Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Power Point Polimeri, Slide di Chimica

Power Point con immagini sui polimeri, nello specifico viene spiegato: cosa sono i polimeri, cosa è la polimerizzazione, come sono classificati i polimeri, quali sono i principali polimeri artificiali.

Tipologia: Slide

2023/2024

In vendita dal 27/12/2023

davide_di_vendra
davide_di_vendra 🇮🇹

2

(2)

19 documenti

1 / 12

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
I POLIMERI
A cura di:
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa

Anteprima parziale del testo

Scarica Power Point Polimeri e più Slide in PDF di Chimica solo su Docsity!

I POLIMERI

A cura di:

COSA SONO?

Un polimero è una molecola con elevato peso molecolare e appare come una lunga catena alla quale possono essere legate diverse ramificazioni. Le unità base sono singole molecole, dette monomeri: si possono aggregare a gruppi di due, tre o più (dimeri, trimeri, tetrameri...) o a centinaia (alti polimeri). I monomeri sono legati tra di loro mediante due o più doppi legami o due o più gruppi funzionali.

C

H

C C C

H H H

H H H H

C

H

C C C

H H H

H H H H

C

H

C C C

H H H

H H H H

C

H

C C C

H H H

H H H H

  • La poliaddizione , è il processo di formazione di polimeri per mezzo di addizione di monomeri che non comprende l’eliminazione di alcuna sostanza

La policondesazione , è il processo di formazione di polimeri per mezzo di successive reazioni di condensazione (con eliminazione di molecole d’acqua o di altre molecole semplici) tra molecole che abbiano due gruppi funzionali. Cl C CH (^2) + O CH 2 C Cl O CH 2 CH 2 N CH^2 CH^2 CH^2 CH^2 H H N H H CH 2 CH 2 Cl C CH 2 O CH 2 C O CH 2 CH 2 N CH 2 CH 2 CH 2 CH 2 H N H H CH 2 CH (^2) + HCl

I polimeri si possono dividere in 3 gruppi principali:

  • Naturali , sono sintetizzati dagli organismi viventi (le proteine, la cellulosa, l'amido, la chitina, l'acido ialuronico, il DNA e l'RNA).
  • Artificiali , si ottengono modificando chimicamente i polimeri naturali (come il rayon e l'acetato di cellulosa);
  • Sintetici , sono ottenuti per sintesi chimica (il polietilene, il polipropilene, il PVC, il polistirene, il nylon). LA CLASSIFICAZIONE DEI POLIMERI

I PRINCIPALI POLIMERI ARTIFICIALI

Rayon Acetato di cellulosa

IL RAYON Noto anche come “seta artificiale”, è una fibra tessile semi-artificiale che si ottiene a partire dalla cellulosa. La cellulosa purificata viene prima trattata con soda caustica, successivamente il composto viene additivato con disolfuro di carbonio e il tutto viene disciolto in idrossido di sodio. Quando si ottiene una soluzione viscosa, questa viene estrusa attraverso piccolissimi fori e raggiunge un bagno coagulante di acidi e sali che la fa ritornare allo stato solido sotto forma di minuscole fibre. La produzione del Rayon risulta poco sostenibile ed espone a rischi come il rilascio nell’aria di solfuro di carbonio o la dispersione di sottoprodotti salini nelle acque di scarto.

LA CELLULOIDE E’ un materiale plastico di origine naturale, ottenuto partendo dalla cellulosa della fibra di cotone e dalla canfora. Hyatt, colui che scoprì la celluloide creò una materia plastica molto dura e resistente, economica, con la possibilità di essere colorata. Essendo termoplastica è facilmente lavorabile, resistente agli urti, elastica, infrangibile, impermeabile all’acqua, chimicamente poco stabile e altamente infiammabile. Oggi viene usata per produrre montature di occhiali, pellicole fotografiche, contenitori e tasti per pianoforte.

IL POLIVINILCLORURO Meglio conosciuto come PVC , è il polimero del cloruro di vinile ed è una delle materie plastiche di maggior consumo al mondo. Puro è un materiale rigido e deve la sua versatilità applicativa alla possibilità di essere miscelato, anche in proporzioni elevate, a composti inorganici e a prodotti plastificanti. Viene considerato stabile e sicuro nelle applicazioni tecnologiche a temperatura ambiente, ma estremamente pericoloso se bruciato o scaldato a elevate temperature e in impianti inidonei al suo trattamento in cui può liberarsi come acido cloridrico.