






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La PEDAGOGIA SPERIMENTALE, nasce a cavallo tra l’800 e il ‘900 per portare il metodo scientifico nell’ambito educativo, in particolare il suo oggetto di studio rimandava all’educazione del bambino in contesti formali. Il termine sperimentale, designava un intervento deliberato in una situazione controllata, molto simile a ciò che avveniva in laboratorio per le discipline scientifiche. La pedagogia sperimentale, allo stato attuale, ha assunto un significato polisemico che si lega alla valutazione educativa.
Tipologia: Dispense
1 / 12
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







educativo, in particolare il suo oggetto di studio rimandava all’educazione del bambino in contesti formali. Il termine sperimentale, designava un intervento deliberato in una situazione controllata, molto simile a ciò che avveniva in laboratorio per le discipline scientifiche. La pedagogia sperimentale, allo stato attuale, ha assunto un significato polisemico che si lega alla valutazione educativa. Vediamo come la valutazione diventa una pratica sociale da un lato ( noi valutiamo sempre) e una disciplina dall’altra. È fatto indiscusso che nella nostra vita siamo portati ad un continuo giudizio e ad una continua valutazione. Nel caso specifico della valutazione in ambito delle scienze umane e sociali, vediamo come sia diventata da un lato la: PSICOMETRIA: dove racchiudiamo all’interno gli strumenti per misurare l’intelligenza, la comprensione; e dall’altro la DOCIMOLOGICA: lo studio dei criteri scientifici di valutazione negli esami e nei concorsi. La pedagogia sperimentale si colloca nell’ambito della persona con lo scopo di puntare all’apprendimento permanente per acquisire benessere PRO SOCIALE. Nel corso abbiamo attraversato 4 macro aree:
Il tema dell’intersoggettività della valutazione viene sviluppato attraverso l’idea di complessità dell’agire comunicativo e formativo e richiede sia interattività e riflessività di tutti gli attori coinvolti nel processo quali : i docenti, gli studenti, gli stockholders. Cè una natura relazionale dell’agire educativo, esso è un agire relazionale tra persone quindi è un agire comunicativo ed un agire didattico, il quale è un processo di comunicazione: ci si incontra con i docenti, con i collghi; si è all’interno di un processo di comunicazione che significa mettere in comune ciò che si ha, ciò che si dice, comprendersi. L’intersoggettività della valutazione è la coincidenza tra DECISORE E VALUTATORE, quindi essa si delinea come un particolare processo di negoziazione sociale. Come afferma Vertecchi, “la valutazione deve farsi INTERATTIVA per valutare le prestazioni, per analizzare le variabili della persona, degli ambienti “. Con il termine intersoggettività, significa che i giudizi che dobbiamo dare come valutazione, interpellano la personalità, la sensibilità,l’esperienza, la cultura, le credenze delle persone implicate nell’azione educativa. Quando la valutazione educativa si trasforma in una valutazione istituzionalizzata attraverso atti formalmente deliberati ed organizzati, come un esame, essa assume un ruolo etico e politico; vi è una responsabilità etica in chi valuta e in chi è valutato. più precisamente l’intersoggettività della valutazione contribuisce a regolare la produzione e il mercato di beni e servizi a livello sociale e garantisce il funzionamento del sistema politico ed economico; ogni volta che si fa formazione vi è la responsabilità delle persone che vengono preparate e vengono messe nel campo del lavoro e nella società. Punto importante è quello del concetto PEDAGOGICO DI VALUTAZIONE, dove con il termine POLISEMIA, intendiamo ciò che può essere interpretato in diversi modi. Dal greco POLIS ( molti) / LOGOS ( significato). Essa è una caratteristica effettiva della valutazione educativa, ciò che può essere interpretato in diversi modi a seconda delle variabili considerate, quando cè una relazione tra persone, l’interpretazione che diamo alla valutazione è un’interpretazione di natura polisemica; perché nel valutare comparo, la realtà che ho di fronte ( referè) con la realtà ideale ( referent), ogni attore ha una propria valutazione, quindi i diversi approcci teorici possono trovare una unità in una teoria multi referenziale del criterio che io uso per valutare ( ad esempio, in una prova scritta si usa come realtà ideale una risposta perfetta senza errori) Quindi la valutazione educativa ha una certa RESPONSABILITA’ in quanto crea figure professionali in linea con le richieste del mercato , ciò che si apprende infatti ha effetti sul sistema formativo, economico e sociale; più precisamente l’intersoggettività della valutazione Per la prof: la ricerca valutativa è un processo di raccolta e analisi dei fatti, lo scopo è attribuire valori e non giudizi. La valutazione dell’efficacia valuta gli esiti in funzione di obiettivi, bisogni finalità che sono alla base di un intervento, vi è un efficacia esterna cioè sociale, che è la capacità di rispondere ad un bisogno e l’efficacia interna , cioè gestionale che riguarda la capacità di raggiungere obiettivi e risultati attesi. La valutazione dell’efficienza riguarda il rapporto tra mezzi e risorse impiegate, non solo economiche e risultati raggiunti. Le caratteristiche di una buona valutazione: validità dei test che devono misurare ciò che intendono misurare, coerenza e affidabilità. Il contenuto dei test deve corrispondere agli obiettivi educativi. Due tipi di conoscenza: 1) opinione è fondata sui sensi; 2) scienza fondata sulla ragione ossia il pensiero incorrutibile, il grado di massima certezza. La ricerca scientifica è un processo collettivo e creativo di scoperta che implica due concetti: il controllo fondato sul concetto di pubblicità e ripetibilità e la cumulatività, cioè l’accumulazione sistematica di conoscenza. Newton dice “ se ho visto più lontano è perché stavo sulle spalle dei giganti” e nasce dall’esperienza degli altri La ricerca valutativa è un’attività di ricerca scientifica in cui scopo è raccogliere informazioni condivisibili verificabili e confutabili. Un metodo scientifico lo è quando ha un processo logico in relazione con teorie, dati ( teoria = insieme di concetti collegati attraverso fili che sono i termini) Il paradigma è un termine di paragona, una guida, dal greco PARA “ oltre” DEIGMA cioè mostrare. Platone lo definisce modello, Aristotele esempio.
Ma la dimensione assiologica tra valutazione ed equità ci deve rendere chiaro che L’UGUAGLIANZA DI OPPORTUNITA’ dipende dalle individualizzazioni degli apprendimenti e dalla personalizzazione dei traguardi. Significa anche che in questa linea il CONCETTO DI INCLUSIONE non vuol dire adattamento delle persone (es di chi è disabile) ma promuovere l’inclusione di tutti tenendo conto delle caratteristiche psichiche e fisiche o di appartenenza etico-sociale delle persone, attraverso insegnanti di sostegno, tutor specializzati ecc. Dimensione epistemologica: COME VALUTO? il termine EPISTEMA deriva dal greci e significa CONOSCENZA SCIENTIFICA, si focalizza su 3 paradigmi da cui trarre i criteri per valutare. se cambio il paradigma di riferimento, cambia anche il modello di valutazione:
Si cerca di capire perché non funziona un corso; il rischio è quello della standardizzazione e autosoddisfazione, siamo tutti bravi, ma poi cè qualcuno che è più bravo di noi, si valuta la qualità. modello metafora funzione categoria focus funzionalista Cibernetica Orientativa , nel senso che tutte le informazioni vengono date agli studenti diagnostica procedure Stenppleam ha individuato 4 indicatori a cui far riferimento per prendere decisioni: MODELLO CUP
- normativo , costruito in funzione degli apprendimenti situati e del miglioramento delle prestazioni - Criteriale , Standard nazionale di prestazioni minime in termini di conoscenze, abilità e competenze - Personale, il livello delle prestazioni siete in relazione alle aspettative dei singoli. In ambito internazionale si distinguono: standard di contenuto e di performance e standard minimo: soglia al di sotto del quale non deve stare nessuno standard regolare : definiti attraverso i risultati medi della popolazione standard massimi: corrisponde ad un ideale educativo In Italia manca una definizione di standard di prestazioni minime ma, vengono indicate liste di contenuti divise in conoscenze, abilità e competenze. Nell’università pur applicando i descrittori di Dublino ai risultati attesi dal corso di laurea, non ci sono prove oggettive per poter misurare i livelli di acquisizione delle competenze trasversali e disciplinari. Dimensione referenziale/ ontologica : risponde alla domanda che cosa valuto? Valutiamo il prodotto dell’apprendimento facendo riferimento alle prestazioni in termini di conoscenza, abilità e competenza. Come ad esempio la prestazione lavorativa di una persona Innanzitutto bisogna fare una premessa che per valutare le prestazioni dobbiamo valutare prima i mediatori didattici cioè i materiali didattici. abbiamo quattro tipi di materiali didattici: 1) Scritti : i libri 2) Audiovisivi : materiali didattici prima su supporto analogico, e poi digitale, trasmissione di immagini, suoni, video. Per questo che il ‘900 è chiamato secolo dei MEDIA 3) software : comprendono una multimedialità degli ambienti ipertestuali ipermediale strutturati didatticamente on line, con cd, dvd, forum 4) e risorse di rete , le open educational resources, quelle che nascono come educative, risorse che vengono utilizzati per conoscere e per assicurare un apprendimento permanente La valutazione dei materiali didattici si è posta come problema tra gli anni 70 e 80 con l’ingresso dei materiali audiovisivi all’interno della didattica; ma si è visto che avevano una buona relazione con la funzione didattica in quanto motivavano, favorivano la discussione, descrivono fatti ed esperienze attraverso audio video. Successivamente l’avvento del Web 2.0 di social network hanno richiesto un adattamento della valutazione ed è nata l’information literacy pratica specifica che si occupa di discriminare l’attendibilità e l’autorevolezza Dei documenti diffusi in rete. questa riflessione del cambiamento di quelli anche che sono i mediatori didattici porta alla necessità di un’educazione nei confronti di media fin da bambini per cui parliamo di media Education. PRODOTTO FORMATIVO segue le linee EQF EuropeanQualificationFramework adottato in Italia Sappiamo che per la European Qualification Framework quadro adottato anche dall’Italia, · le conoscenze si articolano in dichiarative e procedurali (di cosa parlo e come si fa) · le abilità si distinguono in cognitive e tecnico-operative · le competenze in termini di autonomia e responsabilità rinviando alle c.d. competenze generiche o trasversali. Successivamente alla valutazione di mediatori didattici bisogna valutare il prodotto formativo , le prestazioni in riferimento alle conoscenze, abilità e competenze:
3 - MODELLO SOCIOCULTURALE Delle competenze distribuite (Engstrom). L’approccio non è né top Down e nè bottom-up ma è innovativo, parte dal contesto d’azione , costituito da una rete di attori. Si parla di ambiente sociale organizzato di pratiche professionali, ci sono responsabilità di tutti e riflessività che servono per migliorare l’organizzazione Le competenze sono distribuite tra le persone. In ogni organizzazione c’è un soggetto che produce un oggetto (la prestazione) per poterlo fare ha bisogno di strumenti e deve seguire le regole dell’organizzazione. i soggetti sono diversi ed ognuno ha una propria competenza. Attraverso la relazione, il confronto, la negoziazione di diversi attori (portatori ognuno di una competenza) si crea il risultato. Dimensione fenomenologica: Risponde alla domanda dove e quando valutare? La valutazione avviene sempre anche in senso stretto della formazione in quanto l’apprendimento e continuo. Per l’appunto parliamo di lifeLong Learning= apprendimento permanente .si apprende sempre e rispetto a quest’ottica sono stati riconosciuti tre contesti quello formale (istituzione scolastica) quello informale e non formale.
E-learning : cioè l’ambiente di apprendimento virtuale sia esso formale, non formale o informale.le ICT ( Information and communication technology) hanno innescato una rivoluzione nei processi di produzione, trasformazione e acquisizione della conoscenza.per l’appunto è nato l’ambiente di apprendimento virtuale. All’interno dell’ e-learning 2.0 i nterviene l’information Literacy , Disciplina che valuta le fonti di informazione reperibili in Internet al fine di evitare il fenomeno delle fake news.il passaggio dall’e-learning all’e-learning 2.0 vede l’innovazione nel fatto che gli utenti diventano attori, autori, Che danno vita a nuove reti sociali informali i cui flussi di dialogo sono determinati dai social, quindi la rete diventa fattore produttivo di apprendimento, agevola lo scambio di pensieri, agevola l’accesso a risorse e servizi e permette collaborazioni a distanza. Da qui emerge che nel valutare L’ e- learning Bisogna valutare le relazioni fra i soggetti. quindi la qualità dell’e-Learning non dipende solo dalle metodologie e tecnologie, dalle collaborazioni ma anche dalle interazioni tra i soggetti. Noi come università telematica siamo qui dentro, il nostro contesto formale e la lezione, quello informale la nostra vita, quello non formale il forum.^5 … apriamo parentesi… Reti sociali del mondo reale= le persone con le quali viviamo, lavoriamo Reti sociali della realtà virtuale= le persone conosciute in Internet Queste reti si intrecciano infatti molto spesso succede che le persone conosciute virtualmente successivamente si conoscono realmente … chiudiamo parentesi ONTOLOGIA deriva da ONTOS che significa essere e LOGOS che significa discorso: DISCORSO SULL’ESSERE. L’ontologia termine complesso e un argomento complesso proprio della filosofia che equivale al discorso sull’essere Hursell definisce la differenza tra: 1)ontologia formale: che studia le strutture ultime in cui la realtà è organizzata, studia l’essere in quanto essere. 2)Ontologia materiale/ applicata: studia la struttura di specifici settori che oggi noi chiamiamo discipline, come la fisica, la biologia La pedagogia non è una scienza esatta, essa ha dei limiti legati anche e soprattutto all'oggetto che studia. È una scienza interpretativa. Lo studio pedagogico ha due anime: