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Questionario sociolinguistica, Guide, Progetti e Ricerche di Sociolinguistica

Questionario di sociolinguistica basato sull''utilizzo del dialetto e dell'italiano.

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2019/2020

Caricato il 29/10/2020

Gloria-Bonetti
Gloria-Bonetti 🇮🇹

4.5

(50)

30 documenti

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Sulla base delle conoscenze apprese studiando i vari metodi d’inchiesta,
ho potuto svolgere un’inchiesta su questionario a risposta multipla
utilizzando un’intervista strutturata. L’obiettivo principale dell’inchiesta è
stato quello di accertarmi sull’utilizzo dell’italiano e del dialetto all’interno
del dominio familiare ed extra-familiare, sottolineando l’uso del dialetto
tra persone di età differente. L’inchiesta è stata svolta su un campione
non molto ampio, ma ben definito; ho intervistato un campione di venti
persone, scegliendo accuratamente dieci persone di età compresa tra i
venti e i trent’anni e dieci persone di età compresa tra i trentasette e i
quarantotto anni. Tutti i soggetti selezionati hanno più o meno lo stesso
grado d’istruzione, in modo tale da evitare un dislivello e il campione
presenta soggetti di entrambi i sessi. Tutte le persone intervistate hanno,
inoltre, la stessa provenienza geografica (Sicilia).
Il questionario è composto da più parti. Prima di procedere al
questionario vero e proprio con le domande riguardanti il tema centrale
dell’intervista, tutte le persone che hanno partecipato sono state
sollecitate a compilare delle domande personali. Essi hanno pertanto
esplicitato: il sesso, il titolo di studio, l’età e la professione.
Subito dopo i dati dell’informatore vi è la parte del questionario che si
incentra principalmente sul dominio familiare.
1. La prima domanda propone l’obiettivo di capire la lingua più parlata
all’interno del dominio familiare in maniera complessiva.
Risultato ottenuto: 5 su 20 hanno risposto “italiano”
I restanti 15 su 20 hanno risposto “sia siciliano che italiano”.
2. La seconda domanda si concentra sui nonni e suoi parenti anziani.
Specificando quale delle due varietà parlano:
Tra loro
Con i loro figli
Con i nipoti
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Sulla base delle conoscenze apprese studiando i vari metodi d’inchiesta, ho potuto svolgere un’inchiesta su questionario a risposta multipla utilizzando un’intervista strutturata. L’obiettivo principale dell’inchiesta è stato quello di accertarmi sull’utilizzo dell’italiano e del dialetto all’interno del dominio familiare ed extra-familiare, sottolineando l’uso del dialetto tra persone di età differente. L’inchiesta è stata svolta su un campione non molto ampio, ma ben definito; ho intervistato un campione di venti persone, scegliendo accuratamente dieci persone di età compresa tra i venti e i trent’anni e dieci persone di età compresa tra i trentasette e i quarantotto anni. Tutti i soggetti selezionati hanno più o meno lo stesso grado d’istruzione, in modo tale da evitare un dislivello e il campione presenta soggetti di entrambi i sessi. Tutte le persone intervistate hanno, inoltre, la stessa provenienza geografica (Sicilia). Il questionario è composto da più parti. Prima di procedere al questionario vero e proprio con le domande riguardanti il tema centrale dell’intervista, tutte le persone che hanno partecipato sono state sollecitate a compilare delle domande personali. Essi hanno pertanto esplicitato: il sesso, il titolo di studio, l’età e la professione. Subito dopo i dati dell’informatore vi è la parte del questionario che si incentra principalmente sul dominio familiare.

  1. La prima domanda propone l’obiettivo di capire la lingua più parlata all’interno del dominio familiare in maniera complessiva. Risultato ottenuto: 5 su 20 hanno risposto “italiano” I restanti 15 su 20 hanno risposto “sia siciliano che italiano”.
  2. La seconda domanda si concentra sui nonni e suoi parenti anziani. Specificando quale delle due varietà parlano:  Tra loro  Con i loro figli  Con i nipoti

Risultato ottenuto: 20 su 20 hanno risposto che tra loro parlano in entrambi i modi. 15 su 20 hanno risposto che con i loro figli parlano in entrambi i modi. I restanti 5 hanno risposto “italiano”. 12 su 20 hanno risposto che con i nipoti parlano in entrambi i modi. 6 su 20 hanno risposto “italiano” e 2 su 20 hanno risposto “siciliano”.

  1. La terza domanda si concentra invece sul parlato complessivo dei genitori dell’intervistato. Specificando quale delle due varietà parlano o se le parlano entrambe allo stesso modo:  Tra loro  Con i genitori  Con i figli Risultato ottenuto: 12 su 20 hanno risposto che tra loro i genitori parlano in entrambi i modi. 5 hanno risposto solo in italiano e i restanti 3 solo siciliano. 16 su 20 hanno risposto che con i genitori parlano in entrambi i modi e i restanti 4 in siciliano. 16 su 20 hanno risposto in entrambi i modi e i restanti 4 in italiano.
  2. La quarta domanda del questionario chiede al soggetto interessato se personalmente parla più l’italiano, il dialetto siciliano o entrambi. Risultato ottenuto: 9 su 20 hanno risposto in entrambi i modi. I restanti 11 parlano solo in italiano. Nessuno degli intervistati parla solo in siciliano.
  3. Sempre interessandosi al dominio interno familiare, con la quinta domanda si chiede all’intervistato qual è la lingua complessivamente più usata in famiglia dal soggetto campione. Differenziandone l’utilizzo con:

 Gli amici – 13 su 20 hanno risposto “in italiano” i restanti 7 “in entrambi i modi”.  Il partner – 12 su 20 hanno risposto “in italiano” i restanti 8 “in entrambi i modi”.  I colleghi – 17 su 20 hanno risposto “in italiano” i restanti 3 “in entrambi i modi”.  I vicini- 19 su 20 hanno risposto “in italiano” uno ha risposto “in entrambi i modi”.  I negozianti – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”.  Gli impiegati – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”.  Il medico – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”.  Il sacerdote – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”.  Gli insegnanti – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”.  Gli estranei – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”.  Gli anziani – 16 su 20 hanno risposto “in entrambi i modi”, 2 “in siciliano” e due “in italiano”.  I bambini – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”.

  1. L’ottava domanda chiede all’intervistato se pensa o riflette in italiano, dialetto, o in entrambi i modi. E nelle domande successive (la 15° e la 16°) viene chiesto dove e come hanno appreso l’una o l’altra lingua. Risultato ottenuto: 18 su 20 hanno risposto che pensano in italiano, i restanti 2 in entrambi i modi. Chi ha affermato di riflettere anche in siciliano lo ha appreso in famiglia, dai nonni e dai genitori. In questa parte del questionario vi sono domande autobiografiche e riguardanti l’ infanzia.
  2. La nona domanda è basata sul passato dell’intervistato. Viene, infatti, chiesto qual è la lingua materna. Risultato ottenuto: 15 su 20 hanno appreso l’italiano come lingua materna. I restanti 5 sia italiano che il dialetto siciliano.
  1. La decima domanda chiede quale lingua era parlata da bambino, in relazione a:  Ai nonni – 17 su 20 parlavano in italiano, gli altri 3 in entrambi i modi.  Ai genitori – 18 su 20 in italiano, gli altri 2 in entrambi i modi.  Ai fratelli – 20 su 20 in italiano.  Ai cugini coetanei – 20 su 20 parlavano in italiano.  Ai compagni di scuola – 20 su 20 parlavano in italiano.  Ai maestri - 20 su 20 parlavano in italiano.
  2. L’ undicesima domanda è posta con lo scopo di capire come i nonni, i genitori e i fratelli parlavano con l’intervistato. Risultato ottenuto: -nonni: 11 su 20 “in entrambi i modi”, 6 “in italiano” e 3 “in siciliano”. -genitori: 16 “in italiano”, 4 “in entrambi i modi”. -fratelli: 18 “in italiano”, 2 “in entrambi i modi”.
  3. La dodicesima domanda è posta a chi ha iniziato a parlare italiano come lingua materna. Chiede all’intervistato se i genitori gli/ le hanno mai proibito di parlare il dialetto e se sì, specificare il perché. Risultato ottenuto: 12 su 15 che hanno appreso l’italiano come lingua materna hanno risposto “sì” poiché il dialetto risulta “troppo volgare”. I restanti 3 hanno risposto “no”.
  4. La quattordicesima domanda è posta, invece, a chi precedentemente ha indicato il dialetto come lingua materna. Chiede se a scuola gli insegnanti lo rimproveravano quando parlava dialetto. Risultato ottenuto: 5 su 20 che hanno appreso anche il siciliano come lingua materna hanno risposto affermativamente. Gli insegnanti erano soliti rimproverarli se utilizzavano qualche termine dialettale.

Risultato ottenuto:. Gli elementi utilizzati sono parole o modi di dire, utilizzati in momenti di rabbia, per fare battute comiche o per rafforzare determinati concetti.

  1. Questa domanda similmente alla domanda numero 20, chiede all’intervistato se quando parla in siciliano fa utilizzo di elementi in italiano. Se la risposta è affermativa specificare quali sono gli eventuali elementi della frase utilizzati e la motivazione della commutazione di codice. Risultato ottenuto: 18 su 20 hanno risposto affermativamente. 9 di loro hanno risposto che utilizza parti di frasi, 6 utilizzano singole parole e 3 frasi fatte, esclamazioni o intercalari. 8 su 18 hanno risposto che passano all’italiano perché molte cose in siciliano non si possono dire, 6 perché gli viene spontaneo e gli altri 4 perché parlano raramente in siciliano. A partire da questo punto del questionario, vengono poste domande riguardanti lo scenario futuro dell’intervistato.
  2. La ventisettesima domanda, a proposito di un tempo futuro, domanda al soggetto campione se preferisce o preferirà che i suoi figli imparino solo l’italiano o anche il siciliano specificando la motivazione della risposta. Risultato ottenuto: 12 su 20 hanno risposto “solo l’italiano” gli altri 8 hanno risposto “sia italiano che siciliano”. Chi ha risposto “solo l’italiano” ha motivato l’affermazione con: “perché il dialetto ostacola il bambino a scuola” (7 su 12) e “perché il dialetto è volgare” (5 su 12). Chi ha risposto “anche il siciliano” ha motivato la sua scelta con: “perché il dialetto rappresenta la nostra tradizione”. (8 su 8)
  3. Il trentesimo ed ultimo quesito chiede all’intervistato di immaginare come si sentirebbe se in futuro il siciliano non dovesse più essere parlato.

Risultato ottenuto: 17 su 20 hanno risposto che si sentirebbero dispiaciuti; i restanti 3 sarebbero indifferenti. A seguito dell’analisi di ogni singola risposta del questionario da parte di ogni intervistato, il risultato generale ottenuto ha mostrato che vi è una certa differenza tra le fasce d’età che variano dai 20 ai 48 anni circa. Tali differenze sono riscontrabili per quanto riguarda l’approccio al dialetto siciliano degli intervistati più giovani. Essi, infatti, hanno mostrato una tendenza maggiore ad utilizzare l’italiano non solo nei contesti formali ed extra-familiari, ma anche all’interno di eventuali contesti informali e familiari. Inoltre, alcuni di loro fanno utilizzo del dialetto solo in casi particolari e con una cerchia molto ristretta di persone. Gli intervistati di età superiore ai 35/40 anni hanno mostrato invece un approccio più tradizionale al dialetto, valorizzandolo anche al di fuori del contesto familiare. Essi infatti sono maggiormente propensi a far apprendere ai loro figli anche il siciliano. Si noti che la maggior parte degli intervistati ha ammesso di aver appreso tutte le conoscenze che hanno sul dialetto da persone anziane (nonni, zii) o da persone più grandi (dai genitori). Dunque, dal complesso del questionario si evince che il dialetto siciliano nonostante sia ancora “vivo” e conosciuto da entrambe le fasce d’età, e quindi sia dai più giovani che dai più grandi, tende ad essere messo in secondo piano dalla lingua italiana.