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non democrazia
Tipologia: Appunti
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Definizione Come facciamo a riconoscere i regimi non democratici? Vi sono due tipi di definizioni :
La non-democrazia si definisce per l’ assenza di qualcosa di democratico. In questo regime le elezioni se anche dovessero esserci, non contano nulla e il Parlamento serve poco. Inoltre nei regimi non democratici, i sottosistemi politici , ovvero gli attori più importanti del sistema politico, non godono di autonomia reale (non sono liberi di fare ciò che vogliono e anche potessero non contano nulla);
caratterizza per caratteristiche fondamentali. Seguendo un testo classico di Juan Linz (1964), si può notare che ve n’erano cinque che tutti condividevano, ovvero:
la polizia segreta, che schiacci chi vuole partecipare alla politica in un modo differente da quello indicato;
iscriversi a partiti è negata;
abbastanza scontati non sono garantiti (no diritto di voto, no libertà di espressione,…).
Classificazione dei regimi non democratici
Vi sono degli elementi caratterizzanti :
strutturato in modo gerarchico , come un esercito. Il partito è lo strumento di controllo della politica, non è un sistema di repressione ma è di fatto la spina dorsale. Tutto si basa su di esso. Chi vuole fare politica deve iscriversi a questo unico partito. Fa carriera chi è più fedele al partito stesso. Il partito non serve per raccogliere le esigenze della società e portarle in Parlamento, bensì è uno strumento per condizionarla. Da qui possono nascere organizzazioni para-politiche che servono a plasmare la società rispetto all’accesso politico (solo quelli che fanno parte del partito possono comandare);
potere. In aggiunta vi sono caratteristiche specifiche :
qualcuno avendo come bersaglio un terzo. Colpisce la propria popolazione sperando di portare terrore ;
chi è al potere ha una missione più elevata , l’idea è quella di cambiare l’intera società ;
non interessa che la gente vada a votare, in quelli totalitari è necessario che la gente vada a votare per quel partito , per rivoluzionare ed eliminare le persone che non sono d’accordo. Le persone perciò, in questo tipo di regime, devono dare il proprio contributo ;
tutti): quello che fai nel privato importa al potere. Il potere può decidere che quello che tu pensi non è corretto (es. se 2+2 per te fa 4, per il regime può fare 5 e lo devi accettare). Vi sono due tipi di regimi totalitari :
sull’ uguaglianza senza confini , su l’ idea democratica : Stalin rappresentava la volontà del popolo. La conseguenza porta all’ uguaglianza : “non importa chi sei, da dove vieni perché tanto siamo tutti uguali”
sacralizzazione delle differenze. E’ basato su una persona, per cui è personalista. La conseguenza porta al razzismo , cioè la differenza delle razze “non importa chi sei, dipende a quale razza appartieni” Il regime era organizzato in base a strutture paramilitari.
Vi sono caratteristiche proprie che sono molto differenti ma per i nostri fini molto simili. Le fondamenta di questi tipi di regimi sono:
pubblica e privata. L’amministrazione pubblica e dei beni privati appartenenti a chi è al potere sono di fatto la stessa cosa, così come i fondi statali e della famiglia al potere. Chi gestisce la cosa pubblica lo fa come se fosse una cosa privata. Sia il politico sia il burocrate cioè si comportano come se stessero facendo qualcosa che non necessita di
di s timolare la crescita e rilanciare l’economia. Hanno lo scopo di intervenire solo nelle altre spese della politica, lasciando l’amministrazione ordinaria alla Pubblica Amministrazione; c. i militari governanti : cercano di occupare tutte le posizioni strategiche dell’apparato statale. Mirano a stabilizzare il loro dominio , cercano di costruire, ad esempio, un partito di massa. La mobilitazione dal basso rimane limitata ma viene fornito un canale per controllare tutta la società. L’intervento dei militari in politica
solo loro. Essi dispongono, infatti, del monopolio della forza che serve a difendere il popolo dalle minacce esterne e sono le forze meglio organizzate al loro interno. Intervengono dove c’è un vuoto di potere perché solo attraverso le armi è colmabile.
corporativo. Se il Governo, che dovrebbero servire, per esempio, taglia i fondi alla difesa e gli interessi dei militari vengono messi a repentaglio o lesi, essi intervengono. Così come quando rappresentano una componente sociale omogenea della società: intervento finalizzato a dare maggiori risorse. Oppure ancora, intervengono quando percepiscono un’interferenza da parte dei civili nelle loro questioni, come ad esempio quando i civili si prendono libertà che dovrebbero essere una prerogativa dei militari. L’idea del colpo di stato è dunque una minaccia diretta.
… oppure quando c’è un cambiamento della società. oppure quando c’è un crisi economica la quale comporta …. e indebolisce queste funzioni.
Le caratteristiche fondamentali sono:
molto complessa. I militari devono stringere un’a lleanza con altri attori politici. I militari si devono confrontare con attori politici resistenti che non riescono spazzare via. Le forze civili più presenti sono: a. la borghesia finanziaria , ovvero chi detiene i capitali. La presenza di un forte partito può contrastare la forza militare; b. i burocrati , ovvero coloro che hanno ormai assunto una capacità decisionale.
è bassa;
creando Istituzioni dove si può bilanciare. Esistono diversi tipi di regime civile-militare:
loro settore. Vige l’idea che i burocrati e i militari siano esecutori di politiche corrette. Le politiche dello Stato sono neutre , cioè a vantaggio di tutti. Le decisioni prese sono pragmatiche (ad esempio bisogna puntare alla riforma o alla crescita). I pilastri qui sono gli uomini tecnici e la polizia repressiva.
nuove Istituzioni o corporazioni (come il Parlamento basato su corpi), al fine di ottenere maggiore consenso. Ogni parte della società (così come ogni parte del corpo) è essenziale per il mantenimento dello Stato. Questo è il regime con maggiore capacità di funzionamento. C’è inoltre una chiara distinzione tra regime corporativo
escludente e il regime corporativo includente : quello escludente include tutti tranne gli operai , quello includente include tutte le classi sociali.
Il fenomeno del populismo è qualcosa che è trasversale ai vari tipi di regime , è un approccio alla politica che vale per tutti. E’ il processo di mobilitazione di nuove masse : modalità/risposta di assimilazione delle masse alla politica. E’ l’idea per cui chi vuole intervenire in politica non ha bisogno di alcuna mediazione : il popolo in politica non ha bisogno di corpi intermedi. Vige l’idea che le masse possano essere guidate come un gregge da un pastore, la figura di un leader carismatico, dunque, è comune: chi è al potere sfrutta il proprio carisma. Votare non è essenziale perché si sa già chi rappresenta l’interesse del popolo.
In questo tipo di regime ci sono 4 differenti modi per realizzare la politics:
di fatto decide tutto;
soluzione ;
Questo tipo di regime ha caratteristiche proprie che lo portano lontano dai regimi autoritari classici. I tipi di regime civile sono:
anni ’60 (le ex colonie dall’Africa sub-sahariana sono quasi tutti Stati che una volta ottenuta l’indipendenza sono diventati autoritari). L’ ideologia alla base è quella indipendentista/nazionalista : si è lottato per l’indipendenza, molto spesso guidati da figure carismatiche. La mobilitazione politica esisteva già prima. Per quanto riguarda la strutturazione del regime , sono Stati che nascono già fragili e che si basano e hanno come caratteristica principale, l’ auto strutturarsi il partito di riferimento ;
dopo la Seconda Guerra Mondiale. Hanno già un’ articolazione sociale elevata. La capacità di mobilitare il consenso appartiene ad un solo partito , quello comunista che ottiene autoritas e protestas. Il partito comunista è una fotocopia dello Stato : ha una struttura che riflette quella dello Stato, il leader del partito è il leader dello Stato, ma prima di tutto del partito, quindi chi vuol far politica deve entrare per forza nel partito. Finche il partito ha la capacità di mobilitazione non vi è capacità di modificare lo status;
raggiunto livelli estremi di terrorismo quindi non è un totalitarismo. Qui troviamo le stesse caratteristiche dei regimi comunisti. Il partito è altrettanto centrale, le principali figure politiche prima passano dal partito, ma la differenza sostanziale è che qui il ruolo del leader è centrale e l’ ideologia , ovviamente, è differente. La società ha degli attori politicamente rilevanti. La caratteristica fondamentale è che vi è una coerenza tra retorica e fatti. La mobilitazione è a base religiosa (come l’Iran di Khomeini). Il clero ha la capacità di organizzare la vita delle persone e di mobilitarne l’azione politica.
elezioni e il Parlamento ci sono. Quest’ultimo dovrebbe trovare un riflesso nel Governo ma in realtà non è così. C’è un processo democratico, ma i risultato finale non è tale perché c’è qualcuno che all’interno di esso ha un potere sproporzionato rispetto agli altri attori che impedisce il lavoro ad altri partecipanti politici. Ci sono dei veto-player , ovvero attori/giocatori che hanno la capacità di bloccare il tutto, hanno un potere spropositato.
democratici, soprattutto le elezioni e organi democraticamente eletti ma quello che manca è la garanzia dei diritti politici per i cittadini , ovvero quelli legati alla partecipazione alla politica (per esempio la possibilità di iscriversi a un partito o di poter accedere a sistemi di informazione). Qui si va a votare ma ci sono parecchi paletti che impediscono il voto.
regime democratico: sono concessi tutti i diritti civili e politici , la Costituzione è a garanzia di questo , ma le Istituzioni statali sono così deboli da impedire un corretto svolgimento democratico. I problemi di incapacità statale sono per esempio centri di potere autonomo, organizzazioni criminali, un regime dove c’è corruzione diffusa. Le forze dell’ordine non sono in grado di garantire un minimo di sicurezza per mantenere l’ordine. Riassumendo Come cambiano i regimi non-democratici? Vi sono 3 fasi che portano al cambiamento dei regimi non-democratici:
democratico infatti sorge quando la democrazia viene meno.
Istituzioni, la coalizione dominante si dà un’assetto che dovrebbe essere permanente : dopo per esempio un colpo di Stato, chi è al potere deve stabilire chi fa che cosa. Si realizza in un accordo più o meno esplicito, attraverso un’alleanza della coalizione dominante. A volte questa fase non viene portata a termine perché l’accordo viene meno e in pochi anni porterà ad un regime ibrido ( persistenza instabile ), oppure l’accordo c’è e regge ( persistenza stabile ).
popolari. Il dittatore viene meno quando c’è qualcuno che riesce ad eliminarlo. L’ideologia empirica ci dimostra però altro: i regimi crollano non per una forza esterna Regimi Militari Regimi Civili-Militari Regimi Civili Coalizione Dominante solo FFAA (forze armate) militari+civili partito unico Mentalità/Ideologia (importante di ammantarsi a delle idee) poco importante a volte importante importante Mobilitazione (quanto, chi comanda dall’alto, ha bisogno del coinvolgimento del popolo in politica) rara e limitata possibile ma bassa frequente Strutturazione bassa innovazione medio-alta alta
che li fa crollare, ma quando falliscono al loro interno. La causa ultima del crollo è quindi un venire meno , un indebolimento o una rottura della coalizione dominante. I regime autoritari possono entrare in crisi per varie dinamiche :
equilibri all’interno di una società possono modificarsi;
soprattutto quelle economiche. Ogni soluzione porta vantaggi, ma anche svantaggi. Questo contrasto riguarda il ruolo del mercato internazionale , come ad esempio la scelta tra un protezionismo o un liberismo. Ciò porta molto spesso alla divisione tra classi sociali. Si parla fondamentalmente, appunto, di economia , ovvero che impronte dare al fattore economico;
classe operaia: quali aperture fare? vale la pena cambiare alleato? Che sia per questi motivi o per altro, l’effetto è lo stesso : degli attori se ne vanno volontariamente o vengono espulsi (fuoriuscita di alcuni attori): coloro che sono attori della coalizione rilevante che fuoriescono, sono i migliori candidati per la futura opposizione. La transizione dei regimi non democratico, è vista come il nuovo che scalza il vecchio , ma quello che avviene è il contrario;
rappresentati dal Governo;
burocrati o grandi borghesi). Fattori intervenienti Se per motivi diversi, una coalizione entra in crisi, non significa per forza che il regime crolli. Chi regna può avere infatti (improbabilmente però), le capacità per gestire il regime. Le questioni possibile per il crollo del regime possono riguardare:
delle Istituzioni nel Paese, quanto è sviluppato il fattore burocratico,…. Le Istituzioni funzionano indipendentemente da chi c’è al potere? Se non dovesse essere così, allora tutto va a rotoli. Chi se ne va porta al disordine. Maggiore sarà il livello di istituzionalizzazione, maggiore sarà la tenuta; minore sarà questo livello, minore ovviamente sarà la tenuta.
( guerra delle Falkland : l’Argentina dei colonnelli subisce un colpo molto duro, perciò vi è il distacco e la fuoriuscita). Cosa succede nel momento in cui scoppia la crisi? Quali sono gli effetti immediatamente successivi? Ci sono tre diversi effetti che potrebbero sussistere dopo la rottura della coalizione dominante:
politiche, la coalizione è rotta e allora cosa si fa? O si procede a comportamenti schizzofrenici , senza usare la ragione quindi, oppure non si prendono più decisioni.
svolgere un minimo di interesse del gruppo etico, allora il referente politico perde ogni legittimità , per cui si vuole cambiamento.
militari escono dalla coalizione è evidente che non si fa più nulla, così come se i militari rimangono, ma i soldati non danno più ascolto.