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Seconda Guerra Mondiale: Eventi Chiave e Accordi, Schemi e mappe concettuali di Storia

Gli eventi cruciali della seconda guerra mondiale, concentrandosi sulla vittoria degli alleati, lo sbarco in normandia, la resa della germania e la sconfitta del giappone. Esplora le conferenze di teheran, yalta e potsdam, evidenziando le decisioni chiave prese per il futuro assetto mondiale. Inoltre, analizza la resistenza italiana, la svolta di salerno e la persecuzione degli ebrei in italia, offrendo una panoramica completa del conflitto e delle sue conseguenze. Una sintesi chiara e concisa degli eventi bellici e delle dinamiche politiche del periodo.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 12/06/2025

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1944-45: LA VITTORIA DEGLI ALLEATI
In Italia gli alleati sfondarono la linea Augusta liberarono Roma il 4 giugno i tedeschi
furono costretti a ritirarsi verso nord e si arrestarono lungo la linea gotica che andava
da Rimini al La Spezia. L’armata Rossa dopo aver liberato il territorio russo N dalla
presenza dei nazisti, puntò alla Germania. Nell’area del Pacifico gli Stati Uniti
costrinsero progressivamente i Giapponesi ad abbandonare tutti i territori occupati.
LO SBARCO IN NORMANDIA
Nel 1944 gli alleati aprirono un secondo fronte dopo quello italiano, la decisione fu
presa nella conferenza di Teheran in cui si incontrarono Stalin, Roosevelt e Churchill. I
tre alleati scelsero di attuare uno sbarco in Normandia, nel nord della Francia, fu
l’operazione Overlord. Nella notte tra il 5 e il 6 giugno, sotto il comando del generale
americano Eisenhower, un esercito iniziò ad invadere la Normandia. Un secondo
sbarco di truppe americane venne guidato dal generale De Gaulle, effettuato in
Provenza il 15 agosto. Il 26 giugno del 44 gli alleati e De Gaulle entrarono trionfalmente
a Parigi. A metà settembre, la Francia era Stata completamente liberata.
LA RESA DELLA GERMANIA
Nonostante i bombardamenti che martoriavano la Germania, Hitler non intendeva
arrendersi, impose infatti la mobilitazione totale alla Germania, chiamando alle armi
anche i giovanissimi. In questo modo l’avanzata degli alleati venne bloccata per
qualche mese. Ma nella primavera del1945, il Fuhrer si trovò tra due fuochi: a Ovest gli
anglo americani a e i Sovietici a est. Il 25 aprile del 1945 l’avanguardia americana si
incontrava con l’avanguardia sovietica presso il fiume Elba e negli stessi giorni l’Italia
viene liberata e i tedeschi iniziarono la ritirata. Il 30 aprile Hitler si suicidò proprio
mentre i russi stavano entrando a Berlino. Il suo successore Donitz firmò la resa senza
condizioni. (7 maggio 1945)
LA SCONFITTA DEL GIAPPONE
Nella primavera del 45, la guerra era ormai finita in Europa, ma proseguiva nell’oceano
Pacifico. Il Giappone era ormai militarmente sconfitto, ma resisteva. I Giapponesi
riuscirono a resistere ancora per poco perché si affidarono ai Kamikaze, piloti suicidi
che si lanciavano sulle navi nemiche con aerei carichi di esplosivo. Ma nemmeno il loro
sacrificio poteva ribaltare le sorti del conflitto. Truman, il nuovo presidente degli Stati
Uniti, decise di piegare definitivamente il Giappone usando la bomba atomica. Lo
scopo era anche quello di dimostrare al mondo la superiorità militare raggiunta dagli
U.S.A. Il 6 agosto 1945 una bomba atomica rase quasi completamente al suolo la città
di Hiroshima, tre giorni dopo fu la volta di Nagasaki.
UN NUOVO TIPO DI GUERRA
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1944-45: LA VITTORIA DEGLI ALLEATI

In Italia gli alleati sfondarono la linea Augusta liberarono Roma il 4 giugno i tedeschi furono costretti a ritirarsi verso nord e si arrestarono lungo la linea gotica che andava da Rimini al La Spezia. L’armata Rossa dopo aver liberato il territorio russo N dalla presenza dei nazisti, puntò alla Germania. Nell’area del Pacifico gli Stati Uniti costrinsero progressivamente i Giapponesi ad abbandonare tutti i territori occupati. LO SBARCO IN NORMANDIA Nel 1944 gli alleati aprirono un secondo fronte dopo quello italiano, la decisione fu presa nella conferenza di Teheran in cui si incontrarono Stalin, Roosevelt e Churchill. I tre alleati scelsero di attuare uno sbarco in Normandia, nel nord della Francia, fu l’operazione Overlord. Nella notte tra il 5 e il 6 giugno, sotto il comando del generale americano Eisenhower, un esercito iniziò ad invadere la Normandia. Un secondo sbarco di truppe americane venne guidato dal generale De Gaulle, effettuato in Provenza il 15 agosto. Il 26 giugno del 44 gli alleati e De Gaulle entrarono trionfalmente a Parigi. A metà settembre, la Francia era Stata completamente liberata. LA RESA DELLA GERMANIA Nonostante i bombardamenti che martoriavano la Germania, Hitler non intendeva arrendersi, impose infatti la mobilitazione totale alla Germania, chiamando alle armi anche i giovanissimi. In questo modo l’avanzata degli alleati venne bloccata per qualche mese. Ma nella primavera del1945, il Fuhrer si trovò tra due fuochi: a Ovest gli anglo americani a e i Sovietici a est. Il 25 aprile del 1945 l’avanguardia americana si incontrava con l’avanguardia sovietica presso il fiume Elba e negli stessi giorni l’Italia viene liberata e i tedeschi iniziarono la ritirata. Il 30 aprile Hitler si suicidò proprio mentre i russi stavano entrando a Berlino. Il suo successore Donitz firmò la resa senza condizioni. (7 maggio 1945) LA SCONFITTA DEL GIAPPONE Nella primavera del 45, la guerra era ormai finita in Europa, ma proseguiva nell’oceano Pacifico. Il Giappone era ormai militarmente sconfitto, ma resisteva. I Giapponesi riuscirono a resistere ancora per poco perché si affidarono ai Kamikaze, piloti suicidi che si lanciavano sulle navi nemiche con aerei carichi di esplosivo. Ma nemmeno il loro sacrificio poteva ribaltare le sorti del conflitto. Truman, il nuovo presidente degli Stati Uniti, decise di piegare definitivamente il Giappone usando la bomba atomica. Lo scopo era anche quello di dimostrare al mondo la superiorità militare raggiunta dagli U.S.A. Il 6 agosto 1945 una bomba atomica rase quasi completamente al suolo la città di Hiroshima, tre giorni dopo fu la volta di Nagasaki. UN NUOVO TIPO DI GUERRA

La Seconda guerra mondiale fu sotto diversi aspetti un conflitto nuovo:

  • come conseguenza della diffusa industrializzazione fu una guerra totale, cioè una guerra di massa vissuta da tutta la società;
  • fu una guerra tecnologica: vennero utilizzate nuove armi e nuove tecniche. Molte industrie furono convertite per la produzione bellica. Nel 1945 però molti Stati si ritrovarono con un'economia a pezzi;
  • fu una guerra ideologica. Il nazifascismo e le idee democratiche anglo-americane si scontrarono, combattendo anche con i moderni mezzi di comunicazione: il cinema e la radio. LA CARTA ATLANTICA Una guerra “mondiale” richiedeva progetti di pace altrettanto “mondiali”. In quest’ottica le potenze alleate raggiunsero progressivamente, mentre il conflitto era ancora in corso, quell’accordo di massima che poi avrebbe caratterizzato le soluzioni post-belliche. Già nel 1941 Inglesi e Americani compilarono la Carta Atlantica, che conteneva i principi democratici da seguire dopo la fine del dominio nazista. Il presidente degli Stati Uniti e il Primo ministro della Gran Bretagna enunciarono in otto punti alcuni principi di ordine generale: il diritto dei popoli all'autodeterminazione, la disponibilità a facilitare i rapporti di collaborazione commerciale tra gli Stati, l'auspicio di un disarmo generalizzato. Il 26 gennaio 1942 ventisei paesi, richiamandosi ai principi della Carta Atlantica, si proclamarono Nazioni Unite. LA CONFERENZA DI TEHERAN Verso la fine del 1943 apparve chiaro che la guerra era giunta a una svolta favorevole per gli Alleati. Perciò si intensificarono i contatti politici fra la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica per delineare il nuovo assetto mondiale. A questo scopo si tennero numerose conferenze. Nel novembre-dicembre 1943 si svolse a Teheran un importante incontro a cui presero parte Churchill, Roosvelt e Stalin. I “tre grandi” decisero:
  • lo sbarco alleato in Normandia;
  • Roosevelt insistette perché potesse nascere un’organizzazione mondiale difronte alla quale venisse a discussa e risolta ogni controversia internazionale;
  • Stalin ottenne assicurazioni per i futuri confini dell'URSS e auspicò che i paesi confinanti con I'Unione Sovietica divenissero suoi alleati, al fine di proteggere il suo paese da aggressioni esterne;
  • la futura creazione di un'organizzazione internazionale a salvaguardia della pace. LA CONFERENZA DI YALTA
  • una guerra civile tra i partigiani e i fascisti della Repubblica di Salò (i cosiddetti “repubblichini”);
  • una guerra di classe, condotta soprattutto dai comunisti contro quei ceti che avevano sostenuto il fascismo. Fra il settembre e il dicembre 1943 diverse bande partigiane entrarono in azione al Centro e al Nord e ingaggiarono scontri con i Tedeschi e i reparti della Repubblica di Salò. I partigiani agivano attentati a cui i Tedeschi spesso risposero con feroci rappresaglie, come accadde a Boves, presso Cuneo, dove il 19 settembre 1943 i Tedeschi distrussero il paese e uccisero 32 persone. Le bande partigiane erano alquanto eterogenee: ne facevano parte operai e contadini, ma anche studenti, rappresentanti del ceto medio. Inizialmente i gruppi partigiani si formarono in modo spontaneo e casuale, poi si aggregarono in base all'orientamento politico dei loro membri: le Brigate Garibaldi erano costituite per lo più da comunisti; le Brigate Matteotti da socialisti; le Brigate del Popolo da democristiani; le formazioni di Giustizia e Libertà facevano riferimento al Partito d'Azione. Oltre alle bande partigiane agirono formazioni dette autonome, che rifiutavano il comando o l'assimilazione a partiti. Nel settembre 1943, si costituì a Roma il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), che cercò soprattutto di coordinare l'azione dei partigiani. Al Nord si costituirono diversi CLN locali, Il principale dei quali fu quello di Milano, denominato CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia). Aderirono al CLN il Partito Comunista e quello Socialista, il Partito Liberale, il Partito d’Azione, la Democrazia Cristiana e la Democrazia del Lavoro.

LA SVOLTA DI SALERNO

Gli esponenti del CLN erano divisi sulla questione della sorte della monarchia italiana. I comunisti e i socialisti ritenevano che in Italia si dovesse costituire una repubblica. I cattolici e i liberali invece erano favorevoli al mantenimento della monarchia; questa era anche la soluzione preferita dagli Alleati. La situazione si sbloccò nel marzo 1944, allorché il segretario del Partito Comunista Palmiro Togliatti dichiarò in un celebre discorso tenuto a Salerno (la capitale provvisoria del Regno), nota come la svolta di Salerno, che per il momento era necessario unire tutte le forze per liberare l'Italia dai nazisti. A guerra finita, il popolo avrebbe deciso attraverso un referendum se mantenere la monarchia o dar vita a una repubblica. Il re Vittorio Emanuele III accettò di affidare provvisoriamente i suoi poteri al figlio Umberto che assunse il ruolo di Luogotenente Generale del Regno. IL GOVERNO BONOMI

Nel giugno 1944 Roma venne liberata dagli Alleati. Badoglio si dimise e venne affidato a Ivanoe Bonomi l'incarico di formare un governo con i rappresentanti del CLN. Gli obiettivi, mai raggiunti completamente, del governo di Bonomi furono:

  • la defascistizzazione dello Stato;
  • l'aiuto ai resistenti del Nord;
  • l'acquisizione della massima autonomia possibile dalla amministrazione degli Alleati. Intanto la Repubblica di Salò sopravvisse solo grazie all'appoggio nazista: inasprì la persecuzione nei confronti degli Ebrei. Il 30 novembre 1943 venne ordinato che tutti gli Ebrei fossero internati in campi di concentramento nazionali, da cui sarebbero stati inviati nei lager in Germania. LA PERSECUZIONE DEGLI EBREI IN ITALIA I rastrellamenti nazisti iniziarono subito dopo l’8 settembre del 1943 e a Roma vennero catturati più di mille ebrei. La repubblica sociale italiana utilizzò il campo di concentramento di Fossoli per internare gli Ebrei. Inoltre, il campo di Trieste era noto come “Risiera di San Sabba”, un complesso di magazzini di riso che fu trasformato dai Tedeschi in un lager. I SUCCESSI PARTIGIANI Nel maggio 1944 nacque la prima repubblica partigiana di Montefiorino che resistette alla controffensiva tedesca 45 giorni. Alcune città, come Firenze, vennero liberate senza l’aiuto degli anglo-americani. Fra il 23 e il 24 marzo a Roma i partigiani uccisero 32 soldati tedeschi, il giorno dopo, i tedeschi fucilarono 355 ostaggi presso la via Ardeatina (Fosse ardeatine). Ancora più spietata la strage del 30 settembre a Marzabotto. Dopo la liberazione di Roma (4 giugno 1944) ad opera degli alleati, il movimento resistenziale fu militarmente unificato sotto la guida di Parri, Longo e Cadorna. Sorse così, il corpo volontari della libertà. IL DIFFICILE INVERNO La Resistenza visse il suo momento più difficile tra il 1944-45. La marcia delle truppe Alleate si arrestò sulla linea gotica. Il 13 novembre Alexander, comandante delle truppe alleate in Italia, comunicò che l’offensiva contro l’Appennino tosco-emiliano controllata dai Tedeschi, veniva sospesa e invitò i partigiani a fermare le operazioni. Le forze partigiane non obbedirono e continuarono la loro lotta e i Tedeschi attuarono una violenta controffensiva. LA LIBERAZIONE