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Principali Tragedie Greche, Sintesi del corso di Greco

Riassunto e personaggi delle 6 principali tragedie greche: - Coefore - Le Eumenidi - I sette contro Tebe - Prometeo Incatenato - Le Supplici - I Persiani

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 05/07/2020

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nicolas-pilutti 🇮🇹

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Coefore
Personaggi
Oreste
Clitemnestra
Elettra
Coefore
Pilade
Egisto
Nutrice
Oreste, il quale è da poco tornato da Argo, decide di andare a visitare la tomba del padre e di
lasciare su di essa una ciocca dei suoi capelli. Quando da lontano vede arrivare Elettrica insieme
alle donne del coro, si nasconde insieme a Pilade, colui che l’aveva accompagnato.
Le coefore narrano delle violenze a cui sono sottomesse e delle pessime condizioni in cui versa
Argo dopo la morte di Agamennone. Elettra si è recata alla tomba del padre su ordine della madre,
la quale ha sognato di partorire un serpente il quale, nell’atto di succhiare il latte dal seno di lei,
succhiava insieme al latte anche del sangue, e pertanto teme che tale sogno possa essere un presagio
della rabbia che covano verso di lei gli Dei, dopo l’atto da lei compiuto nella precedente tragedia.
Tuttavia, Elettra non trova giusto fare delle libagioni per il padre su ordine della madre, che è anche
l’assassina di Agamennone. Le coefore, però, la persuadono a seguire i suoi comandi, e a pregare
piuttosto che arrivi qualcuno per vendicare la morte del padre, uccidendo Egisto e Clitemnestra. La
sveglia Elettra, nota la ciocca lasciata dal fratello, e un’impronta. Ella riflette, e pensa che nessuno a
parte lei o il fratello avrebbe mai fatto un simile dono al padre. Così Oreste decide di mostrarsi ad
Elettra, e le confessa di essere giunto per volere di Apollo, il quale gli ha anche ordinato di uccidere
gli assassini di Agamennone. Le coefore raccontano pertanto ad Oreste del sogno di Clitemnestra,
ed egli capisce di essere lui stesso il serpente che morderà la madre. Decide allora di introdursi alla
reggia della madre fingendosi un’altra persona in modo da non fari riconoscere e di riuscire el suo
intendo di vendicarsi.
Il coro riflette sul fatto che nessuna donna abbia mai compiuto un atto così audace come quello
compiuto da Clitemnestra. Tuttavia la Dike è pronte a fare il suo dovere.
Oreste si presenta alla reggia senza farsi riconoscere, e informa Clitemnestra della morte del figlio,
la quale si rattrista e fa chiamare Egisto alla nutrice, però, raccomandando che egli venga sempre
scortato da guardie armate. Tuttavia le coefore, convincono la nutrice a dire ad Egisto di venire non
accompagnato.
Il coro percepisce che il momento si avvicina, e pregano Zeus affinché tutto vada come
programmato, in quanto questo sarebbe un bene per Argo e per i parenti di Oreste.
Oreste uccide quindi Egisto, e passa subito dopo alla madre, che tenta di commuoverlo
mostrandogli il seno per rimembrargli quando lei si prese cura di lui da piccolo. Egli, esitante, viene
aiutato da Pilade, che gli ricorda che ha ricevuto un ordine da un dio. Oreste riesce così
nell’impresa. Il coro esulta, poiché Dike è vittoriosa.
Tuttavia al termine della vicenda appaiono le Erinni, le dee vendicatrici dei delitti, che inseguono
Oreste costretto a fuggire. Il coro, però, non vede le Erinni e non capisce cosa stia succedendo.
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Coefore

Personaggi Oreste Clitemnestra Elettra Coefore Pilade Egisto Nutrice Oreste, il quale è da poco tornato da Argo, decide di andare a visitare la tomba del padre e di lasciare su di essa una ciocca dei suoi capelli. Quando da lontano vede arrivare Elettrica insieme alle donne del coro, si nasconde insieme a Pilade, colui che l’aveva accompagnato. Le coefore narrano delle violenze a cui sono sottomesse e delle pessime condizioni in cui versa Argo dopo la morte di Agamennone. Elettra si è recata alla tomba del padre su ordine della madre, la quale ha sognato di partorire un serpente il quale, nell’atto di succhiare il latte dal seno di lei, succhiava insieme al latte anche del sangue, e pertanto teme che tale sogno possa essere un presagio della rabbia che covano verso di lei gli Dei, dopo l’atto da lei compiuto nella precedente tragedia. Tuttavia, Elettra non trova giusto fare delle libagioni per il padre su ordine della madre, che è anche l’assassina di Agamennone. Le coefore, però, la persuadono a seguire i suoi comandi, e a pregare piuttosto che arrivi qualcuno per vendicare la morte del padre, uccidendo Egisto e Clitemnestra. La sveglia Elettra, nota la ciocca lasciata dal fratello, e un’impronta. Ella riflette, e pensa che nessuno a parte lei o il fratello avrebbe mai fatto un simile dono al padre. Così Oreste decide di mostrarsi ad Elettra, e le confessa di essere giunto per volere di Apollo, il quale gli ha anche ordinato di uccidere gli assassini di Agamennone. Le coefore raccontano pertanto ad Oreste del sogno di Clitemnestra, ed egli capisce di essere lui stesso il serpente che morderà la madre. Decide allora di introdursi alla reggia della madre fingendosi un’altra persona in modo da non fari riconoscere e di riuscire el suo intendo di vendicarsi. Il coro riflette sul fatto che nessuna donna abbia mai compiuto un atto così audace come quello compiuto da Clitemnestra. Tuttavia la Dike è pronte a fare il suo dovere. Oreste si presenta alla reggia senza farsi riconoscere, e informa Clitemnestra della morte del figlio, la quale si rattrista e fa chiamare Egisto alla nutrice, però, raccomandando che egli venga sempre scortato da guardie armate. Tuttavia le coefore, convincono la nutrice a dire ad Egisto di venire non accompagnato. Il coro percepisce che il momento si avvicina, e pregano Zeus affinché tutto vada come programmato, in quanto questo sarebbe un bene per Argo e per i parenti di Oreste. Oreste uccide quindi Egisto, e passa subito dopo alla madre, che tenta di commuoverlo mostrandogli il seno per rimembrargli quando lei si prese cura di lui da piccolo. Egli, esitante, viene aiutato da Pilade, che gli ricorda che ha ricevuto un ordine da un dio. Oreste riesce così nell’impresa. Il coro esulta, poiché Dike è vittoriosa. Tuttavia al termine della vicenda appaiono le Erinni, le dee vendicatrici dei delitti, che inseguono Oreste costretto a fuggire. Il coro, però, non vede le Erinni e non capisce cosa stia succedendo.

Le Eumenidi

Personaggi Oreste Apollo Atena Fantasma di Clitemnestra Pizia Coro delle Erinni La tragedia inizia con la vista di Oreste nel tempio di Apollo, dove chiede aiuto al dio. Egli gli promette di aiutarlo, e lo manda ad Atene al tempio di Atena, che potrebbe risolvere la situazione. Il fantasma di Clitemnestra, persuade le Erinni a perseguitare Oreste, e si lamenta poiché nessun altro dio a parte loro è schierato dalla sua parte. Apollo caccia le Erinni dal proprio tempio, che vanno così in cerca di Oreste. Tuttavia lo trovano nel tempio di Atena, intento a propiziarsi il favore della dea chiedendole aiuto. Oreste riceve qui una minaccia da parte loro, ovvero quella di infliggergli la punizione che gli spetta. Le Erinni intonano un canto di morte accompagnanto da una danza. Atena si propone come giudice di un processo, nel quale il caso verrà sottoposto ad una giuria ateniese compota da 12 membri e presieduta dalla stessa Atena. Le Erinni, naturalmente sono la difesa, e Oreste l’accusa. Le Erinni sono però intimorite da una possibile assoluzione di Oreste: infatti se così avvenisse, gli uomini potrebbero sentirsi legittimati a compiere stragi e omicidi. Il processo ha inizio: le Erinni domandano ad Oreste come ha ucciso la madre,e de gli si difende spiegando di aver agito su ordine di Apollo. Interviene allora quest’ultimo, il quale spiega che Clitemnestra aveva compiuto un omicidio terribile uccidendo il marito. Tuttavia le Erinni ritengono questo fatto di gran lunga meno grave dal momento che moglie e marito non sono di stesso sangue, mentre madre e figlio sì. Al momento dei voti, Atena vota in favore di Oreste, in quanto essendo nata dalla testa di Zeus ed essendo perciò priva di madre, ritiene di gran lunga più importante la figura del padre. Per quanto riguarda invece la giuria, risulta pareggio, pertanto Oreste è assolto dalla causa. Le Erinni minacciano allora morte e distruzione, ma Atena le calma promettendo loro di essere venerate in eterno, e le convince a diventare Eumenidi, ovvero divinità non della vendetta, bensì della giustizia. Le dee intonano un canto per invocare la ricchezza e la fecondità per Atene, mentre Atena garantisce per la città un periodo di giustizia.

Prometeo Incatenato

Personaggi Prometeo Efesto Oceano Ermes Potere Forza Io Coro delle Oceanine La scena si apre in Scozia, fra aspri moni e lande desolate. Efesto, Ptere e Violenza hanno incatenato Prometeo e lo hanno incatenato su una rupe, infatti questo era il volere di Zeus in quanto Prometeo aveva rubato il fuoco agli dei per darlo agli uomini, commettendo un grave atto di ribellione. A Prometeo sula rupe vanno visita diversi personaggi, che cercano di confortarlo e di aiutarlo. Tali personaggi benevoli sono le Oceanine , Oceano ed Io. Durante l’incontro con quest’ultima, Prometeo le predice che ella avrà un destino molto duro, e le annuncia anche che tra i suoi discendenti, riuscirà a liberarlo dalla punizione inflittagli da Zeus. Tuttavia Prometeo è a conoscenza di un fatto che potrebbe mettere a repentaglio il potere di Zeus: tale segreto è la relazione tra il padre degli dei e Teti, che potrebbe generare un figlio capace di detronizzare il padre. Zeus invia il dio Ermes a scoprire il segreto del titano, ma poiché questo non accetta di confessarlo, viene gettato in u burrone senza fondo.

Le Supplici

Personaggi Danao Pelago Araldo Coro Le Manaidi, da poco sbarcate in Grecia, vengono persuase da Danao a raggiungere il recinto sacro, dove i supplici hanno diritto di asilo. Esse raccontano la storia a Pelago, re di Argo, il quale non è però molto convinto ad aiutarle temendo una guerra con l’Egitto. Ciò nonostante Pelago promette di portare la questione all’assemblea cittadina in modo da discuterla. Le manaidi affermano però che, in caso il responso sia negativo, esse si impiccheranno proprio nel recinto sacro. Pelago e Danao si recano all’assemblea, dalla quale al loro ritorno giungono buone notizie: l’assemblea ha infatti accettato di accogliere la supplica delle giovani. La felicità dura poco: giunge infatti la notizia che gli egizi sono da poco sbarcati ad Argo per rapire le Manaidi, che sono però difese da Pelago. L’araldo egizio torna alla propria nave, minacciando Pelago e il suo popolo, e le Manaidi con il loro padre. Le ragazze sono quindi accompagnate da Danao e da alcune ancelle dentro le mura di Argo.