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Dispense Diritto Internazionale
Tipologia: Dispense
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INTRODUZIONE AL DIRITTO INTERNAZIONALE 1. Il Diritto internazionale può essere definito come: Le norme che regolano il funzionamento della comunita' internazionale 2. La funzione normativa nell'ordinamento internazionale porta alla produzione di: Sia norme generali che particolari 3. Le norme generali dell'ordinamento internazionale sono: Le consuetudini 4. Le norme generali: Vincolano tutti gli Stati della comunità internazionale 5. Le norme particolari dell'ordinamento internazionale: Sono gli accordi e le fonti previste da accordi 6. Fonte di secondo grado del Diritto internazionale sono: I trattati 7. I trattati vincolano: Solo gli stati contraenti 8. Le fonti previste da accordi sono: Le decisioni delle O.O.I.I.
produrre effetti giuridici è necessario che siano inseriti in accordi 3. I Principi: Come l’equità, non sono fonte di diritto internazionale generale 4. Gli accordi di codificazione: Vanno considerati normali accordi internazionali e vincolano solo gli stati contraenti 5. La norma che, pur essendo contenuta in un accordo di codificazione ancora in vigore, non corrisponde più al diritto internazionale generale: Non potrà essere più applicata agli stati non contraenti 6. Le Dichiarazioni di principi dell’Assemblea generale delle NU: Vanno considerate come accordi in forma semplificata quando, oltre ad enunciare un principio, espressamente ne equiparano l’inosservanza alla violazione della Carta dell’Onu o del diritto internazionale generale 7. Le Dichiarazioni di principi dell’Assemblea generale delle NU: Non hanno valore giuridicamente vincolante ma partecipano allo sviluppo del D.I
direttive dell’UE: Lasciano libertà agli Stati circa le modalità attraverso le quali raggiungere gli scopi in esse prefissati
di rilevanza internazionale 2. In materia di responsabilità degli Stati in relazione ad attività inquinanti alla frontiera, le Convenzioni di Stoccolma e Rio prevedono che: Gli Stati hanno il diritto sovrano di sfruttare le loro risorse naturali e hanno l’obbligo di assicurarsi che le attività esercitate entro i limiti della loro sovranità o sotto il loro controllo non causino danni all’ambiente in altri Stati 3. Secondo il principio di precauzione: In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale 4. Può dirsi che il diritto internazionale consuteudinario: Preveda obblighi di cooperazione tra i quali l’obbligo dello Stato, sul cui territorio si verificano gravi fenomeni di inquinamento, di informare gli altri Stati dell’imminente pericolo di incidenti (o degli incidenti in atto) 5. Secondo la Corte Internazionale di Giustizia: L’obbligo di non inquinare discenderebbe da un corpo di regole del diritto internazionale dell’ambiente 6. Secondo la Convenzione ONU sui corsi d’acqua internazionali: Uno Stato rivierasco deve prendere misure necessarie per evitare di causare ‘danni significativi’ agli altri Stati rivieraschi 7. Il principio 'chi inquina paga': Non è una norma consuetudinaria 8. In base al principio 'chi inquina paga': Lo Stato di appartenenza dell'agente che inquina è tenuto ad apprestare gli strumenti affinché la responsabilità dell'inquinatore possa esser fatta valere al suo interno 9. Le convenzioni sull'inquinamento: Prevedono di rado divieti specifici 10. Le diversità biologiche: Sono oggetto di tutela in specifiche convenzioni
nell'ordinamento interno e coordinate con quelle interne 2. I procedimenti di adattamento possono essere: ordinari e speciali 3. Nel procedimento speciale: la norma internazionale non viene riformulata all’interno dello Stato 4. Una norma non self-executing è: una norma che non può ricevere diretta esecuzione all’interno dello Stato 5. La 'clausola di esecuzione' consiste nella previsione che: gli Stati contraenti adotteranno tutte le misure di ordine legislativo o altro per dare effetto alle sue disposizioni 6. Le norme internazionali sono applicabili all'interno dello Stato: entro i limiti in cui si verifica in concreto la fattispecie astratta da esse prevista 7. Quando un accordo internazionale contiene disposizioni vantaggiose per uno Stato estraneo all'accordo: Tali disposizioni possono essere invocate da tale Stato e dai suoi cittadini nonostante l'impegno sia stato assunto nei confronti di altri Stati 8. Il rango delle norme internazionali: Corrisponde alla forza che nella gerarchia delle fonti ha il procedimento di adattamento 9. L'adattamento è eseguito: dal Costituente o dal legislatore ordinario 10. Nel caso in cui l'adattamento sia eseguito dal Costituente le norme internazionali avranno: rango costituzionale
preso le misure atte a prevenire l’illecito 5. Lo Stato: È responsabile internazionalmente degli atti illeciti di privati solo quando non abbia adottato le misure atte a prevenire l’azione o a punire l’autore 6. L’elemento oggettivo dell’illecito è dato: Dalla violazione di una qualsiasi norma internazionale, consuetudinaria o pattizia 7. Secondo le regole del Progetto di articoli l’illecito può dirsi definitivamente consumato: Solo se la norma violata esisteva nell’ordinamento internazionale al momento in cui è stato tenuto il comportamento 8. Il regime residuale di colpa è dato dalla: Responsabilità oggettiva relativa 9. La responsabilità oggettiva assoluta trova applicazione in caso di: Danni causati dal lancio di oggetti spaziali 10. Il danno: E' costituito dalla lesione di un interesse diretto e concreto dello Stato colpito
28.LA VIOLAZIONE DELLE NORME INTERNAZIONALI E LE SUE CONSEGUENZE 1. Non è una causa escludente l'illiceità: Lo stato di necessità al di fuori del distress 2. Il consenso dello Stato leso: Esclude l'illiceità solo se validamente dato 3. Il rispetto dei principi costituzionali dello Stato: Non esclude l'illiceità del comportamento se la norma violata è cogente 4. La responsabilità internazionale si viene a configurare quando: Lo Stato viola una qualsiasi norma di diritto internazionale 5. La principale conseguenza dell’illecito è: L'autotutela 6. Il divieto dell’uso della forza: Incontra un limite nella legittima difesa 7. Ad essere vietato dal diritto internazionale: È il ricorso alla forza internazionale 8. Nella nozione di 'aggressione armata' rientra: L'attacco attraverso le forze regolari dello Stato o attraverso mercenari da questo assoldati 9. Lo jus in bello non è un insieme di norme: Sulla liceità della minaccia e dell'uso della forza 10. L'uso della forza internazionale non è ammesso dal diritto internazionale: In via preventiva
il diritto dei conflitti armati in diritto internazionale umanitario (RISPOSTA PIÙ LUNGA) 6. Fondamentale sara' l'opera di Hugo Grotius, De iure belli ac pacis (1625) che analizza lo stato delle leggi di guerra dell'epoca, ponendo una base per lo sviluppo di leggi umanitarie, sostenendo che: Il diritto di combattere guerre giuste non esime dal dovere di rispettare determinate regole di condotta 7. Nel codice Lieber del 1863: Viene considerato legittimo cio' che si ritiene necessario per la sconfitta del nemico e posto invece fuori legge cio' che e' percepito come crudelta' inutile 8. In riferimento ai territori occupati: Sono ammessi specifici provvedimenti per ragioni militari, quali l'imposizione di tasse, mentre vengono proibite tutte le forme di violenza contro i civili, la distruzione di beni non specificatamente ordinata dai competenti ufficiali, le rapine, il saccheggio, il rapimento, la mutilazione o l'uccisione degli abitanti (RISPOSTA PIÙ LUNGA) 16 9. Per quanto concerne, invece, l’origine storica del dritto internazionale umanitario, avrebbe profonde radici risalenti nel tempo alla battaglia di Solferino e San Martino del giugno 1859 al termine della quale Henry Dunant – filantropo svizzero, suggerì la necessità che fosse intrapresa un’azione su due livelli d’intervento: Creare un'organizzazione con lo scopo di soccorrere i militari feriti (nasce la Croce Rossa la cui prima istituzione fu il Comitato internazionale della Croce-Rossa (CICR), fondato a Ginevra nel 1863); 2. concludere un trattato internazionale allo scopo di garantire la protezione dei feriti sul campo di battaglia (firma della prima Convenzione di Ginevra) 10. Il sistema di regolamentazione dell'uso della forza nelle relazioni inter-statali e' attualmente basato sull'art. 2, comma 4, della Carta delle Nazioni Unite, che pone: Un divieto agli Stati di ricorrere alla forza armata nelle lor reciproche relazioni e conferisce al Consiglio di Sicurezza la competenza esclusiva ad occuparsi degli atti di aggressione e delle altre minacce alla pace e alla sicurezza internazionale
solo dopo lo scoppio delle ostilità ma immediatamente allo scoppio stesso (art. 2): Non solo dopo lo scoppio delle ostilità ma immediatamente allo scoppio stesso (art. 2) 6. Prevedendo così obblighi erga omnes, ossia : Che si impongono a tutti gli stati 7. Le Convenzioni di Ginevra sono i primi documenti di diritto internazionale che si rivolgono direttamente agli individui: Ciò appare evidente nelle disposizioni che prevedono la repressione dei crimini individuali di guerra. 8. L'interesse di tutta la comunità internazionale al rispetto delle Convenzioni è dovuto al fondamentale obiettivo che viene posto: La protezione della persona umana anche in quelle situazioni estreme che, per loro stessa natura, ne mettono a repentaglio la vita e la sicurezza. 9. Ai sensi dell'art.53 della Convenzione di Vienna del 1969, una norma cogente di diritto internazionale generale è: Una norma riconosciuta e accetta dalla comunità internazionale degli Stati nel suo insieme come norma alla quale non è permesso derogare e che può essere modificata solo da una successiva norma di diritto internazionale generale che abbia le stesse caratteristiche.” 10. L'internamento dei civili può essere dichiarato da un'autorità competente: Solo per ragioni di sicurezza e la decisione deve comunque essere periodicamente riconsiderata.
™ Unione, o di qualsiasi persona fisica o giuridica 3. L'Unione: Dispone di un quadro istituzionale che mira a promuoverne i valori, perseguirne gli obiettivi 4. Le istituzioni dell'Unione sono: Parlamento europeo, Consiglio europeo, Consiglio, Commissione, Corte di giustizia dell'Unione europea, Banca centrale europea, Corte dei conti 5. Il Parlamento europeo: E' composto dai rappresentanti dei cittadini dell'Unione 6. Il Parlamento europeo ha: Ha tre funzioni principali 7. Il Parlamento: Adotta il bilancio annuale dell'UE congiuntamente al Consiglio dell'Unione europea 8. I parlamentari: Hanno un mandato di cinque anni e sono divisi in gruppi politici 9. I parlamentari europei: Non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti per le loro opinioni o per i voti espressi nellâ esercizio della loro funzione per la durata delle sessioni 10. La Commissione: E' tenuta a presentare annualmente al Parlamento una relazione generale sull'attivita' svolta nell’anno precedente, nonche' relazioni annuali sulla situazione dellâ agricoltura, sulla situazione sociale e sulla politica di concorrenza (RIPOSTA PIÙ LUNGA)
Le sentenze del Tribunale: Possono essere impugnate dinanzi alla Corte solo per motivi di diritto 9. Il Trattato di Nizza ha attribuito: Al Consiglio la facoltà di istituire «camere giurisdizionali», denominate «tribunali specializzati» dal Trattato di Lisbona 10. Il Tribunale della funzione pubblica: E' composto da 7 giudici, nominati all'unanimità dal Consiglio per un periodo di 6 anni, rinnovabile