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Il Risorgimento è un periodo di rinascita culturale e politica in Italia, iniziatosi nella prima metà dell'800, durante il quale l'Italia riprende a riscoprire la propria identità nazionale, portandola, in pochi decenni, all'indipendenza. il processo di riscoperta nazionale, i moti rivoluzionari e i principali attivisti del Risorgimento, tra cui Giuseppe Mazzini e la sua organizzazione 'Giovine Italia'.
Tipologia: Sintesi del corso
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Il Risorgimento é un periodo di rinascita culturale e politica che si ha nella prima metà 800,in cui l’Italia inizia a riscoprire la propria identità nazionale. Questo processo l’ avrebbe portata,nel giro di pochi decenni, alla conquista dell’indipendenza. Se uno Stato italiano non era mai esistito,l’idea di una nazione italiana era presente sin dall’età dei comuni. Idea che acquistò nuovo vigore durante l’età napoleonica,all’interno del movimento giacobino in particolare,dove erano emerse voci unitarie ed indipendentiste,che però erano rimaste soffocate da quella che era la contraddizione tipica del giacobinismo italiano ovvero quella di essere portatore di idee rivoluzionarie. Tali orientamenti unitari erano stati completamente oscurati durante la Restaurazione e lo stabilirsi di un’egemonia austriaca su tutta la penisola. Nei moti del 20-21 la questione nazionale fu assente o comunque subordinata alle rivendicazioni costituzionali. In quelli del 30-31 tali voci riemersero. Dal loro fallimento trasse spunto poi Mazzini per elaborare la sua idea di nazione.
I MOTI DEL 1831
Le insurrezioni che scoppiarono nel 31 nell’Italia centro- settentrionale (Ducato di Modena e Parma e Legazioni pontificie) trassero origine dalla rivoluzione di luglio in Francia e da una trama cospirativa cui tentò di partecipare lo stesso duca di Modena Francesco IV,entrando in contatto con i carbonari che operavano nel Ducato,tra cui Ciro Menotti. Alla fine però il duca abbandonò ogni idea di cospirazione,che aveva accolto solo con l’intento di diventare sovrano di un Regno dell’Italia centro-settentrionale, e fece arrestare i capi della congiura. La rivolta scoppiò ugualmente nelle Legazioni pontificie e si estese successivamente ai Ducati costringendo alla fuga Francesco IV e Maria Luisa d’Austria. A differenza dei precedenti moti,quelli del 31 ebbero come protagonisti non tanto i militari,quanto i ceti borghesi appoggiati dall’aristocrazia liberale ed in qualche caso anche da una cospicua mobilitazione popolare. L’insurrezione fu stroncata alla fine dall’intervento austriaco,favorito dai contrasti locali e le divisioni politiche tra moderati e democratici. La Francia di Luigi Filippo non si impegnò nella difesa delle rivoluzioni italiane,ed anche questo fece si che l’Austria procedesse indisturbata ad un nuovo intervento militare. Dopo aver occupato i ducati,l’Austria entrò anche nei territori pontifici attuando dure repressioni.
MAZZINI E LA GIOVINE ITALIA
Il fallimento dei moti del 31 segnò la crisi della Carboneria a favore di un nuovo indirizzo che ebbe il suo principale sostenitore in Giuseppe Mazzini. Tra i patrioti di orientamento democratico si diffuse l’ideale dell’unità italiana da conseguirsi attraverso un’autentica lotta di popolo e non più mediante cospirazioni settarie. Grazie all’opera di Mazzini tale ideale si tradusse in un concreto programma d’azione. Mazzini nacque a Genova(1805) da una famiglia della borghesia medio alta. Si iscrisse subito alla Carboneria,ma nel 1830 venne arrestato e nel 31 andò in esilio in Francia,a Marsiglia,dove entrò in contatto con gruppi democratici e repubblicani francesi,tra cui Filippo Buonarroti,che contribuì a rafforzare le sue convinzioni repubblicane e unitarie. L’idea di nazione aveva nel pensiero di Mazzini un posto fondamentale. Solo uniti in nazioni i popoli avrebbero potuto assolvere alla loro
missione storica. All’Italia, in particolare,spettava il compito di abbattere i pilastri dei vecchi ordini (impero asburgico e stato pontificio) e iniziare un nuovo moto di emancipazione. Mazzini aveva un programma politico ben preciso(quello che invece era mancato alla Carboneria e ciò,insieme alla segretezza che aveva impedito ai cospiratori di creare intorno a sé un ampio consenso,aveva causato il fallimento dei moti del 31):l’Italia doveva rendersi indipendente e darsi una forma di governo repubblicana. Unica via per giungere all’unità e all’indipendenza era l’insurrezione popolare. Sicchè fondò nel 1831,in Francia, la “Giovine Italia” riunendo attorno a sé tutti i patrioti italiani esiliati in Francia.Quindi si impegnò nell’organizzazione delle insurrezioni. Proprio dell’apostolato mazziniano era il legame inscindibile tra pensiero ed azione. Il suo obiettivo era il Regno di Sardegna,ma qui la trama cospirativa di cui riuscì a porre le basi,fu scoperta e ciò costò la distruzione dell’intera organizzazione della Giovine Italia in Piemonte.Successive iniziative (prima in Savoia poi a Genova) ebbero altrettanto esito fallimentare causando la crisi di Mazzini e della Giovine Italia. Poco dopo il fallimento della spedizione in Savoia,M. comunque non si dette per vinto e fondò nel 34 la “Giovine Europa”,un’organizzazione internazionale che riuniva esuli di altre nazionalità,e rifondò la Giovine Italia che si era dissolta dopo il 34-35. Seguirono una serie di moti insurrezionali: in Emilia Romagna e quello dei fratelli Bandiera in Calabria,nessuno dei quali era stato organizzato da Mazzini. Tuttavia il ripetersi di episodi insurrezionali ispirati da repubblicani e il fallimento degli stessi favorì le critiche ai metodi mazziniani e all’impostazione da lui data al problema nazionale e i diffondersi di nuovi orientamenti politici.
NEOGUELFISMO
Sul piano politico,gli anni 40 videro l’emergere di un orientamento che cercava di dare soluzioni moderate al problema nazionale,il neoguelfismo,che ebbe il suo maggior interprete in Gioberti.Tale orientamento era imperniato sulla riscoperta della funzione nazionale della Chiesa cattolica.
IL BIENNIO DELLE RIFORME
Nel 46 venne eletto al soglio pontificio,Pio IX,generando ciò grande entusiasmo in tutta Italia, accresciuto dalle riforme che egli varò:concesse un’ampia amnistia per i detenuti politici,convocò una Consulta di Stato,formata da rappresentanti delle province scelti dall’autorità centrale,istituì una Guardia civica. Liberali e moderati videro nel nuovo papa l’uomo capace di dar corpo all’utopia neoguelfa. Nel corso del 47 anche gli altri Stati italiani,ad eccezione del Regno delle due Sicilie,furono costretti,per le pressioni dell’opinione pubblica e le manifestazioni popolari,a concedere alcune limitate riforme:il Granduca di Toscana imitò Pio IX istituendo una Consulta di Stato e una Guardia civica;Carlo Alberto varò un nuovo ordinamento amministrativo;Piemonte,Toscana e Stato della Chiesa sottoscrissero accordi preliminari per una Lega doganale italiana