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Power Point Shelling, Schemi e mappe concettuali di Storia Della Pedagogia

Power point su Shelling; Schematico

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 17/02/2021

ludovica_mostacci
ludovica_mostacci 🇮🇹

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Friedrich
Schelling
Leonberg 1775 – Bad Ragaz
1854
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Friedrich

Schelling

Leonberg 1775 – Bad Ragaz

Biografia

Schelling nasce nel 1775 a Leonberg, a soli 15 anni viene ammesso

nel seminario teologico di Tubinga, cioè tre anni prima dell’età

stabilita.

Laureatosi in teologia, si appassiona alla filosofia, studia Rousseau,

Kant e soprattutto Fichte. Conclusi gli studi universitari lavora come

precettore prima a Stoccarda poi a Lipsia.

Nel 1798, Schelling viene nominato professore straordinario presso

l’Università di Jena.

Nel 1803, Schelling lascia Jena per Würzburg, dove è nominato

professore di filosofia.

Nel 1806 si trasferisce a Monaco dove rimane fino al 1841, con

l’eccezione di un breve soggiorno a Stoccarda (1810) e una più

lunga permanenza a Erlangen (1820-27).

Opere

Le opere principali di Schelling sono:

Idee per una filosofia della natura (1797);

Sistema dell’ idealismo trascendentale (1800);

Bruno (1802);

Filosofia dell’arte (1802);

Filosofia e religione (1804);

Filosofia della rivelazione (1845-1846);

Introduzione filosofica alla filosofia della mitologia (1850).

L’assoluto come indifferenza di

spirito e natura

La filosofia di Fichte, riconoscendo l’infinito come attività libera e

creatrice capace di spiegare l’Io e il non-io (lo spirito e la natura),

apre le porte al Romanticismo, gettando le basi dell’Idealismo.

Schelling e i romantici vedono la filosofia fichtiana come un nuovo

inizio, ben presto però iniziano a modificarla.

Schelling cerca di indirizzare la filosofia di Fichte alla difesa dei suoi

più grandi interessi: quelli naturalistico-estetici.

Dall’inizio Schelling riporta l’Io assoluto di Fichte alla Sostanza di

Spinoza: la Sostanza di Spinoza è il principio dell’infinita oggettività,

l’Io di Fichte è il principio dell’infinità soggettività.

Il distacco da Fichte

Schelling non è soddisfatto del modo nel quale Fichte fa derivare il

Non-Io (la natura) dall’Io (lo spirito).

Per Schelling, la natura deriva dallo spirito, perciò anche la natura è

qualcosa di spirituale, non solamente materiale.

La natura si riveste così delle caratteristiche tipiche dello spirito

acquisendo un’essenza vitalistica e organicistica.

Lo spirito si manifesta nella natura in entrambe le forme, spirito e

natura, Io e Non-Io.

Spirito e natura sono uno la continuazione dell’altra, appartengono

allo stesso processo e non si contrappongono, come nel pensiero di

Fichte in modo antitetico.

La filosofia dello spirito e della

natura

La filosofia di Schelling si può quindi configurare come filosofia dello

spirito e della natura.

Per Schelling la natura presenta un organicismo, un vitalismo, che

rimandano ad un qualcosa di vivo che non è spiegabile solo con le

leggi della meccanica.

Schelling afferma la piena circolarità tra natura e spirito che non

sono né indipendenti, né conseguenti ma i due aspetti paralleli di un

unico processo.

Il filosofo afferma che : “ la natura è lo spirito visibile, lo spirito è

natura invisibile”.

Compito della filosofia sarà quello di dimostrare il carattere

apparente dell’opposizione tra spirito e natura, rivelandone invece la

sostanziale identità.

Le tre epoche dello sviluppo

dell’Io

Con l’idealismo trascendentale Schelling traccia la storia dell’Io per

mostrare come esso attraverso tre epoche di sviluppo diventa

consapevole di essere anche natura. Le tre epoche di sviluppo

dell’Io (della coscienza) sono:

La sensazione , in cui l’Io considera la natura come una realtà che

appare

separata e indipendente dall’Io stesso.

La riflessione , in cui l’Io giunge a capire, riflettendo, che la realtà e

le cose

della natura diventano comprensibili e conoscibili in quanto

diventano l’oggetto

della sua propria coscienza.

La volontà , in cui l’Io diventa autocoscienza ossia si rende conto che

tutta la natura è il prodotto della volontà di un’intelligenza che è

dentro la natura stessa e la cui essenza spirituale è pari alla sua (lo

L’Arte

Schelling afferma che: "l'arte è l’unico vero ed eterno organo e

documento insieme della filosofia, il quale […] attesta quel che la

filosofia non può rappresentare esternamente“.

Nell’opera d’arte coincidono natura inconscia e libertà creativa

dell’artista. È solo con l’arte che l’uomo può riuscire a cogliere

l’assoluto.

L’assoluto è identità totale fra soggetto e oggetto, quindi ogni attività

intellettuale, ad esempio quella filosofica, che separi e distingua non

può cogliere questa identità totale.

La filosofia può cogliere i due principi dell’assoluto come separati,

ma non può cogliere l’assoluto come tale.

L’artista può cogliere l’assoluto non attraverso un’attività separante,

distinguente, ma attraverso un’intuizione immediata, totale, diretta.

La filosofia positiva

L'ultimo fase della filosofia di Schelling è denominata "filosofia

positiva".

La filosofia positiva nasce dal contrasto con la filosofia negativa di

Hegel per cui la ragione può conoscere solo l'essenza delle cose e

non il loro fondamento ultimo.

A ciò Schelling contrappone una filosofia trova il fondamento

metafisico dell’essere non ricercandolo più in un a priori speculativo

(filosofico) ma nell'esperienza (metafisica ed extrastorica).

La filosofia positiva studia gli eventi empirici alla luce della fede,

scorgendo nei dati sensibili la manifestazione progressiva di Dio.

Schelling parla di un Dio personale che si rivela all’uomo, ed entra in

comunione con lui.

La filosofia positiva

La filosofia positiva aiuta a capire il senso dello sviluppo dell’uomo

nei secoli, essa è divisa in:

Filosofia della mitologia , che ha per oggetto i miti che per

Schelling non sono favole senza senso, ma l’espressione di una

verità primordiale e profonda.

I miti non erano frutto della fantasia, ma del necessario processo

attraverso il quale l’uomo ha sviluppato sempre di più la propria

coscienza di Dio.

Filosofia della rivelazione , che si riferisce invece alla diretta

manifestazione di Dio che liberamente si autorivela all’uomo così

che egli lo possa conoscere come uomo.