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Istruzioni dettagliate su come fornire primo soccorso a un ferito, dalla valutazione dello stato di coscienza al trattamento di ferite e emorragie. Viene inoltre descritta la procedura per la rianimazione cardio-polmonare e il massaggio cardiaco.
Tipologia: Appunti
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Per primo soccorso si intende l’aiuto che il soccorritore presta al ferito in attesa dell’arrivo del medico. Qualsiasi persona coinvolta in un incidente stradale è tenuto a fermarsi per accertarsi Che l’infortunato sia aiutato. In caso contrario si commette un reato di omissione di soccorso. La legge non obbliga a intervenire direttamente ma solo ad avvertire il servizio per l’emergenza sanitaria (118 o 113). Se necessario intervenire in prima persona lo si fa a proprio rischio e pericolo assumendone la piena responsabilità , quindi agire solo se sia un’adeguata preparazione. In attesa del soccorso
Sono lesioni traumatiche provocate da un urto diretto. Si verificano con il muscolo in piena contrazione e interessano solo la sottocute senza lesione del tessuto superficiale. In questo caso un versamento di sangue sotto la pelle che si risolve in pochi giorni, il danno è più grave se coinvolge i tessuti muscolari, nervosi. Il versamento di sangue può raccogliersi tra le fibre formando una sacca piena di sangue se il sangue si raccoglie in una cavità articolare si parla di emarto. Si interviene: con l’applicazione di ghiaccio o compresse di garza bagnate di acqua fredda, riposo e successivamente l’applicazione di pomate.
La ferita è una rottura dei tessuti causata da agenti esterni. Può essere: Superficiale , se interessa cute e sottocute Profonda , se coinvolge anche organi e cavità naturali Penetrante , se sono coinvolte anche organi e cavità naturali Possono essere provocate da diversi oggetti: a. Ferita da taglio , la pelle viene sezionata e sanguina con abbondanza b. Ferita da punta , sanguina meno, ma facilmente infettabile c. Ferita lacero-contusa , a seguito di una contusione d. Escoriazione , è una lesione superficiale dovuta allo sfregamento contro una superficie dura. Si interviene: se è superficiale bisogna lavarlo con acqua corrente o con una garza sterile o con acqua ossigenata e medicata con una benda o cerotto. O recarsi al pronto soccorso per l’applicazione dei punti di sutura. Se l’infortunato non è coperto da vaccinazioni fare entro 24 ore antetanica.
È una fuoriuscita di sangue dai vasi. Interna quando il sangue si raccoglie all’interno dell’organismo, Esterna quando il sangue fuoriesce dall’organismo. Può essere: Emorragia arteriosa , è la più grave di sangue colore rosso vivo proveniente dal cuore ed esce zampillando a getti in sincronia con i battiti cardiaci. L’emorragia venosa, un flusso di colore rosso scuro ed esce costante e uniforme. L’emorragia mista, interessa piccoli vasi venosi e arteriosi. Si interviene: si applica una medicazione con garze sterili sovrapposte e se è inefficace una compressione manuale.
È la perdita di sangue dal naso a seguito di un colpo e causa una forte perdita di sangue. Si interviene: facendo sedere l’infortunato con la testa inclinata e applicare del ghiaccio, in caso di urto violento e liquido limpido è indice di possibile frattura cranica.
È una contrazione muscolare involontaria, acuta e improvvisa, causata da un eccessivo affaticamento fisico e sudorazione abbondate. Il muscolo appare duro e dolorante e può risolversi in modo spontaneo. Si interviene: con un massaggio e con l’applicazione di una borsa di acqua calda.
Sono i primi due gradi di lesione muscolare, dovuta a una tensione eccessiva. Nel primo caso il dolore è dopo qualche ora, il secondo caso il dolore è acuto Si interviene Applicare del ghiaccio e la guarigione è spontanea dopo alcuni giorni di riposo.
Lo strappo muscolare è la lacerazione delle fibre del muscolo causata da un eccessivo stiramento. La sua gravità dipende dal numero di fibre coinvolte, il dolore è acutissimo. Si interviene
Nel giro di pochi minuti si instaurano gravi danni celebrale irreversibili Per la mancanza di ossigeno nel cervello. I segni caratteristici sono: la perdita di coscienza con immobilità assoluta e assenza di respirazione, l’assenza di movimenti del torace dell’addome superiore. Evidente pallore con pelle fredda sudata e bluastra, Vene semivuote e poco visibili dilatazioni pupille. Compaiono dopo qualche minuto dall’arresto. Nei primi minuti si possono notare delle contrazioni dei muscoli facciali e lenti movimenti degli occhi. Si interviene ponendo l’infortunato disteso e iniziare subito a praticare prima il massaggio cardiaco esterno e poi se necessario la respirazione artificiale. Questa tecnica una volta avviata non deve essere interrotta fino all’arrivo dei soccorsi
È una delle manovre salvavita principali, insegnata in qualsiasi corso di primo soccorso. Si pratica in caso di arresto cardiaco e serve a "mimare" il lavoro del cuore in modo che il sangue e quindi l'ossigeno possano arrivare agli organi, scongiurando guai irreversibili: da quando il cuore smette di pompare le chance di sopravvivenza calano del 10 per cento ogni minuto, dopo cinque minuti a cuore fermo il cervello può avere danni permanenti. Per prima cosa vanno chiamati i soccorsi (118), in modo da avere anche tutte le indicazioni del caso. Il soccorritore poi deve poggiare le mani a braccia tese al centro del torace, una aperta e l'altra sopra, e fare una sequenza di trenta compressioni il cosiddetto massaggio cardiaco, la cassa toracica deve scendere di 4- 6 centimetri al ritmo di circa cento al minuto , alternate a due ventilazioni bocca a bocca di un secondo ciascuna per insufflare ossigeno.
Lo shock è una grave alterazione del sistema cardiocircolatorio del metabolismo dovuta a un’insufficienza quantità di sangue. Può essere provocato da un violento trauma toracico o addominale e si manifesta attraverso un’insufficienza respiratoria e caduta improvvisa pressione arteriosa. Può avvenire quando: il cuore non pompa più sangue in modo adeguato shock cardiogeno , il volume del sangue diminuisce shock ipovolemico , i l sistema nervoso non è in grado di regolare il diametro dei vasi sanguigni shock neurogeno, l’organismo reagisce in modo violento a una sostanza shock anafilattico , vi è una forte alterazione del metabolismo shock metabolico. Il soggetto è pallido, labbra e unghie bluastre la respirazione è superficiale. Si interviene portando il soggetto in ospedale da un medico se non è possibile metterlo in posizione antishock, coprirlo, tranquillizzarlo, sollevare testa e spalle con cuscini e indumenti arrotolati, se è cosciente fagli bere un po’ di acqua.
è una lesione provocata da una forza che colpisce la scatola cranica, la prima causa sono gli incidenti stradali. Si manifesta una fuoriuscita di sangue dall’orecchio o dal naso, l’occhio iniettato di sangue, le palpebre nere. Si interviene coprendo le ferite con garze sterili e mettendolo in posizione di sicurezza senza sollevare gli arti e non bisogna impedire la fuoriuscita del sangue.
Quando un soggetto mostra difficoltà nel respirare e porta di mani alla gola, si deve sospettare la presenza di un corpo estraneo. Si capita soprattutto quando si mangia o quando si mastica una gomma. I bambini possono ingerire gli oggetti diversi, se l’oggetto si blocca in gola causando difficoltà respiratorie e rossore del volto che in poco tempo diventa bluastro bisogna agire immediatamente. Si interviene non afferrando il corpo estraneo con le dita ma come prima cosa a farlo tossire e se non è sufficiente dargli cinque colpi energetici sul dorso tra le scapole.
è un avere propria emergenza che può verificarsi in situazioni di temperatura elevata con alto grado di umidità in un luogo chiuso non ventilato. La temperatura interna continua ad aumentare e a causa dell’umidità l’organismo non riesce a far evaporare il sudore. Il colpo di calore si manifesta con mal di testa, vertigini, nausea, crampi muscolari, colorito rosso, respiro superficiale e affannato. Si interviene portando l’infortunato in luogo fresco spruzzandogli dell’acqua o applicare un asciugamano bagnato sul corpo per far diminuire la temperatura corporea.
La perfetta funzionalità dell’organismo si mantiene quando la temperatura interna di 37 gradi. Se la temperatura ambientale è molto bassa le protezioni contro il freddo in efficienti la temperatura corporea scende. Quando scende sotto ai 35° si parla di ipotermia , mentre un ulteriore abbassamento porta all’assideramento. Una lieve Ipotermia e ai versi bile non comporta danni permanenti. I recuperi invece improbabile nel caso dell’assideramento. Il processo di assideranti è graduale, la loro manifestazione varia a seconda dell’età e la condizione fisica dell’individuo. È importante riconoscere l’insorgenza e i sintomi sono: Brividi Sensazione di intorpidimento Comparsa di un tremito violento e incontrollabile Mancanza di coordinazione muscolare e difficoltà di parola Confusione mentale e ragionamento irrazionale Rallentamento di polso e respiro Si interviene bisogna impedire un’ulteriore perdita di Calore corporeo e bisogna aiutare l’infortunato a recuperare gradualmente una temperatura normale togliendo eventuali residui bagnati e sostituirli. Far bere liquidi caldi mai alcol