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Relazione tra il gioco e lo sviluppo dell'autonomia, Tesine universitarie di Scienze Motorie

Relazione realizzata per l'esame di Pedagogia ludico motoria

Tipologia: Tesine universitarie

2020/2021

Caricato il 14/09/2021

adrianaecg
adrianaecg 🇮🇹

4.5

(24)

33 documenti

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Gioco e autonomia e il ruolo dell’adulto significativo
nello sviluppo fisico e motorio del bambino
Nei primi anni di vita del bambino, anni in cui avvengono i processi di sviluppo più significativi sia a livello
intellettuale che fisico e relazionale, il gioco compie un ruolo fondamentale attraverso il quale il bambino
esplora e conosce lo spazio che lo circonda. Il gioco senso-motorio soddisfa il bisogno istintivo del bambino
a muoversi, che con gli anni si va trasformando attraverso attività più complesse.
L’educatore nel segmento 0-6, ha la responsabilità di promuovere e garantire spazi di gioco in cui il
bambino abbia la possibilità di svolgere attività ludica di qualità, sia strutturata che no. Le abilità fino
motorie hanno una grande importanza nello sviluppo infantile. Nel momento in cui il bambino assume la
capacità di spostarsi con i suoi primi passi e ancora prima gattonando, il suo desidero di esplorare e
raggiungere obiettivi visivi diventa il motore principale della relazione con l’ambiente e realizza
l’integrazione tra abilità grosso e fino motorie (Ceciliani, 2016).
Negli orientamenti per la scuola materna (attuale scuola dell’infanzia) del 1992, viene evidenziato il
rapporto dinamico tra le competenze: percettive, comunicative, organizzative, motorie e linguistiche, che
l’insegnante deve promuovere per orientare i bambini alla conquista di un’autonomia intesa come capacità
di orientamento, di riconoscere i propri limiti e di relazionarsi con gli altri.
Vygotskij nel concetto di zona di sviluppo prossimale, indica lo spazio in cui il bambino sviluppa in modo
libero articolato e no, le sue potenzialità. L’adulto sia genitore che educatore, deve assumere un
atteggiamento di accompagnatore o guida ma in senso passivo. L’educatore deve non solo osservare e non
intervenire, ma permettere al bambino la libertà di agire e sperimentare, in un contesto stimolante, ricco di
materiali, spazi sicuri e adeguati alla sua età. Ma non solo l’adulto è soggetto di assistenza in questo spazio,
Vygotskij indica che anche un bambino pari più sviluppato, può essere partecipe in questo senso, risulta
interessante come anche il bambino pari mostra un atteggiamento di sicurezza favorendo lo sviluppo
sociale di entrambi.
L’obiettivo è promuovere la sperimentazione e il gioco fisico-motorio, con lo scopo che i bambini riescano a
trovare il piacere senso-motorio nell’attività fisica, attraverso l’acquisizione di capacità di equilibrio
dinamico, di camminare, di correre e anche, nell’inevitabile, di cadere utilizzando per esempio attrezzi
come lo scivolo, altalene, ecc. in piena autonomia riconoscendosi capaci di “fare” e in un rapporto positivo
con il proprio corpo.
L’importanza dell’acquisizione dell’autonomia nell’infanzia non si limita solo al fatto di favorire uno sviluppo
significativo a livello fisico, ma anche affettivo, nel momento in cui un bambino riesce a sentirsi capace e
sicuro di sé, sviluppa l’autostima necessaria per affrontare i rapporti con gli altri e reagire in modo sicuro e
sereno in situazioni che rappresentano una sfida.
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Gioco e autonomia e il ruolo dell’adulto significativo nello sviluppo fisico e motorio del bambino Nei primi anni di vita del bambino, anni in cui avvengono i processi di sviluppo più significativi sia a livello intellettuale che fisico e relazionale, il gioco compie un ruolo fondamentale attraverso il quale il bambino esplora e conosce lo spazio che lo circonda. Il gioco senso-motorio soddisfa il bisogno istintivo del bambino a muoversi, che con gli anni si va trasformando attraverso attività più complesse. L’educatore nel segmento 0-6, ha la responsabilità di promuovere e garantire spazi di gioco in cui il bambino abbia la possibilità di svolgere attività ludica di qualità, sia strutturata che no. Le abilità fino motorie hanno una grande importanza nello sviluppo infantile. Nel momento in cui il bambino assume la capacità di spostarsi con i suoi primi passi e ancora prima gattonando, il suo desidero di esplorare e raggiungere obiettivi visivi diventa il motore principale della relazione con l’ambiente e realizza l’integrazione tra abilità grosso e fino motorie (Ceciliani, 2016). Negli orientamenti per la scuola materna (attuale scuola dell’infanzia) del 1992, viene evidenziato il rapporto dinamico tra le competenze: percettive, comunicative, organizzative, motorie e linguistiche, che l’insegnante deve promuovere per orientare i bambini alla conquista di un’autonomia intesa come capacità di orientamento, di riconoscere i propri limiti e di relazionarsi con gli altri. Vygotskij nel concetto di zona di sviluppo prossimale, indica lo spazio in cui il bambino sviluppa in modo libero articolato e no, le sue potenzialità. L’adulto sia genitore che educatore, deve assumere un atteggiamento di accompagnatore o guida ma in senso passivo. L’educatore deve non solo osservare e non intervenire, ma permettere al bambino la libertà di agire e sperimentare, in un contesto stimolante, ricco di materiali, spazi sicuri e adeguati alla sua età. Ma non solo l’adulto è soggetto di assistenza in questo spazio, Vygotskij indica che anche un bambino pari più sviluppato, può essere partecipe in questo senso, risulta interessante come anche il bambino pari mostra un atteggiamento di sicurezza favorendo lo sviluppo sociale di entrambi. L’obiettivo è promuovere la sperimentazione e il gioco fisico-motorio, con lo scopo che i bambini riescano a trovare il piacere senso-motorio nell’attività fisica, attraverso l’acquisizione di capacità di equilibrio dinamico, di camminare, di correre e anche, nell’inevitabile, di cadere utilizzando per esempio attrezzi come lo scivolo, altalene, ecc. in piena autonomia riconoscendosi capaci di “fare” e in un rapporto positivo con il proprio corpo. L’importanza dell’acquisizione dell’autonomia nell’infanzia non si limita solo al fatto di favorire uno sviluppo significativo a livello fisico, ma anche affettivo, nel momento in cui un bambino riesce a sentirsi capace e sicuro di sé, sviluppa l’autostima necessaria per affrontare i rapporti con gli altri e reagire in modo sicuro e sereno in situazioni che rappresentano una sfida.

Caillois definisce quattro categorie di gioco: agon, alea, mimicry ed ilinx. Nei giochi senso-motori (grosso motori) possiamo trovare in modo particolare l’Ilinx, cioè la vertigine: giochi o sport in cui si prova piacere che il rischio sia presente. Dunque, risulta importante segnalare il fatto che svolgere attività che abbiano al suo interno una componente di vertigine, che venga poi superata, rappresenta un successo, e porta il bambino a crederci e a confermare di essere capace. Dobbiamo affrontare anche i casi in cui i bambini falliscono, i momenti in cui non ce la fanno, anche lì però bisogna intervenire nel modo giusto. Le cadute, per esempio, risultano un’esperienza ricca d’apprendimento, il bambino ha anche bisogno di cadere, di trovare l’equilibro, di alzarsi e acquisire fiducia in sé e nel suo agire. Ma quando l’adulto non gli permette di cadere, quando reagisce in modo ansioso nelle situazioni in cui sono presente rischi, il bambino tende a reagire allo stesso modo dell’adulto, palesando paure e di conseguenza impossibilità di sperimentare ed esplorare, quindi un bambino che presenta difficoltà nell’acquisire autonomia. Da un punto di vista formativo, dovremo far percepire al bambino che molte esperienze e situazione sono rischiose, questo si contrappone però alla “cultura della prevenzione”. Russel sostiene che il senso comune nel mondo moderno ha portato gli adulti a creare spazi “Risk sanitized”, risultando questa una strategia completamente antipedagogico, perché si abituano i bambini a spazi ultrasicuri, impedendo di sperimentare i fattori di rischio che eventualmente troveranno in futuro (Farnè, 2015). A mio avviso i bambini dovrebbero sperimentare situazioni più affini alla realtà in cui abbiano la possibilità di confrontarsi con il rischio, ovviamente con una presenza adulta passiva ma attenta. Per superare qualsiasi inibizione nel gioco è fondamentale anche sporcarsi, perché in tal modo il bambino ha la possibilità di scoprire ogni materiale e di vivere un rapporto diretto con la natura. I bambini imparano soprattutto attraverso l’imitazione e la ripetizione, perciò come adulti, non dobbiamo soltanto promuovere ed offrire opportunità ai bambini in spazi adatti per l’attività fisica e motoria, ma dobbiamo anche essere esempio e modelli di ruolo, vivendo uno stilo di vita attivo e di benessere, quindi frequentare palestre e spazi all’aperto adibiti a sport vari, cercando di coinvolgere i bambini, inizialmente anche come solo osservatori, in seguito invitandogli a partecipare attivamente. Concludendo, l’adulto dev’essere una presenza affettiva, dare sicurezza, essere punto di riferimento per il bambino, porre limiti, ma senza impedire la sperimentazione e la libertà di consentire al bambino il senso del giudizio (Ceciliani, 2016). Essere consapevoli ed orientare il bambino verso un apprendimento significativo e in base al suo livello evolutivo; è fondamentale rispettare anche i suoi tempi e saper riconoscere le abilità e le potenzialità di ciascun bambino. Riferimenti