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Psicologia giuridica con iPad, Appunti di Psicologia Giuridica

Sono stati realizzati con l’app Goodnotes 6 Ho seguito l’indice del manuale “la valutazione psico-giuridica- guida al lavoro peritale” (Magrin), e sono esclusi i capitoli - la valutazione psicodiagnostica -nuovi orizzonti tecnici e metodologici per la valutazione della coppia genitoriale e della relazione genitore e figli

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 25/02/2024

Carla.sette
Carla.sette 🇮🇹

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Anteprima parziale del testo

Scarica Psicologia giuridica con iPad e più Appunti in PDF di Psicologia Giuridica solo su Docsity!

Di fronte all'offesa, alla minaccia, al torto, alla lesione di un diritto, il cittadino stravolge prontamente al giudice con le speranza che la verità emerga.

Diviene l'arbitro del processo ed in quanto tale

valuta l'ammissibilità delle prova, la credibilità delle

argomentazioni, la rilevanza delle informazioni )

interpreta e giudica i fatti traducendoli in diritto

Il diritto mette a disposizi'one del giudice uno strumento giudico che gli consente

di avvalersi dell'ausilio di un esperto nei casi in cui egli ne avverta l'opportunità

Articolo 61 Del codice di Procedura Civile,

Quando è necessario il giudice può farsi assistere per il

compimento di singoli atti, o per tutto il processo,

da uno o può consulenti di particolare competenza tecnica

Particolare figura di ausiliario del giudice a cui viene affidato il compito di supportare

le attività intellettive di quest'ultimo, attraverso l'apporto di cognizione tecniche che si

rendano nella circostanza, necessaria ai fini della decisione della controversia

In sede penale é previsto l'istituto della perizia che viene ammessa

quando occorre svolgere indagini o acquisire dati e valutazioni che

richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche, o artistiche

Il giudice può avvalersi di un collaboratore nell'acquisizione delle informazioni

necessarie alle sua decisione, può richiedere une collaborazione tecnica che

consente di trattare con cognizione de causa, da un lato gli artefatti sempre più

sofisticati, che le potenzialità dell'intelletto umano hanno potuto concepire e,

dall'altro, le complicazioni delle relazioni e degli affetti che l'intelligenza umana non è

riusata a eliminare

Valutazione isolata genitoriale un qualità de genitore

affidatario di minore a seguito di separazione coniugale,

la valutazione relative all' allontanamento del minore da un

nucleo familiare maltrattante,

valutazione di imputabilità odi pericolosità sociale

Psicologo

Lo psicologo mette a disposizione del giudice la

tecnica propria della sua disciplina, con lo scopo di

portare elementi di valutazione che audracco a unissi

a quelli che già eu possesso del giudice e

concorderanno alla formulazione della sentenza

Elementi supplementari , a nessun

titolo vincolanti ai fini del proprio

giudizio

La relazione redatta a conclusione della sua indagine non

costituisce una prova giudiziaria, come invece è nel caso

della perizia - stabilita eu sede di procedura penale ed il

consulente tecnico, a differenza del perito, non è

equiparato al giudice, bensì a un ausiliario

Aspetti tecnici e metodologici

n

/

&

consulente temico

Perizia

O

O

O

O

1. Comunicazione del giorno ora e luogo di inizio delle operazioni

Atto formale de estremo rilievo, facente parte delle norme dirette, alla tutela del contraddittorrio

la mancata comunicazione contribuisce alla violazione del contraddittorio, per cui comporta la

nullità della consulenza

IL CONTRADDITTORIO :

un avvocato presenta delle istante, sia garantito che la controparte

possa contraddire, deve essere garantita la possibilità di replicare, la

legge prevede solo alcuni casi di particolari gravità in cui il giudice può

prendere decisione in Auditera altera parte, senza sentire la versione

opposta, come ad esempio la violenza domestica.

Può essere data a verbale in occasione della prestazione del giuramento o mediante

biglietto di cancelleria previa comunicazione al cancelliere da parte del CTU dell'inizio

delle operazioni,

I destinatari della comunicazione sono: gli avvocati difensori e gli

eventuali consulenti di parte

Nella prassi comune, il calendario rene poi concordato congiuntamente

dalle parti in occasione dell'inizio delle operazioni o nel corso delle

Le indagini necessarie all'espletamento dell'incarico richiedono solitamente colloqui operazioni

con le parti e con le persone coinvolte direttamente nella situazione.

In quanto ausiliario del giudice, per poter assumere ufo un'azione

presso terzi o procedere all'acquisizione di documenti, necessita

dell'autorizzazione del giudice - solitamente contesta nel

procedimento di nomina del consulente

Al termine degli accertamenti, solitamente il CTU (oltree l'incontro con il

penitenziario ) prevede uno spazio di restituzione alle parti relativamente al

processo di valutazione effettuato e alle conclusioni cui è giunto.

È frequente che il CTU preveda dei momenti di riscontro con i soli consultati

de parte, funzionali a condividere il processo in itinere ed a discutere

preventivamente le conclusioni del processo stesso e la loro praticabilità

L'esito dovrà essere presentato in una

relazione scritta, di struttura a libera

espressione, ma con elementi irrinunciabili

Oggetto o il quesito

Descrizione attività svolta

Percorso metodologico, specificando il numero degli

incontri effettuato, le persone coinvolte, gli eventuali

approfondimenti diagnostiche, visite domiciliari,

presenza e il ruolo dei consulenti de parte, eventuali

problematiche emerse che possono aver contribuito

all'esito del lavoro

Valutazioni tecniche

Presentazione analitica del lavoro

svolto in ciascun incontro,

specificando le finalità e le

informazioni raccolte, indicazioni

puntuali delle tecniche utilizzate per

gli approfondimenti diagnostici, le

motivazioni che hanno suggerito il

loro utilizzo ed i relativi resultati

conseguiti

Le ragioni delle valutazioni

. Qualifica espressamente la

relazione peritale, viene reclusero

che le osservazioni cliniche

effettuate muovano verso una logica

argomentativa, supportando la

valutazione conclusiva, che risponde

al quesito del giudice

Le osservazioni e istanze delle parti

Direttamente o traente i loro consulenti,

le porti espiarono le loro osservazioni e

note critiche sul lavoro del CTU,

espresse lui colloqui o formulate per

iscritto

Momento conclusivo della procedura penale,

La relazione va depositata in cancelleria entro

il termine stabilito dal giudice, l'inosservanza

del termine porta alla sostituzione del

consulente

Si può chiedere al giudice una proroga, in caso si

ritenga limitato, tenendo a mente che potrebbe portare

o uno slittamento di diversi mesi della decisione finale

L'orizzonte temporale delle storia giudiziaria ruvide e

sospende quello della vite reale delle persone coinvolte

Va a completare le informazioni in possesso del giudice,

che può procedere a valutare la sentenza, la decisione

viene espressa nell'udienza di discussione

Atti compiuti in qualità di C.T.U.

L

  • / - y * *

↓ -

L

Il numero dei consulenti d'ufficio possono essere più di uno, a seconda della gravità del caso ( esempio psicologo, neuropsichiatra) e anche la parte potrà nominarne due, che è

diverso dall'ausiliario del CTU,(se sbaglia dipende da me e chiedo al giudice il permesso dando spiegazioni giuste, se sbaglia l'altro consulente ne risentirà il giudice)

In alcuni casi il CTU, può chiedere al CTP di rinunciare al loro diritto di presenza, può

essere messo tra parentesi quando il lavoro peritale, può essere dannoso per la parte o

inutile, soprattutto nei casi che includono i bambini, oppure durante la somministrazione dei

test che potrebbe essere compromessa, al fine di evitare un'eccessiva pressione psicologica.

Il CTU si impegnerà a far prevenire la corretta documentazione relative a tali accertamenti,

qualora non venga garantita il ctp, può fare una controrelazione e procedere

autonomamente agli accertamenti

Il bambino deve sapere tutto, bisogna essere

trasparenti, se ci sono persone dietro il vetro

oscurato, che verranno a sapere i genitori

Decreto 11 agosto 2023

Il consulente tecnico di ufficio devo avvisare avvocati e

consulenti tecnici di parte, non si è mai soli, almeno due

professionisti per le diverse parti, se sono stati nominati. I

consulenti sono figure di controllo di ciò che faccio io, sia che

vuole che si faccia determinata cosa. Le procedure devono

essere discusse e il più possibile condivise al CTP, far capire

come stiano andando le cose, dove siano e perché, deve offrire

un lavoro di supporto, mettendo in evidenza sia aspetti positivi

che rielaborazioni di alcuni aspetti che potrebbero aiutare

l’assistito. Il consulente di parte deve essere presente ad ogni

intervento di quello di ufficio, permette di fare domande quando

viene premesso “i colleghi hanno qualcosa da chiedere?”

vengono valutati anche i toni.

Alternare i ruoli può aiutare ad avere più visioni della realtà, per

confrontarsi con gli altri metodi dei colleghi.

Art. 87 « la parte può farsi assistere da uno o consulente di parte

più avvocati, e anche da un consulente tecnico

nei cosi e con i modi stabiliti dal codice »

È presente un termine per la nomina

Il difensore dove provvedere a mettere a

verbale la nomina o depositare in

cancelleria un alto separato in cui siano

contenute le generalità ed il suo domicilio Non è richiesta né l'iscrizione agli albi

professionali , né un’abilitazione

professionale

È un diritto della parte, che ne sostiene gli oneri

economici, in caso ci rinunci il difensore è legittimato a

produrre considerazioni ' di carattere tecnico nella

comparsa conclusiva.

Il CTP è una figura complessa per la corretta gestione del

processo relazionale in osservanza dei principi deontologici

della professione

ultimamente ricopre il ruolo di facilitatore del

processo, fornendo un adeguato supporto

psicologico alla parte, al fine di garantire una

sua piena capacità di intendere e di volere,

preparare e accompagnare l'imputato lungo il

processo.

Lavorando anche sul livello più profondo delle

motivazioni del proprio assistito, aiutando i

soggetti a riprendere il contatto

Situazione emotivamente molto

stressanti un considerazione delle

decisività che influenzerà il futuro

della propria vita.

Sia il cpt quanto il proprio cliente possono avere chiaro che l'esito

buono non è necessariamente quello della vittoria della propria parte

ma è quello che definisce una strada percorribile per rispondere alle

proprie motivazioni autentiche

Mettere in campo un'adeguata competenza tecnica, che consenta di

introdurre nel processo conoscitivo tutti i fattori salienti e che al tempo

stesso sia in grado de tutelare il proprio assistito laddove si riavvisino

immissioni o errori di carattere procedurale

Nel rispetto del contraddittorio il consulente di parte ha diritto a presenziare allo svolgimento delle

operazioni peritali, a tutti i colloqui o ai diversi accertamenti predisposti dal CTU. Nella prassi, il

CTU stabilisce le modalità di tale presenza, invitando il cpt ad intervenire nei colloqui o limitarsi ad

una presenza passiva.

Incide in modo sostanziale sull'andamento delle operazione peritale

8 - # ⑳ / ↑

La raccolta delle informazioni in sede peritale

La quantità e la qualità di informazioni che vengono raccolte è importante sia per una prima sintesi

valutativa, sia per lo sviluppo di ulteriori processi decisionali, differenti basi informative portano a

rappresentazioni delle realtà molto diverse tra loro e a valutazioni cognitive differenti.

Risulta evidente come la parzialità o la ristrettezza della base

informativa renda opinabile qualsiasi elaborazione ulteriore,

ed in particolare aumenti il rischio di fare inferenze indebite

Un eccesso di informazioni ostacola la decisione, mette in

crisi gli schemi della valutazione, avere grandi quantità de

dati inutilizzabili, tra cui si celano pochi elementi significativi

Necessarie e sufficienti per sostenere i processi cognitivi di integrazione e valutazione propri

del consulente, sia anche utili per. sviluppare il processo di rappresentazione del caso, che

risulterà determinante rel momento della decisione giuridica

Le ricerche sperimentali relative

ai processi cognitivi della presa

di decisione giuridica, mostrano

quanto sia importante il ruolo

delle informazioni

I ricercatori hanno spostato la loro attenzione dall'analisi dei processi decisionali all'analisi delle strutture di

rappresentazione

  • rilevare le rappresentazioni presenti nelle mente dei soggetti al momento di prendere una decisione

Dal confronto di tali rappresentazioni

scaturisce il giudizio

Oggi attività cognitiva si basa su operazioni di esclusione/inclusione di alcuni elementi

della realtà e dunque si espone continuamente al rischio di potenziali distorsioni

L’analisi della realtà non può che essere selettiva, a partire dai livelli apparentemente più semplici, l'osservazione e l'ascolto della realtà procede attraverso una appropriazione

attiva di alcuni elementi reputati significativi e la cernita avviene a diversi livelli di consapevolezza, in rielezione agli obiettivi, al contesto e ai costrutti mentali

Il problema è quello di individuare le informazioni pur pertinenti, relativamente agli

scopi e al contesto proprio della valutazione in ambito giuridico

Decisivi appaiono i modelli teorici e le ipotesi diagnostiche che sostengono l'operazione di raccolta delle informazioni, sono costruiti mentali a guidare

l'esplorazione attiva del territorio in esame

La selezione delle informazione non deve essere tesa solo a confermare le ipotesi ed i modelli teorici utilizzati del perito, ma anche a scartare

eventuali ipotesi alternative e ad inquadrare quelle informazioni che dal punto di vista del modello sono marginali, ma sono evidenti all'osservatore

ingenuo

Dinamica di co-costruzione che si sviluppa nelle interazioni umane, concentrandosi sull'accuratezza con cui vengono individuate, e utilizzate le

metodologie per la raccolta delle informazioni

I limiti e le potenzialità degli strumenti propri della psicologia, devono essere ben conosciuti, sia per utilizzarli nel modo più proficuo possibile, sia per

evitare le distorsioni percettive e cognitive ben conosciute ai ricercatori

Effetti delicati, legati alle aspettative degli interagenti e alla

sequenza con cui vengono poste le domande

Nel contesto giuridico, il momento informativo rimane solo un preambolo rispetto a quello valutativo e questo accade a due livelli:

  • da un lato il consulente deve poter giungere ad una valutazione conclusiva che organizza le informazioni raccolte,
  • dall'altro il magistrato deve giungere ad una decisione attraverso le informazioni e le valutazioni del consulente, assieme a tutti gli altri elementi che concorrono alla formulazione

di un atto giuridico.

Sono gli strumenti che determinano il tipo di informazione che emerge. I limiti e le potenzialità degli strumenti della psicologia devono essere ben conosciuti, sia per utilizzarli nel modo

più corretto ed efficiente possibile, sia per evitare distorsioni percettive e cognitive (ad es. divieto di domande suggestive)

⑳O

.

--

&

Informazione:

concetto dato per scontato, al punto che ogni elemento e dichiarazione emergente all'interno di un lavoro di raccolta delle informazioni, viene scambiato per

informazione

Tecniche di disinformazione: più o meno intenzionali, che sono in grado di

creare rumore, ostacolando il tentativo di individuare i dati strutturati con una

Concetto legato a quello di certa coerenza

ridondanza e di differenza

( Attneave, 1959)

L'informazione è una differenza che produce una differenza ) che possono essere rilevate a più livelli

Vi sono anche differenze tra ciascun elemento della realtà, é importante la consapevolezza del confronto all'interno del quale

un certo aspetto diiviene informativo

Nel considerare informativi i dati a disposizione, ogni osservatore li

accosta a valori o informazioni di riferimento (non spesso espliciti o

consapevoli al soggetto - punti ciechi dell'osservatore) per apprezzare

l'apporto informativo in termini di differenze.

Un efficace lavoro punterà a cogliere differenze, considerando la

dimensione temporale e spaziale interne ed esterne el soggetto, dimensione

verbale e non verbale

Ricevendo una sequenza priva di qualche elemento, il

ricevente può risalire agli elementi mancanti con migliori

gesti di quello garantito dal caso - strutturazione

È anche la ripetizione sistematica di un elemento o di una sequenza di

elementi che permette di distinguere il rumore di fondo da ciò che per la

mente rimanda può' essere significativo

Tale ridondanza può avvenire su canali o tempi diversi

In sede peritale - focalizzare l'attenzione sugli elementi ridondanti può portare all'individuazione

di informazioni significative

Strumenti informali diretti o indiretti

Prendere in esame documenti raccolti da altri operatori

Strumenti basilari dell'a

professionalità: colloquio,

osservazione, test

Tutte le interazioni che vengono a svilupparsi tra psicologo e

soggetti che partecipano a vario titolo ai colloqui, sono

segnate dalla cornice giuridica, all'interno della quale essi si

collocano

Contenente tutte le informazione

Rimanda a dimensioni punitive che coincidono

fortemente sulla relazione tra tecnico e

soggetti intervistati

Tappa di un lungo calvario che ha come termine una decisione

attesa, che versa attuata per sanzionare qualcuno e tutelare altri

Stili comunicativi congruenti al contesto

Chiavi di lettura dei dati emergenti

che tengano conto dei risultati attesi dalla perizia in se e dal

procedimento in corso in generale

Direttivo

Essere in grado di determinare la linea di continuità

area gli argomenti trattati durante la conversazione

ed essere in grado di amministrare i turni di parola

Coerenti alle 5 regole della decettività individuale da

Leonardi e Viaro:

  1. stabilisce i temi della conservazione
  2. Regola i turni di parola, eventualmente interrompendo chi sta parlando
  3. Pone domande
  4. Riassume, commenta i contenuti pur degli oltre
  5. Sospende e conclude la conversazione

Non esclude la possibilità de partecipare empaticamente ai

contenuti del discorso, ne è antagonista alle mosse

classiche dei comportamenti ascolto che possono mettere a

proprio agio l'interlocutore

Traducono in termini descrittivi quelle dimensione di

fermezza

o

D

.

IL

COLLOQUIO PSICOLOGICO

IN

AMBITO

pertole

·- .

--

INTEGRAZIONE DELLE INFORMAZIONI VERBALI E NON VERBALI
Il peso della cultura e del contesto sono ingenti.

Tali elementi costituiscono solo una piccola parte di ciò che è

messo in gioco negli scambi interattivi di tipo verbale. I legami

che esistono tra dimensione psichiche e comportamenti non

verbali sono spesso più complessi della relazione sintomo-

significato

L’idea che il comportamento non verbale possa essere considerato, all’interno del processo comunicativo, alla stregua di un sintomo, è utilizzabile solo per alcuni aspetti.

Esistono segni e sintomi direttamente correlati ad alterazioni

biologiche o a processi fisiologici che possono apparire significativi

all’osservatore che disponga di un opportuno codice.

Per la maggior parte dei comportamenti non verbali, la mediazione verbale

appare infatti estremamente importante ed il rapporto che esiste tra segno e

significato è complessificato dai diversi livelli di controllo

intenzionale del movimento.

Anche per quanto riguarda l’espressione delle emozioni la situazione è

complessa:

Molte ricerche si sono concentrate sui correlati comportamentali delle emozioni

fondamentali sulla base delle ipotesi che , almeno per queste emozioni, fosse possibile

individuare precisi movimenti dei muscoli facciali diffusi universalmente

Risulta necessario passare da una logica espressiva di

realtà interne al soggetto, ad una visione interattiva

dei fenomeni comunicativi, tutto ciò che viene

osservato a livello verbale non può essere separato dal

contesto in cui si manifesta e dai comportamenti non

verbali.

La difficoltà a determinare in modo univoco i significati

del comportamento non verbale è anche dovuto al

fatto che sugli stessi canali viaggiano segnali di tipo

differente, caratterizzati da diversi livelli di

intenzionalità.

Appare opportuno che i consulenti affinino i linguaggi descrittivi e le abilità percettive per meglio

cogliere e documentare gli elementi del comportamento che vengono ritenuti significativi. La ricerca ha oggi

messo a disposizione dei clinici strumenti estremamente raffinati per la descrizione e l’osservazione del

comportamento non verbale, che sono talmente analitici da poter essere utilizzati nella loro completezza solo

per valutazioni peritali molto particolari, tuttavia hanno il pregio di accentuare le abilità percettive e descrittive

del comportamento non verbale.

Se l’ atto comunicativo può essere inteso come un atto globale, sarà necessario per il consulente integrare

ogni osservazione sullo sfondo dello stile generale di espressività non verbale dei soggetti osservati ,

precisando quali elementi analitici risultano discrepanti o quali particolari sono non sintoni con le

aspettative, i contesti e i contenuti non verbali.

Ekman ha elaborato una scala di credibilità da tener presente in caso di incongruenze comunicative:

  • segni automatici
  • Movimenti arti inferiori
  • Segnali del tronco
  • Gesti non stereotipati
  • Gesti stereotipati
  • Espressioni facciali
  • Espressioni verbali

Appare evidente la necessità di rinunciare ad una lettura puramente sintomatica di comportamenti: ogni elemento del comportamento non verbale

assume senso e significato solo se mantenuti in stretto contatto con il contesto in cui emerge. Emerge quindi la necessità di considerare il

consulente non solo come osservatore di eventi comunicativi non verbali, ma come parte attiva di un processo che può fortemente determinare stili

e ritmi delle espressioni verbali altrui. Adeguati training per l’osservazione ed il controllo dei comportamenti non verbali propri del consulente non

possono che aumentare la consapevolezza e l’efficacia dei criteri interpretativi e di decodifica del comportamento altrui.

Il volto è stato oggetto di studi approfonditi, basati sull’ipotesi che le mozioni e menzogne siano strettamente legate.

Sono stati individuati sia indizi di un emozione nascosta, sia indicazioni di espressioni artefatte. Un’ emozione

nascosta si può rintracciare nel volto attraverso l’individuazione di micro espressioni, espressioni mascherate o

soffocate.

Una menzogna intenzionale, costruita da una persona addestrata è difficilmente individuabile. I segni spesso associati

alla menzogna sono presenti in tutte le situazioni di imbarazzo e nei contesti in cui il soggetto cerca attivamente di

controllare la propria ansia. Alcune persone, benchè sincere, si turbano se sospettate di mentire e manifestano gli

stessi comportamenti che sono stati descritti come indizi di menzogna.

I

·

.

:

O

LA REDAZIONE DELLA RELAZIONE PERITALE

La relazione conclude e documenta il lavoro compiuto dall’esperto, costituisce parte integrante del lavoro giudiziario, cioè di un servizio pubblico.

È svolto “ in nome del popolo italiano”, servizio legittimato dalla

collettività dei cittadini e ad essi rivolto

Le aule di giustizia devono essere una sede privilegiata di comunicazione

tra le parti in causa, e il giudice chiamato a decidere sulle loro domande

È necessario sia corretta sul piano scientifico ed accettabile sul piano giuridico, ma anche trasparente e comprensibile ai destinatari

-magistrato, avvocati , ma anche ogni altro cittadino

PECULIARITÁ E DIFFICOLTÁ
Competenza valutativa e comunicativa

Il lavoro giudiziario affidato al magistrato si svolge secondo procedure, cioè secondo una serie di

atti ordinati in un ordine prestabilito e consiste essenzialmente in prestazioni di carattere

intellettuale:

  • richiede attenzione e comprensione di informazioni
  • Ricerca di ulteriori informazioni
  • Confronto tra informazioni divergenti
  • Ragionamento
  • Formulazione di ipotesi interpretative
  • Valutazione e presa di decisioni

Contesto

decisionale: serie di

operazioni intellettuali che

studiano ed interpretano il

caso secondo una logica

classificatoria e culminano

con la formulazioni delle

conclusioni da parte del

magistrato

Consegue il contesto

argomentativo, nel quale il

magistrato deve motivare la sua

decisone in modo comprensibile

L’esposizione della motivazione del provvedimento

rappresenta un’importante garanzia democratica perchè

consenta di spiegare come il potere giudiziario è stato

esercitato nel caso in oggetto ed anche di individuare

eventuali lacune ed errori del provvedimento stesso

Il magistrato deve quindi possedere ed usare non solo

delle competenze conoscitive e decisionali, ma anche

comunicative

È necessario un particolare impegno per rendere la

sua decisione comprensibile e accettabile ai

destinatari

Questo vale anche per i consulenti tecnici

Tale competenza si attua secondo due

modalità

  1. capacità di partecipare insieme ad altri di diversa preparazione e

professionalità, ad un esperienza particolare come quella giudiziaria con

un importante tradizione culturale, una specifica ritualità, regole,

procedure e scansioni temporali, significa quindi comprendere i valori di

riferimento della giustizia, i suoi schemi interpretativi e comprendere le

aspettative degli interlocutori

  1. Capacità di trasmettere il proprio parere in modo che sia comprensibile,

ben argomentato e rispettoso del quesito che il magistrato ha formulato ,

ovvero rispondere ordinatamente a tutte le questioni e non andare ultra

petita, non introdurre considerazione che travalicano le questioni che

hanno provocato la causa- l’ ambito è abbastanza limitato inerente a un

particolare diritto affermato

Le insidie del linguaggio

specialistico

Inerente alla competenza comunicativa, riguarda il

linguaggio usato.

Il non comprendere il linguaggio settoriale di tipo

tecnico, può tradursi in irritazione momentanea o dar

luogo a una sorta di pregiudizio sfavorevole nei

riguardi del mittente (deliberata intenzione a non

chiarire)

Il rischio che il pregiudizio di consolidi in una vera e

propria sfiducia durevole che a sua volta predispone a

porsi in un atteggiamento critico verso future

comunicazioni di analoga provenienza

Il problema ancora più complesso, quando l’uso del

linguaggio specialistico non avviene nelle

comunicazioni interdisciplinari , esiste il rischio di una

non completa comprensione da parte del magistrato

di un testo che utilizza abbondantemente il linguaggio

specialistico

La consulenza tecnica come lavoro di gruppo

interdisciplinare

Bisogna tener conto della diversa preparazione scientifica e professionale dei

diversi protagonisti del lavoro giudiziario, ciascuno dei quali consolida la

diversità originaria con l’esperienza, con il rischio che comporti un progressivo

irrigidimento delle strutture cognitive e delle modalità operative sino al limite

della deformazione professionale

Un “vero” esperto ha la capacità di adattare le sue conoscenze alla soluzione

del problema- dinamismo intellettuale che lo rende abile nell’affrontare novità e

diversità

&

SEPARAZIONE, DIVORZIO E AFFIDAMENTO DEI FIGLI MINORI

  • La situazione in Italia

la destabilizzazione del rapporto matrimoniale si è diffusa tra le coppie di tutte le età e anche in

quelle con matrimoni a lunga data. Dal momento dell’introduzione del divorzio, nel 1970, il numero

dei divorzi è andato progressivamente ad aumentare.

Il divorzio, in Iatalia, deve essere proceduto da almeno tre anni di separazione legale e non tutte le

separazioni legali si convertono in divorzio, solo circa il 60%. Le separazioni rappresentano il primo

e spesso l’ultimo, stadio della volontà di porre fine al progetto coniugale.

  • nell’85% dei casi si è trattato di una separazione consensuale, mentre nel restante 15% di

separazione giudiziali

  • Il 72% delle coppie che hanno divorziato ha presentato una domanda congiunta, preferendo un

divorzio non contenzioso

Preferenza condizionata oltre che dalla differenza dei costi,

anche dalla durata dei procedimenti:

135 giorni in medi a per i processi consensuali

1085 per la separazione giudiziale

631 per il divorzio contenzioso

Effetti della chiusura del matrimonio:

sul piano demografico e sociale, sui percorsi di vita dei soggetti coinvolti direttamente o

indirettamente.

Contribuisce alla diffusione delle seconde nozze e nuove tipologie familiari.
La divisione familiare genera potenziali ricadute sul benessere psicofisico degli individui, sul

rapporto genitori-figli e sulle performance di tali figli nella vita adulta.

Mutano le situazioni residenziali e le strategie lavorative, soprattutto per quanto riguarda e donne.

Le condizioni finanziarie possono peggiorare tanto da far aumentare i rischi di povertà e

vulnerabilità dei soggetti interessati

Il sociologo Barbagli , nel 1990, ha evidenziato come l’Italia si differenzia dagli altri paesi industrializzati per sei peculiarità, per quanto riguarda lo scioglimento del

matrimonio

Chi vuole il divorzio deve passare due volte

attraverso i tribunali, spendendo tempo e denaro

Molti coniugi si arrestano alla fase della

separazione, perchè non hanno integrato nel loro

sistema di valori l’idea del divorzio oppure perchè

scoraggiati dalla lunghezza delle procedure

richieste.

Divorziano quando sono al termine

dell’età di mezzo, quando le probabilità di

rifarsi famiglia sono ormai poche. L’età

media al momento della separazione è 41

anni per le donne e 45 per gli uomini

Ci si spera più tra persone con istruzione e

redditi elevati, mentre in altri paese tanto più è

elevato il ceto tanto più è probabile che i coniugi

restino assieme per tutta la vita, in Italia è il

contrario

Chi ha figli si separa e divorzia meno frequentemente di chi non ne ha.

Ci sono due eccezioni:

  • un figlio concepito prima del matrimonio fa aumentare l’instabilità

coniugale

  • la presenza dei figli è rilevante soltanto nei coniugi che sono stati

assieme meno di vent’anni

L’influenza dei figli sulla stabilità coniugale è maggiore per quanto

concerne il divorzio, se non si dividono legalmente è perché “si

sacrificano per i figli” o perché sarebbero sopraffatti da un

intollerabile senso di colpa. La presenza di figli può ostacolare anche

dal punto di vista economico o affettivo-emotivo, soprattutto in caso

di allontanamento di residenza.

Circa l’85%-90% dei minori dei genitori che si

separavano veniva affidato alla madre, dal 2006 la

normativa ha ammesso l’ affido condiviso.

Le richieste di separazione sono gli uomini a chiedere più spesso il divorzio, a

risposarsi più spesso rispetto alle donne, questo anche perchè le donne godono

ancora della pensione di reversibilità e possono succedere il marito.

Quasi la metà delle separazioni e oltre un terzo dei divorzi hanno coinvolto almeno un minore

Negli ultimi anni molti paesi europei hanno modificato il loro diritto alla famiglia, riconoscendo la condivisione della potestà genitoriale come la soluzione più

idonea a tutelare gli interessi dei figli minori coinvolti nella crisi del legame coniugale dei propri genitori.

In diversi stati il ricorso all’ affidamento congiunto è divenuto quasi una regola, mentre quello esclusivo un’ eccezione:

  • Francia: affidamento congiunto diviene regola nel 1993, nel 2002 ha previsto la doppia residenza per il minore
  • Inghilterra: nel 1991, i coniugi dopo il divorzio continuano congiuntamente ad esercitare il diritto della potestà genitoriale_ children act
  • Germania: 1998 prevede il mantenimento congiunto, e anche la possibilità che uno dei genitori chieda l’esclusività, ma sarà il giudice a decidere
  • Olanda: 1998, affidamento congiunto è una regola, si ricorre all’ esclusivo solo a seguito di una specifica richiesta del coniuge e deve essere particolarmente

motivata

  • in Italia : la nuova legge sull’ affido condiviso è stata introdotta cn circa dieci anni di ritardo sugli altri paesi europei.

In caso di separazione dei genitori, figli saranno affidati di regola ad entrambi i genitori

e , soltanto come eccezione, ad uno di essi.

Con la legge dell ’8 febbraio 2006 , è stato capovolto il precedente sistema, in base al quale i figli

venivano affidati all’uno o all’ altro genitore secondo il prudente apprezzamento del presidente del

tribunale, o del giudice, o secondo le intese raggiunte dai coniugi.

Principio di bigenitorialità

L’articolo 155 c.c., stabilisce il principio che anche in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e

continuativo con ciascuno di essi , di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e parenti di ciascun

ramo genitoriale.

La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori e le decisioni di maggiore interesse per i figli devono essere assunte di comune accordo dai coniugi, tenendo

conto delle capacità e dell’inclinazione naturale dei figli.

caso di disaccordo

  • la decisione è rimessa al giudice per la soluzione delle controversie insorte tra i genitori in ordine all’esercizio della potestà genitoriale,
    • mentre in caso di richiesta di modifica dei provvedimenti riguardo ai figli è competente il tribunale del luogo di residenza del minore.

In caso di gravi inadempienze o di atti che arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, il giudice può modificare i

provvedimenti in vigore, e può congiuntamente:

  1. Ammonire il genitore inadempiente
  2. Disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nel confronto del minore
  3. Risarcimento nei confronti dell’altro genitore
  4. Condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 € a un massimo di 5000 € della cassa delle

Ammende

Sempre su decisione del giudice, la potestà può essere esercitata separatamente sulle questioni di ordinaria amministrazione.

Il giudice ha la facoltà di adottare i provvedimenti relativi ai figli con ampia gradazione: possibilità che l’affidamento sia esercitato congiuntamente da entrambi i coniugi

in ordine a tutte le questioni attinenti ai figli., possibilità che l’affidamento sia esclusivo, passando anche per vie intermedie

⑳ · ⑤. · · -

Wallerstein

Raramente i separati riescono a non attribuire all’altro la colpa della rottura, i soggetti esaminati da Wallerstein hanno infatti bisogno di una media di tre anni per trovare un

nuovo equilibrio esistenziale.

A 10 anni di distanza dalla separazione l’80% dei soggetti ha affermato, anche se non felice, di essere contento di essere sfuggito al proprio matrimonio.

La separazione non si risolve nell’ autorizzazione a vivere separati sancita dal tribunale,

ma comporta un cammino psicologico della persona che affronta tale evento.

Bohannan ha descritto il processo di separazione attraverso la definizione di una serie di tappe successive che non possono essere superate se non si è conclusa

positivamente quella precedente.

Le prime fasi del processo riguardano la coppia in quanto tale e comportano la separazione emotiva dall’altro coniuge: la coppia appare sempre più insoddisfatta e sente

che il rapporto si sta deteriorando, conducendo a una perdita di fiducia reciproca.

Il secondo e terzo stadio riguardano la separazione legale vera e propria e quella economica : i due coniugi rendono pubblico il loro conflitto

Separazione genitoriale Emerge a questo punto il problema dei figli, che spesso diventano un

pretesto di ricatto o conflitto. In questa fase devono risolvere le problematiche relative ai figli e all’

affidamento, alla distribuzione e ripartizione dei compiti educativi

Nelle separazioni più conflittuali, i figli diventano

pretesto per tenere legato a se l’ altro coniuge

La separazione dalla comunità di appartenenza, o quanto meno,la ridefinizione dei rapporti

con essa in funzione del nuovo status civile una forma di investimento sociale

Separazione psichica , consiste nell’ accettazione del proprio nuovo status sociale e della lontananza delll’ex partner e la

sensazione di essere un essere completo, intero, indipendente, implica un investimento emotivo

Il non superamento di una qualsiasi di queste fasi rende arduo ‘adattamento post separazione dei soggetti coinvolti

L’adattamento post-separazione dei figli

I bambini a seguito della separazione vivono dei cambiamenti radicali, perderanno parte della quotidianità e delle abitudini con il genitore che non vivrà più con lui/lei, in alcuni casi

cambiare abitazione, scuola, compagni - cambiano i parametri di riferimento.

La separazione è il risultato di mesi, o anni, di difficoltà nelle relazioni tra genitori, tensioni e liti cui il bambino è stato esposto o

coinvolto

Le conseguenze della separazione sui figli sono determinate principalmente dalle modalità con cui i genitori vivono la crisi di coppia e la riversano sui figli.

È proprio l’alto livello di conflittualità dei genitori circa l’affidamento o il collocamento dei minori che spinge il giudice a ricorrere al parere di un esperto per

decidere sulla migliore soluzione da adottare, perchè spesso i genitori non sono in grado di valutare con obiettività e lucidità la situazione dei figli.

I bambini percepiscono perfettamente i vissuti dei genitori riguardo la scelta dell’affidamento ed essi possono reagire, a seconda dell’età approfittando dei risvolti

pratici o elaborando vissuti di iper responsabilizzazione, iperattaccamento o iperdistacco

Spesso la disgregazione familiare è causa di effetti deleteri sui processi normali evolutivi dei fanciulli, in quanto assorbe le loro energie psichiche ed emotive,

intacca e sconvolge i rapporti con le figure genitoriali, ne accresce i conflitti di lealtà interferendo nei sistemi di alleanze e mette a dura prova la concezione di

realtà e la visione del mondo che essi stanno interiorizzando

L’età influisce sicuramente sulla capacità del minore di comprendere la separazione dei genitori e di

superare la crisi stessa. Non gli è semplice distinguere il ruolo coniugale da quella genitoriale, in quanto la

coppia è il suo primo modello sociale di riferimento che rappresenta qualcosa di unitario e indivisibile.

L

&

Si può identificare un corso evolutivo del processo di crescita psicofisica, senza sottovalutare l’unicità dell’individuo. L’età risulta correlata al grado di percezione, di

comprensione e di conoscenza del bambino circa il suo mando sociale e fisico, a differenti livelli di interpretazione e di spiegazione corrispondono differenti reazioni.

Classificare le reazioni dei bambini in relazioni a specifiche classi d età:

Fase pre-edipica - 18/42 mesi

Tutti i bambini di quella fascia di età reagiscono con comportamenti regressivi, nelle mansioni igieniche, in un

insaziabile bisogno di affetto e protezione, problemi del sonno e dell’alimentazione, stadi di gioco anteriori.

Incapacità di provare gioia, ma tendersi isolati per ore

Ad un anno dalla separazione dei genitori tali comportamenti si alternano e tendono a scomparire, permane il

bisogno di rapporti interpersonali e qualche problema di natura emotiva

Fase edipica - 3 anni e mezzo-6 anni

Tratti meno regressivi e più nevrotici. Aumenta il comportamento aggressivo , al dolore della separazione

reagiscono con rabbia che sfogano in modo diffuso e generalizzato

Si riscontra la paura di farsi del male. Il conflitto dei genitori, la loro ostilità, vengono percepiti come ostilità

nei loro confronti ed essi si sentono causa della separazione- vissuti di autocolpevolizzazione

Si manifestano sintomi depressivi, inibizione e blocchi nello sviluppo psicologico

Fase di latenza - 6/10 anni

I bambini sono consapevoli del loro dolore e, per superarlo ricorrono all’uso della fantasia (riconciliazione dei

genitori) , alla comunicazione verbale.

Capita vi sia un rifiuto di dialogo e allora si ha una vasta casistica di comportamenti sintomatici.

Diffusi anche i conflitti di lealtà nei confronti dei geni tori in quanto a quest’età il bambino viene spesso

strumentalizzato come veicolo di comunicazione

I sentimenti di rabbia e collera sono consapevoli e ben organizzati e diretti in modo preciso verso un oggetto,

che può essere la madre, il padre o entrambi. Si accompagnano anche un sentimento di perdita e di

abbandono, si sentono rifiutati dal genitore che non vive più assieme a loro

Sintomi somatici come risposta allo stress e in relazione con i conflitti coniugali o con le visite di uno dei

genitori

Preadolescenza e adolescenza

Si possono osservare progressi dello sviluppo del senso di responsabilità, maturazione psicologica ed

emotiva, aumento della fiducia in se stesso.

Può favorire, in soggetti già di per se fragili o ancora poco dotati intellettualmente, la diminuzione della

distanza cronologica appropriata tra ragazzo e genitore affidatario , arrestando il processo di graduale

individualizzazione

Si possono riscontrare comportamenti antisociali, alternanza di periodi di depressione o momenti di

aggressività o fughe di casa- spesso tentativo di richiamo ai genitori ad occuparsi di se, arginando la paura

di essere abbandonati

50% con

problemi

50% con problemi

7-8 anni : 25% in

condizioni peggiori

9-10 anni: 50% in

condizioni peggiori

Sviluppo normale se gli eventi

vengono controllati e dominati

1

anno

dopo

Oggi si tende a prediligere il genitore che permette al figlio di avere il libero accesso all’ altro genitore Diritto alla biginetorialità

È stato ampiamente recepito nella nuova riforma dell’affidamento condiviso

Criterio affettivo-relazionale

Bisogni e richiesta del minore

Potenziamento dle ruolo del genitore

Riconoscimento delle capacità genitoriali di entrambi

Continuità, stabilità con l’ambiente di vita

Entrambi i genitori non idonei- eccessiva conflittualità

Motivazioni del CTU alla proposta di affidamento

Al centro viene posto il miinore e le sue necessità

Affidamento esclusivo dovrebbe avvenire in via eccezionale e soltanto per grandi

motivi

METODI E TECNICHE PER LA VALUTAZIONE

Nella consulenza psicologica l’obiettivo diagnostico è la relazione tra coniugi, tra questi e i figli, tra i singoli componenti della famiglia e altre persone significative

Che andrà analizzata sotto l’aspetto strutturale ed evolutivo, allargando il campo di

osservazione alla famiglia estesa e all’ ambiente socio relazionare di convivenza del minore

Il perito svolge mediamente da 6 a 12 incontri con i vari membri del nucleo familiare

Il colloquio è lo strumento principale attraverso cui il CTU raccoglie la parte essenziale

delle informazioni necessarie, permette di instaurare un rapporto con la famiglia in crisi e

di giungere ad una conoscenza delle problematiche interne a tale nucleo.

Il colloquio individuale con i minori, ha molte

somiglianze con il colloquio clinico, in quanto il suo

fine è quello di cogliere quali siano i legami affettivi

del minore verso i genitori

Il colloquio degli adulti ha invece lo scopo di sondare alcune

caratteristiche di personalità e del modo di vivere dei genitori

ASCOLTO E VALUTAZIONE DEI GENITORI

Colloqui congiunti, con i genitori che permettono di ricostruire la storia familiare

  • si analizza la crisi familiare, motivi e tempi di insorgenza e la sua evoluzione
  • raccolte informazioni relative ai rapporti con i figli e l’ assunzione del ruolo genitoriale
  • Capacità comunicative e di collaborazione dei due genitori nell’interesse dei minori e il

livello d conflittualità, capacità di ascolto reciproco

Colloquio congiunto genitore-figlio

Colloqui individuali

  • permettono di tracciare la storia dell’individuo
  • Cogliere il modo in cui affronta l’evento separativo, nonchè le sue aspettative nel futuro

Durante il colloquio spesso si indaga sul

funzionamento dell’io,le potenzialità e l’ efficienza

intellettuale , il tipo di intelligenza, la dotazione affettiva

Si procede verso un esame psicodiagnostico, quando

sospetta un disturbo di personalità

Il perito può servirsi dell’ausilio di terze persone, effettuando comunque una sua valutazione personale critica.

Il test proiettivo fornisce all’ operatore la possibilità di indagare più facilmente, verificando le ipotesi

Rorschach, T.A.T

L’uso dei reattivi nel contesto della CTU dovrebbe essere molto cauto, con l’esclusione ove possibile di ogni esplicita

valutazione diagnostica e con una costante attenzione alla possibili strumentalizzazioni che potrebbero essere tratte

dalle parole del consulente

cioè colui che non parla male

dell'altro genitore, non

distrugge la sua figura, non lo

svalorizza, non ostacola il

bambino nei rapporti con l'altro.

_- inadeguatezza di uno dei genitori,

  • comportamento sistematicamente positivo e_

contrario alle indicazioni del giudice di uno dei due

genitori

- gravi difficoltà del minore o gravi problemi relazionali

tra il minore e uno dei genitori,

_- abuso,

  • stato di salute psichica del genitore,
  • anomala condotta di vita del genitore_

A

ASCOLTO E VALUTAZIONE DEI MINORI
Il professionista ha l’obbligo deontologico di esaminare, consultare e ascoltare il bambino prima di esprimere un parere.

Il colloquio con il minore ' costituisce un momento fondamentale anche per il minore, a cui si da uno spazio tutto suo dove essere ascoltato.

Va informato sulle ragioni dell’indagine anche per correggere eventuali informazioni errate o distorte che riceve dai genitori

  • Momento di chiarificazione per il bambino circa la sua situazione familiare, che spesso sono angosciati, confusi e timorosi di perdere il contatto con l’uno o l’altro

genitore

  • Permette di valutare i suoi bisogni concreti e rapporti con i genitori, le introiezioni e identificazioni con le figure genitoriali

Il CTU deve astenersi dal chiedere preferenze rispetto ad un affidamento, tale domanda grava il minore di una responsabilità e lo pone di fronte a un conflitto di lealtà.

I test proiettivi sono lo strumento privilegiato di indagine: permettono di conoscere il vissuto del bambino nei confronti delle figure genitoriali, le

identificazioni con esse, rapporto con i fratelli, possibili problematiche,

Evitando di sottoporre il bambino ad un interrogatorio, ma interagendo con lui in modo ludico con strumenti più espressivi

VISITE DOMICILIAIRI E INDAGINE AMBIENTALE

verifica delle condizioni abitative dei genitori e dove vivono i minori

Permette di comprendere l’interazione tra il bambino, i genitori e la realtà circostante

ALTRE FIGURE DI RIFERIMENTO

Si svolge solitamente un colloquio di tipo conoscitivo in cui si cerca di capire la disposizione del soggetto nei confronti del minore e il suo atteggiamento nei confronti della

vicenda coniugale

La perizia inizia nel momento in cui viene posto il quesito da parte del giudice e si conclude con la consegna dell’elaborato finale nel quale sono indicati tutti gli

accertamenti svolti, sia sui genitori che sui minori ed è inoltre indicata la risposta al quesito del giudice sulla base di argomentazioni e motivazioni precise indicate

dal CTU, che deve fornire una documentazione chiara, strutturata attraverso la precisa differenziazione delle sue singole parti amnestiche, diagnostiche e valutative.

Rorschach, CAT, favole di Duess, prove grafiche, FRI

(soprattutto nel caso sospetto di abuso e maltrattamento) e

il disegno congiunto, osservazione naturalistica(senza

interferenze)

Trova maggiore facilità ad esprimere le sue ansie, paure

attraverso il gioco e la funzione simbolica, mentre

padroneggia con maggiore difficoltà il linguaggio verbale

1

A