciò che è potenzialmente presente dalla nascita e che può servirgli al raggiungimento della propria forma migliore di vita e alla sua realizzazione personale e sociale. da questi due investimenti si avverte l'importanza di riflettere su quali finalità studiare e quali obiettivi, contenuti Metodi e mezzi scegliere, tale compito viene svolto al meglio dalla pedagogia perché è una disciplina teorica che fra tutte le scienze umane è l'unica che abbia come oggetto l'educazione della persona e che cerca di farne una progettazione esistenziale attraverso il rapporto interpersonale educatore educando. capitolo 2 Che cos'è la pedagogia interculturale. nasce all'interno della pedagogia sociale e condivide la stessa connotazione metodologica e le pratiche educative. nello specifico rivolge l'attenzione all'educazione all'interno del contesto multiculturale e Indaga le possibilità educative che possono essere offerte dalle società multiculturale. si interessa dei processi di integrazione tra gli uomini e Compara i dati pedagogici delle varie realtà culturali. quando parliamo di Intercultura parliamo di relazione delle diversità tra le culture e le persone e la pedagogia interculturale svolge la funzione di prevenzione, aiuto e di recupero rivolte alle persone che non riescono ad integrarsi in una società. la pedagogia interculturale mette al centro la persona umana nella propria interezza a prescindere dalla nazionalità, dalla lingua, dalla cultura e dalla religione di appartenenza. 1.1 epistemologia. le origini epistemologiche della pedagogia interculturale si fondano negli anni 80 negli Stati Uniti quando ci si rende conto che i modelli assimilatori che vogliono ridurre le diversità tra gli individui non possono avere successo, in particolare nei confronti degli immigrati afroamericani che non volevano partecipare al melting Pot, ma esigevano il riconoscimento politico delle differenze culturali e il diritto di esprimere le proprie identità. in seguito a ciò le politiche iniziarono a muoversi nella direzione di promuovere l’uguaglianza e rispettare le diverse identità collettiva. si passa da un modello di cittadinanza universale ad uno multiculturale E i principi che fondano l'epistemologia multiculturale sono la realtà oggettiva che costruiscono gli attori sociali; la verità che dipende dall'accordo intersoggettivo condiviso all'interno di un gruppo; la conoscenza intersoggettiva che permette l'Unità con gli altri soggetti; il linguaggio di appartenenza che è indipendente dal mondo. differenze tra l'approccio universalista e multiculturale.
l'approccio universalista si può definire monoculturale in quanto assume una visione del mondo etnocentrica e che quindi è centrata soltanto sulla propria appartenenza culturale che reputa la propria cultura come unica, giusta e vera e che deve essere condivisa da tutti. mentre l'approccio multiculturale si muove secondo una concezione di idealismo che vuole affermare che il mondo è sempre da mettere in discussione e che necessita di essere sempre riprogettato e reinventato, allo stesso tempo si muove anche secondo una forma di relativismo culturale con la quale vuole affermare che nessuna tradizione culturale può essere considerata universalmente corretta e valida per tutti ma occorre considerare tutte le culture come sistemi chiusi e pratici che devono essere totalmente preservativi. Porcher e Pretceille. tra i pionieri dello sviluppo per modello epistemologico, metodologico e semantico interculturale ci sono Porcher e Pretceille. Per quanto riguarda Porcher elabora il programma sulla formazione degli insegnanti CHE DOVRANNO insegnare ai figli dei migranti e con il quale indica il nuovo approccio pedagogico il Consiglio d'Europa definì educazione interculturale e nel quale fu messo in evidenza il primo principio essenziale dell'educazione che deve essere aperto a tutti. mentre per Pretceille afferma che nessun fenomeno umano è giudicabile da un solo punto di vista e che il discorso interculturale può ruotare attorno a 3 dimensioni epistemologiche che sono l'asse della soggettività intersoggettività; l’asse alterità identità; l'asse differenza universalità. nell'asse soggettività intersoggettività definisce il concetto di cultura, in quanto la cultura non deve essere intesa rigida e fissa Altrimenti si potrebbero definire culture con carattere ideologico. quando si dice che si incontrano due o più culture vuol dire che si incontrano le persone e in questo incontro le persone sviluppano le proprie identità personali e sociali per il semplice fatto che le persone interagiscono tra di loro. con l'asse identità alterità Pretceille definisce l'importanza dell'io con l'altro, cioè la relazione con gli altri è fondamentale per la costruzione della propria identità, l'altro non è In opposizione con noi ma interferisce con L’io. in questo caso l'identità assume un carattere dinamico e plurale proprio perché l'individuo cambia nel corso del tempo e il tempo che scorre non è sempre lo stesso e anche il contesto sociale cambia. nel terzo asse differenza universalità viene introdotto il concetto della differenza che è un termine molto delicato da utilizzare in educazione, perché ogni differenza può essere percepita come minaccia e che quindi si può avere nei confronti dell'altro paura e diffidenza, Proprio perché le differenze possono essere percepite in maniera diversa. Per quanto riguarda invece l'universalità dice che bisogna fare attenzione all'indifferenza Perché può assumere una forma di universalismo che può negare l'altro, la sua unicità la sua diversità. attraverso questi tre assi, Pretceille, invita le persone a riflettere Sul rapporto io e altro e sui rapporti tra culture e universalità. la pedagogia interculturale ci invita a riflettere sull'uomo, sulla relazione tra gli uomini e le loro differenze culturali. 1. piano semantico transculturale, multiculturale, interculturale. In educazione l'impiego del termine interculturale assume spesso un significato che a volte si confonde con le espressioni transculturale e multiculturale e quindi è doveroso definire il loro concetto differenziandolo. con il concetto di transcultura si intende qualcosa che attraversa la cultura, qualcosa che è comune a tutti gli esseri umani E quindi può assumere un valore che va oltre la particolarità delle singole culture. le pratiche educative potrebbero assumere elementi universali a prescindere dal colore della pelle, dalla lingua o dalla religione e che quindi potrebbe concentrare l'attenzione non su ciò che divide le culture ma su ciò che le unisce. Per quanto riguarda invece la pedagogia multiculturale si intende il riconoscimento dell'esistenza di etnie e culture differenti, anche presenti nello stesso territorio, che stabilisce il diritto ad ogni cultura di essere autonoma. attraverso il multiculturalismo si studiano soprattutto le differenze negli usi, costumi, lingue e Tradizioni e tutte le informazioni che vengono raccolte contribuiscono non solo ad individuare le diseguaglianze tra i vari gruppi etnici e culturali ma possono offrire spunti all'educazione per il riconoscimento e rispetto dell'identità culturale degli altri e l'intervento educativo potrebbe contribuire a combattere i fenomeni dell'etnocentrismo, il razzismo o la xenofobia. detto ciò, la pedagogia interculturale considera i concetti di identità e cultura Come forma dinamica e in continua evoluzione; l'alterità, l'immigrazione, la vita in una società complessa e multiculturale non vengono più considerati come rischi Ma come opportunità di arricchimento e di crescita
capitolo 4. pedagogia interculturale in famiglia. 1. famiglie multiculturali. il Centro Internazionale studi di famiglia (cisf) ogni due anni attraverso delle ricerche cerca di capire lo stato di salute delle famiglie in Italia e scrive dei rapporti nei quali evidenzia che nonostante l'ideale della famiglia basato sulla coesione e sulla solidarietà sia rimasto sempre lo stesso, si ritrova in ogni modo ad essere ripiegata su se stessa perché anche se i figli siano considerati un bene comune il loro costo ricade quasi totalmente sulla responsabilità privata delle famiglie, ed è per questo motivo che ci sono sempre meno nascite e sempre più famiglie con figli in condizioni di povertà. inoltre, Nelle coppie diventa sempre più difficile avere dei legami significativi e duraturi E ancor peggio non riescono ad avere delle relazioni da sfruttare come risorsa per la crescita personale e comune. con l'affermarsi della globalizzazione si sono creati dei modelli familiari diversi da quelli tradizionali che si basano sulla convivenza, quindi, si evita di legarsi con il vincolo matrimoniale, i figli non vengono cresciuti dagli stessi genitori, oppure i matrimoni misti, che non si capisce se andrebbero definiti per nazionalità o per appartenenza religiosa, ma sicuramente possono presentare sia rischi ma anche opportunità. per quanto riguarda i rischi si sono verificati molti casi in cui i genitori non vogliono che un figlio si sposi con uno “straniero” soprattutto se proviene da un paese di immigrazione; oppure che nella coppia non si riesca a dialogare sulle proprie aspettative, sui propri desideri ho paura e sulle esperienze vissute nella propria famiglia d'origine e che quindi non si crea un clima di rispetto reciproco; oppure ci sono problemi Legati ai preconcetti e alle discriminazioni sociali. Per quanto riguarda invece gli aspetti positivi sono le possibilità di confrontare le culture diverse favorendo la crescita e l’arricchimento dei propri valori e di avere rispetto per l’alterità. invece se consideriamo il punto di vista del bambino straniero adottato da una coppia senza figli, si parla di adozione internazionale, ai genitori adottivi si chiede principalmente di rispettare le radici culturali del bambino e di sostenerlo cercando di far sviluppare il lui una nuova identità etnica e culturale che si ispira ai valori della diversità e che allo stesso tempo non cancelli la sua storia e le sue origini. 1.1 cambiamenti in seguito alle migrazione e dinamiche familiari per quanto riguarda la situazione delle famiglie straniere nel momento in cui emigrano in un nuovo paese possono attraversare diverse fasi che possono destabilizzare i membri della famiglia per il conseguente distacco dal suo luogo di origine, perché ogni famiglia si trova di fronte al compito di individuare delle strategie di coping, cioè la gestione gli eventi stressanti, sia per affrontare nuove sfide ma anche per entrare in sintonia con la nuova cultura. i motivi potrebbero essere sia la difficoltà di comprensione della nuova lingua, la mancanza di contatti con le persone più care, la difficoltà nel conoscere nuove persone. affinché questi disagi vengano sentiti meno dalle famiglie emigranti la risposta può essere fornita solo dalla pedagogia perché occorre riflettere su quali siano le modalità migliori per poter riconoscere i rischi e le opportunità per fronteggiare al meglio le nuove sfide che vengono imposte dalla società Ed è proprio dalla società multiculturale che bisogna ricominciare dalla famiglia. due. educazione interculturale in famiglia continuando dal paragrafo precedente. proprio perché l'origine della vita avviene in famiglia, nell’ambiente domestico, che garantisce la crescita sociale, l'acquisizione di valori, delle regole e dei comportamenti e la famiglia costituisce il primo luogo in cui si svolge il processo di civilizzazione e di umanizzazione della persona.
sul piano giuridico il ruolo della famiglia è stato riconosciuto dall'uomo nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo in quanto sancisce che la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto di essere protetta dalla società e dallo Stato. 2.1 formazione interculturale quindi è necessario acquisire competenze educative di natura interculturale principalmente nell'ambiente domestico In modo tale da sviluppare una buona capacità di dialogo , di ascolto di comprensione nei confronti dell'alterità promuovendo una corretta educazione alla coscienza etnica, al pluralismo, alla legalità e al rispetto dei limiti perché non può esserci educazione interculturale senza che ci siano regole stabilite e condivise che permettono di conoscere i fini che si vogliono perseguire e i mezzi appropriati che si vogliono scegliere. 2.2 interventi e supporti concreti oltre al piano educativo e formativo interculturale la famiglia necessità di altre forme di sostegno sia sul piano giuridico legislativo, quindi la famiglia che ha dei diritti e dei doveri; sia sul piano economico finanziario che offre supporti economici e sgravi fiscali, sul piano psicologico quindi un sopporto tra genitori e figli che entrano in uno stato di crisi. per esempio rispetto alla situazione delle famiglie immigrate o famiglie che vivono in uno stato di povertà, sono necessari aiuti che concedono una casa, proposte di lavoro, assistenza sanitaria, perché non è pensabile che in una società civile e democratica i cittadini che vivono nel rispetto delle regole possono vivere senza questi supporti. competenze interculturali in famiglia. tutte le famiglie si possono definire multiculturali quando in essa sono presenti soggetti con nazionalità, etnie, culture diverse e che necessitano di un'educazione e di competenze interculturali in famiglia, Come per esempio promuovere nell’ambiente domestico la comunicazione, il Rispetto, il decentramento culturale, saper gestire stereotipi e pregiudizi, conflitti e aggressività, In modo tale che questi non sfocino nella violenza ma che gestendoli con l'ascolto, il dialogo e il confronto si può garantire lo sviluppo sano della persona. bisogna educare anche le emozioni e sentimenti, i genitori dovrebbero permettere ai propri figli di sviluppare capacità di fiducia, di curiosità, di intenzionalità e Cooperazione In modo tale da riuscire a creare legami affettivi con altre persone e avere sempre la gioia, il coraggio di vivere e fiducia nella vita nei confronti del mondo esterno. In conclusione, in famiglia è importante creare un clima di amore, gratitudine e perdono in modo che ci sia Armonia con il mondo fisico e sociale che ci circonda. capitolo 5 pedagogia interculturale a scuola. La prima CIRCOLARE MINISTERIALE MOLTO IMPORTANTE NELLA QUALE SI PARLA SPECIFICATAMENTE DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE E’ LA n. 205 DEL 1990 la quale esplicita che NELLA SCUOLA SI DEVONO PROMUOVERE PERCORSI DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE A PRESCINDERE DALLA PRESENZA DI RAGAZZI CHE APPARTENGONOA A culture diverse. le scuole di tutto il mondo sono diventate multicolori e multiculturali vale a dire che gli insegnanti insieme alle famiglie hanno un ruolo fondamentale nel riuscire ad assumere atteggiamenti di comprensione e accettazione, sostegno e fiducia nei confronti degli alunni stranieri, senza trasmettere stereotipi e pregiudizi, e saper gestire bene le differenze culturali. quindi si propone una scuola inclusiva, aperta a tutti e che promuove il dialogo, che valorizzi le differenze e che abbia al suo centro gli studenti, il loro benessere, i loro diritti umani e la loro cittadinanza democratica. si tratta di una vera e propria rivoluzione del pensiero che vada a modificare le forme mentis di politici, ricercatori, educatori, insegnanti e alunni focalizzando l'attenzione alla relazione e promuovendo nella scuola un clima di apertura e dialogo; Che focalizzi l'attenzione sull'integrazione attraverso strategie Mirate degli alunni stranieri presenti; l'attenzione sulle conoscenze nell'insegnamento disciplinare e interdisciplinare. secondo Portera la scuola però si presenta impreparata per quanto riguarda l’accoglienza scolastica multiculturale, perché in Italia nonostante le numerose leggi a favore dell'educazione interculturale non c'è una sufficiente formazione degli insegnanti perché ancora non è stato elaborato un modello né sul piano politico, né sul piano culturale per quanto riguarda il pluralismo. quindi la scuola si ritrova a gestire la presenza di alunni immigrati in termini di emergenza ed è sempre più necessario un investimento nella pedagogia e nella didattica interculturale, proprio perché dalle ultime ricerche è stato constatato che quando l'educazione interculturale viene correttamente applicata in classe diventa fonte di aiuto Non solo per gli
processi di inclusione e integrazione e quello di cittadinanza. la cittadinanza rappresenta lo status di un cittadino che è legato giuridicamente ad uno stato, ma nel diritto la parola straniero si utilizza per coloro che non hanno una cittadinanza. per la pedagogia è molto importante che è una persona che viva in una società si senta integralmente parte di quella società, avendo riconosciuti gli stessi diritti civili, la residenza o la tutela sociale sanitaria. Ma questi riconoscimenti vengono negati a molti e quindi per la pedagogia occorre che ci sia una cittadinanza che promuove le pari opportunità per tutti, e di conseguenza propone una cittadinanza democratica. Il Consiglio d'Europa riconosce all'educazione il ruolo fondamentale per il raggiungimento dei diritti umani Che consente agli uomini di esercitare E difendere i loro diritti e le loro responsabilità Democratiche in una società. un approccio educativo interculturale consentirebbe di attuare una rivoluzione di pensiero che vada a modificare la forma mentis sia dei cittadini e dei politici stimolandoli sempre di più a comprendere e gestire i fenomeni locali e globali non in termini di potere, ma in termini di arricchimento, di vero benessere culturale e sociale di tutti i cittadini. Inno alla gioia e al sorriso. nella società complessa e multiculturale è necessario apprendere il riconoscimento e la gestione di emozioni e sentimenti. vivere bene significa che tutti i soggetti coinvolti possono avere le possibilità di crescere è attraverso l'intelligenza emotiva si deve acquisire la capacità di motivare se stessi per poter raggiungere degli obiettivi e riuscire a superare le frustrazioni. purtroppo Nelle società occidentali le emozioni sono considerate marginali e non considerano la grande potenzialità che potrebbero assumere per ogni singola persona in un contesto soprattutto multiculturale perché le emozioni assumono un carattere sociale nel senso che sono presenti in tutti gli esseri umani che rispondono per tutti allo stesso modo e quindi saper leggere e comunicare le proprie emozioni i propri sentimenti potrebbe favorire la vita non solo a scuola in famiglia ma anche al lavoro e nella società civile. tra le varie emozioni, La gioia è sicuramente l'emozione migliore per poter superare tutte le crisi le paure e le catastrofi, grazie al sorriso. l'importanza del sorriso per filosofi, poeti e psicologi genera effetti che favoriscono il benessere psicofisico, le relazioni, il senso critico e la creatività riducono le tensioni, le frustrazioni e l'aggressività. educare nella complessità sociale. 1.1 un'educazione complessa. l'educazione deve essere intesa come un processo dinamico che accompagna l'uomo verso la costruzione della sua personalità in quanto Dalla sua nascita non ha Fattori genetici o ambientali già costituiti ma che deve imparare ad auto costituire utilizzando tutti gli strumenti che la cultura a cui appartiene gli offre. quindi gli uomini non sono solo dei contenitori da riempire ma sono delle persone con delle potenzialità innate Da perfezionare infatti Raynieri afferma che tutti gli uomini sono perfettibili proprio perché la perfettibilità è la condizione che accomuna tutti gli uomini e ognuno nasce imperfetto ma perfettibile e quindi con un bagaglio di potenzialità da sviluppare e da mettere in gioco e non esistono persone che non hanno possibilità di migliorarsi. detto ciò, è Grazie all'educazione che l'uomo può formarsi ed essere libero, autonomo, critico e creativo. però senza l'educatore, senza il maestro, non avrebbe la possibilità di educarsi, perché Innanzitutto il verbo educo significa estrarre, tirare fuori, far crescere e quindi la parola educazione può assumere significati diversi a seconda del contesto il quale si riferisce, infatti l'educazione può essere relazione educativa, luogo educativo, strumento educativo, contesto educativo, fine educativo e sistema educativo. 1.2 la relazione educativa tra autorità e libertà. l'educazione può essere definita relazione quando si presenta una situazione che relega, quindi che tiene insieme, due o più persone e in questo caso si intende la relazione che deve esserci tra l'educatore e l'educando, in quanto l'educatore deve rispettare la natura dell'educando e cercare di garantire la sua formazione assumendo una figura familiare che sia autorevole e competente Ma che non cerchi di soggiogare l'educando Ma che lo solleciti a partecipare al proprio processo di crescita. L’educazione deve essere intesa come relazione
bilaterale sbilanciata e reciproca perché l'educatore e l'educando condividono un percorso formativo e Sì migliorano reciprocamente anche se si trovano su piani cognitivi diversi. l'educatore educa ma allo stesso tempo viene educato dalla relazione che ha con l'educando che contribuisce alla crescita personale di entrambi 1.3 i luoghi dell'educazione. nella società globale di oggi tutti i luoghi dell'educazione possono essere ambienti educativi proprio perché si ritiene che l'apprendimento duri per tutta la vita (lifelong learning e lifewide Learning, l’apprendimento diffuso) e quindi non solo la scuola è il luogo primario destinato all'educazione per la formazione dell'uomo ma anche tutto ciò che riguarda l’extrascuola e sistemi formali e non formali di apprendimento, che ad oggi costituiscono e il sistema formativo integrato. la scuola, la famiglia, il lavoro e tutte le agenzie educative presenti sul territorio sono considerate ambienti di apprendimento perché riescono a promuovere esperienze significative che permettono all'uomo di coltivare i propri interessi, crescere e perfezionarsi. 1.4 i contenuti e gli strumenti dell'educazione. per poter realizzare i fini proposti, La professionalità operativa dell'educatore è legata alla capacità di utilizzare gli strumenti adeguati per poter rispondere al meglio ai bisogni educativi specifici dell'educando e che si basano sulla progettazione e sulla valutazione degli interventi, che devono essere coordinati per poi poter raccogliere i dati, quindi l'educatore quando deve avere anche una sviluppata capacità interpretativa e razionale che risponda ai bisogni dell'educando, elaborando percorsi educativi che favoriscono l'empowerment personale 1.5 l'educazione come fine In modo tale che l'educazione possa condurre l'educando alla sua piena realizzazione imparando a conoscere, per imparare a fare e a vivere con gli altri, Infine per imparare ad essere uomini capaci di vivere nella società complessa, sviluppando un pensiero autonomo e critico che permetta di prendere decisioni per la propria vita e contribuire in maniera creativa alla costruzione del mondo. 1.5 promuovere la libertà personale e sociale uno dei temi principali di studio della pedagogia è la libertà, sia Perché ontologicamente è presente nell'essere umano e sia perché l'uomo nasce Libero. Anche se spesso la libertà potrebbe essere fraintesa perché magari potrebbe significare che l’uomo non ha alcuna condizione da rispettare ed è libero di fare ciò che vuole, invece va sempre Intesa che l'uomo deve conoscere le condizioni in cui si trova e che la libertà di un uomo finisce quando entra nella dimensione dell'altro, nel senso che, secondo l'educazione, deve consentire all'uomo di perseguire sia il bene individuale che il bene comune. secondo Agazzi l'uomo deve seguire un processo educativo Per quanto riguarda l'umanizzazione che serve all'uomo per promuovere lo sviluppo armonico per la persona; di socializzazione che permette l’inserimento individuale nella socialità; di civilizzazione che permette l'apprendimento della cultura di una società attraverso la pratica educativa. 1. educare il pensiero critico. un'educazione che vuole rendere gli uomini liberi deve educare gli uomini al pensiero critico, cioè al pensiero ragionevole e riflessivo che sia in grado di tenere presenti tutti i punti di vista che non possono sempre avere una soluzione condivisa Ma che poi possa decidere che cosa credere o fare in quanto si riesce a capire il perché delle cose. pedagogia familiare. uno dei nuovi ambiti di interesse e di studio della pedagogia riguarda il sostegno alla genitorialità. la famiglia ha un ruolo fondamentale nella vita del bambino e se sosteniamo che il contesto nel quale il bambino vive e i suoi i suoi genitori, sosteniamo anche i bambini, facilitando il loro processo di sviluppo. È importante sostenere i genitori nell'educazione dei propri figli perché potrebbero vivere uno smarrimento nella crescita di un figlio. La famiglia è una struttura che permette di leggere la società stessa perché se una famiglia sta bene è simbolo che la società sta bene. la pedagogia familiare pone molta attenzione soprattutto nell'ambiente domestico e il fattore educativo. studia la realtà domestica come luogo primario dell'educazione dell'uomo perché la famiglia è il primo luogo di umanizzazione della persona, cioè è il
sono aspetti fondamentali per lo sviluppo sociale ed economico perché se lo sviluppo non viene permesso nelle diverse fasi della vita, i vissuti di quel momento non torneranno mai più.