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RIASSUNTO LIBRO CORSO DI PSICOMETRIA
Tipologia: Dispense
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rispettivamente della variabile X e Y. Possiamo definire quindi la distribuzione doppia di frequenza di X e Y come la distribuzione che affianca una frequenza ad
La doppia distribuzione di frequenza viene rappresentata con una tabella a doppia entrata, ovvero la tabella di contingenza ; dove nelle celle del riquadro centrale sono riportate le frequenze di cella, ogni riga e ogni colonna costituisce una distribuzione parziale, le frequenze riportate nella riga e nella colonna “totale” sono dette frequenze marginali. Su una tabella di contingenza si possono calcolare 3 tipi di frequenze: 1) Percentuali di riga Si ottengono dividendo ciascun valore di cella per il rispettivo marginale di riga e moltiplicando il risultato ottenuto per 100 2) Percentuali di colonna Si ottengono dividendo ciascun valore di cella per il rispettivo marginale di colonna e moltiplicando il risultato ottenuto per 100 3) Percentuali sul totale Si ottengono dividendo ciascuna frequenza di cella per l’ampiezza del collettivo e moltiplicando il risultato ottenuto per 100 La rappresentazione grafica di una distribuzione doppia di frequenze avviene tramite stereogramma dove c’è uno spazio a tre dimensioni (x, y, z) nel quale vengono riportate sui primi due assi le modalità delle due variabili e sul terzo le frequenze con cui ciascuna coppia di modalità si è presentata nel collettivo.
Diagramma di dispersione , un diagramma cartesiano in cui i punti rappresentano i casi e le variabili costituiscono gli assi; in esso è del tutto assente l’informazione sulla distribuzione di frequenza congiunta L’analisi bivariata ha lo scopo di studiare la relazione tra le variabili. In una tabella di contingenza si ha indipendenza tra le variabili quando tutte le distribuzioni parziali contenenti le frequenze relative o percentuali sono uguali alla corrispondente distribuzione marginale. Possiamo calcolare la frequenza teorica effettuando il prodotto dei relativi marginali e dividendo il prodotto ottenuto per la numerosità totale del collettivo. La tabella di frequenza teoriche si ha in caso di totale indipendenza tra variabili; uno dei principali compiti della statistica bivariata consiste nel fornire misure per valutare quanto ci si allontana dalla condizione di totale indipendenza. L’ indipendenza può essere definita così: al crescere dei valori di una variabile non corrisponde un aumento o una diminuzione sistematica dei valori dell’altra. Se almeno una delle due variabili è cardinale possiamo definire un’indipendenza in media , possiamo definire che la variabile Y (cardinale) è indipendente in media dalla variabile X se, per ogni valore distinto di X, la media dei valori di Y è costante. La connessione mira ad evidenziare l’interdipendenza tra le due variabili Di una relazione tra variabili possiamo valutare il grado di concordanza , con questo termine si intendono concetti diversi in base al tipo di variabili:
Alcune misure basate sul chi quadrato:
- Phi quadrato È una misura di connessione che consiste nel rapporto tra il valore del chi quadrato e la numerosità dei casi; è una misura simmetrica che assume come valore minimo lo 0. Sono invece asimmetriche le misure Misura la dipendenza da XeY e assume valore 1 nel caso di dipendenza perfetta Misura la dipendenza di Y da X anch’essa assume valore in caso di dipendenza perfetta Il T di schuprov È simmetrico e assume valore 1 nel caso di dipendenza reciproca perfetta. Misure non basate sul chi quadrato: coefficienti di incertezza Data una tabella di contingenza che incrocia due v. categoriali X e Y possiamo calcolare l’eterogeneità delle due distribuzioni marginali: l’eterogeneità della variabile X, Hx e l’eterogeneità di Y, Hy. Hx= Hy= La formula estesa alla distribuzione doppia di X e Y sarà Combinando le tre misure di eterogeneità otteniamo una misura simmetrica della relazione tra le due variabili possiamo quindi scrivere Dove Ixy detto coefficiente di incertezza assume valore 0 nel caso di assenza di relazione valore 1 se le due variabili hanno lo stesso n° di modalità,diversamente sarà inferiore a 1
Si parla di concordanza nel caso di v. categoriali se tra le categorie delle due v. esiste un’affinità dal punto di vista logico. Per calcolare il K di Cohen si considerano solo le frequenze poste nella diagonale principale della tabella di contingenza, cioè quelle che riguardano l’incrocio tra le categorie affini; se le frequenze sono maggiori dei valori teorici si ha una concordanza, se invece sono inferiori si ha una discordanza. Più le frequenze della diagonale sono simili a quelle teoriche minore sarà la relazione tra le due categorie affini delle due variabili. K di Cohen Dove è la somma delle frequenze relative nella diagonale principale E dove è la somma delle frequenza teoriche Quando in ciascuna dicotomia i codici numerici indicano le differenze di grado si può ricorrere ad altre misure, tra le quali il Q di Yule Esso varia tra -1 (max discordanza) e +1 (max concordanza); lo 0 indica l’assoluta indipendenza delle due variabili Quando si valuta la concordanza tra dicotomia con modalità ordinate si può ricorrereal coefficiente di correlazione rphi Quando le frequenze sono concentrate nelle celle poste sulla diagonale principale cè max concordanza e il valore max che è pari a + Quando le celle poste sulla diagonale principale hanno frequenza pari a 0 c’è max discordanza e il valore minimo è pari a -
r assume valore min -1 e max +1 indipendentemente dall’unità di misura delle variabili r assume valore 0 quando le variabili sono linearmente indipendenti. Anche per le variabili cardinali si può valutare la relazione asimmetrica, attraverso il coefficiente b, esso è un coefficiente di regressione strettamente connesso alla covarianza e alla varianza x-> v. indipendente y->v. dipendente Questo coefficiente è quindi il rapporto tra la covarianza di XeY e la varianza della variabile considerata come indipendente. OPERATORI DI DETERMINAZIONE La determinazione è una misura asimmetrica, gli operatori che ne permettono una valutazione sono sia simmetrici che asimmetrici. Tanto è maggiore il grado di determinazione tanto più forte è la relazione.
La relazione tra X e Y viene detta spuria se essa svanisce con l’introduzione di una terza variabile, Z, che precede temporalmente o logicamente la v. indipendente X. Se la terza variabile non modifica la relazione tra le prime due l’ipotesi di causalità verrà rinforzata; se invece con la terza v. la relazione si annulla o quasi, diremo che si tratta di una relazione spuria. Ci sono 2 casi di relazione spuria tra v. cardinali: