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Psicologia Generale Lepri, Appunti di Psicologia Generale

Riassunto di tutte le slide si psicologia generale

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 08/04/2026

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vincenzo-falco-16 🇮🇹

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Psicologia Generale
La psicologia si occupa dello studio scientifico del comportamento
animale, umano e non umano, e dei processi mentali o cognitivi.
Il comportamento è qualunque attività, che sia consapevole o
inconsapevole, che si possa osservare o non, in risposta a stimoli
esterni o interni.
I processi mentali sono appunto i processi che avvengono nella
mente e comprendono qualsiasi funzione mentale che si presuma
sia convolta nell’acquisizione, interpretazione, manipolazione e uso
della conoscenza. Esempio come l’attenzione, la percezione,
l'apprendimento e la risoluzione dei problemi.
Le emozioni sono programmi di azione complessi ed automatici, non
controllabili ed inconsapevoli, che coinvolgono elementi esperienziali,
comportamentali e fisiologici per affrontare un problema o un evento
personale significativo, ed attivati da uno stimolo competente, ovvero
specifico per quell’emozione, nascosto o palese.
La qualità specifica dell’emozione, come la paura, la vergogna..., è
determinata dal significato specifico dell’evento. (Se il significato
comporta una minaccia è probabile che venga generata paura; se il
significato comporta la disapprovazione da parte di un altro è probabile
che venga generata vergogna). L’emozione implica un sentimento ma si
differenzia da esso per il fatto di non essere necessariamente vissuta in
maniera conscia.
La psicologia è sia una disciplina scientifica sia una professione. Alcuni
psicologi si dedicano alla ricerca e alla trasmissione di conoscenze; altri
operano nell’ambito della salute, curando i disturbi legati alla salute
mentale; altri ancora lavorano in settori come l’economia, l’informatica, lo
sport, la giurisprudenza e la medicina.
La psicologia generale, chiamata anche sperimentale (per il metodo
seguito) o cognitiva (per l’orientamento teorico prevalente), rappresenta
la corrente principale della ricerca scientifica sulle funzioni psicologiche di
base, e studia con metodologia sperimentale la mente ed il
comportamento.
Le neuroscienze sono l’insieme degli studi condotti sul sistema nervoso.
Studi aumentati significativamente nel corso della seconda metà del XX
secolo, grazie ai progressi nella biologia molecolare ed in altri campi,
permettendo ai neuroscienziati di studiare il sistema nervoso in tutti i suoi
aspetti.
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Psicologia Generale

La psicologia si occupa dello studio scientifico del comportamento animale, umano e non umano, e dei processi mentali o cognitivi.  Il comportamento è qualunque attività, che sia consapevole o inconsapevole, che si possa osservare o non, in risposta a stimoli esterni o interni.  I processi mentali sono appunto i processi che avvengono nella mente e comprendono qualsiasi funzione mentale che si presuma sia convolta nell’acquisizione, interpretazione, manipolazione e uso della conoscenza. Esempio come l’attenzione, la percezione, l'apprendimento e la risoluzione dei problemi. Le emozioni sono programmi di azione complessi ed automatici, non controllabili ed inconsapevoli, che coinvolgono elementi esperienziali, comportamentali e fisiologici per affrontare un problema o un evento personale significativo, ed attivati da uno stimolo competente, ovvero specifico per quell’emozione, nascosto o palese. La qualità specifica dell’emozione, come la paura, la vergogna..., è determinata dal significato specifico dell’evento. (Se il significato comporta una minaccia è probabile che venga generata paura; se il significato comporta la disapprovazione da parte di un altro è probabile che venga generata vergogna). L’emozione implica un sentimento ma si differenzia da esso per il fatto di non essere necessariamente vissuta in maniera conscia. La psicologia è sia una disciplina scientifica sia una professione. Alcuni psicologi si dedicano alla ricerca e alla trasmissione di conoscenze; altri operano nell’ambito della salute, curando i disturbi legati alla salute mentale; altri ancora lavorano in settori come l’economia, l’informatica, lo sport, la giurisprudenza e la medicina. La psicologia generale , chiamata anche sperimentale (per il metodo seguito) o cognitiva (per l’orientamento teorico prevalente), rappresenta la corrente principale della ricerca scientifica sulle funzioni psicologiche di base, e studia con metodologia sperimentale la mente ed il comportamento. Le neuroscienze sono l’insieme degli studi condotti sul sistema nervoso. Studi aumentati significativamente nel corso della seconda metà del XX secolo, grazie ai progressi nella biologia molecolare ed in altri campi, permettendo ai neuroscienziati di studiare il sistema nervoso in tutti i suoi aspetti.

Le neuroscienze cognitive studiano i correlati celebrali dell’attività della mente e del comportamento; infatti, dagli anni 80 grazie a dei macchinari possiamo guardare dentro il nostro cervello mentre esso svolge qualche funzione. Mente e conoscenza spesso sono usati come sinonimi. La mente può essere intesa come il prodotto del funzionamento del cervello, i cui contenuti o stati mentali (come un'idea, un sentimento, un suono...) possono essere coscienti o non coscienti. Ma può essere anche intesa come il luogo in cui il mondo diventa esperienza soggettiva. La coscienza è lo stato mentale in cui siamo consapevoli di uno o più stati mentali. In un famoso passo del Discorso sul Metodo (libro di Cartesio), Cartesio dice che anche se dubitassimo di tutto non potremmo dubitare di pensare di dubitare. Nelle successive Meditazioni concluse che il sè pensante non era materiale (res cogitans) come il corpo fisico che si muove meccanicamente e occupa spazio (res extensa). Questa è la teoria del Dualismo Cartesiano.

Sto fumato si inizia a chiedere “ come può la mente interagire con il corpo

se sono fatte di sostanze diverse?”. Lui supponeva che i due interagissero

attraverso la ghiandola pineale che si trova al centro del cervello, ma giustamente anche proponendo un luogo non comunque dava una risposta alla domanda. Inizia ad ipotizzare che le immagini fossero trasmesse attraverso gli occhi alla ghiandola pineale ed entravano nella mente, ovviamente la sua teoria fu respinta ma restò popolare l’idea. David John, filosofo, dice che non c’è nulla che conosciamo più intimamente dell’esperienza cosciente, ma non c’è nulla che sia più difficile da spiegare. Alva Noe dice che la coscienza è ciò che rende l’esperienza una nostra esperienza. I contenuti della coscienza, ovvero le percezioni , non coincidono con il mondo in se, infatti ciò che noi vediamo è in realtà un modello interno del mondo. Il fatto di essere coscienti non impedisce l’illusione.

Effetto placebo: la natura soggettiva e il contenuto intenzionale di processi mentali come pensieri, sentimenti, convinzioni... influenzano in modo significativo il funzionamento e la plasticità del cervello. Il placebo è una sostanza o un trattamento inerte (farmaco senza principi attivi o trattamenti non clinicamente testati) presentato ad un paziente come rimedio efficace, al fine di indurre suggestione psicoterapeutica, ed è qualcosa di attivo che accade nel cervello del paziente. Parole e rituali di cura inducono nel paziente fiducia, aspettative, speranze, e queste a loro volta possono produrre cambiamenti nella percezione di un sintomo o nel decorso di una malattia. Quindi si guarda il placebo non più come pillola finta, ma un complesso contesto psicosociale che induce aspettative di miglioramento con la somministrazione di essa. L'aspettativa e l’anticipazione del beneficio clinico giocano un ruolo cruciale quando sono coinvolte funzioni fisiologiche coscienti, mentre il condizionamento classico ha luogo nelle funzioni fisiologiche inconsce. Per esempio, a dei pazienti hanno somministrato una soluzione salina spacciandola come antidolorifico, a quelli a cui hanno detto che era solo una soluzione salina si sono riscontrati effetti meno forti rispetto a quelli a cui hanno detto che era un potente antidolorifico; quindi, se si dice una mezza verità si ha un effetto placebo meno forte rispetto ad una bugia ma più convincente. Secondo Kandel ci sono 5 principi:  Principio 1 : tutti i processi mentali derivano da operazioni del cervello.  Principio 5 : Nella misura in cui la psicoterapia o la consulenza è efficace e produce cambiamenti a lungo termine nel comportamento, di regola lo fa attraverso l’apprendimento, producendo cambiamenti nell’espressione genica che alterano la forza delle connessioni sinaptiche e cambiamenti strutturali che alterano il modello atomico delle interconnessioni tra le cellule nervose del cervello. Il caso di Gage: a Gage entrò un palo in testa, lui sopravvisse, con percezione, memoria, linguaggio e funzioni motorie intatte, ma un suo amico afferma che “Gage non era più Gage”, infatti questa sbarra di ferro lo aveva trasformato in un’altra persona, mutandolo da uomo cortese, responsabile in un uomo inaffidabile e svogliato.

Il riconoscimento dei volti

A 3 mesi il viso della mamma viene riconosciuto anche se presentato sotto diverse angolature, a 4/5 mesi viene riconosciuto anche in fotografia, pure quando questa viene mostrata al bimbo per un tempo molto breve; questo è diverso per gli animali che non riescono a riconoscere i volti dalle foto. La prosopagnosi è un deficit percettivo del sistema nervoso centrale che impedisce ai soggetti che ne vengono colpiti di riconoscere correttamente i volti delle persone. La sindrome di Capgras è un raro disordine neurologico. Chi ne è colpito vive nella convinzione che le persone a lui care siano rimpiazzate da replicati. Il disturbo può estendersi ad animali o luoghi familiari. Ramachandran ipotizza l’origine della sindrome in una disconnessione tra la corteccia temporale (in cui le facce vengono riconosciute) e il sistema limbico (legato alle emozioni), quindi una dissociazione tra memoria e sentimenti.

La confabulazione:

La sindrome di Fregoli : la confabulazione sta nel credere che anche le persone non familiari siano amici, o contengono qualcosa di familiare.  La sindrome di DeClerambault : la confabulazione sta nel credere che le persone famose siano innamorate di loro, anche se non si sono mai conosciute.  La sindrome di Korsakof : è una profonda amnesia dovuta ad abuso di alcool. Laa confabulazione sta nel credere con certezza eventi che non sono mai accaduti.

Equipotenzialità e comportamentismo

Lashley è stato uno dei primi ricercatori ad impiegare metodi fisiologici e di analisi per lo studio dei meccanismi cerebrali e dell’intelligenza negli animali. Ha prodotto danni alla corteccia cerebrale nei ratti e li ha quantificati, misurando il comportamento prima e dopo aver provocato lesioni. Mentre la quantità di tessuto corticale rimosso influenzava l’apprendimento e la memoria dei ratti, la posizione no, e quindi propone 2 principi:  Azione di massa : l’azione del cervello nel suo insieme determina le prestazioni.

meno 50 vocaboli, lui ne conosceva 3 ed a questo punto l’esperimento venne interrotto e la scimmia venne rimandata allo zoo. Alla fine dei conti fu il bambino a diventare come la scimmia e non viceversa. Ebbinghaus sviluppò dei metodi sperimentali adatti allo studio della memoria umana. Lui fornì delle prove che è possibile in realtà misurare i fenomeni mentali con procedure sperimentali oggettive. Il consolidamento dell’informazione nella memoria a lungo termine dipende dalla distribuzione nel tempo delle sessioni di studio. Lui memorizzò delle sillabe senza senso ad intervalli che variano dai 20 ai 31 giorni. Lui notò che ricordava meno del 40% delle parole gia dopo 9 ore, ma che il livello d’oblio si appiattiva con il tempo, creando così la curva dell’oblio. Barlett, uno psicologo britannico, da una prospettiva costruttiva, analizzò le distorsioni sistematiche che le persone manifestano quando cercano di ricordare storie su eventi non familiari e indusse il concetto di schema quale rappresentazione mentale che cattura le relazioni strutturali sistematiche in categorie di sperienza. La memoria di fati ed eventi richiede un’azione ricostruttiva che comporta delle trasformazioni dei fatti e degli eventi. Lui non si focalizzò sul numero di parole corrette ricordate, ma sula natura delle modifiche apportate ai ricordi. Scopri che gli individui ricordando facevano inferenze e altri cambiamenti che portavano ad una storia più concisa e coerente. Nel complesso concluse che la memoria umana non è un processo riproduttivo ma ricostruttivo. Per spiegare i suoi dati sulla memoria, sviluppò il concetto di schema. Egli propose che gran parte della conoscenza umana è costruita da strutture mentali inconsce che catturano gli aspetti generici del mondo. Gli schemi operano su nuove informazioni in arrivo per colmare le lacune e razionalizzare la rappresentazione della memoria risultante. La guerra dei fantasmi di Bartlett: Una notte due giovani si recarono al fiume a caccia di foche e mentre si trovavano li scese la nebbia. Sentirono delle grida di guerra e pensarono si trattasse di una spedizione. Scapparono verso la spiaggia e si nascosero dietro ad un tronco. C’erano delle canoe che risalivano il fiume, una si diresse verso di loro e dentro c’erano 5 uomini. Uno disse a loro che stavano risalendo il fiume per far guerra alla gente e chiese se si volessero unire a loro ed uno dei due giovani rispose che non avevano frecce, al che risposero che stavano gia sulla canoa. Uno dei due rispose allora che non sarebbe andato per paura di essere ucciso invitando l’amico ad andare. Uno dei due andò mentre l’altro tornò a casa. I guerrieri continuarono a risalire il fiume, la gente scese sulla spiaggia ed iniziarono a combattere. In molti vennero uccisi e ben presto il giovane sentì dire da uno dei guerrieri di tornare a casa perchè l’indiano era stato

colpito. Allora il giovane pensò che erano fantasmi perchè non sentiva dolore. Si rimisero sulle canoe e tornarono a casa, il giovane si fermò sulla spiaggia, accese un fuoco e raccontò a tutti di aver accompagnato dei fantasmi, che in molti da entrambe le parti furono uccisi e che dicevano che era stato colpito anche se non sentiva dolore. Raccontò tutto e poi si calmò. Quando il sole sorse cadde a terra, qualcosa di nero gli venne fuori dalla bocca ed il suo volto si contrasse. La gente balzo in piedi ed urlarono che era morto. Questa storia venne raccontata all’inizio dopo 15 minuti, essa era stata notevolmente abbreviata ed ha uno stile traballante e sconnesso. I fantasmi (che avevano molto impressionato il soggetto) scompaiono dal titolo ma vengono introdotti all’inizio della storia. Poi venne raccontata 15 giorni dopo, i fantasmi rafforzano la loro presenza nella storia, i due giovani scompaiono completamente e la narrazione diventa meno coerente. Infine, venne raccontata 1 mese dopo, la prima parte della storia è completamente scomparsa, tutto si riduce ad una battaglia di fantasmi ed il particolare dominante ovvero i fantasmi sembra abbia soppresso ed assorbito tutto il resto. Storia delle teorie moderne sulla natura del cervello Hebb segnò la fine del behaviorism, che respinse l’dea del cervello come un unico arco riflesso. Contrariamente ai comportamentisti, che pensavano che il cervello semplicemente reagisca agli stimoli, ha riconosciuto che il cervello era sempre in funzione, anche quando appunto non c’era nessuno stimolo presente. Lui dice che i neuoroni connessi tra loro possono continuare a scaricare anche dopo un evento che li ha innescati e questa persistenza è una forma di memoria e il pensiero è l’attivazione sequenziale di queste reti neurali. Si comincia a capire che una volta che le informazioni sono state apprese e memorizzate, specifiche aree cerebrali avrebbero utilizzato le informazioni in differenti modi. Tra gli anni 60 e 70 si scoprì che i bambini avevano diversi modelli di attaccamento a seconda di come avevano vissuto il loro attaccamento materno. Sono state identificate 4 forme di attaccamento nei bambini: attaccamento sicuro, ansioso-ambivalente, ansioso evitante, disorganizzato. Harlow fu uno psicologo conosciuto per i suoi esperimenti sulla separazione della madre e l’isolamento sociale delle scimmie dimostrando l’importanza del caregiving (assistere un familiare non autosufficiente a causa di malattia, disabilità o età avanzata) e compagnia nello sviluppo sociale e cognitivo.

intercambiabili; infatti, la maggior parte delle reti cerebrali sono determinate geneticamente da qualche codifica chimica di percorsi e collegamenti. Questo modo di vedere il cervello, il dominio specifico , si chiama anche cablato, infatti la differenziazione, migrazione e la guida degli assoni delle cellule nervose è sotto controllo genetico. Da uno studio condotto sui soldati che avevano subito ferite al cervello durante la Seconda guerra mondiale si poté concludere che le persone con lesioni all’emisfero destro spesso manifestano gravi difficoltà a riconoscere i volti, a leggere mappe e a disegnare figure geometriche. Più o meno nello stesso periodo si scoprì che in seguito alla distruzione chirurgica di porzioni dell’emisfero destro, i soggetti manifestano deficit specifici nell’abilità a riconoscere o a ricordare figure. Il modo più semplice per capire il rapporto tra la mente ed il cervello è quello di considerare il cervello come la struttura che svolge le funzioni e la mente come il prodotto di queste funzioni. Storia delle teorie moderne sulla natura del cervello Si studiò il canto degli uccelli. Osservando dei passeri si ha riscontrato che i giovani passeri erano desiderosi ed in grado di imparare una serie di suoni solo durante un periodo che variava da 30 a 100 giorni. Si isolarono alcuni passerotti durante questo periodo sensibile e li esposero al cinguettio di un dialetto del proprio gruppo ed un dialetto alieno. I passerotti impararono il dialetto a cui erano esposti ed esso dipendeva dalla loro esperienza. Si esposero poi ii passerotti al cinguettio di un'altra specie di passero, ma essi impararono solo il canto della propria specie. Questi vincoli innati sono un problema per il blank-slaters. La pratica cambia l’efficacia delle sinapsi e la velocità di risposte motorie. La pratica di nuovi compiti promuove anche la formazione di spine dentritiche in età adulta. L'apprendimento motorio sembra essere il risultato di una reale riorganizzazione sinaptica (sinapsogenesi) e le connessioni neurali stabilizzate sembrano essere il fondamento di una durevole memoria motoria. L’aumento di massa neuronale, a differenza dell’aumento di massa muscolare non avviene durante un semplice atto motorio. L’aumento di massa si ha solo durante un atto che produca una nuova esperienza o conoscenza. Quando il cervello si adatta ad una nuova richiesta ambientale e produce una nuova esperienza sotto forma di nuova abilità si produce a livello cerebrale una modifica strutturale. A livello neurobiologico possiamo solo vedere l’alterazione radiologica e viene definito aumento di volume di materia grigia ma in realtà non sappiamo cosa accada. La neurogenesi è ancora molto controversa. Uno dei dogmi delle neuroscienze è che i neuroni, una volta terminata la fase

di sviluppo non si possano più riprodurre; infatti, se il cervello si autorigenerasse rischierebbe di perdere le informazioni incastonate nel tempo. Le uniche evidenze certe sulla presenza di neurogenesi nel cervello di un adulto si hanno solo in tre aree: ippocampo, corteccia olfattiva e zona subventricolare, rigenerandosi anche nella vecchiaia. Non è tanto la neurogenesi quanto l’angiogenesi e la gliogenesi le cause dell’aumento di volume cerebrale. L’angiogenesi è l’aumento del numero di vasi sanguigni che portano sangue ad una nuova porzionedi cervello che si sta sviluppando grazie all’allenamento. La gliogenesi sarebbe la funzione nutritiva e di sostegno per i neuroni delle cellule gliali, assicurando l’isolamento dei tessuti nervosi e la protezione da corpi estranei in caso di lesioni. Sinapsogenesi Le cellule gliali sono 6 volte il numero di neuroni che si trovano nel cervello. Si fecero studi sul cercopiteco, il problema è il predatore (i rapaci, animali di terra e serpenti) ed in base a queste categorie lui fa 3 differenti richiami. Può succedere che un giovane cercopiteco può emettere un richiamo errato per animali che non sono predatori dato che ancora non conosce la pericolosità di essi, correggendo gli errori ed imparando a limitare il richiamo al predatore (esempio all’inizio lui emette richiami per i serpenti inoffensivi, poi capisce quali sono i serpenti pericolosi e lo fa solo per quelli). Però anche quando emette il primo richiamo non confonde le categorie, nel senso che lui appunto fa 3 richiami per tre categorie diverse di animali ed impara a farlo solo per gli animali pericolosi ma non ha mai imparato qual è il richiamo specifico per quella categoria di animali, lo sa e basta. Le teorie viste prima (associazioniste, comportamentiste e connessioniste sono pertanto inadeguate. Si è messo appunto una procedura sperimentale che osserva la durata di fissazione visiva di un neonato quando è attratto da alcune immagini che gli vengono proiettate su uno schermo. Si sono basati sulla curiosità e sull’attenzione visiva del bambino, che era maggiore per trasgressioni delle regole della fisica. Quanto più le immagni riproducevano fenomeni attesi, che quindi rispettavano le leggi della fisica, tanto più si abituavano e il neonato si distraeva; invece, tanto più le immagini presentano eventi inattesi, che trasgrediscono le leggi della fisica e tanto più il bimbo continua a fissare l’immagine incuriosito dall’evento. Tra i 3 ed i 6 mesi i bambini gia sono in grado di inferire conoscenze sul moto degli oggetti. Praticamente essi se vedono che un oggetto urta un altro oggetto e il secondo oggetto dicono sti cazzi tanto è normale, ma se il secondo oggetto si muove anche senza essere urtato dal primo il bimbo presta più

La prospettiva evolutiva sostenuta dai neuroscienziati dice che la vita mentale riflette le azioni di molti dispositivi nervosi installati nel cervello sin dalla nascita (come il dispositivo che ci guida quando camminiamo). La maggior parte di questi dispositivi svolge il proprio lavoro prima di esserne consapevoli. In sintesi, la corteccia non è un dispositivo di elaborazione omogeneo generico ma è un complesso di processi modulari circoscritti che occupano posizioni distinte, infatti ad esempio se determinati stimoli ingannano il sistema visivo producendo un'illusione, sapere che si è stati ingannati non comporta che l’illusione scompaia. L'essere umano non è predeterminato a sviluppare il linguaggio, l’empatia, il ragionamento... ma ne è predisposto. Fino ai 5 anni si generano oltre 1 milione di nuove connessioni neurali al secondo; dopo 18 mesi appaiono le prime disparità tra bambini nel vocabolario; c’è il 90/100% di possibilità di ritardi nello sviluppo quando i bambini sperimentano 6/7 fattori di rischio; c’è una possibilità su 3 di avere una malattia cardiaca adulta dopo 7/8 esperienze infantili avverse.

Sintesi di tutto

All’inizio l’idea che si aveva del cervello era quella di una massa indifferenziata pronta ad apprendere, quindi ogni cervello può apprendere tutto. Poi questa idea venne messa in dubbio da Sperry, che sosteneva che il cervello è strutturato in modo molto specifico, è geneticamente determinato ed è già in buona parte cablato. Però non dava spiegazione a molti dei fattori che continuavano ad emergere dalle ricerche. Piuttosto che una crescita influenzata solo da un tipo di chemiotassi guidata geneticamente (dove le cellule si muovono verso determinate sostanze chimiche, l’attività reale del neurone, la sua esperienza, guida anche la sua crescita stessa e le connessioni neuronali che esso forma di conseguenza (processo attività-dipendente). Stimoli che non sono percepiti consciamente dai soggetti possono tuttavia influenzare il comportamento. Una buona parte di lavoro del cervello si svolge fuori dalla consapevolezza e del controllo. Nonostante l’evidenza che l’elaborazione sia distribuita in torno al cervello in unità localizzate e che agisconono inconsapevolmente, personalmente sperimentiamo la coscienza come un tutto unitario. Una possibilità è che i processi che avvengono dentro aree localizzate (domini) diventano disponibili alla conoscenza solo quando sono integrati con altri domini. Si è ipotizzato l’esistenza di un ambiente di lavoro neurale globale. Un’amplificazione attenzionale porta ad una maggiore e prolungata attivazione e consente che ciò che è elaborato in un sito influenzi quello che è elaborato in un

altro. Nei cosi detti split brain (condizione in cui i due emisferi del cervello vengono scollegati recidendo il corpo calloso), solo i processi all’interno di un emisfero possono essere integrati tramite percorsi corticali e solo un numero limitato di processi che si possono propagare attraverso vie sottocorticali possono essere integrati tra gli emisferi. L’emisfero sinistro tende a interpretare ciò che vede, comprese le azioni dell’emisfero destro. La Lingua ed i bambini Visto che i bambini sono in grado di imparare qualsiasi linguaggio umano è ovvio che il loro cervello deve essere sensibile a tutte le possibili distinzioni. Loro passano attraverso una fase di ascoltatori universali perché a prescinder dalla loro lingua nativa sono in grado di distinguere una vasta gamma di consonanti di tutte le lingue del mondo, in più i bambini tra i 6 e gli 8 mesi sono in grado di distinguere fonemi di una lingua mai sentita, anche se perdono questa capacità trai 10 e i 12 mesi. Ci fu uno studio che dimostrò che i bambini di 4 mesi in 15 minuti possono sapere se una frase, detta in una lingua mai sentita, sia detta in modo corretta oppure no. Praticamente se gli si dice ad esempio che “il fratello canta” o “il fratello sa cantare” se ne sbattono perchè non sentono nulla di strano, ma se gli si dice che “il fratello è cantato” o che “il fratello può canta” capiscono che c’è qualcosa che non va. Un bimbo riesce ad estrapolare ad una velocità impressionante regole implicite e complesse di linguaggio solo sentendoci parlare.