Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Quiz esame Economia degli intermediari finanziari, Prove d'esame di Economia degli Intermediari Finanziari

In questo documento è possibile trovare tutti i quiz aggiornati de economia degli intermediari finanziari dell'anno accademico 2021/2022. Troverete in modo ben evidente anche le domande che richiedono la risposta errata. Vi sarà molto utile!

Tipologia: Prove d'esame

2021/2022

In vendita dal 25/02/2022

alessio-scarpitta-1
alessio-scarpitta-1 🇮🇹

4.6

(9)

3 documenti

1 / 139

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
1. Il sistema reale, finanziario e l’intermediazione
1. All’interno del sistema economico:
Da un lato si scambiano beni, servizi e forza lavoro; dall’altro si trasferisce in contropartita la
moneta o altri mezzi di pagamento o strumenti finanziari
2. Le principali categorie di soggetti del sistema economico sono:
Le famiglie, le imprese, il Governo e la Pubblica Amministrazione
3. Il sistema reale è:
Il mercato di scambio di beni, servizi e forza lavoro
4. Il sistema finanziario è:
Il mercato dove avviene il trasferimento di moneta, altri mezzi di pagamento o strumenti
finanziari
5. Il sistema finanziario influenza:
Le decisioni di distribuzione del reddito fra consumo e risparmio, le decisioni d’investimento dei
soggetti in avanzo finanziario (surplus) e le decisioni d’investimento dei soggetti in disavanzo
finanziario (deficit)
6. Per il trasferimento efficiente di risorse, il sistema finanziario deve garantire:
Liquidità, negoziabilità e standardizzazione degli strumenti finanziari ed esistenza dei mercati
ove effettuare gli scambi; diversificazione e riduzione del rischio a vantaggio dei datori di fondi
(risk sharing); elaborazione e diffusione delle informazioni per una corretta gestione del rischio
7. Il sistema finanziario e il sistema reale:
Devono essere in equilibrio, pena il formarsi di “bolle” finanziarie o reali
8. Gli obiettivi macroeconomici della politica economica sono:
Sviluppo del reddito, stabilità dei prezzi, crescita occupazionale e equilibrio della bilancia dei
pagamenti
9. Gli obiettivi della politica monetaria sono:
Assicurare, nel breve periodo, un mix soddisfacente tra stabilità monetaria, occupazione e
sviluppo; il raggiungimento, nel lungo periodo, degli obiettivi della politica fiscale e dei redditi in
una situazione di contenimento del tasso d’inflazione
10. Il principio di neutralità della moneta ritiene che la moneta, con le sue variazioni, ha
effetti:
Non sul mercato reale ma sul livello di inflazione
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59
pf5a
pf5b
pf5c
pf5d
pf5e
pf5f
pf60
pf61
pf62
pf63
pf64

Anteprima parziale del testo

Scarica Quiz esame Economia degli intermediari finanziari e più Prove d'esame in PDF di Economia degli Intermediari Finanziari solo su Docsity!

  1. Il sistema reale, finanziario e l’intermediazione 1. All’interno del sistema economico: Da un lato si scambiano beni, servizi e forza lavoro; dall’altro si trasferisce in contropartita la moneta o altri mezzi di pagamento o strumenti finanziari 2. Le principali categorie di soggetti del sistema economico sono: Le famiglie, le imprese, il Governo e la Pubblica Amministrazione 3. Il sistema reale è: Il mercato di scambio di beni, servizi e forza lavoro 4. Il sistema finanziario è: Il mercato dove avviene il trasferimento di moneta, altri mezzi di pagamento o strumenti finanziari 5. Il sistema finanziario influenza: Le decisioni di distribuzione del reddito fra consumo e risparmio, le decisioni d’investimento dei soggetti in avanzo finanziario (surplus) e le decisioni d’investimento dei soggetti in disavanzo finanziario (deficit) 6. Per il trasferimento efficiente di risorse, il sistema finanziario deve garantire: Liquidità, negoziabilità e standardizzazione degli strumenti finanziari ed esistenza dei mercati ove effettuare gli scambi; diversificazione e riduzione del rischio a vantaggio dei datori di fondi (risk sharing); elaborazione e diffusione delle informazioni per una corretta gestione del rischio 7. Il sistema finanziario e il sistema reale: Devono essere in equilibrio, pena il formarsi di “bolle” finanziarie o reali 8. Gli obiettivi macroeconomici della politica economica sono: Sviluppo del reddito, stabilità dei prezzi, crescita occupazionale e equilibrio della bilancia dei pagamenti 9. Gli obiettivi della politica monetaria sono: Assicurare, nel breve periodo, un mix soddisfacente tra stabilità monetaria, occupazione e sviluppo; il raggiungimento, nel lungo periodo, degli obiettivi della politica fiscale e dei redditi in una situazione di contenimento del tasso d’inflazione 10. Il principio di neutralità della moneta ritiene che la moneta, con le sue variazioni, ha effetti: Non sul mercato reale ma sul livello di inflazione
  1. Cicli economici e saldi finanziari
  2. Le principali componenti di un ciclo economico sono: Una tendenza di fondo (trend), una componente ciclica (congiuntura), una componente stagionale, una componente accidentale
  3. Le fasi tipiche del ciclo economico sono: Recessione, ripresa espansione, rallentamento
  4. L’espansione: è una fase di crescita fino al massimo del ciclo
  5. Il trend graficamente è rappresentato: Dalla linea che intercetta le diverse fasi congiunturali, segnando i passaggi da ripresa a espansione e da rallentamento a recessione
  6. Dal lato della domanda aggregata (Y), il reddito può essere destinato o a finanziare i consumi (C) o ad essere risparmiato (S), quindi: Y = C + S
  7. Dal lato della offerta aggregata (PIL), la stessa può essere destinata alla produzione di beni e servizi di consumo (C) o verso investimenti in attività reali (I), quindi: PIL = C + I
  8. A livello di sistema economico nel suo complesso e in situazione di equilibrio vale sempre la condizione: S = I
  9. Il saldo finanziario è espresso: S – I = ΔAF - ΔPF = SF
  10. Famiglie, imprese non finanziarie, Pubblica Amministrazione, Estero, Istituzioni Finanziarie costituiscono: I settori istituzionali
  11. Il trasferimento di risorse è indiretto: Quando avviene attraverso l’intervento di un intermediario che raccoglie risorse stipulando un contratto con un’unità in avanzo e le impiega stipulando un altro contratto diverso con un’unità in disavanzo
  1. Principali teorie dell’intermediazione finanziaria – asimmetrie informative e costi di agenzia
  2. La teoria delle asimmetrie informative è riconducibile a: Akerlof
  3. Nel rapporto datore-prenditore di fondi, il difetto d’informazione è tipicamente: A danno del datore
  4. In relazione alla concessione di un finanziamento, l’adverse selection riguarda comportamenti opportunistici posti in essere: Ex ante
  5. Per “moral hazard” nello scambio finanziario si intende il comportamento opportunistico del: Prenditore di fondi, in grado di sfruttare il proprio vantaggio informativo ex post
  6. A lungo andare, la conseguenza dell’adverse selection può essere: L’abbandono del mercato da parte dei prenditori buoni
  7. Il “documento sui rischi”: È il documento che l’intermediario deve consegnare al cliente prima della conclusione del contratto affinché possa valutare il rischio dell’investimento in strumento finanziari
  8. Il comportamento del prenditore di fondi che in base alle informazioni asimmetriche a sua disposizione condiziona a proprio vantaggio l’evoluzione e la conclusione del rapporto di finanziamento, si definisce: Moral hazard
  9. La concentrazione degli scambi è una modalità di riduzione: Dei costi di transazione
  10. Gli obblighi informativi sono una modalità di riduzione: Dell’asimmetria informativa
  11. La specializzazione degli strumenti è una modalità di riduzione: Dell’incertezza
  1. Principali teorie dell’intermediazione finanziaria – costi di transazione e incertezza
  2. Le modalità con cui può avvenire lo scambio di risorse finanziare sono: Scambio diretto e autonomo, scambio diretto e assistito, scambio indiretto
  3. Il trasferimento delle risorse finanziarie attraverso il circuito indiretto presuppone: Che vengano realizzati due diversi contratti, uno tra intermediario finanziario e prenditore di fondi, l’altro tra intermediario finanziario e datore di fondi
  4. Nella teoria economica classica, in un mercato “perfetto”: Tutti gli scambi dovrebbero concludersi in modo diretto e autonomo senza costi, avendo gli operatori disposizione tutte le informazioni necessarie
  5. Il ricorso ad un intermediario finanziario consente all’investitore di: Ridurre sensibilmente i problemi connessi al gap informativo
  6. I costi di transazione, in presenza di intermediari finanziari: Si riducono
  7. I costi di monitoring e di screening appartengono alla categoria dei costi: Di informazione
  8. Le commissioni di smobilizzo dell’investimento appartengono alla categoria dei costi: Di frazionamento
  9. L’intermediazione del broker consente: La riduzione del costo della ricerca della controparte sui mercati, in cambio di una commissione commisurata al controvalore della transazione
  10. Nello scambio creditizio l’incertezza è: Intrinseca
  11. L’intermediazione dei fondi comuni di investimento realizza: La riduzione del rischio senza assunzione diretta

Al margine di interesse e al margine commissionale

  1. Gli intermediari finanziari creditizi non bancari, mobiliari e assicurativi
  2. Il margine di interesse di una società di leasing è determinato: Dalla differenza fra i ricavi da canone, gli ammortamenti dei beni concessi in locazione e gli interessi passivi sulle passività onerose
  3. L’attività delle società di credito al consumo consiste: Nella concessione di prestiti esclusivamente alle famiglie con la forma tecnica del credito personale
  4. L’intermediario che concede finanziamenti e svolge attività di assistenza finanziaria nei confronti di Enti pubblici è: La Cassa Depositi e Prestiti
  5. Le società di credito al consumo sono intermediari orientati alla formazione di un: Margine di interesse
  6. I servizi di investimento sono svolti da: Intermediari mobiliari
  7. Le SGR sono intermediari orientati alla formazione di un: Margine commissionale
  8. Gli intermediari che svolgono un’attività d’investimento nel capitale di rischio delle imprese sono: Gli intermediari di partecipazione
  9. L’autorizzazione all’esercizio dei mercati regolamentati è concessa da: La CONSOB
  10. Il saldo tecnico di un intermediario assicurativo è costituito: Dai premi incassati al netto dei sinistri e delle spese di gestione
  11. I fondi di pensione chiusi vengono alimentati da:

Contributi di lavoratori e datori di lavoro e dal TFR

  1. Rischi tipici dell’intermediazione finanziaria
  2. Gli intermediari favoriscono: La riduzione e la trasformazione dei rischi
  3. Sulla base degli effetti della loro manifestazione i rischi si classificano in: Rischi puri e rischi finanziari
  4. Sulla base della loro natura i rischi si classificano in: Rischi sistematici e rischi non sistematici
  5. I rischi che traggono origine da situazioni generali relative all’ambiente esterno e all’ambiente delle variabili di mercato, sono detti: Rischi sistematici
  6. La manifestazione dei rischi finanziari può comportare effetti: Potenzialmente negativi o positivi
  7. Gli indicatori di rischio che ne misurano la variabilità rispetto a un elemento “esterno” sono detti: Indicatori di rischio relativo
  8. Gli indicatori di rischio che ne misurano la variabilità rispetto al fattore di rischio cui è tipicamente esposta, sono detti: Indicatori di sensibilità
  9. La varianza è un indicatore di rischio: Assoluto
  10. La duration è un indicatore di rischio: Di sensibilità
  1. I rischi che derivano dall’eventualità che alcuni soggetti possano risultare inadempienti si definiscono: Rischi di controparte
  2. I rischi di controparte si classificano in: Rischio di regolamento e rischio di credito
  3. La presenza della clearing house nei mercati organizzati di strumenti derivati è finalizzata a: Eliminare il rischio di regolamento
  4. Valutazione del rischio di credito, rischi di provviste e di liquididtà
  5. Il valore medio della distribuzione delle probabilità di perdita associata ad ogni operazione di finanziamento rappresenta: La perdita attesa
  6. Il grado di perdita potenziale subita dalla banca sull’ammontare del prestito erogato al termine delle procedure di recupero nei confronti del debitore rappresenta: Il tasso di perdita in caso di insolvenza
  7. Il prodotto tra la probabilità d’insolvenza e il tasso di perdita in caso d’insolvenza esprime: Il tasso di perdita attesa
  8. La perdita inattesa viene coperta con: Patrimonio di vigilanza
  9. I rischi che dipendono dalla capacità dell’intermediario di raccogliere le risorse finanziarie presso le diverse controparti per quantità e prezzi compatibili con gli obiettivi di crescita, le scelte di composizione dell’attivo e il rendimento degli investimenti, sono detti: Rischi di provvista
  10. Gli intermediari finanziari più esposti al rischio di provvista sono: Le banche
  1. La cash capital position è un indicatore del funding risk: Ottenuto sottraendo alle attività liquide le passività a vista o a brevissimo termine
  2. Il market liquidity risk: È legato all’eventualità di trovare limiti e ostacoli nello smobilizzo o nella costituzione in garanzia delle attività detenute
  3. Nell’area di matching: La scadenza o il ritiro dei depositi trova compensazione nella presenza di attività liquide o facilmente liquidabili
  4. La differenza positiva tra il volume dei prestiti e la componente stabile dei depositi evidenzia: Un fabbisogno di liquidità
  5. Rischi di regolamentazione e rischi interni
  6. I rischi di regolamentazione si classificano in: Rischio legislativo e rischio di compliance
  7. Il rischio legato agli effetti sulla gestione dell’introduzione di nuove norme si definisce: Rischio legislativo
  8. Il rischio di compliance rientra nella categoria dei: Non business risk
  9. I rischi interni si classificano in: Rischio operativo, rischio strategico e rischio reputazionale
  10. Le risorse umane e i loro comportamenti (competenza, esperienza, compliance normativa e “deontologica”) possono essere causa di: Rischio operativo
  11. Il rischio operativo rappresenta per gli intermediari finanziari: Un rischio residuale
  12. La stima della severity consiste: Nella stima della dimensione della perdita potenziale
  1. La varianza di portafoglio è espressa da:
  2. La covarianza è espressa da:
  3. Struttura, funzioni e classificazione dei mercati finanziari
  4. Il mercato finanziario è: E' lo spazio economico dove si incontrano domanda ed offerta di servizi e strumenti finanziari
  5. Il trasferimento dei rischi indica: Una funzione del mercato finanziario volta allo scambio di posizioni di rischio differenti grazie All'incontro di divergenti aspettative di realizzazione dei risultati economici
  6. Il mercato mobiliare: E' il luogo in cui vengono scambiati titoli destinati alla circolazione tra operatori
  7. Il mercato degli strumenti derivati: E' caratterizzato dalla presenza di organismi addetti alla compensazione e liquidazione degli scambi
  8. Nel mercato secondario: Gli investitori acquistano o vendono per esigenze di miglioramento del loro portafoglio investito
  9. I mercati non regolamentati:

Sono i più adatti alla negoziazione di strumenti altamente personalizzati o a elevata fungibilità

  1. La dimensione geografica: Classifica i mercati in nazionali e internazionali
  2. La struttura logistica: Può essere fisica o telematica
  3. Il modello privatistico: La funzione di gestione dei mercati è affidata a società per azioni
  4. Nel mercato azionario: Avvengono gli scambi di azioni o altri titoli rappresentativi di partecipazione al capitale sociale di imprese
  5. Efficienza finanziaria e funzionamento dei mercati finanziari
  6. Il trasferimento dei rischi corrisponde: All’efficienza allocativa – funzionale
  7. L’efficienza forte è: I prezzi sono al risultante di tutte le informazioni necessarie di tipo storico – prospettico di dominio pubblico e privato
  8. I parametri dell’efficienza tecnico – operativa sono: Ampiezza, spessore,. Immediatezza e elasticità
  9. I mercati order-driven: I prezzi si formano dall’incontro delle funzioni di domanda e offerta degli operatori
  10. Il market-making è: Il meccanismo con cui il dealer espone i prezzi a cui è disposto ad acquistare e vendere prodotti finanziari

È delegata alla Banca d’Italia in presenza di un funzionario del Ministero dell’Economia

  1. L’asta competitiva: È utilizzata per i BOT
  2. Il prezzo medio ponderato: È il prezzo di ciascuna tipologia di BOT relativo ad una data emissione a cui gli intermediari sono obbligati a cedere i titoli sul mercato secondario
  3. Il collocamento a fermo: L’emittente comunica agli investitori tutte le caratteristiche del titolo di debito compreso quantità offerta e prezzo
  4. L’underwriting group: Il consorzio si obbliga a sottoscrivere una parte dell’offerta oltre alla diffusione dei titoli
  5. Il MOT: Rappresenta il mercato obbligazionario secondario gestito dalla Borsa Italiana
  6. Il Mercato Azionario, relativa segmentazione e mercato del risparmio gestito
  7. Il mercato azionario: È il luogo in cui vengono trasferiti i titoli rappresentativi della partecipazione al capitale sociale delle imprese
  8. I mercati azionari gestiti dalla Borsa Italiana S.p.a sono: MTA e AIM Italia
  9. Lo STAR: È un segmento del MTA
  10. Nel MTA International: Vengono scambiati ii titoli emessi da società estere già negoziati in altri mercati

5. L’ FTSE MIB:

Rappresenta l’andamento delle principali azioni del mercato italiano

  1. L’AIM è: È il mercato dedicato alle piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita
  2. Il documento di ammissione: È richiesto per l’ammissione all’AIM unitamente al bilancio e relazione semestrale dell’azienda
  3. Il mercato del risparmio gestito: Si è sviluppato con l’introduzione dei fondi comuni di investimento mobiliari aperti
  4. L’ ETF plus : È istituito dalla Borsa Italiana è dedicato agli strumenti finanziari che replicano gli indici di borsa o di materie prime
  5. L’ETC: Sono strumenti finanziari che replicano l’andamento di materie prime o di contratti derivati sulle materie prime
  6. Il Mercato dei derivati e quello valutario
  7. I derivati: Vengono negoziati sia in mercati regolamentati che non regolamentati
  8. La CC&G: Interviene come garante e assume il ruolo di controparte nelle negoziazioni eseguite
  9. L’FIB30: È stato il primo futures negoziato in Italia con sottostante indice MIB
  10. L’”effetto leva”:
  1. Nei contratti di indebitamento: La partecipazione alla gestione da parte dell’investitore è totalmente assente
  2. Gli strumenti composti: Sintetizzano le caratteristiche di più strumenti di base
  3. I contratti di assicurazione: Trasferiscono ad un soggetto economico terzo il rischio del verificarsi di un evento dannoso, dietro pagamento di un premio
  4. Gli strumenti a rendimento di mercato: Hanno finalità di investimento o finanziamento
  5. Le modalità di restituzione del capitale possono essere: In un'unica soluzione o mediante piani di rimborso
  6. Il rating: E’ la modalità di classificazione del grado di rischio generalmente utilizzata nei mercati finanziari
  7. Il trattamento fiscale: Incide sul rendimento netto degli strumenti finanziari
  8. Le caratteristiche tecniche e giuridiche dei mercati finanziari
  9. La trasferibilità: E’ una caratteristica tecnica degli strumenti finanziari e si riferisce alle modalità di circolazione degli stessi
  10. La liquidità:

Indica l’attitudine di un attività finanziaria ad essere scambiata contro moneta a vista

  1. I valori mobiliari: Hanno la capacità di essere negoziati nel mercato dei capitali
  2. Gli strumenti ibridi: Possiedono caratteristiche diversamente combinate tipiche sia di titoli azionari che obbligazionari
  3. L’onerosità: E’ collegata alla dimensione del prestito, tasso di interesse e alla durata del contratto
  4. L’eticità di uno strumento finanziario: E’ negativa se è riferita a titoli di società impegnati in business non etici
  5. I titoli nominativi: Sono trasferibili solo a seguito del mutamento dell’intestazione
  6. Gli strumenti finanziari: Sono catalogati in 4 categorie comprendenti anche gli strumenti di mercato monetario
  7. L’indicazione del valore nominale: E’ un elemento di qualificazione delle azioni, regolamentato dal legislatore
  8. Il diritto di voto: Garantisce ai detentori la gestione della governance aziendale
  9. Aspetti contabili, liquidità, pricing e rischi degli strumenti finanziari
  10. E’ definito “derivato” lo strumento finanziario: Il cui valore varia al variare di un prestabilito tasso d’interesse, prezzo di un titolo, prezzo di una merce, tasso di cambio