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Manuale di Primo Soccorso: Intervento Immediato in Caso di Emergenza, Appunti di Educazione fisica

PRIMO SOCCORSO E PRONTO SOCCORSO: distinzione tra Il primo soccorso e il pronto soccorso, cosa fare quando ci si trova in presenza di un infortunato

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 14/11/2022

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PRIMO SOCCORSO E PRONTO SOCCORSO
Il primo soccorso è l’aiuto immediato alla vittima di un malore o di un trauma, in attesa dell’intervento di
personale qualificato, dotato di mezzi idonei. Il pronto soccorso è quando la persona viene portata in
ospedale
Il pronto soccorso è un’unità operativa dell’ospedale dedicata ai casi di emergenza e con spazi dedicati alla
breve osservazione. Qui vengono prestate le prime cure in tutti i casi di urgenza ed emergenza (traumi,
infarti, ...) e si accede quindi in modalità di "ricovero urgente".
L’accesso non avviene sulla base dell’ordine di arrivo dei pazienti ma sulla gravità delle loro condizioni
valutata attraverso il “triage” (termine francese che significa “smistamento”, “classificazione”): un
infermiere precedentemente formato assegna ad ogni paziente, al suo arrivo, un grado di urgenza
rappresentato da un "codice colore":
- codice rosso che corrisponde a emergenza, pericolo di vita, con accesso immediato alla sala;
- codice giallo (o “urgenza” con lesione grave), con accesso alla sala entro 10-15 minuti;
- codice verde (o “urgenza differibile”) cioè senza segni di imminente pericolo di vita;
- codice bianco o (“non urgenza”), caso non grave risolvibile dal medico di famiglia o dallo specialista in
ambulatorio, che in alcuni casi viene fatto coincidere con accesso improprio e quindi sottoposto al
pagamento del ticket più la compartecipazione alla spesa delle prestazioni effettuate.
Successivamente il paziente viene fatto accomodare in sala di attesa se la sua condizione non è urgente,
oppure verrà fatto accomodare in una delle sale visita o nella sala rossa, nei casi più gravi.
Il soggetto non respira e non presenta attività cardiaca: primo
intervento di rianimazione
Come si presenta
Il primo intervento che si deve fare quando ci si trova in presenza di un infortunato, è quello di valutare se il
soggetto è cosciente o non cosciente.
E’ cosciente:
sarà in grado di reagire agli stimoli esterni, di rispondere alle nostre domande e di indicare la zona dove
sente dolore; se non è in grado di parlare, dimostrerà in qualche modo di potere rispondere alle richieste
del soccorritore.
Non è cosciente: si dovranno innanzi tutto valutare i due fondamentali parametri vitali: la respirazione e
l’attività cardiaca.
Respira:
• presenta colorito normale
• la gabbia toracica si muove più o meno ritmicamente (normalmente sono presenti 15-18 escursioni
respiratorie al minuto)
• la prova dello specchietto è positiva (mettendo uno specchio o un paio di occhiali o un pezzo di vetro
sotto le narici dell’infortunato, o davanti alla bocca, questo si appannerà: vuol dire che c’è attività
respiratoria).
Non respira:
• il colorito del soggetto è cianotico
• la gabbia toracica è immobile
• alla prova dello specchietto non si ravvisa alcuna modificazione
• è importante ricordare che da quando la respirazione si ferma ci sono circa 3-4 minuti di tempo per
salvare l’infortunato.
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PRIMO SOCCORSO E PRONTO SOCCORSO

Il primo soccorso è l’aiuto immediato alla vittima di un malore o di un trauma, in attesa dell’intervento di

personale qualificato, dotato di mezzi idonei. Il pronto soccorso è quando la persona viene portata in

ospedale Il pronto soccorso è un’unità operativa dell’ospedale dedicata ai casi di emergenza e con spazi dedicati alla breve osservazione. Qui vengono prestate le prime cure in tutti i casi di urgenza ed emergenza (traumi, infarti, ...) e si accede quindi in modalità di "ricovero urgente". L’accesso non avviene sulla base dell’ordine di arrivo dei pazienti ma sulla gravità delle loro condizioni valutata attraverso il “triage” (termine francese che significa “smistamento”, “classificazione”): un infermiere precedentemente formato assegna ad ogni paziente, al suo arrivo, un grado di urgenza rappresentato da un "codice colore":

  • codice rosso che corrisponde a emergenza, pericolo di vita, con accesso immediato alla sala;
  • codice giallo (o “urgenza” con lesione grave), con accesso alla sala entro 10-15 minuti;
  • codice verde (o “urgenza differibile”) cioè senza segni di imminente pericolo di vita;
  • codice bianco o (“non urgenza”), caso non grave risolvibile dal medico di famiglia o dallo specialista in ambulatorio, che in alcuni casi viene fatto coincidere con accesso improprio e quindi sottoposto al pagamento del ticket più la compartecipazione alla spesa delle prestazioni effettuate. Successivamente il paziente viene fatto accomodare in sala di attesa se la sua condizione non è urgente, oppure verrà fatto accomodare in una delle sale visita o nella sala rossa, nei casi più gravi. Il soggetto non respira e non presenta attività cardiaca: primo intervento di rianimazione

Come si presenta

Il primo intervento che si deve fare quando ci si trova in presenza di un infortunato, è quello di valutare se il soggetto è cosciente o non cosciente. E’ cosciente : sarà in grado di reagire agli stimoli esterni, di rispondere alle nostre domande e di indicare la zona dove sente dolore; se non è in grado di parlare, dimostrerà in qualche modo di potere rispondere alle richieste del soccorritore. Non è cosciente : si dovranno innanzi tutto valutare i due fondamentali parametri vitali: la respirazione e l’attività cardiaca. Respira:

  • presenta colorito normale
  • la gabbia toracica si muove più o meno ritmicamente (normalmente sono presenti 15-18 escursioni respiratorie al minuto)
  • la prova dello specchietto è positiva (mettendo uno specchio o un paio di occhiali o un pezzo di vetro sotto le narici dell’infortunato, o davanti alla bocca, questo si appannerà: vuol dire che c’è attività respiratoria). Non respira :
  • il colorito del soggetto è cianotico
  • la gabbia toracica è immobile
  • alla prova dello specchietto non si ravvisa alcuna modificazione
  • è importante ricordare che da quando la respirazione si ferma ci sono circa 3-4 minuti di tempo per salvare l’infortunato.

C’è attività cardiaca?

Per valutare la presenza di attività cardiaca, si dovrà palpare il polso (indice di presenza del battito cardiaco) a livello della arteria radiale (al polso, dalla parte del pollice e del palmo della mano,poggiando i polpastrelli dell’indice,medio ed anulare),o giugulare (faccia laterale del collo), o femorale (regione inguinale) o, infine, poggiando direttamente l’orecchio sulla parte sinistra del torace del soggetto, in corrispondenza del cuore. Cosa fare: Se non respira si dovrà, il più velocemente possibile, provvedere a:

  • chiamare il 118
  • rimuovere eventuali corpi estranei presenti in bocca
  • chiudere le narici dell’infortunato
  • inclinare il capo del soggetto all’indietro
  • effettuare la respirazione bocca a bocca insufflando la propria aria nella bocca del soggetto con un ritmo di circa 15 atti al minuto, fintanto che non ricomincia la respirazione autonoma Se non c’è attività cardiaca, si dovrà procedere al massaggio cardiaco esterno:
  • posizionando l’infortunato supino su di un piano rigido
  • poggiando il palmo delle proprie mani una sull’altra sulla metà inferiore dello sterno, tenendo i gomiti ben estesi
  • esercitando una pressione in senso verticale, tale da fare abbassare lo sterno di circa 2-4 cm, e rilasciando poi rapidamente
  • Ripetere la manovra ogni secondo (60 al minuto) e associarla alla respirazione artificiale precedentemente descritta. Se il soccorritore è uno : 50-70 compressioni per minuto, seguite da 2 respirazioni bocca a bocca; se i soccorritori sono due : uno attua il massaggio cardiaco (70 compressioni in un minuto senza pause); l’altro attua la respirazione bocca a bocca dopo ogni 5a compressione. Controllare il battito cardiaco dopo il primo minuto e dopo ogni 3 minuti. Continuare il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca fino a che il battito cardiaco è tornato normale e il viso ha ripreso colore. Cosa non fare Perdere tempo: ricordare che dal momento in cui il cuore si ferma ci sono circa 3 minuti di tempo prima che intervenga la morte.

Ferite ed emorragie

Definizioni: Ferita : perdita della continuità della cute ed eventualmente dei tessuti sottostanti. Emorragia : fuoriuscita più o meno abbondante di sangue da un vaso sanguigno.

Nel caso ci si trovi di fronte a piccole ferite :

Cosa fare :

  • lavarsi accuratamente le mani ed indossare i guanti (non solo noi possiamo essere fonte di infezioni per la persona ferita che stiamo soccorrendo, ma la stessa persona può essere veicolo di infezione per noi: virus quali quello dell’epatite o dell’AIDS vengono trasmessi attraverso il sangue infetto. Il semplice gesto di indossare dei guanti di lattice può scongiurare questo rischio)
  • lavare la ferita con acqua e sapone o acqua ossigenata
  • coprire con garza sterile imbevuta di disinfettante

Cosa fare :

  • Controllare l’infortunato per individuare la sede della eventuale frattura
  • Chiamare il 118
  • Se la frattura è esposta, toccare la ferita solo con garze sterili, per evitare il rischio di infezioni
  • Immobilizzare la parte del corpo interessata.