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La Pedagogia Sperimentale e la Valutazione Educativa: Un Approfondimento, Dispense di Pedagogia Sperimentale

La PEDAGOGIA SPERIMENTALE, nasce a cavallo tra l’800 e il ‘900 per portare il metodo scientifico nell’ambito educativo, in particolare il suo oggetto di studio rimandava all’educazione del bambino in contesti formali. Il termine sperimentale, designava un intervento deliberato in una situazione controllata, molto simile a ciò che avveniva in laboratorio per le discipline scientifiche. La pedagogia sperimentale, allo stato attuale, ha assunto un significato polisemico che si lega alla valutazione educativa.

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 11/01/2024

Annalisa2894
Annalisa2894 🇮🇹

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la PEDAGOGIA SPERIMENTALE, nasce a cavallo tra l’800 e il ‘900 per portare il metodo scientifico nell’ambito
educativo, in particolare il suo oggetto di studio rimandava all’educazione del bambino in contesti formali.
Il termine sperimentale, designava un intervento deliberato in una situazione controllata, molto simile a ciò che
avveniva in laboratorio per le discipline scientifiche. La pedagogia sperimentale, allo stato attuale, ha assunto un
significato polisemico che si lega alla valutazione educativa.
Vediamo come la valutazione diventa una pratica sociale da un lato ( noi valutiamo sempre) e una disciplina dall’altra.
È fatto indiscusso che nella nostra vita siamo portati ad un continuo giudizio e ad una continua valutazione. Nel caso
specifico della valutazione in ambito delle scienze umane e sociali, vediamo come sia diventata da un lato la:
PSICOMETRIA: dove racchiudiamo all’interno gli strumenti per misurare l’intelligenza, la comprensione; e dall’altro la
DOCIMOLOGICA: lo studio dei criteri scientifici di valutazione negli esami e nei concorsi.
La pedagogia sperimentale si colloca nell’ambito della persona con lo scopo di puntare all’apprendimento permanente
per acquisire benessere PRO SOCIALE. Nel corso abbiamo attraversato 4 macro aree:
1) Efficacia
2) Consapevolezza di sé
3) Motivazione intrinseca
4) Empowerment
Garantire autoefficacia percepita alla singola persona per una consapevolezza di sè nel confronto con l’altro,
spronando la motivazione intrinseca per contribuire a costruire la comunità, per garantire un empowerment nella
prospettiva ecologica sistemica
E questo perché non esiste nessun intervento educativo che non si concluda con un esame, una prova che attesti ciò
che si è appreso.
Il processo valutativo è un processo TRASVERSALE/ CONTINUO/ PERSONALE, richiede competenze sempre nuove e
nuovi stili di apprendimento.
La conoscenza è l’elemento da cui partire, la vera conoscenza è l’ EPISTEME, la mera conoscenza è la DOXA, quindi la
conoscenza possiamo definirla come quell’insieme di idee, strumenti, pensieri usati soggettivamente per conoscere la
realtà. Il focus si sposta sul modo in cui l’allievo viene messo in condizione di apprendere , e vediamo che con la
nascita delle società cross mediali vengono richiesti nuovi standard, nuove competenze, e si passa a ciò che viene
definita una DIDATTICA TRANSFORMATIVA, dove l’allievo riesce ad apprendere meglio se crea delle mappe sue
cognitive calate nella realtà. l’apprendimento reale riporta la centralità della CULTURA VALUTATIVA; mai perdere di
vista il valore della persona; la VALUTAZIONE incide sull’autostima e sull’idea che uno studente crea di sé.
Gli oggetti della valutazione sono detti EVALUANDI, e bisogna sapere quali fatti valutare, cosa valutare, chi valutare.
L’educational evaluation ( valutazione educativa) sposta il paradigma della ricerca dalla verifica degli apprendimenti
ad un sistema di valutazione COMPLESSO E INDIFFERENZIATO, che include programmi, processi, risulta funzionali, alle
strategie di ottimizzazione dell’offerta formativa, spostando l’attenzione anche alla formazione certificazione delle
competenze acquisite dagli allievi ; una disciplina finalizzata ad emettere giudizi su azioni formative di insegnamento ,
il che significa che le azioni devono essere progettate e svolte prima, funzionali a guidare e sviluppare gli
apprendimenti individuali, sociali e organizzativi nei destinatari.
La valutazione è manifestazione di un potere che non solo riconosce l’acquisizione di competenze e conoscenze, ma
le certifica e rilascia una qualifica ai fini lavorativi
È importante valutare, se noi non valutiamo i risultati non distinguiamo i successi dai fallimenti e se non distinguiamo
questo non possiamo premiare i successi e correggere gli insuccessi.
La VALUTAZIONE ha a che fare con la relazione tra PERSONA E SAPERE.
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Prof de giuseppe: il fatto educativo è la pratica dell’educare, ossia un atto intenzionale
L’agire educativo è l’azione mediata da relazioni interpersonali
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la PEDAGOGIA SPERIMENTALE, nasce a cavallo tra l’800 e il ‘900 per portare il metodo scientifico nell’ambito

educativo, in particolare il suo oggetto di studio rimandava all’educazione del bambino in contesti formali. Il termine sperimentale, designava un intervento deliberato in una situazione controllata, molto simile a ciò che avveniva in laboratorio per le discipline scientifiche. La pedagogia sperimentale, allo stato attuale, ha assunto un significato polisemico che si lega alla valutazione educativa. Vediamo come la valutazione diventa una pratica sociale da un lato ( noi valutiamo sempre) e una disciplina dall’altra. È fatto indiscusso che nella nostra vita siamo portati ad un continuo giudizio e ad una continua valutazione. Nel caso specifico della valutazione in ambito delle scienze umane e sociali, vediamo come sia diventata da un lato la: PSICOMETRIA: dove racchiudiamo all’interno gli strumenti per misurare l’intelligenza, la comprensione; e dall’altro la DOCIMOLOGICA: lo studio dei criteri scientifici di valutazione negli esami e nei concorsi. La pedagogia sperimentale si colloca nell’ambito della persona con lo scopo di puntare all’apprendimento permanente per acquisire benessere PRO SOCIALE. Nel corso abbiamo attraversato 4 macro aree:

  1. Efficacia
  2. Consapevolezza di sé
  3. Motivazione intrinseca
  4. Empowerment Garantire autoefficacia percepita alla singola persona per una consapevolezza di sè nel confronto con l’altro, spronando la motivazione intrinseca per contribuire a costruire la comunità, per garantire un empowerment nella prospettiva ecologica sistemica E questo perché non esiste nessun intervento educativo che non si concluda con un esame, una prova che attesti ciò che si è appreso. Il processo valutativo è un processo TRASVERSALE/ CONTINUO/ PERSONALE, richiede competenze sempre nuove e nuovi stili di apprendimento. La conoscenza è l’elemento da cui partire, la vera conoscenza è l’ EPISTEME, la mera conoscenza è la DOXA, quindi la conoscenza possiamo definirla come quell’insieme di idee, strumenti, pensieri usati soggettivamente per conoscere la realtà. Il focus si sposta sul modo in cui l’allievo viene messo in condizione di apprendere , e vediamo che con la nascita delle società cross mediali vengono richiesti nuovi standard, nuove competenze, e si passa a ciò che viene definita una DIDATTICA TRANSFORMATIVA, dove l’allievo riesce ad apprendere meglio se crea delle mappe sue cognitive calate nella realtà. l’apprendimento reale riporta la centralità della CULTURA VALUTATIVA; mai perdere di vista il valore della persona; la VALUTAZIONE incide sull’autostima e sull’idea che uno studente crea di sé. Gli oggetti della valutazione sono detti EVALUANDI, e bisogna sapere quali fatti valutare, cosa valutare, chi valutare. L’educational evaluation ( valutazione educativa) sposta il paradigma della ricerca dalla verifica degli apprendimenti ad un sistema di valutazione COMPLESSO E INDIFFERENZIATO, che include programmi, processi, risulta funzionali, alle strategie di ottimizzazione dell’offerta formativa, spostando l’attenzione anche alla formazione certificazione delle competenze acquisite dagli allievi ; una disciplina finalizzata ad emettere giudizi su azioni formative di insegnamento , il che significa che le azioni devono essere progettate e svolte prima, funzionali a guidare e sviluppare gli apprendimenti individuali, sociali e organizzativi nei destinatari. La valutazione è manifestazione di un potere che non solo riconosce l’acquisizione di competenze e conoscenze, ma le certifica e rilascia una qualifica ai fini lavorativi È importante valutare, se noi non valutiamo i risultati non distinguiamo i successi dai fallimenti e se non distinguiamo questo non possiamo premiare i successi e correggere gli insuccessi. La VALUTAZIONE ha a che fare con la relazione tra PERSONA E SAPERE. 1 (^1) Prof de giuseppe: il fatto educativo è la pratica dell’educare, ossia un atto intenzionale L’agire educativo è l’azione mediata da relazioni interpersonali

Il tema dell’intersoggettività della valutazione viene sviluppato attraverso l’idea di complessità dell’agire comunicativo e formativo e richiede sia interattività e riflessività di tutti gli attori coinvolti nel processo quali : i docenti, gli studenti, gli stockholders. Cè una natura relazionale dell’agire educativo, esso è un agire relazionale tra persone quindi è un agire comunicativo ed un agire didattico, il quale è un processo di comunicazione: ci si incontra con i docenti, con i collghi; si è all’interno di un processo di comunicazione che significa mettere in comune ciò che si ha, ciò che si dice, comprendersi. L’intersoggettività della valutazione è la coincidenza tra DECISORE E VALUTATORE, quindi essa si delinea come un particolare processo di negoziazione sociale. Come afferma Vertecchi, “la valutazione deve farsi INTERATTIVA per valutare le prestazioni, per analizzare le variabili della persona, degli ambienti “. Con il termine intersoggettività, significa che i giudizi che dobbiamo dare come valutazione, interpellano la personalità, la sensibilità,l’esperienza, la cultura, le credenze delle persone implicate nell’azione educativa. Quando la valutazione educativa si trasforma in una valutazione istituzionalizzata attraverso atti formalmente deliberati ed organizzati, come un esame, essa assume un ruolo etico e politico; vi è una responsabilità etica in chi valuta e in chi è valutato. più precisamente l’intersoggettività della valutazione contribuisce a regolare la produzione e il mercato di beni e servizi a livello sociale e garantisce il funzionamento del sistema politico ed economico; ogni volta che si fa formazione vi è la responsabilità delle persone che vengono preparate e vengono messe nel campo del lavoro e nella società. Punto importante è quello del concetto PEDAGOGICO DI VALUTAZIONE, dove con il termine POLISEMIA, intendiamo ciò che può essere interpretato in diversi modi. Dal greco POLIS ( molti) / LOGOS ( significato). Essa è una caratteristica effettiva della valutazione educativa, ciò che può essere interpretato in diversi modi a seconda delle variabili considerate, quando cè una relazione tra persone, l’interpretazione che diamo alla valutazione è un’interpretazione di natura polisemica; perché nel valutare comparo, la realtà che ho di fronte ( referè) con la realtà ideale ( referent), ogni attore ha una propria valutazione, quindi i diversi approcci teorici possono trovare una unità in una teoria multi referenziale del criterio che io uso per valutare ( ad esempio, in una prova scritta si usa come realtà ideale una risposta perfetta senza errori) Quindi la valutazione educativa ha una certa RESPONSABILITA’ in quanto crea figure professionali in linea con le richieste del mercato , ciò che si apprende infatti ha effetti sul sistema formativo, economico e sociale; più precisamente l’intersoggettività della valutazione Per la prof: la ricerca valutativa è un processo di raccolta e analisi dei fatti, lo scopo è attribuire valori e non giudizi. La valutazione dell’efficacia valuta gli esiti in funzione di obiettivi, bisogni finalità che sono alla base di un intervento, vi è un efficacia esterna cioè sociale, che è la capacità di rispondere ad un bisogno e l’efficacia interna , cioè gestionale che riguarda la capacità di raggiungere obiettivi e risultati attesi. La valutazione dell’efficienza riguarda il rapporto tra mezzi e risorse impiegate, non solo economiche e risultati raggiunti. Le caratteristiche di una buona valutazione: validità dei test che devono misurare ciò che intendono misurare, coerenza e affidabilità. Il contenuto dei test deve corrispondere agli obiettivi educativi. Due tipi di conoscenza: 1) opinione è fondata sui sensi; 2) scienza fondata sulla ragione ossia il pensiero incorrutibile, il grado di massima certezza. La ricerca scientifica è un processo collettivo e creativo di scoperta che implica due concetti: il controllo fondato sul concetto di pubblicità e ripetibilità e la cumulatività, cioè l’accumulazione sistematica di conoscenza. Newton dice “ se ho visto più lontano è perché stavo sulle spalle dei giganti” e nasce dall’esperienza degli altri La ricerca valutativa è un’attività di ricerca scientifica in cui scopo è raccogliere informazioni condivisibili verificabili e confutabili. Un metodo scientifico lo è quando ha un processo logico in relazione con teorie, dati ( teoria = insieme di concetti collegati attraverso fili che sono i termini) Il paradigma è un termine di paragona, una guida, dal greco PARA “ oltre” DEIGMA cioè mostrare. Platone lo definisce modello, Aristotele esempio.

Ma la dimensione assiologica tra valutazione ed equità ci deve rendere chiaro che L’UGUAGLIANZA DI OPPORTUNITA’ dipende dalle individualizzazioni degli apprendimenti e dalla personalizzazione dei traguardi. Significa anche che in questa linea il CONCETTO DI INCLUSIONE non vuol dire adattamento delle persone (es di chi è disabile) ma promuovere l’inclusione di tutti tenendo conto delle caratteristiche psichiche e fisiche o di appartenenza etico-sociale delle persone, attraverso insegnanti di sostegno, tutor specializzati ecc. Dimensione epistemologica: COME VALUTO? il termine EPISTEMA deriva dal greci e significa CONOSCENZA SCIENTIFICA, si focalizza su 3 paradigmi da cui trarre i criteri per valutare. se cambio il paradigma di riferimento, cambia anche il modello di valutazione:

  1. Paradigma neo positivista: la valutazione corrisponde alla misurazione quantitativa certificativa dei risultati sugli apprendimenti, con relativo studio delle variabili Il modello che emerge è quello razionalista, secondo il quale con una buona programmazione dell’intervento formativo è possibile predire sia gli effetti che i miglioramenti attraverso misurazioni quantitative delle variabili indipendenti e dipendenti. Focus sul prodotto, e anche se privilegia una misura razionale , quando si parla di persona la razionalità NON esiste La metafora che meglio si addice è quella docimologica, deriva dal greco DOMOS= esame, in quanto si fa una valutazione quantitativa e oggettiva attraverso prove, esami Una valutazione docimologica in campo educativo comporta un insegnamento puramente espositivo da parte del docente con una comunicazione unidirezionale dall’insegnante al discende e per quest’ultimo avremo una apprendimento ADATTIVO, arraggiando ciò che conosce alla comunicazione unidirezionale. La valutazione degli apprendimenti degli allievi viene fatta attraverso misurazioni definite: mistery learning, quella strategia di misurazione che prevede di dividere un insegnamento in unità; ogni unità prevede la spiegazione , verifica dalla quale si valuta il livello di apprendimento. Questa divisione privilegia una VALUTAZIONE SOMMATIVA ( 6 +6 +5+ sommo e faccio la media ed ho il risultato finale) modello metafora funzione categoria focus razionalista Docimologica Certificativa ( valutazione finale riguardante l’interno percorso) sommativa Sul prodotto 2) Paradigma pragmatista: LA valutazione è vista come gestione delle procedure organizzative, garantendo la qualità formativa a tutti gli stockholders interni ed esterni Paradigma chiamato interazionista , parte dal punto che il valore è da ricercare nell’esperienza educativa e nella qualità delle sue interazioni comunicative, la valutazione è vista come gestione delle procedure organizzative, per garantire il raggiungimento degli standard formativi definiti. E il raggiungimento degli standard formativi dipende da tutte le procedure messe in campo, le quali devono funzionare BENE.. è un modello FUNZIONALISTA deve funzionare tutta l’organizzazione ( docenti, amministrativa) per cui il risultato finale sarà riferito alla BUONA OPERATIVITA’ dell’organizzazione. La metafora che meglio si addice è la CIBERNETICA ( La parola si riferisce al comandante delle navi che comandava in modo giusto),nell’accezione più moderna fa riferimento alla costruzione di macchinari tecnologici che registrano ciò che avviene nell’organizzazione.

Si cerca di capire perché non funziona un corso; il rischio è quello della standardizzazione e autosoddisfazione, siamo tutti bravi, ma poi cè qualcuno che è più bravo di noi, si valuta la qualità. modello metafora funzione categoria focus funzionalista Cibernetica Orientativa , nel senso che tutte le informazioni vengono date agli studenti diagnostica procedure Stenppleam ha individuato 4 indicatori a cui far riferimento per prendere decisioni: MODELLO CUP

  • CONTESTO: pianificare programmi in base agli obiettivi in relazione ai bisogno e all’esigenze delle persone inserite nel contesto
  • INPUT-ENTRATA: strutturare il programma in base alle risorse umane e finanziarie a disposizione
  • PROCESSO: implementare il programma e registrare ciò che avviene per apportare miglioramenti
  • PRODOTTO: la valutazione prevede il confronto tra risultato raggiunto e risultato atteso _Valutazione diagnostica centrata sulla gestione degli apprendimenti, dei programmi e finalizzata al miglioramento. Docenti e formatori devono stimare la qualità del percorso compiuto GILLET: La valutazione è l’interfaccia porosa tra l’immaginario manageriale e quello educativo
  1. Paradigma COSTRUTTIVISTA:_ il giudizio finale è un’interpretazione che avviene alla fine e tradotto in numero. In quanto osservazione, analisi e interpretazione condivisa delle azioni di insegnamento apprendimento durante il loro svolgimento con funzione regolativa Definito anche “ approccio costruttivista del processo sociale”, parte dal punto che la conoscenza è costruita dall’esperienza di chi apprende e dalla forma di negoziazione sociale. La valutazione educativa è un processo che si fa: PRIMA / DOPO E DURANTE. La valutazione avviene da parte di tutti, quindi parliamo di: eterovalutazione: da parte del docente autovalutazione: da parte di chi apprende mutuavalutazione: tra compagni di corso modello metafora funzione Categoria focus Processuale, in itinere Comunicativa alla base della relazione sociale ce comunicazione regolativa formativa processo e’ un paradigma che mette in evidenzia la COMUNICAZIONE quindi abbiamo una metafora COMUNICATIVA, la categoria è FORMATIVA, che riguarda la valutazione durante l’attività; la funzione è REGOLATIVA attraverso la valutazione durante. Questo processo EVALUATION REGULATION è rappresentabile nella metafora di comunicazione della rete, dove la valutazione evolve come processo di comunicazione e negoziazione. La valutazione porta ad un giudizio finale: rischio di autoreferenzialità: il giudizio dato da tutti vale più di quello oggettivo sul prodotto. I 3 paradigmi non sono escludenti l’uno dell’altro ma vengono integrati attraverso l’asse paradgmatico dei 3 modelli e l’asse sintagmatico delle azioni valutative( misurazione dei prodotti, gestione delle procedure) ( per sintagma si
  • una tecnica ad esempio è l analisi tematica del contenuto narrativo. Ad esempio analizzare il contenuto narrativo cioè fare uno studio approfondito su quei 5studenti e relative difficoltà, da dove vengono, come parlano a casa loro cosa succede etc I metodi quantitativi e qualitativi vengono integrati e si costruisce la dimensione eclettico- critico:
  • l pluralismo e l’integrazione dei metodi permette di parlare dei metodi misti, per trattare della molteplicità delle spiegazioni plausibili. È molto importante riuscire a capire che cosa avviene in itinere, nel programma che si mette in atto, nel processo complessivo, perché ci sono sempre persone che si relazionano tra loro, persone che cambiano nel tempo. Ad esempio cosa avviene nel primo anno di laurea rispetto al secondo e al terzo anno, si attivano tante capacità, se andando avanti ci sono ancora problemi di comprensione e problemi di altra natura, il docente dovrebbe porsi perché gli studenti, pur proseguendo, non hanno avuto miglioramenti. I metodi misti di Greene e Caracelli (1997) sorgono dall’osservazione dei pregi e dei limiti di ciascuno di essi e offrono come soluzione la loro complementarietà e la triangolazione dei metodi per quanto si siano sviluppate. Non si tratta di nuovi approcci, ma utilizzano quelli già in uso. Con la complementarietà si cerca l’approfondimento, arricchimento e chiarimento dei risultati di un metodo attraverso i risultati di un altro. Accresce la validità di costrutti e i risultati sia attraverso la forza dei diversi metodi, sia neutralizzando le distorsioni prodotte da metodi. Invece, la triangolazione studia un fenomeno con l’ausilio di metodi diversi. Ogni metodo ha dei punti deboli e usarne diversi permette di compensare queste mancanze con i punti di forza dei diversi metodi. Si attribuisce maggiore validità ai risultati. Si sviluppa l’approccio dei metodi misti, basati su metodi qualitativi e quantitativi, ma è difficile capire come utilizzarli, per quali scopi o su quali basi teoriche. Dal punto di vista scientifico si parla di triangolazione dei metodi, riuscendo a dare una molteplicità di spiegazioni, in quanto nei comportamenti umani non c’è mai un’unica spiegazione. La dimensione metodologica riguarda quindi la misurazione: misurare significa Utilizzare procedure statistiche per trasformare differenze Qualitative in differenze quantitative. Quindi attraverso regole si associano simboli o numeri ad un oggetto o ad una proprietà (la variabile). Si misura attraverso strumenti che possono essere:
  • stimolo chiuso e risposta chiusa (prove oggettive ad esempio i test di autovalutazione)
  • Stimolo chiuso in risposta aperta (ad esempio questionari con una risposta di massimo tre righe)
  • Stimolo aperto e risposta chiusa (portfolio con prestazioni della persona)
  • Simo l’aperto e risposta aperta (diario). La ricerca valutativa in educazione allo scopo di individuare le variabili da cui dipendono:
  • I risultati di apprendimento
  • La qualità dell’insegnamento
  • Il miglioramento del sistema formativo nel suo complesso Per poter valutare occorre rendere i risultati osservabili empiricamente, attraverso: 1. INDICATORI (Di natura quantitativa)
  1. DESCRITTORI ( di natura qualitativa). La scelta degli indicatori e descrittori dovrà essere guidata da una relazione semantica con il costrutto da operativizzare. ( dalla pertinenza con cui viene descritta la proprietà di un fenomeno, la specificità per cui si prende in esame un aspetto del fenomeno, la sensibilità per cui di individuano diversi gradi di intensità del fenomeno) La valutazione nei contesti formativi: Presenta il problema degli standard che distinguiamo in:

- normativo , costruito in funzione degli apprendimenti situati e del miglioramento delle prestazioni - Criteriale , Standard nazionale di prestazioni minime in termini di conoscenze, abilità e competenze - Personale, il livello delle prestazioni siete in relazione alle aspettative dei singoli. In ambito internazionale si distinguono: standard di contenuto e di performance e standard minimo: soglia al di sotto del quale non deve stare nessuno standard regolare : definiti attraverso i risultati medi della popolazione standard massimi: corrisponde ad un ideale educativo In Italia manca una definizione di standard di prestazioni minime ma, vengono indicate liste di contenuti divise in conoscenze, abilità e competenze. Nell’università pur applicando i descrittori di Dublino ai risultati attesi dal corso di laurea, non ci sono prove oggettive per poter misurare i livelli di acquisizione delle competenze trasversali e disciplinari. Dimensione referenziale/ ontologica : risponde alla domanda che cosa valuto? Valutiamo il prodotto dell’apprendimento facendo riferimento alle prestazioni in termini di conoscenza, abilità e competenza. Come ad esempio la prestazione lavorativa di una persona Innanzitutto bisogna fare una premessa che per valutare le prestazioni dobbiamo valutare prima i mediatori didattici cioè i materiali didattici. abbiamo quattro tipi di materiali didattici: 1) Scritti : i libri 2) Audiovisivi : materiali didattici prima su supporto analogico, e poi digitale, trasmissione di immagini, suoni, video. Per questo che il ‘900 è chiamato secolo dei MEDIA 3) software : comprendono una multimedialità degli ambienti ipertestuali ipermediale strutturati didatticamente on line, con cd, dvd, forum 4) e risorse di rete , le open educational resources, quelle che nascono come educative, risorse che vengono utilizzati per conoscere e per assicurare un apprendimento permanente La valutazione dei materiali didattici si è posta come problema tra gli anni 70 e 80 con l’ingresso dei materiali audiovisivi all’interno della didattica; ma si è visto che avevano una buona relazione con la funzione didattica in quanto motivavano, favorivano la discussione, descrivono fatti ed esperienze attraverso audio video. Successivamente l’avvento del Web 2.0 di social network hanno richiesto un adattamento della valutazione ed è nata l’information literacy pratica specifica che si occupa di discriminare l’attendibilità e l’autorevolezza Dei documenti diffusi in rete. questa riflessione del cambiamento di quelli anche che sono i mediatori didattici porta alla necessità di un’educazione nei confronti di media fin da bambini per cui parliamo di media Education. PRODOTTO FORMATIVO segue le linee EQF EuropeanQualificationFramework adottato in Italia Sappiamo che per la European Qualification Framework quadro adottato anche dall’Italia, · le conoscenze si articolano in dichiarative e procedurali (di cosa parlo e come si fa) · le abilità si distinguono in cognitive e tecnico-operative · le competenze in termini di autonomia e responsabilità rinviando alle c.d. competenze generiche o trasversali. Successivamente alla valutazione di mediatori didattici bisogna valutare il prodotto formativo , le prestazioni in riferimento alle conoscenze, abilità e competenze:

  • LE CONOSCENZE , si intende il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. E sono l’insieme di fatti, principi, teorie relativi ad un settore di studio o lavoro. Si articolano in dichiarativa (cosa) e procedurali (come); sono costituite dalle rappresentazioni del mondo che soggetto costruisce integrando esperienze e

3 - MODELLO SOCIOCULTURALE Delle competenze distribuite (Engstrom). L’approccio non è né top Down e nè bottom-up ma è innovativo, parte dal contesto d’azione , costituito da una rete di attori. Si parla di ambiente sociale organizzato di pratiche professionali, ci sono responsabilità di tutti e riflessività che servono per migliorare l’organizzazione Le competenze sono distribuite tra le persone. In ogni organizzazione c’è un soggetto che produce un oggetto (la prestazione) per poterlo fare ha bisogno di strumenti e deve seguire le regole dell’organizzazione. i soggetti sono diversi ed ognuno ha una propria competenza. Attraverso la relazione, il confronto, la negoziazione di diversi attori (portatori ognuno di una competenza) si crea il risultato. Dimensione fenomenologica: Risponde alla domanda dove e quando valutare? La valutazione avviene sempre anche in senso stretto della formazione in quanto l’apprendimento e continuo. Per l’appunto parliamo di lifeLong Learning= apprendimento permanente .si apprende sempre e rispetto a quest’ottica sono stati riconosciuti tre contesti quello formale (istituzione scolastica) quello informale e non formale.

  • il contesto informale di educazione (la famiglia, le associazioni culturali sportive, i mass-media, i new media, i musei e teatri) riguarda i contesti in cui si svolge la vita reale della persona, si coltivano le attitudini personali e si apprendono conoscenze, abilità e competenze basate sull’esperienza e sulle relazioni sociali.
  • Il contesto non formale (organizzazioni lavorative, ordini professionali,) riguarda i contesti in cui si sviluppano le conoscenze, le abilità e le competenze basate su relazioni e pratiche professionali e sua attività di aggiornamento. È una zona ibrida. Il web 2.0 diventa un luogo non solo di utenti ma di persone che danno vita a nuovi reti sociali informali, facebook, instangram e da fenomeno dell’internet surfing , andare in giro per la rete a cercare ciò che serve, quindi la rete viene considerata NON solo luogo di conoscenza ma anche fattore produttivo di apprendimento, si favorisce anche lo sviluppo culturale, professionale. Molti docenti hanno blog, siti che si possono visitare. Valutare la comunità on line di apprendimento significa, pensare secondo una pedagogia degli ambienti educativi integrati, significa allora costruire una didattica di interazioni tra contesti formali e non formali e informali. Si impara dalla collaborazione con gli altri, le reti sociali del mondo tra persone o comunità e le reti sociali della virtualità funzionano in modo integrato, siamo immersi nelle reti sociali del mondo reale, viviamo insieme ad altre persone, poi ci sono le reti sociali della virtualità che chiamiamo reale, perché la virtualità è diventata reale; basti pensare che le persone si conosco in rete e finiscono poi per conoscersi di persona L’apprendimento virtuale è definito come uso delle tecnologie multimediali e di internet per migliorare l’apprendimento, agevolando l’accesso a risorse e servizi, nonché gli scambi e la collaborazione a distanza … apriamo una parentesi… La legge Fornero (92/2012) prevede la definizione di norme per individuare e validare gli apprendimenti non formali e informali con riferimento al SNCC (Sistema nazionale di certificazione competenze). Il bilancio delle competenze è un percorso (è un luogo e un tempo) di consulenza orientativa che consentealla persona di fare il punto su di sé e sulla propria situazione professionale, per progettare un inserimento o reinserimento lavorativo oppure per sviluppare la propria professionalità.è infatti spesso difficile per le persone essere consapevoli delle proprie skills sviluppate in contesti e modi diversi. Lo strumento principale per svolgere un bilancio di competenze e il dialogo che si instaura attraverso l’intervista ed è supportato da questionari e dalla griglia di valutazione ed auto valutazione.al termine viene prodotto un report contenente un dossier personale delle competenze. … chiudiamo parentesi… Come dicevamo partiamo di life Long Learning e nella società cross mediale odierna parliamo nello specifico di

E-learning : cioè l’ambiente di apprendimento virtuale sia esso formale, non formale o informale.le ICT ( Information and communication technology) hanno innescato una rivoluzione nei processi di produzione, trasformazione e acquisizione della conoscenza.per l’appunto è nato l’ambiente di apprendimento virtuale. All’interno dell’ e-learning 2.0 i nterviene l’information Literacy , Disciplina che valuta le fonti di informazione reperibili in Internet al fine di evitare il fenomeno delle fake news.il passaggio dall’e-learning all’e-learning 2.0 vede l’innovazione nel fatto che gli utenti diventano attori, autori, Che danno vita a nuove reti sociali informali i cui flussi di dialogo sono determinati dai social, quindi la rete diventa fattore produttivo di apprendimento, agevola lo scambio di pensieri, agevola l’accesso a risorse e servizi e permette collaborazioni a distanza. Da qui emerge che nel valutare L’ e- learning Bisogna valutare le relazioni fra i soggetti. quindi la qualità dell’e-Learning non dipende solo dalle metodologie e tecnologie, dalle collaborazioni ma anche dalle interazioni tra i soggetti. Noi come università telematica siamo qui dentro, il nostro contesto formale e la lezione, quello informale la nostra vita, quello non formale il forum.^5 … apriamo parentesi… Reti sociali del mondo reale= le persone con le quali viviamo, lavoriamo Reti sociali della realtà virtuale= le persone conosciute in Internet Queste reti si intrecciano infatti molto spesso succede che le persone conosciute virtualmente successivamente si conoscono realmente … chiudiamo parentesi ONTOLOGIA deriva da ONTOS che significa essere e LOGOS che significa discorso: DISCORSO SULL’ESSERE. L’ontologia termine complesso e un argomento complesso proprio della filosofia che equivale al discorso sull’essere Hursell definisce la differenza tra: 1)ontologia formale: che studia le strutture ultime in cui la realtà è organizzata, studia l’essere in quanto essere. 2)Ontologia materiale/ applicata: studia la struttura di specifici settori che oggi noi chiamiamo discipline, come la fisica, la biologia La pedagogia non è una scienza esatta, essa ha dei limiti legati anche e soprattutto all'oggetto che studia. È una scienza interpretativa. Lo studio pedagogico ha due anime:

  • quella Teoretico-normativa , ad esempio la pedagogia generale più vicina alla filosofia, che dà norme applicate ai valori ma non alla pratica
    • quella pratico-progettuale applicata ai valori e alla pratica, caratterizzata dalla continua ricerca e pratica. Ha una funzione: linguistica : che viene applicata nella revisione lessicale e concettuale del lessico utilizzato, nel controllo delle procedure e dei risultati. Epistemologica: la metariflessione sui campi disciplinari e sul loro statuto scientifico, cioè passa attraverso una riflessione, ad esempio lo statuto scientifico dell' insegnamento di una disciplina non può essere uguale a quello di un'altra disciplina, lo statuto delle scuole superiori non può essere uguale a quello universitario. Euristica: i paradigmi ed i modelli si evolvono, si innovano, attraverso la funzione interpretativa generativa, basti ad esempio pensare all’ evoluzione del termine handicappato che oggi è persona con disabilità per dare risalto all essere tutte persone ma con differenti caratteristiche. La funzione euristica anche da un punto di vista comunicativo e didattico, innovare la comunicazione e la didattica ad esempio per chi ha difficoltà di apprendimento. persone con (^5) BILANCIO DELLE COMPETENZE: strumento che permette a persone adulte, occupate o alla ricerca di lavoro di fare il punto sulla propria competenza professionale, con l’obiettivo di accompagnare e supportare la persona nella ricostruzione e valorizzazione della proprio storia professionale e formativa, permettendo al soggetto di ricostruire un immagine di sé, di essere consapevole delle proprie scelte.