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Protocollo SIFEL modifica carattere e layout
Tipologia: Appunti
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Andrea Ricci Maccarini - Emanuela Lucchini U.O. ORL, Ospedale “M. Bufalini”, Cesena Come affermava Jankelson "ciò che si misura è un fatto , ciò che non si misura è un’opinione ". Quando ci si accinge a valutare la causa e l’entità di un disturbo della voce dobbiamo tenere presente innanzitutto “cosa” andiamo a misurare e “come” lo dobbiamo misurare. La voce non è solo il prodotto della vibrazione delle corde vocali, ma è il risultato della coordinazione tra tutte le parti dell’apparato pneumo-fono-articolatorio, del feed-back acustico sull’apparato uditivo e, non meno importante, è l’espressione della personalità e degli stati d’animo, in quanto ha un ruolo fondamentale nella comunicazione tra gli esseri umani. La fonazione è una funzione multidimensionale^5 e quindi la valutazione della voce non può limitarsi ad un singolo aspetto, ma deve essere multiparametrica. Una caratteristica essenziale di ogni metodica di valutazione della voce è quella di essere condivisa e adottata da tutti gli operatori del settore^23 , così da poter confrontare con le stesse “unità di misura” i risultati di un trattamento medico, chirurgico o logopedico, o la validità di una nuova metodica di indagine strumentale. A tale scopo è necessaria una standardizzazione delle procedure e della strumentazione impiegate nell’indagine clinico-strumentale. A tal fine è stato recentemente costituito, all’interno della Società Europea di Laringologia (ELS), un Comitato per la Foniatria, composto dai maggiori esperti del settore, coordinati da Dejonckere 6 che ha elaborato delle linee guida per la definizione di un protocollo di indagini clinico-strumentali essenziali fondamentali per la valutazione dei disturbi della voce. Le indagini clinico-strumentali contenute in questo “protocollo di base” devono poter rispondere a quattro principali quesiti 5 :
Ogni tipo di indagine compresa nel protocollo deve prevedere una metodica di esecuzione standardizzata ; la strumentazione impiegata deve avere le stesse caratteristiche tecniche fondamentali, in modo da offrire un esame comparabile con altri esami eseguiti con una strumentazione dello stesso tipo ma di marca diversa. Il rilevamento dei dati ottenuti da ogni esame deve essere sempre riportato su scala di valutazione “quantitativa”. Qui nasce il problema fondamentale: la situazione ideale comporterebbe che tutte le indagini clinico-strumentali per valutare le varie “dimensioni” della fonazione fossero oggettive , cioè si potessero esprimere in dati numerici quantitativi forniti da una macchina, senza “interpretazione” da parte dell’esaminatore. Purtroppo, allo stato attuale della tecnologia, ciò è possibile solo per pochi tipi di indagine, come l’analisi acustica multiparametrica, il fonetogramma e gli indici aerodinamici. Altre indagini, come la spettrografia e la laringostroboscopia, possono essere definite semioggettive , in quanto implicano sempre un certo grado di soggettività nella valutazione dell’esame. In questo caso i rilievi ottenuti vengono comunque riportati su una “scala quantitativa”; probabilmente entro qualche anno la tecnologia sarà in grado di rendere del tutto “oggettive” anche queste indagini strumentali. La valutazione percettiva della voce da parte di esaminatori esperti (vedi capitolo 3) e l’autovalutazione della voce da parte del paziente (vedi capitolo 9) sono per definizione delle metodiche soggettive e non potranno mai essere rese oggettive; semmai potranno essere sostituite da metodiche oggettive come l’analisi acustica. Allo stato attuale quindi l’analisi acustica deve affiancare la valutazione percettiva e la spettrografia, ma non può sostituirle, come affermano i più autorevoli Autori a livello internazionale5, 6 All’interno della Società Italiana di Foniatria e Logopedia abbiamo costituito due anni fa un gruppo di studio per l’elaborazione di un protocollo di base per la valutazione soggettiva ed oggettiva della disfonia, seguendo le linee guida del Comitato per la Foniatria della Società Europea di Laringologia. Questo protocollo è stato “collaudato” in diciotto Centri di riferimento, a livello nazionale, per la diagnosi ed il trattamento dei disturbi della voce. In particolare, il protocollo è stato applicato nella valutazione dei risultati del trattamento logopedico dei vari tipi di disfonia (vedi dal cap.1 al cap.13). Il protocollo “SIFEL” prevede un “guscio” costituito dalla cartella clinica, con l’intestazione dell’Istituto e i dati del cliente (tab. 3). Nella cartella clinica è compresa una parte riservata all’anamnesi familiare, fisiologica, patologica remota e patologica prossima (tab. 4 e 5). Viene riportata la metodica di indagine endoscopica impiegata e gli altri tipi di indagine precedentemente effettuati; viene infine riportata la diagnosi e le indicazioni terapeutiche (tab. 6). All’interno del “guscio” vengono inseriti degli “allegati”, contenenti le schede di rilevamento dei dati ottenuti dalle principali indagini clinico-strumentali. L’ allegato 1 (Tab. 7 e 8) contiene la scheda di rilevamento dei dati più significativi dell’esame laringostroboscopico. I parametri di valutazione sono quelli classici codificati da Hirano^17 : simmetria, periodicità, chiusura glottica, ampiezza della vibrazione, ondulazione della mucosa; a questi parametri ne abbiamo aggiunti altri come la sede della vibrazione fonatoria, il livello della corda vocale e la motilità cordale, che possono essere di notevole utilità soprattutto nelle voci di “sostituzione” e nelle paralisi cordali (vedi Cap IV). L’allegato 1 viene corredato di una foto di videoprinter o una stampa di computer, con i fermo-immagine più significativi dell’esame (fig. 1). Fig. 1 A sinistra: fermo-immagine di laringostroboscopia in una paziente di 18 anni con disfonia da cisti mucosa della corda vocale sinistra. Glottide in fase respiratoria: si può osservare in trasparenza la cisti intracordale e l’ectasia capillare “sentinella”. A destra: quattro fermo-immagine della stessa laringostroboscopia, dalla fase di chiusura, in alto a sinistra, alla fase di apertura, in basso a sinistra (successione in senso orario). Nella corda vocale destra si evidenzia la progressione regolare dell’onda mucosa e la normale escursione laterale del bordo cordale. Nella corda vocale sinistra l’onda mucosa e l’escursione laterale del bordo cordale sono pressoché assenti, per la rigidità causata dalla cisti intracordale. Nel riquadro in alto a sinistra sono visualizzati i valori della Fo e dell’intensità relativi al fermo-immagine
Tab 1: Diagnosi, età e sesso dei 10 soggetti a cui appartengono gli esempi di voce contenuti nel CD Il messaggio enunciato da ogni soggetto era quello contenuto nel nostro “protocollo acustico” (vedi sopra). Al CD era allegata la diagnosi relativa ad ogni caso (tab. 1) formulata con la laringostroboscopia e/o con le altre indagini clinico- strumentali. I dieci esempi di voce e il "Protocollo SIFEL" saranno presto disponibili nel sito S.I.F.E.L. e nel sito A.O.O.I. Il CD è stato spedito ai 18 Centri partecipanti al progetto per il protocollo “SIFEL”. Dieci Centri ci hanno rispedito la loro valutazione (Bolzano, Catania, Modena, Napoli,Padova, Pisa, Ravenna, Roma, Sassari, Torino); nella tab.2 viene riportato il punteggio ottenuto per i vari parametri dai diversi tipi di voce, confrontato con quello della nostra valutazione. G Grado 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 0 1 X5 X10 X 1 3 3 X6 2 4 X5 2 2 2 X7 X7 3 X6 1 5 X 3 X10 2 I Grado 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 0 5 8 X6 2 X5 X5 X9 X9 1 1 X4 X1 2 3 X4 5 4 1 X 2 1 1 X6 1 3 1 1 7 3 2 1 R Grado^^1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 X2 4 X5 6 X10 X 1 2 5 X X6 5 4 X4 2 2 2 Xd 7 3 5 X5 1 1 X 3 1 5 1 2 B Grado^^1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 4 1 2 1 9 X10 7 1 1 X6 2 5 X2 X 8 X3 X 2 X6 X2 6 1 X1 3 3 1 X10 1 1 1 A Grado 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 0 5 4 3 5 4 X6 5 X10 8 X 1 X4 3 1 X2 X2 4 X3 X1 1 2 1 X3 2 3 4 1 1 2 3 X4 1 1 S Grado^^1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 3 X8 4 7 3 6 4 8 X8 3 1 5 2 X2 X2 5 X4 2 X1 2 5 2 X2 2 1 X2 X3 1 X 3 2 1 1 Tab. 2 Punteggio globale ottenuto per i vari parametri di valutazione percettiva dai 10 esempi di voce. Con la X viene indicata la nostra valutazione. Dalla tabella si evidenzia che il parametro su cui c’è stato il maggior consenso è stato il Grado Globale (G). Per gli altri due parametri più importanti “R” e “B” il consenso è stato buono soprattutto per i soggetti eufonici (casi 8 e
Fig. 4 : grafico MDVP (a sinistra) e spettrogramma (a destra) della vocale [a] dello stesso soggetto della figura precedente. Esame post-operatorio. Nella figura 5 viene riportato l’esame di una ragazza con disfonia da cisti cordale. Anche l’ MDVP non riporta un valore corretto: si tratta in questo caso del grado di diplofonia (DSH), che risulta nei limiti della norma. In realtà la voce è fortemente diplofonica, tanto da presentare sub-armoniche continue in tutti i tre secondi analizzati. La frequenza fondamentale sub-armonica (di 135 Hz) viene considerata dal programma MDVP come la normale frequenza fondamentale (normale per un soggetto maschile!) e di conseguenza il valore del DSH risulta nella norma. Lo spettrogramma mette invece in evidenza la diplofonia. Fig. 5 : grafico MDVP (a sinistra) e spettrogramma (a destra) della stessa vocale [a] di un soggetto femminile con disfonia da cisti intracordale.
5. Spettrogramma della parola / aiuole / (contenente cinque vocali) utilizzando sempre il programma CSL50 ed applicando il settaggio della finestra a 600 punti. Se il segnale viene registrato direttamente nel CSL si utilizza un campionamento di 10.000 Hz, mentre se il segnale era stato registrato su DAT a 50.000 Hz è necessario decampionarlo a 10.000 Hz (come precedentemente descritto per la vocale /a/). Viene valutata sia la gravità della disfonia secondo la classificazione di Yanagihara^29 e la presenza di eventuali diplofonie, sia la frequenza fondamentale media , che corrisponde in modo più attendibile (rispetto a quella della vocale /a/) alla frequenza fondamentale media della voce di conversazione (fig. 6).
Fig. 6 : Spettrogramma della parola /aiuole/ di soggetto maschile normofonico. E’ riportato (sovrapposto) anche il valore della fo media.
6. Esecuzione del fonetogramma mediante il programma Voice Range Profile (VRP). Per poter eseguire il fonetogramma anche in soggetti “stonati” o comunque privi di “orecchio musicale” viene utilizzata la modalità “automatica” (Plot All Inputs). La vocale richiesta è la /a/, con produzione di una scala musicale o di una sirena, dalla nota più grave a quella più acuta, prima alla massima intensità, poi alla minima intensità. La prova può essere ripetuta più volte ed ogni volta il “campo vocale” viene ulteriormente aggiornato, fino ad ottenere il massimo delle possibilità del soggetto in esame. I parametri presi in considerazione nel grafico ottenuto3, 5^ sono: 1)la frequenza e la nota più acuta; 2)la frequenza e la nota più grave; 3)il range tonale in semitoni; 4)la minima intensità; 5)l’intensità massima a livello della fo media della voce di conversazione (precedentemente determinata sulla parola /aiuole/); 6)la riduzione della dinamica in intensità (in particolare per l’aumento dell’intensità minima) a livello della nota corrispondente al passaggio di registro (fig. 7).
la situazione fonatoria del soggetto che dovrà eventualmente trattare o che ha trattato (in caso si tratti di un esame di controllo). La valutazione dell’accordo pneumo-fonico, del tipo di respirazione, della postura e delle tensioni muscolari viene effettuata dalla logopedista durante la prima seduta di rieducazione, o nell’ultima seduta nel caso si tratti del controllo a fine trattamento. Anche la registrazione delle prove previste nel nostro “protocollo acustico” viene solitamente effettuata dalla logopedista. In questo modo l’analisi acustica, che viene sempre valutata dal foniatra, può diventare un “esame di routine” nella valutazione della voce. La scheda per l’autovalutazione della voce viene consegnata al soggetto in esame sia durante la prima visita che durante i controlli. In conclusione, speriamo che lo sforzo per mettere a punto questo “Protocollo SIFEL” possa risultare utile per fornire ai foniatri ed alle logopediste uno strumento di lavoro utile e pratico. Il protocollo non ha un valore “assoluto” ma va adattato alle diverse situazioni (come vedremo nei capitoli che seguiranno), eventualmente proponendo agli altri operatori del settore l’integrazione con altre indagini clinico- strumentali di provata validità in situazioni specifiche. Potersi riferire alle stesse “unità di misura” è un presupposto fondamentale per poter confrontare i risultati del nostro lavoro, sia a livello nazionale che internazionale. SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE Regione Emilia-Romagna AZIENDA U.S.L. di CESENA Presidio Ospedaliero “M. Bufalini-G. Marconi”
Unità Operativa di Otorinolaringoiatria Direttore: Prof. Delfo Casolino Struttura Semplice di Foniatria e Fonochirurgia Responsabile: Dott. Andrea Ricci Maccarini CARTELLA CLINICA FONIATRICA e LOGOPEDICA Cognome _____________________ Nome ______________________ Data di nascita _______________ Sesso ______ Indirizzo_________________________________________________________ Telefono_________________________ Professione__________________________________________ Medico Curante_______________________________ Codice Fiscale_____________________________________________________________________________________ Data 1° osservazione ___________________ Diagnosi: ________________________________________________________________________________________
Medico Specialista ORL ______________________________ Foniatra __________________________________
ESAME OBIETTIVO Data __________________ Laringostroboscopia Registrazione su nastro mediastrobo indiretta
Fibroendoscopia Registrazione su nastro ________________________________
________________________________________________Laringoscopia indiretta
Ulteriori esami ed accertamenti ______________________________________________________
SINTESI DIAGNOSTICA
INDICAZIONI DI TRATTAMENTO
Il Foniatra ____________________ La Logopedista __________________________ Tab. 6 LARINGOSTROBOSCOPIA Cognome ___________________________ Nome___________________ Data di nascita ____/____/___ 1° esame Controllo Data _____/_____/_______ Tipo di endoscopia: Ottica rigida Ottica flessibile Frequenza fondamentale _______ Hz Intensità _________ dB Registro _______________ ATTEGGIAMENTO DELLE STRUTTURE SOPRAGLOTTICHE Normale Ipercontrazione delle false corde Ipercontrazione antero-posteriore Ipercontrazione completa SEDE DELLA VIBRAZIONE FONATORIA corda- corda corda-falsa corda falsa corda-falsa corda aritenoide/i-epiglottide aritenoide/i-base lingua aritenoide-falsa corda MORFOLOGIA CORDALE Normotrofica Ipotrofica Ipertrofica Assenza di lesioni Presenza di lesioni
Corda vocale destra ^ ^ ^ Corda vocale sinistra ^ ^ ^ ARRESTI VIBRATORI Corda vocale destra assenti presenti costantemente presenti saltuariamente in toto terzo anteriore terzo medio terzo posteriore Corda vocale sinistra assenti presenti costantemente presenti saltuariamente in toto terzo anteriore terzo medio terzo posteriore DIAGNOSI
Il foniatra _________________________________ all. 1 Tab. 8 Data ________ ANALISI ACUSTICA 1 a^ visita Controllo METODICA E PROTOCOLLO PROCEDURALE (sec. Di Nicola)
armoniche.; TIPO III : si evidenzia solo rumore nel range 2000-4000 Hz.; TIPO IV : il rumore predomina su tutto lo spettro. Solo la frequenza fondamentale e le armoniche fino ai 500 Hz possono essere evidenziate. La presenza di diplofonia viene indicata con una / d / accanto al numero relativo alla classe.
Voice Handicap Index (da Jacobson e Coll., modificato da Luppi) Data _____________ Impatto delle problematiche vocali sulle normali attività quotidiane MAI QUASI MAI
1 Mi sentono con difficoltà a causa della mia voce 2 Mi capiscono con difficoltà in un ambiente rumoroso 3 Mi capiscono con difficoltà anche in ambiente silenzioso 4 I membri della mia famiglia fanno fatica a sentirmi 5 Telefono meno spesso di quanto vorrei 6 Tendo ad evitare i gruppi numerosi per la mia voce 7 Parlo poco con amici parenti etc. a causa della mia voce 8 I miei problemi di voce limitano la mia vita sociale 9 Mi sento escluso/a dalle conversazioni per la mia voce 10 Se parlo a lungo mi gira la testa Punteggio: _____ (punteggio massimo: 40) 0 1 2 3 4 Impatto psicologico 1 Sono teso/a quando parlo con gli altri per la mia voce 2 La gente sembra irritata dalla mia voce 3 Trovo che gli altri non comprendano il mio problema 4 I miei problemi di voce mi innervosiscono 5 Sono meno socievole a causa dei miei problemi di voce 6 Mi sento handicappato a causa della mia voce 7 Sono infastidito/a quando la gente mi chiede di ripetere 8 Sono imbarazzato/a quando la gente mi chiede di ripetere 9 A causa della mia voce mi sento incompetente 10 Mi vergogno del mio problema di voce Punteggio: _____ (punteggio massimo: 40) 0 1 2 3 4 Percezione delle caratteristiche dell’ emissione vocale 1 Quando parlo rimango a corto di fiato 2 La mia voce varia nel corso della giornata 3 La voce mi sembra soffiata e flebile 4 La voce mi sembra rauca 5 Ho l’impressione di dover forzare per produrre la voce 6 Mentre parlo la voce varia in modo imprevedibile 7 Cerco di modificare la mia voce perché sia miglior 8 Faccio molta fatica a parlare 9 Alla sera la mia voce è più brutta 10 Nel corso di una conversazione rimango senza voce Punteggio: _____ (punteggio massimo: 40) 0 1 2 3 4 Il foniatra_______________________ La logopedista ______________________ all. 3 b Tab. 12 Data __________ 1 a^ visita Controllo ACCORDO PNEUMO-FONICO Nella norma Uso di aria residua Espirazione pre-fonatoria Frequenti atti respiratoria Fonazione inspiratoria Altro:____________________________________________________
Modo Nasale Orale Mista
Tipo Costale superiore Costo-diaframmatica Addominale Inversa Completa Mista
Normale Ipotonia Ipertonia Ipertonia cingolo-scapolare Ipertonia dei muscoli sopraioidei Ipertonia dei muscoli S.C.M. Ipertonia dei muscoli omoioidei Turgore delle giugulari est. e ant.
Posizione dello scudo laringeo Normale Innalzata Abbassata
Note: all. 4 a Tab. 13