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•Slide prof, opere di slide mancanti spiegate a lezione, opere e appunti presi dai libri “De Fusco” e “Manuale di storia del design”, appunti lezioni, approfondimenti, schermi sintetici periodi e autori, linea del tempo periodi, descrizione opere con nome e immagine (Gli appunti della seconda parte del test sono disponibili su un altro file) (CONSIGLIO VIVAMENTE PER CHI NON VUOLE PRENDERE APPUNTI O PER CHI VUOLE AVERE UNA BASE SULLA QUALE AGGIUNGERE ANCHE I PROPRI) La prima parte presenta questi argomenti: -nascita della stampa, la prima e seconda fase della rivoluzione industriale, la Great Exhibition,l’art & crafts, decò,shakers americani,mobili del tappezziere e dell’ingegnere,l’art noveau nei vari paesi, Jugendstil e il secessionismo, il proto-razionalismo, la germania e l’azienda AEG, gli stati uniti con Fordismo e Taylorismo, i precendenti dell’accademismo, le avanguardie (impressionismo, simbolismo, il de stijl, il futurismo, il suprematismo, il costruttivismo), il bauhaus.
Tipologia: Appunti
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Secondo il libro Storia del Design di De Fusco la stampa anticipa di oltre tre secoli la rivoluzione industriale. Se con la rivoluzione industriale si divide la divisione artigianale da quella industriale e si ferma la figura del designer, inteso come progettista che progetta oggetti in serie con l’utilizzo di macchinari, allora anche la stampa ha costituito alla nascita dell’industria. Infatti, l’arte di scrivere diventa meccanizzata, e dunque viene chiamata stampa. La stampa produce oggetti in serie attraverso macchinari. Inoltre, l’industrializzazione comprende la fase di progetto, produzione, vendita e consumo , proprio come la stampa. Inizialmente vi era la silografa che impiegava come matrice una tavoletta in legno sulla quale erano incise delle lettere, che veniva poi inchiostrata e premuta da un torchio su un foglio. Questa tecnica era utilizzata sia per gli scritti che per le immagini. Successivamente il legno venne sostituito dal metallo, fino ad arrivare alla stampa a caratteri mobili inventata da Johann Gensfeisch (Gutemberg) nel 1436. Dunque, nasce la tipografa.
Inizialmente i pezzettini erano di legno, poi vengono creati in piombo, i cinesi già gli utilizzavano. I caratteri mobili furono la svolta in quanto ogni pezzo era intercambiabile. La stampa si è potuta sviluppare, perché parallelamente è stata perfezionata la fabbricazione della carta e delle cartiere. Nel 1452 Gutenberg stampa la Bibbia a 42 linee, composta su due colonne. Questo segna il distacco dai manoscritti alla stampa vera e propria.
L’idea di libro nasce con l’intento di tradurre con mezzi meccanici la scrittura degli amanuensi ma anche inteso come merce da commerciare. I libri prima del 1500 erano scritti in più lingue (italiano, francese, tedesco, fammingo) e trattavano più argomenti (religiosi, dirito, genere leterario...). La ragione per la quale il libro ebbe successo nel Rinascimento sta nel fatto che molti libri venivano scritti in latino, e questo permise di commerciare il libro a scala internazionale. Spesso i libri erano commerciati in fogli slegati e imballati in barili, toccava al destinatario ricomporli, rilegarli e confezionarli. Più tardi la rete di distribuzione fu perfezionata in quanto si crearono agenzie e agent. Il suo momento di maggiore attività fu nelle grandi fere come quelle di Lione, Francoforte, Lipsia... Il libro di Tommaso da Kempis, chiamato Imitatone Christ fu l’esempio di primo “best seller” in quanto in poche settimane furono vendute moltissime copie. Come si vede la stampa anticipa il design in quanto la stampa è intesa come progetto: ha una sua grafica, un suo procedimento per produrla, delle sue revisioni e modifiche, un suo oggetto finale (il libro) e un commercio. L’artigiano si concentrava su un solo manufatto che modificava in corso d’opera, mentre il designer concentra tutto nella fase progettuale prima di mandare l’oggetto in produzione (l’industria). Inoltre, l’artigiano progetta per un committente noto, il designer progetta potenzialmente per un’intera sfera sociale. Nello stampa si può definire progetto il disegno dei caratteri e le regole combinatorie con la quale si compongono fra loro. Il disegno dei caratteri e l'impaginazione sono operazioni progettuali in quanto vengono fissate prima dal processo lavorativo perché nella fase di esecuzione non ci sono interventi possibili da poter fare. Il valore estetico del prodotto dipende dalla qualità degli elementi prefabbricati (caratteri mobili) e dalla loro composizione nella pagina (impaginazione). Per questo motivo la stampa e la grafica di quest'ultima è da considerarsi come la prima forma storica di disegno industriale.
800’ il design è: ARTE APPLICATA, DECORATIVA E INDUSTRIALE (connotati negativi) Argan spiega: l’arte pura ha sempre avuti più importanza rispetto all’arte applicata. La tecnica era vista come pura manualità, priva di carattere e forza ideale. Con la rivoluzione industriale, la tecnica e la pratica hanno assunto importanza, l’accademismo invece perse quest’ultima. La bellezza di un oggetto dipendeva dalla sua perfezione tecnica, legata alla funzione pratica.
E negli anni della rivoluzione industriale si individua un orientamento estetico che viene espresso nel pensiero di David Hume. Secondo lui: “ la bellezza non è una qualità delle cose stesse ma esiste soltanto nella mente che contempla ed ogni mente concepisce una diversa bellezza .” Questo significa che esistono molti gusti diversi e variabili ma non tutti i gusti sono corretti. Secondo lui, tutti possono esprimere il loro giudizio ma essendo in una società si deve commisurare con questa. La differenza sta nella delicatezza che è una componente percettiva che non tutti hanno, ad esempio chi accorda la chitarra ad orecchio, chi disegna bene... Secondo Hume se hai la delicatezza, la pratichi, non hai pregiudizi e hai buon senso allora sei un critico quindi hai buon gusto, mentre l’assenza di queste condizioni è sinonimo di cattivo gusto. 1837 - 1901 REGNO DELLA REGINA VITTORIA La Gran Bretagna possiede il primato sulle invenzioni, sorgono edifici in tutto il paese c’è molta sperimentazione. Primi anni 30’: LIBERALISMO → produrre molto e in tempo breve a discapito della qualità dei prodotti, oggetti a basso costo. Questo grazie ai nuovi macchinari. Il lavoro artigianale viene sostituito. 800’ QUESTIONE ARTE-INDUSTRIA: contributo di Henry Cole, maggior esponente in epoca vittoriana. QUANDO APPARE LA FIGURA PROFESSIONALE DEL DESIGNER? Tra il XVIII e il XIX nascono anche altre figure professionali come quella dell’ingegnere e si sviluppano oltre alle accademie di belle arti l’idea stessa di belle arti. Il design come attività professionale nasce con la rivoluzione industriale, tra il settecento e l’ottocento in Inghilterra nasce la necessità di formare un nuovo tipo di professionista che sia capace di progettare per l’industria gli artefatti da produrre sulla base dei nuovi metodi di lavorazione.
➔ MACCHINA A VAPORE (James Watt) realizzata in Gran Bretagna nel 1763-1775. Questa macchina trasformava il vapore acqua in energia. Venne utilizzata per: prosciugare le miniere incrementando così l’estrazione del carbone, venne applicata ai telai permettendo la crescita dello sviluppo tessile ecc. ➔ Nascono le LOCOMOTIVE e si sviluppa la rete ferroviaria inglese che riduce i tempi di percorrenza e agevola le migrazioni dalle campagne alle città. ➔ Inizia il fenomeno dell’urbanizzazione e della meccanizzazione 1759 James Wat inventa la macchina a vapore. 1784 Edmund Cartwright inventa il power Loom, telaio idraulico (applicazione dell’energia idraulica alla tessitura). 1804 locomotiva : Richard Trevithick (nascono le ferrovie) 1818 Nasce l’Institution of Civil Engineering. 1837 telegrafo : Samuel Morse 1837 Government School of Art (London School of design)
HENRY COLE ( 1808 - 1882 ) ◼ Henry Cole (1808-1882) è un funzionario delle poste appassionato degli sviluppi della rivoluzione industriale. ◼ 1846 entra nella Society for the encouragement of Arts manufactures and commerce (il fondatore era il principe Albert, sposato con la regina Vittoria). Questa società incoraggiava i manufatti d’arte e il commercio. Henry Cole suggerisce al principe Albert di rendere internazionale l'esposizione. Nasce così la Great exhibition of the Works of industry of all Nations che avrà luogo a Hyde Park nel 1851. ◼ 1885 - stretta collaborazione con l’industria ◼ 1837 – nasce come Government School of Art anche chiamata Metropolitan School of Design e poi London School of Design ◼ 1852 – direttore Richard Burchet ◼ 1857 – trasferita a South Kensington (dov’è tutora) ◼ 1857 – ribattezzata Normal Training School of Art ◼ 1863 – ribattezzata natonal Art Training School ◼ 1896 – ribattezzata Royal College of Art IL PROGETTO: Per lui il progetto deve essere inteso in senso più ampio punto bisogna formare nuovi progettisti, educare il gusto delle persone, disegnare in modo appropriato gli oggetti realizzati a macchina. Egli ha come progetto quello di associare le arti all'industria. Quest'ultimo non è di tipo storicistico o naturalistico ma si deve basare sulla geometria, l'organismo, la semplificazione e la riduzione , potremmo definirlo strutturalista. Henry Cole prende il passato dell’Inghilterra e lo rielabora in stile geometrico togliendo gli elementi “superflui” come le decorazioni. 1847, GOVERNMENT SCHOOL OF DESIGN (LONDRA) (in seguito chiamata ROYAL COLLEGE OF ART) Henry Cole si chiede come poter inserire la parte artistica quando ci si interfaccia con l’industria e dunque con i macchinari. Egli capisce che gli artisti vanno istruiti e far applicare le loro conoscenze all’industria, conia l’espressione ART MANUFACTURER cioè l’artista-fabbricante. Il gusto pubblico deve essere educato per non continuare a copiare il passato , per questo motivo riformano le istituzioni scolastiche. In questo periodo prende spazio la figura professionale del designer. RIQUALIFICA L’OGGETTO INDUSTRIALE SECONDO DUE PRINCIPI: 1. RIFORMULAZIONE DEL CONCETTO DI FUNZIONALITÀ
➔ Inserisce un NUOVO ORIENTAMENTO DIDATTICO fin dalle elementari: IL DRAWING (il disegnare) e il DESIGN (il progetto). Il nuovo orientamento implica che non solo si insegni a disegnare ma anche a progettare, questo si può riassumere in un principio che coniuga scienza e arte. inoltre, lo inserisce per stimolare negli studenti la capacità di osservazione. ➔ Inserisce anche L'ART BOTANY ovvero la botanica artistica insegnata da Jones oltre ad altri corsi singoli tenuti da differenti maestri relativi a un'attività manifatturiera a diversi materiali: tessuti rivestimenti, il vetro, il legno, alla ceramica, la guttaperca e il corso in metallotecnica insegnato da Semper. ➔ Owen Jones insegna Art Botany alla School of Design ➔ Richard Redgrave insegna Elementary Design (Basic) PENSIERO: Henry Cole ritiene che LA SCARSA QUALITÀ DEGLI OGGETTI SIA DETERMINATA DALL’ASSENZA DI UN METODO DI PROGETTAZIONE ADEGUATO AI NUOVI MODI DI PRODURRE e che si debba elaborare una specifica metodologia di progettazione per l’industria. Nel 1846 costruisce un MUSEO DELLE ARTI APPLICATE. Una piccola azienda di ceramica dove gli studenti potessero fare esperienza nelle manifatture inglesi. Egli stesso progetta un servizio da tè tutto bianco con cui vince nel 1845 un concorso della Society of Arts dove la decorazione lascia spazio alla funzionalità per contenere il costo. Infatti, gli oggetti inglesi erano molto complessi, in stile rinascimentale e abbondavano di decorazioni. Quel che si otteneva era un oggetto eccessivo. Si era dato un nome “Felix Summertly” NEL 1852: “THE JOURNAL OF DESIGN AND MANUFACTURES” Henry Cole dirige questo giornale insieme al Pittore Redgrave, Jones e l’architetto tedesco Gottfried Semper. Questo giornale era uno STRUMENTO DI DIVULGAZIONE DELLE NUOVE IDEE SUL DESIGN. Si rivolgeva alla classe media, includeva campione effettivi di carte da parati e si concentrava sulle arti applicative e decorative Due principi fondamentali:
GREAT EXHIBITION 1851 Henry Cole suggerisce al principe Albert di rendere internazionale l'esposizione. Nasce così la GREAT EXHIBITION of the Works of industry of all Nations che avrà luogo a HYDE PARK nel 1851. Il padiglione fu realizzato da JOSEPH PAXTON in quanto vinse il concorso, ma egli non era un architetto e questo riscosse molte polemiche. Il padiglione era una sorta di emporio mondiale che fu chiamato CRISTAL PALACE. L’intento era quello di promuovere l’integrazione fra arte e industria. Gli oggetti contenuti all’interno del Cristal Palace mostrarono tutte le incertezze e le contraddizioni tra questo binomio. LA STRUTTURA: la struttura era realizzata con nuovi materiali come il vetro, la ghisa e il ferro , questo consentiva di avere un risparmio a livello economico grazie alle nuove lavorazioni (come la vulcanizzazione che permette di usare la guttaperca o il caucciù per simulare il legno, la pietra il metallo, gli intagli compresi o con la lavorazione della galvanoplastica che dà la possibilità di riprodurre oggetti facendo depositare per via elettrochimica un metallo su una forma o di tagliare con facilità il granito e il marmo). La costruzione si basava sul montaggio di pannelli prefabbricati di ferro e vetro modulari e smontabili ; infatti, successivamente fu spostata in un’altra piazza fino al 1836 quando fu distrutta dai tedeschi. COME ERA FATTA: il padiglione presentava una pianta a croce Latina con navata centrale voltata a botte interrotta a metà da un transetto aggiunto in seguito alle polemiche relative alla salvaguardia degli Olmi presenti sul luogo. COSA CONTENEVA: Vi erano diversissimi prodotti provenienti da tantissime nazioni differenti. Nella mostra vi erano circa 10.000 oggetti portati da 14.000 espositori provenienti da tutto il mondo, ed ebbe un’affluenza di 6 milioni di visitatori. Vi erano oggetti di tutti i tipi e questo evidenziava la potenza commerciale mondiale dell’Inghilterra. Presentava il più eclettico panorama di motivi stilistici , nella convinzione diffusa di dover conferire una patina di artisticità o di contenuto non solo agli oggetti d’uso domestico ma anche agli stessi macchinari. Come osserva Maldonado: la Great Exhibition di Londra del 1851 evidenziò il cattivo gusto e rese consapevoli le persone del degrado estetico degli oggetti. Gli oggetti prodotti fino ad allora con scarsa qualità e basso prezzo è stata la causa del cattivo gusto pubblico, che era diventato incolto. La parte meno attrattiva era quella dedicata ai macchinari → anche se sono stati proprio loro a rendere il periodo successivo la grande epoca del design. La sezione americana provocò più dibattito perché presentava oggetti tecnici come la macchina da cucire Singer, la falciatrice Mac Cormick trainata da cavalli e le pistole Colt. Erano tutti oggetti standardizzati prodotti in serie dove l’innovazione era l’intercambiabilità delle parti che permetteva di cambiare solo le parti guaste. Questo però andava a contrapporsi con l’unicità dell’oggetto. Vi erano oggetti che presentavano molte decorazioni anche laddove la fabbricazione meccanica le negava. La causa da una parte questo era dovuto al simbolismo e al fatto che ogni nuovo prodotto è più favorevolmente accolto se richiama uno già noto, dall’altro lato è strettamente collegato al decorativismo. Dunque, con la rivoluzione industriale i materiali tradizionali vengono sostituiti da imitazioni tecniche o nuove materie prime. La produzione a macchina impone la semplificazione dell’oggetto , si tolgono gli ornamenti che non servono per la funzione dell’oggetto.
OWEN JONES (1809-1874) 1836 – inizia a studiare l’architetura islamica 1845 – pubblica Plans, Elevatons, Sectons and Details of the Alhambra 1851 – supervisiona i lavori della Great Exhibiton (disegni e decorazioni) 1853 – insegna Art Botany alla School of Design (incaricato da H. Cole) 1856 – pubblica The Grammar of Ornament NEL 1856: “LA GRAMMATICA DELL’ORNAMENTO” Uno dei primi grandi architetti “designer”. Egli CERCA DI FARE UN MANUALE DI GRAFICA. Gira alcune zone del mondo e ridisegna molte delle decorazioni che trova, crea così una GRAMMATICA DELL’ORNAMENTO PER GLI STUDENTI della Royal collage of art di Londra, dove imparare le basi dell’ornamento che già lui aveva astratto da una serie di stili. Faceva vedere il rapporto dei colori e le forme, cercando di riassumerne dei principi:
CHRISTOPHER DRESSER (1834-1904) 1855 – insegna botanica artistica al Britsh Government’s Science and Arts Department, Londra. In quest'ambiente cresce conoscendo e confrontandosi con designer e personalità che influenzarono enormemente il proprio tempo: Henry Cole, Richard Redgrave e il suo mentore, Owen Jones. 1858 – progetta e commercializza una propria linea di oggetti (vetri, ceramiche, prodotti in metallo, tessuti) 1867 – disegna tappeti per Brinton and Lewis, Londra 1873 – pubblica Principles of Decoratve Design 1876 – visita il Giappone invitato dall’Imperatore Fu uno dei più promettenti all’interno della scuola di design nella quale si diploma. Fu UNO DEI PRIMI A POTER ESSERE CHIAMATO DESIGNER , in quanto aveva creato una PROPRIA AZIENDA dove vendeva i suoi prodotti. inoltre, COLLABORAVA CON MOLTE AZIENDE sulla quale però INSERIVA LA PROPRIA FIRMA; quindi, oltre al marchio della ditta vi era il suo nome e questa è una cosa che non era mai successa. Con Dresser, si comincia a delineare l'industrial designer come figura professionale autonoma. Nel 1862 SCRIVE: “I PRINCIPI DEL DESIGN” (the art of decorative design) METODO DI LAVORO: Lavora tanto sulla funzionalità dell’oggetto e sui materiali , infatti, cercava di far costare meno l’oggetto e di realizzarlo in modo più semplice e veloce possibile, in quanto i macchinari di allora non permettevano di realizzare forme troppo articolate. Crea un’alternanza anche tra metallo e vetro. Sperimenta molto su quello che diventerà in seguito il plexliglas. Riprende geometrie naturali ed eleganti per bilanciare geometricamente le forme. Si ispira al Gothic Revival e all’arte giapponese, da cui riprende le forme rigorose ed essenziali, concentrandosi sulla funzionalità e sulla replicabilità. L’arte giapponese ammira la semplicità, la stilizzazione formale, la bidimensionalità, semplificazione formale e sapienza costruttiva. Spesso l’uso dei dettagli tecnico-costruttivi si trasforma in decorazione. Disegna oggetti di linee forti, moderni, geometrici, spesso con superfici decorate e rivetti esposti. PENSIERO: Il progettista come artista totale deve essere anche scultore e pittore, pena la sua riduzione a tecnico-costruttore.
È una zuccheriera. La forma è funzionale e le gambine che sembrano una decorazione sono in realtà parte funzionale dell’oggetto perché hanno funzione statica. Quella sorta di cerchi in alto in realtà servono a rinforzare la struttura, non sono decorativi. Risparmia molto sul materiale. RENDE DECORATIVO CIÒ CHE È STRUTTURA stessa dell’oggetto. Nel 1991 l’aziena Alessi ne ripropone una versione in resina colorata.
In alcuni oggetti i volumi diventano lisci ed essenziali, le forme assumono precisione geometrica, giunzioni e rivetti si assottigliano fino a diventare semplici linee di connessione tra le diverse parti o scompaiono del tutto. C’è un’attenzione anche a disegnare prodotti che consentano di risparmiare sul materiale. I bordi sono irrobustiti mediante piegatura verso l'interno, con possibilità quindi di adoperare spessori ridotti. La piegatura utile anche per non tagliarsi. → la Elkington & Co. brevetta, negli anni Quaranta, la tecnica dell'elettro-placcatura o placcatura per elettrolisi e Dresser è forse uno dei primi designer dell'Ottocento a sperimentarla diffusamente per sostituire l’argento, sostenendo cosi l'uso di materiali economici per raggiungere un pubblico più ampio.
di creare (^) OGGETTI SEMPLIC (^) , artistica (^) "I PRINCIPI DEL^ DESIGN^
FUNZIONALI (^) , (^) FUNZIONAL ,^ A^ BASSO DECORATIVO "^ che^ rispettassero^ i materiali (^) DECORAZIONI - ettogli tecnice^ sfor e i^ macchinari Costo (^) , PRI DI
mano in^ decorazione ↓ TRA I^ PRIMI^ A POTER ESSERE CHIAMATO DESIGNER
CHRISTOPHER DRESSER VS. WILLIAM MORRIS (Art Botany) Dresser e Morris sono due anime che si combattono nella stessa epoca, ed anticipano quello che sarà il Bauhaus. L’art Noveuau è un movimento che prenderà queste due anime. CHRISTOPHER DRESSER: più razionale. Semplificazione degli elementi. Colore a campitura piena, semplifica gli elementi. WILLIAM MORRIS: più romantico. Idea di modularità.
◼ Dell’arte medievale ◼ Giappone : dalla quale riprende l’amore per la decorazione, la semplicità, la stilizzazione formale, la bidimensionalità, semplificazione formale e sapienza costruttiva. ◼ Ceramiche d’arte: ◼ Arte celtica: (nodi, vortici, croci, disegni intrecciati) Archibald Knox (1864-1933) esperto nella lavorazione dei metalli, è stato uno dei maggiori esponenti di questo stile. ◼ Historcal Revival: si ispira ad architetture e arredi del passato in stile neoclassico, l'uso della luce e della decorazione in stile rococò e lo stile rinascimentale italiano e il gotico dell'alto- medievale. ◼ Forniture: ovvero mobili intesi come capaci di diffondere la cultura del bello, preferibilmente di legno d'ebano e curati nei minimi dettagli, i motivi ricorrenti sono quelli del Pavone, del girasole e del ventaglio, mentre l'influenza dei rettangoli e data dall'arte giapponese. Le zampe sono tornite o modellate e vi sono riferimenti all'architettura come colonne, vetrate, rosoni.
Morris è ricordato molto per i pattern, realizza mattonelle decorativi e anche tessuti. La Red House, 1859 Architetto: Philipp Webb Arredo: William Morris Tutto è stato creato per avere uno stile comune, dagli arredi all’architettura. Tutto comunica. Gli oggetti sono molto costosi (es. divano in seta con pattern sul tessuto). Sono presenti gli stessi motivi in tutta la casa. Il pavimento in legno sembra salire sul soffitto, c’è una continuità. Morris ebbe una grande spalla che credete in lui e che si chiamava Arthur Lasenby Liberty , un imprenditore che crea un negozio chiamato Liberty. È proprio lui a creare lo stile Liberty. Questo negozio vendeva oggetti che venivano dal Giappone, sete particolari, porcellane ecc. Fu un grande punto di smercio/conoscenza. Il movimento dell’arts and craft nasce nel 1888 proprio da Morris. E’ uno dei primi a pensare ad un tessuto igienico , sperimenta su delle vernici che potessero essere più resistenti ai batteri, muffe ecc. La semplificazione di Morris è ancora molto complessa, es. il pavone, il carciofo ecc. che lui pensa sottoforma di pattern per mantenere proporzione anche su grandi misure.
In questo momento come Morris e Cole cercano di tecnicizzare il loro lavoro ma con finalità stilistiche diverse, inizia proprio un momento in cui si cerca di tecnicizzare gli oggetti. C’è un interesse nel risolvere dei progetti a livello tecnico per creare oggetti più funzionali. Pistola Colt, Revolver 1850 Levis Strauss, 1873 Victorinox, 1891 La graffetta, 1899 ➔ MOBILI TECNICI Questo tecnicismo aggredisce un po' tutti i settori, anche quello del mobile. Il bisogno di tecnicizzare gli oggetti arriva anche in Europa. Si lavorava molto sui mobili trasformabili, come la sedia dei barbieri/dentisti/scuole ecc. vi erano poltrone che servivano per i sanatori, degli ospedali sul mare per curare malate polmonari. Erano ospedali dove andavano i borghesi e c’era bisogno di far stare bene delle persone che stavano male e che erano però abituate ad avere un certo tipo di arredamento in casa. Macchina da cucire modello 15k, Singer 1894 L'azienda nel 1851 realizza i suoi primi modelli, nel 1800-94 raggiunge il successo con il modello 15 K. Uno dei motivi è l'uso dei decori in oro che richiamavano pattern floreali o alla moda egizia o cinese per favorire l'acquisto da parte delle donne. Singer fu tra i primi a stipulare con i suoi acquirenti un contrato di noleggio con opzione d'acquisto sulle macchine, proprio per agevolarne la diffusione anche in una fascia di mercato di limitate possibilità economiche, avviando così quel processo di domesticazione del lavoro ad oggi sempre più in uso. Singer diventa un oggetto funzionale non solo per le sarte ma anche per l’uso quotidiano casalingo. Edison, la lampadina, 1879 Rasoio, 1904, King Camp Gilette George Pullman, pubblicità 1894 Rover safety bicycle, 1885, John Kemp Starley Caricandola una volta sola sparava 6 colpi, inoltre, i pezzi erano sostituibili singolarmente. Tenta di mettere insieme più oggetti utili in un unico manico. Nascono i primi treni con vagoni dallo spazio ottimizzato nel dettaglio, pensati per dormire e mangiare a bordo durante le lunghe percorrenze. George Pullman aveva una sua azienda che produceva carrozze per i treni, sviluppa dei progetti degli oggetti ben fatti e trasformabili per poter cambiare la disposizione all’interno dei vagoni del treno. Un importante sviluppo rispetto alle prime versioni è reso possibile dall'uso del tubo d'acciaio e dalle innovazioni quali raggi incrociati delle ruote. Gli sviluppi successivi virgola in particolare l'uso di pneumatici, faranno della bicicletta il primo strumento di trasporto individuale di massa. E’ un oggetto tecnico e funzionale. L'idea si basa su un rasoio con lamette intercambiabili.
C’è un particolare momento dell’arredo in Germania chiamato Bidermaier. Erano chiamati i mobili del tappezziere e dell’ingegnere perché chi li realizza ha un po' la testa di entrambi: Mobile del tappezziere → Il primo è un mobile ricco, agghindato, pesante di broccati e passamanerie Mobile dell’ingegnere → va nella direzione della semplificazione, della riduzione delle dimensioni, delle componenti e della multifunzionalità. Nella progettazione dell’arredo si ha oggetti sempre più tecnici e funzionali per accordarsi con le nuove necessità della classe borghese. Il mobile biedermeier ha un’estetica sobria , che predilige colori chiari , è molto contenitivo grazie agli stipi e cassetti e si adatta agli spazi ristretti del tipico appartamento cittadino. Iniziano ad apparire i primi mobili multifunzionali , divani- letto, letti-armadio ecc. che prendono spunto dai mobili tecnici come la sedia del dentista, del barbiere ecc. Poltrona pieghevole regolabile in ferro, 1871, George Wilson Diviene celebre per la poltrona in ferro a più posizioni, mutuata in un modello per disabili. Chi realizza questi mobili cerca di rendere una parte del mobile più tecnica, inoltre un po' come Morris e Dresser di usare materiali di alta qualità. Il borghese ha bisogno di oggetti fatti bene, con una funzione specifica, che siano funzionali e capienti. Poltrona da barbiere, 1879
L’esempio migliore che unisce funzionalità ed estetica lo vediamo nella produzione degli Shakers americani, una setta protestante che proveniva da Francia, Inghilterra e Scandinavia che si trasferirono negli States. I loro oggetti di uso quotidiano avevano un PROFONDO SIGNIFICATO SPIRITUALE, incarnando QUELL'IDEALE DI PULIZIA che da principio morale diventava esempio di SEMPLICITÀ e RIGORE FORMALE, che non concedeva alcuna deroga all'ornamento e traduceva in maniera lineare i bisogni funzionali e pratici. Essi RISPETTAVANO LA MATERIA PRIMA, come il legno che era o massello o possibilmente tornito, smussato sugli spigoli ma non ritorto. Lo spirito funzionalista porterà questi abili artigiani anche all'invenzione di molte tipologie arrivate in tutto il mondo e ancora oggi utilizzate: ad esempio la sedia a rotelle, la molletta da bucato e la scopa piatta. Tra i modelli di maggiore successo sono le loro sedie a dondolo e i "settimini"', contenitori per biancheria con sette cassetti per suddividere i ricambi della settimana. Ogni stanza aveva un colore diverso e gli ambienti erano divisi tra uomini e donne in modo molto rigido. Il divieto di sposarsi o formare coppie porterà all'estinzione degli Shakers. Le loro sedie erano pensate anche per essere appese alle pareti lasciando così lo spazio di sgombro. Queste avevano delle piastrine in metallo agganciate all’estremità delle gambe posteriori che permettevano di inclinare la sedia all’indietro. Gli shakers intuiscono di poter creare delle VARIANTI DIMENSIONALI A SECONDA DI CHI USA L’OGGETTO (uomo, donna, bambini). Questi furono affascinati ai modelli che Thonet espose alla Philadelphia Centennial Exposition. Sedia a dondolo, gli Shakers Americani Improntati alla più logica funzionalità pratica sono le soluzioni di arredo ideate dalla comunità degli shakers punto ne sono esempio sia al sistema lineare per appendere a parete gli oggetti, utilizzati solo al bisogno, lasciando così liberi gli spazi e facilitando la pulizia dei pavimenti, sia l'uso di produrre lo stesso modello in diverse dimensioni, adattate all'età di utenti e alle loro necessità.