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Sono stati realizzati con l’app Goodnotes 6 Ho seguito l’indice del manuale “la valutazione psico-giuridica- guida al lavoro peritale” (Magrin), e sono esclusi i capitoli - la valutazione psicodiagnostica -nuovi orizzonti tecnici e metodologici per la valutazione della coppia genitoriale e della relazione genitore e figli
Tipologia: Appunti
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Di fronte all'offesa, alla minaccia, al torto, alla lesione di un diritto, il cittadino stravolge prontamente al giudice con le speranza che la verità emerga.
Diviene l'arbitro del processo ed in quanto tale
valuta l'ammissibilità delle prova, la credibilità delle
argomentazioni, la rilevanza delle informazioni )
interpreta e giudica i fatti traducendoli in diritto
Il diritto mette a disposizi'one del giudice uno strumento giudico che gli consente
di avvalersi dell'ausilio di un esperto nei casi in cui egli ne avverta l'opportunità
Articolo 61 Del codice di Procedura Civile,
Quando è necessario il giudice può farsi assistere per il
compimento di singoli atti, o per tutto il processo,
da uno o può consulenti di particolare competenza tecnica
Particolare figura di ausiliario del giudice a cui viene affidato il compito di supportare
le attività intellettive di quest'ultimo, attraverso l'apporto di cognizione tecniche che si
rendano nella circostanza, necessaria ai fini della decisione della controversia
In sede penale é previsto l'istituto della perizia che viene ammessa
quando occorre svolgere indagini o acquisire dati e valutazioni che
richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche, o artistiche
Il giudice può avvalersi di un collaboratore nell'acquisizione delle informazioni
necessarie alle sua decisione, può richiedere une collaborazione tecnica che
consente di trattare con cognizione de causa, da un lato gli artefatti sempre più
sofisticati, che le potenzialità dell'intelletto umano hanno potuto concepire e,
dall'altro, le complicazioni delle relazioni e degli affetti che l'intelligenza umana non è
riusata a eliminare
Valutazione isolata genitoriale un qualità de genitore
affidatario di minore a seguito di separazione coniugale,
la valutazione relative all' allontanamento del minore da un
nucleo familiare maltrattante,
valutazione di imputabilità odi pericolosità sociale
Psicologo
Lo psicologo mette a disposizione del giudice la
tecnica propria della sua disciplina, con lo scopo di
portare elementi di valutazione che audracco a unissi
a quelli che già eu possesso del giudice e
concorderanno alla formulazione della sentenza
Elementi supplementari , a nessun
titolo vincolanti ai fini del proprio
giudizio
La relazione redatta a conclusione della sua indagine non
costituisce una prova giudiziaria, come invece è nel caso
della perizia - stabilita eu sede di procedura penale ed il
consulente tecnico, a differenza del perito, non è
equiparato al giudice, bensì a un ausiliario
n
/
&
consulente temico
⑳
⑳
O
O
O
O
Atto formale de estremo rilievo, facente parte delle norme dirette, alla tutela del contraddittorrio
la mancata comunicazione contribuisce alla violazione del contraddittorio, per cui comporta la
nullità della consulenza
un avvocato presenta delle istante, sia garantito che la controparte
possa contraddire, deve essere garantita la possibilità di replicare, la
legge prevede solo alcuni casi di particolari gravità in cui il giudice può
prendere decisione in Auditera altera parte, senza sentire la versione
opposta, come ad esempio la violenza domestica.
Può essere data a verbale in occasione della prestazione del giuramento o mediante
biglietto di cancelleria previa comunicazione al cancelliere da parte del CTU dell'inizio
delle operazioni,
I destinatari della comunicazione sono: gli avvocati difensori e gli
eventuali consulenti di parte
Nella prassi comune, il calendario rene poi concordato congiuntamente
dalle parti in occasione dell'inizio delle operazioni o nel corso delle
Le indagini necessarie all'espletamento dell'incarico richiedono solitamente colloqui operazioni
con le parti e con le persone coinvolte direttamente nella situazione.
In quanto ausiliario del giudice, per poter assumere ufo un'azione
presso terzi o procedere all'acquisizione di documenti, necessita
dell'autorizzazione del giudice - solitamente contesta nel
procedimento di nomina del consulente
Al termine degli accertamenti, solitamente il CTU (oltree l'incontro con il
penitenziario ) prevede uno spazio di restituzione alle parti relativamente al
processo di valutazione effettuato e alle conclusioni cui è giunto.
È frequente che il CTU preveda dei momenti di riscontro con i soli consultati
de parte, funzionali a condividere il processo in itinere ed a discutere
preventivamente le conclusioni del processo stesso e la loro praticabilità
L'esito dovrà essere presentato in una
relazione scritta, di struttura a libera
espressione, ma con elementi irrinunciabili
Oggetto o il quesito
Descrizione attività svolta
Percorso metodologico, specificando il numero degli
incontri effettuato, le persone coinvolte, gli eventuali
approfondimenti diagnostiche, visite domiciliari,
presenza e il ruolo dei consulenti de parte, eventuali
problematiche emerse che possono aver contribuito
all'esito del lavoro
Valutazioni tecniche
Presentazione analitica del lavoro
svolto in ciascun incontro,
specificando le finalità e le
informazioni raccolte, indicazioni
puntuali delle tecniche utilizzate per
gli approfondimenti diagnostici, le
motivazioni che hanno suggerito il
loro utilizzo ed i relativi resultati
conseguiti
Le ragioni delle valutazioni
. Qualifica espressamente la
relazione peritale, viene reclusero
che le osservazioni cliniche
effettuate muovano verso una logica
argomentativa, supportando la
valutazione conclusiva, che risponde
al quesito del giudice
Le osservazioni e istanze delle parti
Direttamente o traente i loro consulenti,
le porti espiarono le loro osservazioni e
note critiche sul lavoro del CTU,
espresse lui colloqui o formulate per
iscritto
Momento conclusivo della procedura penale,
La relazione va depositata in cancelleria entro
il termine stabilito dal giudice, l'inosservanza
del termine porta alla sostituzione del
consulente
Si può chiedere al giudice una proroga, in caso si
ritenga limitato, tenendo a mente che potrebbe portare
o uno slittamento di diversi mesi della decisione finale
L'orizzonte temporale delle storia giudiziaria ruvide e
sospende quello della vite reale delle persone coinvolte
Va a completare le informazioni in possesso del giudice,
che può procedere a valutare la sentenza, la decisione
viene espressa nell'udienza di discussione
Atti compiuti in qualità di C.T.U.
L
↓ -
L
Il numero dei consulenti d'ufficio possono essere più di uno, a seconda della gravità del caso ( esempio psicologo, neuropsichiatra) e anche la parte potrà nominarne due, che è
diverso dall'ausiliario del CTU,(se sbaglia dipende da me e chiedo al giudice il permesso dando spiegazioni giuste, se sbaglia l'altro consulente ne risentirà il giudice)
In alcuni casi il CTU, può chiedere al CTP di rinunciare al loro diritto di presenza, può
essere messo tra parentesi quando il lavoro peritale, può essere dannoso per la parte o
inutile, soprattutto nei casi che includono i bambini, oppure durante la somministrazione dei
test che potrebbe essere compromessa, al fine di evitare un'eccessiva pressione psicologica.
Il CTU si impegnerà a far prevenire la corretta documentazione relative a tali accertamenti,
qualora non venga garantita il ctp, può fare una controrelazione e procedere
autonomamente agli accertamenti
Il bambino deve sapere tutto, bisogna essere
trasparenti, se ci sono persone dietro il vetro
oscurato, che verranno a sapere i genitori
Decreto 11 agosto 2023
Il consulente tecnico di ufficio devo avvisare avvocati e
consulenti tecnici di parte, non si è mai soli, almeno due
professionisti per le diverse parti, se sono stati nominati. I
consulenti sono figure di controllo di ciò che faccio io, sia che
vuole che si faccia determinata cosa. Le procedure devono
essere discusse e il più possibile condivise al CTP, far capire
come stiano andando le cose, dove siano e perché, deve offrire
un lavoro di supporto, mettendo in evidenza sia aspetti positivi
che rielaborazioni di alcuni aspetti che potrebbero aiutare
l’assistito. Il consulente di parte deve essere presente ad ogni
intervento di quello di ufficio, permette di fare domande quando
viene premesso “i colleghi hanno qualcosa da chiedere?”
vengono valutati anche i toni.
Alternare i ruoli può aiutare ad avere più visioni della realtà, per
confrontarsi con gli altri metodi dei colleghi.
Art. 87 « la parte può farsi assistere da uno o consulente di parte
più avvocati, e anche da un consulente tecnico
nei cosi e con i modi stabiliti dal codice »
È presente un termine per la nomina
Il difensore dove provvedere a mettere a
verbale la nomina o depositare in
cancelleria un alto separato in cui siano
contenute le generalità ed il suo domicilio Non è richiesta né l'iscrizione agli albi
professionali , né un’abilitazione
professionale
È un diritto della parte, che ne sostiene gli oneri
economici, in caso ci rinunci il difensore è legittimato a
produrre considerazioni ' di carattere tecnico nella
comparsa conclusiva.
Il CTP è una figura complessa per la corretta gestione del
processo relazionale in osservanza dei principi deontologici
della professione
ultimamente ricopre il ruolo di facilitatore del
processo, fornendo un adeguato supporto
psicologico alla parte, al fine di garantire una
sua piena capacità di intendere e di volere,
preparare e accompagnare l'imputato lungo il
processo.
Lavorando anche sul livello più profondo delle
motivazioni del proprio assistito, aiutando i
soggetti a riprendere il contatto
Situazione emotivamente molto
stressanti un considerazione delle
decisività che influenzerà il futuro
della propria vita.
Sia il cpt quanto il proprio cliente possono avere chiaro che l'esito
buono non è necessariamente quello della vittoria della propria parte
ma è quello che definisce una strada percorribile per rispondere alle
proprie motivazioni autentiche
Mettere in campo un'adeguata competenza tecnica, che consenta di
introdurre nel processo conoscitivo tutti i fattori salienti e che al tempo
stesso sia in grado de tutelare il proprio assistito laddove si riavvisino
immissioni o errori di carattere procedurale
Nel rispetto del contraddittorio il consulente di parte ha diritto a presenziare allo svolgimento delle
operazioni peritali, a tutti i colloqui o ai diversi accertamenti predisposti dal CTU. Nella prassi, il
CTU stabilisce le modalità di tale presenza, invitando il cpt ad intervenire nei colloqui o limitarsi ad
una presenza passiva.
Incide in modo sostanziale sull'andamento delle operazione peritale
8 - # ⑳ / ↑
La quantità e la qualità di informazioni che vengono raccolte è importante sia per una prima sintesi
valutativa, sia per lo sviluppo di ulteriori processi decisionali, differenti basi informative portano a
rappresentazioni delle realtà molto diverse tra loro e a valutazioni cognitive differenti.
Risulta evidente come la parzialità o la ristrettezza della base
informativa renda opinabile qualsiasi elaborazione ulteriore,
ed in particolare aumenti il rischio di fare inferenze indebite
Un eccesso di informazioni ostacola la decisione, mette in
crisi gli schemi della valutazione, avere grandi quantità de
dati inutilizzabili, tra cui si celano pochi elementi significativi
Necessarie e sufficienti per sostenere i processi cognitivi di integrazione e valutazione propri
del consulente, sia anche utili per. sviluppare il processo di rappresentazione del caso, che
risulterà determinante rel momento della decisione giuridica
Le ricerche sperimentali relative
ai processi cognitivi della presa
di decisione giuridica, mostrano
quanto sia importante il ruolo
delle informazioni
I ricercatori hanno spostato la loro attenzione dall'analisi dei processi decisionali all'analisi delle strutture di
rappresentazione
Dal confronto di tali rappresentazioni
scaturisce il giudizio
Oggi attività cognitiva si basa su operazioni di esclusione/inclusione di alcuni elementi
della realtà e dunque si espone continuamente al rischio di potenziali distorsioni
L’analisi della realtà non può che essere selettiva, a partire dai livelli apparentemente più semplici, l'osservazione e l'ascolto della realtà procede attraverso una appropriazione
attiva di alcuni elementi reputati significativi e la cernita avviene a diversi livelli di consapevolezza, in rielezione agli obiettivi, al contesto e ai costrutti mentali
Il problema è quello di individuare le informazioni pur pertinenti, relativamente agli
scopi e al contesto proprio della valutazione in ambito giuridico
Decisivi appaiono i modelli teorici e le ipotesi diagnostiche che sostengono l'operazione di raccolta delle informazioni, sono costruiti mentali a guidare
l'esplorazione attiva del territorio in esame
La selezione delle informazione non deve essere tesa solo a confermare le ipotesi ed i modelli teorici utilizzati del perito, ma anche a scartare
eventuali ipotesi alternative e ad inquadrare quelle informazioni che dal punto di vista del modello sono marginali, ma sono evidenti all'osservatore
ingenuo
Dinamica di co-costruzione che si sviluppa nelle interazioni umane, concentrandosi sull'accuratezza con cui vengono individuate, e utilizzate le
metodologie per la raccolta delle informazioni
I limiti e le potenzialità degli strumenti propri della psicologia, devono essere ben conosciuti, sia per utilizzarli nel modo più proficuo possibile, sia per
evitare le distorsioni percettive e cognitive ben conosciute ai ricercatori
Effetti delicati, legati alle aspettative degli interagenti e alla
sequenza con cui vengono poste le domande
Nel contesto giuridico, il momento informativo rimane solo un preambolo rispetto a quello valutativo e questo accade a due livelli:
di un atto giuridico.
Sono gli strumenti che determinano il tipo di informazione che emerge. I limiti e le potenzialità degli strumenti della psicologia devono essere ben conosciuti, sia per utilizzarli nel modo
più corretto ed efficiente possibile, sia per evitare distorsioni percettive e cognitive (ad es. divieto di domande suggestive)
.
↑
--
&
Informazione:
concetto dato per scontato, al punto che ogni elemento e dichiarazione emergente all'interno di un lavoro di raccolta delle informazioni, viene scambiato per
informazione
Tecniche di disinformazione: più o meno intenzionali, che sono in grado di
creare rumore, ostacolando il tentativo di individuare i dati strutturati con una
Concetto legato a quello di certa coerenza
( Attneave, 1959)
L'informazione è una differenza che produce una differenza ) che possono essere rilevate a più livelli
Vi sono anche differenze tra ciascun elemento della realtà, é importante la consapevolezza del confronto all'interno del quale
un certo aspetto diiviene informativo
Nel considerare informativi i dati a disposizione, ogni osservatore li
accosta a valori o informazioni di riferimento (non spesso espliciti o
consapevoli al soggetto - punti ciechi dell'osservatore) per apprezzare
l'apporto informativo in termini di differenze.
Un efficace lavoro punterà a cogliere differenze, considerando la
dimensione temporale e spaziale interne ed esterne el soggetto, dimensione
verbale e non verbale
Ricevendo una sequenza priva di qualche elemento, il
ricevente può risalire agli elementi mancanti con migliori
gesti di quello garantito dal caso - strutturazione
È anche la ripetizione sistematica di un elemento o di una sequenza di
elementi che permette di distinguere il rumore di fondo da ciò che per la
mente rimanda può' essere significativo
Tale ridondanza può avvenire su canali o tempi diversi
In sede peritale - focalizzare l'attenzione sugli elementi ridondanti può portare all'individuazione
di informazioni significative
Strumenti informali diretti o indiretti
Prendere in esame documenti raccolti da altri operatori
Strumenti basilari dell'a
professionalità: colloquio,
osservazione, test
Tutte le interazioni che vengono a svilupparsi tra psicologo e
soggetti che partecipano a vario titolo ai colloqui, sono
segnate dalla cornice giuridica, all'interno della quale essi si
collocano
Contenente tutte le informazione
Rimanda a dimensioni punitive che coincidono
fortemente sulla relazione tra tecnico e
soggetti intervistati
Tappa di un lungo calvario che ha come termine una decisione
attesa, che versa attuata per sanzionare qualcuno e tutelare altri
Stili comunicativi congruenti al contesto
Chiavi di lettura dei dati emergenti
che tengano conto dei risultati attesi dalla perizia in se e dal
procedimento in corso in generale
Direttivo
Essere in grado di determinare la linea di continuità
area gli argomenti trattati durante la conversazione
ed essere in grado di amministrare i turni di parola
Coerenti alle 5 regole della decettività individuale da
Leonardi e Viaro:
Non esclude la possibilità de partecipare empaticamente ai
contenuti del discorso, ne è antagonista alle mosse
classiche dei comportamenti ascolto che possono mettere a
proprio agio l'interlocutore
Traducono in termini descrittivi quelle dimensione di
fermezza
.
IN
pertole
·- .
--
Tali elementi costituiscono solo una piccola parte di ciò che è
messo in gioco negli scambi interattivi di tipo verbale. I legami
che esistono tra dimensione psichiche e comportamenti non
verbali sono spesso più complessi della relazione sintomo-
significato
L’idea che il comportamento non verbale possa essere considerato, all’interno del processo comunicativo, alla stregua di un sintomo, è utilizzabile solo per alcuni aspetti.
Esistono segni e sintomi direttamente correlati ad alterazioni
biologiche o a processi fisiologici che possono apparire significativi
all’osservatore che disponga di un opportuno codice.
Per la maggior parte dei comportamenti non verbali, la mediazione verbale
appare infatti estremamente importante ed il rapporto che esiste tra segno e
significato è complessificato dai diversi livelli di controllo
intenzionale del movimento.
Anche per quanto riguarda l’espressione delle emozioni la situazione è
complessa:
Molte ricerche si sono concentrate sui correlati comportamentali delle emozioni
fondamentali sulla base delle ipotesi che , almeno per queste emozioni, fosse possibile
individuare precisi movimenti dei muscoli facciali diffusi universalmente
Risulta necessario passare da una logica espressiva di
realtà interne al soggetto, ad una visione interattiva
dei fenomeni comunicativi, tutto ciò che viene
osservato a livello verbale non può essere separato dal
contesto in cui si manifesta e dai comportamenti non
verbali.
La difficoltà a determinare in modo univoco i significati
del comportamento non verbale è anche dovuto al
fatto che sugli stessi canali viaggiano segnali di tipo
differente, caratterizzati da diversi livelli di
intenzionalità.
Appare opportuno che i consulenti affinino i linguaggi descrittivi e le abilità percettive per meglio
cogliere e documentare gli elementi del comportamento che vengono ritenuti significativi. La ricerca ha oggi
messo a disposizione dei clinici strumenti estremamente raffinati per la descrizione e l’osservazione del
comportamento non verbale, che sono talmente analitici da poter essere utilizzati nella loro completezza solo
per valutazioni peritali molto particolari, tuttavia hanno il pregio di accentuare le abilità percettive e descrittive
del comportamento non verbale.
Se l’ atto comunicativo può essere inteso come un atto globale, sarà necessario per il consulente integrare
ogni osservazione sullo sfondo dello stile generale di espressività non verbale dei soggetti osservati ,
precisando quali elementi analitici risultano discrepanti o quali particolari sono non sintoni con le
aspettative, i contesti e i contenuti non verbali.
Ekman ha elaborato una scala di credibilità da tener presente in caso di incongruenze comunicative:
Appare evidente la necessità di rinunciare ad una lettura puramente sintomatica di comportamenti: ogni elemento del comportamento non verbale
assume senso e significato solo se mantenuti in stretto contatto con il contesto in cui emerge. Emerge quindi la necessità di considerare il
consulente non solo come osservatore di eventi comunicativi non verbali, ma come parte attiva di un processo che può fortemente determinare stili
e ritmi delle espressioni verbali altrui. Adeguati training per l’osservazione ed il controllo dei comportamenti non verbali propri del consulente non
possono che aumentare la consapevolezza e l’efficacia dei criteri interpretativi e di decodifica del comportamento altrui.
Il volto è stato oggetto di studi approfonditi, basati sull’ipotesi che le mozioni e menzogne siano strettamente legate.
Sono stati individuati sia indizi di un emozione nascosta, sia indicazioni di espressioni artefatte. Un’ emozione
nascosta si può rintracciare nel volto attraverso l’individuazione di micro espressioni, espressioni mascherate o
soffocate.
Una menzogna intenzionale, costruita da una persona addestrata è difficilmente individuabile. I segni spesso associati
alla menzogna sono presenti in tutte le situazioni di imbarazzo e nei contesti in cui il soggetto cerca attivamente di
controllare la propria ansia. Alcune persone, benchè sincere, si turbano se sospettate di mentire e manifestano gli
stessi comportamenti che sono stati descritti come indizi di menzogna.
I
·
.
:
O
La relazione conclude e documenta il lavoro compiuto dall’esperto, costituisce parte integrante del lavoro giudiziario, cioè di un servizio pubblico.
È svolto “ in nome del popolo italiano”, servizio legittimato dalla
collettività dei cittadini e ad essi rivolto
Le aule di giustizia devono essere una sede privilegiata di comunicazione
tra le parti in causa, e il giudice chiamato a decidere sulle loro domande
È necessario sia corretta sul piano scientifico ed accettabile sul piano giuridico, ma anche trasparente e comprensibile ai destinatari
-magistrato, avvocati , ma anche ogni altro cittadino
Il lavoro giudiziario affidato al magistrato si svolge secondo procedure, cioè secondo una serie di
atti ordinati in un ordine prestabilito e consiste essenzialmente in prestazioni di carattere
intellettuale:
Contesto
decisionale: serie di
operazioni intellettuali che
studiano ed interpretano il
caso secondo una logica
classificatoria e culminano
con la formulazioni delle
conclusioni da parte del
magistrato
Consegue il contesto
argomentativo, nel quale il
magistrato deve motivare la sua
decisone in modo comprensibile
L’esposizione della motivazione del provvedimento
rappresenta un’importante garanzia democratica perchè
consenta di spiegare come il potere giudiziario è stato
esercitato nel caso in oggetto ed anche di individuare
eventuali lacune ed errori del provvedimento stesso
Il magistrato deve quindi possedere ed usare non solo
delle competenze conoscitive e decisionali, ma anche
comunicative
È necessario un particolare impegno per rendere la
sua decisione comprensibile e accettabile ai
destinatari
Questo vale anche per i consulenti tecnici
Tale competenza si attua secondo due
modalità
professionalità, ad un esperienza particolare come quella giudiziaria con
un importante tradizione culturale, una specifica ritualità, regole,
procedure e scansioni temporali, significa quindi comprendere i valori di
riferimento della giustizia, i suoi schemi interpretativi e comprendere le
aspettative degli interlocutori
ben argomentato e rispettoso del quesito che il magistrato ha formulato ,
ovvero rispondere ordinatamente a tutte le questioni e non andare ultra
petita, non introdurre considerazione che travalicano le questioni che
hanno provocato la causa- l’ ambito è abbastanza limitato inerente a un
particolare diritto affermato
Le insidie del linguaggio
specialistico
Inerente alla competenza comunicativa, riguarda il
linguaggio usato.
Il non comprendere il linguaggio settoriale di tipo
tecnico, può tradursi in irritazione momentanea o dar
luogo a una sorta di pregiudizio sfavorevole nei
riguardi del mittente (deliberata intenzione a non
chiarire)
Il rischio che il pregiudizio di consolidi in una vera e
propria sfiducia durevole che a sua volta predispone a
porsi in un atteggiamento critico verso future
comunicazioni di analoga provenienza
Il problema ancora più complesso, quando l’uso del
linguaggio specialistico non avviene nelle
comunicazioni interdisciplinari , esiste il rischio di una
non completa comprensione da parte del magistrato
di un testo che utilizza abbondantemente il linguaggio
specialistico
La consulenza tecnica come lavoro di gruppo
interdisciplinare
Bisogna tener conto della diversa preparazione scientifica e professionale dei
diversi protagonisti del lavoro giudiziario, ciascuno dei quali consolida la
diversità originaria con l’esperienza, con il rischio che comporti un progressivo
irrigidimento delle strutture cognitive e delle modalità operative sino al limite
della deformazione professionale
Un “vero” esperto ha la capacità di adattare le sue conoscenze alla soluzione
del problema- dinamismo intellettuale che lo rende abile nell’affrontare novità e
diversità
&
la destabilizzazione del rapporto matrimoniale si è diffusa tra le coppie di tutte le età e anche in
quelle con matrimoni a lunga data. Dal momento dell’introduzione del divorzio, nel 1970, il numero
dei divorzi è andato progressivamente ad aumentare.
Il divorzio, in Iatalia, deve essere proceduto da almeno tre anni di separazione legale e non tutte le
separazioni legali si convertono in divorzio, solo circa il 60%. Le separazioni rappresentano il primo
e spesso l’ultimo, stadio della volontà di porre fine al progetto coniugale.
separazione giudiziali
divorzio non contenzioso
Preferenza condizionata oltre che dalla differenza dei costi,
anche dalla durata dei procedimenti:
135 giorni in medi a per i processi consensuali
1085 per la separazione giudiziale
631 per il divorzio contenzioso
Effetti della chiusura del matrimonio:
sul piano demografico e sociale, sui percorsi di vita dei soggetti coinvolti direttamente o
indirettamente.
rapporto genitori-figli e sulle performance di tali figli nella vita adulta.
Mutano le situazioni residenziali e le strategie lavorative, soprattutto per quanto riguarda e donne.
vulnerabilità dei soggetti interessati
matrimonio
Chi vuole il divorzio deve passare due volte
attraverso i tribunali, spendendo tempo e denaro
Molti coniugi si arrestano alla fase della
separazione, perchè non hanno integrato nel loro
sistema di valori l’idea del divorzio oppure perchè
scoraggiati dalla lunghezza delle procedure
richieste.
Divorziano quando sono al termine
dell’età di mezzo, quando le probabilità di
rifarsi famiglia sono ormai poche. L’età
media al momento della separazione è 41
anni per le donne e 45 per gli uomini
Ci si spera più tra persone con istruzione e
redditi elevati, mentre in altri paese tanto più è
elevato il ceto tanto più è probabile che i coniugi
restino assieme per tutta la vita, in Italia è il
contrario
Chi ha figli si separa e divorzia meno frequentemente di chi non ne ha.
Ci sono due eccezioni:
coniugale
assieme meno di vent’anni
L’influenza dei figli sulla stabilità coniugale è maggiore per quanto
concerne il divorzio, se non si dividono legalmente è perché “si
sacrificano per i figli” o perché sarebbero sopraffatti da un
intollerabile senso di colpa. La presenza di figli può ostacolare anche
dal punto di vista economico o affettivo-emotivo, soprattutto in caso
di allontanamento di residenza.
Circa l’85%-90% dei minori dei genitori che si
separavano veniva affidato alla madre, dal 2006 la
normativa ha ammesso l’ affido condiviso.
Le richieste di separazione sono gli uomini a chiedere più spesso il divorzio, a
risposarsi più spesso rispetto alle donne, questo anche perchè le donne godono
ancora della pensione di reversibilità e possono succedere il marito.
Quasi la metà delle separazioni e oltre un terzo dei divorzi hanno coinvolto almeno un minore
Negli ultimi anni molti paesi europei hanno modificato il loro diritto alla famiglia, riconoscendo la condivisione della potestà genitoriale come la soluzione più
idonea a tutelare gli interessi dei figli minori coinvolti nella crisi del legame coniugale dei propri genitori.
In diversi stati il ricorso all’ affidamento congiunto è divenuto quasi una regola, mentre quello esclusivo un’ eccezione:
motivata
In caso di separazione dei genitori, figli saranno affidati di regola ad entrambi i genitori
e , soltanto come eccezione, ad uno di essi.
Con la legge dell ’8 febbraio 2006 , è stato capovolto il precedente sistema, in base al quale i figli
venivano affidati all’uno o all’ altro genitore secondo il prudente apprezzamento del presidente del
tribunale, o del giudice, o secondo le intese raggiunte dai coniugi.
L’articolo 155 c.c., stabilisce il principio che anche in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e
continuativo con ciascuno di essi , di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e parenti di ciascun
ramo genitoriale.
La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori e le decisioni di maggiore interesse per i figli devono essere assunte di comune accordo dai coniugi, tenendo
conto delle capacità e dell’inclinazione naturale dei figli.
caso di disaccordo
In caso di gravi inadempienze o di atti che arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, il giudice può modificare i
provvedimenti in vigore, e può congiuntamente:
Ammende
Sempre su decisione del giudice, la potestà può essere esercitata separatamente sulle questioni di ordinaria amministrazione.
Il giudice ha la facoltà di adottare i provvedimenti relativi ai figli con ampia gradazione: possibilità che l’affidamento sia esercitato congiuntamente da entrambi i coniugi
in ordine a tutte le questioni attinenti ai figli., possibilità che l’affidamento sia esclusivo, passando anche per vie intermedie
⑳ · ⑤. · · -
Raramente i separati riescono a non attribuire all’altro la colpa della rottura, i soggetti esaminati da Wallerstein hanno infatti bisogno di una media di tre anni per trovare un
nuovo equilibrio esistenziale.
A 10 anni di distanza dalla separazione l’80% dei soggetti ha affermato, anche se non felice, di essere contento di essere sfuggito al proprio matrimonio.
La separazione non si risolve nell’ autorizzazione a vivere separati sancita dal tribunale,
ma comporta un cammino psicologico della persona che affronta tale evento.
positivamente quella precedente.
Le prime fasi del processo riguardano la coppia in quanto tale e comportano la separazione emotiva dall’altro coniuge: la coppia appare sempre più insoddisfatta e sente
che il rapporto si sta deteriorando, conducendo a una perdita di fiducia reciproca.
Il secondo e terzo stadio riguardano la separazione legale vera e propria e quella economica : i due coniugi rendono pubblico il loro conflitto
Separazione genitoriale Emerge a questo punto il problema dei figli, che spesso diventano un
pretesto di ricatto o conflitto. In questa fase devono risolvere le problematiche relative ai figli e all’
affidamento, alla distribuzione e ripartizione dei compiti educativi
Nelle separazioni più conflittuali, i figli diventano
pretesto per tenere legato a se l’ altro coniuge
La separazione dalla comunità di appartenenza, o quanto meno,la ridefinizione dei rapporti
con essa in funzione del nuovo status civile una forma di investimento sociale
Separazione psichica , consiste nell’ accettazione del proprio nuovo status sociale e della lontananza delll’ex partner e la
sensazione di essere un essere completo, intero, indipendente, implica un investimento emotivo
Il non superamento di una qualsiasi di queste fasi rende arduo ‘adattamento post separazione dei soggetti coinvolti
L’adattamento post-separazione dei figli
I bambini a seguito della separazione vivono dei cambiamenti radicali, perderanno parte della quotidianità e delle abitudini con il genitore che non vivrà più con lui/lei, in alcuni casi
cambiare abitazione, scuola, compagni - cambiano i parametri di riferimento.
La separazione è il risultato di mesi, o anni, di difficoltà nelle relazioni tra genitori, tensioni e liti cui il bambino è stato esposto o
coinvolto
Le conseguenze della separazione sui figli sono determinate principalmente dalle modalità con cui i genitori vivono la crisi di coppia e la riversano sui figli.
È proprio l’alto livello di conflittualità dei genitori circa l’affidamento o il collocamento dei minori che spinge il giudice a ricorrere al parere di un esperto per
decidere sulla migliore soluzione da adottare, perchè spesso i genitori non sono in grado di valutare con obiettività e lucidità la situazione dei figli.
I bambini percepiscono perfettamente i vissuti dei genitori riguardo la scelta dell’affidamento ed essi possono reagire, a seconda dell’età approfittando dei risvolti
pratici o elaborando vissuti di iper responsabilizzazione, iperattaccamento o iperdistacco
Spesso la disgregazione familiare è causa di effetti deleteri sui processi normali evolutivi dei fanciulli, in quanto assorbe le loro energie psichiche ed emotive,
intacca e sconvolge i rapporti con le figure genitoriali, ne accresce i conflitti di lealtà interferendo nei sistemi di alleanze e mette a dura prova la concezione di
realtà e la visione del mondo che essi stanno interiorizzando
L’età influisce sicuramente sulla capacità del minore di comprendere la separazione dei genitori e di
superare la crisi stessa. Non gli è semplice distinguere il ruolo coniugale da quella genitoriale, in quanto la
coppia è il suo primo modello sociale di riferimento che rappresenta qualcosa di unitario e indivisibile.
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Si può identificare un corso evolutivo del processo di crescita psicofisica, senza sottovalutare l’unicità dell’individuo. L’età risulta correlata al grado di percezione, di
comprensione e di conoscenza del bambino circa il suo mando sociale e fisico, a differenti livelli di interpretazione e di spiegazione corrispondono differenti reazioni.
Classificare le reazioni dei bambini in relazioni a specifiche classi d età:
Tutti i bambini di quella fascia di età reagiscono con comportamenti regressivi, nelle mansioni igieniche, in un
insaziabile bisogno di affetto e protezione, problemi del sonno e dell’alimentazione, stadi di gioco anteriori.
Incapacità di provare gioia, ma tendersi isolati per ore
Ad un anno dalla separazione dei genitori tali comportamenti si alternano e tendono a scomparire, permane il
bisogno di rapporti interpersonali e qualche problema di natura emotiva
Tratti meno regressivi e più nevrotici. Aumenta il comportamento aggressivo , al dolore della separazione
reagiscono con rabbia che sfogano in modo diffuso e generalizzato
Si riscontra la paura di farsi del male. Il conflitto dei genitori, la loro ostilità, vengono percepiti come ostilità
nei loro confronti ed essi si sentono causa della separazione- vissuti di autocolpevolizzazione
Si manifestano sintomi depressivi, inibizione e blocchi nello sviluppo psicologico
I bambini sono consapevoli del loro dolore e, per superarlo ricorrono all’uso della fantasia (riconciliazione dei
genitori) , alla comunicazione verbale.
Capita vi sia un rifiuto di dialogo e allora si ha una vasta casistica di comportamenti sintomatici.
Diffusi anche i conflitti di lealtà nei confronti dei geni tori in quanto a quest’età il bambino viene spesso
strumentalizzato come veicolo di comunicazione
I sentimenti di rabbia e collera sono consapevoli e ben organizzati e diretti in modo preciso verso un oggetto,
che può essere la madre, il padre o entrambi. Si accompagnano anche un sentimento di perdita e di
abbandono, si sentono rifiutati dal genitore che non vive più assieme a loro
Sintomi somatici come risposta allo stress e in relazione con i conflitti coniugali o con le visite di uno dei
genitori
Si possono osservare progressi dello sviluppo del senso di responsabilità, maturazione psicologica ed
emotiva, aumento della fiducia in se stesso.
Può favorire, in soggetti già di per se fragili o ancora poco dotati intellettualmente, la diminuzione della
distanza cronologica appropriata tra ragazzo e genitore affidatario , arrestando il processo di graduale
individualizzazione
Si possono riscontrare comportamenti antisociali, alternanza di periodi di depressione o momenti di
aggressività o fughe di casa- spesso tentativo di richiamo ai genitori ad occuparsi di se, arginando la paura
di essere abbandonati
50% con
problemi
50% con problemi
7-8 anni : 25% in
condizioni peggiori
9-10 anni: 50% in
condizioni peggiori
Sviluppo normale se gli eventi
vengono controllati e dominati
1
anno
Oggi si tende a prediligere il genitore che permette al figlio di avere il libero accesso all’ altro genitore Diritto alla biginetorialità
È stato ampiamente recepito nella nuova riforma dell’affidamento condiviso
Criterio affettivo-relazionale
Bisogni e richiesta del minore
Potenziamento dle ruolo del genitore
Riconoscimento delle capacità genitoriali di entrambi
Continuità, stabilità con l’ambiente di vita
Entrambi i genitori non idonei- eccessiva conflittualità
Motivazioni del CTU alla proposta di affidamento
Al centro viene posto il miinore e le sue necessità
Affidamento esclusivo dovrebbe avvenire in via eccezionale e soltanto per grandi
motivi
Nella consulenza psicologica l’obiettivo diagnostico è la relazione tra coniugi, tra questi e i figli, tra i singoli componenti della famiglia e altre persone significative
Che andrà analizzata sotto l’aspetto strutturale ed evolutivo, allargando il campo di
osservazione alla famiglia estesa e all’ ambiente socio relazionare di convivenza del minore
Il perito svolge mediamente da 6 a 12 incontri con i vari membri del nucleo familiare
Il colloquio è lo strumento principale attraverso cui il CTU raccoglie la parte essenziale
delle informazioni necessarie, permette di instaurare un rapporto con la famiglia in crisi e
di giungere ad una conoscenza delle problematiche interne a tale nucleo.
Il colloquio individuale con i minori, ha molte
somiglianze con il colloquio clinico, in quanto il suo
fine è quello di cogliere quali siano i legami affettivi
del minore verso i genitori
Il colloquio degli adulti ha invece lo scopo di sondare alcune
caratteristiche di personalità e del modo di vivere dei genitori
Colloqui congiunti, con i genitori che permettono di ricostruire la storia familiare
livello d conflittualità, capacità di ascolto reciproco
Colloquio congiunto genitore-figlio
Colloqui individuali
Durante il colloquio spesso si indaga sul
funzionamento dell’io,le potenzialità e l’ efficienza
intellettuale , il tipo di intelligenza, la dotazione affettiva
Si procede verso un esame psicodiagnostico, quando
sospetta un disturbo di personalità
Il perito può servirsi dell’ausilio di terze persone, effettuando comunque una sua valutazione personale critica.
Il test proiettivo fornisce all’ operatore la possibilità di indagare più facilmente, verificando le ipotesi
Rorschach, T.A.T
L’uso dei reattivi nel contesto della CTU dovrebbe essere molto cauto, con l’esclusione ove possibile di ogni esplicita
valutazione diagnostica e con una costante attenzione alla possibili strumentalizzazioni che potrebbero essere tratte
dalle parole del consulente
cioè colui che non parla male
dell'altro genitore, non
distrugge la sua figura, non lo
svalorizza, non ostacola il
bambino nei rapporti con l'altro.
_- inadeguatezza di uno dei genitori,
contrario alle indicazioni del giudice di uno dei due
genitori
- gravi difficoltà del minore o gravi problemi relazionali
tra il minore e uno dei genitori,
_- abuso,
Il colloquio con il minore ' costituisce un momento fondamentale anche per il minore, a cui si da uno spazio tutto suo dove essere ascoltato.
Va informato sulle ragioni dell’indagine anche per correggere eventuali informazioni errate o distorte che riceve dai genitori
genitore
Il CTU deve astenersi dal chiedere preferenze rispetto ad un affidamento, tale domanda grava il minore di una responsabilità e lo pone di fronte a un conflitto di lealtà.
I test proiettivi sono lo strumento privilegiato di indagine: permettono di conoscere il vissuto del bambino nei confronti delle figure genitoriali, le
identificazioni con esse, rapporto con i fratelli, possibili problematiche,
Evitando di sottoporre il bambino ad un interrogatorio, ma interagendo con lui in modo ludico con strumenti più espressivi
verifica delle condizioni abitative dei genitori e dove vivono i minori
Permette di comprendere l’interazione tra il bambino, i genitori e la realtà circostante
Si svolge solitamente un colloquio di tipo conoscitivo in cui si cerca di capire la disposizione del soggetto nei confronti del minore e il suo atteggiamento nei confronti della
vicenda coniugale
La perizia inizia nel momento in cui viene posto il quesito da parte del giudice e si conclude con la consegna dell’elaborato finale nel quale sono indicati tutti gli
accertamenti svolti, sia sui genitori che sui minori ed è inoltre indicata la risposta al quesito del giudice sulla base di argomentazioni e motivazioni precise indicate
dal CTU, che deve fornire una documentazione chiara, strutturata attraverso la precisa differenziazione delle sue singole parti amnestiche, diagnostiche e valutative.
Rorschach, CAT, favole di Duess, prove grafiche, FRI
(soprattutto nel caso sospetto di abuso e maltrattamento) e
il disegno congiunto, osservazione naturalistica(senza
interferenze)
Trova maggiore facilità ad esprimere le sue ansie, paure
attraverso il gioco e la funzione simbolica, mentre
padroneggia con maggiore difficoltà il linguaggio verbale
1
A