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Power point su Shelling; Schematico
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Leonberg 1775 – Bad Ragaz
Schelling nasce nel 1775 a Leonberg, a soli 15 anni viene ammesso
nel seminario teologico di Tubinga, cioè tre anni prima dell’età
stabilita.
Laureatosi in teologia, si appassiona alla filosofia, studia Rousseau,
Kant e soprattutto Fichte. Conclusi gli studi universitari lavora come
precettore prima a Stoccarda poi a Lipsia.
Nel 1798, Schelling viene nominato professore straordinario presso
l’Università di Jena.
Nel 1803, Schelling lascia Jena per Würzburg, dove è nominato
professore di filosofia.
Nel 1806 si trasferisce a Monaco dove rimane fino al 1841, con
l’eccezione di un breve soggiorno a Stoccarda (1810) e una più
lunga permanenza a Erlangen (1820-27).
Le opere principali di Schelling sono:
Idee per una filosofia della natura (1797);
Sistema dell’ idealismo trascendentale (1800);
Bruno (1802);
Filosofia dell’arte (1802);
Filosofia e religione (1804);
Filosofia della rivelazione (1845-1846);
Introduzione filosofica alla filosofia della mitologia (1850).
La filosofia di Fichte, riconoscendo l’infinito come attività libera e
creatrice capace di spiegare l’Io e il non-io (lo spirito e la natura),
apre le porte al Romanticismo, gettando le basi dell’Idealismo.
Schelling e i romantici vedono la filosofia fichtiana come un nuovo
inizio, ben presto però iniziano a modificarla.
Schelling cerca di indirizzare la filosofia di Fichte alla difesa dei suoi
più grandi interessi: quelli naturalistico-estetici.
Dall’inizio Schelling riporta l’Io assoluto di Fichte alla Sostanza di
Spinoza: la Sostanza di Spinoza è il principio dell’infinita oggettività,
l’Io di Fichte è il principio dell’infinità soggettività.
Schelling non è soddisfatto del modo nel quale Fichte fa derivare il
Non-Io (la natura) dall’Io (lo spirito).
Per Schelling, la natura deriva dallo spirito, perciò anche la natura è
qualcosa di spirituale, non solamente materiale.
La natura si riveste così delle caratteristiche tipiche dello spirito
acquisendo un’essenza vitalistica e organicistica.
Lo spirito si manifesta nella natura in entrambe le forme, spirito e
natura, Io e Non-Io.
Spirito e natura sono uno la continuazione dell’altra, appartengono
allo stesso processo e non si contrappongono, come nel pensiero di
Fichte in modo antitetico.
La filosofia di Schelling si può quindi configurare come filosofia dello
spirito e della natura.
Per Schelling la natura presenta un organicismo, un vitalismo, che
rimandano ad un qualcosa di vivo che non è spiegabile solo con le
leggi della meccanica.
Schelling afferma la piena circolarità tra natura e spirito che non
sono né indipendenti, né conseguenti ma i due aspetti paralleli di un
unico processo.
Il filosofo afferma che : “ la natura è lo spirito visibile, lo spirito è
natura invisibile”.
Compito della filosofia sarà quello di dimostrare il carattere
apparente dell’opposizione tra spirito e natura, rivelandone invece la
sostanziale identità.
Con l’idealismo trascendentale Schelling traccia la storia dell’Io per
mostrare come esso attraverso tre epoche di sviluppo diventa
consapevole di essere anche natura. Le tre epoche di sviluppo
dell’Io (della coscienza) sono:
La sensazione , in cui l’Io considera la natura come una realtà che
appare
separata e indipendente dall’Io stesso.
La riflessione , in cui l’Io giunge a capire, riflettendo, che la realtà e
le cose
della natura diventano comprensibili e conoscibili in quanto
diventano l’oggetto
della sua propria coscienza.
La volontà , in cui l’Io diventa autocoscienza ossia si rende conto che
tutta la natura è il prodotto della volontà di un’intelligenza che è
dentro la natura stessa e la cui essenza spirituale è pari alla sua (lo
Schelling afferma che: "l'arte è l’unico vero ed eterno organo e
documento insieme della filosofia, il quale […] attesta quel che la
filosofia non può rappresentare esternamente“.
Nell’opera d’arte coincidono natura inconscia e libertà creativa
dell’artista. È solo con l’arte che l’uomo può riuscire a cogliere
l’assoluto.
L’assoluto è identità totale fra soggetto e oggetto, quindi ogni attività
intellettuale, ad esempio quella filosofica, che separi e distingua non
può cogliere questa identità totale.
La filosofia può cogliere i due principi dell’assoluto come separati,
ma non può cogliere l’assoluto come tale.
L’artista può cogliere l’assoluto non attraverso un’attività separante,
distinguente, ma attraverso un’intuizione immediata, totale, diretta.
L'ultimo fase della filosofia di Schelling è denominata "filosofia
positiva".
La filosofia positiva nasce dal contrasto con la filosofia negativa di
Hegel per cui la ragione può conoscere solo l'essenza delle cose e
non il loro fondamento ultimo.
A ciò Schelling contrappone una filosofia trova il fondamento
metafisico dell’essere non ricercandolo più in un a priori speculativo
(filosofico) ma nell'esperienza (metafisica ed extrastorica).
La filosofia positiva studia gli eventi empirici alla luce della fede,
scorgendo nei dati sensibili la manifestazione progressiva di Dio.
Schelling parla di un Dio personale che si rivela all’uomo, ed entra in
comunione con lui.
La filosofia positiva aiuta a capire il senso dello sviluppo dell’uomo
nei secoli, essa è divisa in:
Filosofia della mitologia , che ha per oggetto i miti che per
Schelling non sono favole senza senso, ma l’espressione di una
verità primordiale e profonda.
I miti non erano frutto della fantasia, ma del necessario processo
attraverso il quale l’uomo ha sviluppato sempre di più la propria
coscienza di Dio.
Filosofia della rivelazione , che si riferisce invece alla diretta
manifestazione di Dio che liberamente si autorivela all’uomo così
che egli lo possa conoscere come uomo.