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PROBLEMA DEL CRICKET, Esercizi di Didattica Della Matematica

RIASSUNTO PROBLEMA DI DIDATTICA DELLA MATEMATICA

Tipologia: Esercizi

2020/2021

Caricato il 02/01/2021

CICCIMIA91
CICCIMIA91 🇮🇹

4.3

(4)

3 documenti

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DISCUSSIONE PROBLEMI.
PROBLEMA CRICKET: argomento matematico : probabilità
1 . l’argomento matematico è la probabilità . il problema è stato scelto per una classe prima elementare ,
quindi i bambini sicuramente non conosceranno né la definizione né le formule relative al calcolo della
probabilità e dovranno quindi trovare strategie alternative per arrivare alla soluzione del problema.
Questo problema potrebbe dunque essere proposto come avvio di attività sulla probabilità , senza
nemmeno presentarle in quanto tali, così che siano i bambini a dover capire dal testo della lettera come
procedere. Probabilmente la scelta del metodo che, utilizzeranno sarà legata al fare parico e all’esperienza
concreta.
È interessante notare che il termine non viene nemmeno utilizzato: nel testo si parla di possibilità (quante
possibilità ho di.. ) , parola sicuramente più familiare e chiara per i bambini, dato che di uso comune.
Punto 3 perché si lega bene al punto 1.
L’insegnante inizierà proponendo un momento introduttivo condiviso, in cui sarà lui/lei a leggere il
problema ad alta voce , così da aiutare i bambini che in classe prima potrebbero non essere ancora capaci
del tutto di leggere in autonomia. In questo modo, l’insegnante potrà togliere loro la difficoltà iniziale
nell’affrontare la lettura del testo, lasciando così che si concentrino sull’effettivo problema in analisi.
In questa fase l’insegnante potrà anche aiutare a comprendere il testo e rispondere ad eventuali domande
su parole non conosciute o curiosità. Questo consentirà ancora di più di inserire il problema in un contesto
autentico. Per esempio, potrebbe dire di aver ricevuto questa lettera indirizzata a loro e di volergliela
leggere, così da coinvolgerli e far sentire la richiesta del problema come qualcosa di più significativo e
importante per la persona che l’ha scritto.
Per i bambini può essere utile svolgere l’attività in piccoli gruppi o coppie. L’insegnante che decide di
proporre questo problema ai bambini deve strutturare lo spazio in modo che tutti possono avere accesso al
testo del problema, per poterlo rileggere quando necessario. Per farlo può essere utile che ogni gruppo
abbia il suo foglio e sia libero di scriverci sopra e speimentare per trovare una strategia di soluzione .
l’insegnante può intervenire se scorge difficoltà nella lettura, mentre è bene che rimanga a osservare senza
intervenire troppo sui ragionamenti.
Il testo è abbastanza complesso e presenta tante informazioni, non tutte necessarie per lo svolgimento del
problema e quindi richiede che i bambini sappiano valutare gli elementi utili. Questo spinge i bambini a
dover distinguere i dati utili da quelli inutili, senza farsi ingannare da tutti i numeri scritti in cifra , che spesso
nei finti problemi, quelli che definiamo esercizi, sono da utilizzare.
È bene fornire ai bambini matite e gomme da cancellare così che possano tentare varie strategie prima di
trovare quella giusta. È importante , al fine che questo sia un autentico problema per i bambini, che non
siano già stati proposti testi simili, altrimenti è molto probabile che si limitino a replicare strategie risultate
efficaci in passato . in quel caso, il problema non sarebbe più uno stimolo nuovo che mette i bambini in
discussione , ma li porterebbe a risolverlo come un esercizio più ripetitivo , semplicemente replicando una
strategia già appresa.
Vista l’età dei bambini , è praticamente d’obbligo fornire loro palline e sacchetti, consentendo loro di calarsi
nella situazione e di poter provare concretamente le estrazioni. I bambini hanno bisogno di fare e imparare
facendo. Non sono ancora pronti per ragionamenti totalmente astratti.
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DISCUSSIONE PROBLEMI.

PROBLEMA CRICKET: argomento matematico : probabilità

  1. l’argomento matematico è la probabilità. il problema è stato scelto per una classe prima elementare , quindi i bambini sicuramente non conosceranno né la definizione né le formule relative al calcolo della probabilità e dovranno quindi trovare strategie alternative per arrivare alla soluzione del problema. Questo problema potrebbe dunque essere proposto come avvio di attività sulla probabilità , senza nemmeno presentarle in quanto tali, così che siano i bambini a dover capire dal testo della lettera come procedere. Probabilmente la scelta del metodo che, utilizzeranno sarà legata al fare parico e all’esperienza concreta. È interessante notare che il termine non viene nemmeno utilizzato: nel testo si parla di possibilità (quante possibilità ho di.. ) , parola sicuramente più familiare e chiara per i bambini, dato che di uso comune. Punto 3 perché si lega bene al punto 1. L’insegnante inizierà proponendo un momento introduttivo condiviso, in cui sarà lui/lei a leggere il problema ad alta voce , così da aiutare i bambini che in classe prima potrebbero non essere ancora capaci del tutto di leggere in autonomia. In questo modo, l’insegnante potrà togliere loro la difficoltà iniziale nell’affrontare la lettura del testo, lasciando così che si concentrino sull’effettivo problema in analisi. In questa fase l’insegnante potrà anche aiutare a comprendere il testo e rispondere ad eventuali domande su parole non conosciute o curiosità. Questo consentirà ancora di più di inserire il problema in un contesto autentico. Per esempio, potrebbe dire di aver ricevuto questa lettera indirizzata a loro e di volergliela leggere, così da coinvolgerli e far sentire la richiesta del problema come qualcosa di più significativo e importante per la persona che l’ha scritto. Per i bambini può essere utile svolgere l’attività in piccoli gruppi o coppie. L’insegnante che decide di proporre questo problema ai bambini deve strutturare lo spazio in modo che tutti possono avere accesso al testo del problema, per poterlo rileggere quando necessario. Per farlo può essere utile che ogni gruppo abbia il suo foglio e sia libero di scriverci sopra e speimentare per trovare una strategia di soluzione. l’insegnante può intervenire se scorge difficoltà nella lettura, mentre è bene che rimanga a osservare senza intervenire troppo sui ragionamenti. Il testo è abbastanza complesso e presenta tante informazioni, non tutte necessarie per lo svolgimento del problema e quindi richiede che i bambini sappiano valutare gli elementi utili. Questo spinge i bambini a dover distinguere i dati utili da quelli inutili, senza farsi ingannare da tutti i numeri scritti in cifra , che spesso nei finti problemi, quelli che definiamo esercizi, sono da utilizzare. È bene fornire ai bambini matite e gomme da cancellare così che possano tentare varie strategie prima di trovare quella giusta. È importante , al fine che questo sia un autentico problema per i bambini, che non siano già stati proposti testi simili, altrimenti è molto probabile che si limitino a replicare strategie risultate efficaci in passato. in quel caso, il problema non sarebbe più uno stimolo nuovo che mette i bambini in discussione , ma li porterebbe a risolverlo come un esercizio più ripetitivo , semplicemente replicando una strategia già appresa. Vista l’età dei bambini , è praticamente d’obbligo fornire loro palline e sacchetti, consentendo loro di calarsi nella situazione e di poter provare concretamente le estrazioni. I bambini hanno bisogno di fare e imparare facendo. Non sono ancora pronti per ragionamenti totalmente astratti.

Affinchè possano davvero sperimentare, bisognerà fornire tempi distesi, in modo che i bambini abbiamo tutto il tempo necessario per procedere per tentativi prima di cercare di arrivare alla strategia giusta per il raggiungimento del risultato finale. È bene che l’insegnante sia pronto ad accogliere procedimenti anche diversi da quelli ipotizzati da lui, per ascoltare sempre in un’ottica accogliente le varie strategie proposte. Un momento finale collettivo, in cui i gruppi presentano le proprie strategie , può essere l’occasione giusta per far cogliere a tutti le strategie più funzionali, quelle comunque corrette e quelle che invece hanno portato a un risultato sbagliato (cosa cmq da accettare come parte di un percorso più ampio di crescita e di scoperta). PUNTO 2 BAMBINI: Se i bambini hanno a disposizione palline e sacchetti è probabile ce cominceranno subito a fare esperimenti , estraendo le palline dal sacchetto per vedere quante volte sono fortunati e quante volte no. Questo approccio, per quanto molto interessante e necessario per capire la situazione e la logica sottostante all’estrazione, può non essere del tutto corretto per raggiungere un risultato. Sappiamo che se lancio una moneta la probabilità di ottenere testa ½ , ma potrei anche lanciare mille monete di fila e ottenere sempre croce. È il limite, in un certo senso, della probabilità classica che funziona solo in un ambiente teorico (es.carte, dadi..) e ci dice che quella probabilità ½ a ogni lancio, non, come potremmo erroneamente pensare, che ogni due lanci avremo una testa e una croce ( ovviamente!). Questo però i bambini non lo sanno, quindi potrebbero essere confusi vedendo che le palle autografate escono in maniera casuale: magari una volta la peschiamo subito e poi dopo ci proviamo e proviamo e non esce mai! Ovviamente rimettendo tutto nel sacchetto ogni va qolta. Per arrivare al calcolo della probabilità corretto dovranno a un certo punto analizzare le palline tutte contemporaneamente, per capire quali vanno bene per Rama, quelle autografe e quali no. Potrebbero per esempio sul tavolo, a questo punto i bambini, ragionamento tra loro, potrebbe capire che dato che ci sono 2 palline autografate e 4 senza autografo, le palline totali sono 6 e quelle fortunate 2!. Quindi a Rama vanno bene 2 possibilità su 6. Mentre empiricamente potevamo pensare che facendo 6 estrazioni , 2 volte avrebbero estratto quelle firmate, ora scoprono che non è così, che la probabilità è qualcosa di diverso…l’inizio di una nuova scoperta. PUNTO INSEGNANTI: la situazione grafica sopra riportata con le palline è così semplice che è probabilmente il primo pensiero che farebbe anche un adulto. Ma dato che noi insegnanti abbiamo anche delle basi teoriche che i bambini ancora non hanno possiamo sfruttare direttamente la definizione classica di probabilità. In questo caso ci basterà dunque calcolare il numero di casi favorevoli 2 palle autografate e dei casi possibili (6 palle totali,2 autografate e 4 no) e utilizzare la formula. È interessante notare che il risultato fornito dalla formula è in frazione , mentre quello trovato dai bambini (che in prima non conoscono ancora le frazioni) è espresso come 2su6.