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Relazione e ricerca sull'argomento delle api, Appunti di Scienze della Terra

Relazione e ricerca sull'argomento delle API

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 24/06/2019

Utente sconosciuto
Utente sconosciuto 🇮🇹

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Alunna ELISA GALLIANI
Classe 1^A
Data di consegna 07/05/2010
LA SOCIETA’ DELLE API
L'ARNIA è il luogo dove vive la colonia di Api.
Nell'italiano corrente sebbene arnia sia usato anche come sinonimo di
alveare, più frequentemente il termine si riferisce ad una cassetta,
tipicamente di legno e costruita dall'allevatore, ove le api realizzano il
proprio nido.
Le colonie di api possono giungere a contenere più di 90.000 individui ed
è costituida t ta re caste: l'ape regina, i fuchi e le api operaie. Le api che si
incontrano normalmente sono operaie specializzate nell'attività di
“bottinatura” cioè nella raccolta del polline e del nettare, e costituisco di
norma la parte più numerosa della colonia.
Un gruppo di arnie disposto da un apicoltore sul terreno viene chiamato
apiario.
L’arnia è stata, nel corso della convivenza tra noi e le api, di forma molto
diversa, no a raggiungere, in tempi recenti, quella attuale, che consiste in
una cassetta con una fessura d’entrata e un predellino d’atterraggio.
All’interno, l’apicoltore sistema una serie di telaini disposti
trasversalmente, con un foglio di cera inserito nella cornice, su cui le api
edicano le loro cellette esagonali, frutto di una strabiliante intuizione
geometrica, per accogliere le larve e le riserve alimentari dell’alveare, il
miele e il polline. Prima che l’uomo desse alle api questo ricovero, la loro
società trovava riparo in qualche anfratto, la cavità di un albero svuotato
dalla carie per esempio, e costruivano dei favi di cera a forma di ossi di
seppia, e bisogna dire che la vita di questo laborioso popolo si svolgeva
regolarmente senza alcun bisogno di noi.
Durante la buona stagione, la regina depone attivamente delle uova, no
a più di un migliaio al giorno, e le operaie crescono rapidamente di
numero.
Durante questa crescita, la regina, che nell’alveare è una monarca
assoluta, produce una sostanza che circola bocca a bocca tra le operaie e
che impedisce loro di allevare delle nuove regine.
Quando però la popolazione diventa troppo numerosa, la sostanza non
basta più per tutte, e le operaie possono cominciare ad alimentare delle
larve, poste in speciali cellette, con una dieta particolare, non di miele e di
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Alunna ELISA GALLIANI Classe 1^A Data di consegna 07/05/

LA SOCIETA’ DELLE API

L'ARNIA è il luogo dove vive la colonia di Api. Nell'italiano corrente sebbene arnia sia usato anche come sinonimo di alveare, più frequentemente il termine si riferisce ad una cassetta, tipicamente di legno e costruita dall'allevatore, ove le api realizzano il proprio nido. Le colonie di api possono giungere a contenere più di 90.000 individui ed è costituida t ta re caste: l'ape regina, i fuchi e le api operaie. Le api che si incontrano normalmente sono operaie specializzate nell'attività di “bottinatura” cioè nella raccolta del polline e del nettare, e costituisco di norma la parte più numerosa della colonia. Un gruppo di arnie disposto da un apicoltore sul terreno viene chiamato apiario. L’arnia è stata, nel corso della convivenza tra noi e le api, di forma molto diversa, fino a raggiungere, in tempi recenti, quella attuale, che consiste in una cassetta con una fessura d’entrata e un predellino d’atterraggio. All’interno, l’apicoltore sistema una serie di telaini disposti trasversalmente, con un foglio di cera inserito nella cornice, su cui le api edificano le loro cellette esagonali, frutto di una strabiliante intuizione geometrica, per accogliere le larve e le riserve alimentari dell’alveare, il miele e il polline. Prima che l’uomo desse alle api questo ricovero, la loro società trovava riparo in qualche anfratto, la cavità di un albero svuotato dalla carie per esempio, e costruivano dei favi di cera a forma di ossi di seppia, e bisogna dire che la vita di questo laborioso popolo si svolgeva regolarmente senza alcun bisogno di noi. Durante la buona stagione, la regina depone attivamente delle uova, fino a più di un migliaio al giorno, e le operaie crescono rapidamente di numero. Durante questa crescita, la regina, che nell’alveare è una monarca assoluta, produce una sostanza che circola bocca a bocca tra le operaie e che impedisce loro di allevare delle nuove regine. Quando però la popolazione diventa troppo numerosa, la sostanza non basta più per tutte, e le operaie possono cominciare ad alimentare delle larve, poste in speciali cellette, con una dieta particolare, non di miele e di

polline, ma di pappa reale, che le trasforma in nuove regine. Succede così che la vecchia monarca, a un certo punto, se ne va con metà del suo popolo, mentre la nuova, uscita subito dopo dalla sua celletta, uccide tutte le altre che stanno per nascere e prende possesso del suo regno. Lo sciame errante delle api, invece, va in cerca di un nuovo ricovero, e di solito viene catturato dall’apicoltore e posto in un’arnia nuova di zecca, che il popolo restato senza casa accetta di buon grado. I Fuchi, cioè maschi, compaiono a un certo momento della buona stagione, e inseguono in massa la regina, quando compie il suo volo nuziale, solo alcuni di loro, circa una decina, la raggiungono e la fecondano, tutti gli altri verranno scacciati e uccisi dalle operaie.

L’APE Le api fanno parte della famiglia delle Apidi, dell'ordine degli Imenotteri. Come tutti gli insetti, le api hanno sei zampe ed il loro corpo è diviso in tre parti: capo, torace ed addome. Hanno delle parti del corpo modificate per poter raccogliere polline e nettare, che viene trasformato in miele; queste modificazioni riguardano la struttura delle parti boccali e quella delle zampe.

UTILITA’ DELLE API L’alveare è un piccolo laboratorio chimico che fornisce all’uomo una serie di prodotti di alto valore curativo e nutrizionale. Primo fra tutti il miele , un alimento ricco e di altri composti biologici, oppure la cera , che ha rischiarato, in forma di candela, le nostre notti per tanto tempo. Ma non è possibile dimenticare altri prodotti, come il polline, una sostanza antistress, o la propoli, una specie di stucco che le api raccolgono sulle gemme degli alberi per igienizzare l’arnia, ottima come antisettico e cicatrizzante o, infine, come la pappa reale, fonte di benessere e utile per combattere l’invecchiamento. Tra le piante a fiore e gli insetti esiste una grandiosa alleanza, che consiste, in uno scambio di favori: il fiore, con i suoi colori e i suoi profumi, attira gli insetti, offrendo loro il nettare in forma di goccioline in fondo alla corolla, e il polline. Succede così che le api si sporcano di polline i peli del corpo e, passando da un fiore all’altro della stessa specie lo fanno circolare in giro aiutando le piante, che non sono capaci di muoversi, a fecondarsi. Molti insetti funzionano come postini del polline per i fiori, ma l’ape è la più brava di tutti! Perché se comincia con un fiore di melo, per esempio, resta