

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Il quarto capitolo di 'linguistica elementare' di tullio de mauro, dove vengono fornite definizioni più complesse della lingua e si introduttono i concetti di segni linguistici, significati, fonemi e fonologia segmentale e soprasegmentale. Vengono inoltre discusse le differenze tra i tratti fisici dei fonemi e la loro rappresentazione fonetica.
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Tullio De Mauro
Resoconto del quarto capitolo: ‘Come è fatta una lingua: la fonologia segmentale, i fonemi’
In questo capitolo si prova a dare una definizione più complessa della lingua. Per ogni lingua le parole e le frasi sono chiamate segni linguistici , e questi sono muniti di due facce: da una parte si hanno le possibili realizzazioni foniche e grafiche e qui si parlerà di significante , dall’altra parte si hanno i possibili usi del significante per riferirsi a cose esterne da esso, cioè il significato. Verranno inoltre usati i termini di: enunciazioni o paroles, espressioni, contenuti o sensi, usi referenziali delle parole, referente. In ogni lingua i segni linguistici si articolano linearmente in una successione di sintagmi e morfi. C’è una seconda articolazione lineare dei morfi che si può analizzare in una successione di segmenti minimi alternanti tra loro, che contribuiscono a individuare e differenziare i significanti di morfi, sintagmi e frasi. Questi segmenti minimi asemantici del significante vengono chiamati fonemi. La fonologia segmentale studia i fonemi, mentre la fonologia soprasegmentale i fenomeni che coinvolgono più segmenti (sillabazione, accentazione, intonazione delle frasi). Fonologia segmentale Il fonema non è il fono o suono concreto che udiamo o articoliamo. I foni vengono raggruppati in classi articolatorio-uditive (ad esempio l’alfabeto fonetico distingue 75 consonanti e 25 vocali egressive) e, grazie ai suoi segni diacritici, si ha la possibilità di annotare anche alcune caratteristiche: es. una vocale può essere lunga, avanzata, chiusa o aperta, aspirata o no ecc. Con la trascrizione fonetica si cerca di rappresentare nel modo più fedele possibile una particolare realizzazione fonica. Per quanto riguarda i foni esistono delle varianti individuali o libere che dipendono dalla diversa costituzione dell’apparato di fonazione dei singoli o dalla diversa estrazione regionale e dialettale e le varianti obbligatorie o condizionate che dipendono dalla collocazione che un fono ha nella sequenza parlata, in particolare rispetto ai foni precedenti o seguenti con i quali viene coarticolato. Nella realizzazione di un fono si distinguono 3 fasi: la fase di impostazione detta catastasi, la fase di tenuta e la fase di risoluzione detta metastasi. La commutazione significa sostituzione di un fono concreto a un altro; se questi due foni, commutandosi, non danno mai luogo a due significanti diversi in una data lingua, diciamo che in quella lingua essi appartengono alla stessa classe di foni e realizzano lo stesso fonema; se invece possono dar luogo a due significanti diversi vorrà dire che appartengono a due fonemi diversi (in questo caso c’è bisogno di almeno una coppia minima, cioè due parole eguali in tutto il resto ma diverse perché in una c’è il fono 1 e nell’altra il fono 2). Si può quindi riassumere che i fonemi sono classi (o famiglie) di segmenti fonici (o foni) commutabili che, commutando, servono in una lingua a distinguere almeno una coppia minima di significanti. In italiano la diversa durata delle vocali non è rilevante, come ad esempio in tedesco, al fine di distinguere classi diverse di fonemi vocalici; è invece rilevante per molte consonanti, le cosiddette doppie, che hanno durata doppia delle semplici. A questo riguardo si può dire che la durata breve o lunga delle vocali in italiano non è un tratto fonologicamente rilevante, mentre lo è in latino, inglese, tedesco. I tratti fisici dei fonemi vengono studiati dalla fonetica. Come produzioni materiali questi tratti possono essere guardati da più punti di vista: 1