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Neuropsicologia: Esercizi e Domande - Prof. Lepri, Sbobinature di Psicologia Generale

psicologia generale, mie sbobine integrate con le slide mostrate a lezione. vanno bene anche per l'esame di Federici, ottimi risultati assicurati (30 e lode)!

Tipologia: Sbobinature

2022/2023

In vendita dal 20/02/2024

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INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA MODERNA
Storia delle teorie moderne sulla natura del cervello e della mente
Un ragazzo su sei con disturbi mentali ha un'età compresa tra 10 e 19 anni.
I disturbi mentali rappresentano il 16% del carico globale di malattie nella fascia 10-19 anni.
Nel 50% dei casi il disturbo si manifesta entro i 14 anni, ma la maggior parte dei casi non
viene rilevata e non viene trattata.
Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 10 e i 25 anni.
Un adolescente su 7 ha un disturbo mentale:
ü«Più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale
diagnosticato»
ü «46.000 adolescenti ogni anno si tolgono la vita ogni anno, più di uno ogni 11 minuti»
ü«Un giovane su 5 tra i 15 e i 24 anni dichiara di sentirsi spesso depresso o di avere poco
interesse nello svolgimento di attività»
ü«L’ansia e la depressione rappresentano il 40% delle diagnosi»
ü«l'impatto della pandemia sulla salute mentale "è solo la punta dell'iceberg».
Teoria dell’attaccamento, la ha il bambino per la mamma, NON è affetto per6; è una teoria
ponte tra psicoterapie [favorisce il dialogo tra psicoterapie].
Bowlby è uno psicanalista -> la teoria dell’attaccamento è la teoria dello sviluppo ed
eziopatogenetica su cui si radica psicoterapia cognitiva costruttiva ed evoluzionistica.
È teoria con maggiori evidenze empiriche per la comprensione dello sviluppo umano sano e
patologico [si chiama teoria non perch non è validata].é
È una teoria facilmente comprensibile e applicabile clinicamente (spiega fenomeni complessi in
maniera facile).
È una teoria radicata empiricamente.
La teoria dell’attaccamento di John Bowlby costituisce ad oggi il modello teorico più completo ed
articolato a cui far riferimento per comprendere e spiegare i meccanismi che sottendono i processi
evolutivi, sia normali che patologici.
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INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA MODERNA

Storia delle teorie moderne sulla natura del cervello e della mente

› Un ragazzo su sei con disturbi mentali ha un'età compresa tra 10 e 19 anni.

› I disturbi mentali rappresentano il 16% del carico globale di malattie nella fascia 10-19 anni.

› Nel 50% dei casi il disturbo si manifesta entro i 14 anni, ma la maggior parte dei casi non

viene rilevata e non viene trattata.

› Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 10 e i 25 anni.

Un adolescente su 7 ha un disturbo mentale:

ü «Più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale

diagnosticato»

ü «46.000 adolescenti ogni anno si tolgono la vita ogni anno, più di uno ogni 11 minuti»

ü «Un giovane su 5 tra i 15 e i 24 anni dichiara di sentirsi spesso depresso o di avere poco

interesse nello svolgimento di attività»

ü «L’ansia e la depressione rappresentano il 40% delle diagnosi»

ü «l'impatto della pandemia sulla salute mentale "è solo la punta dell'iceberg».

Teoria dell’attaccamento, la ha il bambino per la mamma, NON è affetto però; è una teoria

ponte tra psicoterapie [favorisce il dialogo tra psicoterapie].

Bowlby è uno psicanalista -> la teoria dell’attaccamento è la teoria dello sviluppo ed

eziopatogenetica su cui si radica psicoterapia cognitiva costruttiva ed evoluzionistica.

È teoria con maggiori evidenze empiriche per la comprensione dello sviluppo umano sano e

patologico [si chiama teoria non perch é́non è validata].

È una teoria facilmente comprensibile e applicabile clinicamente (spiega fenomeni complessi in

maniera facile).

È una teoria radicata empiricamente.

La teoria dell’attaccamento di John Bowlby costituisce ad oggi il modello teorico più completo ed

articolato a cui far riferimento per comprendere e spiegare i meccanismi che sottendono i processi

evolutivi, sia normali che patologici.

Attaccamento per Bowlby vede nell’uomo tendenza innata la ricerca di vicinanza protettiva di una

figura conosciuta in situazioni di solitudine, dolore, fatica e pericolo.

Il comportamento di attaccamento caratterizza l’essere umano dalla culla alla tomba ” -> non è

persona a cui si vuole bene, ma la pi ù̀affidabile, figura da cui si avverte protezione.

[Relazione tossica si triangola, da diade si arriva a triade -> il terzo è uno dei due che non è in

grado o non vuole attaccamento. ]

Ci sono alla base osservazioni etologiche che evidenziano tale tendenza, a partire dall’imprinting

negli uccelli per finire con legami complessi che i piccoli mammiferi formano con genitori ->

anatroccoli e piccoli scimpanz è́.

La teoria dell’attaccamento trova una cornice di riferimento per la teoria si trova

nell’epistemologia evoluzionistica (innatismi uguali in tutto il mondo).

TUTTAVIA, IL VUOTO NON SI RIEMPIE -> relazioni sane o sostanze lo fanno diminuire, non

riempire. La persona sana ha tutto a metà, è nella media, invece la persona psicopatologica

eccede.

Lambruschi , in uno studio del 2008 somministrò AAI (Adult Attachment Interview) ad un campione

di 59 psicoterapeuti di diverso orientamento teorico.

I tipi di attaccamento possono essere: - sicuro (si deve conquistare), - evitante (pattern A),

  • ambivalente , - disorganizzato.

Lo studio vede psicoterapeuti che si differenziano dalla popolazione avvicinandosi alle

caratteristiche di soggetti clinici (evitante, pattern A), soprattutto per la presenza di traumi e lutti

irrisolti.

[TRAUMI sono cose del tipo morti o patologie, traumi sono quelli relazionali.]

Terapeuta riesce a rimanere a galla, paziente no.

Aspetti legati a vicende personali se non elaborati interferiscono su atteggiamento terapeutico ->

relazione con paziente conta.

La paura dell’abbandono e necessità di essere amato (paura che genera tutto) -> thanatos , culto

dei morti dall’uomo primitivo che comprende esistenza della morte e porta cura per l’abbandono

e la morte stessa. Paura insensata, ma anche disturbo è insensato.

Tale paura potrebbe portare a violare confini del setting e porta legame terapeutico visto come

amicizia o sentimento o come ruolo genitoriale salvifico. Molte donne istrioniche sono andate con

terapeuti, richiesta d’aiuto compensata MALE, aumenta poi le dinamiche interne del paziente.

Non ci deve essere affetto di fondo.

LA PSICOLOGIA È UNA SCIENZA?

La psicologia NON è una scienza, e nemmeno psicoterapia.

La psicologia non è una scienza, è PRATICA, BASATA SU SCIENZE->l’oggetto è un soggetto: UOMO.

Non è una scienza perché non c’è sempre il 100% del riscontro positivo -> resilienza

scomparirebbe perché ad ogni trauma corrisponde disturbo.

Le altre discipline sono basate su un metodo scientifico molto ferreo -> “ metodi evidence based ”.

Figure da differenziare:

psicologia : studio della mente -> psicologo pu ò̀fare colloqui e diagnosi

psicoterapia : [psicoterapeuta dopo magistrale e abilitazione albo, poi altri 4 anni];

è l’applicazione informata e intenzionale di metodi clinici e atteggiamenti interpersonali

derivati da principi psicologici consolidati allo scopo di sostenere le persone nel modificare

Mente e pensiero creano nuova materia ed influenzano il cervello e il corpo. Nuovi pensieri creano

un nuovo cervello e con un danno al cervello cambia la mente -> interdipendenza tra mente e

corpo.

[Primo esperimento su effetto placebo -> 30 pazienti toracotomizzati per cancri o patologie vari (esportate parti

di polmone, dunque avevano dolori forti).

Nel protocollo standard si prevedevano dosi di buprenorfina ( oppioide ) ogni 15’ con soluzione salina; dopo ci ò̀il

paziente poteva chiamare e l’infermiera poteva somministrare ogni volta a richiesta tale sostanza. Divisero

pazienti con stessa patologia in tre gruppi: un gruppo non viene detto nulla , ad un altro gli dissero che avrebbero

avuto o soluzione salina o antidolorifico ogni tot e al terzo gruppo viene detto che quando chiamano gli danno

potente antidolorifico.

->il primo gruppo ha avuto bisogno di tante dosi, secondo di meno e terzo ancora di meno.

TUTTO EFFETTO PLACEBO. La confusione, che ha avuto il secondo gruppo, aiuta pi ù̀del non sapere nulla, per

esempio il primo gruppo non si è sentito soli. La parola ha curato, ma alcune hanno curato meglio -> la mezza

verit à̀ che era anche la meno convincente ha avuto un effetto placebo meno influente, con bugia più̀

convincente pi ù̀influente.]

LA QUESTIONE MENTE/COSCIENZA – CORPO/CERVELLO

Esiste un doppio approccio, ovvero se io modifico la mente, modifico anche il cervello, e, se io

modifico il cervello cambio automaticamente anche la mente.

La mente può modificare e creare nuova materia all’interno del cervello.

Beauregard dirà nel suo libro che i risultati dimostrano che la natura soggettiva e il contenuto

intenzionale di processi mentali (pensieri, sentimenti, convinzioni, volizione) influenzano in modo

significativo il funzionamento e la plasticità del cervello.

[ plasticità = la capacità di generare non neuroni ma nuove sinapsi -collegamenti tra le varie cellule

neuronali, e sono infinite e si possono rassettare. Gli autismi sono pieni di neuroni ma non di

sinapsi. Tra i vaccinati ci sono meno disturbi dello spettro autistico riaspetto ai non vaccinati.]

Le variabili mentali devono essere seriamente prese in considerazione per una corretta

comprensione delle basi neuropsicologiche del comportamento umano.

L’effetto placebo modifica recettori del dolore in base alla consapevolezza della mente, che può̀

modificare e creare nuova materia all’interno di cervello e corpo.

L’effetto placebo nasce come effetto positivo, se negativo è EFFETTO NOCEVO -> non è solo

convinzione, si attiva metabolismo con produzione di sostanze che prima non c’erano, come

dopamina, solo con acqua.

Esempi dove è stato usato l’effetto placebo:

  • PARKINSON , un potente effetto placebo in soggetti parkinsoniani è stato mediato da un

aumento dei livelli sinaptici di dopamina nel sistema dopaminergico danneggiato. Si noti

che la quantità di dopamina rilasciata è stata maggiore nei pazienti che hanno ricevuto il

placebo rispetto a quelli che hanno ricevuto solo il farmaco. [affinché un farmaco venga

approvato deve superare l’effetto placebo]

  • DEPRESSIONE, i risultati dimostrano che il placebo può produrre cambiamenti metabolici

in specifiche regioni corticali e paralimpiche che sono relativamente comparabili a quelli

della fluoxetina (Proxac.) un antidepressivo noto per elevare l’umore e diminuire la

depressione. [chi non ha rete sociale]

  • ANALGESIA , la somministrazione del placebo produce una emissione endogena di oppiodi

nel tronco celebrale con effetti paragonabili a quelli prodotti da un oppiaceo.

  • PSICOSTIMOLANTI, otto bevitori abituali di caffè sono stati esaminati dopo nessun

trattamento e dopo compresse di placebo per via orale. Durante la condizione placebo ai

volontari è stato detto che avevano una probabilità del 50% di ricevere caffeina, ma tutti

hanno ricevuto placebo. Il placebo ha prodotto un significativo rilascio di dopamina

bilaterale nel talamo rispetto a nessun trattamento.

  • PROCESSI EMOTIVI , i volontari sono stati esaminati nel corso di quattro diverse condizioni:

(1) foto spiacevoli dopo il trattamento con placebo; (2) foto neutre dopo il trattamento con

placebo; (3) foto spiacevoli dopo il trattamento di controllo, e (4) foto neutre dopo il

trattamento di controllo. C’è stata una forte diminuzione nella valutazione soggettiva di

sgradevolezza per le condizioni di placebo rispetto alle condizioni di controllo (bloccante

ansiolitico). [il placebo generava emozioni negative minori]

Questi risultati confermano l’idea che l’effetto placebo pu ò essere estremamente specifico.

LA QUESTIONE NATURA/CULTURA

Processi innati e incapsulati vs ci ò̀ che si apprende-> gemelli identici condividono 100% ai geni e

hanno QI pi ù̀simile di semplici fratelli che hanno 50% dei geni, anche se gemelli sono separati alla

nascita.

QI = quoziente d’intelligenza , capacità logico-matematiche, non dipende dall’ambiente.

Ad oggi si sa che la cultura è pi ù̀influente, sebbene 100% influenzati l’uno dall’altro.

Innato cultura è questione fondamentale -> una cosa in un determinato contesto ha senso, in altri

no.

Capitolo 1:

dal cervello alla mente

l’approccio neuroscientifico

i processi mentali influiscono sull’anatomia della mente, perciò modificare il cervello significa

modificare anche la mente.

Le neuroscienze hanno utilizzato l’ipotesi delle facoltà per capire l’architettura funzionale del

cervello umano.

Il principio I di Eric Kandel afferma che tutti i processi mentali derivano da operazioni del cervello;

perciò , c’è una stretta correlazione tra le operazioni del cervello e ciò che la mente crea.

Dawkins si chiede perché punire le persone che agiscono in maniera antisociale? Perché non

considerarle semplicemente come persone che hanno bisogno di essere riparate? Se le nostre auto

si imballano e ci mollano, le colpiamo e prendiamo a calci? Noi le ripariamo.

Il cervello è un sistema in gran parte in parallelo e distribuito, con un trilione di punti decisionali e

centri di integrazione. Il cervello non si ferma mai nella gestione dei nostri pensieri, desideri e del

nostro corpo [ il cervello si attacca ogni volta a quella cosa di cui crede ].

LE NEUROSCIENZE. IL CASO DI PHINEAS GAGE.

Phineas Gage è uno dei casi più studiati.

Egli è un uomo premuroso che lavorava sulle ferrovie, un giorno durante i lavori un pezzo metallico

si è staccato finendogli nel cervello passando per l’occhio, rendendolo cieco.

Il pezzo metallico prese la corteccia prefrontale, parte subito dietro la fronte, che racchiude

l’umanità, il pensiero umano che regola tutte le manifestazioni di educazione, calma, bontà,

compassione e buoni pensieri. È un organo che regola le manifestazioni di pacificazione e

cooperazione.

Quando a Phineas gli è partito pezzo di corteccia è mutato caratterialmente , era diventato un

villano inaffidabile e svogliato, più vicino ad un felino, aveva atteggiamenti tipici di chi ha disturbo

borderline, istrionico, narcisistico antisociale.

Ha perso il lobo frontale ventromediale (dall’occhio fino alla parte interna).

Senza ciò si da vita e si mettono in maggiore luce le 6 emozioni semplici , che sono

prevalentemente negative -> perciò eliminando le emozioni complesse si sviluppa un

atteggiamento accattivante.

[gioia -positiva, sorpresa-neutra, rabbia, disgusto, tristezza e paura- negative].

Le sinapsi si formano ma è complesso ricostruirle.

Origine della

conoscenza

Natura

(nature)

Innato Innatismo Facoltà

Cultura

(nurture)

Appreso Empirismo Costruzioni

Tutte le emozioni vanno provate, si distinguono le semplici dalle complesse dall’interazione con

l’altro.

Il sistema limbico elabora le emozioni in sistema con l’altro, per lavorare con le emozioni ci serve lo

psicoterapeuta perché abbiamo bisogno dell’interazione con l’altro.

Le emozioni vanno regolate con il rapporto con l’altro -> ciò accade anche ai narcisisti, borderline,

istrionici e gli antisociali.

IL RICONOSCIMENTO DEI VOLTI

Si trova nell’ emisfero destro -> è dotato di pensiero che non può esprimere con il linguaggio,

caratterizzato dalle GNOSIE , che ci permette di comprendere il linguaggio [PARTE DOMINANTE DEL

CERVELLO],

emisfero sinistro -> parte dominante del linguaggio.

Pochi hanno emisferi invertiti, dunque non è al 100% dei casi -> di solito di destrosi hanno parte

dominante a sx e i mancini a dx.

Ognuno ha delle differenze. Le donne , per esempio, hanno una migliore comunicazione tra

emisfero sx e dx ( elaborano linguaggio e cervello, incrociando spesso il passato). Gli uomini , invece,

comunicano meglio tra parte alta e bassa del cervello (uomo ha abilità logico-matematiche

maggiori ma memoria a lungo termine minore, in compenso, la memoria di lavoro è più elevata e

quando scarseggia si denota spesso un DSA; uomini più interessati negli oggetti che nei soggetti) ->

teoria raccoglitrice cacciatore.

Da uno studio condotto sui soldati che avevano ferite al cervello durante la Seconda guerra

mondiale, il neuropsicologo russo Alexander Luria concluse che le persone con lesioni all’emisfero

destro manifestano gravi difficoltà a riconoscere volti, a leggere mappe e a disegnare figure

geometriche. Contemporaneamente l’equipe di Brenda Milner a Montreal scoprì che la distruzione

chirurgica di porzioni dell’emisfero destro porta deficit specifici nel riconoscere o ricordare

figure. Il macrotema dell’emisfero dx è lo spazio (di volti, stanza, etc.).

 A 3 mesi il viso della mamma viene riconosciuto anche se presentato sotto diverse

angolature;

 A 4/5 mesi viene riconosciuto anche in fotografia, pure quando questa viene mostrata al

bimbo per un tempo molto breve.

Questo comportamento contrasta drammaticamente con quello degli animali anche considerati

più intelligenti. Un cane, ad esempio, non riconosce nessuno in nessuna foto o su uno schermo

televisivo.

La prosopagnosia è un dismorfismo percettivo acquisito o congenito del sistema nervoso

centrale che impedisce ai soggetti che ne vengono colpiti di riconoscere correttamente i volti

delle persone.

 AGNOSIA, consiste nel non riconoscere correttamente i volti.

Si collega all’emisfero destro, l’area specifica del cervello di solito associata con la prosopagnosia è

il giro fusiforme.

Esistono molte suddivisioni della prosopagnosia, alcuni non riconoscono l’ovale, altri gli occhi,

alcune persone vedono un ovale piatto, si divide in gradazioni.

È un deficit pericoloso a livello evoluzionistico perché non c’è il riconoscimento del pericolo altrui.

Chi ha questo deficit potenzia altre sinapsi per il riconoscimento altrui, esemp. le proporzioni del

corpo.

Non riconoscono i volti non perché manca un pezzo di memoria ma bensì perché manca qualcosa

per il riconoscimento -> problema di percezione [nasce o in modo congenito o da un

danno/incidente].

Esperimento del piccolo Albert 1920

Obiettivi dell'esperimento erano:

- dimostrare che un' emozione come la paura è il risultato di un processo di

condizionamento ambientale

  • studiare l'evoluzione del condizionamento attraverso l'osservazione sistematica.

Watson e la moglie Rosalie spaventarono un bambino (Albert) di circa un anno di età con

un forte rumore quando questi giocava con un topo bianco. L'esperimento ripetuto più

volte condizionò il bambino. Dapprima Albert strillava solo quando avvertiva il rumore, ma

poi anche alla sola vista del topo bianco.

Tutto ciò che arriva dall’esterno, ambiente, è stato condizionato -> condizionamento

classico.

Winthrop e Kellogg (moglie)->

professore di psicologia all’Università dell’Indiana, nel 1927 ideò un esperimento: pensò di

allevare una scimmia antropomorfa in un ambiente umano.

Con la collaborazione della moglie Luella, avrebbe fatto crescere insieme un bambino

(Donald) e uno scimpanzé (Gua) , trattandoli entrambi come esseri umani, per vedere SE lo

scimpanzé allevato in quelle condizioni avrebbe sviluppato capacità umane.

Donald aveva 10 mesi e Gua 7½ quando venne ad abitare con i Kellogg nel 1931.

Gua , fin dall’inizio, venne trattata come un bambino. La vestirono e le misero le calzature

rigide che i bambini portavano in quell’epoca. Non era tenuta in gabbia, né legata. Le venne

insegnato a usare il vasino. Le spazzolavano i denti. Le venivano dati gli stessi cibi di Donald

e aveva i medesimi orari per il sonno e il bagnetto.

A prescindere dalla diversità di temperamento rivelata dalle fotografie, i due erano

straordinariamente ben accoppiati.

Nell’infanzia, gli scimpanzé si sviluppano più rapidamente degli esseri umani , ma Donald

aveva due mesi e mezzo di più, e questo contribuiva a bilanciare la situazione. Giocavano

insieme come fratelli, inseguendosi intorno ai mobili, fra risse e risate.

[sistema limbico ben sviluppato]

Se uno avesse pianto, l’altro avrebbe cercato di consolarlo accarezzandolo o

abbracciandolo; se Gua si alzava dal sonnellino prima di Donald «era difficile tenerla

lontana dalla porta della sua camera».

Gua era più divertente di Donald.

  • Quando i Kellogg le facevano il solletico o le facevano fare le capriole, rideva come

un bambino. Se cercavano di farle fare a Donald, questi si metteva a piangere.

[i sistemi di paura sono diversi]

  • Gua era più affettuosa (esprimeva il suo affetto con baci e abbracci) e più

disponibile.

Mentre la vestivano, la scimmia ma non il bambino, infilava le braccia nelle maniche e

chinava la testa per farsi annodare il bavaglino.

Se commetteva una marachella e veniva rimproverata, emetteva delle grida lamentose e si

buttava nelle braccia di chi la rimproverava offrendo un « bacio di riconciliazione » e

mandando un sospiro di sollievo quando le veniva permesso di darlo.

Spesso Gua era più svelta del flemmatico Donald nell’imparare ad assolvere i compiti

imposti dalla vita civile, era più pronta a obbedire agli ordini impartiti a voce, a imparare a

mangiare con il cucchiaio, e a far capire quando aveva bisogno del vasino.

[gli scimpanzè hanno una memoria a breve termine + sviluppata]

C’era, tuttavia, un campo in cui il bambino era chiaramente superiore: Donald era un

miglior imitatore.

  • «Infatti, il più delle volte era Gua la più intraprendente, o il leader quando si trattava

di inventare un nuovo giocattolo o un nuovo gioco, mentre il bambino era più

portato ad adattarsi al ruolo di imitatore o seguace.»

  • Così Donald imparò da Gua la deplorevole abitudine di mordicchiare il muro. Imparò

anche un certo numero di espressioni del linguaggio degli scimpanzé, il «latrato del

cibo», per esempio.

A diciannove mesi, il bambino americano medio è in grado di pronunciare più di cinquanta

parole e comincia a metterle insieme per formare delle frasi. A diciannove mesi, Donald

riusciva a dire in inglese soltanto tre parole.

-> A questo punto l’esperimento venne interrotto e Gua fu rimandata allo zoo.

La più grande abilità dell’essere umano è imitare e osservare, Donald rischiò di sviluppare

un ritardo mentale per ciò.

-> ha avuto un’alleanza terapeutica con lo scimpanzè, elemento + debole influenzato dal +

forte, il gruppo livellandosi si abbassa.

 i bambini non imitano ciò che i genitori dicono, ma ciò che fanno/hanno.

I Kellogg avevano cercato di educare una scimmia a diventare un essere umano. Era

risultato, invece, che Gua stava educando un bambino a diventare una scimmia.

L’esperimento ci fornisce maggiori informazioni sulla natura umana che su quella degli

scimpanzé.

Se Gua non fosse stata rimandata allo zoo, Donald avrebbe imparato a parlare l’inglese?

Sì, certamente.

Come i bambini i cui genitori sono immigrati da poco in un paese straniero o sono

totalmente sordi. Questi bambini non parlano la lingua del paese d’accoglienza a casa:

l’hanno imparato fuori di casa.

 La stessa cosa sarebbe successa a Donald. Se non avesse imparato l’inglese per

poter comunicare con i genitori, l’avrebbe imparato con gli altri bambini del

quartiere. Quando il suo mondo sociale si fosse esteso a includere altri compagni di

giochi oltre a Gua, avrebbe scoperto che fuori di casa nessuno parla lo scimpanzese.

2° sezione: NEUROSPECIFICITA’

Donald Hebb ->

Respinse le idee di Ivan Pavlov [fine del comportamentismo] perché contrariamente ai

comportamentisti, che pensavano che il cervello semplicemente reagisse agli stimoli, ha

riconosciuto che il cervello era sempre in funzione , anche quando non c’era nessun stimolo

presente.

[persone che vengono messe dentro una stanza senza rumori, dopo un po' li iniziano a

sentire, perché il cervello ha bisogno di stimoli, e di delirare continuamente per rimanere

coerente]

-> Neuroni che scaricano insieme, si legano assieme e formano la base per

l’apprendimento e la memoria.

Neuroni connessi tra loro possono continuare a scaricare anche dopo un evento che li ha

innescati e questa persistenza è una forma di memoria e il pensiero è l’attivazione

sequenziale di queste reti neurali [memoria è illimitata].

Si cominciava a capire che una volta che le informazioni sono state apprese e

memorizzate, specifiche aree cerebrali avrebbero utilizzato le informazioni in differenti e

particolari modi.

o Un ambiente ricco e nutriente, prima della fine del periodo di grande plasticità

rappresentato dai primi due anni di vita, è determinante per favorire la resilienza: il

cervello ha ancora risorse per riorganizzarsi e riaggiustarsi.

  • I bambini adottati dopo i 2 anni , invece, esibivano ancora, a otto anni, postumi importanti.

Harlow – Freud – Bowlby ci hanno dimostrato, da differenti prospettive, che l’infanzia fa la

differenza [i primi 2 anni].

3° sezione: NATURE vs NURTURE

CONNESSIONI NEURONALI E NEUROSPECIFICITA’

› Da uno studio condotto sui soldati che avevano subito ferite al cervello durante la Seconda

guerra mondiale, lo (neuro)psicologo russo Alexander Luria poté concludere che le persone

con lesioni all’emisfero destro spesso manifestano gravi difficoltà a riconoscere i volti, a

leggere le mappe e a disegnare figure geometriche

[emisfero destro -> riguarda lo spazio].

› All’incirca nello stesso periodo, l’équipe di Brenda Milner

, a Montreal, scoprì che, in seguito

alla distruzione chirurgica di porzioni dell’emisfero destro, i soggetti manifestano deficit

specifici nell’abilità a riconoscere o a ricordare figure.

AUMENTO DI MASSA NEURONALE VS MUSCOLARE

  • L’aumento di massa neuronale , rispetto all’aumento di massa muscolare non avviene,

durante un semplice atto motorio.

come quello di un dipendente delle poste che deve continuamente ripetere lo stesso atto

all’infinito o un barista mentre fa un caffè, ecc.

L’aumento di massa si ha solo durante un atto [motorio o cognitivo] che produce una nuova

esperienza e conoscenza.

AUMENTO DI VOLUME DI MATERIA GRIGIA

Quando il cervello si adatta ad una nuova richiesta ambientale e produce una nuova

esperienza sotto forma di una nuova abilità, si produce a livello cerebrale una modifica

strutturale , cioè il cervello prende una nuova forma_._

A livello neurobiologico le tecniche di risonanza magnetica possono solo dirci se c’è stata

qualche alterazione nell’immagine radiologica che ipoteticamente viene definita aumento

di volume di materia grigia.

Ma, in realtà, non sappiamo cosa accada.

NEUROGENESI

› La neurogenesi è ancora altamente controversa 

Uno dei dogmi delle neuroscienze è che i neuroni, una volta terminata la fase di sviluppo,

non si possano più riprodurre.

Pasko Rakic -> se il cervello si autorigenerasse continuamente rischierebbe di perdere le

informazioni incastonate nel tempo.

[perderebbe il suo essere memoria -> ipotesi]

Le uniche evidenze certe sulla presenza di neurogenesi nel cervello di un adulto si hanno solo in tre

aree : ippocampo, corteccia olfattiva e zona subventricolare.

Tre microscopiche parti del cervello che si possono autorigenerare anche nella vecchiaia.

GLIOGENESI, ANGIOGENESI

Non è tanto la neurogenesi quanto l’ angiogenesi e la gliogenesi le causa dell’aumento di volume

cerebrale.

› A ngiogenesi

aumento del numero di vasi sanguigni che portano sangue ad una nuova porzione di

cervello che si sta sviluppando grazie all’allenamento.

[capillari che portano nutrimento ai neuroni e alle sinapsi].

Gliogenesi

Le cellule gliali svolgono una funzione nutritiva e di sostegno per i neuroni, assicurando

l’isolamento dei tessuti nervosi e la protezione da corpi estranei in caso di lesioni.

[supporto -architettonico, -nutrimento].

Le cellule gliali rappresentano di per sé la più grande popolazione di cellule all’interno della

materia cerebrale. Le cellule gliali sono 6 volte il numero di neuroni che si trovano nel

cervello.

RISONANZA MAGENTICA FUNZIONALE : il segnale di quanto sangue arriva in certe aree del

cervello [misura indiretta];

RISONANZA MAGNETICA ANATOMICA: fotografia del cervello, modificazioni strutturali.

3. Selezione, successo riproduttivo , determina quali variazioni siano utili per la sopravvivenza

e per la riproduzione -> l’evoluzione per selezione naturale si basa sul successo riproduttivo

differenziale che deriva dal possesso delle varianti ereditarie; il successo (o fallimento)

riproduttivo differenziale si definisce come successo (o fallimento) riproduttivo rispetto

ad altri individui.

->Alcuni tratti diventano più o meno comuni in base alla capacità di un individuo di sopravvivere e

procurarsi risorse.

[L’abilità che ha fatto sopravvivere l’uomo è la termoregolazione , che rende l’uomo un

maratoneta: noi sudiamo, possiamo scappare ed esplorare. Abbiamo riserva di energia maggiore

dal mondo animale. Differenze con scimmie: non abbiamo gene che elimina tumori cerebrali ma

non le spine cheratinose sul pene; l’obiettivo, dunque, non è la mera riproduzione ma anche la

creazione di un legame affettivo. Inoltre, il cervello umano pu ò̀aumentare le sue dimensioni. Dalle

scimmie, dunque, c’è stato un processo di perdita: le scimmie hanno pi ù̀ neuroni, noi più̀

connessioni sinaptiche.]

TEORIA DELLA SELEZIONE SESSUALE

Questa teoria riguarda gli adattamenti sorti derivati come conseguenza del successo

nell’accoppiamento.

Competizione intrasessuale : è la competizione tra membri dello stesso sess o -> così

l’evoluzione – il cambiamento nel tempo – può realizzarsi come semplice conseguenza

della competizione tra individui dello stesso sesso

Selezione intersessuale (o femminile) : la scelta preferenziale per l’accoppiamento -> il

cambiamento evoluzionistico avviene semplicemente perché le qualità desiderate in un

compagno aumentano di frequenza a ogni generazione.

Avendo osservato che nel regno animale le femmine di molte specie erano selettive nella

scelta del compagno, Darwin chiamò il processo di selezione intersessuale scelta

femminile.

Investimento femminile a lungo termine nella prole non è paragonabile a quello maschile; parte

razionale che serve per costruire il futuro; anche gli esseri umani sono in grado di dare il 50/

nella scelta; tuttavia, la donna è maggiormente coinvolta nel processo di riproduzione, dunque

prevale la selezione intersessuale forse.

-> Alcune caratteristiche diventano più o meno comuni in base alla capacità di un individuo di

procurarsi più o migliori partner.

RUOLO DELLA SELEZIONE NATURALE E DELLA SELEZIONE SESSUALE NELLA TEORIA

EVOLUZIONISTICA

Selezione naturale e selezione sessuale non sono le sole cause del cambiamento evoluzionistico.

Alcuni cambiamenti possono realizzarsi a causa della deriva genetica , che consiste nel

cambiamento causale nella composizione genetica della popolazione.

› L’ effetto del fondatore , si realizza quando una piccola parte della popolazione si stabilisce

in una nuova colonia e i fondatori della nuova colonia non sono completamente

rappresentativi della popolazione originaria, è un effetto sia che può essere controllato

che no.

› Il collo di bottiglia genetico , si realizza quando una popolazione si restringe a causa di una

catastrofe, per esempio uno tsunami. E i sopravvissuti alla catastrofe portano solo un

sottoinsieme di geni della popolazione originaria, è un effetto che non può essere

controllato.

La selezione naturale agisce semplicemente sulle varianti esistenti. L’evoluzione non è

intenzionale e finalistica , non può guardare al futuro in funzione di necessità non immediate.

Un’altra caratteristica della selezione è la gradualità.

  • Le specie presentano lunghi periodi di stasi [non succede nulla], seguiti da salti [interrompe

la stasi], da cambiamenti bruschi con la comparsa di nuove forme di esistenza -> teoria

degli equilibri punteggiati.

  • Una struttura biologica destinata a una certa funzionalità è COOPTATA a svolgere una

funzione nuova a quella originaria [i salti evolutivi implicano forme di cooptazione] ->

expatiation o cooptazione.

LA SINTESI MODERNA: GENI ED EREDITARIETA’ PARTICELLARE

Gregor Mendel mostrò che l’ereditarietà è particellare (a differenza di quanto afferma l’eredità

per mescolanza di Francis Galto ) , cioè le caratteristiche dei genitori non si miscelano tra loro, ma

passano intatte alla loro prole in pacchetti separati chiamati geni.

I genitori sono nati con i geni che tramandano: essi non sono acquisiti attraverso l’esperienza.

I genotipi , ovvero l’insieme dei geni di un individuo , non passano intatti ma nemmeno mescolati

alla progenie e nelle specie a riproduzione sessuata, come la nostra, la loro unità viene rotta a

ogni generazione.

Ciascuno di noi eredita una metà a caso dei propri geni dal genotipo della madre e l’altra metà

dal padre.

Mendel ha chiarito l’infondatezza di parecchie idee sbagliate in biologia, come la teoria

dell’eredità dei caratteri acquisiti di Lamarck ( lamarckismo ) e la teoria dell’eredità per

mescolanza.

Jean-Baptiste Lamark in “ Philosophie zoologique” (1809)  gli organismi sono il risultato

di un processo graduale di modificazione che avviene sotto la pressione delle condizioni

ambientali. -> L’organismo ha un ruolo attivo nel modificarsi in risposta agli stimoli

ambientali,

Le due leggi di Lamark :

  • Legge dell’uso e del non uso : un organo si sviluppa quanto più è utilizzato e regredisce

quanto meno è sollecitato.

  • Legge dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti : il carattere acquisito dall’animale durante la

sua vita viene trasmesso alla progenie.

RIVOLUZIONE DELLA FITNESS INCLUSIVA

William D. Hamilton propose una revisione radicale e innovativa della teoria evoluzionistica che

chiamò teoria della fitness inclusiva.

Nella sua teoria la selezione naturale favorisce le caratteristiche che permettono ai geni di un

organismo di passare alla generazione successiva, indipendentemente dal fatto che l’organismo

produca direttamente dei figli o meno.

La fitness inclusiva può essere vista come la somma del successo riproduttivo diretto di un

individuo (fitness classica) più gli effetti che le azioni dell’individuo hanno sul success riproduttivo

dei suoi parenti genetici.

4,4 milioni di anni fa: la locomozione bipede -> la capacità di camminare e correre su due

piedi invece che su quattro zampe.

Dopo 2 milioni di anni: primi rudimentali strumenti ritrovati dai paleontologi.

1,2 milioni di anni fa i cervelli di un ramo del genere Homo raggiunsero i circa 1.350 cc

dell’essere umano moderno.

30.000 anni fa: improvvisa estinzione dei neandertaliani dopo il successo che avevano

avuto durante la glaciazione e dopo essere sopravvissuti agli improvvisi cambiamenti delle

risorse disponibili. -> Improvviso arrivo dell’essere umano anatomicamente moderno,

l’ Homo sapiens.

1.3 TAPPE FONDAMENTALI DELLA RICERCA IN PSICOLOGIA

TEORIA PSICOANALITICA DI FREUD

Per il medico austriaco, Sigmund Freud la sessualità era la forza guida del comportamento umano.

Il sistema istintuale era composto da tre classi di istinti:

istinti di vita (sopravvivenza e selezione sessuale)

istinti sessuali

istinti di morte (si distacca dalla teoria darwiniana)

GLI ISTINTI PSICOLOGICI DI JAMES E LA NASCITA DEL COMPORTAMENTISMO

Gli istinti per William James , invece, non sono né ciechi né inevitabili, dato che possono essere

modificati dall’esperienza o annullati da altri istinti, essi si sono evoluti attraverso la selezione

naturale e sono adattamenti per risolvere problemi specifici.

Poi troviamo il condizionamento classico di Pavlov e di Watson, un tipo di apprendimento in cui

due eventi precedentemente non collegati diventano associati.

Con Skinner invece parliamo di condizionamento, dove si avevano poche caratteristiche innate, la

capacità generale di apprendere e la forza delle contingenze ambientali di rinforzo.

LE SORPRENDENI SCOPERTE DELLA VARIABILITA’ CULTURALE

Boas e Mead e Derek Freeman che scoprì che i samoiani, che Mead aveva dipinto in termini

utopici, erano fortemente competitivi e che i loro tassi di omicidio e di stupro erano più elevati di

quelli degli Stati Uniti! Inoltre, gli uomini erano molto gelosi, il che contraddiceva il quadro di

“amore libero” tratteggiato dall’antropologa.

L’EFFETTO GARCIA, LA PREDISPOSIZIONE PER PAURE SPECIFICHE E IL DELCINO DEL

COMPORTAMENTO RADICALE.

Harry Harlow usò il condizionamento operante sugli esperimenti che ha eseguito sulle scimmie.

Seguendo i principi di questo condizionamento le scimmie che ricevevano il loro rinforzo primario

di cibo dalla madre di fildiferro avrebbero dovuto sviluppare un attaccamento maggiore nei

confronti di questa mamma artificiale. Invece, accadde l’opposto, le scimmie preferivano passare il

resto del tempo con la madre di panno.

 La variabile genetica [ soft and warm ] era + forte della componente ambientale.

Anche gli studi effettuati da John Garcia riscontrarono una certa agitazione.

Il ricercatore diede del cibo ad alcuni ratti e qualche ora dopo somministrò loro una dose di

radiazioni che provocavano la nausea. Sebbene la nausea sopraggiungesse diverse ore dopo che

avevano mangiato, ai ratti bastava una sola prova per imparare a evitare quel cibo, che sembrava la

causa dell’indigestione. Ma abbinando la nausea a suoni o flash di luce non si realizzava alcun

apprendimento di evitamento. Sembrava dunque che i ratti venissero al mondo con delle

predisposizioni ad apprendere certe cose, come a evitare cibi in presenza di nausea, ma trovassero

straordinariamente difficile fare altre associazioni.

 Sistema di alimentazione + forte dei flash e della luce, [il cibo pu ò uccidermi, i flash/luce

no].

[il cibo nuovo non veniva più mangiato -> paura verso il nuovo, l’organismo percepisce il

nuovo come pericolo ( 4 emozioni negative ); siamo in un costante sviluppo di

condizionamento operante].

Martin Seligman e i suoi collaboratori pensarono che fosse abbastanza semplice condizionare le

persone a sviluppare certi tipi di paure, come quella per i serpenti, ma molto difficile condizionare

le persone a svilupparne altre, meno naturali, come quella per le prese elettriche o le automobili.

Tutto suggerisce DUE CONCLUSIONI:

  1. Ratti, scimmie e anche esseri umani sembrano predisposti ad apprendere alcune cose, MA

non altre, con estrema facilità.

  1. L’ambiente esterno non è il SOLO elemento che può determinare il comportamento.

René Spitz psicoanalista austriaco naturalizzato statunitense, condusse studi sui bambini

ospedalizzati, quindi in situazioni di deprivazione di stimoli, elabor ò la teoria sulla depressione

anaclitica (1952) e descrisse in ordine progressivo i comportamenti di bambini che vengono

separati dalla persona che si prendeva cura di loro. Tali comportamenti furono:

o I mese: lamentele e richiami;

o II mese: pianto e perdita di peso;

o III mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo nello sviluppo motorio, assenza di

mimica, perdita continua di peso;

o Dopo il III mese: cessazione del pianto, stato letargico.

Questi sintomi scomparivano SOLO QUANDO il bambino ritrovava la madre o trovava qualcuno che

si prenda cura di lui.

->Un trauma del genere non si risolveva del tutto in poco tempo , anzi qualora NON fosse stato

superato si manifestava la presenza di ritardi di sviluppo nella totalità dei soggetti osservati e un

aumento del tasso di mortalità.

[le dinamiche apprese possono influenzare così tanto fino a sviluppare un ritardo menale o un

disturbo psichiatrico per tutta la vita].

Meccanismi attraverso cui puoi comprendere l’uomo: -apprendimento, -condizionamento, -

memoria, il tutto connesso all’emozioni.

1.5 LE ORIGNI DELLA NATURA UMANA

ORIGINI DEI MECCANISMI ADATTIVI COMPLESSI

Oggi noi abbiamo acquisito i meccanismi adattivi complessi grazie ai nostri antenati che l’hanno

portati al successo.

L’unica teoria scientifica che è stata in grado di spiegare, finora, l’origine e la struttura degli

adattamenti complessi è quella della selezione naturale, ovvero adattamento per la sopravvivenza,

riproducendo i geni che tendevano a sopravvivere.

1.6 ALLE RADICI DELLA NATURA UMANA: LE BASI DELL’EVOLUZIINE DEI MECCANISMI PSICOLOGICI.