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La visione di Pirandello sulla contrapposizione tra illusione e realtà nel romanzo "Il fu Mattia Pascal". Ogni illusione è destinata a collassare e il contrasto tra realtà e apparenza esiste sia fuori che dentro di noi. L'uomo deve adeguarsi alla società e costruire una maschera per evitare l'isolamento, ma quando cerca di romperla viene allontanato. Mattia Pascal, dopo scoprire di essere stato riconosciuto come morto, inventa una nuova identità ma la società non lo accoglie. Decide di vivere nella biblioteca con il collega, portando fiori alla propria tomba. Pirandello mostra che non si può vivere senza lo 'stato civile' perché siamo come le regole della società ci impongono di essere.
Tipologia: Sintesi del corso
Caricato il 25/10/2021
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La posizione fondamentale dalla quale è necessario partire per capire la concezione della vita di Pirandello è il contrasto tra illusione e realtà. L’esperienza pirandelliana è quella di tutta la generazione di uomini che avevano visto dissolversi gli ideali ottocenteschi di progresso, scienza, collaborazione tra gli uomini e si trovavano a vivere una realtà storica che li avrebbe portati alla 1 guerra mondiale. Di conseguenza nasce la convinzione del fallimento, ogni illusione era destinata a crollare.Pirandello sostiene che il contrasto tra realtà e apparenza non c’è solo fuori di noi, ma anche dentro ognuno di noi:contrasto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra ciò che siamo e ciò che risultiamo agli occhi degli altri. Di conseguire ogni uomo presenta centomila realtà interne per questo la vera realtà è nessuna.Per Pirandello esiste quindi una realtà oggettiva, esterna agli individui che è apparentemente uguale e valida per tutti e presenta per ognuno le stesse caratteristiche, di cui noi coliamo quegli aspetti che si avvicinano di più al particolare momento che stiamo vivendo e poi esiste una realtà soggettiva che consiste nella particolare visione che il personaggio ha del mondo che lo circonda e che dipende dalle condizioni sia individualista sociali e presenta tante dimensioni quanti sono gli individui e quanti sono i momenti della vita del singolo.Per i personaggi Pirandelliani non esiste tanto una realtà oggettiva ,ma una soggettiva che a contatto co la realtà degli altri si disintegra e si disumanizza ,l’uomo però deve adeguarsi ad una legge imposta dalla società e per farlo si costruisce una maschera ,perchè l’identità personale per Pirandello non esiste, l’IO viene frantumato.La maschera è l’aspetto esteriore che l’individuo assume all’interno di una società o per propria volontà o perché gli altri così lo vedono e lo giudicano ,la maschera è quindi determinata dalle convenzioni sociali, dall ipocrisia ch è alla base dei rapporti umani.Nella società L’unico modo per evitare l’isolamento è mantenere la maschera che ci si è costruiti :quando un personaggio cerca di rompere la maschera e uscire da quella forma è allontanato ,rifiutato e visto come elemento di disturbo in quel vivere apparentemente rispettabile.Quando interniene un caso che libera il personaggio nella sua forma tutti pensano che la diversità di comportamento sia dovuta ad una forma di follia che scatena in tutti il riso,perchè non è comprensibile dalla maschera e pure questa follia permette al personaggio il contatto vero con la natura e la possibilità di scoprire che rifiutando il mondo si può scoprire se stessi.Ma questi sono solo momenti passeggeri perché troppo forte è il legame con le norme della società .Ma anche se egli riesce a liberarsi della sua forma queita è un illusione di breve durata perché presto viene intrappolato in un’altra realtà ,diversa dalla prima, Ma altrettanto provvisoria è quanto avviene al protagonista del romanzo più famoso di Pirandello :”Il fu Mattia Pascal “ è il più famoso dei romanzi di Pirandello. Mattia Pascal apparteneva a una famiglia benestante ma, alla morte del padre, un amministratore disonesto si era arricchito alle spalle della stessa sino a ridurla sul lastrico. Il protagonista per vivere fa il bibliotecario ma, a causa di profondi dissidi con la moglie e con la suocera, decide di partire per Montecarlo; lì la fortuna gli sorride e, fatto un piccolo capitale, decide di tornare a casa. Sul treno, mentre sfoglia il giornale per ingannare il tempo, legge di un suicidio nel suo paese e, tra lo stupore e la sorpresa, apprende che si tratta del "suo" suicidio. Nella gora di un mulino era stato trovato un corpo in avanzato stato di putrefazione che era stato prontamente riconosciuto come suo dalla moglie e dalla suocera. Allora pensa di inventare un'identità e vivere una nuova vita riacquistando la libertà che aveva perso sposandosi; comincia così la vita di Adriano Meis. Affitta una casa a Roma ma dopo un po' si rende conto che, senza documenti, non può vivere da persona normale, si innamora della figlia del
padrone di casa e non la può sposare, subisce un furto e non lo può denunziare pur conoscendo il colpevole, viene insultato e non può vendicare l'offesa, decide allora di "suicidare" Adriano lasciando su un ponte il cappello, il bastone e un biglietto di riconoscimento. Tornato in paese però ha una brutta sorpresa, si accorge che non c'è più posto per il "redivivo" Mattia Pascal , la moglie si è risposata ed ha avuto dei figli con l'amico e lui viene trattato con diffidenza. Decide allora di vivere nella biblioteca con il collega, unico amico che gli sia rimasto, e, di tanto in tanto, porta fiori alla propria tomba; il fu Mattia Pascal decide anche di scrivere un libro sugli strane casi della sua esistenza, libro da leggere esclusivamente "50 anni dopo la mia terza, ultima e definitiva morte".