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Dispense Statistica Psicometrica per corso di laurea triennale in psicologia
Tipologia: Dispense
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1 Statistica e glossario di base 5
Che cos’è la statistica?
Diversi processi che danno origine ai dati statistici
Glossario di base
2 Popolazione, campione e unità statistica 7
3 Variabile statistica 8
Tipologie di variabili statistiche e operazioni possibili
Esempi di variabili statistiche
4 Analisi statistiche, tabella dei dati e serie 10
La matrice o tabella dei dati
Esempio di matrice dei dati
Serie grezza
Serie ordinata
5 Frequenze e distribuzioni di frequenze 12
La frequenza assoluta
Tabella di sintesi delle frequenze assolute
Esempio di frequenza assoluta
La frequenza relativa
Tabella di sintesi delle frequenze relative
Esempio di frequenze relative
La frequenza percentuale
La tabella di sintesi delle frequenze percentuali
Esempio di frequenze percentuali
Le frequenze assolute cumulate
Esempio di frequenze assolute cumulate
Le frequenze relative cumulate
Esempio di frequenze relative cumulate
Le frequenze percentuali cumulate
Esempio di frequenze percentuali cumulate
6 Classi e distribuzione per classi 19
Le classi di modalità
La tabella di frequenza per classi
La notazione degli intervalli
10 Forma ed indici di forma 51
La forma di una distribuzione
La simmetria di una distribuzione
Il ruolo degli scarti nella simmetria
L’asimmetria
L’indice di asimmetria di Fisher
L’indice di asimmetria di Hotelling-Solomon
L’indice di asimmetria di Yule-Bowley
La curtosi e l’indice di curtosi di Fisher
11 Analisi della varianza/devianza 60
La scomposizione della devianza
La statistica F di Fisher
L’indice eta quadro
12 Distribuzione normale e normalità 65
La distribuzione normale
Le caratteristiche della curva gaussiana
Media e varianza di una distribuzione normale
La distribuzione normale standardizzata
Il test chi quadro
Riassunti di Statistica Psicometrica 1. Statistica e glossario di base
LA STATISTICA
Cos’è e a cosa serve la statistica
La statistica è una disciplina scientifica che ha come finalità l’analisi dei dati per estrarre
informazioni utili a prendere le “migliori” decisioni.
I DIVERSI PROCESSI CHE DANNO ORIGINE AI DATI STATISTICI
Le diverse tipologie di indagini statistiche
Un’indagine statistica è uno studio che riguarda un collettivo statistico, le cui unità sono entità
(persone, imprese, abitazioni) individuabili e osservabili, chiamata popolazione reale o finita.
L’indagine statistica può essere:
Censuaria: lo studio statistico è condotto con l’osservazione della totalità delle unità
statistiche di una popolazione;
Campionaria: limitata a una parte delle unità della popolazione, ossia a un campione.
Divisione del campo della statistica metodologica
Il campo della statistica metodologica si divide in:
Statistica descrittiva: quando i metodi statistici sono applicati a variabili rilevate sulla
popolazione. Si considera il campione quando l’intera popolazione non è conoscibile. Se
il campione è scelto secondo opportune metodologie allora le informazioni derivate
dall’analisi del campione sono estendibili all’intera popolazione entro un certo margine
di errore (rilevazione dati, costruzione distribuzioni di frequenza, presentazioni grafiche e
tabellari).
Statistica inferenziale: quando i metodi statistici sono applicati a variabili rilevate sul
campione, e sono considerati validi sull’intera popolazione.
GLOSSARIO DI BASE
Sommatoria:
Frequenza assoluta: 𝑛
Frequenza relativa: 𝑓
Frequenza percentuale: 𝑝
Frequenza assoluta cumulata: 𝑁
Frequenza relativa cumulata: 𝐹
Frequenza percentuale cumulata: 𝑃
Ampiezza della classe: 𝐴
Densità della classe: ℎ
Classe: 𝐶
Valore centrale della classe: 𝑥ො
Riassunti di Statistica Psicometrica 2. Popolazione, campione e unità statistica
LA POPOLAZIONE, IL CAMPIONE E L’UNITÀ STATISTICA
Il collettivo statistico/popolazione
Il collettivo statistico (anche definito popolazione) è totalità dei casi individuali in cui il
fenomeno studiato si manifesta. È qualsiasi insieme rispetto al quale si realizza il fenomeno
oggetto di studio.
Il campione
Il campione è una parte della totalità dei casi che viene sottoposta a osservazione. È qualsiasi
sottoinsieme derivato da una popolazione e finalizzato allo studio del fenomeno.
L’unità statistica
L’unità statistica è un elemento della popolazione o del campione su cui si manifesta il
fenomeno.
Esempio di collettivo statistico, campione e unità statistica
Il Ministero dell’Istruzione decide di analizzare statisticamente i dati relativi alla preparazione
in lingua inglese dei bambini che studiano presso le scuole primarie italiane.
In questo caso di studio la totalità di bambini frequentanti le scuole primarie italiane sono il
collettivo statistico su cui il Ministero andrà a svolgere un’analisi censuaria.
Se il Ministero non possiede le risorse adatte per svolgere un’indagine sulla totalità di bambini
che compongono la popolazione statistica, sceglierà un numero di bambini più ristretto per
svolgere l’indagine; questo insieme più ristretto si definisce campione.
Ogni singolo bambino, al quale sottoporre l’indagine statistica sulla sua preparazione in lingua
inglese, rappresenta l’unità statistica dell’indagine.
Riassunti di Statistica Psicometrica 3. Variabile statistica
LA VARIABILE STATISTICA E LE MODALITÀ
La variabile statistica
La variabile è l’aspetto misurabile del fenomeno che viene rilevato su ciascun elemento della
popolazione e/o campione. Le variabili sono lo strumento con cui si misura operativamente il
fenomeno.
Le modalità
La modalità è la manifestazione concreta (o osservazione) della variabile sulle unità. Le
modalità possono anche essere definite come i diversi modi con cui il carattere/variabile si
manifesta nelle unità statistiche del collettivo.
Esempio sulle variabili e sulle modalità
Una scuola elementare ha intenzione di analizzare il colore dei capelli e il colore degli occhi dei
suoi alunni.
In tale indagine le variabili statistiche che vengono analizzate dalla scuola sono:
Il colore dei capelli;
Il colore degli occhi.
Le modalità, per ciascuna variabile potrebbero essere:
Per la variabile colore dei capelli: neri, castani, biondi, rossi;
Per la variabile colore degli occhi: neri, marroni, verdi, azzurri, grigi, ecc..
LE TIPOLOGIE DI VARIABILI STATISTICHE
Tipologie di variabili statistiche e operazioni possibili
Le variabili statistiche possono essere:
Riassunti di Statistica Psicometrica 4. Analisi statistiche, tabella dei dati e serie
LE ANALISI STATISTICHE
Tipologie di analisi statistiche
Le analisi sui dati, svolte con lo studio della statistica, possono distinguersi in base al numero di
variabile coinvolte:
Analisi univariate: con lo studio di una sola variabile statistica, con lo scopo di capire le
caratteristiche essenziali;
Analisi bivariate: con lo studio di due variabili statistiche, lo scopo è di identificare le
possibili relazioni esistenti fra queste due;
Analisi multivariate: studio di più di due variabili.
Esempi di analisi statistiche univariate e bivariate
Un’analisi statistica univariata può essere condotta sul peso di un campione di clienti di un fast
food, per studiare alcune caratteristiche essenziali, come il peso medio o la variabilità dei dati
raccolti.
Un’analisi bivariata può essere condotta – sempre sullo stesso campione di clienti di un fast food
L’obiettivo di tale analisi è scoprire se esistono relazioni statistiche tra queste due componenti.
LA TABELLA DEI DATI
La matrice o tabella dei dati
La matrice dei dati è una tabella che rappresenta i dati rilevati in funzione di un certo numero
di variabili (poste come colonne) e di un certo numero di unità (poste come righe).
È rappresentabile nel seguente modo:
1 x 1
y 1
... w 1
... z 1
2 x 2
y 2
... w 2
... z 2
i x i
y i
... w 3
... z i
n x n
y n
... w n
... z n
Esempio di matrice dei dati
Possiamo rappresentare tramite una matrice dei dati le rilevazioni fatte su sei clienti del fast
food (le sei unità dell’analisi) riguardanti la loro età, il loro peso e il numero di volte che si sono
recati in un fast food nell’ultima settimana (le tre variabili statistiche dell’analisi):
Riassunti di Statistica Psicometrica 4. Analisi statistiche, tabella dei dati e serie
Unità Età Peso (in
kg)
Volte al
fast-food
LE SERIE
La serie grezza
La serie grezza è la rappresentazione in serie dei dati rilevati su un certo numero di unità
statistiche per una sola variabile.
Partendo da una matrice di dati è possibile estrapolare una serie grezza, prendendo
esclusivamente una variabile e i suoi relativi valori.
In una generica variabile X, la sua serie grezza è formata da:
x 1
x 2
... x i
... x n
Esempio di serie grezza
Partendo dalla matrice dei dati precedente è possibile estrapolare la serie grezza relativa all’età
delle sei unità statistiche:
Da notare che mentre nella matrice dei dati l’età era rappresentata in colonna, in questo
esempio la serie grezza è rappresentata in riga (le rilevazioni sono state capovolte).
Serie ordinata
Laddove ha senso è possibile definire una serie ordinata come una serie grezza le cui rilevazioni
vengono ordinate in modo:
Crescente, quando: 𝑥
ଵ
ଶ
Decrescente, quando: 𝑥
ଵ
ଶ
Esempio di serie ordinata
Possiamo ordinare in senso crescente la serie grezza dell’esempio precedente:
E in ordine decrescente:
Riassunti di Statistica Psicometrica 5. Frequenze e distribuzioni di frequenze
La frequenza relativa
La frequenza relativa associata alla modalità è la quota parte del collettivo su cui si osserva la
modalità.
La frequenza relativa si calcola come:
frequenza relativa =
frequenza assoluta della modalità
numero totale di unità
In formato algebrico:
Quindi, la somma di tutte le frequenze relative osservate è pari a 1:
ୀଵ
La tabella di sintesi delle frequenze relative
Avendo a disposizione la tabella di sintesi delle frequenze assolute è possibile aggiungere una
nuova colonna per rappresentare le frequenze relative:
Modalità Frequenza
assoluta
Frequenza
relativa
Modalità 1 n 1
f 1
Modalità 2 n 2
f 2
Modalità i n i
f i
Modalità k n k
f k
Esempio di frequenze relative
Continuando con l’esempio delle frequenze assolute, si ha:
Numero di
figli
Frequenza
assoluta
Frequenze
relative
Riassunti di Statistica Psicometrica 5. Frequenze e distribuzioni di frequenze
Procedimento:
), per ottenere il numero totale di unità:
) divideremo la prima frequenza
assoluta (n 1
) con il numero totale di unità (N):
ଵ
ଵ
Come possiamo osservare la sommatoria di tutte le frequenze relative è pari a 1:
La frequenza percentuale
La frequenza percentuale (p i
) è la versione in percentuale della frequenza relativa. Si ottiene
moltiplicando ogni frequenza relativa per cento:
da cui:
Quindi, la somma di tutte le frequenze percentuali è sempre uguale a 100:
ୀଵ
La tabella di sintesi delle frequenze percentuali
Avendo a disposizione la tabella di sintesi delle frequenze relative è possibile aggiungere una
nuova colonna per rappresentare le frequenze percentuali:
Modalità Frequenza
assoluta
Frequenza
relativa
Frequenza
percentuale
Modalità 1 n 1
f 1
p 1
Modalità 2 n 2
f 2
p 2
Modalità i n i
f i
p i
Modalità k n k
f k
p k
Esempio di frequenze percentuali
Continuando con l’esempio delle frequenze assolute, si ha:
Riassunti di Statistica Psicometrica 5. Frequenze e distribuzioni di frequenze
assoluta e la seconda:
assoluta, la seconda e la terza:
assoluta, la seconda, la terza e la quarta:
frequenza assoluta, la seconda, la terza, la quarta e la quinta:
Si può notare come l’ultima frequenza assoluta cumulata coincide con il numero totale di unità:
ହ
Le frequenze relative cumulate
Riprendendo il concetto di frequenze assolute cumulate, definiamo le frequenze relative
cumulate (F i
) come la somma della frequenza relativa della modalità e di quelle delle modalità
che la precedono:
ଵ
ଵ
ୀଵ
Il metodo di calcolo sarà identico a quello delle frequenze assolute cumulate.
L’ultima frequenza relativa cumulata sarà pari a uno, ovvero alla sommatoria di tutte le
frequenze relative.
Esempio di frequenze relative cumulate
Continuando con l’esempio delle frequenze assolute e relative, si ha:
Numero di
figli
Frequenza
assoluta
Frequenze
relative
F. relativa
cumulata
Procedimento:
La prima frequenza relativa cumulata è sempre uguale alla prima frequenza relativa
La seconda frequenza relativa cumulata è uguale alla somma della prima frequenza
relativa e la seconda:
Riassunti di Statistica Psicometrica 5. Frequenze e distribuzioni di frequenze
relativa, la seconda e la terza:
relativa, la seconda, la terza e la quarta:
frequenza relativa, la seconda, la terza, la quarta e la quinta:
Si può notare come l’ultima frequenza relativa cumulata è pari a uno:
ହ
Le frequenze percentuali cumulate
Riprendendo il concetto di frequenze assolute e relative cumulate, definiamo le frequenze
percentuali cumulate (Pi) come la somma della frequenza percentuale della modalità e di quelle
delle modalità che la precedono:
ଵ
ଵ
ୀଵ
Il metodo di calcolo sarà identico a quello delle frequenze assolute e relative cumulate.
L’ultima frequenza percentuale cumulata sarà pari a cento, ovvero alla sommatoria di tutte le
frequenze percentuali.
Esempio di frequenze percentuali cumulate
Continuando con l’esempio delle frequenze assolute, relative e percentuali, si ha:
Numero di
figli
Frequenza
assoluta
Frequenze
relative
Frequenze
percentuali
F. percentuali
cumulate
Procedimento:
percentuale
percentuale e la seconda:
Riassunti di Statistica Psicometrica 6. Classi e distribuzione per classi
LE CLASSI STATISTICHE
Le classi di modalità
Se svolgendo un’analisi statistica ci imbattiamo in una numerosità del collettivo grande (ad
esempio in un’analisi censuaria), anche le modalità saranno altrettanto numerose, rendendo
complicato se non impossibile uno studio corretto dei dati rilevati.
Se le modalità fanno riferimento a variabili statistiche quantitative si possono raggruppare le
diverse rilevazioni in classi di modalità. Quindi, le classi ci aiutano ad ottenere una sintesi
efficace, ma distruttiva, di una molteplicità di dati, raggruppando le unità statistiche in base ad
un criterio di vicinanza.
Le classi devono essere:
Esaustive: rappresentare tutte le rilevazioni in nostro possesso;
Mutuamente esclusive: non possono contenere unità statistiche che sono
contemporaneamente in due classi diverse.
La tabella di frequenza per classi
Introducendo delle classi (le quali possono essere anche decise, nel modo migliore per
aumentare l’efficacia di sintesi, da noi) possiamo rappresentarle in tabella con il numero delle
frequenze assolute, relative e percentuali.
Questi valori vengono calcolati dalle lunghe serie grezze nello stesso modo delle distribuzioni
esposte in precedenza, aggregando i diversi dati in base alle delineazioni fatte nella definizione
delle classi.
Classe Frequenza
assoluta
Frequenza
relativa
Frequenza
percentuale
x 0
n 1
f 1
p 1
x 1
n 2
f 2
p 2
x i-
n i
f i
p i
x k-
n k
f k
p k
dove:
x 0
: estremo inferiore della prima classe;
x 1
: estremo superiore della prima classe.
La notazione degli intervalli
Ogni classe rappresenta un intervallo tra due modalità, tale intervallo può essere:
Riassunti di Statistica Psicometrica 6. Classi e distribuzione per classi
Chiuso a sinistra: l’estremo inferiore è incluso nella classe, il superiore no
ଵ
ଵ
Chiuso a destra: l’estremo superiore è incluso nella classe, l’inferiore no
ଵ
ଵ
Chiuso sia a sinistra che a destra: entrambi gli estremi sono inclusi nella classe
ଵ
ଵ
Aperto sia a sinistra che a destra: nessuno dei due estremi è incluso nella classe
ଵ
ଵ
Esempio di una distribuzione per classi
L’ISTAT conduce un’indagine statistica sul fatturato di tutte le imprese italiane. Lo stesso ente
pubblico divide le modalità in classi come segue:
Classe di fatturato (in euro) Frequenza
assoluta
Frequenza
relativa
Frequenza
percentuale
L’ampiezza di una classe
L’ampiezza di una classe è la differenza tra l’estremo superiore e l’estremo inferiore della classe
stessa:
= estremo superiore
− estremo inferiore
Esempio dell’ampiezza di una classe
Riprendendo l’esempio dello studio dell’ISTAT sul fatturato delle imprese italiane, si ha:
Classe di fatturato (in euro) Ampiezza
Procedimento:
(100.000) e dell’estremo inferiore (0):