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Riassunti di Diritto Internazionale: Dispense, Dispense di Diritto Internazionale

Dispense Diritto Internazionale

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 17/07/2019

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INTRODUZIONE AL DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Il Diritto internazionale può essere definito come:
Le norme che regolano il funzionamento della comunita' internazionale 2. La funzione normativa
nell'ordinamento internazionale porta alla produzione di: Sia norme generali che particolari 3. Le norme
generali dell'ordinamento internazionale sono: Le consuetudini 4. Le norme generali: Vincolano tutti gli
Stati della comunità internazionale 5. Le norme particolari dell'ordinamento internazionale: Sono gli
accordi e le fonti previste da accordi 6. Fonte di secondo grado del Diritto internazionale sono: I trattati 7.
I trattati vincolano: Solo gli stati contraenti 8. Le fonti previste da accordi sono: Le decisioni delle O.O.I.I.
9. La funzione di accertamento del diritto nell’ordinamento internazionale è prevalentemente di tipo:
Arbitrale 10. La funzione di attuazione coattiva delle norme nell’ordinamento internazionale poggia:
Sull’autotutela
02. LO STATO COME SOGGETTO DI DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Soggetto di Diritto
internazionale è: Lo Stato-organizzazione 2. Lo Stato-comunita' e': La comunità umana stanziata su un
determinato territorio 3. Lo Stato-organizzazione va inteso come: L’insieme degli organi che esercitano un
potere di imperio 4. Requisiti della personalità internazionale dello Stato sono: Effettivita' e indipendenza 5.
Il requisito dell'effettivita' consiste: Nell’esercizio del potere di imperio dello Stato su di un territorio
6. Le dimensioni del territorio: Non sono un requisito della personalità internazionale 7. Sono soggetti di
D.I.: I mini-Stati 8. Sono soggetti di D.I.: Gli Stati membri di Confederazioni 9. Il rispetto dello Stato di
diritto e dei diritti umani: Non è un requisito necessario della soggettività internazionale 10. Il requisito
dell'indipendenza significa che: L’ordinamento interno di uno Stato trae la sua forza giuridica dalla propria
costituzione
03. ALTRI SOGGETTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Gli insorti: Divengono soggetti di diritto
internazionale quando riescono a costituire un'organizzazione di governo che controlla effettivamente una
parte del territorio 2. Gli individui: Hanno una seppur limitata personalità internazionale 3. Le minoranze
etniche e le popolazioni indigene: Non sono soggetti di D.I. 4. Il principio di autodeterminazione esterna
non trova applicazione nell’ipotesi di popoli sottoposti a: Regime dittatoriale 5. Il principio di
autodeterminazione esterna: È soggetto al principio dell’integrità territoriale 6. I movimenti di liberazione
nazionale: Acquisiscono personalità internazionale se riescono a costituire un’organizzazione di governo
che controlla effettivamente una parte del territorio 7. Il principio di autodeterminazione non riconosce al
popolo il diritto di: Essere governato da rappresentanti democraticamente eletti 8. I movimenti di liberazione
nazionale non possono essere sostenuti: Con l’invio di truppe 9. Le organizzazioni internazionali: Sono
soggetti di D.I. 10. Non è soggetto di D.I.: L’ordine di Malta
04. ALTRI SOGGETTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE, LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
E GLI INDIVIDUI 1. Le Organizzazioni internazionali: Sono soggetti di Diritto internazionale 2. Le
Organizzazioni internazionali sono istituite: Dagli Stati mediante un accordo 3. Un’Organizzazione
internazionale aperta: Ammette l’adesione di Stati diversi da quelli fondatori 4. Nel Parere sulla
Interpretazione dell’accordo del 1951 tra l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Egitto (1980), la
CIG: Ha riconosciuto la soggettività internazionale delle O.O.I.I. 5. Le organizzazioni non governative
(ONG): Non sono soggetti di Diritto internazionale 6. Secondo la dottrina prevalente, gli individui: Hanno
una limitata personalità internazionale 7. Gli individui possono ricorrere agli organi internazionali di
controllo: Solo se previsto da specifici accordi internazionali 8. Chi contesta la soggettività degli individui
afferma che: Gli individui possono essere soltanto beneficiari di norme internazionali 9. Esempi di norme
internazionali che riguardano direttamente gli individui sono: Quelle sui diritti umani e sui crimini
internazionali 10. Nei casi LaGrand (2001) e Avena (2004) la CIG: Ha affermato la soggettività
internazionale dell’individuo
06. ALTRE NORME GENERALI DELL'ORDINAMENTO INTERNAZIONALI 1. I principi generali di
diritto riconosciuti dalle Nazioni civili: Sono fonte di diritto internazionale generale 2. Quali delle seguenti
affermazioni concernenti i principi generali di diritto riconosciuti dalle Nazioni civili non è corretta: Per
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INTRODUZIONE AL DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Il Diritto internazionale può essere definito come: Le norme che regolano il funzionamento della comunita' internazionale 2. La funzione normativa nell'ordinamento internazionale porta alla produzione di: Sia norme generali che particolari 3. Le norme generali dell'ordinamento internazionale sono: Le consuetudini 4. Le norme generali: Vincolano tutti gli Stati della comunità internazionale 5. Le norme particolari dell'ordinamento internazionale: Sono gli accordi e le fonti previste da accordi 6. Fonte di secondo grado del Diritto internazionale sono: I trattati 7. I trattati vincolano: Solo gli stati contraenti 8. Le fonti previste da accordi sono: Le decisioni delle O.O.I.I.

  1. La funzione di accertamento del diritto nell’ordinamento internazionale è prevalentemente di tipo: Arbitrale 10. La funzione di attuazione coattiva delle norme nell’ordinamento internazionale poggia: Sull’autotutela
  2. LO STATO COME SOGGETTO DI DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Soggetto di Diritto internazionale è: Lo Stato-organizzazione 2. Lo Stato-comunita' e': La comunità umana stanziata su un determinato territorio 3. Lo Stato-organizzazione va inteso come: L’insieme degli organi che esercitano un potere di imperio 4. Requisiti della personalità internazionale dello Stato sono: Effettivita' e indipendenza 5. Il requisito dell'effettivita' consiste: Nell’esercizio del potere di imperio dello Stato su di un territorio
  3. Le dimensioni del territorio: Non sono un requisito della personalità internazionale 7. Sono soggetti di D.I.: I mini-Stati 8. Sono soggetti di D.I.: Gli Stati membri di Confederazioni 9. Il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani: Non è un requisito necessario della soggettività internazionale 10. Il requisito dell'indipendenza significa che: L’ordinamento interno di uno Stato trae la sua forza giuridica dalla propria costituzione
  4. ALTRI SOGGETTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Gli insorti: Divengono soggetti di diritto internazionale quando riescono a costituire un'organizzazione di governo che controlla effettivamente una parte del territorio 2. Gli individui: Hanno una seppur limitata personalità internazionale 3. Le minoranze etniche e le popolazioni indigene: Non sono soggetti di D.I. 4. Il principio di autodeterminazione esterna non trova applicazione nell’ipotesi di popoli sottoposti a: Regime dittatoriale 5. Il principio di autodeterminazione esterna: È soggetto al principio dell’integrità territoriale 6. I movimenti di liberazione nazionale: Acquisiscono personalità internazionale se riescono a costituire un’organizzazione di governo che controlla effettivamente una parte del territorio 7. Il principio di autodeterminazione non riconosce al popolo il diritto di: Essere governato da rappresentanti democraticamente eletti 8. I movimenti di liberazione nazionale non possono essere sostenuti: Con l’invio di truppe 9. Le organizzazioni internazionali: Sono soggetti di D.I. 10. Non è soggetto di D.I.: L’ordine di Malta
  5. ALTRI SOGGETTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE, LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI E GLI INDIVIDUI 1. Le Organizzazioni internazionali: Sono soggetti di Diritto internazionale 2. Le Organizzazioni internazionali sono istituite: Dagli Stati mediante un accordo 3. Un’Organizzazione internazionale aperta: Ammette l’adesione di Stati diversi da quelli fondatori 4. Nel Parere sulla Interpretazione dell’accordo del 1951 tra l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Egitto (1980), la CIG: Ha riconosciuto la soggettività internazionale delle O.O.I.I. 5. Le organizzazioni non governative (ONG): Non sono soggetti di Diritto internazionale 6. Secondo la dottrina prevalente, gli individui: Hanno una limitata personalità internazionale 7. Gli individui possono ricorrere agli organi internazionali di controllo: Solo se previsto da specifici accordi internazionali 8. Chi contesta la soggettività degli individui afferma che: Gli individui possono essere soltanto beneficiari di norme internazionali 9. Esempi di norme internazionali che riguardano direttamente gli individui sono: Quelle sui diritti umani e sui crimini internazionali 10. Nei casi LaGrand (2001) e Avena (2004) la CIG: Ha affermato la soggettività internazionale dell’individuo
  6. ALTRE NORME GENERALI DELL'ORDINAMENTO INTERNAZIONALI 1. I principi generali di diritto riconosciuti dalle Nazioni civili: Sono fonte di diritto internazionale generale 2. Quali delle seguenti affermazioni concernenti i principi generali di diritto riconosciuti dalle Nazioni civili non è corretta: Per

produrre effetti giuridici è necessario che siano inseriti in accordi 3. I Principi: Come l’equità, non sono fonte di diritto internazionale generale 4. Gli accordi di codificazione: Vanno considerati normali accordi internazionali e vincolano solo gli stati contraenti 5. La norma che, pur essendo contenuta in un accordo di codificazione ancora in vigore, non corrisponde più al diritto internazionale generale: Non potrà essere più applicata agli stati non contraenti 6. Le Dichiarazioni di principi dell’Assemblea generale delle NU: Vanno considerate come accordi in forma semplificata quando, oltre ad enunciare un principio, espressamente ne equiparano l’inosservanza alla violazione della Carta dell’Onu o del diritto internazionale generale 7. Le Dichiarazioni di principi dell’Assemblea generale delle NU: Non hanno valore giuridicamente vincolante ma partecipano allo sviluppo del D.I

  1. LA CODIFICAZIONE DEL DIRITTO CONSUETUDINARIO 1. Nell’ordinamento internazionale: Non sono presenti norme generali scritte 2. In base all’art. 13 della Carta ONU, l’Assemblea generale può: Incoraggiare lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la sua codificazione 3. La Commissione del diritto internazionale delle Nazioni Unite: Propone all’Assemblea generale progetti di accordi di codificazione 4. Quale tra questi non è un obiettivo della Commissione del diritto internazionale: Rinnovare periodicamente i trattati 5. Gli accordi di codificazione: Vanno considerati normali accordi internazionali e vincolano solo gli Stati contraenti 6. Le norme contenute in un accordo di codificazione possono avere portata generale solo quando: Hanno effetto dichiarativo o cristallizzatore 7. Le norme consuetudinarie codificate in un accordo: Possono evolvere in base alla prassi e all’opinio juris successive 8. La norma che, pur essendo contenuta in un accordo di codificazione ancora in vigore, non corrisponde più al diritto internazionale generale: Non potrà essere più applicata agli Stati non contraenti 9. In linea generale, al sopravenire di una norma consuetudinaria modificatrice di quella codificata, gli Stati parte di un accordo di codificazione: Dovranno continuare ad applicare la norma codificata in virtù del principio di specialità 10. Gli Stati parte di un accordo di codificazione possono applicare una norma consuetudinaria sopravvenuta: Solo se prassi e opinio juris sono riportabili anche a tali Stati
  2. I TRATTATI (PRIMA PARTE) 1. Quale delle seguenti affermazioni riguardanti il trattato non è corretta: Il trattato vincola tutti gli Stati della C.I. 2. Il procedimento di formazione dei trattati: È lasciato alla libera scelta degli Stati 3. La firma: Ha valore di mera autenticazione del testo 4. La ratifica: E' la manifestazione della volontà con cui lo Stato si impegna a rispettare il trattato 5. Lo Stato che non abbia partecipato alla procedura di negoziazione del trattato: Può vincolarsi se il trattato è multilaterale e contiene la clausola di adesione 6. In Italia l’autorizzazione del Parlamento alla ratifica dei trattati non è richiesta: Per i trattati stipulati in materie tecniche 7. La registrazione dei trattati: Consente di invocare il trattato dinanzi agli organi delle NU 8. L'accordo in forma semplificata: Si conclude con la sola firma 9. L’accordo in forma semplificata: Puo' essere stipulato dall'Esecutivo in tutte le materie salvo che in quelle di cui all’art. 80 della Cost. 10. La violazione delle norme sulla competenza a stipulare: Può essere sanata attraverso l’autorizzazione alla ratifica, anche in un secondo momento, del Parlamento
  3. I TRATTATI (SECONDA PARTE) 1. Un trattato può produrre diritti e obblighi nei confronti degli Stati terzi: Se il trattato prevede tale possibilità e diritti e obblighi vengano accettati dallo Stato terzo 2. I diritti e gli obblighi previsti dal Trattato a favore dello Stato terzo: Hanno natura riflessa e possono essere revocati in qualsiasi momento dagli Stati Parti 3. Nel caso in cui uno Stato ratifica due trattati contenenti norme incompatibili: La responsabilità internazionale si viene a configurare quando gli altri Stati Parti del primo accordo non sono Parti anche del secondo 4. La Carta delle NU, ai sensi dell’art. 103: Prevale su tutti gli altri accordi internazionali 5. Attraverso l’istituto della riserva lo Stato esprime la volontà di: Di accettare alcune clausole secondo una certa interpretazione (dichiarazione interpretativa) 6. La riserva: Può essere formulata all’atto della ratifica purché compatibile con l’oggetto e con lo scopo del trattato 7. L’interpretazione dei trattati: Avviene attraverso il metodo obbiettivistico 8. Non è causa di invalidità dei trattati: La denuncia 9. Non è causa di estinzione dei trattati: La corruzione 10. La violenza sullo Stato: È causa di invalidità del trattato

direttive dell’UE: Lasciano libertà agli Stati circa le modalità attraverso le quali raggiungere gli scopi in esse prefissati

  1. IL CONTENUTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE COME INSIEME DI LIMITI ALL'USO DELLA FORZA DEGLI STATI 1. Per contenuto del diritto internazionale attuale si intendono: le regole materiali dalle quali derivano direttamente concreti diritti ed obblighi degli Stati 2. Per forza internazionale si intende: la violenza di tipo bellico o qualsiasi atto il quale implichi operazioni militari 3. La liberta' dello Stato di esercitare il proprio potere: incontra una serie di limiti posti dal diritto internazionale 4. L'acquisto della sovranita' internazionale si fonda: sul criterio dell’effettivita' 5. Quando si verifica un distacco di una parte del territorio comeconseguente formazione di un nuovo Stato, o una cessione diterritorio: vi è sempre la perdita della sovranità territoriale da parte di uno Stato e l’acquisto della medesima da parte di un altro Stato. 6. Per dominio riservato si intendono: le materie rispetto alle quali lo Stato è libero da obblighi 7. Le convenzioni internazionali sui diritti umani: costituiscono un limite al potere dello Stato 8. Le gross violations sono: violazioni gravi e generalizzate di alcuni diritti 9. L’obbligo degli Stati di rispettare i diritti umani è: sia un obbligo positivo che un obbligo negativo 10. La regola del previo esaurimento dei ricorsi interni comporta che: la violazione delle norme consuetudinarie sui diritti umani non possa farsi valere sul piano internazionale finchè esistono nell’ordinamento dello Stato offensore rimedi adeguati ed effettivi per eliminare l’azione illecita
  2. IL CONTENUTO DELLE NORME INTERNAZIONALI 1. Tra i crimini internazionali individuali rientrano: il genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra e il crimine di aggressione 2. Per genocidio si intende: La distruzione totale o parziale di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso 3. I crimini contro l’umanità sono atti: perpetrati come parte di un esteso e sistematico attacco diretto contro una popolazione civile 4. Quando e' commessa una gross violations dei diritti umani ne consegue: la duplice responsabilita' dello Stato e dell’individuo 5. Ogni Stato può procedere alla punizione di un individuo: ovunque il crimine sia stato commesso 6. In caso di crimini internazionali la giurisdizione penale sullo straniero: e' sempre applicabile 7. Per il diritto consuetudinario lo Stato: può ma non deve punire 8. Per il diritto consuetudinario lo Stato: può ma non deve concedere l'estradizione dell'individuo allo Stato che intenda punirlo 9. Le leggi di amnistia sono leggi: con le quali si chiude con il passato in caso di un Paese in cui venga eliminato un governo che ha commesso gravi violazioni di diritti umani 10. Il principio dell’universalità della giurisdizione: non consente il giudizio in contumacia del criminale internazionale
  3. IL CONTENUTO DELLE NORME INTERNAZIONALI 1. Il diritto internazionale economico è essenzialmente dominato da: Norme convenzionali 2. Le dichiarazioni di principi relative ai rapporti economici tra Paesi in sviluppo e Paesi industrializzati: Sono principi di carattere programmatico 3. Gli accordi sui prodotti di base mirano a: Stabilizzare il prezzo dei prodotti rendendolo remunerativo per i Paesi produttori ed equo per quelli consumatori 4. Il principio del trattamento preferenziale prevede che le concessioni, sia tariffarie che di altra natura, fatte a Paesi in sviluppo: Non siano soggette a reciprocità nei confronti dello Stato sviluppato concedente né si estendano ad altri Paesi industrializzati 5. Lo Stato in materia economica: Non incontra limiti di diritto consuetudinario diversi da quelli relativi al trattamento degli interessi economici degli stranieri 6. La liberta' di sfruttamento delle risorse del territorio: Non incontra limiti consuetudinari ad eccezione del caso dell'utilizzo delle acque comuni 7. In base al principio 'chi inquina paga': Lo Stato di appartenenza dell'agente che inquina è tenuto ad apprestare gli strumenti affinché la responsabilità dell'inquinatore possa esser fatta valere al suo interno 8. Il principio 'chi inquina paga': Non è una norma consuetudinaria 9. Le convenzioni sull'inquinamento: Prevedono di rado divieti specifici 10. Le diversità biologiche: Sono oggetto di tutela in specifiche convenzioni
  4. LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE NEL DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Le fonti del diritto internazionale dell'ambiente: Sono costituite da dichiarazioni di principi e da trattati miranti alla prevenzione, riduzione o riparazione di danni ambientali causati da uno Stato al territorio di altri Stati o a spazi e risorse

di rilevanza internazionale 2. In materia di responsabilità degli Stati in relazione ad attività inquinanti alla frontiera, le Convenzioni di Stoccolma e Rio prevedono che: Gli Stati hanno il diritto sovrano di sfruttare le loro risorse naturali e hanno l’obbligo di assicurarsi che le attività esercitate entro i limiti della loro sovranità o sotto il loro controllo non causino danni all’ambiente in altri Stati 3. Secondo il principio di precauzione: In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale 4. Può dirsi che il diritto internazionale consuteudinario: Preveda obblighi di cooperazione tra i quali l’obbligo dello Stato, sul cui territorio si verificano gravi fenomeni di inquinamento, di informare gli altri Stati dell’imminente pericolo di incidenti (o degli incidenti in atto) 5. Secondo la Corte Internazionale di Giustizia: L’obbligo di non inquinare discenderebbe da un corpo di regole del diritto internazionale dell’ambiente 6. Secondo la Convenzione ONU sui corsi d’acqua internazionali: Uno Stato rivierasco deve prendere misure necessarie per evitare di causare ‘danni significativi’ agli altri Stati rivieraschi 7. Il principio 'chi inquina paga': Non è una norma consuetudinaria 8. In base al principio 'chi inquina paga': Lo Stato di appartenenza dell'agente che inquina è tenuto ad apprestare gli strumenti affinché la responsabilità dell'inquinatore possa esser fatta valere al suo interno 9. Le convenzioni sull'inquinamento: Prevedono di rado divieti specifici 10. Le diversità biologiche: Sono oggetto di tutela in specifiche convenzioni

  1. IL TRATTAMENTO DELLO STRANIERO NEL DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Nell’ordinamento internazionale: Si sono affermate poche norme consuetudinarie sul trattamento dello straniero 2. Non è una norma consuetudinaria sul trattamento dello straniero: Il diritto di accesso al mercato del lavoro a parità di condizioni con i cittadini 3. Le misure di prevenzione delle violazioni nei confronti dello straniero: Devono essere commisurate alle circostanze del caso concreto 4. Il diniego di giustizia si ha: Quando lo Stato territoriale non dispone di un apparato giurisdizionale funzionante dinanzi al quale lo straniero possa far valere le proprie ragioni avverso il torto subito 5. Quale delle seguenti non è una norma che si applica allo straniero: Divieto di espulsione nei confronti dello straniero che svolga attività economica nel territorio statale 6. La protezione diplomatica: Consiste nell’obbligo dello Stato di cittadinanza dello straniero di fare giustizia per i torti subiti dal proprio cittadino 7. Quali delle seguenti affermazioni non è corretta: Lo Stato di cittadinanza dello straniero che ha subito un torto compie un illecito internazionale se non attua la protezione diplomatica 8. Lo Stato territoriale: Ha piena libertà di espropriare e nazionalizzare i beni dello straniero 9. L’indennizzo: Può subire dei temperamenti in caso di nazionalizzazione ma deve essere equo in caso di espropriazione
  2. IL TRATTAMENTO DEGLI AGENTI DIPLOMATICI E DI ALTRI ORGANI DI STATI STRANIERI 1. Le immunità diplomatiche sono: Prerogative che accompagnano l’agente durante la permanenza in uno Stato, nell’esercizio delle sue funzioni “Ne impediatur legatio” 2. Tra le immunità diplomatiche: Rientrano l’inviolabilità personale e quella domiciliare 3. Al diplomatico: Non è possibile applicare misure di polizia
  3. Lo Stato che riceve l’agente: Non può esercitare atti di coercizione sulla sede diplomatica senza il consenso dell’agente 5. Una volta cessate le funzioni, l’immunità funzionale: Permane 6. Le immunità diplomatiche spettano: Agli agenti diplomatici, al personale diplomatico e ai membri delle loro famiglie 7. La regola dell’immunità ristretta: Ha sostituito la regola dell’immunità assoluta 8. Nella Convenzione delle Nazioni Unite sull’immunità giurisdizionale degli Stati e dei loro beni del 2004: La regola è l’immunità, e l’esercizio della giurisdizione l’eccezione 9. In caso di violazioni gravi di diritti umani, le prassi interne: Non sono univoche: alcune ritengono che l’immunità venga meno altre il contrario 10. L’immunità dei funzionari delle OI è disciplinata: Da accordi
  4. IL DIRITTO INTERNAZIONALE MARITTIMO (PARTE PRIMA) 1. La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS): E' stata adottata a Montego Bay il 10 dicembre 1982 2. Il mare territoriale: E' una zona di mare adiacente alle coste dello Stato sulla quale quest’ultimo esercita la propria sovranità 3. L'estensione massima del mare territoriale è: Di 12 miglia marine 4. I poteri dello Stato nel mare territoriale: Sono in linea di principio gli stessi esercitabili nell’ambito del territorio 5. Non rappresenta un

nell'ordinamento interno e coordinate con quelle interne 2. I procedimenti di adattamento possono essere: ordinari e speciali 3. Nel procedimento speciale: la norma internazionale non viene riformulata all’interno dello Stato 4. Una norma non self-executing è: una norma che non può ricevere diretta esecuzione all’interno dello Stato 5. La 'clausola di esecuzione' consiste nella previsione che: gli Stati contraenti adotteranno tutte le misure di ordine legislativo o altro per dare effetto alle sue disposizioni 6. Le norme internazionali sono applicabili all'interno dello Stato: entro i limiti in cui si verifica in concreto la fattispecie astratta da esse prevista 7. Quando un accordo internazionale contiene disposizioni vantaggiose per uno Stato estraneo all'accordo: Tali disposizioni possono essere invocate da tale Stato e dai suoi cittadini nonostante l'impegno sia stato assunto nei confronti di altri Stati 8. Il rango delle norme internazionali: Corrisponde alla forza che nella gerarchia delle fonti ha il procedimento di adattamento 9. L'adattamento è eseguito: dal Costituente o dal legislatore ordinario 10. Nel caso in cui l'adattamento sia eseguito dal Costituente le norme internazionali avranno: rango costituzionale

  1. L'ADATTAMENTO AL DIRITTO INTERNAZIONALE CONSUETUDINARIO, AI TRATTATI E ALLE FONTI DERIVANTI DAI TRATTATI 1. L’adattamento al diritto internazionale generale avviene in Italia: A livello costituzionale 2. Il procedimento di adattamento al diritto consuetudinario è: Un procedimento speciale 3. Rispetto alle leggi ordinarie il rango delle norme consuetudinarie introdotte con il procedimento di adattamento previsto dalla Costituzione è: Superiore 4. Rispetto al diritto costituzionale, il diritto consuetudinario: Prevale nei limiti della salvaguardia dei valori fondamentali che ispirano la Costituzione 5. L’ordine di esecuzione è l’atto: Che da avvio all’adattamento alle norme pattizie
  2. Rispetto ad una legge ordinaria, gli obblighi derivanti da un trattato: Prevalgono fino a quando non è dimostrata la volontà del legislatore di venir meno agli impegni presi sul piano internazionale 7. Rispetto alla Costituzione le leggi di esecuzione dei trattati: Possono essere annullate se violano la Costituzione 8. Quando un trattato prevede la diretta applicabilità delle decisioni degli organi di un’organizzazione internazionale all’interno degli SM: L’immissione delle norme prodotte da tali organi è automatica 9. In Italia, quando un trattato è silente rispetto alla questione dell’applicabilità delle decisioni degli organi delle OI all’interno degli Stati: Per ciascuna decisione di organi internazionali è adottato un singolo atto di esecuzione 10. In assenza di specifico atto di esecuzione, una decisione internazionale: E' applicabile nei limiti in cui la norma contenuta nella decisione sia completa e attuabile
  3. L'ADATTAMENTO AL DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA. L'ADATTAMENTO AL DIRITTO INTERNAZIONALE E LE COMPETENZE DELLE REGIONI 1. I regolamenti possono creare diritti e obblighi nel nostro Stato: Indipendentemente da provvedimenti di adattamento ad hoc 2. Per ciò che concerne il contenuto, i regolamenti : In taluni casi, per poter produrre i loro effetti, necessitano di atti statali di esecuzione ed integrazione 3. La direttiva produce effetti diretti: Quando la direttiva chiarisce la portata di un obbligo già previsto dal Trattato 4. Quando gli atti comunitari sono incompleti: È necessaria l’emanazione di atti interni di esecuzione 5. Alle decisioni indirizzate agli Stati è riconosciuta: Efficacia diretta 6. Il diritto comunitario direttamente applicabile prevale: Sulle leggi interne sia anteriori che posteriori 7. ìUna norma dei Trattati (TUE e TFUE) deve essere conforme ai principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale italiano: Sempre 8. Le Regioni sono tenute a rispettare gli obblighi Internazionali: Sempre 9. Nell'attuazione del diritto internazionale, nelle materie di loro attribuzione, le Regioni: Hanno competenza autonoma 10. Nelle materie di competenza regionale ed in presenza di norme internazionali e comunitarie da rispettare, il potere sostitutivo: Potrà essere attribuito agli organi centrali solo in caso di inerzia o inadempienza da parte delle Regioni
  4. LA VIOLAZIONE DELLE NORME INTERNAZIONALI E LE SUE CONSEGUENZE 1. La responsabilità internazionale: Non è oggetto di una convenzione di codificazione 2. Il Progetto di articoli sulla responsabilità internazionale del 2001: Si occupa sia degli elementi dell’illecito che delle sue conseguenze 3. Il fatto illecito internazionale consiste in un comportamento: Di tutti gli organi statali 4. Quando l’organo statale agisce nell’esercizio delle sue funzioni ma al di fuori dei limiti della sua competenza: Si viene a configurare la responsabilità statale perché si presuppone che lo Stato non abbia

preso le misure atte a prevenire l’illecito 5. Lo Stato: È responsabile internazionalmente degli atti illeciti di privati solo quando non abbia adottato le misure atte a prevenire l’azione o a punire l’autore 6. L’elemento oggettivo dell’illecito è dato: Dalla violazione di una qualsiasi norma internazionale, consuetudinaria o pattizia 7. Secondo le regole del Progetto di articoli l’illecito può dirsi definitivamente consumato: Solo se la norma violata esisteva nell’ordinamento internazionale al momento in cui è stato tenuto il comportamento 8. Il regime residuale di colpa è dato dalla: Responsabilità oggettiva relativa 9. La responsabilità oggettiva assoluta trova applicazione in caso di: Danni causati dal lancio di oggetti spaziali 10. Il danno: E' costituito dalla lesione di un interesse diretto e concreto dello Stato colpito

28.LA VIOLAZIONE DELLE NORME INTERNAZIONALI E LE SUE CONSEGUENZE 1. Non è una causa escludente l'illiceità: Lo stato di necessità al di fuori del distress 2. Il consenso dello Stato leso: Esclude l'illiceità solo se validamente dato 3. Il rispetto dei principi costituzionali dello Stato: Non esclude l'illiceità del comportamento se la norma violata è cogente 4. La responsabilità internazionale si viene a configurare quando: Lo Stato viola una qualsiasi norma di diritto internazionale 5. La principale conseguenza dell’illecito è: L'autotutela 6. Il divieto dell’uso della forza: Incontra un limite nella legittima difesa 7. Ad essere vietato dal diritto internazionale: È il ricorso alla forza internazionale 8. Nella nozione di 'aggressione armata' rientra: L'attacco attraverso le forze regolari dello Stato o attraverso mercenari da questo assoldati 9. Lo jus in bello non è un insieme di norme: Sulla liceità della minaccia e dell'uso della forza 10. L'uso della forza internazionale non è ammesso dal diritto internazionale: In via preventiva

  1. L'AUTOTUTELA INDIVIDUALE E COLLETTIVA 1. La contromisura: Consiste in un comportamento dello Stato leso che in sé sarebbe illecito, ma che diviene lecito in quanto costituisce reazione ad un illecito altrui 2. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Le contromisure non incontrano alcun limite 3. L’uso della forza internazionale è ammessa: Solo come legittima difesa per rispondere ad un’aggressione armata 4. Le contromisure: Come contromisura violenta è ammessa esclusivamente la legittima difesa 5. La ritorsione: Consiste in un comportamento inamichevole dello Stato nei confronti di quello che ha commesso l’illecito 6. Tra le misure di autotutela collettiva ammesse dall’ordinamento internazionale non vi è: Tra le misure di autotutela collettiva ammesse dall’ordinamento internazionale non vi è: L’uso della forza anche senza il consenso dello Stato leso 7. Indicare quale affermazione non è corretta. Ad avviso della CIG le misure che lo Stato non leso può adottare: Possono porsi in contrasto con norme cogenti 8. Tra le conseguenze dell’illecito internazionale non si colloca: I mezzi diplomatici di soluzione delle controversie 9. La soddisfazione: È una forma di riparazione dei danni morali 10. Il risarcimento del danno: È dovuto solo nel caso di danni ai beni, mezzi, organi dello Stato terzo
  2. IL SISTEMA DI SICUREZZA COLLETTIVA PREVISTO DALLA CARTA DELLE NAZIONI UNITE
  3. Tra le funzioni del Consiglio di sicurezza: Rientra l’accertamento dell’esistenza di una minaccia alla pace, di una violazione della pace o di un atto di aggressione 2. Nell’accertare se sussista una minaccia o una violazione della pace o un atto di aggressione, il Consiglio di Sicurezza: Gode di potere discrezionale 3. Le misure provvisorie sono: Raccomandazioni 4. Le misure implicanti l’uso della forza vengono decise con: Una risoluzione operativa 5. Il Consiglio è intervenuto in crisi internazionali ed interne con misure di carattere militare: Sia attraverso la creazione dei caschi blu che autorizzando l’uso della forza da parte degli SM 6. Nelle operazioni Peace-Keeping l’uso delle armi: E' consentito solo per legittima difesa 7. L’autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza all’uso della forza degli Stati: Può considerarsi prevista da una norma consuetudinaria ad hoc 8. I Tribunali misti sono costituiti: Sia da giudici nazionali dello Stato in cui sono insediati che da giudici stranieri, nominati dalle NU o dalle Autorità internazionali che amministrano il territorio 9. Le organizzazioni regionali possono agire coercitivamente contro uno Stato: Con l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza in ogni caso e senza autorizzazione del Consiglio solo nel caso di risposta ad un attacco armato già sferrato 10. La Carta considera leciti gli interventi armati di organizzazioni regionali: In ogni caso quando vi è l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza in ogni caso, e solo nel caso di risposta ad un attacco armato già sferrato quando non vi è l’autorizzazione del Consiglio

il diritto dei conflitti armati in diritto internazionale umanitario (RISPOSTA PIÙ LUNGA) 6. Fondamentale sara' l'opera di Hugo Grotius, De iure belli ac pacis (1625) che analizza lo stato delle leggi di guerra dell'epoca, ponendo una base per lo sviluppo di leggi umanitarie, sostenendo che: Il diritto di combattere guerre giuste non esime dal dovere di rispettare determinate regole di condotta 7. Nel codice Lieber del 1863: Viene considerato legittimo cio' che si ritiene necessario per la sconfitta del nemico e posto invece fuori legge cio' che e' percepito come crudelta' inutile 8. In riferimento ai territori occupati: Sono ammessi specifici provvedimenti per ragioni militari, quali l'imposizione di tasse, mentre vengono proibite tutte le forme di violenza contro i civili, la distruzione di beni non specificatamente ordinata dai competenti ufficiali, le rapine, il saccheggio, il rapimento, la mutilazione o l'uccisione degli abitanti (RISPOSTA PIÙ LUNGA) 16 9. Per quanto concerne, invece, l’origine storica del dritto internazionale umanitario, avrebbe profonde radici risalenti nel tempo alla battaglia di Solferino e San Martino del giugno 1859 al termine della quale Henry Dunant – filantropo svizzero, suggerì la necessità che fosse intrapresa un’azione su due livelli d’intervento: Creare un'organizzazione con lo scopo di soccorrere i militari feriti (nasce la Croce Rossa la cui prima istituzione fu il Comitato internazionale della Croce-Rossa (CICR), fondato a Ginevra nel 1863); 2. concludere un trattato internazionale allo scopo di garantire la protezione dei feriti sul campo di battaglia (firma della prima Convenzione di Ginevra) 10. Il sistema di regolamentazione dell'uso della forza nelle relazioni inter-statali e' attualmente basato sull'art. 2, comma 4, della Carta delle Nazioni Unite, che pone: Un divieto agli Stati di ricorrere alla forza armata nelle lor reciproche relazioni e conferisce al Consiglio di Sicurezza la competenza esclusiva ad occuparsi degli atti di aggressione e delle altre minacce alla pace e alla sicurezza internazionale

  1. LE FONTI 1. Per la codificazione possiamo indicare tre periodi: Dal 1945 ai primi anni sessanta; dagli anni sessanta agli anni ottanta; dal 1989. 2. L'intendimento è stato quello: Di imporre il rispetto della dignità propria di ogni persona, qualunque sia la sua condizione. 3. In base alla clausola Martens: Nei casi previsti, le popolazioni civili ed i belligeranti restavano sotto la salvaguardia dei diritti pubblici e delle leggi riguardanti i diritti dell’uomo 4. Le norme relative alla condotta delle operazioni militari: Rivelarono grosse lacune e debolezze nel corso del primo conflitto mondiale e le modifiche approvate non si dimostrarono efficaci. 5. È possibile intendere una norma consuetudinaria come un: Comportamento costante ed uniforme tenuto dagli Stati, il ripetersi cioè di un dato comportamento, accompagnato dalla convinzione dell'obbligatorietà del comportamento stesso 6. Stabilire se una norma è parte o meno del diritto consuetudinario oltre che pattizio ha anche conseguenze pratiche di notevole rilevanza. Basti pensare che: In diversi Stati il diritto consuetudinario viene automaticamente inserito nell'ordinamento legislativo nazionale 7. Per valutare la natura consuetudinaria dei trattati di diritto umanitario, bisogna considerare: Quanto certi atti siano offensivi della dignità umana; in secondo luogo la opinio juris è stata ricercata anche nelle dichiarazioni verbali dei rappresentanti governativi presso le organizzazioni internazionali 8. Nel rilevare se gli Stati considerino o meno vincolante una norma di diritto internazionale, è importante verificare: Anche la partecipazione ai trattati che tali norme codificano mentre non rileverebbe il fattore temporale 9. Nel suo ruolo di custode e promotore del diritto umanitario, il Comitato Internazionale della Croce Rossa: Agisce sempre nel rispetto del principio di neutralità ed a volte emette comunicati stampa per richiamare le parti al rispetto del diritto e per cercare di porre fine alle violazioni. 10. I principi riconosciuti dalle Nazioni civili in materia di diritto dei conflitti armati: Noon sono facilmente individuabili
  2. LE CONVENZIONI DELL'AJA E DI GINEVRA 1. I risultati ottenuti con le Convenzioni dell'Aja del 1899 e del 1907 rappresentarono: Il momento più alto del processo di codificazione del diritto bellico 2. Relativamente alle norme che disciplinano la condotta delle ostilità, viene ribadito e codificato il principio secondo il quale: I belligeranti non godono di un diritto illimitato nella scelta dei mezzi per nuocere al nemico. 3. L'eredità delle Conferenze dell'Aja è la clausola Martens. I significati di questa clausola sono che: Il diritto consuetudinario rimane valido nella misura in cui non è abolito da quanto statuito nel Regolamento sugli usi e costumi della guerra terrestre 4. La conferenza di Ginevra del 1949 fu promossa e voluta: …dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) 5. La prima parte di ognuna delle quattro Convenzioni contiene regole generali importanti e praticamente identiche. Sono applicabili non

solo dopo lo scoppio delle ostilità ma immediatamente allo scoppio stesso (art. 2): Non solo dopo lo scoppio delle ostilità ma immediatamente allo scoppio stesso (art. 2) 6. Prevedendo così obblighi erga omnes, ossia : Che si impongono a tutti gli stati 7. Le Convenzioni di Ginevra sono i primi documenti di diritto internazionale che si rivolgono direttamente agli individui: Ciò appare evidente nelle disposizioni che prevedono la repressione dei crimini individuali di guerra. 8. L'interesse di tutta la comunità internazionale al rispetto delle Convenzioni è dovuto al fondamentale obiettivo che viene posto: La protezione della persona umana anche in quelle situazioni estreme che, per loro stessa natura, ne mettono a repentaglio la vita e la sicurezza. 9. Ai sensi dell'art.53 della Convenzione di Vienna del 1969, una norma cogente di diritto internazionale generale è: Una norma riconosciuta e accetta dalla comunità internazionale degli Stati nel suo insieme come norma alla quale non è permesso derogare e che può essere modificata solo da una successiva norma di diritto internazionale generale che abbia le stesse caratteristiche.” 10. L'internamento dei civili può essere dichiarato da un'autorità competente: Solo per ragioni di sicurezza e la decisione deve comunque essere periodicamente riconsiderata.

  1. I DUE PROTOCOLLI AGGIUNTIVI 1. Il processo di elaborazione dei Protocolli aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra del 1949: E' stato lento, lungo e laborioso perché si è sviluppato in un trentennio ricco di avvenimenti che hanno profondamente modificato la natura della comunità internazionale 2. Bisognava riesaminare: Metodi e mezzi di combattimento; statuto di combattente; comportamento fra combattenti; rappresaglie 3. La Conferenza di Teheran del 1968: Auspica un maggior rispetto dei diritti umani in tempo di guerra 4. Alla Conferenza di Ginevra del febb-mar.1974 prevalse la scelta di adottare la maggior parte degli articoli: Per consensus piuttosto che tramite una votazione dall'esito incerto 5. La parificazione delle “guerre di liberazione nazionale” ai “conflitti armati internazionali: Rende applicabile alle prime le norme delle Convenzioni di Ginevra del 1949 ed il diritto umanitario 6. Relativamente ai mezzi e metodi di guerra, l'art.35 pone le regole fondamentali: E' vietato l'impiego di armi, proiettili e sostanze nonché metodi di guerra capaci di causare mali superflui o sofferenze inutili 7. Innovazione introdotta dal I Protocollo fu...: …l'attenuazione delle condizioni da rispettare affinché venga riconosciuto lo status di combattente legittimo e di prigioniero di guerra 8. L'art.44 dispone che un combattente armato conserva il suo status a condizione che porti le armi apertamente: Durante ogni fatto d'armi 9. La competenza della Commissione Internazionale di accertamento dei fatti era: Subordinata al consenso degli Stati che deve essere espresso in un atto distinto dalla ratifica del Protocollo 10. Il II Protocollo (art.4) codifica: Tutte le garanzie fondamentali che vanno rispettate nei confronti delle persone che non partecipano alle ostilità, espressione dei diritti umani già riconosciuti come consuetudinari
  2. I CONFLITTI ARMATI. DEFINIZIONI ED APPLICAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO 1. La clausola si omnes prescrive che: Le disposizioni dell'annesso Regolamento sulla guerra terrestre fossero applicabili solo fra le Potenze contraenti, e soltanto se i belligeranti fossero tutti parte della Convenzione 2. Gli obblighi derivanti dalle norme di diritto umanitario sono: Obblighi erga omnes, e non semplici obblighi che ciascuno Stato ha nei confronti della controparte 3. In territorio occupato, la vigenza delle disposizioni della IV Convenzione di Ginevra: Cessa trascorso un anno dalla chiusura generale delle operazioni militari 4. Un conflitto armato è: Una situazione caratterizzata dal ricorso alla forza militare protratto nel tempo 5. La definizione di un conflitto armato internazionale è contenuta: Nell'art.2 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 6. I conflitti armati internazionali sono da considerarsi tali se: Uno o più Stati ricorrono alla forza armata contro un altro Stato, senza prendere in considerazione le ragioni che hanno portato allo scoppio delle ostilità o senza riguardo all'intensità dello scontro 7. L'applicabilità del diritto internazionale umanitario è: Automatica nel momento in cui si da avvio alle ostilità in termini anche unicamente operativi 8. La disposizione prevista dal par.2 dell'art.2 comune estende l'applicazione del diritto internazionale umanitario ai casi di: Parziale o totale occupazione militare del territorio di una delle Parti contraenti, anche in assenza di resistenza da parte dello Stato o della popolazione soggetta ad occupazione 9. Per applicare le Convenzioni, ai sensi dell'art.2 par.3, è richiesta: L'accettazione espressa da parte dello Stato non contraente e l'applicazione de facto delle Convenzioni 10.
  1. LE OPERAZIONI DELLE NAZIONI UNITE PER IL MANTENIMENTO DELLA PACE 1. Le operazioni istituite dagli organi delle Nazioni Unite rappresentano: Il principale strumento con il quale vengono affrontate, concretamente, le situazioni di crisi in grado di minacciare la pace e la sicurezza internazionale 2. Il principale interrogativo riguarda come qualificare i combattenti, ovvero: Se essi siano soggetti alle regole di diritto internazionale umanitario applicabili alle parti coinvolte nel conflitto oppure se debbano essere considerati membri di una polizia internazionale e quindi regolati da norme specifiche 3. L'art.22 della Carta ONU conferisce: All'Assemblea Generale la facoltà di creare organi ad hoc per svolgere le proprie funzioni 4. Per la Corte Internazionale di Giustizia, l'aspetto più importante per determinare lo status giuridico delle persone che agiscono per conto delle Nazioni Unite, risiederebbe: Nella natura della missione affidata alla persona in questione 5. I membri delle forze impegnate in operazioni di peacekeeping, per il periodo necessario a compiere la loro missione, sono: Agenti delle Nazioni Unite senza che ciò contrasti con il fatto di poter continuare a conservare lo status di organo militare dello Stato d'invio 6. Un fatto internazionalmente illecito è definibile: Come un comportamento, attivo o omissivo, attribuibile ad un soggetto di diritto internazionale che costituisce una violazione di un obbligo internazionale gravante sul soggetto in questione 7. Circa l'imputazione, sono attribuibili ad un soggetto internazionale: I fatti commessi da persone che ricoprono uno status di organo de jure o de facto del suddetto soggetto e agiscono in tale qualità 8. Un articolo della prima parte del Progetto di articoli sulla responsabilità internazionale degli Stati: Considera l'ipotesi dell'attribuzione ad uno Stato del comportamento di organi posti a sua disposizione da un altro Stato o da una organizzazione internazionale 9. La prassi dimostra che, nel momento in cui gli Stati mettono a disposizione le loro forze armate per operazioni di mantenimento della pace: Essi accettano che le forze in questione siano poste sotto l'autorità, la direzione ed il controllo dell'organizzazione e che tali forze svolgano una missione assegnata loro dalle Nazioni Unite e non dagli Stati 10. Le azioni dei caschi blu che rappresentano contemporaneamente atti delle Nazioni Unite e dello Stato d'invio: Possono essere considerati imputabili alla responsabilità internazionale dei due soggetti di diritto internazionale se le azioni in questione contravvengono agli obblighi internazionali gravanti sull'organizzazione come sullo Stato nazionale
  2. IL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO DA PARTE DELLE FORZE DI MANTENIMENTO DELLA PACE DELLE NAZIONI 1. Le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza: Non si sono quasi mai preoccupate di vincolare le forze di mantenimento della pace al rispetto del diritto internazionale umanitario 2. I trattati: Vincolano unicamente le parti che volontariamente aderiscono alle disposizioni previste nel trattato stesso, nel rispetto del principio "pacta tertiis neque nocent neque prosunt"
  3. Le Nazioni Unite: Non sono, né possono essere, parti contraenti dei principali accordi di diritto internazionale perché non possono essere equiparati ad uno Stato 4. Le norme di diritto internazionale consuetudinario: Vincolano tutti i soggetti della comunità internazionale, per cui anche le Nazioni Unite 5. Le Nazioni Unite: Intervengono per mezzo delle operazioni di peacekeeping al fine di mantenere o ristabilire una situazione di pace precedentemente violata 6. Per verificare se i peacekeepers possano essere soggetti all'applicazione del diritto internazionale umanitario: Occorre stabilire se sussistono i presupposti oggettivi e soggettivi che consentono alle Convenzioni di Ginevra di essere applicate 7. La qualificazione dello status giuridico delle forze che prendono parte alle ostilità: Non risulta essere presupposto fondamentale per l'applicazione delle norme umanitarie 8. La circolare del Segretario Generale, del 1999: Contiene una serie di disposizioni al fine di evidenziare in modo chiaro e preciso i principi fondamentali e le norme di diritto internazionale umanitario applicabili alle forze delle Nazioni Unite impegnate in operazioni sottoposte al comando e controllo delle Nazioni Unite 9. Il bollettino del 1999 sancisce la piena applicabilità dei principi e norme di diritto internazionale umanitario a tutte le operazioni di peacekeeping e di peace enforcement: Senza verificare la precisa qualificazione giuridica del conflitto
  4. La Sezione 8 del Bollettino del 1999: Si occupa del trattamento umano e del rispetto della dignità dei membri della forza armata delle Nazioni Unite e delle altre persone che non prendono più parte alle operazioni militari per ragioni detentive
  1. LA GUERRA AL TERRORISMO 01. Nel 1962 Carl Schmitt indicava come criteri per l'identificazione del partigiano: L'irregolarità, la mobilità, l'impegno politico 02. Il carattere tellurico del partigiano: Lo rendeva diseguale al rivoluzionario 03. Le operazioni contro al Qaeda: Si sarebbero svolte nel contesto di un conflitto armato non internazionale di dimensioni globali, regolato dalle norme di diritto internazionale umanitario 04. L'art.3 comune è la norma che: Durante i conflitti non internazionali stabilisce i diritti minimi per le persone che non partecipano attivamente alle ostilità e per coloro che sono hors de combat 05. Per poter parlare di guerra al terrorismo come di una guerra in senso proprio: Dovremmo negare che la guerra sia una relazione tra Stato e Stato 06. Rispetto allo jus in bello, la legittimità delle uccisioni mirate operate tramite droni: Dovrà essere accertata sulla base dei principali fondamentali del diritto dei conflitti armati, in particolare i principi di distizione e proporzionalità 07. Un'uccisione mirata è: L'uso della forza militare diretta a colpire in modo letale una persona specificamente individuata come minaccia 08. L'uccisione mirata è: Una risorsa estrema, da adottare in una situazione di pubblica difesa dalla violenza illegale 09. In un conflitto armato interno, l'atto terroristico è: La partecipazione del terrorista alle ostilità, ossia un atto criminoso che espone il civile che lo commette alla violenza bellica del governo legittimo 10. Per atto ostile ed intento ostile si intende: Atti ed atteggiamenti che non possono qualificarsi come attacchi, rispetto ai quali è sempre ammesso l'uso della forza
  2. LE MISSIONI DI PACE DELL'UNIONE EUROPEA E IL RISPETTO DEI DIRITTI DELL'UOMO
  3. La rilevanza, per l'UE, dei diritti umani è testimoniata da: Alcune previsioni del Trattato sull'Unione Europea, artt.6 e 49 2. L'affermazione dei diritti dell'uomo è previsto anche: Nel Trattato di Lisbona 3. Le azioni a favore dei diritti dell'uomo si sostanziano: In interventi di natura prevalentemente finanziaria 4. I compiti dell'Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali sono, tra l'altro: Diretti all'assistenza, alla consulenza, allo studio ed alla promozione dei diritti fondamentali 5. La Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale si rivolge: Alla cooperazione tra gli Stati membri dell'Unione, per realizzare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia 6. Il terzo pilastro ha tra i propri obiettivi: La lotta al razzismo ed alla xenofobia 7. Molte delle azioni del secondo pilastro: Sono rappresentate dalle misure restrittive contro gli Stati aventi condotte contrarie al diritto internazionale 8. Negli ultimi anni il tema dei diritti dell'uomo: Ha assunto ampia rilevanza, passando da ambito di azione specifica a dimensione da integrare insieme delle politiche dell'Unione Europea 9. La disciplina attualmente vigente: È contenuta nel TUE, nella normativa adottata dalla PESC, dagli accordi internazionali conclusi per avviare le missioni ed alcuni accordi di soft law 10. La missione in Congo alla quale ha preso parte anche un contingente dell'UE, fu nominata: Artemis
  4. IL CRIMINE DI TORTURA NELLE FONTI INTERNAZIONALI 1. Il divieto di tortura è: Inderogabile
  5. Il divieto di tortura è ormai: Diritto cogente 3. La dichiarazione interamericana dei diritti e dei doveri dell'uomo dell'OAS è del: 1948 4. La dichiarazione interamericana dei diritti e dei doveri dell'uomo dell'OAS: Offre una protezione embrionale del divieto di tortura 5. La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite del 1948: È stata adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite 6. In materia di interrogatori di prigionieri di guerra, l'art.17 della III Convenzione di Ginevra, prevede che: “Nessuna tortura fisica e morale né coercizione alcuna potrà essere esercitata sui prigionieri di guerra per ottenere da essi informazioni di qualsiasi natura. I prigionieri che rifiuteranno di rispondere non potranno essere né minacciati, né insultati, né esposti a molestie od a svantaggi di qualsiasi specie” 7. La Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali è stata approvata a: Roma il 4 novembre 1950 8. Il Patto sui diritti civili e politici: È direttamente vincolante per i paesi firmatari 9. La tortura è definita dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti, come: Qualsiasi atto mediante il quale sono intenzionalmente inflitti ad una persona dolore o sofferenze forti, fisiche o mentali, al fine segnatamente di ottenere da essa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che essa o una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimorirla o di far pressione su di lei o di intimorire o di far pressione su una terza persona, o per qualsiasi altro motivo fondato su qualsiasi forma di discriminazione 10.

™ Unione, o di qualsiasi persona fisica o giuridica 3. L'Unione: Dispone di un quadro istituzionale che mira a promuoverne i valori, perseguirne gli obiettivi 4. Le istituzioni dell'Unione sono: Parlamento europeo, Consiglio europeo, Consiglio, Commissione, Corte di giustizia dell'Unione europea, Banca centrale europea, Corte dei conti 5. Il Parlamento europeo: E' composto dai rappresentanti dei cittadini dell'Unione 6. Il Parlamento europeo ha: Ha tre funzioni principali 7. Il Parlamento: Adotta il bilancio annuale dell'UE congiuntamente al Consiglio dell'Unione europea 8. I parlamentari: Hanno un mandato di cinque anni e sono divisi in gruppi politici 9. I parlamentari europei: Non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti per le loro opinioni o per i voti espressi nellâ esercizio della loro funzione per la durata delle sessioni 10. La Commissione: E' tenuta a presentare annualmente al Parlamento una relazione generale sull'attivita' svolta nell’anno precedente, nonche' relazioni annuali sulla situazione dellâ agricoltura, sulla situazione sociale e sulla politica di concorrenza (RIPOSTA PIÙ LUNGA)

  1. IL CONSIGLIO EUROPEO 1. Il Consiglio europeo: E' nato parallelamente, ma allâ esterno della struttura istituzionale comunitaria 2. L'Atto unico: Ha sancito formalmente l'esistenza del Consiglio europeo e la cadenza delle sue riunioni 3. Il Trattato di Lisbona: Ha inserito il Consiglio europeo a pieno titolo tra le istituzioni dell'Unione 4. Il Consiglio europeo: Non ha funzioni legislative 5. Ai sensi dell'art. 15 TUE: Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri 6. L'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza: Guida la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione 7. La presenza del Presidente della Commissione: E' diretta a rendere l'esercizio del potere di iniziativa legislativa coerente con gli indirizzi indicati dal Consiglio europeo 8. Il Consiglio europeo: Si configura come organo gerarchicamente superiore rispetto al Consiglio, quando quest'€ ™ ultimo deferisce ad esso taluni questioni 9. Il Consiglio europeo si riunisce: Due volte a semestre su convocazione del presidente 10. Il Presidente è eletto: Dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata
  2. IL CONSIGLIO 1. Il Consiglio dell'€ ™ Unione europea: Si riunisce a Bruxelles o in Lussemburgo 2. Il Consiglio: E' l'istituzione che rappresenta i governi degli Stati membri nell'ambito del processo decisionale europeo 3. Il Consiglio: E' composto da un rappresentante per Stato membro, a livello ministeriale, di volta in volta competente per la materia trattata 4. Il Consiglio: E' un organo a composizione variabile 5. Il Consiglio: Non va confuso con il Consiglio europeo nè con il Consiglio d'€ ™ Europa 6. Le funzioni del Consiglio: Sono varie 7. I lavori del Consiglio: Sono preparati dal COREPER 8. Il COREPR: E' responsabile della preparazione del lavoro del Consiglio e della realizzazione dei compiti attribuiti dallo stesso Consiglio 9. Il COREPER: E' un organismo autonomo 10. Il COREPER: Ha anche il potere di adottare decisioni di procedura nei casi previsti dal regolamento interno
  3. LA COMMISSIONE 1. La Commissione europea: E' un organo di individui 2. La Commissione: E' l'istituzione che ha sostituito nel luglio 1967 l'€ ™ Alta Autorità della CECA e le Commissioni CEE ed Eurato 3. I trattati hanno previsto: A decorrere dal 1° novembre 2014, la riduzione del numero dei commissari in modo da corrispondere soltanto ai due terzi del numero degli Stati membri 4. Il mandato dei commissari: E' di cinque anni ed è rinnovabile 5. La Commissione: E' suddivisa in "direzioni generali" (DG) e servizi 6. Il potere di proposta degli atti legislativi è: Esclusivo della Commissione 7. La Commissione: Ha un ruolo centrale nell'assetto istituzionale 8. L'Alto rappresentante: Ha il compito di guidare la politica estera e di sicurezza comune 9. Nell'esercizio delle sue funzioni, l'Alto rappresentante: Si avvale del servizio europeo per l'azione esterna 10. L'Alto rappresentante è anche: Segretario generale dell'Unione Europea Occidentale
  4. LA CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA 1. La Corte di giustizia dell'€ ™ Unione europea: Comprende la Corte di giustizia, il Tribunale e i tribunali specializzati 2. Alla Corte di giustizia è attribuito: Il controllo giurisdizionale sulla legittimità degli atti 3. La Corte di giustizia è composta: Da un giudice per Stato membro ed è assistita da avvocati generali 4. Il Presidente della Corte: Viene eletto tra i giudici per 3 anni 5. La Corte di giustizia: Ha sede a Lussemburgo 6. Il Tribunale: E' parte integrante dellâ apparato giurisdizionale dell'Unione 7. Il Tribunale: E' composto da almeno un giudice per Stato membro 8.

Le sentenze del Tribunale: Possono essere impugnate dinanzi alla Corte solo per motivi di diritto 9. Il Trattato di Nizza ha attribuito: Al Consiglio la facoltà di istituire «camere giurisdizionali», denominate «tribunali specializzati» dal Trattato di Lisbona 10. Il Tribunale della funzione pubblica: E' composto da 7 giudici, nominati all'unanimità dal Consiglio per un periodo di 6 anni, rinnovabile