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Vita e opere di Petronio, analisi sull'opera dell'autore con riflessioni anche dal punto di vista sintattico
Tipologia: Dispense
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si caratterizza per lo sperpero morale, la volgarità, l’ignoranza,l’arroganza, la ricerca di beni materiali, il piacere, il denaro.
Petronio e il realismo del distacco ( Luca Canali)
Il Satyricon come metafora politica ed esistenziale
malinconia, quei segni inesorabili del tempo che fugge e ruba un’ora dopo l’altra alla nostra vita, quel senso di decadimento e di precarietà che in un barlume di lucidità fa dire a un convitato che noi siamo simili a delle bolle di sapone , quei rintocchi di morte che l’autore del Satyricon ha abilmente disseminato nell’orgia pagana, prendono la forma, tombale, di una consapevolezza definitiva. Trimalchione piange come un bambino. E’ un uomo profondamente infelice. Ma questo i lettori lo avevano capito immediatamente.
Il tema del banchetto, tra sacro e profano.
Il banchetto o simposio della tradizione greca, oltre ai tre momenti che lo caratterizzano in modo più evidente ( mangiare, bere e riposare, godere) , ha senza dubbio una forte componente religiosa. Bisogna a tal riguardo ricordare che per i Greci il bere vino in compagnia è un atto di natura sociale, ma anche sacrale: il vino è infatti più che una bevanda sacra a Dioniso , è Dioniso stesso “spremuto” e pertanto per consumarlo in forma corretta bisogna, nel banchetto, alternare alle bevute, al cibo, al divertimento, anche atti cerimoniali e di preghiera.
Il tema simposiaco è assai caro alla lirica greca ( Alceo, Anacreonte) con valenze legate al piacere ma anche politiche. La più alta manifestazione letteraria del banchetto greco è forse il dialogo di Platone intitolato appunto Il Simposio. L’aspetto filosofico, però, primeggia sul cibo, sul vino, sulla componente erotica (rapporto tra Socrate e Alcibiade), ma la peculiarità del dialogo platonico risiede nel far emergere questi discorsi di altissimo livello culturale e di valore universale da un contesto apparentemente “leggero”, ma non tanto leggero da trascurare la componente religiosa.
Nella letteratura latina non mancano testimonianze del banchetto e ciò che le accomuna è proprio l’affievolimento della dimensione religiosa. I simposi oraziani, ad esempio, hanno una dimensione puramente laica , e il vino è uno dei piaceri della vita.
Ancora diversa è l’immagine che Petronio nel suo S. ci dà del banchetto presso il ricco liberto Trimalcione: i protagonisti dell’opera petroniana partecipano infatti a una cena fatta di eccessi nel cibo, nel vino, nella volgarità dei discorsi. Siamo ben lontani dall’equilibrio raggiunto nel Simposio platonico dalla mirabile sintesi della componente ludica e di quella filosofica. L’anima qui non esiste. C’è solo il momento presente: ingordo, oppresso dalla sua opulenza tanto tragica quanto funeraria, splendido e vomitevole, percorso però da una sotterranea tristezza. Si tratta in realtà di una parodia dell’agone filosofico del Simposio.
Ma tale modello trovò, per così dire, una rinnovata forma di “ sacralizzazione” in ambito cristiano, nella cosiddetta Ultima cena narrata dai Vangeli. Sono molti gli studiosi che hanno ravvisato analogie tra l’Ultima cena e il Simposio di tradizione greca ( Socrate ,figura sapienziale in un caso, e Cristo nell’altro; sacralità del vino: non più “Dioniso spremuto” ma sangue di Cristo).
La critica
Quello che rimane del Satyricon passò nei secoli ed ebbe grande fortuna.
Sainte-Beuve pensava che fosse un libro affascinante e terribile, opera di un essere demoniaco” un libro che lascia dietro di sé una impressione inquietante e suscita nell’anima un problema tormentoso”.
Croce scrisse che” l’autore del S. fu un raccontatore dell’enorme sensuale, bestiale e plebeo, e in ciò raggiunse anch’egli il colossale”. Lo scopo di libri simili, aggiunse, è quello di “trascinare e inebriare i lettori al segno di sconcertarli e far che travedano”.
Paratore ( storico della letteratura latina) scrisse “Nessuno riuscirà mai a comprendere esattamente le convinzioni letterarie e politiche di Petronio”
Fellini alla fine degli anni 60 ne fece un film intuendo con molta preveggenza la drammatica attualità dei due personaggi principali del romanzo ”Due studenti metà vitelloni, metà capelloni, come se ne vedono tanti ai giorni nostri a Piazza di Spagna, a Parigi, ad Amsterdam, a Londra, che passano da un’avventura all’altra…Vivono alla giornata…sono spesso di una ignoranza sconcertante…non si fanno illusioni su niente perché non credono a niente”.
La matrona di Efeso : un esempio di fabula milesia da Satyricon 111-