









Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Saul Alfieri, breve presentazione
Tipologia: Appunti
1 / 15
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!










SAUL FILE PER PRESENTAZIONE
#1. 3 respiri
1786 versificazione riveduta per la copia Polidori 1789 interventi sulle bozze di stampa per l’edizione Didot, effettiva forma della tragedia che leggiamo oggi _ #2 prime modifiche Nell’idea vi è un veloce accenno al contenuto delle singole scene ed è già delineato il tema vitale della tragedia ovvero l’interiore perplessità di Saul. Nella stesura si ha l’eliminazione del personaggio della pitonissa e del fantasma del profeta Samuele poiché la forza soprannaturale non piaceva al pubblico del suo tempo e quindi rende le ombre parte delle visioni deliranti di Saul. Nella prima versificazione si possono cogliere delle modifiche che vogliono dare immagine più nobile dei sentimenti di David nei confronti di chi lo odia e di chi lo ama: infatti sarà Gionata ad accusare Abner di voler spingere Saul alla rovina e non più David (come era nella prosa), inoltre David dimostrerà sin da subito un interessamento maggiore verso le condizioni della sua amata Micol. #3 altre modifiche Si introduce inoltre, nel secondo atto, la similitudine della quercia antica che non vi era nella prosa. Nella scena quarta del terzo atto si
introduce il canto di David che nella stesura era solo rapidamente accennato. Per quanto riguarda gli interventi successivi si possono segnalare modifiche di varia natura: dall’eliminazione di alcuni versi, allo spostamento di altri, a delle aggiunte e così via. #4 copia polidori e edizione didot La copia Polidori, rispetto alla versificazione, introduce spesso delle varianti grafiche: maiuscole iniziali per nomi comuni al posto di minuscole, modifiche all’interpunzione, accenti posti su nomi propri all’interno di battute: Saùlle, Saùl, Dàvid, Israèl, Israèle, Goliàt, Samuèle, Samuèllo, Achimelèch. La figlia di Saul era chiamata nell’idea, nella stesura e nella versificazione Mical, mentre la copia Polidori opta per Micol. Nel 1789 il Saul fu stampato a Parigi nel volume IV dell’edizione Didot di tutte le tragedie e rispetto alla copia Polidori ci fu l’aggiunta di 54 versi, così come furono modificati un migliaio di versi. La suddivisione delle scene non subì invece cambiamenti. #5 dedica Come ricorda nella Vita (IV 10), Alfieri aveva offerto al papa Pio VI la dedica dell’opera, decidendo di “prostituire […] il coturno alla tiara”, per ottenere la protezione del pontefice contro la crescente ostilità del cardinale di York nei confronti della sua relazione con Luisa Stolberg d’Albany, moglie di Carlo Stuart (pretendente al trono d’Inghilterra). Lo stesso Alfieri ci riferisce dunque dell’ostilità del cardinale e del suo tentativo di adulare il papa, quando scrive nella Vita (IV 10): “La cagione fu dunque, che io sentendo già da qualche tempo bollir dei romori preteschi che uscivano di casa il cognato dell’amata mia donna, per cui mi era nota la scontentezza di esso e di tutta la di lui corte circa alla mia troppa frequenza in casa di essa; e questo scontentamento andando sempre crescendo; io cercai coll’adulare il Sovrano di Roma, di crearmi in lui un appoggio contro alle persecuzioni ch’io già parea presentire nel cuore, e che poi in fatti
-Libro primo dei Re (12-31), corrispondente al primo Libro di Samuel. Attilio Momigliano, nell’introduzione all’edizione commentata del Saul apparsa nel 1921 con il titolo Delle tragedie dell’Alfieri e segnatamente del “Saul”, afferma che Alfieri si è completamente distaccato dalla fonte biblica ponendo l’attenzione più sulla psicologia intima e solitaria che di lotta impari fra l’uomo e Dio. Per avvalorare la sua tesi Momigliano riparte anche dal pensiero di Sismondi espresso nel capitolo XIII di Della letteratura italiana quando viene scritto che Saul perisce vittima non delle sue passioni, ma dei suoi rimorsi ed appare quindi come un eroe della coscienza. La tragedia di Saul si configura in questo modo come un dramma psicologico- morale di coloritura romantica, sviluppatosi sul terreno di quell’individualismo che permette di considerare Alfieri un protoromantico. Nunzio Vaccalluzzo invece, nel suo commento alla tragedia, sottolinea quanto Alfieri si sia attenuto alla fonte biblica e lo stesso viene affermato da Walter Binni nella Lettura del “Saul”. Giovanni Getto in Saul scrive che il David descritto da Alfieri è ripreso proprio dalla tradizione. Secondo Ghidetti, si può affermare che Alfieri lesse con grandissima attenzione il passo biblico e fu fedele nel suo riportare la vicenda perché altrimenti non l’avrebbe mai dedicata al dotto ebraista Tommaso Valperga di Caluso, grande conoscitore delle Sacre Scritture. ####### il Saul di Agostino Nadal. Massimo Baldini (La genesi del Saul di Vittorio Alfieri, Firenze, Le Monnier, 1934, «GSLI», CV, 1935, pp. 136-15) volle dimostrare che “il Saul di Alfieri deriva da una tragedia francese e da un'ode inglese, cioè dal Saul di Agostino Nadal che nel Settecento il senese Francesco Corsetti aveva ridotto in prosa italiana, e dall'ode del Dott. Giovanni Brown, La cura di Saule, tradotta fedelmente in poesia italiana dal medesimo Corsetti. L'Alfieri, già designato dal Bertana e da altri come autobiografo capzioso e reticente, una volta di più non sarebbe stato sincero ο almeno avrebbe in parte nascoste le sue fonti, allorché scriveva nella Vita che egli aveva derivato l'argomento e l’ispirazione del Saul dalla lettura diretta della Bibbia. Al contrario le sue prime fonti sarebbero stati il poeta
francese e il poeta inglese, senza i quali forse egli non si sarebbe forse mai indotto a scrivere la maggior sua tragedia”. #8. Scelta del tema. Il Saul è l’unica tragedia ad affrontare un tema biblico, tratto dall’Antico Testamento, in particolare dal libro di Samuele. L’attrazione di Alfieri per il Vecchio Testamento non nasceva però da curiosità erudita: era infatti diversa dagli studi ebraici condotti, per esempio, da Tommaso Valperga di Caluso. Nel secondo Settecento si era diffuso in Europa un nuovo apprezzamento della Bibbia come espressione estetica d’un mondo arcaico da affiancare ad Omero e Ossian. Nella drammatizzazione della vicenda la fonte biblica è quindi integrata con motivi assunti dall’Ossian.
Alfieri attua delle modifiche rispetto al racconto presente nell’Antico Testamento anche per condensare le azioni in un solo giorno e rispettare così l’unità aristotelica di tempo, ma anche di luogo (la tragedia si svolge presso il Campo degli Israeliti) e di azione. La scelta del tema biblico, Alfieri la spiega nella Vita (IV 9): “Fin dal Marzo di quell’anno [1782] mi era dato assai alla lettura della Bibbia, ma non però regolarmente con ordine. Bastò nondimeno perch’io m’infiammassi del molto poetico che si può trarre da codesta lettura, e che non potessi più stare a segno, s’io con una qualche composizione biblica non dava sfogo a quell’invasamento che n’avea ricevuto. Ideai dunque, e distesi, e tosto poi verseggiai anche il Saulle, che fu la decimaquarta, e secondo il mio proposito d’allora l’ultima doveva essere di tutte le mie tragedie. E in quell’anno mi bolliva talmente nella fantasia la facoltà inventrice, che se non l’avessi frenata con questo proponimento, almeno altre due tragedie bibliche mi si affacciavano prepotentemente, e mi avrebbero strascinato: ma stetti fermo al proposito, e parendomi essere le quattordici anzi troppe che poche, lì feci punto.” #########
di una potenza che schiaccia l’uomo e contro cui non si può fare niente. Saul rappresenta dunque l’eroe lacerato e perplesso, in cui si può rivedere l’inquietudine preromantica che si stava affermando. Di fatto lo scontro si verifica qui tutto all’interno del protagonista, che è tormentato da un terribile senso di colpa causato dal suo desiderio sempre maggiore di potenza e dalla sua incuranza nel calpestare tutti coloro che lo circondano fino alla scoperta dei limiti umani e quindi fino alla fine dell’individualismo eroico. ######### Il conflitto si interiorizza e conduce ad una crisi d’identità ed a una scissione dell’Io. Anche nel suo duello con David, in realtà Saul non lotta con il David reale che gli è fedele, ma con l’immagine che lui stesso si è creato dell’uomo. In merito alla figura di Saul, Alfieri dice sempre nel Parere (Alfieri, Parere in Toschi e Romagnoli 1993: 733): “quella perplessità del cuore umano, così magica per l’effetto; per cui un uomo appassionato di due passioni fra loro contrarie, a vicenda vuole e disvuole una cosa stessa. Questa perplessità è uno dei maggiori segreti per generar commozione e sospensione in teatro”. Caratteristica importante di Saul è la solitudine resa con il soliloquio che chiude il quarto atto, così come la follia che viene indicata sin dal monologo di David che inaugura il primo atto. Il Saul è dunque la tragedia del dissidio interiore che fonde nell’animo del protagonista quella dialettica che, negli scritti precedenti, era risolta con contrasti tra personaggi opposti. ####### Nella figura di Saul si possono notare tratti dei tiranni delle precedenti tragedie. Il rapporto tra Saul e David può ricordare quello tra Filippo ed il figlio Carlo; l’impossibilità di abbandonare il potere regale fa pensare ad Eteocle; l’incapacità di gestire una forza superiore ci rimanda a Creonte. Come altri tiranni, Saul entra in scena a partire dal secondo atto ed è tormentato dalla lotta tra regalità e paternità. Saul di fatto nel corso della tragedia si sente vecchio, religiosamente sperduto e solo, su di lui pesa un orgoglio che non gli permette di accettare la
propria mortalità. Secondo Giovanni Getto (Lettere Italiane, OTTOBRE-DICEMBRE 1972, Vol. 24, No. 4, pp. 448-498) ######### Saul è folle nel senso in cui Dante userebbe tale parola, ovvero come sinonimo di superbia (Dante infatti inserisce Saul tra gli esempi di superbia impunita). Saul non appare qui come l’incubo di altre tragedie poiché tutti gli altri personaggi hanno una propria consistenza artistica indipendente da Saul stesso. Alfieri si rivede nella figura del re ebreo quando scrive in una lettera datata Pisa, I luglio 1785 indirizzata a Mario Bianchi “… e son come Saul: bramo in guerra la pace, e in pace guerra” (Epistolario I 142). Saul opta alla fine per il suicidio perché se non può vivere da sovrano, almeno può morire da re e le ultime parole da lui pronunciate sono proprie rivolte a Dio nell’individuazione della forza superiore a cui risale l’origine delle sue sventure, del limite che ha cercato invano di superare e di fronte a cui mostra ancora la sua dignità eroica, la sua volontà di suprema liberazione, la tragica grandezza degli eroi alfieriani vinti, ma non piegati: Sei paga, d’inesorabil Dio terribil ira? ####### Alfieri mostra dei dubbi in merito a tale suicidio quando scrive nel Parere (Parere p. 314): “Il tutto però di questa tragedia non me la fa vedere come cosa di prim’ordine, stante, che la catastrofe, dopo diverse passioni per cui un suocero vorrebbe uccidere un genero, finisce con l’uccidersi di propria mano un re vinto, per non l’essere dai soprastanti vincitori: cosa compassionevole, ma per l’ultima impressione che lascia nel cuore degli spettatori, assai meno tragica, che ogni altra”. ######## Il personaggio di David appare fortemente idealizzato e sicuramente molto diverso dall’avventuriero descritto da Voltaire nel Dictionnaire philosophique che iniziò la propria ascesa arruolando una banda di
d’Iddio, mentre che David non ne sviluppa che la parte pietosa, potrà da taluno non senza ragione esser tacciato d’inutile. E non lo negherò, potendo benissimo star la tragedia senz’esso.” ########## Caratteristiche tiranno e titano David: caratteristiche del titano Devoto “Miseri noi! Che siamo se Iddio ci lascia?” Umile “In campo non vil soldato, e tuo genero in corte mi tengo; e innanzi a Dio, nulla mi estimo” Virtuoso “Dio giusto, premiator non tardo di virtù vera; egli è con te” Pronto a sacrificarsi per la patria “Compagno, scudo, vittima, a te m’offro” Coraggioso “Meglio è morir che trarre selvaggia vita in solitudin, dove a niun sei caro e di nessun ti cale” Buono “Ei mi vuol spento, io lo voglio salvo, felice e vincitor” Saul: caratteristiche del tiranno Infelice “Quanti anni or sono che sul mio labro il riso non fu visto spuntare?” Irascibile “Impaziente, torbido, adirato sempre; a me stesso incresco ogn’ora” Debole “Sì, questo giorno è finale; a noi l’estremo, è questo” Insaziabile “Io ria di regno insaziabil sete” Blasfemo “I passi tuoi hai ritorti dal sentier, che al Signor mena” Superbo “Io solo basto ad ogni pugna, qual sia… duce è Saul” “Fui padre. Eccoti solo, o re; non un ti resta dei tanti amici o dei servi tuoi”. Saul è insieme eroe e tiranno, che unisce nella sua interiorità slanci ed entusiasmi eroici, di un lontano eroismo avuto in gioventù, e ombrosità, suscettibilità e malvagità tiranniche. La figura del tiranno come la intendeva Alfieri è l’immagine riflessa della follia di Saul stesso.
Abner, chiuso ad ogni realtà sovrannaturale, trasferisce ogni problema sul piano politico e si preoccupa semplicemente di volgere Saul contro David e la casta sacerdotale, convinto del fatto che Saul non abbia pace a causa degli intrighi sacerdotali di Samuele. Saul invece riconduce il tutto ad una realtà più profonda di natura religiosa.
Significativo è anche il personaggio di Gionata, figlio di Saul, presentato come il tipico amico e compagno che sta accanto all’eccezionale figura del guerriero, ovvero David. Gionata non può far altro che ammirare David che viene paragonato al sole che con la sua luce dà la giusta proporzione alle cose e, tramontando, lascia tutto nell’incertezza e nel timore. Nel Parere si può leggere di questo personaggio: “Ha del soprannaturale forse ancor piú che David […], il quale preconizzato re dai profeti, se non era l’ajuto di Dio, dovea parere a Gionata piuttosto un rivale nemico, che non un fratello. L’effetto che risulta in lui da questa specie di amore inspirato e dalla sua totale rassegnazione al voler divino, parmi che sia di renderlo affettuosissimo in tutti i suoi detti al padre, alla sorella, e al cognato; e ammirabilissimo, senza inverisimiglianza, agli spettatori.”
Nel Parere Micol è invece così descritta: “Micol è una tenera sposa e una figlia obbediente; né altro dovea essere”. Alfieri la sceglie come unica sposa di David, nonostante nella tradizione biblica si parli di più mogli. #10. Saul e Dio (2 diapositive ) Ghidetti ha messo in evidenza quanto la pulsione che guida Saul verso il compimento del suo destino risalga a prima della sconfitta dell’esercito ebraico e della notizia della morte dei figli perché
interiore. Lo stesso Alfieri vede rappresentate le sue sofferenze nei tormenti di Saul. Francesco de Sanctis in Storia della letteratura italiana ha considerato questa tragedia come il rovesciamento della fonte biblica “la riabilitazione di Saul, e i sacerdoti tinti di colore oscuro”. La scelta di prendere in considerazione un passo biblico permette di inserire una figuralità maggiore senza perdere la componente drammatica e di unire altri testi considerati primitivi. Ad esempio l’intervento lirico di David è ripreso dall’Ossian oppure vi è anche un riferimento alla Commedia, infatti i figli di Saul vengono coinvolti nella punizione del padre come quelli del conte Ugolino. Sono numerosi anche i riferimenti che Alfieri fa a Giovan Battista Marino. Sismondi vedeva nel Saul la tragedia della fatalità umana (De la littérature du Midi de l’Europe, tome III, Paris, Chez Treuttel et Würtz, 1813, p. 29), mentre Gioberti (Parallelo fra l’Alfieri e Shakspeare, in V. Gioberti, Studi filologici, a cura di D. Fissore, Torino, Tipografia torinese, 1867, pp. 151-157 (si può leggere anche in Id., Scritti scelti, a cura di A. Guzzo, Torino, UTET, 1954, 2a ed. riveduta ivi, 1966 (19742), pp. 450-457) nota come Alfieri esprimesse nel Saul gli elementi più profondi della sua autobiografia e della sua intuizione della vita umana. #12. RAPPRESENTAZIONI. (2 diapositive almeno) (((((Alfieri lesse con successo la tragedia durante il soggiorno romano, nell’aprile del 1783, all’Accademia degli Arcadi. ))))))Nel 1793, a Firenze, Alfieri scopre quanto si diverta a recitare ed è così che inizia a dedicarsi con più frequenza a questo passatempo proprio a partire dal Saul. A giugno del 1795, a Pisa, interpretò Saul per l’ultima volta. Alfieri si identifica completamente in Saul. Questo aspetto viene indicato anche da Ansano Mocenni in una sua lettera ad Alfieri del 1° giugno 1795 quando, dopo aver visto recitare Alfieri, scrive: “nella collera li doventavano i labbri bianchi, li si impallidisce il volto dalla bile, e di poi li si accende tutto fuoco, i suoi occhi inspirano la maggior tristezza, e pare che i capelli li si rizzino”. Antonio
Morrocchesi recitò nei panni di Saul a Firenze nel gennaio del 1794, al Teatro di Santa Maria, e ne parlò nelle sue Memorie, ritenendo questa tragedia un’opera non rappresentabile. Tuttavia, ebbe sedici repliche e la quinta sera vi assistette lo stesso Alfieri. La tragedia fu interpretata, nel corso dell’Ottocento, da Paolo Belli Blanes con la Compagnia Reale Italiana; da Luigi Gattinelli, a Torino al Carignano; da Gustavo Modena, nella parte di Saul e Tommaso Salvini in quella di David, a Milano al Teatro Re. In seguito Salvini impersonò più volte Saul, sempre a Milano, al Teatro Carcano, ma anche a Palermo e ad Asti e Torino, nel 1903. Da ricordare la rappresentazione di Varsavia del 12 novembre 1809 e quella di Weimar, organizzata da Goethe, nell’aprile 1811. Notevole fu la fortuna della tragedia nelle riduzioni musicali. Bonifazio Assioli da Correggio mise in musica i canti di David (III, 248-387) per il tenore La Cainea. All’esecuzione, in un’Accademia privata di Firenze, partecipò anche Alfieri che pregò La Cainea di “far aggradire ad Asioli i sentimenti del suo pieno soddisfacimento”. Il personaggio di Saul ritorna nel 1821 a Venezia, ad opera di Luigi Antonio Calegari, e, in prima assoluta, il 21 giugno 1830, grazie a Carolina Uccelli, alla Pergola di Firenze. (Lo accorcerei un po’ ) #13. Influenze successive Nel 1810 Giacomo Leopardi presentò 23 composizioni per il saggio a coronamento del ciclo annuale di studi e tra questi scritti appare anche la canzone La morte di Saulle che dimostra una conoscenza del poeta di Recanati della tragedia di Alfieri. La similitudine tra l’accasciarsi a terra del re suicida e l’albero sradicato ai vv. 21-28 della canzone si collega alle parole di Saul che annuncia la propria rovina nella seconda scena del secondo atto (vv. 157-159). Vi è un richiamo alla tragedia anche ai versi 32-38 della canzone in cui il poeta ci riporta le parole del re agonizzante che chiede di essere finito da un soldato