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Fonologia: Segmentale e Suprasegmentale - Cap. 4 Linguistica Elementare Tullio De Mauro, Sintesi del corso di Linguistica Generale

Il quarto capitolo di 'linguistica elementare' di tullio de mauro, dove vengono fornite definizioni più complesse della lingua e si introduttono i concetti di segni linguistici, significati, fonemi e fonologia segmentale e soprasegmentale. Vengono inoltre discusse le differenze tra i tratti fisici dei fonemi e la loro rappresentazione fonetica.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 25/09/2021

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Tullio De Mauro
Linguistica elementare
Resoconto del quarto capitolo: ‘Come è fatta una lingua: la fonologia
segmentale, i fonemi’
Ana-Petra Patriche
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Tullio De Mauro

Linguistica elementare

Resoconto del quarto capitolo: ‘Come è fatta una lingua: la fonologia segmentale, i fonemi’

Ana-Petra Patriche

In questo capitolo si prova a dare una definizione più complessa della lingua. Per ogni lingua le parole e le frasi sono chiamate segni linguistici , e questi sono muniti di due facce: da una parte si hanno le possibili realizzazioni foniche e grafiche e qui si parlerà di significante , dall’altra parte si hanno i possibili usi del significante per riferirsi a cose esterne da esso, cioè il significato. Verranno inoltre usati i termini di: enunciazioni o paroles, espressioni, contenuti o sensi, usi referenziali delle parole, referente. In ogni lingua i segni linguistici si articolano linearmente in una successione di sintagmi e morfi. C’è una seconda articolazione lineare dei morfi che si può analizzare in una successione di segmenti minimi alternanti tra loro, che contribuiscono a individuare e differenziare i significanti di morfi, sintagmi e frasi. Questi segmenti minimi asemantici del significante vengono chiamati fonemi. La fonologia segmentale studia i fonemi, mentre la fonologia soprasegmentale i fenomeni che coinvolgono più segmenti (sillabazione, accentazione, intonazione delle frasi). Fonologia segmentale Il fonema non è il fono o suono concreto che udiamo o articoliamo. I foni vengono raggruppati in classi articolatorio-uditive (ad esempio l’alfabeto fonetico distingue 75 consonanti e 25 vocali egressive) e, grazie ai suoi segni diacritici, si ha la possibilità di annotare anche alcune caratteristiche: es. una vocale può essere lunga, avanzata, chiusa o aperta, aspirata o no ecc. Con la trascrizione fonetica si cerca di rappresentare nel modo più fedele possibile una particolare realizzazione fonica. Per quanto riguarda i foni esistono delle varianti individuali o libere che dipendono dalla diversa costituzione dell’apparato di fonazione dei singoli o dalla diversa estrazione regionale e dialettale e le varianti obbligatorie o condizionate che dipendono dalla collocazione che un fono ha nella sequenza parlata, in particolare rispetto ai foni precedenti o seguenti con i quali viene coarticolato. Nella realizzazione di un fono si distinguono 3 fasi: la fase di impostazione detta catastasi, la fase di tenuta e la fase di risoluzione detta metastasi. La commutazione significa sostituzione di un fono concreto a un altro; se questi due foni, commutandosi, non danno mai luogo a due significanti diversi in una data lingua, diciamo che in quella lingua essi appartengono alla stessa classe di foni e realizzano lo stesso fonema; se invece possono dar luogo a due significanti diversi vorrà dire che appartengono a due fonemi diversi (in questo caso c’è bisogno di almeno una coppia minima, cioè due parole eguali in tutto il resto ma diverse perché in una c’è il fono 1 e nell’altra il fono 2). Si può quindi riassumere che i fonemi sono classi (o famiglie) di segmenti fonici (o foni) commutabili che, commutando, servono in una lingua a distinguere almeno una coppia minima di significanti. In italiano la diversa durata delle vocali non è rilevante, come ad esempio in tedesco, al fine di distinguere classi diverse di fonemi vocalici; è invece rilevante per molte consonanti, le cosiddette doppie, che hanno durata doppia delle semplici. A questo riguardo si può dire che la durata breve o lunga delle vocali in italiano non è un tratto fonologicamente rilevante, mentre lo è in latino, inglese, tedesco. I tratti fisici dei fonemi vengono studiati dalla fonetica. Come produzioni materiali questi tratti possono essere guardati da più punti di vista: 1