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Appunti presi a lezione, integrazione libro di testo + Morlicchio, sociologia della povertà e Marmot, la salute diseguale
Tipologia: Dispense
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Caricato il 07/06/2021
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Università degli Studi di Milano-Bicocca POVERTA’ E SALUTE Secondo semestre A.A 2020 \2021 (3°anno) ORARI LEZIONI: Lunedì: 8:30 – 10: Mercoledì: 8:30 – 10: Venerdì: 8:30 – 10: ESAME: Frequentanti : 2 domande aperte in 1 ora di tempo.
Il contesto sociale nel quale ci troviamo influisce sulle nostre scelte. Fumare ad esempio è una scelta individuale. Ogni individuo è artefice delle sue scelte e dei suoi comportamenti, spesso si sceglie di condurre uno stile di vita non salutare anche se si è a conoscenza delle gravi conseguenze che questo può portare, come ad esempio bere, fumare ed essere sedentari. La propensione alla dipendenza da fumo può essere connessa a fattori esterni, in passato il fumo era riservato alle persone più benestanti e nello specifico agli uomini. La presenza di malattie genetiche incide solo per il 30% sulla nostra salute personale. ALCUNE CURIOSITA’: All’aumentare del livello di istruzione, aumenta anche l’aspettativa di vita di un individuo. Un livello di istruzione dei genitori più alto, porta ad un’altezza fisica maggiore dei figli rispetto a coloro che hanno livelli di studio più bassi (questo perché l’istruzione comprende anche informazioni relative a come condurre uno stile di vita sano come per esempio: non fumare e non bere in gravidanza). L’istruzione protegge e previene comportamenti dannosi In Italia, gli uomini raggiungono spesso posizioni lavorative più notevoli rispetto alle donne, perciò risultano essere più istruiti rispetto ad esse, però risultano essere meno in salute rispetto ad esse. Le motivazioni possono essere differenti: la mansione lavorativa occupata può essere più pericolosa e meno salutare rispetto al ruolo occupato da una donna. (ES. muratore, verniciatore ecc.) Lo stile di vita condotto dagli uomini è sempre più condizionato dalla scelta di bere, fumare, fare uso di droghe ed essere violenti. Sono molti di più gli uomini che finiscono in carcere rispetto alle donne, anche gli incidenti stradali vedono sempre più protagonisti gli uomini rispetto alle donne (probabilmente per la guida più sportiva e decisa). LE DISUGUAGLIANZE SI CREANO NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI PER FATTORI ECONOMICI O SALUTARI. Le disuguaglianze più conosciute sono spesso collegate all’istruzione, alle aspettative di vita e alla forma ed il benessere fisico (il sovrappeso è una disuguaglianza). SECONDA LEZIONE: La differenza tra incidenza e prevalenza è che l’incidenza è un dato statistico rilevato in un determinato arco di tempo, la prevalenza invece è il numero di persone all’interno della popolazione che nel corso della propria vita ha avuto determinate patologie. Si usano molto nello studio dei fenomeni di salute. Prevalenza: La prevalenza è un indicatore statistico che misura il rapporto fra il numero di eventi sanitari rilevati in una popolazione in un definito momento (o in un breve arco temporale) e il numero degli individui della popolazione osservati nello stesso periodo. Incidenza e tasso di incidenza: L’incidenza è un indicatore statistico che misura la velocità di comparsa di nuovi casi di una certa malattia, per esempio di un determinato tipo di tumore, nell’ambito di una popolazione di riferimento in un preciso arco di tempo. Viene espressa sotto forma di tasso di incidenza, ovvero il rapporto tra il numero di nuovi casi di malattia e il numero di persone considerate in un preciso arco di tempo ed in un preciso ambito, per esempio “10 nuovi casi di tumore epatico ogni 100 persone in un mese” LA DISUGUAGLIANZA: Che cosa determina la disuguaglianza sociale? Può essere il prodotto di processi macro-sociali che non è possibile modificare, può essere il risultato dei rapporti di potere all’interno della società che può essere modificato, può essere che alcuni gruppi sociali hanno tratti culturali, abitudini, stili di vita che li penalizzano nel processo di distribuzione delle risorse, oppure può essere che alcuni individui hanno predisposizioni (intelligenza, carattere, indole) che li penalizza nella competizione per le risorse.
modificarsi. A livello macro sono le norme culturali e consuetudini. A livello Marco sono lo status sociale dei genitori (principalmente il padre). In Italia, la dipendenza di un reddito di un individuo diverso da quello dei genitori arriva anche al 50%
Per disuguaglianza intendiamo il fatto che in qualsiasi società umana alcuni individui ottengono una quantità di risorse maggiore rispetto ad altri. Questa normalmente viene definita disuguaglianza economica. Le risorse materiali disponibili sono finite, non c’è infatti una quantità infinita di risorse naturali o di prodotti generati dall’attività umana, di conseguenza data questa situazione alcuni soggetti riescono ad appropriarsi di una proprietà maggiore di risorse. Tutto ciò genera la disuguaglianza economica. Il punto rilevate è che i processi di distribuzione di queste risorse non avvengono in maniera casuale, difatti la disuguaglianza è da sempre collegata alle appartenenze collettive. La disuguaglianza è collegata alle appartenenze collettive (come la religione, la classe sociale…) o a fattori ascritti (come il genere, la razza, l’etnia…). In questo caso si parla di disuguaglianza sociale: il fatto di occupare una certa posizione all’interno della società, legata alla classe, a caratteriste ascritte o sociali, ci espone ad un maggiore/minore rischio di ottenere una certa quantità di risorse sociali o economiche (come lo status, il prestigio ecc) Il punto è che a livello macro la disuguaglianza non è un esito casuale, bensì l’effetto di specifici meccanismi sociali. Ciò significa che la nostra probabilità di ottenere una certa quantità di risorse economiche e sociali non dipende da accadimenti imprevedibili nel corso della nostra vita (fortuna/sfortuna) ma piuttosto è l’esito di alcuni meccanismi sociali che danno un assetto strutturale alle caratteristiche della disuguaglianza. La distribuzione diseguale delle risorse ha degli effetti negativi da diversi punti di vista:
Il principale indicatore di benessere è il reddito (a volte viene utilizzato anche il consumo) però il reddito è più facile da misurare rispetto al consumo, motivo per cui viene utilizzato più spesso. Si presuppone che il benessere degli individui o dei nuclei famigliari cresce linearmente al crescere delle risorse economiche disponibili. Più soldi un individuo ha a disposizione, maggiore sarà il suo benessere. Il reddito è quindi un indicatore più semplice del consumo, il quale presenta alcuni problemi fondamentali:
I più comuni indici di disuguaglianza:
1. Il più semplice è il rapporto interquantilico (o interdecilico): che misura il rapporto tra reddito complessivo posseduto del 20% (10%) più ricco e quello ricevuto dal 20% (10%) più povero. Se si usa il 20% si ha un rapporto interquantilico, se invece si usa il 10% si ha un rapporto interdecilico. A livello internazionale, valori molto bassi del rapporto interquantilico sono intorno a 3,5-4 cioè vuol dire che il 20% delle famiglie più ricche ha un reddito che è il quadruplo (tra 3,5 e 4 volte) del 20% delle famiglie più povere. I paesi con valori bassi sono tipicamente quelli europei, in particolare quelli dell’Europa settentrionale, e alcuni paesi dell’Asia centrale. I valori più elevati si registrano nei paesi dell’Africa sub-sahariana e in Sud America e possono superare anche 20, ciò vuol dire che i più ricchi guadagnano mediamente 20 volte in più dei più poveri. In alcuni paesi questo rapporto arriva addirittura a 50.
famiglia viene diviso per questi coefficienti. La curva è asimmetrica quindi abbiamo un picco di densità di famiglie intorno a redditi iniziali dopodiché abbiamo una coda molto lunga verso destra di famiglie che guadagnano redditi sempre più elevati ‘tendenzialmente infinti’.
La povertà è una manifestazione specifica della disuguaglianza. Se la disuguaglianza si riferisce a come il reddito è distribuito tra i cittadini, la povertà ci segnala lo strato inferiore della stratificazione economica e sociale: le persone non sono in grado di raggiungere uno standard di vita minimo. (avere una casa, cibo, vestiti) La definizione di cosa è essenziale e cosa non lo è dipende fortemente dal contesto del quale ci stiamo occupando. La letteratura sulla povertà distingue due concetti distinti di povertà:
Sì da un prezzo a questo paniere di beni e si stabilisce che le persone o i nuclei familiari, che hanno un reddito inferiore al valore di questo paniere essenziale, sono considerate povere in termini assoluti. Se ci riferiamo ai paesi in via di sviluppo, le Agenzie internazionali utilizzano una soglia intorno a 1,50$-2$ al giorno per persona: sono poveri in termini assoluti coloro che non raggiungono tale soglia monetaria. Questo problema colpisce soprattutto l’Africa sub-sahariana, l’India e in parte
A seconda del livello e della proporzione della soglia di povertà rispetto a questo reddito mediano equivalente, cambia il valore della soglia:
italiane;
Intrazonale: come si produce la disuguaglianza all’interno dei singoli contesti sociali. La disuguaglianza è causata da:
hanno a che fare con un aspetto connaturato alla natura umana, che riguarda il fatto che ciascuno di noi è diverso dagli altri, ha delle caratteristiche personali e delle capacità e competenze che in una certa misura sono innati. Certe capacità, sforzi responsabilità non sono distribuite in modo uguale tra gli individui. Di conseguenza, un pezzo della disuguaglianza deriva da come queste dotazioni personali sono distribuite casualmente tra le persone****. (es. intelligenza —
fattore che in una certa misura è innato nelle persone, anche se poi
quell’insieme di fattori di contesto, che sono al di fuori delle capacità di controllo individuale, che definiscono il campo d’azione dei singoli componenti della società. (opportunità e limiti). Ciò significa che ci sono delle strutture sociali e delle infrastrutture all’interno della società, che definiscono le possibilità d’azione dei singoli individui e quindi ci predispongono nella possibilità di compiere alcune azioni e di raggiungere determinati obiettivi oppure limitano questa nostra possibilità. Questi fattori esogeni (es. sistema d’istruzione) possono essere, almeno in parte, manipolati tramite le politiche pubbliche. La disuguaglianza e le caratteristiche della disuguaglianza non sono un destino naturale e non modificabile ma dipendono esattamente, così come la povertà, dal fatto che la società è regolata attraverso certe regole e meccanismi, che possono essere modificati. 2)FATTORI ESOGENI I fattori esogeni si riferiscono innanzitutto anzitutto a due ordini di fattori sociali:
L’impatto che lo status di origine ha sugli individui si può approssimare con due indicatori che sono il livello di istruzione e la posizione occupazionale del padre. Il livello di istruzione e la posizione occupazionale del padre sono perditori molto robusti del destino sociale ed economico dei figli. Secondo questo test, come si può notare dall’andamento della linea rossa, al crescere del reddito del padre cresce anche il livello di intelligenza dei figli. La curva grigia rappresenta il punteggio sul test di intelligenza dei figli adottati, che quindi non hanno un patrimonio genetico dei genitori. Si può notare che la stessa relazione si conferma anche nel caso dei figli adottati, quindi evidentemente non è una questione di geni che vengono trasmessi ma di capacità ed efficacia educativa che le famiglie più ricche riescono a introdurre. Al crescere della ricchezza aumentano anche le capacità educative delle famiglie , legata sia all’istruzione sia alla capacità di investimento sull’educazione dei figli da parte delle famiglie più ricche. Questo avviene per due meccanismi principali:
per le persone ad impegnarsi di più, ad utilizzare al meglio le proprie capacità e migliorare la propria condizione.
Il problema sussiste quando questo certo livello di disuguaglianza supera il livello funzionale ed inizia a diventare un problema per il corretto funzionamento dei processi sociali. La disuguaglianza può generare conseguenze sia economiche sia sociali.
La disuguaglianza frena la crescita economica e lo sviluppo di un paese perché:
Fondamentalmente, la disuguaglianza (da fattori esogeni) ha conseguenze negative poiché favorisce la riproduzione dello svantaggio, impedisce la mobilità sociale interferendo con le capacità individuali (fattori endogeni) e generando effetti negativi per la società nel suo insieme. Questo si genera a partire da diversi meccanismi: 1) Un primo meccanismo è quello della distruzione di capitale umano. Più un paese favorisce l’accumulazione di capitale umano, maggiore sarà il reddito/ricchezza medi. Per capitale umano si intende la capacità, le competenze e le conoscenze di cui sono in possesso i cittadini. Il canale più importante attraverso il quale si accresce il capitale umano è l’istruzione. La disuguaglianza interferisce in questo meccanismo perché: a) Impedisce alle persone con buone capacità (endogene) di sviluppare e accumulare capitale umano. (Per esempio, se le università sono private e hanno delle rette elevatissime, molti ragazzi non avranno la possibilità di frequentarle e quindi vengono sprecate le loro capacità potenziali) b) Impedisce di sfruttare il capitale umano accumulato e di utilizzarlo. (Per esempio, persone laureate che magari vanno a svolgere mansioni che non richiederebbero una preparazione di quel tipo) 2) L’altro meccanismo riguarda la riproduzione intergenerazionale dello svantaggio. Crescere in una famiglia svantaggiata e/o in un quartiere svantaggiato aumenta significativamente il rischio di ereditare le cause materiali e comportamentali dello svantaggio. Per una serie di ragioni che attengono sia le restrizioni economiche che vivono le famiglie svantaggiate, sia la povertà di capitale umano, sia gli stili educativi
Questo grafico mostra i tassi di omicidio per età e sesso e compara la città di Chicago con l’Inghilterra e il Galles. La curva della propensione a commettere omicidi per età e sesso, la curva che ha il picco intorno ai 20-24 anni, è identica (quella degli uomini) sia per l’Inghilterra sia per il Galles. La propensione a commettere un reato violento, come l’omicidio, è legata alla fase del ciclo di vita, che la persona sta traversando e alle aspettative e alle pressioni sociali che si esercitano tra le diverse fasi. Questa situazione viene spiegata con le aspettative di ruolo che sono attese nel caso dei giovani maschi e con la frustrazione che può verificarsi quando un ragazzo non è nelle condizioni di poter rispettare queste aspettative di ruolo. Tutto ciò sviluppa un atteggiamento violento, che aumenta al crescere della disuguaglianza. 4) L’altro ambito in cui la disuguaglianza ha effetti estremamente negativi è quello della salute. Le persone svantaggiate hanno una cattiva salute. Qualsiasi indicatore si possa prendere in considerazione mostra che più è basso il livello occupato nella stratificazione sociale peggiori saranno le condizioni di salute delle persone, per esempio in termini di speranza di vita. Le condizioni materiali di vita, anche culturali, hanno un impatto molto forte sull’organismo degli individui, al punto che gli uomini con un elevato titolo di studio sono 2-3 cm più alti di quelli con basso titolo di studio (le donne 1,5- 2 cm). Per esempio, le mamme con titolo di studio più basso e che provengono da contesti svantaggiati, hanno maggiore probabilità di essere fumatrici e di continuare a fumare durante la gravidanza, di consumare alcolici, quindi di non rispettare le prescrizioni mediche per essere in salute durante la gravidanza. Tutti questi fattori hanno un impatto significativo sullo sviluppo del feto, per esempio nello sviluppo cerebrale del bambino, poiché attraverso il cordone ombelicale e la placenta si trasmettono le conseguenze negative di questi comportamenti. Tutto questo si riflette in una peggiore salute dei bambini,
che molto spesso prosegue nel corso degli anni fino ad avere un’incidenza maggiore nei rischi di contrarre dei tumori ecc.