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Pediatría settima lezione, Dispense di Pediatria

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Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 09/02/2023

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marika-teasto 🇮🇹

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Pediatria 7 lezione 26/10/2022
Problematiche psichiatriche: Ritardo mentale
Quando si parla di ritardo mentale vuol dire che la mente
•È una sindrome complessa il cui sintomo prevalente è una mancanza duratura di sviluppo delle più alte
funzioni cognitive (sarebbe la capacità di apprendere) e adattive, tipiche della specie umana, in rapporto
all’età
In un adulto non possiamo dire che non ha un ritardo mentale ma un insufficienza mentale.
In un bambino possiamo parlare di un ritardo mentale, perché crescendo matura questo ritardo fino a
stabilirsi.
-È stato chiamato in passato: oligofrenia, insufficienza mentale e idiozia.
•si tratta di una carenza delle funzioni umane più elevate e peculiari della specie, per cui questo difetto
deve essere considerato una condizione morbosa molto grave, sia in senso clinico che medico-sociale.
3 slide classificazione
-normalità QI: 70-84
-RM lieve QI: 50-70
-RM medio QI: 35-49
-RM grave QI: 20-34
-RM gravissimo QI: <20
ritardo mentale grave
•incidenza: 0,4-1 %
•vita di relazione molto limitata
•nelle forme estreme, la comunicazione è ridotta all’espressione degli occhi o al sorriso
•non si sviluppa il linguaggio
•manifestazioni “elementari” di piacere e dispiacere
•frequenti le manifestazioni autoaggressive, a volte con automutilazione e crisi di agitazione e angoscia
massiva
• anche al termine dello sviluppo, il pensiero non supera lo stadio di compreso tra 0 e 2 anni
• nei casi meno gravi, viene raggiunto un certo livello di autonomia personale per attività quotidiane
•possibilità di limitata comunicazione verbale
• il bambino non supera la fase mentale dei 2-6 anni
Ritardo mentale lieve
•incidenza del 3-4%
•rappresentano il 70-80% di tutti i RM
•i sintomi precoci di più difficile riscontro e mancano di specificità
•i genitori cominciano a lamentarsi di una lentezza dello sviluppo mentale nei primi 2-3 anni di vita.
Rispetto a quelli con ritardo mentale a volte può nascondersi questo lieve ritardo e si mostra solo in
situazioni di stress.
Alcuni comportamenti arrivano con ritardo come:
•posizione seduta dopo 10 mesi (solitamente 6 mesi)
•deambulazione dopo 18 mesi (solitamente 12 mesi)
•rapporto inadeguato e patologico con la madre, che mantiene il bambino in un rapporto simbiotico (per
consapevolezza pre-conscia dell’handicap)
•spesso i genitori negano tali prime manifestazioni di ritardo
•insufficienza scolastica è primo campanello d’allarme conscio per i genitori
•movimenti nello spazio goffi ed impacciati come ad esempio non saper mantenere la penna, o non saper
mettere la chiave nella serratura;
Cause
•fattori prenatali (genetica, affezioni acquisite in utero)
•fattori prenatali, sono il 10% delle cause di RM (anossia ovvero che non ha respirato bene, prematurità
difficilmente che ciò che non forma nell’utero lo sappia formare al di fuori, traumatismi ostetrici,
encefalopatia bilirubinemica)
•fattori post-natali: costituiscono il 5% (meningite, traumi, patologia metabolica etc)
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Pediatria 7 lezione 26/10/ Problematiche psichiatriche: Ritardo mentale Quando si parla di ritardo mentale vuol dire che la mente •È una sindrome complessa il cui sintomo prevalente è una mancanza duratura di sviluppo delle più alte funzioni cognitive (sarebbe la capacità di apprendere) e adattive, tipiche della specie umana, in rapporto all’età

In un adulto non possiamo dire che non ha un ritardo mentale ma un insufficienza mentale. In un bambino possiamo parlare di un ritardo mentale, perché crescendo matura questo ritardo fino a stabilirsi. -È stato chiamato in passato: oligofrenia, insufficienza mentale e idiozia. •si tratta di una carenza delle funzioni umane più elevate e peculiari della specie, per cui questo difetto deve essere considerato una condizione morbosa molto grave, sia in senso clinico che medico-sociale. 3 slide classificazione -normalità QI: 70- -RM lieve QI: 50- -RM medio QI: 35- -RM grave QI: 20- -RM gravissimo QI: < ritardo mentale grave •incidenza: 0,4-1 % •vita di relazione molto limitata •nelle forme estreme, la comunicazione è ridotta all’espressione degli occhi o al sorriso •non si sviluppa il linguaggio •manifestazioni “elementari” di piacere e dispiacere •frequenti le manifestazioni autoaggressive, a volte con automutilazione e crisi di agitazione e angoscia massiva

  • anche al termine dello sviluppo, il pensiero non supera lo stadio di compreso tra 0 e 2 anni
  • nei casi meno gravi, viene raggiunto un certo livello di autonomia personale per attività quotidiane •possibilità di limitata comunicazione verbale
  • il bambino non supera la fase mentale dei 2-6 anni Ritardo mentale lieve •incidenza del 3-4% •rappresentano il 70-80% di tutti i RM •i sintomi precoci di più difficile riscontro e mancano di specificità •i genitori cominciano a lamentarsi di una lentezza dello sviluppo mentale nei primi 2-3 anni di vita. Rispetto a quelli con ritardo mentale a volte può nascondersi questo lieve ritardo e si mostra solo in situazioni di stress. Alcuni comportamenti arrivano con ritardo come: •posizione seduta dopo 10 mesi (solitamente 6 mesi) •deambulazione dopo 18 mesi (solitamente 12 mesi) •rapporto inadeguato e patologico con la madre, che mantiene il bambino in un rapporto simbiotico (per consapevolezza pre-conscia dell’handicap) •spesso i genitori negano tali prime manifestazioni di ritardo •insufficienza scolastica è primo campanello d’allarme conscio per i genitori •movimenti nello spazio goffi ed impacciati come ad esempio non saper mantenere la penna, o non saper mettere la chiave nella serratura; Cause •fattori prenatali (genetica, affezioni acquisite in utero) •fattori prenatali, sono il 10% delle cause di RM (anossia ovvero che non ha respirato bene, prematurità difficilmente che ciò che non forma nell’utero lo sappia formare al di fuori, traumatismi ostetrici, encefalopatia bilirubinemica) •fattori post-natali: costituiscono il 5% (meningite, traumi, patologia metabolica etc)

Disturbi generalizzati (o pervasivi) dello sviluppo; •comprendono un gruppo di gravi anomalie delle comete se sociali, cognitive, e comunicative, a insorgenza molto precoce •tali “disturbi” comprendono: -autismo -sindrome di Rett -disturbo disintegrativo dell’infanzia -disturbo di Asperger -disturbo pervasivo dello sviluppo “non altrimenti specificato” Essi costituiscono, rispetto al ritardo mentale, il secondo raggruppamento psicopatologico grave, cronico, ad insorgenza precoce, ma molto meno frequente del primo Autismo •è definito da una triade sintomatologica -difficoltà nell’interazione sociale -difficoltà nella comunicazione -gamma ristretta di interessi e attività -esordio prima dei 3 anni •incidenza: 4/10.000 nati •prevalenza maschile (rapporto M/F=4:1) •può evidenziarsi nei primi mesi di vita •più frequentemente si rende evidente dopo un periodo di normale sviluppo, comunque entro il terzo anno di vita

  • difficoltà nell’interazione sociale: -può essere molto precoce -il bambino evita lo sguardo, non sorride al volto, non di oriente alla voce della madre (erronea diagnosi di sordità)
  • nel 2 anno di vita, non risponde se chiamato, evita attivamente lo sguardo, non ricerca i coetanei, non richiede la presenza dei genitori (il bambino si isola) -nel corso dell’evoluzione, i bambini possono sviluppare una qualche forma di attaccamento per le persone che si occupano di loro -tuttavia le loro interazioni sociali rimangono povere -esempio: nel primo anno di vita manifesta poco interesse per i giocattoli ed è molto attratto ai movimenti della sua mano davanti agli occhi. -nel tempo può cominciare ad avere “stereotipie” (stranezze) motorie: cammina sulle punte, movimenti senza senso, grida stridule -possono essere molto calmi se non disturbati -crisi di agitazione incontenibile se si cerca di interferire in quello che stanno facendo
  • Difficoltà nella comuncazione -ritardo sviluppato del linguaggio, evidente nel secondo anno (per cui viene portato dal medico) -possibile deficit cognitivo Iperattività e deficit dell’attenzione •fino a 4-5 anni un bambino iperattivo può essere considerato normale •iperattività si associa spesso (ma non sempre) ad un deficit di attenzione •può determinare disturbi di apprendimento scolastico •diagnosi spesso difficile perché quadro clinico spesso dovuto solo ad espressione del temperamento o della reazione a condizioni ambientali (come vivono a casa non lo sappiamo nessuno ne ha idea) •difficoltà nell’individuare un’iperattività come entità autonoma, rispetto ad iperattività come sintomo di altro disturbo •la fenomenologia varia in rapporto all’età, con tendenza alla riduzione della componente motoria e permanenza, o accentuazione, della inattenzione e delle impulsività •evoluzione temuta è quella verso condotte antisociali