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Protocollo SIFEL, modifica carattere e layout, Appunti di Fonetica e Fonologia

Protocollo SIFEL modifica carattere e layout

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 21/09/2024

cecchettimara
cecchettimara 🇮🇹

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LA VALUTAZIONE SOGGETTIVA ED OGGETTIVA DELLA DISFONIA:
IL PROTOCOLLO SIFEL
Andrea Ricci Maccarini - Emanuela Lucchini
U.O. ORL, Ospedale “M. Bufalini”, Cesena
Come affermava Jankelson "ciò che si misura è un fatto, ciò che non si misura è un’opinione".
Quando ci si accinge a valutare la causa e l’entità di un disturbo della voce dobbiamo tenere presente innanzitutto
“cosa” andiamo a misurare e “come” lo dobbiamo misurare.
La voce non è solo il prodotto della vibrazione delle corde vocali, ma è il risultato della coordinazione tra tutte le parti
dell’apparato pneumo-fono-articolatorio, del feed-back acustico sull’apparato uditivo e, non meno importante, è
l’espressione della personalità e degli stati d’animo, in quanto ha un ruolo fondamentale nella comunicazione tra gli
esseri umani.
La fonazione è una funzione multidimensionale 5 e quindi la valutazione della voce non può limitarsi ad un singolo
aspetto, ma deve essere multiparametrica.
Una caratteristica essenziale di ogni metodica di valutazione della voce è quella di essere condivisa e adottata da tutti
gli operatori del settore23, così da poter confrontare con le stesse “unità di misura” i risultati di un trattamento medico,
chirurgico o logopedico, o la validità di una nuova metodica di indagine strumentale. A tale scopo è necessaria una
standardizzazione delle procedure e della strumentazione impiegate nell’indagine clinico-strumentale.
A tal fine è stato recentemente costituito, all’interno della Società Europea di Laringologia (ELS), un Comitato per la
Foniatria, composto dai maggiori esperti del settore, coordinati da Dejonckere 6 che ha elaborato delle linee guida per
la definizione di un protocollo di indagini clinico-strumentali essenziali fondamentali per la valutazione dei disturbi
della voce.
Le indagini clinico-strumentali contenute in questo “protocollo di base” devono poter rispondere a quattro principali
quesiti 5 :
1. La voce in esame è da considerarsi nei limiti della normalità o è patologica?
2. Se la voce è patologica, qual è la gravità della alterazione?
3. Quale aspetto o meccanismo della produzione della voce è interessato nella genesi della disfonia?
4. Qual è il risultato della comparazione della produzione vocale in due o più momenti diversi e in particolare
prima e dopo un trattamento medico, chirurgico o logopedico?
Queste sono le domande fondamentali che il foniatra si trova ad affrontare nella pratica clinica.
Tali quesiti sono importanti anche quando viene richiesta una valutazione in campo medico-legale.
Il protocollo di base per lo studio dei disturbi della voce proposto dalla ELS tiene conto di queste domande che
dobbiamo sempre porci durante la nostra indagine clinico-strumentale.
Altre due caratteristiche importanti di questo protocollo di base sono:
-Velocità di esecuzione;
-Utilizzo di strumentazione non sofisticata, economica e facilmente reperibile sul mercato.
Le linee guida del “protocollo ELS” valgono per tutti i “comuni” disturbi della voce, ma alcune categorie particolari di
patologie vocali richiedono protocolli specifici. Ciò vale soprattutto per quanto riguarda la voce artistica (parlata e
cantata), la voce di sostituzione (negli operati di laringectomia totale o sub-totale) e la disfonia spasmodica.
La serie di esami da ritenere essenziali nella valutazione dei più comuni disturbi della voce prevede6:
1. Laringostroboscopia;
2. Valutazione percettiva della voce;
3. Analisi acustica della voce;
4. Indici aerodinamici;
5. Autovalutazione della voce da parte del paziente.
Nella valutazione della voce artistica alcune metodiche di indagine clinico-strumentale, come il fonetogramma 10,3,14,
vengono eseguite in modo più sofisticato e richiedono una notevole competenza da parte dell’esaminatore (vedi
capitolo 4). Nella valutazione della voce di sostituzione (vedi Cap. 11) e nella disfonia spasmodica assumono maggior
rilievo altri elementi come l’intellegibilità e la fluenza.
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LA VALUTAZIONE SOGGETTIVA ED OGGETTIVA DELLA DISFONIA:

IL PROTOCOLLO SIFEL

Andrea Ricci Maccarini - Emanuela Lucchini U.O. ORL, Ospedale “M. Bufalini”, Cesena Come affermava Jankelson "ciò che si misura è un fatto , ciò che non si misura è un’opinione ". Quando ci si accinge a valutare la causa e l’entità di un disturbo della voce dobbiamo tenere presente innanzitutto “cosa” andiamo a misurare e “come” lo dobbiamo misurare. La voce non è solo il prodotto della vibrazione delle corde vocali, ma è il risultato della coordinazione tra tutte le parti dell’apparato pneumo-fono-articolatorio, del feed-back acustico sull’apparato uditivo e, non meno importante, è l’espressione della personalità e degli stati d’animo, in quanto ha un ruolo fondamentale nella comunicazione tra gli esseri umani. La fonazione è una funzione multidimensionale^5 e quindi la valutazione della voce non può limitarsi ad un singolo aspetto, ma deve essere multiparametrica. Una caratteristica essenziale di ogni metodica di valutazione della voce è quella di essere condivisa e adottata da tutti gli operatori del settore^23 , così da poter confrontare con le stesse “unità di misura” i risultati di un trattamento medico, chirurgico o logopedico, o la validità di una nuova metodica di indagine strumentale. A tale scopo è necessaria una standardizzazione delle procedure e della strumentazione impiegate nell’indagine clinico-strumentale. A tal fine è stato recentemente costituito, all’interno della Società Europea di Laringologia (ELS), un Comitato per la Foniatria, composto dai maggiori esperti del settore, coordinati da Dejonckere 6 che ha elaborato delle linee guida per la definizione di un protocollo di indagini clinico-strumentali essenziali fondamentali per la valutazione dei disturbi della voce. Le indagini clinico-strumentali contenute in questo “protocollo di base” devono poter rispondere a quattro principali quesiti 5 :

  1. La voce in esame è da considerarsi nei limiti della normalità o è patologica?
  2. Se la voce è patologica, qual è la gravità della alterazione?
  3. Quale aspetto o meccanismo della produzione della voce è interessato nella genesi della disfonia?
  4. Qual è il risultato della comparazione della produzione vocale in due o più momenti diversi e in particolare prima e dopo un trattamento medico, chirurgico o logopedico? Queste sono le domande fondamentali che il foniatra si trova ad affrontare nella pratica clinica. Tali quesiti sono importanti anche quando viene richiesta una valutazione in campo medico-legale. Il protocollo di base per lo studio dei disturbi della voce proposto dalla ELS tiene conto di queste domande che dobbiamo sempre porci durante la nostra indagine clinico-strumentale. Altre due caratteristiche importanti di questo protocollo di base sono:
  • Velocità di esecuzione;
  • Utilizzo di strumentazione non sofisticata, economica e facilmente reperibile sul mercato. Le linee guida del “protocollo ELS” valgono per tutti i “comuni” disturbi della voce, ma alcune categorie particolari di patologie vocali richiedono protocolli specifici. Ciò vale soprattutto per quanto riguarda la voce artistica (parlata e cantata), la voce di sostituzione (negli operati di laringectomia totale o sub-totale) e la disfonia spasmodica. La serie di esami da ritenere essenziali nella valutazione dei più comuni disturbi della voce prevede^6 :
  1. Laringostroboscopia;
  2. Valutazione percettiva della voce;
  3. Analisi acustica della voce;
  4. Indici aerodinamici;
  5. Autovalutazione della voce da parte del paziente. Nella valutazione della voce artistica alcune metodiche di indagine clinico-strumentale, come il fonetogramma 10,3,14, vengono eseguite in modo più sofisticato e richiedono una notevole competenza da parte dell’esaminatore (vedi capitolo 4). Nella valutazione della voce di sostituzione (vedi Cap. 11) e nella disfonia spasmodica assumono maggior rilievo altri elementi come l ’intellegibilità e la fluenza.

Ogni tipo di indagine compresa nel protocollo deve prevedere una metodica di esecuzione standardizzata ; la strumentazione impiegata deve avere le stesse caratteristiche tecniche fondamentali, in modo da offrire un esame comparabile con altri esami eseguiti con una strumentazione dello stesso tipo ma di marca diversa. Il rilevamento dei dati ottenuti da ogni esame deve essere sempre riportato su scala di valutazione “quantitativa”. Qui nasce il problema fondamentale: la situazione ideale comporterebbe che tutte le indagini clinico-strumentali per valutare le varie “dimensioni” della fonazione fossero oggettive , cioè si potessero esprimere in dati numerici quantitativi forniti da una macchina, senza “interpretazione” da parte dell’esaminatore. Purtroppo, allo stato attuale della tecnologia, ciò è possibile solo per pochi tipi di indagine, come l’analisi acustica multiparametrica, il fonetogramma e gli indici aerodinamici. Altre indagini, come la spettrografia e la laringostroboscopia, possono essere definite semioggettive , in quanto implicano sempre un certo grado di soggettività nella valutazione dell’esame. In questo caso i rilievi ottenuti vengono comunque riportati su una “scala quantitativa”; probabilmente entro qualche anno la tecnologia sarà in grado di rendere del tutto “oggettive” anche queste indagini strumentali. La valutazione percettiva della voce da parte di esaminatori esperti (vedi capitolo 3) e l’autovalutazione della voce da parte del paziente (vedi capitolo 9) sono per definizione delle metodiche soggettive e non potranno mai essere rese oggettive; semmai potranno essere sostituite da metodiche oggettive come l’analisi acustica. Allo stato attuale quindi l’analisi acustica deve affiancare la valutazione percettiva e la spettrografia, ma non può sostituirle, come affermano i più autorevoli Autori a livello internazionale5, 6 All’interno della Società Italiana di Foniatria e Logopedia abbiamo costituito due anni fa un gruppo di studio per l’elaborazione di un protocollo di base per la valutazione soggettiva ed oggettiva della disfonia, seguendo le linee guida del Comitato per la Foniatria della Società Europea di Laringologia. Questo protocollo è stato “collaudato” in diciotto Centri di riferimento, a livello nazionale, per la diagnosi ed il trattamento dei disturbi della voce. In particolare, il protocollo è stato applicato nella valutazione dei risultati del trattamento logopedico dei vari tipi di disfonia (vedi dal cap.1 al cap.13). Il protocollo “SIFEL” prevede un “guscio” costituito dalla cartella clinica, con l’intestazione dell’Istituto e i dati del cliente (tab. 3). Nella cartella clinica è compresa una parte riservata all’anamnesi familiare, fisiologica, patologica remota e patologica prossima (tab. 4 e 5). Viene riportata la metodica di indagine endoscopica impiegata e gli altri tipi di indagine precedentemente effettuati; viene infine riportata la diagnosi e le indicazioni terapeutiche (tab. 6). All’interno del “guscio” vengono inseriti degli “allegati”, contenenti le schede di rilevamento dei dati ottenuti dalle principali indagini clinico-strumentali. L’ allegato 1 (Tab. 7 e 8) contiene la scheda di rilevamento dei dati più significativi dell’esame laringostroboscopico. I parametri di valutazione sono quelli classici codificati da Hirano^17 : simmetria, periodicità, chiusura glottica, ampiezza della vibrazione, ondulazione della mucosa; a questi parametri ne abbiamo aggiunti altri come la sede della vibrazione fonatoria, il livello della corda vocale e la motilità cordale, che possono essere di notevole utilità soprattutto nelle voci di “sostituzione” e nelle paralisi cordali (vedi Cap IV). L’allegato 1 viene corredato di una foto di videoprinter o una stampa di computer, con i fermo-immagine più significativi dell’esame (fig. 1). Fig. 1 A sinistra: fermo-immagine di laringostroboscopia in una paziente di 18 anni con disfonia da cisti mucosa della corda vocale sinistra. Glottide in fase respiratoria: si può osservare in trasparenza la cisti intracordale e l’ectasia capillare “sentinella”. A destra: quattro fermo-immagine della stessa laringostroboscopia, dalla fase di chiusura, in alto a sinistra, alla fase di apertura, in basso a sinistra (successione in senso orario). Nella corda vocale destra si evidenzia la progressione regolare dell’onda mucosa e la normale escursione laterale del bordo cordale. Nella corda vocale sinistra l’onda mucosa e l’escursione laterale del bordo cordale sono pressoché assenti, per la rigidità causata dalla cisti intracordale. Nel riquadro in alto a sinistra sono visualizzati i valori della Fo e dell’intensità relativi al fermo-immagine

Tab 1: Diagnosi, età e sesso dei 10 soggetti a cui appartengono gli esempi di voce contenuti nel CD Il messaggio enunciato da ogni soggetto era quello contenuto nel nostro “protocollo acustico” (vedi sopra). Al CD era allegata la diagnosi relativa ad ogni caso (tab. 1) formulata con la laringostroboscopia e/o con le altre indagini clinico- strumentali. I dieci esempi di voce e il "Protocollo SIFEL" saranno presto disponibili nel sito S.I.F.E.L. e nel sito A.O.O.I. Il CD è stato spedito ai 18 Centri partecipanti al progetto per il protocollo “SIFEL”. Dieci Centri ci hanno rispedito la loro valutazione (Bolzano, Catania, Modena, Napoli,Padova, Pisa, Ravenna, Roma, Sassari, Torino); nella tab.2 viene riportato il punteggio ottenuto per i vari parametri dai diversi tipi di voce, confrontato con quello della nostra valutazione. G Grado 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 0 1 X5 X10 X 1 3 3 X6 2 4 X5 2 2 2 X7 X7 3 X6 1 5 X 3 X10 2 I Grado 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 0 5 8 X6 2 X5 X5 X9 X9 1 1 X4 X1 2 3 X4 5 4 1 X 2 1 1 X6 1 3 1 1 7 3 2 1 R Grado^^1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 X2 4 X5 6 X10 X 1 2 5 X X6 5 4 X4 2 2 2 Xd 7 3 5 X5 1 1 X 3 1 5 1 2 B Grado^^1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 4 1 2 1 9 X10 7 1 1 X6 2 5 X2 X 8 X3 X 2 X6 X2 6 1 X1 3 3 1 X10 1 1 1 A Grado 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 0 5 4 3 5 4 X6 5 X10 8 X 1 X4 3 1 X2 X2 4 X3 X1 1 2 1 X3 2 3 4 1 1 2 3 X4 1 1 S Grado^^1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 3 X8 4 7 3 6 4 8 X8 3 1 5 2 X2 X2 5 X4 2 X1 2 5 2 X2 2 1 X2 X3 1 X 3 2 1 1 Tab. 2 Punteggio globale ottenuto per i vari parametri di valutazione percettiva dai 10 esempi di voce. Con la X viene indicata la nostra valutazione. Dalla tabella si evidenzia che il parametro su cui c’è stato il maggior consenso è stato il Grado Globale (G). Per gli altri due parametri più importanti “R” e “B” il consenso è stato buono soprattutto per i soggetti eufonici (casi 8 e

  1. o con marcata disfonia da insufficienza glottica (caso 3). Abbiamo proposto anche un “trabocchetto”: il caso 1 e il caso 5 erano lo stesso esempio di voce (vergeture bilaterale); nelle due valutazioni il parametro “G” era quasi simile come punteggio; l’unico parametro identico era il parametro “S” (grado di voce “pressata” o “sforzata”). Risulta evidente, comunque, che l’unico modo per ridurre i limiti di questo tipo di indagine, causati dalla soggettività, è quello di eseguire la valutazione il più “collegialmente” possibile. È solo dal confronto tra più esaminatori (foniatri e logopedisti) che può venire una diagnosi più corretta. In questo modo, inoltre, l’esaminatore accresce la propria esperienza e “affina” la percezione uditiva delle caratteristiche acustiche della voce umana.
  1. Calcolo dei parametri di vocalità mediante il sistema MDVP , della vocale /a/ previamente campionata a 50.000Hz. Del vocalizzo sono considerati solo i tre secondi centrali, eliminando l’attacco e l’estinzione dell’emissione. Dei 33 parametri che con il programma MDVP è possibile misurare, prendiamo in considerazione solo gli 11 principali, come raccomandato da Ferrero e De Colle^13 : 1) Jitter %; 2) vFo; 3) Shimmer %; 4) vAm; 5) NHR; 6) VTI; 7) SPI; 8) FTRI; 9) ATRI; 10) DVB; 11) DSH (Fig. 2). G 0 I 0 R 0 B 0 A 0 S 0 Fig. 2: Grafico MDVP con 11 parametri, di voce maschile normale. A fianco viene riportata la valutazione percettiva della voce. Maggiori dettagli sull’MDVP sono riportati nel Cap VI. 4. Spettrogramma della stessa vocale /a/ analizzata con l’MDVP, mediante il programma CSL50. Il segnale viene previamente “decampionato” da 50.000 Hz a 10.000 Hz; viene eseguito uno spettrogramma a “finestra lunga” (600 punti) nel range frequenziale 0-4000 Hz, al fine di visualizzare le componenti

Fig. 4 : grafico MDVP (a sinistra) e spettrogramma (a destra) della vocale [a] dello stesso soggetto della figura precedente. Esame post-operatorio. Nella figura 5 viene riportato l’esame di una ragazza con disfonia da cisti cordale. Anche l’ MDVP non riporta un valore corretto: si tratta in questo caso del grado di diplofonia (DSH), che risulta nei limiti della norma. In realtà la voce è fortemente diplofonica, tanto da presentare sub-armoniche continue in tutti i tre secondi analizzati. La frequenza fondamentale sub-armonica (di 135 Hz) viene considerata dal programma MDVP come la normale frequenza fondamentale (normale per un soggetto maschile!) e di conseguenza il valore del DSH risulta nella norma. Lo spettrogramma mette invece in evidenza la diplofonia. Fig. 5 : grafico MDVP (a sinistra) e spettrogramma (a destra) della stessa vocale [a] di un soggetto femminile con disfonia da cisti intracordale.

5. Spettrogramma della parola / aiuole / (contenente cinque vocali) utilizzando sempre il programma CSL50 ed applicando il settaggio della finestra a 600 punti. Se il segnale viene registrato direttamente nel CSL si utilizza un campionamento di 10.000 Hz, mentre se il segnale era stato registrato su DAT a 50.000 Hz è necessario decampionarlo a 10.000 Hz (come precedentemente descritto per la vocale /a/). Viene valutata sia la gravità della disfonia secondo la classificazione di Yanagihara^29 e la presenza di eventuali diplofonie, sia la frequenza fondamentale media , che corrisponde in modo più attendibile (rispetto a quella della vocale /a/) alla frequenza fondamentale media della voce di conversazione (fig. 6).

Fig. 6 : Spettrogramma della parola /aiuole/ di soggetto maschile normofonico. E’ riportato (sovrapposto) anche il valore della fo media.

6. Esecuzione del fonetogramma mediante il programma Voice Range Profile (VRP). Per poter eseguire il fonetogramma anche in soggetti “stonati” o comunque privi di “orecchio musicale” viene utilizzata la modalità “automatica” (Plot All Inputs). La vocale richiesta è la /a/, con produzione di una scala musicale o di una sirena, dalla nota più grave a quella più acuta, prima alla massima intensità, poi alla minima intensità. La prova può essere ripetuta più volte ed ogni volta il “campo vocale” viene ulteriormente aggiornato, fino ad ottenere il massimo delle possibilità del soggetto in esame. I parametri presi in considerazione nel grafico ottenuto3, 5^ sono: 1)la frequenza e la nota più acuta; 2)la frequenza e la nota più grave; 3)il range tonale in semitoni; 4)la minima intensità; 5)l’intensità massima a livello della fo media della voce di conversazione (precedentemente determinata sulla parola /aiuole/); 6)la riduzione della dinamica in intensità (in particolare per l’aumento dell’intensità minima) a livello della nota corrispondente al passaggio di registro (fig. 7).

Fo: 123 Hz

la situazione fonatoria del soggetto che dovrà eventualmente trattare o che ha trattato (in caso si tratti di un esame di controllo). La valutazione dell’accordo pneumo-fonico, del tipo di respirazione, della postura e delle tensioni muscolari viene effettuata dalla logopedista durante la prima seduta di rieducazione, o nell’ultima seduta nel caso si tratti del controllo a fine trattamento. Anche la registrazione delle prove previste nel nostro “protocollo acustico” viene solitamente effettuata dalla logopedista. In questo modo l’analisi acustica, che viene sempre valutata dal foniatra, può diventare un “esame di routine” nella valutazione della voce. La scheda per l’autovalutazione della voce viene consegnata al soggetto in esame sia durante la prima visita che durante i controlli. In conclusione, speriamo che lo sforzo per mettere a punto questo “Protocollo SIFEL” possa risultare utile per fornire ai foniatri ed alle logopediste uno strumento di lavoro utile e pratico. Il protocollo non ha un valore “assoluto” ma va adattato alle diverse situazioni (come vedremo nei capitoli che seguiranno), eventualmente proponendo agli altri operatori del settore l’integrazione con altre indagini clinico- strumentali di provata validità in situazioni specifiche. Potersi riferire alle stesse “unità di misura” è un presupposto fondamentale per poter confrontare i risultati del nostro lavoro, sia a livello nazionale che internazionale. SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE Regione Emilia-Romagna AZIENDA U.S.L. di CESENA Presidio Ospedaliero “M. Bufalini-G. Marconi”


Unità Operativa di Otorinolaringoiatria Direttore: Prof. Delfo Casolino Struttura Semplice di Foniatria e Fonochirurgia Responsabile: Dott. Andrea Ricci Maccarini CARTELLA CLINICA FONIATRICA e LOGOPEDICA Cognome _____________________ Nome ______________________ Data di nascita _______________ Sesso ______ Indirizzo_________________________________________________________ Telefono_________________________ Professione__________________________________________ Medico Curante_______________________________ Codice Fiscale_____________________________________________________________________________________ Data 1° osservazione ___________________ Diagnosi: ________________________________________________________________________________________




Medico Specialista  ORL ______________________________  Foniatra __________________________________

  • Tab.
  • Tab.

ESAME OBIETTIVO Data __________________ Laringostroboscopia  Registrazione su nastro  mediastrobo  indiretta 




Fibroendoscopia  Registrazione su nastro  ________________________________



________________________________________________Laringoscopia indiretta 





Ulteriori esami ed accertamenti ______________________________________________________


SINTESI DIAGNOSTICA




INDICAZIONI DI TRATTAMENTO



Il Foniatra ____________________ La Logopedista __________________________ Tab. 6 LARINGOSTROBOSCOPIA Cognome ___________________________ Nome___________________ Data di nascita ____/____/___  1° esameControllo Data _____/_____/_______ Tipo di endoscopia:Ottica rigidaOttica flessibile Frequenza fondamentale _______ Hz Intensità _________ dB Registro _______________ ATTEGGIAMENTO DELLE STRUTTURE SOPRAGLOTTICHE  Normale  Ipercontrazione delle false corde  Ipercontrazione antero-posteriore  Ipercontrazione completa SEDE DELLA VIBRAZIONE FONATORIA  corda- corda  corda-falsa corda  falsa corda-falsa corda  aritenoide/i-epiglottide  aritenoide/i-base lingua  aritenoide-falsa corda MORFOLOGIA CORDALE Normotrofica Ipotrofica Ipertrofica Assenza di lesioni Presenza di lesioni

ONDA MUCOSA

NORMALE ASSENTE PICCOLA GRANDE

Corda vocale destra ^ ^ ^  Corda vocale sinistra ^ ^ ^  ARRESTI VIBRATORI Corda vocale destra  assenti  presenti costantemente  presenti saltuariamente  in toto  terzo anteriore  terzo medio  terzo posteriore Corda vocale sinistra  assenti  presenti costantemente  presenti saltuariamente  in toto  terzo anteriore  terzo medio  terzo posteriore DIAGNOSI




Il foniatra _________________________________ all. 1 Tab. 8 Data ________ ANALISI ACUSTICA  1 a^ visita  Controllo METODICA E PROTOCOLLO PROCEDURALE (sec. Di Nicola)

  • vocale /a/ tenuta, per almeno 4 secondi, senza interruzioni di sonorità,
  • ambiente silente (<30 dB di rumore di fondo, previa misurazione),
  • microfono a 20 cm. dalle labbra (30 cm per il fonetogramma), angolato di 45°,
  • regolazione della saturazione d’ingresso predeterminata ed invariabile (6/9 del CH1),
  • intensità di voce di conversazione, compresa tra 55 dB e 65 dB di media,
  • costanza dell’intensità e frequenza,
  • 3 prove di allenamento,
  • registrazione diretta, in maniera digitalica, dell’intero vocalizzo,
  • down-sampling a 10 kHz della vocale /a/ utilizzata per l'MDVP e della parola /aiuole/, per effettuare uno spettrogramma 0-4000 Hz, finestra 600
  • sampling rate di 50 kHz (per l'analisi mediante il software di base MDVP),
  • analisi dei tre secondi centrali (MDVP),
  1. MDVP della vocale /a/ tenuta, selezionando i 3 secondi centrali, campionamento 50 kHz pre-selezionando 11 parametri (tra i 22 parametri standard): 1) Jitt; 2) vFo; 3) Shim; 4) vAm; 5) NHR; 6) VTI; 7) SPI; 8) FTRI; 9) ATRI; 10) DVB;
  2. DSH. Archiviare il segnale.
  3. Spettrogramma 0 – 4000 Hz, finestra 600, della stessa /a/ utilizzata per l' MDVP, decampionando (down-sampling) da 50 kHz a 10 kHz. Si verificano i valori dati dall' MDVP, in particolare per quanto riguarda: Presenza di diplofonie: No_ _________________________________________ Componenti di rumore, sec. la classificazione di Yanagihara (adattata alla vocale /a/) Tipo: III_ IIIIV_ TIPO I : Si evidenziano distintamente le componenti armoniche frammiste alle componenti di rumore presenti nel range 0-3000 Hz. ; TIPO II : nel range 2000-4000 Hz le componenti di rumore predominano sulle componenti

armoniche.; TIPO III : si evidenzia solo rumore nel range 2000-4000 Hz.; TIPO IV : il rumore predomina su tutto lo spettro. Solo la frequenza fondamentale e le armoniche fino ai 500 Hz possono essere evidenziate. La presenza di diplofonia viene indicata con una / d / accanto al numero relativo alla classe.

  1. Spettrogramma 0-4000 Hz della parola /aiuole/ , finestra 600, campionamento 10 kHz, in cui si valuta: Fo media: ______ Hz ; Presenza di diplofonie: No__________________ Classe di rumore sec. Yanagihara Tipo: III_ IIIIV_ TIPO I : Si evidenziano distintamente le componenti armoniche frammiste alle componenti di rumore. Queste ultime sono contenute nella regione formantica delle vocali [a, i, u, o, e] ; TIPO II : Nella regione delle frequenze acute (3000- 5000 Hz) compaiono lievi componenti di rumore e nella seconda formante della [e] ed [i] le componenti di rumore predominano sulle componenti armoniche ; TIPO II I Si evidenzia solo rumore nella seconda formante della [i] ed [e] ed ulteriore intensificazione del rumore nella regione di frequenze oltre i 3000 Hz ; TIPO IV : Rumore nella seconda formante della [e], [i] ed [a] e nella prima formante della [a], [o] ed [u]. In queste regioni formantiche le componenti armoniche sono difficilmente identificabili. Archiviare il segnale. all. 2 a Tab. 9
  2. Registrazione nel CSL , nel VP2 (o nel DAT), campionamento 10 kHz (48 kHz per il DAT), di un messaggio contenente: cognome e nome; contare da 1 a 10;; le vocali I E A O U prolungate; cantare "Fra Martino, campanaro, dormi tu". Archiviare il segnale.
  3. Tempo Massimo Fonatorio (TMF) : sec.__________ (v. n. > 10 sec.)
  4. Quoziente Fonatorio ( Capacità Vitale / TMF: v. n. 120 – 190 ml/sec. ):_______________ Data __________ FONETOGRAMMA  1 a^ visita  Controllo  Plot All Inputs  Restricted Plot to Target Tone Vocale utilizzata: _______ (standard /a /)  Scala musicaleSirena Estensione in semitoni : __________________ Passaggio di registro: ______________ Fo e nota più grave: Hz _____________ Fo e nota più acuta: Hz______________ Intensità minima: dB ________________ Intensità massima: dB ________________ Intensità massima a livello della Fo media della voce di conversazione; dB ___________ Indice di Severità della Disfonia (DSI) v.n. (G0): + 5; disfonia lieve (G1): +1; disfonia moderata (G2): -1,4; disfonia grave (G3): - TMF: ____ x 0,13 + fo max ____ x 0,0053 - I min _____ x 0,26 - Jitt % __ x 1,18 + 12,4 =___ Data __________ VALUTAZIONE PERCETTIVA DELLA VOCE  1 a^ visita  Controllo 0: nella norma ; 1: alterazione lieve ; 2: alterazione moderata ; 3: alterazione grave 0 1 2 3 G: grado globale I: voce instabile R: voce rauca (Roughness) Con diplofonia: d B: voce soffiata (Breathiness) A: voce astenia Con tremore: t

Voice Handicap Index (da Jacobson e Coll., modificato da Luppi) Data _____________ Impatto delle problematiche vocali sulle normali attività quotidiane MAI QUASI MAI

QUALCHE

VOLTA

QUASI

SEMPRE

SEMPRE

1 Mi sentono con difficoltà a causa della mia voce 2 Mi capiscono con difficoltà in un ambiente rumoroso 3 Mi capiscono con difficoltà anche in ambiente silenzioso 4 I membri della mia famiglia fanno fatica a sentirmi 5 Telefono meno spesso di quanto vorrei 6 Tendo ad evitare i gruppi numerosi per la mia voce 7 Parlo poco con amici parenti etc. a causa della mia voce 8 I miei problemi di voce limitano la mia vita sociale 9 Mi sento escluso/a dalle conversazioni per la mia voce 10 Se parlo a lungo mi gira la testa Punteggio: _____ (punteggio massimo: 40) 0 1 2 3 4 Impatto psicologico 1 Sono teso/a quando parlo con gli altri per la mia voce 2 La gente sembra irritata dalla mia voce 3 Trovo che gli altri non comprendano il mio problema 4 I miei problemi di voce mi innervosiscono 5 Sono meno socievole a causa dei miei problemi di voce 6 Mi sento handicappato a causa della mia voce 7 Sono infastidito/a quando la gente mi chiede di ripetere 8 Sono imbarazzato/a quando la gente mi chiede di ripetere 9 A causa della mia voce mi sento incompetente 10 Mi vergogno del mio problema di voce Punteggio: _____ (punteggio massimo: 40) 0 1 2 3 4 Percezione delle caratteristiche dell’ emissione vocale 1 Quando parlo rimango a corto di fiato 2 La mia voce varia nel corso della giornata 3 La voce mi sembra soffiata e flebile 4 La voce mi sembra rauca 5 Ho l’impressione di dover forzare per produrre la voce 6 Mentre parlo la voce varia in modo imprevedibile 7 Cerco di modificare la mia voce perché sia miglior 8 Faccio molta fatica a parlare 9 Alla sera la mia voce è più brutta 10 Nel corso di una conversazione rimango senza voce Punteggio: _____ (punteggio massimo: 40) 0 1 2 3 4 Il foniatra_______________________ La logopedista ______________________ all. 3 b Tab. 12 Data __________  1 a^ visita  Controllo ACCORDO PNEUMO-FONICO Nella norma  Uso di aria residua  Espirazione pre-fonatoria  Frequenti atti respiratoria  Fonazione inspiratoria  Altro:____________________________________________________

RESPIRAZIONE A RIPOSO IN FONAZIONE

Modo Nasale Orale Mista

Tipo Costale superiore Costo-diaframmatica Addominale Inversa Completa Mista

STRUTTURA TONICA GENERALE A RIPOSO IN FONAZIONE

Normale Ipotonia Ipertonia Ipertonia cingolo-scapolare Ipertonia dei muscoli sopraioidei Ipertonia dei muscoli S.C.M. Ipertonia dei muscoli omoioidei Turgore delle giugulari est. e ant.

Posizione dello scudo laringeo Normale Innalzata Abbassata

Note: all. 4 a Tab. 13