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Questionario di sociolinguistica basato sull''utilizzo del dialetto e dell'italiano.
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Sulla base delle conoscenze apprese studiando i vari metodi d’inchiesta, ho potuto svolgere un’inchiesta su questionario a risposta multipla utilizzando un’intervista strutturata. L’obiettivo principale dell’inchiesta è stato quello di accertarmi sull’utilizzo dell’italiano e del dialetto all’interno del dominio familiare ed extra-familiare, sottolineando l’uso del dialetto tra persone di età differente. L’inchiesta è stata svolta su un campione non molto ampio, ma ben definito; ho intervistato un campione di venti persone, scegliendo accuratamente dieci persone di età compresa tra i venti e i trent’anni e dieci persone di età compresa tra i trentasette e i quarantotto anni. Tutti i soggetti selezionati hanno più o meno lo stesso grado d’istruzione, in modo tale da evitare un dislivello e il campione presenta soggetti di entrambi i sessi. Tutte le persone intervistate hanno, inoltre, la stessa provenienza geografica (Sicilia). Il questionario è composto da più parti. Prima di procedere al questionario vero e proprio con le domande riguardanti il tema centrale dell’intervista, tutte le persone che hanno partecipato sono state sollecitate a compilare delle domande personali. Essi hanno pertanto esplicitato: il sesso, il titolo di studio, l’età e la professione. Subito dopo i dati dell’informatore vi è la parte del questionario che si incentra principalmente sul dominio familiare.
Risultato ottenuto: 20 su 20 hanno risposto che tra loro parlano in entrambi i modi. 15 su 20 hanno risposto che con i loro figli parlano in entrambi i modi. I restanti 5 hanno risposto “italiano”. 12 su 20 hanno risposto che con i nipoti parlano in entrambi i modi. 6 su 20 hanno risposto “italiano” e 2 su 20 hanno risposto “siciliano”.
Gli amici – 13 su 20 hanno risposto “in italiano” i restanti 7 “in entrambi i modi”. Il partner – 12 su 20 hanno risposto “in italiano” i restanti 8 “in entrambi i modi”. I colleghi – 17 su 20 hanno risposto “in italiano” i restanti 3 “in entrambi i modi”. I vicini- 19 su 20 hanno risposto “in italiano” uno ha risposto “in entrambi i modi”. I negozianti – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”. Gli impiegati – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”. Il medico – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”. Il sacerdote – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”. Gli insegnanti – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”. Gli estranei – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”. Gli anziani – 16 su 20 hanno risposto “in entrambi i modi”, 2 “in siciliano” e due “in italiano”. I bambini – 20 su 20 hanno risposto “in italiano”.
Risultato ottenuto:. Gli elementi utilizzati sono parole o modi di dire, utilizzati in momenti di rabbia, per fare battute comiche o per rafforzare determinati concetti.
Risultato ottenuto: 17 su 20 hanno risposto che si sentirebbero dispiaciuti; i restanti 3 sarebbero indifferenti. A seguito dell’analisi di ogni singola risposta del questionario da parte di ogni intervistato, il risultato generale ottenuto ha mostrato che vi è una certa differenza tra le fasce d’età che variano dai 20 ai 48 anni circa. Tali differenze sono riscontrabili per quanto riguarda l’approccio al dialetto siciliano degli intervistati più giovani. Essi, infatti, hanno mostrato una tendenza maggiore ad utilizzare l’italiano non solo nei contesti formali ed extra-familiari, ma anche all’interno di eventuali contesti informali e familiari. Inoltre, alcuni di loro fanno utilizzo del dialetto solo in casi particolari e con una cerchia molto ristretta di persone. Gli intervistati di età superiore ai 35/40 anni hanno mostrato invece un approccio più tradizionale al dialetto, valorizzandolo anche al di fuori del contesto familiare. Essi infatti sono maggiormente propensi a far apprendere ai loro figli anche il siciliano. Si noti che la maggior parte degli intervistati ha ammesso di aver appreso tutte le conoscenze che hanno sul dialetto da persone anziane (nonni, zii) o da persone più grandi (dai genitori). Dunque, dal complesso del questionario si evince che il dialetto siciliano nonostante sia ancora “vivo” e conosciuto da entrambe le fasce d’età, e quindi sia dai più giovani che dai più grandi, tende ad essere messo in secondo piano dalla lingua italiana.