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Regimi non democratici, Appunti di Auxologia

non democrazia

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 15/01/2016

eleonoramira
eleonoramira 🇮🇹

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I Regimi Non Democratici
Definizione
Come facciamo a riconoscere i regimi non democratici? Vi sono due tipi di definizioni:
definizione allargata: è una definizione abbastanza ampia da contenere tutto quanto.
La non-democrazia si definisce per l’assenza di qualcosa di democratico. In questo
regime le elezioni se anche dovessero esserci, non contano nulla e il Parlamento serve
poco. Inoltre nei regimi non democratici, i sottosistemi politici, ovvero gli attori più
importanti del sistema politico, non godono di autonomia reale (non sono liberi di fare
ciò che vogliono e anche potessero non contano nulla);
definizione ristretta: afferma che un regime non democratico è un tipo di regime che si
caratterizza per caratteristiche fondamentali. Seguendo un testo classico di Juan
Linz (1964), si può notare che ve n’erano cinque che tutti condividevano, ovvero:
1. Il pluralismo sociale è limitato: la società ha pochi gruppi rilevanti, non è
frammentata. L’accesso e l’influenza al potere politico sono limitati solo ad alcuni
soggetti, gli altri subiscono. Gli attori politici ed istituzionali sono perciò pochi
(esercito, burocrazia, pochi o addirittura un solo partito,..). La conseguenza è una
coalizione dominante ristretta: in un regime non democratico coloro che comandano
rappresentano l’interesse di pochissimi, le sorti del regime dipendono dalla unica
coalizione dominate. In un regime democratico vi sono diversi partiti e l’abbondanza
di partiti significa che gruppi diversi della società hanno modo di esprimere opinioni
differenti (diverse coalizioni).
2. La mobilitazione politica è limitata: la partecipazione delle persone in politica è
scarsa. Le persone non sono invogliate a partecipare alle elezioni. In alcuni casi la
coalizione è costruita addirittura dagli altri. Nei regimi autoritari le persone non trovano
nemmeno un’attrazione nella politica. Ciò ha tre implicazioni:
-se la partecipazione politica è limitata, allo Stato serve un apparato repressivo, come
la polizia segreta, che schiacci chi vuole partecipare alla politica in un modo differente
da quello indicato;
-mancano canali di mobilitazione dal basso, ovvero mancano partiti. La possibilità di
iscriversi a partiti è negata;
-la più sconveniente è l’assenza di tutela dei diritti civili e politici: quei diritti
abbastanza scontati non sono garantiti (no diritto di voto, no libertà di espressione,…).
3. Caratteristica meno tangibile: è caratteristico di questo tipi di regimi una mentalità
peculiare. Non si basano su un’ideologia, i regimi autoritari si basano su una
mentalità, su un approccio non definito. I regimi si basano su concetti molto vaghi
che raccolgono sempre buon senso (idea di patria, di Nazione, di ordine..). Nei regimi
autoritari ci sono delle mentalità caratteristiche.
4. Nelle relazioni tra chi comanda e chi obbedisce, c’è un po’ di indeterminatezza nei
limiti all’esercizio di potere, cioè che cosa può fare la polizia di fronte a un problema
di ordine sociale? In una democrazia viene seguita la legge (se un poliziotto non la
segue viene incriminato). Nel regime autoritario le forze di polizia devono agire
duramente, colpendo chi viene, secondo essa, definito come un “fuori legge”. Qui non
c’è un limite a quello che lo Stato può fare o meno. Ma almeno sono prevedibili: oltre
ad un certo livello non si può andare: il poliziotto può picchiare quanto vuole ma non
può arrivare ad uccidere (differenza tra autoritarismo e totalitarismo).
5. Al potere, c’è un gruppo limitato di persone, al limite una sola persona (il leader
maximo, come per esempio Gheddafi). Il potere è concentrato su un leader o su un
piccolo gruppo di persone e questo rimane per decenni, mentre nelle democrazie
c’è un ricircolo.
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I Regimi Non Democratici

Definizione Come facciamo a riconoscere i regimi non democratici? Vi sono due tipi di definizioni :

• definizione allargata : è una definizione abbastanza ampia da contenere tutto quanto.

La non-democrazia si definisce per l’ assenza di qualcosa di democratico. In questo regime le elezioni se anche dovessero esserci, non contano nulla e il Parlamento serve poco. Inoltre nei regimi non democratici, i sottosistemi politici , ovvero gli attori più importanti del sistema politico, non godono di autonomia reale (non sono liberi di fare ciò che vogliono e anche potessero non contano nulla);

• definizione ristretta : afferma che un regime non democratico è un tipo di regime che si

caratterizza per caratteristiche fondamentali. Seguendo un testo classico di Juan Linz (1964), si può notare che ve n’erano cinque che tutti condividevano, ovvero:

  1. Il pluralismo sociale è limitato : la società ha pochi gruppi rilevanti, non è frammentata. L’accesso e l’influenza al potere politico sono limitati solo ad alcuni soggetti, gli altri subiscono. Gli attori politici ed istituzionali sono perciò pochi (esercito, burocrazia, pochi o addirittura un solo partito,..). La conseguenza è una coalizione dominante ristretta : in un regime non democratico coloro che comandano rappresentano l’interesse di pochissimi, le sorti del regime dipendono dalla unica coalizione dominate. In un r egime democratico vi sono diversi partiti e l’abbondanza di partiti significa che gruppi diversi della società hanno modo di esprimere opinioni differenti ( diverse coalizioni ).
  2. La mobilitazione politica è limitata : la partecipazione delle persone in politica è scarsa. Le persone non sono invogliate a partecipare alle elezioni. In alcuni casi la coalizione è costruita addirittura dagli altri. Nei regimi autoritari le persone non trovano nemmeno un’attrazione nella politica. Ciò ha tre implicazioni :

- se la partecipazione politica è limitata, allo Stato serve un apparato repressivo , come

la polizia segreta, che schiacci chi vuole partecipare alla politica in un modo differente da quello indicato;

- mancano canali di mobilitazione dal basso , ovvero mancano partiti. La possibilità di

iscriversi a partiti è negata;

- la più sconveniente è l’ assenza di tutela dei diritti civili e politici : quei diritti

abbastanza scontati non sono garantiti (no diritto di voto, no libertà di espressione,…).

  1. Caratteristica meno tangibile: è caratteristico di questo tipi di regimi una mentalità peculiare. Non si basano su un’ideologia, i regimi autoritari si basano su una mentalità , su un approccio non definito. I regimi si basano su concetti molto vaghi che raccolgono sempre buon senso (idea di patria, di Nazione, di ordine..). Nei regimi autoritari ci sono delle mentalità caratteristiche.
  2. Nelle relazioni tra chi comanda e chi obbedisce, c’è un po’ di indeterminatezza nei limiti all’esercizio di potere , cioè che cosa può fare la polizia di fronte a un problema di ordine sociale? In una democrazia viene seguita la legge (se un poliziotto non la segue viene incriminato). Nel regime autoritario le forze di polizia devono agire duramente, colpendo chi viene, secondo essa, definito come un “fuori legge”. Qui non c’è un limite a quello che lo Stato può fare o meno. Ma almeno sono prevedibili : oltre ad un certo livello non si può andare: il poliziotto può picchiare quanto vuole ma non può arrivare ad uccidere (differenza tra autoritarismo e totalitarismo).
  3. Al potere, c’è un gruppo limitato di persone , al limite una sola persona (il leader maximo, come per esempio Gheddafi). Il potere è concentrato su un leader o su un piccolo gruppo di persone e questo rimane per decenni, mentre nelle democrazie c’è un ricircolo.

Classificazione dei regimi non democratici

• Regime Totalitario : ci si ferisce all’ URSS^ e alla^ Germania Nazista.

Vi sono degli elementi caratterizzanti :

- pluralismo limitato : vi è un solo partito che non solo non ha altri rivali, ma è anche

strutturato in modo gerarchico , come un esercito. Il partito è lo strumento di controllo della politica, non è un sistema di repressione ma è di fatto la spina dorsale. Tutto si basa su di esso. Chi vuole fare politica deve iscriversi a questo unico partito. Fa carriera chi è più fedele al partito stesso. Il partito non serve per raccogliere le esigenze della società e portarle in Parlamento, bensì è uno strumento per condizionarla. Da qui possono nascere organizzazioni para-politiche che servono a plasmare la società rispetto all’accesso politico (solo quelli che fanno parte del partito possono comandare);

- presenza di un leader , nei casi specifica Stalin e Hitler, e della loro corte di fedeli al

potere. In aggiunta vi sono caratteristiche specifiche :

- il terrorismo di Stato , proprio di questi regimi: idea psicologica per cui si può colpire

qualcuno avendo come bersaglio un terzo. Colpisce la propria popolazione sperando di portare terrore ;

- la differenza tra regimi autoritari e totalitari è che in quelli totalitari c’è un’ ideologia :

chi è al potere ha una missione più elevata , l’idea è quella di cambiare l’intera società ;

- l’ideologia fa si che la mobilitazione delle persone sia elevata. In un regime autoritario

non interessa che la gente vada a votare, in quelli totalitari è necessario che la gente vada a votare per quel partito , per rivoluzionare ed eliminare le persone che non sono d’accordo. Le persone perciò, in questo tipo di regime, devono dare il proprio contributo ;

- l’ esercizio del potere imprevedibile (esempio: in 1984 di Orwell, il potere sorveglia

tutti): quello che fai nel privato importa al potere. Il potere può decidere che quello che tu pensi non è corretto (es. se 2+2 per te fa 4, per il regime può fare 5 e lo devi accettare). Vi sono due tipi di regimi totalitari :

- di sinistra , ovvero lo Stalinismo il quale ha primato internazionalista. Si basa

sull’ uguaglianza senza confini , su l’ idea democratica : Stalin rappresentava la volontà del popolo. La conseguenza porta all’ uguaglianza : “non importa chi sei, da dove vieni perché tanto siamo tutti uguali”

- di destra , ovvero il Nazismo il quale è basato sul nazionalismo , sull’ accettazione e

sacralizzazione delle differenze. E’ basato su una persona, per cui è personalista. La conseguenza porta al razzismo , cioè la differenza delle razze “non importa chi sei, dipende a quale razza appartieni” Il regime era organizzato in base a strutture paramilitari.

• Regime Tradizionale : ci si riferisce ad^ Arabia Saudita^ e^ Corea del Nord

Vi sono caratteristiche proprie che sono molto differenti ma per i nostri fini molto simili. Le fondamenta di questi tipi di regimi sono:

- il patrimonialismo , ovvero non viene posta una chiara distinzione tra sfera

pubblica e privata. L’amministrazione pubblica e dei beni privati appartenenti a chi è al potere sono di fatto la stessa cosa, così come i fondi statali e della famiglia al potere. Chi gestisce la cosa pubblica lo fa come se fosse una cosa privata. Sia il politico sia il burocrate cioè si comportano come se stessero facendo qualcosa che non necessita di

di s timolare la crescita e rilanciare l’economia. Hanno lo scopo di intervenire solo nelle altre spese della politica, lasciando l’amministrazione ordinaria alla Pubblica Amministrazione; c. i militari governanti : cercano di occupare tutte le posizioni strategiche dell’apparato statale. Mirano a stabilizzare il loro dominio , cercano di costruire, ad esempio, un partito di massa. La mobilitazione dal basso rimane limitata ma viene fornito un canale per controllare tutta la società. L’intervento dei militari in politica

- Perché sono proprio i militari a intervenire? Perché dispongono di una risorsa che è

solo loro. Essi dispongono, infatti, del monopolio della forza che serve a difendere il popolo dalle minacce esterne e sono le forze meglio organizzate al loro interno. Intervengono dove c’è un vuoto di potere perché solo attraverso le armi è colmabile.

- Con quali motivazioni intervengono? Il principale motivo è per interesse

corporativo. Se il Governo, che dovrebbero servire, per esempio, taglia i fondi alla difesa e gli interessi dei militari vengono messi a repentaglio o lesi, essi intervengono. Così come quando rappresentano una componente sociale omogenea della società: intervento finalizzato a dare maggiori risorse. Oppure ancora, intervengono quando percepiscono un’interferenza da parte dei civili nelle loro questioni, come ad esempio quando i civili si prendono libertà che dovrebbero essere una prerogativa dei militari. L’idea del colpo di stato è dunque una minaccia diretta.

- Quali sono le condizioni di base in cui è più probabile che intervengano?

oppure quando c’è un cambiamento della società. oppure quando c’è un crisi economica la quale comporta …. e indebolisce queste funzioni.

- Regime Civile-Militare

Le caratteristiche fondamentali sono:

- una coalizione dominante : i militari si alleano con qualcun altro. Coalizione dominante

molto complessa. I militari devono stringere un’a lleanza con altri attori politici. I militari si devono confrontare con attori politici resistenti che non riescono spazzare via. Le forze civili più presenti sono: a. la borghesia finanziaria , ovvero chi detiene i capitali. La presenza di un forte partito può contrastare la forza militare; b. i burocrati , ovvero coloro che hanno ormai assunto una capacità decisionale.

- una mentalità o una ideologia : i militari devono raggiungere maggior autorità;

- per quanto riguarda la mobilitazione dall’alto , la capacità di coinvolgere è possibile ma

è bassa;

- la strutturazione del regime è medio-alta, ovvero bisogna cercare di vivere assieme

creando Istituzioni dove si può bilanciare. Esistono diversi tipi di regime civile-militare:

- quello burocratico-militare , all’interno del quale i Ministri sono dei professionisti del

loro settore. Vige l’idea che i burocrati e i militari siano esecutori di politiche corrette. Le politiche dello Stato sono neutre , cioè a vantaggio di tutti. Le decisioni prese sono pragmatiche (ad esempio bisogna puntare alla riforma o alla crescita). I pilastri qui sono gli uomini tecnici e la polizia repressiva.

- quello corporativo : qui si cerca di realizzare la partecipazione popolare creando delle

nuove Istituzioni o corporazioni (come il Parlamento basato su corpi), al fine di ottenere maggiore consenso. Ogni parte della società (così come ogni parte del corpo) è essenziale per il mantenimento dello Stato. Questo è il regime con maggiore capacità di funzionamento. C’è inoltre una chiara distinzione tra regime corporativo

escludente e il regime corporativo includente : quello escludente include tutti tranne gli operai , quello includente include tutte le classi sociali.

- l’ esercito-partito.

Il fenomeno del populismo è qualcosa che è trasversale ai vari tipi di regime , è un approccio alla politica che vale per tutti. E’ il processo di mobilitazione di nuove masse : modalità/risposta di assimilazione delle masse alla politica. E’ l’idea per cui chi vuole intervenire in politica non ha bisogno di alcuna mediazione : il popolo in politica non ha bisogno di corpi intermedi. Vige l’idea che le masse possano essere guidate come un gregge da un pastore, la figura di un leader carismatico, dunque, è comune: chi è al potere sfrutta il proprio carisma. Votare non è essenziale perché si sa già chi rappresenta l’interesse del popolo.

- Regime Civile

In questo tipo di regime ci sono 4 differenti modi per realizzare la politics:

- per quanto riguarda la coalizione dominante , i militari non contano. Il partito unico

di fatto decide tutto;

- la mentalità/ideologia è importante. Il partito unico deve appoggiarsi a un’ ideologia/

soluzione ;

- la mobilitazione dall’alto è frequente ;

- la strutturazione del regime risulta elevata : il partito e lo Stato sono strutture parallele.

Questo tipo di regime ha caratteristiche proprie che lo portano lontano dai regimi autoritari classici. I tipi di regime civile sono:

- quello nazionalista di mobilitazione : regimi che hanno ottenuto l’indipendenza dagli

anni ’60 (le ex colonie dall’Africa sub-sahariana sono quasi tutti Stati che una volta ottenuta l’indipendenza sono diventati autoritari). L’ ideologia alla base è quella indipendentista/nazionalista : si è lottato per l’indipendenza, molto spesso guidati da figure carismatiche. La mobilitazione politica esisteva già prima. Per quanto riguarda la strutturazione del regime , sono Stati che nascono già fragili e che si basano e hanno come caratteristica principale, l’ auto strutturarsi il partito di riferimento ;

- quello comunista di mobilitazione : proprio dei Paesi dell’ Europa centro-orientale

dopo la Seconda Guerra Mondiale. Hanno già un’ articolazione sociale elevata. La capacità di mobilitare il consenso appartiene ad un solo partito , quello comunista che ottiene autoritas e protestas. Il partito comunista è una fotocopia dello Stato : ha una struttura che riflette quella dello Stato, il leader del partito è il leader dello Stato, ma prima di tutto del partito, quindi chi vuol far politica deve entrare per forza nel partito. Finche il partito ha la capacità di mobilitazione non vi è capacità di modificare lo status;

- quello fascista di mobilitazione : dalla prospettiva politologia il fascismo non ha

raggiunto livelli estremi di terrorismo quindi non è un totalitarismo. Qui troviamo le stesse caratteristiche dei regimi comunisti. Il partito è altrettanto centrale, le principali figure politiche prima passano dal partito, ma la differenza sostanziale è che qui il ruolo del leader è centrale e l’ ideologia , ovviamente, è differente. La società ha degli attori politicamente rilevanti. La caratteristica fondamentale è che vi è una coerenza tra retorica e fatti. La mobilitazione è a base religiosa (come l’Iran di Khomeini). Il clero ha la capacità di organizzare la vita delle persone e di mobilitarne l’azione politica.

elezioni e il Parlamento ci sono. Quest’ultimo dovrebbe trovare un riflesso nel Governo ma in realtà non è così. C’è un processo democratico, ma i risultato finale non è tale perché c’è qualcuno che all’interno di esso ha un potere sproporzionato rispetto agli altri attori che impedisce il lavoro ad altri partecipanti politici. Ci sono dei veto-player , ovvero attori/giocatori che hanno la capacità di bloccare il tutto, hanno un potere spropositato.

- Democrazia illiberale/limitata/democratica di facciata : abbiamo tutti gli elementi

democratici, soprattutto le elezioni e organi democraticamente eletti ma quello che manca è la garanzia dei diritti politici per i cittadini , ovvero quelli legati alla partecipazione alla politica (per esempio la possibilità di iscriversi a un partito o di poter accedere a sistemi di informazione). Qui si va a votare ma ci sono parecchi paletti che impediscono il voto.

- Democrazia senza legge : sistema politico in cui tutto sulla carta suggerirebbe al

regime democratico: sono concessi tutti i diritti civili e politici , la Costituzione è a garanzia di questo , ma le Istituzioni statali sono così deboli da impedire un corretto svolgimento democratico. I problemi di incapacità statale sono per esempio centri di potere autonomo, organizzazioni criminali, un regime dove c’è corruzione diffusa. Le forze dell’ordine non sono in grado di garantire un minimo di sicurezza per mantenere l’ordine. Riassumendo Come cambiano i regimi non-democratici? Vi sono 3 fasi che portano al cambiamento dei regimi non-democratici:

• La fase di i nstaurazione : in realtà parliamo della crisi della democrazia. Il regime non

democratico infatti sorge quando la democrazia viene meno.

• La fase di^ consolidamento : riguarda quel momento in cui una volta costituite le

Istituzioni, la coalizione dominante si dà un’assetto che dovrebbe essere permanente : dopo per esempio un colpo di Stato, chi è al potere deve stabilire chi fa che cosa. Si realizza in un accordo più o meno esplicito, attraverso un’alleanza della coalizione dominante. A volte questa fase non viene portata a termine perché l’accordo viene meno e in pochi anni porterà ad un regime ibrido ( persistenza instabile ), oppure l’accordo c’è e regge ( persistenza stabile ).

• La fase di^ crisi : un regime autoritario va in crisi quando sorgono delle^ insurrezioni

popolari. Il dittatore viene meno quando c’è qualcuno che riesce ad eliminarlo. L’ideologia empirica ci dimostra però altro: i regimi crollano non per una forza esterna Regimi Militari Regimi Civili-Militari Regimi Civili Coalizione Dominante solo FFAA (forze armate) militari+civili partito unico Mentalità/Ideologia (importante di ammantarsi a delle idee) poco importante a volte importante importante Mobilitazione (quanto, chi comanda dall’alto, ha bisogno del coinvolgimento del popolo in politica) rara e limitata possibile ma bassa frequente Strutturazione bassa innovazione medio-alta alta

che li fa crollare, ma quando falliscono al loro interno. La causa ultima del crollo è quindi un venire meno , un indebolimento o una rottura della coalizione dominante. I regime autoritari possono entrare in crisi per varie dinamiche :

- cambiamento nei gruppi dominanti : può essere dato dal fatto che, nel tempo, gli

equilibri all’interno di una società possono modificarsi;

- contrasti interni su politiche : contrasto su cosa fare e che politiche adottare,

soprattutto quelle economiche. Ogni soluzione porta vantaggi, ma anche svantaggi. Questo contrasto riguarda il ruolo del mercato internazionale , come ad esempio la scelta tra un protezionismo o un liberismo. Ciò porta molto spesso alla divisione tra classi sociali. Si parla fondamentalmente, appunto, di economia , ovvero che impronte dare al fattore economico;

- ingresso di nuovi attori rilevanti : in particolare nel caso dell’America-Latina e della

classe operaia: quali aperture fare? vale la pena cambiare alleato? Che sia per questi motivi o per altro, l’effetto è lo stesso : degli attori se ne vanno volontariamente o vengono espulsi (fuoriuscita di alcuni attori): coloro che sono attori della coalizione rilevante che fuoriescono, sono i migliori candidati per la futura opposizione. La transizione dei regimi non democratico, è vista come il nuovo che scalza il vecchio , ma quello che avviene è il contrario;

- uscita dei militari dalla coalizione : per esempio quando i militari non si sentono più

rappresentati dal Governo;

- i militari rimangono al potere, ma scalzano i civili dalla coalizione (possono essere

burocrati o grandi borghesi). Fattori intervenienti Se per motivi diversi, una coalizione entra in crisi, non significa per forza che il regime crolli. Chi regna può avere infatti (improbabilmente però), le capacità per gestire il regime. Le questioni possibile per il crollo del regime possono riguardare:

• il livello di istituzionalizzazione del regime , ovvero quanto è profondo il radicamento

delle Istituzioni nel Paese, quanto è sviluppato il fattore burocratico,…. Le Istituzioni funzionano indipendentemente da chi c’è al potere? Se non dovesse essere così, allora tutto va a rotoli. Chi se ne va porta al disordine. Maggiore sarà il livello di istituzionalizzazione, maggiore sarà la tenuta; minore sarà questo livello, minore ovviamente sarà la tenuta.

• l’intervento esterno : per esempio una guerra che porta ad una sconfitta militare

( guerra delle Falkland : l’Argentina dei colonnelli subisce un colpo molto duro, perciò vi è il distacco e la fuoriuscita). Cosa succede nel momento in cui scoppia la crisi? Quali sono gli effetti immediatamente successivi? Ci sono tre diversi effetti che potrebbero sussistere dopo la rottura della coalizione dominante:

- la difficoltà nel prendere decisioni , o l’ immobilismo addirittura: non c’è accordo sulle

politiche, la coalizione è rotta e allora cosa si fa? O si procede a comportamenti schizzofrenici , senza usare la ragione quindi, oppure non si prendono più decisioni.

- come conseguenza, il consenso da parte dell’élite : se chi ha il potere non riesce a

svolgere un minimo di interesse del gruppo etico, allora il referente politico perde ogni legittimità , per cui si vuole cambiamento.

- la capacità repressiva , ovvero come si arriva a limitare la libertà delle persone. Se i

militari escono dalla coalizione è evidente che non si fa più nulla, così come se i militari rimangono, ma i soldati non danno più ascolto.