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Programmazione Lineare: Risoluzione di Problemi Ottimali con Vincoli, Appunti di Matematica

La programmazione lineare, una tecnica matematica utilizzata nella pianificazione amministrativa e economica per trovare il massimo o il minimo di funzioni lineari soggette a vincoli. Il testo include un esempio di un'azienda che produce divani e poltrone e massimizza il ricavo. Come rappresentare graficamente la funzione obiettivo e come i vincoli possono limitare le variabili di decisione. Il testo conclude con istruzioni per trovare i massimi o minimi di una funzione economica a due variabili.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 21/06/2021

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alessia-evangelista-4 🇮🇹

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PROGRAMMAZIONE LINEARE
La ricerca operativa utilizzata in ambito militare, oggi viene applicata all’industria, nel settore
pubblico e nell’economia, si occupa della risoluzione di problemi che richiedono una scelta e cerca
di determinarne la soluzione ottimale.
La programmazione lineare occupa una parte importante della ricerca operativa e molti sono i
campi in cui è possibile applicarla, dai problemi di programmazione industriale, dove si richiede di
massimizzare gli utili e minimizzare i costi, ai problemi di miscuglio e di trasporto.
Quindi, è una tecnica matematica usata nella pianificazione amministrativa ed economica per
trovare il massimo o il minimo di funzioni lineari soggette a “vincoli”, il ricavo (o il costo) assume la
forma di funzione, che viene indicata spesso con z e viene detta “funzione obiettivo”.
Esempio : Un’ azienda produce quotidianamente una quantità x di divani e una quantità y di
poltrone, l’azienda, quindi, ricava 600€ per ogni divano e 400€ per ogni poltrona.
La funzione obiettivo (il ricavo) sarà così rappresentato z=600y+400y
Quanto vale il massimo ricavo per l’azienda? Al variare di x e di y, ovvero del numero di articoli
prodotti dell’uno e dell’altro tipo, varia il ricavo giornaliero.
La funzione z = 600 x + 400 y nello spazio viene rappresentata con un piano.
Da un punto di vista matematico, questa funzione ricavo non ha limitazioni, mentre da un punto di
vista pratico ci rendiamo conto che x e y non possono assumere valori qualsiasi, ma devono
obbedire a dei “vincoli”.
Si è in presenza di un problema di programmazione lineare in due variabili quando, il problema si
traduce in un modello matematico costituito da:
Una funzione obiettivo, lineare in 2 variabili (le variabili hanno tutte esponente uno) dette
variabili di decisione, che normalmente esprime un costo (da minimizzare) oppure un
ricavo o un guadagno (da massimizzare);
Un sistema di vincoli, espressi da equazioni o disequazioni lineari nelle 2 variabili (cioè di
primo grado): esprimo, che per esempio, in un processo produttivo possono intervenire
quantità limitate da una certa materia prima;
Un sistema di vincoli di segno, che esprimono la non-negatività delle variabili, trattandosi
di grandezze misurabili.
I vincoli sono dati da un insieme di disequazioni e/o equazioni , le cui soluzioni, sul piano
cartesiano, individuano un poligono convesso o una regione illimitata.
Quando l’insieme delle soluzioni ammissibili di un problema di programmazione lineare è un
poligono convesso, allora la soluzione ottimale (ossia il punto di massimo o di minimo della
funzione obiettivo), esiste sempre e si trova in uno dei vertici del poligono.
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PROGRAMMAZIONE LINEARE

La ricerca operativa utilizzata in ambito militare, oggi viene applicata all’industria, nel settore pubblico e nell’economia, si occupa della risoluzione di problemi che richiedono una scelta e cerca di determinarne la soluzione ottimale. La programmazione lineare occupa una parte importante della ricerca operativa e molti sono i campi in cui è possibile applicarla, dai problemi di programmazione industriale, dove si richiede di massimizzare gli utili e minimizzare i costi, ai problemi di miscuglio e di trasporto. Quindi, è una tecnica matematica usata nella pianificazione amministrativa ed economica per trovare il massimo o il minimo di funzioni lineari soggette a “vincoli”, il ricavo (o il costo) assume la forma di funzione, che viene indicata spesso con z e viene detta “funzione obiettivo”. Esempio : Un’ azienda produce quotidianamente una quantità x di divani e una quantità y di poltrone, l’azienda, quindi, ricava 600€ per ogni divano e 400€ per ogni poltrona. La funzione obiettivo (il ricavo) sarà così rappresentato  z=600y+400y Quanto vale il massimo ricavo per l’azienda? Al variare di x e di y , ovvero del numero di articoli prodotti dell’uno e dell’altro tipo, varia il ricavo giornaliero. La funzione z = 600 x + 400 y nello spazio viene rappresentata con un piano. Da un punto di vista matematico, questa funzione ricavo non ha limitazioni, mentre da un punto di vista pratico ci rendiamo conto che x e y non possono assumere valori qualsiasi, ma devono obbedire a dei “vincoli”. Si è in presenza di un problema di programmazione lineare in due variabili quando, il problema si traduce in un modello matematico costituito da:  Una funzione obiettivo, lineare in 2 variabili (le variabili hanno tutte esponente uno) dette variabili di decisione, che normalmente esprime un costo (da minimizzare) oppure un ricavo o un guadagno (da massimizzare);  Un sistema di vincoli, espressi da equazioni o disequazioni lineari nelle 2 variabili (cioè di primo grado): esprimo, che per esempio, in un processo produttivo possono intervenire quantità limitate da una certa materia prima;  Un sistema di vincoli di segno, che esprimono la non-negatività delle variabili, trattandosi di grandezze misurabili. I vincoli sono dati da un insieme di disequazioni e/o equazioni , le cui soluzioni , sul piano cartesiano , individuano un poligono convesso o una regione illimitata. Quando l’insieme delle soluzioni ammissibili di un problema di programmazione lineare è un poligono convesso, allora la soluzione ottimale (ossia il punto di massimo o di minimo della funzione obiettivo), esiste sempre e si trova in uno dei vertici del poligono.

Infatti per cercare i MASSIMI o MINIMI di una FUNZIONE ECONOMICA A 2 VARIABILI conviene seguire attentamente i seguenti passaggi:

  1. Si determina il DOMINIO DEI VINCOLI (o REGIONE DEL PIANO Ox1x2 DELLE SOLUZIONI AMMISSIBILI);
  2. Se il DOMINIO DEI VINCOLI è un POLIGONO si calcolano i VALORI DELLA FUNZIONE DATA NEI VERTICI del POLIGONO e si tra essi il VALORE MASSIMO se la FUNZIONE DATA si deve MASSIMIZZARE, oppure il VALORE MINIMO se la FUNZIONE DATA si deve MINIMIZZARE;
  3. Se il DOMINIO DEI VINCOLI è ILLIMITATO si esaminano alcune LINEE DI LIVELLO nell'interno del DOMINIO DEI VINCOLI per capire se esiste un punto che ottimizza la FUNZIONE ECONOMICA DATA.