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Il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord è uno stato unitario la cui formazione ha avuto luogo in
alcuni atti legislativi fondamentali. E’ composto da Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord.
a. (^) Fonti non scritte: abbiamo una Costituzione non scritta (l’organizzazione del potere che ha il suo fondamento nell’istituzione rappresentativa) ed il common law (formato fonti giurisprudenziali, pronunciate e non scritte normativamente); b. Fonti scritte: gli antichi documenti ( Magna Carta ), gli atti politici parlamentari ( Bill of Rights ) e vere e proprie leggi ( Acts of Parliament ); c. Fonti internazionali, dati soprattutto dall’influenza dell’integrazione europea: lo European Communities Act 1972 e lo Human Rights Act 1988 − fermo restando che attraverso un referendum popolare reso possibile dall’ascesa di un partito euroscettico nazionalista, il Regno Unito è uscito
La Costituzione inglese ha iniziato il suo moderno percorso nel Medioevo normanno, ma è soltanto con la Gloriosa Rivoluzione che ha definito il proprio assetto costituzionale, creando un sistema di governo
Pertanto, lo sviluppo del sistema costituzionale può essere interpretato come il prodotto dell’avvicendamento
Per una migliore esposizione, possiamo dividere la storia inglese in 2 periodi principali:
isole britanniche, attraverso(6): a. la propensione dei primi monarchi a valorizzare le preesistenze giuridico-istituzionali, come la Leges Henrici Primi − che fu un riepilogo generale delle antiche forme consuetudinarie; b. ed in particolar modo significativa fu la conquista normanna decisa dalla battaglia di Hastings del 1066 ad opera di Guglielmo il Conquistatore, per risolvere la controversia che opponeva il duca di Normandia al pretendente anglosassone Harold. In questo periodo assisteremo alla diffusione del diritto attraverso le Corti di Giustizia ed i trattati dei legisti;
vita al Parlamento di Westminster, attraverso la loro riunione nell’abbazia);
concepita per sostenere le rivendicazioni baronali nei confronti del Monarca e successivamente estesa a tutti gli uomini liberi, ed infine giuridicizzata dopo alcuni decenni;
dell’Assemblea parlamentare in assenza del Re nel 1297;
− riepilogativa dei numerosi cataloghi dei diritti che si erano accumulati fino a quel periodo;
− fissativa della composizione del Parlamento in 2 cavalieri per ogni contea e 2 borghesi per ogni città; − ed infine dichiarativa del principio del no taxation without representation , quale collegamento tra rappresentanza parlamentare e capacità contributiva. g. il Seicento fu testimone infine di ben 2 momenti accelerativi di grande intensità:
instaurò il Commonwealth repubblicano − ufficialmente forma di governo a carattere presidenziale, ma in realtà vera e propria dittatura dello spezzone del Parlamento rimasto in vita;
bipolarismo dei tories e dei whigs quali fazioni unite nella comune accettazione della monarchia come base del potere pubblico.
Nonostante il settecento sia stato periodo privo di accelerazioni costituzionali, fu un periodo molto
premier Walpole; b. un accordo politico nel 1688 tra tories e whigs , che aveva portato al trono Guglielmo d’Orange, il quale si impegnava a sottoscrivere la dichiarazione che noi oggi conosciamo
all’osservanza dei diritti dei suoi sudditi e formavano alcuni fondamentali documenti costituzionali inglesi, tutti invariabilmente di natura pattizia:
la moderna Gran Bretagna),
trasformandolo in autoritario e per questo rischiosamente privo di freni).
come un trust di natura giuspubblicistica che riuniva virtualmente l’autorità della Corona ed
Nord e Greater London), delle quali almeno una (cioè il Parlamento scozzese) legiferava regolarmente; e. l’abolizione del Lord Chancellor (un tempo confessore del Monarca);
mutamento dell’identità costituzionale inglese negli anni poco prima del primo conflitto mondiale;
segna il definitivo superamento del liberalismo e configurante una vera e propria forma di Stato;
degli scontri con la Camera dei Comuni;
costituzionale, ma che molto le somiglia.
Alla grande riorganizzazione del partito laburista negli anni 30 si devono la nascita dell’ Opposizione di Sua Maestà e la restaurazione del bipartismo, per permettere effettive alternanze politiche e quindi periodi di stabile governabilità. Nella seconda metà del Novecento, schieramenti politici molto attivi in Scozia e Galles hanno operato con
ventennio a questa parte − alla nascita di partiti di protesta molti dei quali impegnati in direzione dell’euroscetticismo.
un sistema grossolano che comunque all’atto pratico permette condizioni di concreta governabilità del paese: in base a questo sistema vince chi taglia per primo il traguardo del maggior numero di voti rispetto ai suoi avversari considerati singolarmente (permettendo così la vittoria non già sempre della maggioranza, ma più spesso della più alta delle minoranze) attraverso la suddivisione del territorio nazionale in tanti collegi quanti sono i membri.
Affinché il sistema elettorale possa essere meglio sfruttato, ciascun partito aggiorna le proprie posizioni nei collegi, attraverso l’aiuto dei sondaggi di opinione , formando una graduatoria di: − collegi di sicuro successo, − collegi di incerto orientamento, − collegi che hanno poche o nulle speranze di vittoria; di maniera tale da concentrare le tattiche elettorali in quelli intermedi.
Tradizionalmente, il partito laburista ha i suoi collegi più affidabili nelle aree industriali, quello dei tories nelle aree residenziali, e quelli nazionalisti in Scozia e Galles; fermo restando che con Tony Blair tale equilibrio è sensibilmente mutato.
Il sistema maggioritario si è affermato per via di prassi e pertanto non ha origine scritta. Caratteristiche del voto sono la segretezza, la regolazione nazionale della propaganda politica e delle sanzioni per reati in materia elettorale. Il past the post system non è mai stato messo in discussione, se togliamo i tentativi di un referendum nel 2011 che voleva introdurre un alternative vote implicante doppia preferenza, che però non è mai stato indetto.
Dopo la crisi parlamentare del 1909, si sono delineati i caratteri del welfare state britannico attraverso una crescita esponenziale degli apparati di governo, in cui ad istituzioni di antica derivazione si sono affiancate e sovrapposte nuove istituzioni. Caratteri salienti del rapporto fra Parlamento ed esecutivo sono:
Tale rapporto è disciplinato da prassi istituzionali ed intese politiche.
giuridica che compone una piramide alla cui base troviamo il Parlamento ( Camera dei Lords e Camera dei Comuni ) e alla cui sommità troviamo la Corona, pur ridotta negli ultimi tempi ad un ruolo simbolico di Capo di Stato: infatti dalla prima metà del 700, la forma di governo è regolata esclusivamente dalla dialettica evolutiva instauratasi fra il Parlamento e la Premiership maggioritaria.
Essa si articola in 4 fasi: la lettura formale, la commissione di analisi, la discussione ed il dibattito approfondito. Dobbiamo ricordare comunque che la Camera dei Pari potremmo dire si trovi in una situazione inferiore rispetto alla Camera dei Comuni , e cioè è dato:
Commissioni speciali.
consiste nell’inserire nella dimensione mediana, cioè tra governo centrale ed amministrazioni locali, delle
Essa ha avuto inizio nell’ambito del welfare state del 1960. Si è provveduto così alla ristrutturazione delle autonomie locali, instituendo in Inghilterra e Galles un
attribuite limitate possibilità di self-government ad entità aventi carattere regionale).
Negli anni Settanta infatti i partiti nazionalisti in Scozia e Galles enfatizzavano il decentramento amministrativo, diffondendo la convinzione attraverso la propaganda che la regionalizzazione potesse essere preliminare all’indipendenza.
Nonostante nel periodo Tatcheriano il processo di devoluzione risentì di un brusco blocco, successivamente esso è ripartito, contribuendo a restituire uno status democratico ed istituzionale alle autorità di local government e valorizzando così le loro funzioni: − nelle utilities (scuola, assistenza, strade, rifiuti ecc., alle quali aggiungiamo i sevizi antincendio, la tutela del consumatore ed il sostegno all’occupazione del periodo blairiano); − nonché nelle funzioni di vigilanza sul rispetto degli standards inerenti all’azione amministrativa del governo centrale ed all’applicazione delle direttive comunitarie.
originariamente applicata alle sole aree sub-statali (Scozia e Galles), nel 1999 realizzata anche in Irlanda del Nord ed a Londra, e successivamente estesa all’intera Inghilterra ove però ha subito una battuta di arresto. Nonostante ciò, possiamo dire già dalla fine degli anni Novanta che la devolution non è più una mera concessione ai nazionalismi regionali, ma una vera e propria trasformazione costituzionale; che preceduta dal referendum popolare ha dato vita ad una nuova Assemblea metropolitana ed a un Esecutivo presieduto da un
Così, nei secoli passati le Corti avevano osteggiato o agevolato i tentativi di codificazione, combattuto le giurisdizioni ecclesiastiche ed i Tribunali speciali che adottavano il processo inquisitorio, moderato i conflitti tra la Corona ed il Parlamento, fino ad assecondare il processo di incorporation nel diritto domestico della Convenzione europea dei diritti dell’uomo con l’ Human Rights Act del 1998.
Volendo presentare un excursus storico del loro ruolo ed loro assetto nel corso della storia, possiamo dire che le Corti: