















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Una panoramica completa della classificazione dei costi in relazione alle esigenze di controllo direzionale. Esplora i concetti di costi standard e costi effettivi, costi controllabili e costi non controllabili, analizzando le diverse configurazioni di costo e le loro implicazioni per la gestione aziendale. Anche una guida dettagliata al calcolo dei costi pieni su base unica e multipla, fornendo esempi pratici e illustrando i criteri di scelta della base di imputazione più appropriata.
Tipologia: Dispense
1 / 23
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!
















I sistemi di programmazione controllo sono strumenti a supporto dell'attività di direzione di impresa.coloro che hanno la responsabilità di guidare un'azienda possono infatti trovare nei sistemi di programmazione e controllo un aiuto fondamentale per aumentare l'efficacia della propria azione.
Per definire cosa sono i sistemi di P&C può essere utile partire da considerazioni basilari su cosa significa gestire un’azienda. Gestire un’azienda significa risolvere un macro-problema decisionale cioè prendere delle decisioni a fronte di problematiche per risolvere i propri problemi e ottenere risultati positivi dal punto di vista economico finanziario. Nel risolvere il problema si potrebbero adottare due approcci antitetici. Da una parte un approccio giorno per giorno , dall’altra è possibile adottare un approccio più razionale , anticipatorio. Se seguissero la logica del giorno per giorno non perderemmo un minuto: dedicheremo tutta la nostra attenzione al problema aziendale in quel momento più urgente e tenteremo di risolvere come meglio riusciamo in tempi brevi, così da poterci dedicare al problema successivo e così via. Seguire uno stile di direzione razionale-anticipatorio significa invece operare un sostanziale salto di paradigma. Il sistema di programmazione e controllo serve a tradurre obbiettivi di lungo termine in programmi operativi di breve termine. Governare e dirigere un'organizzazione verso il perseguimento delle proprie finalità istituzionali significa sviluppare e realizzare tre differenti tipologie di attività, tra loro complementari: ★ (^) Pianificazione strategica : vengono definite sia le finalità dell'organizzazione, sia le linee guida per il loro raggiungimento, in altri termini si definisce la strategia aziendale ★ (^) Controllo direzionale : vengono individuate le modalità attraverso le quali raggiungere gli obiettivi strategici e vengono realizzate le azioni a tal fine prescelte ★ (^) Controllo operativo : si verifica che i compiti specificatamente attribuiti vengano eseguiti in modo efficace ed efficiente
I sistemi di programmazione e controllo offrono 4 principali contributi: ★ (^) Controllo economico. I sistemi di controllo direzionale si rivelano essere un antidoto efficace contro la complessità. L'attività di guida di una struttura complessa e costituita da molto aree è, per definizione, impegnativa. Sapere che l'intera struttura aziendale sta raggiungendo risultati più o meno soddisfacenti è solo il punto di partenza per una gestione efficace. Dietro a risultati globali eccellenti infatti potrebbero comunque nascondersi aree che manifestano una situazione assolutamente critica e che dovrebbero pertanto essere oggetto di azioni finalizzate a recuperarla. Analogamente, anche in una situazione del complesso negativa possono nascondersi aree aziendali che rappresentano delle vere e proprie isole felici. Il governo di una struttura articolata pertanto richiede una piena visibilità non solo delle performance raggiunte dall'azienda nel suo complesso, bensì anche dei risultati parziali ottenuti nella gestione delle diverse aree. Disaggregando gli obiettivi aziendali in un sistema di sotto-obiettivi attribuiti ad ogni singola area aziendale, allocando le risorse in maniera differenziata tra queste aree, rilevando le performance ottenute nell'ambito di ogni area, i sistemi di controllo direzionale si rivelano strumenti di grande aiuto per il management aziendale.
★ (^) Controllo esecutivo. Ogni azienda è composta da unità organizzative che godono di margini di autonomia più o meno elevati. Aiutando il management ad assegnare obiettivi e diverse responsabilità alle aree aziendali e rilevando i risultati effettivamente conseguiti nella gestione di queste ultime, i sistemi di controllo di direzione permettono di valutare (su basi oggettive) la misura in cui le diverse unità che compongono l'organizzazione hanno tenuto comportamenti o raggiunto risultati coerenti con gli obiettivi prescelti. Importante è il principio di controllabilità: si valutano i risultati considerando solo gli elementi controllabili dal manager. ★ (^) Supporto al processo decisionale. Altrettanto rilevante è la capacità dei sistemi di controllo di migliorare l'efficacia del processo decisionale che si sviluppa all'interno dell'organizzazione aziendale. L'impiego dei sistemi di controllo contribuisce in maniera essenziale a rendere il processo decisionale più razionale e strutturato. Si può affermare che i sistemi di controllo aiutano l'azienda ed il suo management a prendere decisioni coerenti con gli obiettivi strategici prescelti. Decidere non più a intuito bensì attraverso un processo razionale strutturato obbligando i responsabili a prevedere i risultati, gli impatti in termini economici delle loro decisioni. ★ (^) Motivazione e clima organizzativo. Grazie ai sistemi di controllo, è possibile fare chiarezza su una serie di elementi che che portano le persone ad essere più o meno soddisfatte del proprio lavoro e dell'azienda in cui si trovano ad operare. Si può essere contenti del fatto che “qualcuno o qualcosa” identifichi chiaramente gli obiettivi strategici verso i quali l'azienda è protesa; definisca gli obiettivi da raggiungere nel breve periodo; crei tutte le premesse indispensabili per evitare inutili conflitti; realizzi un effettivo decentramento del processo decisionale; distribuisca le risorse disponibili in funzione della difficoltà degli obiettivi assegnati ad ogni unità organizzativa; metta tutti coloro che sono impegnati nella realizzazione degli obiettivi di capire se e in quale misura stanno facendo centro; rende oggettiva la misurazione delle performance ottenute dai singoli responsabili.
I sistemi di P&C hanno alle spalle una storia ormai secolare. Le aziende hanno avuto bisogno di questi sistemi nel momento in cui si sono trovate ad affrontare le sfide della complessità, del dinamismo ambientale e della ristrettezza delle risorse disponibili. E, nel momento in cui hanno spostato il baricentro della propria gestione verso un approccio razionale-anticipatorio, si sono dotate degli strumenti indispensabili per renderlo praticabile. Nella seconda metà del secolo, comincia ad affermarsi l’esigenza di decentrare i processi decisionali all'interno di organizzazioni talmente complesse da rendere impensabile che il loro governo possa essere realizzato attraverso un approccio statalista che vede come unico centro decisionale il vertice dell'impresa: nascono i centri di responsabilità ed i sistemi di gestione per obiettivi. Oggi il controller è un consulente che aiuta i responsabili delle varie aree.
Il modello di Brunetti fa vedere che il sistema di P&C è un sistema aperto cioè che si relazione con una serie di fattori, di input. Dopodiché il sistema produce vari output. In realtà non ci interessa no i sistemi di controllo tra input e output. ★ (^) Struttura organizzativa del sistema di controllo. Le informazioni rese disponibili ai sistemi di controllo devono essere messe nelle mani di tutte le unità organizzative. In questo contesto, assume una rilevanza fondamentale il concetto di centro di responsabilità che può essere definito come una unità organizzativa costituita da un gruppo di persone che opera impiegando determinate risorse ed ottenendo definiti risultati sotto la guida di un dirigente. La struttura organizzativa altro non è che la mappa dei centri di responsabilità di un’azienda, che distribuisce le responsabilità all’interno di un’azienda.
Il costo è il valore delle risorse consumate nello svolgimento delle attività che hanno reso disponibile il bene/servizio. I costi possono essere classificati osservando le relazioni che esistono con: ★ (^) il livello di attività dell'impresa; ★ (^) l'oggetto di calcolo; ★ (^) le esigenze di controllo direzionale
★ (^) Costi variabili e costi fissi : la classificazione fa riferimento alla variabilità dei costi rispetto al variare del volume di attività dell'impresa in un predefinito ambito spaziale (area di rilevanza) e temporale (breve periodo) e, conseguentemente, la correlazione con il volume di attività d'impresa, nel breve periodo ed entro un predefinito intervallo di variazione, è l'elemento discriminante per l'assegnazione di un costo alla categoria variabili o fissi.
costo unitario d’acquisto) è k
unitario) è k
★ (^) Margine di contribuzione : attraverso la classificazione dei costi in relazione alla loro differente variabilità, è possibile determinare una grandezza fondamentale nell'ambito dei processi di P&C. Il margine di contribuzione è quella differenza che contribuisce, dopo che i ricavi hanno coperto i costi variabili, alla copertura dei costi fissi. MdCu > 0 è condizione necessaria, ma non sufficiente perchè la linea di produzione funzioni e abbia senso di esistere. Infatti: RO = RT - CT RO = (P • V) - (CV tot + CF tot) RO = (P • V) - (CVU • V) - CF tot RO = (P - CVU) • V - CF tot RO = MdCu • V - CF tot = MdCu tot - CF tot Esempio : ipotizziamo che una linea di prodotto venda penne a 10 €, il CVU = 8, e MdCu = 2 e CF = 100. Se l'azienda non vende avrà RO in perdita pari ai costi fissi; se produce una unità, questa genera un MdC = 2 e quindi RO =-98 e così via fino a quando l'azienda raggiunge il break even in corrispondenza della quale l'azienda è in pareggio, perché MdC tot = CF e da lì in avanti l’azienda inizia a guadagnare. Ma questo avviene se e solo se MdCu > 0 in partenza. Se MdCu < 0 più produco e vendo, più peggioro la situazione. MdCu = Pu -CVu MdC tot = (Pu - CV u) • Q
★ (^) Costi specifici e costi comuni : la classificazione considerata si fonda sull’attribuibilità dei costi a prescelti oggetti di calcolo. Per oggetto di calcolo si intende un'entità verso la quale si focalizza l'interesse del management: un prodotto, un’unità di prodotto, un canale distributivo, un'area del risultato, un'area di responsabilità, una fase del processo distributivo, un'attività, un processo e così via.
«in prima approssimazione, si può definire l'attività decisionale come il processo con cui un soggetto definisce un comportamento selezionandolo tra diverse alternative». Per capire quali sono le logiche più adatte dobbiamo distinguere tra diverse strade; si distingue tra: ★ (^) Decisioni di breve periodo ( operative ): il processo che assicura che i compiti precisi siano portati a termine in maniera efficace ed efficiente ★ (^) Decisioni di lungo periodo ( strategiche ) Si assume che, nel breve periodo, la capacità produttiva e la struttura d’impresa non siano modificabili quindi dobbiamo capire all’interno dell’area di rilevanza il criterio per prendere decisioni più efficienti dal punto di vista economico-finanziario. La logica è l’analisi differenziale, cioè concentrarsi solo su quei valori che sono differenziali ovvero che cambiano tra un’alternativa o l’altra. L'analisi differenziale è una tecnica di indagine che permette di orientare, nel breve periodo, la scelta tra corsi alternativi d'azione: si prenderanno in considerazione a tal fine i ricavi e i costi differenziali, cioè la differenza tra i valori che caratterizzano i differenti corsi alternativi d’azione. Esempio. L'azienda Beta ha stipulato per il biennio 2019-2020 un contratto di affitto di macchinario per 10.000€ annui. Tale impianto consente di ottenere il prodotto finito con un costo variabile unitario di 6€. Le quantità prodotte e vendute annualmente sono di 10.000 pezzi ad un prezzo ricavo di 10€. Alla fine del 2019 viene offerto all'azienda da un altro fornitore un impianto che garantisce la possibilità di ridurre il CVu del prodotto a 3,5€, il canone di affitto di 20.000€ annui. Per il 2020, conviene sottoscrivere questo nuovo contratto? SI, conviene sottoscrivere il nuovo contratto perchè ci premette di migliorare il RO di 5.000€. Nello specifico i valori differenziali si distinguono tra: ★ (^) Valore emergente : valore che emerge passando da un’alternativa decisionale ad un’altra ★ (^) Valore cessante : valore che viene meno passando da un’alternativa decisionale ad un’altra. L'analisi differenziale individua come alternativa preferibile quella che massimizza il risultato economico d'azienda nel breve periodo, cioè l'alternativa più conveniente dal punto di vista reddituale ma l'analisi differenziale è fondata esclusivamente sulla valutazione comparata di informazioni quantitativo-monetarie. Le decisioni aziendali, però, vengono assunte integrando i dati economici con considerazioni di vario tipo: impatto strategico, competitivo, organizzativo, commerciale delle varie alternative.
Quando è conveniente svolgere l’attività di produzione e vendita di un prodotto? Una condizione necessaria ma non sufficiente è che la linea generi un MdCu > 0 , quindi non è detto che sia necessariamente conveniente tenere attiva una linea anche se il suo MdCu è maggiore di zero. Non è una condizione sufficiente perché bisogna capire se chiudendo la linea, il suo MdC sparisce perché spariscono i ricavi e i CV, ma potrebbero rimanere i CF. Di conseguenza l'informazione rilevante per questa decisione è il Margine cessante : se il M cessante è negativo, conviene l’eliminazione perchè risparmio più costi rispetto al margine di contribuzione a cui rinuncio. Margine cessante = ricavi cessanti - costi cessanti ALTERNATIVA 1 ALTERNATIVA 2 Delta Affitto nuovo macchinario 0 20.000 (20.000) Costi variabili totali 60.000 35.000 25. Totale 60.000 55.000 5.
Esempio. L'eliminazione del prodotto B, nonostante il suo RO negativo, comporterebbe per l'azienda la rinuncia a ricavi per 5.200 a fronte dell'eliminazione di costi per 3.400 (CV) +1.000 (ammesso che i CFS siano interamente eliminabili). Pertanto l'azienda rinuncerebbe ad un MdC II pari a 800, con un equivalente peggioramento del RO aziendale. Nell'ipotesi in cui i CFS non fossero eliminabili la perdita corrispondente all'eliminazione sarebbe di 1800. ★ (^) ELIMINARE UN PRODOTTO UTILIZZANDO LA CAPACITÀ PRODUTTIVA LIBERATA PER AUMENTARE LA PRODUZIONE DI UN ALTRO PRODOTTO? Ci si chiede sempre più spesso se abbia senso chiudere una linea di prodotto per liberare risorse che possono essere impiegate in altre attività, in altre linee, per incrementare quelle già esistenti o avviarne una nuova. Conviene tale decisione quando il margine di contribuzione emergente (generato dalla produzione aggiuntiva di B ottenuta con la capacità produttiva resa disponibile) è superiore al margine di contribuzione cessante (relativa alla linea di prodotto eliminata A). Se MdC emergente = Ricavi emergenti - CV emergenti - eventuali CFS emergenti > MdC cessante = Ricavi cessanti - CV cessanti - CFS eliminabili, la modifica è conveniente Esempio. Proseguendo nell'esempio precedente, si supponga che la capacità produttiva resa disponibile dall'eventuale illuminazione di B possa essere utilizzata per incrementare la produzione di A con i seguenti valori incrementali: ∆ ricavi = + 3. ∆ CV = + 2. ∆ CF specifici = + È importante ricordare che un aumento delle quantità prodotte/vendute genera SEMPRE un aumento dei CV. Pertanto avremo: MdC cessante (come calcolato in precedenza): 800 MdC emergente: 3.200 - 2.030 - 350 = 820 La modifica è conveniente ★ (^) ACCETTARE O NO UNA COMMESSA NEL CASO DI CAPACITÀ PRODUTTIVA ABBONDANTE Bisogna decidere se sia conveniente accettare un determinato ordine da un cliente a determinate condizioni. Consideriamo ora un’azienda che disponga di capacità produttiva abbondate, cioè capacità produttiva inutilizzata a sufficienza per realizzare la commessa. Questo modifica la logica di ragionamento perchè se accetto l’ordine avrò un margine emergente. In questo scenario basta fermarsi al calcolo del margine mergente. Conviene accettare una commessa quando il MdCu garantito da ogni unità di prodotto è positivo. Pu > CVu In caso contrario, infatti, si rinuncerebbe ad un MdC positivo, continuando a sostenere gli stessi CF. Nel caso in cui emergano CFS di commessa, per rendere conveniente l’accettazione deve verificarsi la condizione: MdC I tot - CFS > 0 A B C Totale Ricavi 4.300 5.200 2.500 12. CV (3.200) (3.400) (1.900) (8.500) MdC I 1.100 1.800 600 3. CFS (400) (1.000) (200) (1.600) MDC II 700 800 400 1. CF comuni (500) (890) (260) (1.650) RO 200 (90) 140 250
La Break-Even Analysis è una tecnica di indagine volta ad individuare il volume di produzione/ vendita necessario ad ottenere il pareggio aziendale (R tot = C tot) o definiti livelli di prodotto. Questo modello consente di mettere in relazioni rispetto ai diversi volumi di attività i costi, e ci consente di prevedere il risultato economico corrispondete a ciascun volume di attività. Si tratta di un modello quindi un’analisi semplificata della realtà che si basa su una serie di ipotesi semplificative ★ (^) Nessuna variazione delle rimanenze di prodotti finiti
Le ipotesi di lavoro Sviluppo dell’analisi di Break-Even
In un'azienda multiprodotto la determinazione del volume di pareggio, si presenta come un problema più complesso che necessita di un duplice livello di analisi: ★ (^) Innanzitutto, in un’azienda con più linee di prodotto, bisogna determinare quante unità di “formaggio” e di “salame” occorre produrre per coprire i CF ad essi specifici ★ (^) In seconda battuta, occorre definire le modalità attraverso le quali assicurare la copertura dei CF comuni, pervenendo così alla quantificazione dei volumi di pareggio totali. Una possibile soluzione al problema è quella di coprire i CFC in funzione dei MdC generati dai due prodotti. Si procede così alla determinazione di un fattore (1 - k) evocativo della capacità media ponderata dei due prodotti di generare MdC per la copertura dei CFC. I passi da percorrere saranno:
Si definisce leva operativa di un'azienda la sua differente sensibilità manifestata in termini di risultati economici al variare dei volumi di attività ; tale sensibilità altro non è che il rischio di natura operativa a cui si espone l'azienda prescegliendo una struttura dei costi più o meno rigida. un indicatore numerico è il grado di leva operativa: Il grado di leva operativa esprime l'ampiezza dell'effetto di leva operativa: in altri termini indica la misura in cui i risultati economici variano al variare dei volumi di produzione/vendita. La leva operativa è applicabile solo a variazioni di fatturato derivanti da una variazione dei volumi di vendita. Nel caso in cui abbia una variazione di fatturato generata da variazioni del prezzo di vendita, il reddito operativo aumenta o diminuisce di un importo pari, in valore assoluto, all’aumento/diminuzione del fatturato. Anche a diversi livelli di analisi: ★ (^) GLO aziendale = MdC I tot az / RO az ★ (^) GLO divisionale = MdC I tot div / RO div ★ (^) GLO di linea = MdC I tot linea / MdC II tot linea
Un ulteriore indicatore utile per valutare il grado di rischio aziendale è il margine di sicurezza; esso esprime la quota percentuale di riduzione delle vendite (dovuta a una contrazione dei volumi) che un'impresa può sopportare senza incorrere in perdite operative. In termini analitici può essere calcolato come: È algebricamente l’inverso del GLO e quindi rappresenta una misura di assenza di rischio.
Differenze tra contabilità analitica e contabilità generale: Progettazione dei sistemi di contabilità analitica. Come si fa a progettare correttamente un sistema di contabilità analitica affinché il sistema assolva alle sue finalità nel migliore dei modi? Fino ad ora abbiamo utilizzato il termine «sistema di contabilità analitica» come sinonimo di sistema di misurazione dei costi; in realtà il sistema di contabilità analitica non si occupa solo della misurazione dei costi, ma anche della misurazione dei ricavi. Questa operazione di segmentazione dei ricavi è molto più lineare rispetto all’attribuzione die costi, per questo il cuore dei sistemi di contabilità analitica è rappresentato dai sistemi di misurazione dei costi. Metodologia di analisi. Come funziona il sistema? La contabilità analitica prende informazioni di costo da altri sistemi, le rielabora e riaggrega per produrre un’informazione di costo ( output ) che fa riferimento a un oggetto di calcolo. La corretta progettazione di un sistema di misurazione dei costi non può scindere dalle seguenti scelte fondamentali e relative a: ★ (^) Tipologie di informazione di costo ( input )
La dottrina è arroccata su due configurazioni di costo estreme tra loro collegate da soluzioni intermedie. Tali configurazioni originano da una differente interpretazione della classificazione dei costi in costi di prodotto e di periodo. ★ (^) Full costing ( costi diretti + costi indiretti ). I fattori impiegati nel processo di produzione di un bene generano costi che presentano relazioni di causalità più o meno immediate con l'oggetto finale di calcolo; tutti i costi, sia diretti che indiretti sono considerati i costi di prodotto e di conseguenza dovranno essere ad esso imputati; la configurazione di costo che origina da questa posizione concettuale è un costo pieno in quanto all'unità di prodotto/servizio verranno progressivamente imputati tutti i costi aziendali indipendentemente dal fatto che essi siano diretti o indiretti. La filosofia che ispira il full costing è così sintetizzabile: determinare configurazioni di costo il più possibile complete; in relazione alla tipologia delle classi di costo progressivamente imputati al prodotto è possibile distinguere alcuni livelli intermedi di aggregazione:
L’obbiettivo della metodologia di calcolo dei costi pieni è la definizione di una configurazione di costo in cui siano imputati al prodotto tutti gli elementi di costo relativi ai fattori produttivi. Questa impostazione concettuale pone problemi differenti in relazione alle caratteristiche dei costi presi in considerazione. Infatti, mentre i costi diretti sono imputabili in maniera oggettiva al prodotto, gli elementi di costo indiretti comportano una maggiore incertezza di imputazione, sia che essi siano riferiti alla produzione che alla natura commerciale e amministrativa dell’azienda. I costi indiretti sono infatti riconducibili al prodotto solo utilizzando opportune basi di ripartizione. In sintesi la metodologia di calcolo costi pieni può essere articolata nelle seguenti fasi: ★ (^) Individuazione degli elementi di costo diretti e loro successiva imputazione diretta agli oggetti di calcolo finali prescelti; ★ (^) Individuazione degli elementi di costo indiretto da includere nel calcolo del costo pieno; ★ (^) Definizione delle modalità di imputazione dei costi indiretti; tali classi di costo possono essere imputate agli oggetti di calcolo solo indirettamente, cioè attraverso l'impiego di opportune basi di ripartizioni; in questa fase è inoltre necessario valutare la convenienza di imputare i costi indiretti nel loro ammontare complessivo oppure procedendo ad una loro preventiva disaggregazione; ★ (^) Definizione delle logiche di localizzazione ed attribuzione dei costi, ossia dei criteri di aggregazione dei costi indiretti in livelli intermedi; ★ (^) Identificazione delle relazioni esistenti tra gli aggregati intermedi di costo in precedenza identificati; ★ (^) Identificazione delle relazioni esistenti tra gli aggregati intermedi di costo e gli oggetti finali di calcolo e conseguente definizioni delle basi di imputazioni maggiormente idonee ad esprimerle; ★ (^) Calcolo del costo pieno di prodotto. Le modalità applicative della metodologia di full costing e il contenuto specifico delle fasi individuate si differenziano in relazione alla tecnica prescelta di ripartizione dei costi indiretti. Calcolo dei costi pieni su base unica. La metodologia di calcolo su base unica consente di determinare in maniera immediata, e quindi semplificata, il costo pieno di prodotto senza individuare aggregati intermedi di costo. Tale metodologia di calcolo dei costi pieni si articola nelle seguenti fasi:
★ (^) Basi quantitative evocative della quantità di risorse consumate;